Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

lunedì, settembre 17, 2007

La Corte di Cassazione e l'ABC della democrazia

Spesso, nemmeno i magistrati della Repubblica, addestrati ai principi giuridici della Monarchia Assoluta, ricordano i fondamenti della Democrazia.
Specie quando tocca a loro rispettarli!
Specie quando mettono in discussione il loro pensarsi "dio padrone onnipotente".
E così la Corte di Cassazione deve intervenire per ripristinare le regole Democratiche; la morale etica Costituzionale in antitesi alla morale del dio padrone dei cristiani che troppi magistrati hanno interiorizzato comportandosi da "dio onnipotente" in disprezzo delle leggi e delle norme civili.
Certamente questo pm, Mario Blandini, non ha fatto delle "cose illegali" ricorrendo al magistrato, ma nel suo "delirio di onnipotenza", individuo al di sopra e al di là della critica, ha creato dei problemi a persone che non erano educate ad essere avezze con problemi giudiziari; come è toccato a me!
Queste persone sono state costrette a prendersi un avvocato e a difendersi in giudizio da accuse che questo pm non avrebbe MAI DOVUTO PERMETTERSI DI FORMULARE stante la morale e l'etica Costituzionale alla quale egli ha prestato giuramento.
Comportamenti come quello di questo pm, in assenza di interventi della Corte di Cassazione come quello che è avvenuto in questo caso, costituirono quelle devastazioni morali nella società civile che costituirono il sostrato su cui germinarono le contraddizioni che oggi definiamo come "lotta armata degli anni '70". Il tentativo di Istituzioni di imporre principi etico-morali propri della Monarchia Assoluta e le esigenze delle persone di veder applicati in toto i principi Costituzionali da Istituzioni che, anziché considerare sé stesse al servizio della società civile, si imponevano come padrone della stessa, costruirono quelle contraddizioni insolubili che portarono allo scontro sociale.
Dal giornale Il Gazzettino del 16 settembre 2007

CASSAZIONE
ROMA - Le critiche, anche «spietate», all'operato della magistratura «fanno bene alla democrazia». Che i cittadini abbiano il diritto di criticare le decisioni delle toghe la Cassazione già lo aveva detto, ma ora ha aggiunto qualcosa in più. La critica può diventare anche «spietata» davanti a decisioni che sono sentite come «ingiuste e non degne di un paese democratico». Il motivo? «La critica», scrive piazza Cavour, «è l'unico reale ed efficace strumento di controllo democratico dell'esercizio di una rilevante attività istituzionale che viene esercitata in nome del popolo italiano». E se a volte la «critica giudiziaria» appare «contrassegnata da espressioni forti, aspre pungenti ed anche suggestive », essa va assolta perché «spesso sono necessarie per richiamare l'attenzione» della gente «distratta». In questo modo la Quinta sezione penale ha respinto il ricorso del pm presso la Corte d'appello di Milano, Mario Blandini, che si era sentito danneggiato e offeso dai «toni assai aspri» utilizzati da un quotidiano per contestare la decisione della pubblica accusa di patteggiare in appello la pena sul caso di Ruggero Jucker, al quale, imputato per l'omicidio volontario della fidanzata, veniva inflitta la pena di 16 anni. Pena ritenuta nell'articolo troppo mite in considerazione della gravità del fatto. In proposito, la Suprema Corte ha testualmente detto che non bisogna scandalizzarsi se si usano dei toni aspri per criticare le decisioni delle toghe in quanto vi sono fatti di cronaca che sono «particolarmente seguiti dalla pubblica opinione, che proclama processi non solo rapidi, ma anche rispettosi dei principi costituzionali, specialmente di quelli della presunzione di non colpevolezza e di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge».
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Fine trafiletto de Il Gazzettino
Marghera, 17 settembre 2007
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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