Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

sabato, settembre 08, 2007

Perché è così difficile parlare del "terrorismo" Italiano degli anni '70

Alcune riflessioni sul perché è così difficile, oggi come oggi, a distanza di oltre 25 anni affrontare un dibattito su ciò che è stato in Italia che va sotto il nome di "terrorismo"!
Penso che la situazione mi stia un po’ tirando per i capelli.
Cosa significa parlare di terrorismo degli anni ’70 in Italia?
Che cosa implica?
Perché è così difficile?
Dipende sempre da che parte sono state vissute quelle vicende, ma soprattutto, che cosa noi proiettiamo su quelle vicende e come noi leggiamo chi quelle vicende ha vissuto.
C’è, indubbiamente una soggettività che viene manifestata dai protagonisti, ma ciò che rende difficile poter discutere di quei fatti è che molti protagonisti hanno molti scheletri nei loro armadi. Molti politici, soprattutto fra i parlamentari della Repubblica, hanno agito da terroristi o coprono dei terroristi.
Molti magistrati sono stati dei terroristi sanguinari e, creando panico e allarme, non vogliono far sapere della loro attività.
Il problema grosso non è che non si debba sapere “chi ha ucciso Aldo Moro”, ma non si debbono conoscere gli atti di terrorismo che hanno indotto delle persone ad assassinare Aldo Moro!

La prima difficoltà che si incontra è rappresentata dai “parenti delle vittime del terrorismo”.
Ora, premesso che nella mia esperienza, di loro, non mi importa un fico secco, visto il disprezzo che queste persone hanno manifestato per la vita civile e per le Istituzioni, devo rilevare che in tale associazione, per quanto è a mia conoscenza, ci sono sia parenti di vittime del terrorismo, sia dei parenti di terroristi che per un verso o per un altro hanno insanguinato questo paese.

Per riuscire a ragionare, dobbiamo chiarirci il primo punto: che cos’è un atto di terrorismo?
Un atto di terrorismo è quell’atto che colpisce indistintamente delle persone per seminare la paura fra la popolazione. Per quanto efferato, il recente delitto di Borgo nel Trevigiano, non è un atto di terrorismo. Si tratta di un delitto. Un delitto efferato, ma non è un atto di terrorismo.

Ora, i parenti delle vittime di Piazza Fontana, i parenti delle vittime di Brescia, i parenti delle vittime della Stazione di Bologna; sono vittime del terrorismo. I parenti di assassinati come Aldo Moro e della sua scorta, i parenti delle vittime della sezione dell’MSI di Padova, i parenti di Guido Rossa, sono parenti di una persona assassinata, ma non sono parenti di vittime del terrorismo! Che piaccia o che non piaccia Biagi è stato assassinato come persona; come obbiettivo preciso, non si è messa una bomba su un treno e non si è sparso terrore indiscriminato. Biagi era la vittima designata da quelle persone che la legge può condannare come assssini, ma nessuno può dire che è un atto di terrorismo!

Se non si fa questa distinzione non si può comprendere nemmeno che cosa sia avvenuto in Italia.
Recentemente ho sentito la frase: “In Italia c’è stato il terrorismo, mentre in Francia non c’è stato il terrorismo!” Si riferiva alle dichiarazioni di un’attrice Francese fatte per la mostra del Cinema di Venezia nel 2007.
Chi ha proferito questa frase (mi sembra in un telegiornale) ha dimenticato l’elemento fondamentale: in Francia non ci sono stati tentativi di colpi di stato, mentre in Italia ci sono stati dei tentativi di colpo di stato che hanno distrutto la vita delle persone dal 1968 al 1976.

Ebbene, Piazza Fontana (e i fatti che seguirono con l’omicidio Pinelli e l’insabbiamento messo in atto dalla magistratura Milanese), Piazza della Loggia, la Stazione di Bologna, sono atti di terrorismo all’interno di tentativi di un colpo di stato. Atti di terrorismo che avevano lo scopo di indurre l’opinione pubblica a colpevolizzare gli anarchici prima (strategia Calabresi) o le brigate Rosse (strategia di Bologna).

Il primo problema che dobbiamo sollevare è questo: il terrorista Pietro Calogero ha fatto torturare decine di persone, ha alterato decine di processi, solo per nascondere gli autori dei tentativi di colpo di stato. La sua teorizzazione del “grande vecchio”, del fatto che ogni atto, dalla scritta sui muri alla bottiglia di benzina contro il portone di chi organizzava gli incidenti sui posti di lavoro, fosse all’interno di un unico disegno criminoso, aveva il solo scopo di aggravare le pene, impedire la difesa degli imputati attentando al dettato Costituzionale e salvaguardare chi organizzava colpi di stato (fra cui molti parlamentari ancora in parlamento, vedi il mafioso Andreotti).

Ora, se si vuole discutere della storia degli anni ’70 è necessario assumere, come metro di giudizio, la Costituzione della Repubblica e i principi giuridici che governano questo paese. Io lo so che alcuni vorrebbero che Albanese fosse stata una brava persona, ma anche se quelli che lo hanno ucciso mi hanno ingannato e hanno contribuito a farmi torturare, Albanese era e rimane un torturatore, perchè i suoi colleghi, mentre mi torturavano, mi dissero che se c’era Albanese io non sarei uscito vivo. Albanese era un osggetto usato dai magistrati di Venezia per torturare gli arrestati nelle caserme di polizia!
La stessa cosa vale per Tagliercio. Anche se chi lo ha ucciso ha contribuito a farmi torturare, Tagliercio è comunque un criminale che ha assassinato decine di lavoratori e devastato il territorio di Marghera e, stando alle dichiarazioni di un magistrato che mi ha fatto torturare, ha tentato di ammazzarmi, mi ha impedito il diritto alla difesa: “Non importa quale ruolo abbia avuto nella banda di assassini che hanno devastato la società civile!”

Chi è il terrorista?
Tagliercio che ha assassinato indifferentemente degli operai e devastato il territorio con la complicità di magistrati; o gli assassini che gli hanno sparato?
Chi gli ha sparato può essere censurato come un assassino, ma chi ha devastato il territorio e macellato indistintamente operai, non si chiama forse terrorista? E i magistrati che hanno finto di non vedere, non si chiamano forse terroristi?

E’ questa la difficoltà che incontra chi vuole discutere di terrorismo in questo paese. Troppi terroristi che hanno tentato il colpo di stato sono fra i parlamentari e gente come Fini, Casini, Berlusconi, Prodi, D’Alema, Fassino, Franceschini, Letta, con i loro sotterfugi e con i loro inganni, hanno paura di confrontarsi con le idee espresse da persone che, giusto o sbagliato che sia, hanno avuto il coraggio di mettere in gioco la loro vita. Amato, il ministro degli interni, è letteralmente terrorizzato. Il suo capo, Craxi, nascondeva i suoi sotterfugi girando per le questure e accusando un fantomatico pericolo “terrorista”.

Ma perché questo paese dovrebbe affrontare il dibattito?
E perché molti parenti delle attuali “vittime del terrorismo” dovrebbero scoprire che molti dei loro parenti (indubbiamente colpiti e scelti fra migliaia con le stesse “colpe”) altro non erano che squallidi terroristi?
Perché, se una società non ha la capacità di esaminare il proprio passato brucia le sue potenzialità per il futuro. Alla faccia di ciò che dice Prodi e Berlusconi, è irrilevante per la società Italiana quante tasse si pagano, ma è importante quanta cultura (e per cultura non si intendono le ricette gastronomiche regionali, e nemmeno i vini di Veronelli o la moda delle barche o delle ville in Sardegna, e nemmeno la "tipicità" del contadino che si spacca la schiena per falciare l'erba, ma si intende la capacità degli individui di comprendere il significato di un'affermazione, di un provvedimento, di un'azione, fatta nella società civile, sia per sé stessa che per gli effetti che produce nel tempo e nello spazio di vita delle persone!) si riesca ad attivare in questo paese e quanta parte della Costituzione si riesce a trasformare in parte attiva nella popolazione. Se non si riesce a far percepire alle persone come le Istituzioni di questo paese sono a loro disposizione, al loro servizio, gli appelli contro la mafia sono solo truffe; ridicoli; prese in giro.
Che ne è di quel magistrato, tale Candiani (un individuo che, nell'ultima parte della sua attività, ha favorito l'attività razzista di Gentilini a Treviso), che partecipò ad occultare le torture che avevo subito dai suoi colleghi (allora era presidente di Corte d’Assise)? Oggi è un pensionato! Ha sputato sulla Costituzione, si è preso i soldi dello stipendio e ha offeso la società civile: un terrorista che con la sua attività ha incitato al terrorismo sistematico.
Cosa gli frega a lui della società civile?
Cosa gli frega del futuro sociale?
E cosa ha da nascondere l’Ordine degli Avvocati? Cosa deve nascondere l’Ordine dei Giornalisti?
Tutti hanno migliaia di vigliaccherie da nascondere! Vigliaccherie? No! Atti di terrorismo!
Io non sapevo! Io credevo! Io non pensavo!
Ora, tale Zanonato, sindaco di Padova, fa delle celebrazioni per esaltare il golpismo, i tentativi di colpo di stato. Si dirà: "ma non è vero, difende delle vittime del terrorismo!". Ma non si tratta di “vittime del terrorismo”, ma di persone assassinate, come a Padova altre sono state assassinate. E allora perché proprio quelle? Perché a Zanonato oggi, come a Pietro Calogero allora, interessava che chi organizzava colpi di stato non venisse perseguito. Magari i parenti di quelle persone oggi si indigneranno, ma dovrebbe essere la società civile che dovrebbe indignarsi con i magistrati inquirenti di allora per non aver affrontato la questione, a meno che non si voglia far credere che chi è entrato nella sede dell’MSI allora, fossero dei pazzi deliranti! Illusi, forse; ingannati, ma non pazzi!
Zanonato, che come sindaco di Padova commette delitti di apologia di strage esaltando il dio dei cristiani e costringendo, con la violenza, bambini in ginocchio davanti ad un crocifisso che la sua ideologia impone nei luoghi del "comune di Padova" in disprezzo del dettato Costituzionale, non ha nessun ritegno a giustificare l'attività di golpismo nei confronti delle Istituzioni esaltando il "sacrificio" dei due assassinati nella sede dell'MSI. Per Zanonato non c'è differenza fra chi distrugge le torri gemelle facendo strage indiscriminata, e chi ha assassinato le due persone a Padova. Questa mancanza di misura dà l'idea della volontà di eversione e dell'odio sociale per le persone civili di Zanonato!

E’ questo il problema di questo paese.
Troppo pochi magistrati hanno fatto il loro dovere.
Troppi parlamentari hanno scheletri in armadio.
Troppi interessi spicci, quotidiani sono toccati.
E chi ne soffre è il futuro del paese anche quando, stando alla nostra Costituzione gli autori di quei delitti hanno pagato secondo la legge, ma, sono convinto, i terroristi sono altri e, questi altri, hanno paura che chi truffano estorcendo voti, scopra la loro attività di terrorismo. Già se ne parla, ma in senso estetico. "Dopo l'entrata in vigore della Costituzione, continuarono ad operare gli stessi militari del fascismo; gli stessi poliziotti del fascismo; gli stessi magistrati del fascismo; gli stessi funzionari statali del fascismo; e la stessa organizzazione della Democrazia Cristiana si era formata nel fascismo e non aveva MAI rotto con l'organizzazione ideologico-sociale del fascismo!". Così Andreotti, il mafioso degli anni '70. Cosa lo spingeva verso la mafia se non l'ideologia fascista? Mettere sul comodino l'immagine di Padre Pio, anziché quella del Duce, cambia, ideologicamente, qualche cosa? Sembra quasi una questione di contrapposizione dialettica se non fosse per il sangue che ha sparso, per le Istituzioni che ha svenduto, per i diritti sociali che ha negato a migliaia di persone. Non si tratta di una questione estetica, ma di sangue, di emozioni, di odio e di terrore che Andreotti, Moro, Fanfani e il resto della banda hanno sparso nella società civile quando i loro modelli di riferimento erano i colonnelli Greci o i generali Cileni! Per contro, scheletri o non scheletri, Prodi, Berlusconi, D’Alema, Amato, Fassino, Fini, Casini, ecc. sono troppo vili per affrontare in un confronto delle persone, che non abbiano sedie o poltrone da difendere, quando non hanno almeno dieci poliziotti per torturare il loro interlocutore!
Già, perché la contrapposizione non verte sulla percentuale di ICI da versare allo Stato, ma sui fondamenti del dettato Costituzionale che terroristi come De Gasperi hanno violentato.
Detto tutto questo, è necessario guardare avanti. Verso il futuro della società civile. Ma come è possibile quando Prodi, Veltroni, Berlusconi, hanno interesse ad inchiodare le persone nelle dinamiche sociali del passato perché, loro, non saprebbero che altro fare?
Marghera, 08 settembre 2007
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendsita Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia

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