Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

lunedì, luglio 02, 2007

Il cattolicesimo e le esigenze della vita!


Catolicesimo, politici Italiani ed esigenze della società civile.

Il matrimonio cristiano è
indissolubile

“Il Concilio di Trento afferma l’indissolubilità del nodo coniugale contro i protestanti che negavano tale proprietà, almeno in parecchi casi (sess. XXIV, cn. 5). I casi, che, secondo la Riforma, renderebbero lecito il divorzio, sono l’eresia, la coabitazione penosa, lo allontanamento intenzionale di uno dei coniugi. Lo stesso Concilio di Trento, riferendosi ai Greci, i quali consideravano lecita la rottura del nodo coniugale nel caso di adulterio, dichiara che la chiesa latina è nella verità insegnando, secondo il Vangelo e la dottrina apostolica, che neanche nel caso di adulterio, è lecito rompere il legame sponsale (cn7).
Si badi al legame logico che unisce la legge dell’indissolubilità alla legge dell’unità: l’unità nella indissolubilità è resa perpetua, durante la vita; l’indissolubilità è la corona, è la perfezione dell’unità.
Gesù riafferma la indissolubilità, in modo inequivocabile.
Nel discorso della montagna esige la perfetta unità e indissolubilità degli sposi, fin nei pensieri e nei desideri (mt. V, 27 ss.). Quando gli viene proposta la questione del divorzio, egli afferma recisamente l’indissolubilità. “E dei farisei, accostatisi, gli domandarono, per metterlo alla prova: “è lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?” E Gesù disse loro: “Che vi ha comandato Mosé?”. Ed essi: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di divorzio e di ripudiarla”. E Gesù disse loro: “Fu per la durezza del vostro cuore che egli scrisse per voi codesto precetto; ma al principio della creazione Iddio li creò maschio e femmina. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà con la sua moglie: e i due saranno una sola carne, così che non sono più due, ma uno. Quello che dio ha congiunto, l’uomo non separi... Chiunque ripudia la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro la prima moglie; e se una donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio” (Mc., X, 2-12; cfr. pure Lc. XVI, 18). Così il nodo d’indissolubilità è uguale per l’uomo e per la donna.
S. Paolo sottolinea che la struttura sacramentaria del matrimonio esige la legge dell’indissolubilità: poiché l’unione coniugale è il segno sacro dell’unione di Cristo e della Chiesa, di quest’unione il matrimonio deve avere le caratteristiche, l’unità e l’indissolubilità. “Lo sposo amando la sua donna, ama sé stesso: nessuno odia la propria carne. Ma la nutre, la circonda delle sue premure, come fa Cristo stesso con la sua Chiesa....” (ef. V, 28 ss.). “Per la legge del matrimonio, la donna è legata al marito, fin che vive. Se dunque ella sposa un altro uomo, vivente suo marito, si chiamerà adultera”. (Rom., VII, 23; I Cor, VII, 10)
E’ bello proiettare le caratteristiche del matrimonio cristiano nella luce del dogma del Corpo mistico. Se è vero che l’unione cristiana è simbolo del mistero dell’unione di Cristo con la Chiesa, delle proprietà di questo mistero pure sarà un segno. Ora, come l’unione di Cristo con la Chiesa è una e indissolubile nel perfetto amore che è perfetta donazione di sé, così sarà uno e indissolubile il vincolo delle nozze cristiane; e gli sposi si ameranno e si doneranno reciprocamente in maniera esclusiva e inscindibile. Allora sì, l’uno e l’altro potranno ripetere: “Ecco un gran mistero!”.”

Tratto da: “La teologia della famiglia” di Grazioso Ceriani della Pontificia Facoltà Teologica di Milano Como 1950 Pag. 57-60

Che quanto scritto da Ceriani e quanto afferma il Gesù dei cristiani o il Paolo di Tarso, sia semplicemente ridicolo lo dimostrano i politici Italiani che sono schierati a difesa della chiesa cattolica. Lo dimostrano non con le loro parole, ma con le loro azioni con le quali rispondono alle esigenze che la vita pone loro:


http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Viva-i-campioni-dellItalia-clericale/1668587/1&ref=hpsp


L'ANTITALIANO
Viva i campioni dell'Italia clericale

di Giorgio Bocca

Berlusconi, Bossi, Casini, Fini... Che modelli di virtù cristiane sono questi che fanno i loro comodi civili ma sono sempre in prima fila a baciare l'anello dei cardinali? Commenta


Fanno bene i Bagnasco, i Bertone e gli altri porporati del Vaticano ad affidare la difesa della sacra famiglia ai timorati onorevoli della destra, e a diffidare dei rossi peccatori nemici della morale. Ma forse farebbero bene a essere più cauti nello scegliere i campioni dell'osservanza cattolica. Ecco qui una sfilata di sepolcri imbiancati che dei precetti di Santa Romana Chiesa se ne infischiano altamente.
Il grande capo dei capi, l'amico del cardinal Sodano, Silvio Berlusconi, quello che ha le zie suore e la madre quasi santa, felice sposo nel 1965 di Carla Dell'Oglio ha divorziato nell'85 e si è risposato con Veronica Lario, due figli con la prima, tre con la seconda. Il fedelissimo capo della Lega il senatur Bossi ha divorziato dalla prima moglie Gigliola Guidali per sposare Manuela Marrone e procreare Renzo, Sirio Eridano e Roberto Libertà, tutti autorizzati a cercarsi un nome più decente. Poi c'è Pier Ferdinando Casini che ha divorziato nell'85 da Roberta Lubich da cui ha avuto due figlie per unirsi ad Azzurra Caltagirone, figlia dell'imprenditore Caltagirone che è fra i suoi finanziatori.
E ora abbiamo Gianfri Fini che si separa dalla moglie Daniela già sposata con un parà della Folgore a cui preferì Fini allora missino, chiamato tortellino perché arrivava da Bologna. La signora Fini si definisce un maschiaccio. La vedova di Giorgio Almirante dice: "Daniela è una donna garbata. Certo non è Rita Levi Montalcini, ma se è per questo neppure lui è Gabriele D'Annunzio. Inoltre non vedo in giro chissà quante first lady dotate di savoir faire".
Daniela del resto non ci teneva alla parte di first lady, passava le sue domeniche sportive nella tribuna d'onore della Lazio all'Olimpico. "La Lazio", diceva, "per me è il massimo, mi riempie la vita". Amava le feste in discoteca con Salvo Sottile, quello invaghito della Gregoraci, si lasciava sfiorare da una inchiesta sulla sanità, inveiva contro gli omosessuali, sfrecciava su auto potenti ad alta velocità fino a quando lei e Gianfri si sono accorti che "seguivano strade diverse", con piena soddisfazione dei colonnelli di An che la vedevano come il fumo negli occhi.
Ma insomma, sono questi i campioni della Italia clericale e osservante. Ricordiamo i tempi felici di papa Pacelli, della nobiltà nera che prestava servizio d'onore in Vaticano, dei Colonna e dei Massimo. Ricordiamo i Lombardi, che già dalla nascita decidevano chi di loro sarebbe stato il predicatore della ortodossia o il generale o il prefetto, ricordiamo le famiglie romane della nobiltà nera che non accettarono i Savoia e la Bella Rosin morganatica.
Ma che modelli di virtù cristiane sono questi che fanno i loro comodi civili, ma poi sono sempre in prima fila a baciare l'anello dei cardinali e a genuflettersi di fronte al papa tedesco? Si legge sui giornali che la coppia Fini ha passato il Capodanno del 2007 in Honduras con amici tra cui Roberto Carminati, il parrucchiere delle Vip che si occupa del nuovo look della signora Daniela e le ha consigliato capelli rossi e tailleur.
Si direbbe che questa nuova classe politica ignori sistematicamente le buone intenzioni che predica e si circondi abitualmente di un generone che sta fra i portaborse e i ruffiani. Daniela Fini adora sparare. Ha tre pistole, una calibro 38 una 9 corto e una 6 e 35 piccolissima "che porto con me la sera quando esco da sola". Poco prima della separazione la signora si è confidata con il settimanale 'Chi' ha cui ha rivelato che "la cucina la fa sempre lei".
(29 giugno 2007)
Fine articolo di Bocca

Appare del tutto evidente che questi politici non sono schierati con la chiesa cattolica per i “valori” (peraltro inesistenti e offensivi nei riguardi della Costituzione) che la chiesa cattolica manifesta, ma per puro tornaconto elettorale.
Anche a questi politici fa schifo il Gesù di Nazareth!
Però lo devono imporre a bambini indifesi in assoluto disprezzo nei riguardi della Costituzione.
A sé stessi applicano la morale Costituzionale e giuridica del paese, ma ai bambini impongono, con la violenza di feroci terroristi, la sottomissione al crocifisso; a sé stessi applicano i principi morali della società civile, ma questi stessi politici costringono i bambini a subire insegnati di religione cattolica che impongono loro principi avversi alla Costituzione della Repubblica.
E che fanno i Bagnasco, i Bertone, i Ratzinger?
A loro le affermazioni del pazzo di Nazareth non interessano nulla. A loro interessa avere a disposizione politici con cui imporre il crocifisso a bambini indifesi mantenendo l’impunità nella loro attività di stupro dei bambini Italiani! A loro interessa offendere la Costituzione della Repubblica e disporre di politici e di uomini nelle Istituzioni che anziché essere ossequienti nei confronti della Costituzione siano obbedienti ai loro ordini.
Marghera, 02 luglio 2007

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
Tel. 041933185

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