Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

lunedì, novembre 20, 2006

L'origine del bullismo, della mafia e del disagio sociale nella società civile attuale!

Quando qualcuno vuole fare l'esempio della "teoria del Caos" afferma: "Una farfalla sbatte le ali a Tokio e a New York arriva l'uragano". All'interno dei comportamenti sociologici umani il meccanismo della trasmissione nella società di informazioni "oggettive" si manifesta nella forma di "caos" solo per il fatto che le informazioni "oggettive" sono filtrate, interpretate e riproposte. da ogni singola soggettività che comprende l'insieme sociale.
Ne deriva che un'informazione oggettiva, trasmessa in un insieme sociale, assume tanti significati quanti sono gli individui nell'insieme; assume tanti significati quanti sono gli specifici divenuti dell'insieme; assume tante trasformazioni quanti sono i sottoinsiemi che formano quell'insieme sociale. Dove per sottoinsiemi non si intendono solo tre dimensioni (la spaziale e la temporale come quantità di individui e le trasformazioni del loro divenuto), ma tutte le infinite dimensioni relazioni che quell'insieme sociale articola.
Ne consegue che quando ci si trova davanti ad un fenomeno come quello del "bullismo" dei ragazzi con atti di violenza e di disagio sociale molto marcati, ogni sottoinsieme sociale tende ad allontanare da sé la responsabilità dell'origine del comportamento attribuendo ad altri sottoinsiemi sociali la responsabilità di aver generato quei comportamenti.
Proprio perché si tratta di ragazzi, cioè un sottoinsieme sociale che nei suoi comportamenti e nelle sue scelte rappresenta la sintesi dei sottoinsiemi sociali che su di loro riversano la soluzione delle contraddizioni sociali che affrontano, la responsabilità prima di quei comportamenti è da individuare in elementi comuni che agiscono come delle costanti nel sistema sociale. Elementi che, filtrati soggettivamente, trasmettono i mezzi ai ragazzi attraverso i quali affrontare le relazioni sociali nel sottoinsieme della società civile in cui operano e vivono.
Il bullismo è un problema collettivo.
La responsabilità del bullismo sociale è responsabilità sia della società nel suo insieme, sia delle istituzioni come la Politica o la Magistratura, cioè di quelle Istituzioni il cui ruolo è agire sulla fondazione del divenire sociale.
Bullismo sociale.

E' una pagina che, partendo dagli ultimi fatti di cronaca di bullismo sociale, individua nel disagio sociale prodotto dal cristianesimo l'origine dei comportamenti. Quei comportamenti che in questo momento stanno suscitando una notevole apprensione sociale. Sia per il presente che per l'immediato futuro.
Quando la Polizia Postale dichiara al Corriere della Sera in data 18 novembre 2006:
“Ma in sé penso che ragazzi bulli più o meno violenti esistano da sempre, dentro e fuori dalle nostre scuole.”
Dimentica che quel “sempre” è relativo ad uno spazio e ad un tempo; lo spazio scolastico nel divenuto scolastico e solo fin da quando la scuola è diventata obbligatoria!
Prima non c'era. Non c'era prima che la chiesa cattolica dichiarasse guerra all'istruzione pubblica, al suffragio universale, ai diritti delle donne, all'uguaglianza dei cittadini sotto la legge.
Come prima non c'era il fenomeno del nonnismo nelle caserme. Quando prima? Prima che il cristianesimo avesse il controllo della società civile. Imponesse la gerarchia e la sottomissione al dio padrone, al Gesù, privando le persone del diritto di “cittadini” attraverso l'imposizione della monarchia assoluta.
La società nella quale stiamo vivendo sta pagando in maniera pesante il tentativo di introdurre nelle Istituzioni, nel costume, nella morale sociale, elementi sociologici e comportamenti propri della monarchia assoluta riproposti continuamente dalla struttura educazionale coercitiva cristiana.
Il bullismo, come il nonnismo, come la mafia, come l'attività politica per il controllo di serbatoi di voti attraverso il clientelismo, non sono altro che effetti di devastazione delle istituzioni attraverso l'imposizione ai cittadini di norme estranee alle Istituzioni giuridiche.
Si tratta di effetti prodotti nella società civile da atti illegali che non vengono censurati dalla Magistratura in quanto ritenuti non gravi o presenti in maniera tanto massiccia nella società civile che la loro persecuzione comporterebbe un danno alla società stessa.
Solo che questi atti illegali vengono percepiti dalle persone in due modi diversi. Da un lato come atti di terrorismo che minano la loro vita e le loro relazioni con le Istituzioni; dall'altro lato come legittimazione della reiterazione di tali atti al fine di sottomettere, dominare e privare dei diritti costituzionali le persone.
Come oggi, 20 novembre le notizie dimostrano. A Genova una preside ( che io definisco "demente" ma la definizione corretta sarebbe "criminale") minaccia di sospensione due ragazzi che si sono baciati fuori della scuola prima delle lezioni e in Germania una scuola pavida ha indotto un ragazzo a gesti di rivalsa disperata che si sono conclusi con otto feriti, agenti intossicati e il suicidio del ragazzo!
E che dire della maestra che legava con lo scotch mani e bocca ai bambini di 3-5 anni, come notizia di oggi, a Roma?
Questa maestra di Roma e questa preside di Genova sono esempi di repressione militare di tutti quegli atti che qualificano la libertà della persona al fine di trasformare le persone indifese in oggetti di possesso: questa maestra di Roma e questa preside ha fatto del più becero bullismo. Gesti come quello di questa maestra e di questa preside sono quelli che hanno spinto il ragazzo in Germania alla disperazione. All'autoesaltazione di onnipotenza: il ragazzo ha sparato nella scuola con lo stesso spirito e con lo stesso "diritto" con cui la maestra di Roma bloccava le mani dei bambini o la preside di Genova minacciava la sospensione!
Povera Costituzione della Repubblica.
E i sociologi? VENDONO IL CULO AL MIGLIOR OFFERENTE GIUSTIFICANDO OGNI SQUALLORE SOCIALE. I sociologi giustificano coloro che con le loro azioni sono i responsabili del disagio sociale; coloro che costruiscono il disagio sociale.
L'introduzione in una società di “diritto costituzionale”, attraverso la coercizione educazionale, di principi morali, etici e sociali estranei (propri della società assolutistica monarchica) è l'elemento generatore della conflittualità sociale.
Diventa, pertanto, un atto ridicolo indicare nelle persone le responsabili di gesti che provocano il disagio sociale dal momento che chi dovrebbe gettare le fondamenta per rendere la società democratica una società compiuta preferisce usare metodi “clientelari”, metodi “mafiosi”, metodi di sopraffazione personale sia nella società che nei luoghi di lavoro.
Non è possibile costruire una società “democratica” sulla carta infarcendo la società di principi propri della monarchia assoluta, dell'etica della monarchia assoluta, delle relazioni interpersonali proprie della monarchia assoluta!
Questa è l'origine del disagio sociale.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo