Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

martedì, settembre 25, 2007

La Corte di Cassazione settembre 2007

Corte di Cassazione

definisce il comportamento
civile che i magistrati
devono tenere

davanti alle accuse di
violenza sui bambini


Con la sentenza N. 35224 del 21 settembre 2007, accogliendo il ricorso della Procura della Repubblica di Brescia contro l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” di due suore Orsoline accusate di violenza sui bambini dell’asilo in cui prestavano servizio, la Corte di Cassazione detta delle regole comportamentali ai magistrati affinché si comportino in maniera corretta nell’emettere il loro giudizio.

Nel chiedere un nuovo processo la Corte di Cassazione afferma:

"In particolare, si legge nella sentenza, che "è perfettamente configurabile e ammissibile la possibilità che il giudice consideri il bambino una fonte di prova". Anche se, precisa il collegio, "è ormai un dato indiscutibile nel panorama della giurisprudenza una più rigorosa circospezione nell'acquisizione della prova riguardante le dichiarazioni di minori e di bambini: anche perché è lo stesso legislatore a prescrivere certe cautele nelle audizioni protette".

Non basta. "Nella letteratura di un certo peso dottrinario -spiegano ancora i giudici del Palazzaccio - non è agevole pensare a quei piccoli come a piccole persone capaci di sofisticate bugie e fantasticherie, perchè la regola è che un bambino di quell'età è strutturalmente incapace di occultare o di riprodurre falsamente i fatti di quelle sue prime esperienze".

Sul fronte delle testimonianze dei genitori, il collegio di legittimità ha spiegato che questi "non si sono riferiti alla conoscenza che essi avevano avuto dei fatti di causa tramite altre persone, ma ad una loro cognizione diretta per essere stati diretti e immediati depositari delle confidenze dei figli"."


Spesso i magistrati territoriali sono sottoposti a pressione di centri di potere mafiosa che, agendo sul territorio, impediscono loro di applicare la legge in relazione al dettato Costituzionale. Chi soffre per questa omissione sono i cittadini che, confidando nello Stato, non si sono organizzati in organizzazioni mafiose (li chiamano centri di pressione o lobbies; ma anche cambiando nome sono sempre mafie che agiscono in contrapponendosi alla legge cercando di assicurare dei vantaggi a discapito della società civile!). Così quando i problemi li travolgono non hanno forza economica, politica e sociale, per chiedere giustizia. Una giustizia che viene loro negata in vari modi dai magistrati. La giustizia viene negata attraverso interpretazioni soggettive del magistrato. L’interpretazione è doverosa per un magistrato, ma diventa atto criminale quando l’interpretazione giustifica atti avversi alla leggo o di disprezzo per i cittadini. La giustizia viene negata non facendo i processi e lasciando cadere i reati in prescrizione. I magistrati hanno VOLUTAMENTE e IGNOMINIOSAMENTE prodotto un grande carico di pratiche giudiziarie inevase al fine di gestire per i propri fini e per i propri interessi la giustizia: specialmente i magistrati nelle circoscrizioni della Corte d’Appello.
Così il magistrato ha mandato assolte le suore attraverso una sua interpretazione personale. Una interpretazione che suona come disprezzo per i bambini e appare come un atto di complicità con le violenze messe in atto dalle suore.
La Corte di Cassazione corregge quel comportamento e obbliga i magistrati a tener conto delle testimonianze dei bambini da un’ottica di civiltà Costituzionale.
Ma quanta sofferenza, quanti atti di terrorismo, dovranno subire i cittadini solo perché la chiesa cattolica mobilitando i suoi centri di potere agisce per non essere processata per le violenze che mette in atto nella società civile.
Il caso del TAR del Veneto la cui composizione è stata modificata al fine di disattendere una sentenza della Corte Costituzionale sul crocifisso imposto con la violenza e il terrore nelle scuole da un ministro della pubblica Istruzione che si preoccupa SOLTANTO di compiacere al Vaticano e alla sua attività di devastazione sociale.
Si deve confidare nella magistratura e, in particolar modo, nella Corte di Cassazione e nella Corte Costituzionale fintanto che i principi Costituzionali sono il faro verso il quale emettere le loro sentenze. Però si deve confidare nello sviluppo e nella presa di coscienza della società civile sull’importanza dei principi sociali determinati dalla Costituzione. Che non rimangano solo lettera, ma che diventino sostrato da cui promanare le azioni nella vita dei cittadini.
N.B. Le notizie sulla sentenza sono state prelevate in internet da articoli di cronaca.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia