Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

martedì, settembre 25, 2007

La Corte di Cassazione settembre 2007

Corte di Cassazione

definisce il comportamento
civile che i magistrati
devono tenere

davanti alle accuse di
violenza sui bambini


Con la sentenza N. 35224 del 21 settembre 2007, accogliendo il ricorso della Procura della Repubblica di Brescia contro l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” di due suore Orsoline accusate di violenza sui bambini dell’asilo in cui prestavano servizio, la Corte di Cassazione detta delle regole comportamentali ai magistrati affinché si comportino in maniera corretta nell’emettere il loro giudizio.

Nel chiedere un nuovo processo la Corte di Cassazione afferma:

"In particolare, si legge nella sentenza, che "è perfettamente configurabile e ammissibile la possibilità che il giudice consideri il bambino una fonte di prova". Anche se, precisa il collegio, "è ormai un dato indiscutibile nel panorama della giurisprudenza una più rigorosa circospezione nell'acquisizione della prova riguardante le dichiarazioni di minori e di bambini: anche perché è lo stesso legislatore a prescrivere certe cautele nelle audizioni protette".

Non basta. "Nella letteratura di un certo peso dottrinario -spiegano ancora i giudici del Palazzaccio - non è agevole pensare a quei piccoli come a piccole persone capaci di sofisticate bugie e fantasticherie, perchè la regola è che un bambino di quell'età è strutturalmente incapace di occultare o di riprodurre falsamente i fatti di quelle sue prime esperienze".

Sul fronte delle testimonianze dei genitori, il collegio di legittimità ha spiegato che questi "non si sono riferiti alla conoscenza che essi avevano avuto dei fatti di causa tramite altre persone, ma ad una loro cognizione diretta per essere stati diretti e immediati depositari delle confidenze dei figli"."


Spesso i magistrati territoriali sono sottoposti a pressione di centri di potere mafiosa che, agendo sul territorio, impediscono loro di applicare la legge in relazione al dettato Costituzionale. Chi soffre per questa omissione sono i cittadini che, confidando nello Stato, non si sono organizzati in organizzazioni mafiose (li chiamano centri di pressione o lobbies; ma anche cambiando nome sono sempre mafie che agiscono in contrapponendosi alla legge cercando di assicurare dei vantaggi a discapito della società civile!). Così quando i problemi li travolgono non hanno forza economica, politica e sociale, per chiedere giustizia. Una giustizia che viene loro negata in vari modi dai magistrati. La giustizia viene negata attraverso interpretazioni soggettive del magistrato. L’interpretazione è doverosa per un magistrato, ma diventa atto criminale quando l’interpretazione giustifica atti avversi alla leggo o di disprezzo per i cittadini. La giustizia viene negata non facendo i processi e lasciando cadere i reati in prescrizione. I magistrati hanno VOLUTAMENTE e IGNOMINIOSAMENTE prodotto un grande carico di pratiche giudiziarie inevase al fine di gestire per i propri fini e per i propri interessi la giustizia: specialmente i magistrati nelle circoscrizioni della Corte d’Appello.
Così il magistrato ha mandato assolte le suore attraverso una sua interpretazione personale. Una interpretazione che suona come disprezzo per i bambini e appare come un atto di complicità con le violenze messe in atto dalle suore.
La Corte di Cassazione corregge quel comportamento e obbliga i magistrati a tener conto delle testimonianze dei bambini da un’ottica di civiltà Costituzionale.
Ma quanta sofferenza, quanti atti di terrorismo, dovranno subire i cittadini solo perché la chiesa cattolica mobilitando i suoi centri di potere agisce per non essere processata per le violenze che mette in atto nella società civile.
Il caso del TAR del Veneto la cui composizione è stata modificata al fine di disattendere una sentenza della Corte Costituzionale sul crocifisso imposto con la violenza e il terrore nelle scuole da un ministro della pubblica Istruzione che si preoccupa SOLTANTO di compiacere al Vaticano e alla sua attività di devastazione sociale.
Si deve confidare nella magistratura e, in particolar modo, nella Corte di Cassazione e nella Corte Costituzionale fintanto che i principi Costituzionali sono il faro verso il quale emettere le loro sentenze. Però si deve confidare nello sviluppo e nella presa di coscienza della società civile sull’importanza dei principi sociali determinati dalla Costituzione. Che non rimangano solo lettera, ma che diventino sostrato da cui promanare le azioni nella vita dei cittadini.
N.B. Le notizie sulla sentenza sono state prelevate in internet da articoli di cronaca.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia

lunedì, settembre 17, 2007

La Corte di Cassazione e l'ABC della democrazia

Spesso, nemmeno i magistrati della Repubblica, addestrati ai principi giuridici della Monarchia Assoluta, ricordano i fondamenti della Democrazia.
Specie quando tocca a loro rispettarli!
Specie quando mettono in discussione il loro pensarsi "dio padrone onnipotente".
E così la Corte di Cassazione deve intervenire per ripristinare le regole Democratiche; la morale etica Costituzionale in antitesi alla morale del dio padrone dei cristiani che troppi magistrati hanno interiorizzato comportandosi da "dio onnipotente" in disprezzo delle leggi e delle norme civili.
Certamente questo pm, Mario Blandini, non ha fatto delle "cose illegali" ricorrendo al magistrato, ma nel suo "delirio di onnipotenza", individuo al di sopra e al di là della critica, ha creato dei problemi a persone che non erano educate ad essere avezze con problemi giudiziari; come è toccato a me!
Queste persone sono state costrette a prendersi un avvocato e a difendersi in giudizio da accuse che questo pm non avrebbe MAI DOVUTO PERMETTERSI DI FORMULARE stante la morale e l'etica Costituzionale alla quale egli ha prestato giuramento.
Comportamenti come quello di questo pm, in assenza di interventi della Corte di Cassazione come quello che è avvenuto in questo caso, costituirono quelle devastazioni morali nella società civile che costituirono il sostrato su cui germinarono le contraddizioni che oggi definiamo come "lotta armata degli anni '70". Il tentativo di Istituzioni di imporre principi etico-morali propri della Monarchia Assoluta e le esigenze delle persone di veder applicati in toto i principi Costituzionali da Istituzioni che, anziché considerare sé stesse al servizio della società civile, si imponevano come padrone della stessa, costruirono quelle contraddizioni insolubili che portarono allo scontro sociale.
Dal giornale Il Gazzettino del 16 settembre 2007

CASSAZIONE
ROMA - Le critiche, anche «spietate», all'operato della magistratura «fanno bene alla democrazia». Che i cittadini abbiano il diritto di criticare le decisioni delle toghe la Cassazione già lo aveva detto, ma ora ha aggiunto qualcosa in più. La critica può diventare anche «spietata» davanti a decisioni che sono sentite come «ingiuste e non degne di un paese democratico». Il motivo? «La critica», scrive piazza Cavour, «è l'unico reale ed efficace strumento di controllo democratico dell'esercizio di una rilevante attività istituzionale che viene esercitata in nome del popolo italiano». E se a volte la «critica giudiziaria» appare «contrassegnata da espressioni forti, aspre pungenti ed anche suggestive », essa va assolta perché «spesso sono necessarie per richiamare l'attenzione» della gente «distratta». In questo modo la Quinta sezione penale ha respinto il ricorso del pm presso la Corte d'appello di Milano, Mario Blandini, che si era sentito danneggiato e offeso dai «toni assai aspri» utilizzati da un quotidiano per contestare la decisione della pubblica accusa di patteggiare in appello la pena sul caso di Ruggero Jucker, al quale, imputato per l'omicidio volontario della fidanzata, veniva inflitta la pena di 16 anni. Pena ritenuta nell'articolo troppo mite in considerazione della gravità del fatto. In proposito, la Suprema Corte ha testualmente detto che non bisogna scandalizzarsi se si usano dei toni aspri per criticare le decisioni delle toghe in quanto vi sono fatti di cronaca che sono «particolarmente seguiti dalla pubblica opinione, che proclama processi non solo rapidi, ma anche rispettosi dei principi costituzionali, specialmente di quelli della presunzione di non colpevolezza e di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge».
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Fine trafiletto de Il Gazzettino
Marghera, 17 settembre 2007
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 - Marghera -Venezia
Tel. 041933185

mercoledì, settembre 12, 2007

Riflessioni su Roberto Sandalo e il suo odio per le persone di religione musulmana.

Chiederci il "perché delle cose" è proprio di chi pratica Stregoneria!
Darci delle risposte serve affinché altre persone non ripetino gli stessi errori.
Ho letto con curiosità l’articolo riportato dal quotidiano La Repubblica del 12 settembre 2007 dal titolo: “L’ex terrorista Sandalo in piazza “Difendiamo l’Italia dai musulmani”.” a firma di Davide Carlucci e Marco Severo.

La curiosità, da parte mia, non sta tanto nell’episodio raccontato, quanto ai percorsi personali e ai tempi in cui tali percorsi sono avvenuti. Fra il 1975 e il 1976 nei gruppi della “lotta armata” sono iniziati a confluire i “pistoleros”. Se prima di questi anni il dibattito politico controllava e determinava le azioni delle persone, dopo quegli anni giunsero delle persone (vedi i legami facili con la malavita) che facevano della pistola strumento di affermazione politica. Non era più la visione politica a determinare i comportamenti, ma gli unici comportamenti che conoscevano (l’uso della pistola) determinavano le affermazioni politiche. Affermazioni aprioristiche come manifestazione di opinioni opportunistiche slegate da ogni contesto di analisi e di conoscenza della società nella quale si viveva.
Per questi personaggi, rapinare una banca o sparare nelle gambe ad una persona, era la stessa cosa. Non sapevano scindere i due momenti e, alla fine, rapinare una banca era la sola cosa che volevano fare.
Non era facile distinguere le due tipologie di personaggi. Ci fu un momento in cui le figure si confusero al punto tale che io stesso fui ingannato: sfruttarono la mia “capacità d’analisi”, ma a loro interessava soltanto sparare. Sia che si trattasse di rapinare che di manifestare le loro posizioni politiche. Chi permette di superare l’inganno è la coerenza. Quando si è una persona appassionata e coerente nel perseguire obbiettivi finalizzati al benessere sociale ci si può anche far abbagliare e ingannare da chi non anela al benessere sociale, ma solo al raggiungimento di fini personali. Chi voleva solo sparare per sparare, ha finito per truffarmi, emarginarmi, sparire dalla mia vista, salvo riapparire mentre mi stavano torturando e finii per scoprire, sotto tortura, che questi personaggi, nel frattempo, avevano fatto tre morti e un sequestro di persona.
E allora che fai? Metti in salvo le persone che ti sono care (purtroppo ti odieranno a vita perché non comprendono) e affronti la nuova condizione.
E’ allora che ti accorgi quanto i magistrati amino i pistoleros!
Hanno la loro stessa ideologia. Sono semplici, non costringono i magistrati a pensare. Specie quelli di Venezia che come capacità intellettiva, se non fossero dei criminali per scelta, equivalgono ai bambini delle elementari. Così nascono le equazioni: “Vuole fare la rivoluzione e allora ammazza Taliercio!”. Del perché scelsero Taliercio, del male che Taliercio aveva fatto insieme alla sua banda, della distruzione del territorio di Marghera messa in atto dall’azienda nella quale Taliercio operava, a quei magistrati non interessava nulla. Furono necessarie inchieste di altri magistrati per comprendere i danni e il male che Taliercio e la sua azienda avevano fatto agli abitanti e al territorio di Marghera, ma, nonostante questo, mai fu chiarito nonostante la percezione del disastro che ne avevano e ne hanno gli abitanti! Certo, Taliercio fu ammazzato da loro per propaganda, ma se i magistrati del tempo, lo avessero incarcerato per devastazione del territorio, avrebbero impedito l’azione di propaganda fatta da chi lo ha ammazzato. Era il tempo in cui non esisteva il tribunale delle Libertà, non esisteva il Tribunale per il riesame, non esisteva il giudice delle indagini preliminari. Così i Pubblici Ministeri dettavano legge e ricattavano i giudici Istruttori affinché confermassero i loro atti di terrorismo minacciando di morte e di tortura gli imputati. Il terrorismo dell’allora Giudice Istruttore Rita Ugolini, non è mai stato dimenticato!

Ed è in questo contesto che divento curioso: qual era l’impostazione ideologica delle persone che intrapresero, allora, quel percorso e che cosa ne è stato oggi?
Ho letto di Renato Curcio legato ad un prete cattolico; ora vengo a sapere di questo Sandalo, ex di Prima Linea, cattolico integralista manifesta contro l’Islam in compagnia “alcune parapsicologhe...”. Come vengo a sapere che era stato imputato per rapina.
Già fra coloro che mi ingannarono e che contribuirono a farmi torturare, ho saputo che uno si è bruciato vivo nell’auto della moglie (sembra per questioni d’amore) e un altro fu arrestato qualche anno fa per spaccio di droga. La cosa curiosa è che erano tutti cattolici.

Quando usi la pistola, come mezzo politico, ti sottoponi al rischio che la pistola diventi il fine della tua politica. Per contro, se non hai capacità di analisi o passione per la società in cui vivi, la pistola può diventare il tuo mezzo di autopromozione. "La violenza come unico rifugio degli incapaci o l'ultima risorsa dei disperati!" (non vale solo per le persone comuni, ma soprattutto per quei politici che davanti a problemi sociali auspicano, con una leggerezza da mettere i brividi, un aumento di multe o pene detentive.). Nel senso che non si conoscono altri mezzi, né li si vogliono cercare, per affrontare le contraddizioni. Il mezzo che hai scelto ti costringe a cercare quelle contraddizioni che si addicono al mezzo. Non si è in grado di guardare in alto, ma si cercano condizioni miserabili che la pistola può risolvere.

Non c’è nessuna differenza fra le tensioni che spingono il sindaco di Firenze a vessare i lavavetri e l’incitamento all’odio contro gli islamici di Roberto Sandalo. Non c’è nessuna differenza fra le scelte che allora fece Roberto Sandalo e quelle che fa oggi: ieri giocava al Che Guevara capace solo di sparare e oggi, anche se non spara, inveisce contro coloro ai quali vorrebbe far sparare: i poveracci che hanno il torto di essere di religione musulmana.

Sono incuriosito da questo tipo di ferocia manifestato da Roberto Sandalo che insieme a Roberto Maria Severini vuole imporre il crocifisso alla società civile. E mi fanno riflettere le parole che gli articolisti attribuiscono a Severini: “Difendiamo l’Italia dai musulmani, il nostro paese deve restare cristiano”.
Se questa idea si muoveva nella testa di Roberto Sandalo allora, ciò significa che l’idea che molti “rivoluzionari” di allora avevano, era quella del “comunismo cristiano”. Quel comunismo che vuole distruggere il ricco solo perché è ricco e solo per danneggiare ulteriormente la società civile; non perché il ricco, nell’accumulare la ricchezza, danneggia la società civile. L’ideologia del comunismo cristiano non ammette la ricchezza; impone l’appiattimento sociale nella miseria. Pertanto, il cristiano che persegue quel comunismo, avrà come obiettivo la distruzione del ricco in quanto è ricco. Il comunista cristiano dirà ai poveri che devono essere soccorsi, ma restando nella povertà, nella miseria (come piace al suo dio). La miseria sarà la categoria nella quale il comunista cristiano si muove. Al contrario del comunista marxista che vuole l’arricchimento della società civile. Vuole che tutta la società diventi ricca. Il comunista marxista aveva come obiettivo l’imprenditore parte attiva nella società civile.

Roberto Sandalo, con le sue scelte e con gli slogans, vuole che i poveri di religione musulmana, rimangano poveri, a maggior gloria del suo dio padrone!
Leggo in data 13 settembre 2007 su La Repubblica in un'intervista a Roberto Sandalo:
""chiede l'intervistatore": La tragedia vera l'ha vissuta chi ha perso per sempre i propri cari a causa delle vostre azioni di sangue.
"risponde Sandalo": "Lo so. Ho telefonato ai parenti di queste persone - come il figlio di Lando Conti e il nipote di Giuseppe Ciotta - e sono in attesa di un incontro. Vorrei che nella loro sofferenza, che è incancellabile, abbiano modo di verificare come una persona può cambiare."
[più avanti]
"chiede l'intervistatore" Non crede di incitare all'odio? Non la preoccupano gli attentati contro le moschee che s'iniziano a segnalare proprio in Lombardia?
"risponde Sandalo" "Ma quale odio... Quanto a quei gesti, e ai raid contro i campi nomadi, segnalo che ogni sei mesi dalla Lega escono in tanti. O forse la lettura è un'altra: nelle comunità musulmane ci sono continue tensioni, magari sono vendette tra di loro."
E' da chiedersi. "Ma per che cosa hai sparato, se non trovi le motivazioni morali per averlo fatto?" Così, per noia o per sentirsi importanti? Hai ammazzato solo perché avevi una pistola, ma nessuna motivazione morale sufficiente per farlo. Come quelli che ammazzarono Taliercio o Albanese che per farlo dovettero passare sul mio cadavere, tanto squallide erano le loro passioni morali con cui giustificavano i loro gesti.
E domani, cosa farà Sandalo? Chiederà scusa ai musulmani o ai nomadi per aver incitato all'odio contro di loro? Non sono forse anch'esse delle persone che attraverso l'odio sociale provano "una sofferenza incancellabile"?
Il problema non è soltanto l'aver vissuto quel periodo, ma anche le singole scelte che abbiamo fatto. E per scelta non intendo soltanto "decidere di sparare o meno", ma manifestare quelle affinità psico-emotive che ti inducevano ad essere in un luogo piuttosto che in un altro, a scegliere degli amici (e di perderli) piutosto che altri.
Esattamente la scelta psico-emotiva che ha fatto Sandalo e che lo induce a fare oggi la stessa scelta psico-emotiva di allora. Nella stessa intervista a rispondere in questo modo a domande dell'intervistatore:
""intervistatore" Da ex terrorista, quindi, ora lei si batte contro i nuovi terroristi islamici..."
"Sì, lo faccio perché richiamo qualche cosa di terribile in Italia oggi. E il mio animo si ribella. Dovevo andare anch'io a manifestare a Bruxelles, martedì, ma un sindaco razista ce l'ha impedito".
""intervistatore" Ci è andato Borghezio ed è stato bloccato".
"A lui va tutta la mia solidarietà. E' stata una vergogna".
Oggi, incitare all'odio sociale: l'unica cosa che sa fare!
Allora, sparare: l'unica cosa che sapeva fare!

Riflettendo di aver sfidato, in passato, la vita con personaggi come questo, mi rende molto triste e consapevole della mancanza di strumenti con cui ho analizzato e affrontato quel momento storico.
Marghera, 12 settembre 2007
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 - Marghera - VE
Tel. 041-933185

sabato, settembre 08, 2007

Perché è così difficile parlare del "terrorismo" Italiano degli anni '70

Alcune riflessioni sul perché è così difficile, oggi come oggi, a distanza di oltre 25 anni affrontare un dibattito su ciò che è stato in Italia che va sotto il nome di "terrorismo"!
Penso che la situazione mi stia un po’ tirando per i capelli.
Cosa significa parlare di terrorismo degli anni ’70 in Italia?
Che cosa implica?
Perché è così difficile?
Dipende sempre da che parte sono state vissute quelle vicende, ma soprattutto, che cosa noi proiettiamo su quelle vicende e come noi leggiamo chi quelle vicende ha vissuto.
C’è, indubbiamente una soggettività che viene manifestata dai protagonisti, ma ciò che rende difficile poter discutere di quei fatti è che molti protagonisti hanno molti scheletri nei loro armadi. Molti politici, soprattutto fra i parlamentari della Repubblica, hanno agito da terroristi o coprono dei terroristi.
Molti magistrati sono stati dei terroristi sanguinari e, creando panico e allarme, non vogliono far sapere della loro attività.
Il problema grosso non è che non si debba sapere “chi ha ucciso Aldo Moro”, ma non si debbono conoscere gli atti di terrorismo che hanno indotto delle persone ad assassinare Aldo Moro!

La prima difficoltà che si incontra è rappresentata dai “parenti delle vittime del terrorismo”.
Ora, premesso che nella mia esperienza, di loro, non mi importa un fico secco, visto il disprezzo che queste persone hanno manifestato per la vita civile e per le Istituzioni, devo rilevare che in tale associazione, per quanto è a mia conoscenza, ci sono sia parenti di vittime del terrorismo, sia dei parenti di terroristi che per un verso o per un altro hanno insanguinato questo paese.

Per riuscire a ragionare, dobbiamo chiarirci il primo punto: che cos’è un atto di terrorismo?
Un atto di terrorismo è quell’atto che colpisce indistintamente delle persone per seminare la paura fra la popolazione. Per quanto efferato, il recente delitto di Borgo nel Trevigiano, non è un atto di terrorismo. Si tratta di un delitto. Un delitto efferato, ma non è un atto di terrorismo.

Ora, i parenti delle vittime di Piazza Fontana, i parenti delle vittime di Brescia, i parenti delle vittime della Stazione di Bologna; sono vittime del terrorismo. I parenti di assassinati come Aldo Moro e della sua scorta, i parenti delle vittime della sezione dell’MSI di Padova, i parenti di Guido Rossa, sono parenti di una persona assassinata, ma non sono parenti di vittime del terrorismo! Che piaccia o che non piaccia Biagi è stato assassinato come persona; come obbiettivo preciso, non si è messa una bomba su un treno e non si è sparso terrore indiscriminato. Biagi era la vittima designata da quelle persone che la legge può condannare come assssini, ma nessuno può dire che è un atto di terrorismo!

Se non si fa questa distinzione non si può comprendere nemmeno che cosa sia avvenuto in Italia.
Recentemente ho sentito la frase: “In Italia c’è stato il terrorismo, mentre in Francia non c’è stato il terrorismo!” Si riferiva alle dichiarazioni di un’attrice Francese fatte per la mostra del Cinema di Venezia nel 2007.
Chi ha proferito questa frase (mi sembra in un telegiornale) ha dimenticato l’elemento fondamentale: in Francia non ci sono stati tentativi di colpi di stato, mentre in Italia ci sono stati dei tentativi di colpo di stato che hanno distrutto la vita delle persone dal 1968 al 1976.

Ebbene, Piazza Fontana (e i fatti che seguirono con l’omicidio Pinelli e l’insabbiamento messo in atto dalla magistratura Milanese), Piazza della Loggia, la Stazione di Bologna, sono atti di terrorismo all’interno di tentativi di un colpo di stato. Atti di terrorismo che avevano lo scopo di indurre l’opinione pubblica a colpevolizzare gli anarchici prima (strategia Calabresi) o le brigate Rosse (strategia di Bologna).

Il primo problema che dobbiamo sollevare è questo: il terrorista Pietro Calogero ha fatto torturare decine di persone, ha alterato decine di processi, solo per nascondere gli autori dei tentativi di colpo di stato. La sua teorizzazione del “grande vecchio”, del fatto che ogni atto, dalla scritta sui muri alla bottiglia di benzina contro il portone di chi organizzava gli incidenti sui posti di lavoro, fosse all’interno di un unico disegno criminoso, aveva il solo scopo di aggravare le pene, impedire la difesa degli imputati attentando al dettato Costituzionale e salvaguardare chi organizzava colpi di stato (fra cui molti parlamentari ancora in parlamento, vedi il mafioso Andreotti).

Ora, se si vuole discutere della storia degli anni ’70 è necessario assumere, come metro di giudizio, la Costituzione della Repubblica e i principi giuridici che governano questo paese. Io lo so che alcuni vorrebbero che Albanese fosse stata una brava persona, ma anche se quelli che lo hanno ucciso mi hanno ingannato e hanno contribuito a farmi torturare, Albanese era e rimane un torturatore, perchè i suoi colleghi, mentre mi torturavano, mi dissero che se c’era Albanese io non sarei uscito vivo. Albanese era un osggetto usato dai magistrati di Venezia per torturare gli arrestati nelle caserme di polizia!
La stessa cosa vale per Tagliercio. Anche se chi lo ha ucciso ha contribuito a farmi torturare, Tagliercio è comunque un criminale che ha assassinato decine di lavoratori e devastato il territorio di Marghera e, stando alle dichiarazioni di un magistrato che mi ha fatto torturare, ha tentato di ammazzarmi, mi ha impedito il diritto alla difesa: “Non importa quale ruolo abbia avuto nella banda di assassini che hanno devastato la società civile!”

Chi è il terrorista?
Tagliercio che ha assassinato indifferentemente degli operai e devastato il territorio con la complicità di magistrati; o gli assassini che gli hanno sparato?
Chi gli ha sparato può essere censurato come un assassino, ma chi ha devastato il territorio e macellato indistintamente operai, non si chiama forse terrorista? E i magistrati che hanno finto di non vedere, non si chiamano forse terroristi?

E’ questa la difficoltà che incontra chi vuole discutere di terrorismo in questo paese. Troppi terroristi che hanno tentato il colpo di stato sono fra i parlamentari e gente come Fini, Casini, Berlusconi, Prodi, D’Alema, Fassino, Franceschini, Letta, con i loro sotterfugi e con i loro inganni, hanno paura di confrontarsi con le idee espresse da persone che, giusto o sbagliato che sia, hanno avuto il coraggio di mettere in gioco la loro vita. Amato, il ministro degli interni, è letteralmente terrorizzato. Il suo capo, Craxi, nascondeva i suoi sotterfugi girando per le questure e accusando un fantomatico pericolo “terrorista”.

Ma perché questo paese dovrebbe affrontare il dibattito?
E perché molti parenti delle attuali “vittime del terrorismo” dovrebbero scoprire che molti dei loro parenti (indubbiamente colpiti e scelti fra migliaia con le stesse “colpe”) altro non erano che squallidi terroristi?
Perché, se una società non ha la capacità di esaminare il proprio passato brucia le sue potenzialità per il futuro. Alla faccia di ciò che dice Prodi e Berlusconi, è irrilevante per la società Italiana quante tasse si pagano, ma è importante quanta cultura (e per cultura non si intendono le ricette gastronomiche regionali, e nemmeno i vini di Veronelli o la moda delle barche o delle ville in Sardegna, e nemmeno la "tipicità" del contadino che si spacca la schiena per falciare l'erba, ma si intende la capacità degli individui di comprendere il significato di un'affermazione, di un provvedimento, di un'azione, fatta nella società civile, sia per sé stessa che per gli effetti che produce nel tempo e nello spazio di vita delle persone!) si riesca ad attivare in questo paese e quanta parte della Costituzione si riesce a trasformare in parte attiva nella popolazione. Se non si riesce a far percepire alle persone come le Istituzioni di questo paese sono a loro disposizione, al loro servizio, gli appelli contro la mafia sono solo truffe; ridicoli; prese in giro.
Che ne è di quel magistrato, tale Candiani (un individuo che, nell'ultima parte della sua attività, ha favorito l'attività razzista di Gentilini a Treviso), che partecipò ad occultare le torture che avevo subito dai suoi colleghi (allora era presidente di Corte d’Assise)? Oggi è un pensionato! Ha sputato sulla Costituzione, si è preso i soldi dello stipendio e ha offeso la società civile: un terrorista che con la sua attività ha incitato al terrorismo sistematico.
Cosa gli frega a lui della società civile?
Cosa gli frega del futuro sociale?
E cosa ha da nascondere l’Ordine degli Avvocati? Cosa deve nascondere l’Ordine dei Giornalisti?
Tutti hanno migliaia di vigliaccherie da nascondere! Vigliaccherie? No! Atti di terrorismo!
Io non sapevo! Io credevo! Io non pensavo!
Ora, tale Zanonato, sindaco di Padova, fa delle celebrazioni per esaltare il golpismo, i tentativi di colpo di stato. Si dirà: "ma non è vero, difende delle vittime del terrorismo!". Ma non si tratta di “vittime del terrorismo”, ma di persone assassinate, come a Padova altre sono state assassinate. E allora perché proprio quelle? Perché a Zanonato oggi, come a Pietro Calogero allora, interessava che chi organizzava colpi di stato non venisse perseguito. Magari i parenti di quelle persone oggi si indigneranno, ma dovrebbe essere la società civile che dovrebbe indignarsi con i magistrati inquirenti di allora per non aver affrontato la questione, a meno che non si voglia far credere che chi è entrato nella sede dell’MSI allora, fossero dei pazzi deliranti! Illusi, forse; ingannati, ma non pazzi!
Zanonato, che come sindaco di Padova commette delitti di apologia di strage esaltando il dio dei cristiani e costringendo, con la violenza, bambini in ginocchio davanti ad un crocifisso che la sua ideologia impone nei luoghi del "comune di Padova" in disprezzo del dettato Costituzionale, non ha nessun ritegno a giustificare l'attività di golpismo nei confronti delle Istituzioni esaltando il "sacrificio" dei due assassinati nella sede dell'MSI. Per Zanonato non c'è differenza fra chi distrugge le torri gemelle facendo strage indiscriminata, e chi ha assassinato le due persone a Padova. Questa mancanza di misura dà l'idea della volontà di eversione e dell'odio sociale per le persone civili di Zanonato!

E’ questo il problema di questo paese.
Troppo pochi magistrati hanno fatto il loro dovere.
Troppi parlamentari hanno scheletri in armadio.
Troppi interessi spicci, quotidiani sono toccati.
E chi ne soffre è il futuro del paese anche quando, stando alla nostra Costituzione gli autori di quei delitti hanno pagato secondo la legge, ma, sono convinto, i terroristi sono altri e, questi altri, hanno paura che chi truffano estorcendo voti, scopra la loro attività di terrorismo. Già se ne parla, ma in senso estetico. "Dopo l'entrata in vigore della Costituzione, continuarono ad operare gli stessi militari del fascismo; gli stessi poliziotti del fascismo; gli stessi magistrati del fascismo; gli stessi funzionari statali del fascismo; e la stessa organizzazione della Democrazia Cristiana si era formata nel fascismo e non aveva MAI rotto con l'organizzazione ideologico-sociale del fascismo!". Così Andreotti, il mafioso degli anni '70. Cosa lo spingeva verso la mafia se non l'ideologia fascista? Mettere sul comodino l'immagine di Padre Pio, anziché quella del Duce, cambia, ideologicamente, qualche cosa? Sembra quasi una questione di contrapposizione dialettica se non fosse per il sangue che ha sparso, per le Istituzioni che ha svenduto, per i diritti sociali che ha negato a migliaia di persone. Non si tratta di una questione estetica, ma di sangue, di emozioni, di odio e di terrore che Andreotti, Moro, Fanfani e il resto della banda hanno sparso nella società civile quando i loro modelli di riferimento erano i colonnelli Greci o i generali Cileni! Per contro, scheletri o non scheletri, Prodi, Berlusconi, D’Alema, Amato, Fassino, Fini, Casini, ecc. sono troppo vili per affrontare in un confronto delle persone, che non abbiano sedie o poltrone da difendere, quando non hanno almeno dieci poliziotti per torturare il loro interlocutore!
Già, perché la contrapposizione non verte sulla percentuale di ICI da versare allo Stato, ma sui fondamenti del dettato Costituzionale che terroristi come De Gasperi hanno violentato.
Detto tutto questo, è necessario guardare avanti. Verso il futuro della società civile. Ma come è possibile quando Prodi, Veltroni, Berlusconi, hanno interesse ad inchiodare le persone nelle dinamiche sociali del passato perché, loro, non saprebbero che altro fare?
Marghera, 08 settembre 2007
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendsita Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia

sabato, settembre 01, 2007

Una risposta al terrorismo nella società civile!

Quella che segue è la risposta ad un atto di terrorismo le cui finalità sono quelle della destabilizzazione della società civile. Non si tratta di "bombe fisiche", ma di "bombe reali" che hanno lo scopo di impedire la manifestazione critica delle persone per costringerle dentro ad un campo di sterminio e consentire all'organizzazione criminale cattolica di stuprare impunemente bambini impedendo la legittima indignazione della società civile.
Si tratta di terroristi assassini che agiscono all'interno delle Istituzioni.
Questi terroristi, come nei primi anni '70 hanno costretto la società civile a difendere con le armi la Costituzione della Repubblica dai loro tentativi di colpo di stato, oggi stanno tentando lo stesso colpo di stato in maniera altrettanto violenta, ma infinitamente più vigliacca.
A tal proposito è stato chiamato l'arbitrato del Presidente della Repubblica.
Se alla fine degli anni '60 l'allora Presidente della Repubblica venne meno ai suoi doveri consentendo ai golpisti di insanguinare l'Italia, si spera che oggi, l'attuale Presidente della Repubblica, si assuma le proprie responsabilità e adempi ai suoi doveri di garante della Costituzione!
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---Spett.le Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Direzione Contenuti Audiovisivi e Multimediali
Ufficio Contenuti e Obblighi di Programmazione
E inviato ai Signori:
---Al Sig. Presidente della Repubblica, per il ruolo che ricopre quale garante del rispetto della Costituzione in questo paese.
---Al Sig. Ministro delle Telecomunicazioni;
---Al Consiglio di Amministrazione di Radio Gamma 5 quale destinatario del verbale CONT./82/DICAM/N° PROC.1568/FB e contestato con la presente.

Marghera, 13 agosto 2007

Oggetto: Contestazione del verbale CONT./82/DICAM/N° PROC.1568/FB che manifesta un atto di terrorismo ben più grave che non l’omicidio di Aldo Moro e la sua scorta in quanto, attentando ai fondamenti della Costituzione Democratica, incita alla guerra civile e all’odio sociale!
Emesso dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Direzione Contenuti Audiovisivi e Multimediali
Ufficio Contenuti e Obblighi di Programmazione

All’attenzione del dott. Francesco Bonvicini


Al sottoscritto, Claudio Simeoni, Pontefice eletto e rappresentate della Religione Pagana Politeista responsabile dell’associazione Religiosa Federazione Pagana e conduttore della trasmissione radiofonica “Magia Stregoneria e Paganesimo” che va in onda da Radio Gamma 5 con sede a Cadoneghe – Padova in Via Belzoni 9, viene comunicato dal Consiglio di Amministrazione della radio l’aver ricevuto un verbale inviato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Direzioni Contenuti Audiovisivi e Multimediali, Ufficio Contenuti e Obblighi di Programmazione, in cui si contestano, censurandoli, i principi Religiosi della Religione Pagana Politeista e del suo modo di legarsi e interpretare il mondo in cui viviamo.

Premesso che il verbale inviato è un verbale BLASFEMO che offende il sentimento religioso dei Pagani Politeisti, il verbale viola le più elementari regole della convivenza civile e attenta ai principi fondamentali della Costituzione e delle norme ribadite più volte dalla Corte di Cassazione in varie sentenze. Riservandomi il invocare giustizia per le offese subite dal verbale inviato all’emittente Radio Gamma 5 per salvaguardare sia l’onore della Religione Pagana Politeista che quello della Costituzione della Repubblica da un verbale che rappresenta un vero e proprio atto di terrorismo mirante ad attentare all’articolo l’articolo 21 della Costituzione, l’articolo 19 e l’articolo 4 comma secondo, intendo, comunque, rispondere alle contestazioni che vengono fatte a mie vere o presunte dichiarazioni ricordando che la registrazione audio della trasmissione radiofonica è tutt’ora pubblica e facilmente reperibile come sono reperibili molte centinaia di trasmissioni che io ho condotto in quasi 11 anni di attività presso Radio Gamma 5,

CONSIDERATO – che il verbale è un atto di terrorismo con la finalità dell’eversione dell’ordine democratico col quale si pretende che la società civile interpreti i testi sacri del cattolicesimo per gli “atti di fede” con i quali i cattolici nascondono i loro principi e non “PER QUELLO CHE LA LETTERA MANIFESTA E LA STORIA DIMOSTRA”. Il verbale pretende di imporre la religione cattolica, i suoi principi di morte e di genocidio, alla società civile e tenta di impedire, minacciando multe (una volta minacciavano roghi, torture, ferri roventi nel culo) perché le persone non accettano di far stuprare la loro mente dall’orrore dei principi morali della monarchi assoluta propri del cattolicesimo. Il verbale, è un atto di terrorismo nei confronti delle Istituzioni, in quanto attenta a quel diritto di critica che la Corte di Cassazione ha più volte ribadito come “DIRITTO SACRO” della società civile. Un dovere di critica che non solo DEVE essere rivolto nei confronti del macellaio di Sodoma e Gomorra (perché, il dio non si qualifica per le sue azioni che i cattolici chiamano sacre? vedi il catechismo della chiesa cattolica!), ma anche nei confronti di quanto è più sacro nella società civile: le sentenze dei magistrati e della stessa Corte di Cassazione o della Corte Costituzionale!

Capisco che questo ufficio si compiace che il dio dei cristiani si qualifichi per il suo vantarsi di aver macellato l’umanità col diluvio universale (atto ritenuto sacro dai cattolici), ma la nostra Costituzione qualifica quell’atto come un atto di genocidio. Quando questo ufficio censura le mie parole altro non fa che commettere il reato di APOLOGIA DI STRAGE esaltando il dio dei cristiani nella sua attività di assassino: lo stesso comportamento dottrinale che, in violazione delle regole sul confronto religioso imposto dalla Corte di Cassazione, questo ufficio impone col suo verbale dicendo, in sostanza: “Dal momento che tu non ti metti in ginocchio davanti al dio che macella l’umanità (e che i cristiani hanno abbondantemente imitato nella storia), io ti impedisco di dire quello che vuoi dire! Noi, come autorità, non ti possiamo bruciare vivo sui roghi, ma ti multiamo!”
A me non interessa se il suo ufficio, identificandosi col criminale che si vanta di macellare l’umanità col diluvio universale, si compiace di tale atto. A me, tale atto provoca INDIGNAZIONE e orrore quando il principio dogmatico-dottrinale che da tale azione viene manifestato “o fai quello che voglio io o io stermino l’umanità! Vi ammazzo tutti o vi multo tutti!” viene imposto ai bambini come se fosse un gioco innocuo.

Ma veniamo alle mie frasi che il suo ufficio censura e tutte le norme sociali che il suo ufficio ha violato:

1) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “non può sui muri esserci il crocifisso”
Non lo dico solo io, ma lo dice la Corte Costituzionale in sentenza. Ma il suo ufficio dimostra di disprezzare le sentenze della Corte Costituzionale. Là dove la Corte Costituzionale, in merito all’esposizione del crocifisso in luogo pubblico afferma: “che l'impugnazione delle indicate disposizioni del testo unico si appalesa dunque il frutto di un improprio trasferimento su disposizioni di rango legislativo di una questione di legittimità concernente le norme regolamentari richiamate: norme prive di forza di legge, sulle quali non può essere invocato un sindacato di legittimità costituzionale, né, conseguentemente, un intervento interpretativo di questa Corte;”
In sostanza la Corte Costituzionale afferma che l’esposizione del crocifisso in luogo pubblico non è disposto da nessuna legge (che Lei avrebbe abrogato), ma è un atto soggettivo messo in atto da chi attenta alla Laicità dello stato (principio sacro che questo verbale dimostra di disprezzare). Dunque, un atto che DEVE essere sottoposto alla critica sociale in quanto l’atto stesso viola le norme Costituzionali! Un atto che provoca indignazione in quanto è una feroce violazione delle norme Costituzionali (se il crocifisso fosse stato imposto per legge, la Corte Costituzionale avrebbe abrogato la legge in quanto una simile legge avrebbe violato il principio di laicità dello stato). Dunque, ciò che non può essere imposto per legge, viene imposto mediante imposizioni e relazioni MAFIOSE!
Ma il suo ufficio si compiace di esporre il crocifisso. Il suo ufficio si compiace (come il verbale dimostra) di terrorizzare le persone con il principio etico e sociale che il crocifisso rappresenta: “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo!”. Al di fuori dell’ambito della fede (ma io non predico in una chiesa cristiana, io parlo alla società civile) il crocifisso non ha altro significato se non quello di legittimare, un arbitrio soggettivo che le norme Costituzionali vietano ed impediscono!

2) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “non si può mettere in ginocchi un bambino e costringerlo a pregare davanti ad un assassino criminale”;
Mi domando come fa il suo ufficio a censurare una frase del genere! E cos’è il suo ufficio, un’Istituzione della Repubblica (stato Democratico) o una succursale del Vaticano (monarchia assoluta imposta agli Esseri Umani dal dio padrone dei cristiani)? Il suo ufficio ritiene legale costringere un bambino in ginocchio a pregare un assassino? Già costringere un bambino in ginocchio è in sé un atto criminale in quanto implica sottrarlo dai suoi diritti Costituzionali e sottometterlo a volontà di un soggetto diverso da lui! Perché, il Gesù dei cristiani non è un assassino criminale? Non è lui che ordina di “sgozzare chi non si mette in ginocchio davanti a lui”? Non è quel povero pazzo che va farneticando di essere il figlio del dio padrone e padrone lui stesso? Un padrone che quella generazione vedrà venire sulle nubi alla destra del dio suo padre per giudicare ecc. ecc. Non sono forse farneticazioni di un povero pazzo? Farneticazioni, nella società civile, che vengono TOLLERATE dalla Costituzione SOLTANTO finché sono circoscritte nell’ambito della fede! Ma, ripeto, io non parlo in una chiesa cattolica, ma nella società civile ribadendo i principi della civile convivenza enunciati dalla Costituzione. Non costringo bambini in ginocchio a pregare un assassino, come sembra che il suo ufficio, con questo verbale, ami fare. Un verbale che non è sorretto dall’autorità di un pazzo in croce, ma dalla STELLA A CINQUE PUNTE che simbolizza quei diritti e doveri a cui le Istituzioni, il suo ufficio compreso, in ossequio a quell’articolo 54 della Costituzione, deve attenersi e che il suo ufficio, inviando questo verbale, ha ignorato ed offeso. Le Istituzioni non sono le padrone dei cittadini, come impone l’ideologia di chi adora il macellaio di Sodoma e Gomorra, ma sono al servizio della Costituzione: e dove sta il servizio ai principi Costituzionali in questo verbale? Un Verbale che dice: “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo?”

3) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “loro che hanno usato sempre i bambini per avere soldi, per ricattare le persone, per aggredire le persone”
Perché non conosce la storia? Questa accusa era mossa ai cristiani fin dall’epoca di Celso!
Non è forse vero che nella pubblicità per l’8per mille la chiesa cattolica ha usato i bambini e gli emarginati per avere denaro? Che cosa vuole il suo ufficio? Diffondere la menzogna? Non è con il ricatto nei confronti dei genitori di bambini malati che la Teresa di Calcutta costringeva gli induisti a battezzarsi? Che cos’è il suo ufficio; una succursale di ricattatori per imporre la fede cattolica? Nel corso dei secoli non si conoscono le centinaia di migliaia di bambini che sono morti per stenti e violenze negli orfanotrofi cattolici. E il suo ufficio non si INDIGNA, trova normale tutto questo. Tanto normale da censurare le affermazioni di un conduttore radiofonico della Religione Pagana Politeista.
E non sono i bambini le vittime per cui migliaia di preti cattolici sono sotto processo in ogni paese del mondo? Cosa intende fare questo ufficio? Nascondere la realtà affinché altri preti cattolici, in ossequio alla loro fede, continuino a stuprare bambini? E’ in questo modo che questo ufficio risponde ai suoi doveri nei confronti della Costituzione?


4) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “usano l’handicap dei bambini per impedire alle donne l’uso del proprio corpo”
Per censurare una frase del genere è necessario non solo non conoscere la storia, ma essere organizzati in difesa dell’integralismo cattolico e in opposizione al dettato Costituzionale. Perché, non sa forse che l’handicap era censurato dai cattolici e attribuito ai peccati dei genitori? Le malattie come effetto del peccato! Ma si può essere più squallidi? E se vuole colmare l’ignoranza in merito del suo ufficio le consiglio quell’importante studio che è “Il peccato e la paura” di Jean Delumeau ed Il Mulino!

Quando l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dice: “al di là della violenza aggressiva delle parole pronunciate!” fa un atto di terrorismo criminale. Lei tenta di impedire l’indignazione emotiva per il delitto. IL SUO E’ UN ATTO DI FEROCE VIOLENZA contro le norme della società civile. Quel suo “al di là della violenza aggressiva delle parole pronunciate!” è avverso a pronunciamenti della Corte di Cassazione e tende a ribadire un “ruolo soggettivo” del suo ufficio nell’identificarsi nel dio padrone dei cristiani: “Devi usare un tono adeguato!” Dimenticando che il suo ufficio non è identificazione con il dio padrone dei cristiani (e l’ideologia che promana), ma è al servizio della Costituzione e DEVE essere ossequioso dei principi Costituzionali. Il suo ufficio non ha il diritto di pronunciarsi sul mio modo di esporre le mie emozioni, i miei sentimenti e la mia percezione della realtà: FARLO E’ UN ATTO DI TERRORISMO!

5) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “gente come il Vaticano, che ha fatto dello stupro dei bambini una regola religiosa”
Egregio signore, non sono io che processo Ratzinger per partecipazione morale in stupro di minori, ma la magistratura USA, e non sono io che ha pronunciato le frasi di Wojtyla a Vienna, e non sono nemmeno io che ha fatto il documento di Giovanni XXIII in cui si condanna chi denuncia l’attività dei preti pedofili, una condanna ribadita da Ratzinger. E se ciò è avvenuto, non è solo per scelta di Ratzinger, Giovanni XXIII o Wojtyla, ma proprio per dogma comportamentale interno della chiesa cattolica: fu Gesù, nel vangelo di Marco, arrestato in compagnia di un ragazzino nudo. Si chiama Imitatio Christi ed è un comportamento che ha nello stupro fisico dei bambini solo un aspetto. In realtà è lo stupro psichico, anche quando non è seguito da violenza fisica, che ha effetti devastanti sia sui bambini che nella società civile (bullismo, droga, emarginazione, violenza sessuale, prevaricazione, disprezzo per le persone ecc.).
Censurando questa frase, il suo ufficio ha voluto forse giustificare la violenza sui bambini ad opera del Vaticano? Ho l’impressione di sì dal momento che continua censurando la frase: “sparano nella testa a tanti bambini come fossero bestiame: questa è la vigliaccheria: questa è la vigliaccheria, questo è l’atto di terrorismo” Più volte la Corte di Cassazione ha ribadito quali fini debba avere l’educazione dei bambini. Fini che devono tendere a farli diventare cittadini consapevoli e coscienti; cittadini forniti di quegli strumenti sociali che permettano loro di affrontare la vita da persone sociali propositive. Come può affrontare la vita come cittadino consapevole chi viene costretto a confidare nella provvidenza? Come può affrontare la vita consapevole quel bambino a cui sono imposte fobie sessuali? Come può affrontare la vita quel bambino che anziché conoscere i principi sociali (codice penale, Costituzione, Codice Civile ecc.) viene costretto a credere che “mettendosi in ginocchio davanti ad un dio padrone, il dio padrone lo assiste”. Come può affrontare la vita quel bambino che conosce solo l’ideologia del possesso manifestata dal dio padrone dei cristiani come metodo per risolvere le contraddizioni sociali? Quando questo esce dall’ambito ristretto della fede ed entra nella società civile si chiama imporre superstizione e attentare al dettato Costituzionale!

6) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “non può esserci un atto di terrorismo maggiore che non l’attività della chiesa cattolica”
E dove stanno i problemi in questa frase? Che forse le società civili occidentali non sono emerse dall’orrore assolutista del dominio sociale cattolico e cristiano in generale? Dalla rivoluzione Francese che ha indotto l’Europa ad uscire dall’assolutismo cattolico, alla resistenza antifascista in Italia che ha indotto ad uscire dall’assolutismo cattolico-fascista, è uno sforzo continuo delle società civili di tentare di rimuovere i principi dottrinali cattolici dall’interferire nella società stessa. D’altro canto ci sono tentativi della chiesa cattolica di imporre ancora quegli stessi principi anche se in forma apparentemente diversa: questa attività che viene percepita dalla società civile come un atto di terrorismo in quanto i cittadini percepiscono una situazione di provvisorietà nell’applicazione pratica dei loro diritti e, di fatto, limita i diritti Costituzionalmente sanciti. Come il suo verbale: è un atto di terrorismo nei confronti della società civile. Non è legale, in questa società, bruciare Giordano Bruno come il suo verbale sembra ritenersi in diritto di fare. Bruciare vivo Giordano Bruno è un atto ritenuto legittimo dalla chiesa cattolica!
Se il terrorismo ideologico della chiesa cattolica riesce a destabilizzare la Costituzione, come questo verbale intende fare, domani sarà legittimo bruciare il Giordano Bruno dell’occasione o seminare odio religioso. Ricordo che per la chiesa cattolica è dogma religioso, imposto da suo dio mediante ordine, di “uccidere chi adora dèi diversi dal suo dio!”.

7) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “il terrorismo della chiesa cattolica è un terrorismo vigliacco”
E dov’è il problema? La chiesa cattolica mica spara ad Aldo Moro e alla sua scorta! Spara, colpevolizza, impone sensi di colpa, a persone fragili ed indifese. La chiesa cattolica per secoli ha favorito i violentatori di donne criminalizzando le donne violentate “è colpa tua, ti sei mostrata in...” legittimando ideologicamente la violenza subita. Ha colpevolizzato bambini criminalizzandone i comportamenti (imposto sensi di colpa per tensioni che sono normali nel loro processo di crescita). Se il reato di violenza in questo paese è diventato un reato di violenza contro la persona (e non contro la morale e solo da pochi anni) coerentemente al dettato Costituzionale, questo è avvenuto CON LA FEROCE OPPOSIZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA CHE VOLEVA CONTINUARE A LEGITTIMARE LA VIOLENZA SULLE DONNE!
Quello della chiesa cattolica è un terrorismo vigliacco, cioè privo di limiti morali (come Costituzionalmente è intesa la morale): colpisce le persone deboli per trasformarle in pecore del suo gregge e le usa come massa di manovra per imporre i suoi dogmi alla società in antitesi ai principi Costituzionali (vedi il terrorismo nei confronti della famiglia o le farneticazioni di Ratzinger sul relativismo, le prese di posizione sull’omosessualità e sulla sessualità in generale che la chiesa cattolica continua a criminalizzare in antitesi a principi Costituzionali).

8) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “La chiesa cattolica sta continuando a massacrare le società civili”
Perché, non è forse vero? O il suo ufficio lo vuole occultare? Si può non condividere o non essere d’accordo, ma Cina, India, Vietnam, America Latina, Africa (vidi il genocidio in Uganda con 800.000 morti per i quali molti preti cattolici e molte suore sono sotto processo per genocidio), sono una dimostrazione dell’attività criminale dei missionari cattolici. E le stragi che hanno fatto non sono legate al passato, ma sta avvenendo ora! E’ l’ONU che ha censurato il comportamento del Vaticano teso a diffondere l’AIDS criminalizzando l’uso del preservativo. E anche il suo verbale è una sorta di massacro dei diritti civili in Italia inquadrandosi nel medesimo disegno criminoso.


E ORA VENIAMO ALLE ESPRESSIONI OLTRAGGIOSE CHE LEI
IMPUTA A ME!


La Corte d’Appello di Venezia nel 1997, nel condannare i cattolici per offese al sentimento religioso di un’altra confessione religiosa determina i metodi e i limiti della critica religiosa. Tali metodi sono stati confermati con sentenza dalla Corte di Cassazione nel 1998 che non solo ha ribadito quanto espresso dalla Corte d’Appello di Venezia, ma lo ha integrato.
Dice la Corte d’Appello di Venezia:
“In materia di critica religiosa è possibile e lecito, in ossequio alla libertà di pensiero, giungere a negare fondamento all’altrui credo religioso, ma solo quando tale giudizio sia frutto di un’argomentata esposizione di contrari principi dogmatico-dottrinale e non apoditticamente affermato o, peggio ancora, correlato a finalità criminose o comunque illecite.”
A questo principio mi sono SEMPRE attenuto nel corso di quasi UNDICI ANNI DI TRASMISSIONI RADIOFONICHE, OGNI GIOVEDI’ SU RADIO GAMMA 5.
Cosa che non avviene per il suo verbale che tenta di imporre dogmi cattolici in sostituzione dei principi Costituzionali.
Proviamo a vedere le espressioni con cui Lei mi accusa, tenendo presente che la trasmissione viene preceduta da una presentazione in cui si dice che quanto detto “è il risultato dell’analisi filosofica del curatore....”:

1) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “Il dio della chiesa cattolica è un criminale assassino”
Quando io parlo del dio dei cristiani, parlo del dio descritto dai cristiani nei loro testi sacri. Non stiamo mica parlando dell’Uno di Plotino o del Dio degli Stoici: stiamo parlando del dio descritto nel vecchio e nel nuovo testamento, i ri dei cristiani.
E in quale altro modo dovrei considerare chi si vanta di macellare l’umanità col diluvio universale? Chi ha macellato gli abitanti di Sodoma e Gomorra perché non facevano sesso come lui voleva (è di qualche giorno fa la sentenza della Corte di Cassazione che indica come SACRO l’orientamento sessuale delle persone), chi sgozza i sacerdoti di Baal (della mia stessa religione, vuole sgozzare anche me?), SI CHIAMA ASSASSINO. E il dio dei cristiani si chiama assassino non solo perché LUI ha fatto questo, ma perché queste azioni sono sempre state esaltate dalla chiesa cattolica nel corso dei secoli e manifestano quel principio dottrinale che, anche e soprattutto, nel Gesù di Nazareth suona come: “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo”.

Pertanto, non è la mia espressione oltraggiosa, ma quella dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che negando la realtà della bibbia vuole impormi la visione cattolica al fine di perpetrare un diritto avverso alla Costituzione nella società: per quale altro motivo questo ufficio censura la mia frase se non per un atto di eversione dell’ordine democratico?

2) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “il dio della chiesa cattolica è un criminale assassino, responsabile di aver annientato tutta l’umanità per il suo divertimento”
Non lo sto dicendo io, ma i testi sacri cattolici; la loro bibbia dice che il loro dio ha mandato il diluvio universale per annientare l’umanità. E i popoli sono stati terrorizzati per secoli con la minaccia del dio che li punisce per i loro peccati. SI CHIAMA TERRORISMO! Andatelo a dire agli abitanti di Lisbona che quando un terremoto distrusse la città i criminali Gesuiti andarono in giro a dire che era colpa dei loro peccati e dio li aveva puniti. Erano fortunati, il loro dio non aveva mandato il diluvio universale!

Pertanto non è la mia espressione oltraggiosa, ma è oltraggiosa la pretesa dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di censurare la mia frase per nascondere la pretesa dogmatica dei cristiani del loro “diritto” ad ammazzare tutti ad imitazione del loro dio.

3) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “abbiamo quel lurido maiale che nella Bibbia si vanta di poter ammazzare i ragazzini, perché questo fa il dio della bibbia”
Perché, non è forse vero. E per qual motivo ha necessità di censurare questa frase? Per questioni di razzismo? I bambini egiziani sono forse bestie che il dio dei cristiani li può ammazzare? Si legga l’Esodo e il Deuteronomio: testi sacri per i cattolici! E questo ufficio ritiene legittimo “fracassare le teste dei bambini di Babilonia sulle pietre”?
A me, come Pagano Politeista fa orrore. E se uno dei miei mille Dèi ordinasse una cosa simile, lo prenderei a calci in culo; i cattolici no, loro dicono si “buana”. E quel si “buana” DEVE essere circoscritto alla loro fede, ma non può, né deve, essere imposto alla società civile. Nella mia esperienza non ho mai incontrato un nazista che difendesse o legittimasse i campi di sterminio, ma li ho sentiti negarne l’esistenza (negazionismo). Esattamente come non ho mai incontrato uno Stalinista (o ex tale) che giustificasse i campi staliniani, non ne conosceva l’esistenza o la pratica. Però li ho sempre sentiti condannare tale pratica. Solo i cristiani giustificano ed esaltano, considerandola sacra ed imitandola come e nelle modalità in cui potevano, l’attività di strage e genocidio fatta ed ordinata dal loro dio.

Dica ad un magistrato che il suo ufficio, “L’autorità per la garanzia delle comunicazioni”, ritiene legittimo fracassare la testa dei bambini sulle pietre o macellare i primogeniti egiziani. Quando vedo riprodotto questo principio dottrinale, in qualsiasi forma, nella società civile mi fa arrabbiare, mi fa indignare (come dovrebbe fare il suo ufficio) e definisco il dio dei cristiani un “maiale”.
Non la mia frase è da censurare, MA LA SUA CENSURA E’ UN’AFFERMAZIONE BLASFEMA NEI CONFRONTI DELLA SOCIETA’ CIVILE.
La pretesa di dominare o criminalizzare i sentimenti delle persone nei confronti di testi dottrinali è un pretesa propria del regime a monarchia assoluta: un regime cristiano. Un regime cristiano, imposto dal dio dei cristiani, che per secoli si è macchiato di centinai di migliaia di delitti bruciando vive le persone che LORO chiamavano ERETICI: appare evidente, dalle frasi censurate, l’intento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di ripristinare l’uso di bruciare le persone che non si adeguino alla sua ideologia, Ideologia cattolica, non rispetto della Costituzione!

4) L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni censura la frase: “la madonna cornifica Giuseppe”
Si tratta di una logica deduzione dei racconti fatti dai vangeli.

Blasfema è la pretesa, attraverso la censura della frase, di impormi l’interpretazione del fatto da un punto di vista del cattolico integralista. Si tratta di un’offesa all’articolo 21 comma uno della Costituzione. Dal momento che i cristiani criminalizzano i comportamenti sessuali delle persone e condannano unioni diverse da quelle che loro elevano a dogma, perché io dovrei giudicare conformemente alla loro interpretazione le loro perversioni? Sono indignato dal loro odio per la famiglia e non sono tollerante con la violenza che i cristiani mettono in atto contro la famiglia applicando ai loro comportamenti interpretazioni truffaldine. Sì, i cristiani sono persone immorali: accettano che la loro madonna cornifichi Giuseppe col loro dio padrone, ma hanno imposto, pena la condanna a morte, per secoli la fedeltà coniugale a donne indifese. Una cosa del genere, a me, come Pagano Politeista, suscita orrore. Nel nostro ordinamento giuridico la legge o è uguale per tutti o è illegale!

RITENUTO che l’invio di questo verbale ha il solo scopo di imporre i dogmi dottrinali cattolici a chi cattolico non è, imponendo una visione della vita avversa e in contrasto con la Costituzione della Repubblica e che offende il sentimento religioso della religione Pagana Politeista manifestando atteggiamenti di intolleranza verso il dettato Costituzionale, si configura, nel suo insieme, come un atto di terrorismo con finalità di eversione dell’ordine Costituzionale.

CONSIDERATO che la politica di terrore dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha il solo scopo di imporre l’ideologia dei cristiani in antitesi al dettato Costituzionale favorendo quei programmi televisivi e radiofonici che esaltano il pazzo di Nazareth costruendo inganno fra i cittadini, false convinzioni, al fine di poterli truffare e ingannare impedendo l’espressione di tesi critiche e diverse mediante la minaccia dell’autorità cui sono investiti individui chiaramente di fede cristiana,

RITENUTO che le offese al sentimento religioso Pagano Politeista e alle norme morali sancite dalla Costituzione è stato ribadito dalla Corte Costituzionale proprio per proteggere le concezioni morali religiose diverse da quelle cattoliche e proprio perché i cattolici, occupando ruoli Istituzionali, non mancano di aggredirle, offenderle, diffamarle, per garantire alla chiesa cattolica un ingiusto vantaggio e un ingiusto profitto. Questione ribadita anche nella sentenza della Corte Costituzionale 14 novembre 1997, n. 329 in cui, equiparando le diverse religioni afferma:

“2. — La questione è fondata.
Le norme richiamate prevedono una diversa sanzione penale per il medesimo fatto di reato, qualora esso sia commesso contro quella che il codice penale, in mancanza di una riforma, denomina tuttora anacronisticamente (si veda il punto 1 del Protocollo addizionale dell'Accordo di modifica del Concordato lateranense, recepito con legge 25 marzo 1985, n. 121) la "religione dello Stato" - formula che, alla stregua della sentenza n. 925 del 1988 di questa Corte, deve riferirsi alla religione cattolica, in quanto già religione dello Stato - ovvero sia commesso contro un "culto ammesso nello Stato" - espressione anch'essa fuori tempo, dovendosi intendere nel senso di comprendere tutte le "confessioni religiose", diverse da quella cattolica, che rientrano nella protezione dell'art. 8 della Costituzione”

Principio che questo verbale, che censura il sentimento religioso della religione Pagana Politeista, venendo meno ai principi che regolano la critica fra diverse religioni, offende al fine di sottrarre la chiesa cattolica alla critica per la sua attività di devastazione morale della società civile. ZEUS è una DIVINITA’, GIUNONE è una DIVINITA’, DIANA è una divinità, PROMETEO è una DIVINITA’, DEMETRA è una DIVINITA’, AFRODITE è una DIVINITA’, non è una divinità un delinquente che dichiara: “Io sono il padrone dio tuo e non avrai altro padrone al di fuori di me!” Un Pagano Politeista non lo accetterebbe mai né la società civile tollererebbe mai un soggetto che si consideri al di fuori e al di sopra della legge in quanto padrone della stessa. Per la nostra Costituzione non può esistere un soggetto che non sia sottomesso alla legge e la legge DEVE rispecchiare i principi Costituzionali.

CONSIDERATO che questo ufficio ritiene che costringere bambini in ginocchio a pregare, esaltare principi criminali come l’apologia di strage o sottrarre le persone dal loro essere dei soggetti di diritto Costituzionale consapevoli e con lo sviluppo di capacità critica nei confronti del mondo in cui viviamo, è l’ideale che conduce le sue osservazioni venendo meno a quel carattere di obiettività che tale ufficio richiederebbe,

PRESO ATTO che questo verbale è un’ingiunzione interlocutoria, si chiede che l’Ufficio per le Garanzie delle Comunicazioni chieda scusa per aver offeso i principi religiosi della Religione Pagana Politeista.
Si scusi con il sottoscritto per averlo offeso nell’averne qualificato il lavoro filosofico e religioso come una squallida azione “blasfema” e non come un atto d’amore per la società civile.
Si scusi con Radio Gamma 5 per le accuse mosse nei confronti dell’emittente.
Si attivi per risarcire i danni che l’invio di questo verbale ha provocato.

DECISIONE – Mi riservo di invocare giustizia e riparazione alle offese subite con ogni strumento che la società civile mette a disposizione dei cittadini, ma voglio confidare in un rapido intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nel riconoscere il proprio errore. Voglio confidare in un intervento tempestivo sia del Ministro delle Telecomunicazioni che del Presidente della Repubblica affinché ripristino la legalità democratica e pongano le premesse affinché atti di terrorismo del genere non si verifichino più.
Al Consiglio di Amministrazione di Radio Gamma 5 si chiede di ripristinare immediatamente lo spazio radiofonico della trasmissione “Magia Stregoneria e Paganesimo” respingendo l’atto di terrorismo contro la Costituzione della Repubblica messo in atto dall’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni evitando di diventarne complice.

NOTA: E non pensi l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che il mio linguaggio sia stato duro; ben maggiore è l’indignazione, per l’atto terroristico di devastazione Istituzionale che Voi avete messo in atto inviando questo verbale, che ha suscitato. Indignazione doverosa nel ricordo di tutte quelle persone che hanno sacrificato la loro vita per i principi SACRI che voi avete offeso!

ALLEGATO: Si allega la fotocopia del verbale inviato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Direzione Contenuti Audiovisivi e Multimediali, Ufficio Contenuti o Obblighi di Programmazione; contestato con la presente.
Il Pontefice eletto rappresentante della Federazione Pagana
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
Mittente:
Pontefice eletto
responsabile della Religione Pagana Politeista
Federazione Pagana
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 041933185