Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, settembre 12, 2007

Riflessioni su Roberto Sandalo e il suo odio per le persone di religione musulmana.

Chiederci il "perché delle cose" è proprio di chi pratica Stregoneria!
Darci delle risposte serve affinché altre persone non ripetino gli stessi errori.
Ho letto con curiosità l’articolo riportato dal quotidiano La Repubblica del 12 settembre 2007 dal titolo: “L’ex terrorista Sandalo in piazza “Difendiamo l’Italia dai musulmani”.” a firma di Davide Carlucci e Marco Severo.

La curiosità, da parte mia, non sta tanto nell’episodio raccontato, quanto ai percorsi personali e ai tempi in cui tali percorsi sono avvenuti. Fra il 1975 e il 1976 nei gruppi della “lotta armata” sono iniziati a confluire i “pistoleros”. Se prima di questi anni il dibattito politico controllava e determinava le azioni delle persone, dopo quegli anni giunsero delle persone (vedi i legami facili con la malavita) che facevano della pistola strumento di affermazione politica. Non era più la visione politica a determinare i comportamenti, ma gli unici comportamenti che conoscevano (l’uso della pistola) determinavano le affermazioni politiche. Affermazioni aprioristiche come manifestazione di opinioni opportunistiche slegate da ogni contesto di analisi e di conoscenza della società nella quale si viveva.
Per questi personaggi, rapinare una banca o sparare nelle gambe ad una persona, era la stessa cosa. Non sapevano scindere i due momenti e, alla fine, rapinare una banca era la sola cosa che volevano fare.
Non era facile distinguere le due tipologie di personaggi. Ci fu un momento in cui le figure si confusero al punto tale che io stesso fui ingannato: sfruttarono la mia “capacità d’analisi”, ma a loro interessava soltanto sparare. Sia che si trattasse di rapinare che di manifestare le loro posizioni politiche. Chi permette di superare l’inganno è la coerenza. Quando si è una persona appassionata e coerente nel perseguire obbiettivi finalizzati al benessere sociale ci si può anche far abbagliare e ingannare da chi non anela al benessere sociale, ma solo al raggiungimento di fini personali. Chi voleva solo sparare per sparare, ha finito per truffarmi, emarginarmi, sparire dalla mia vista, salvo riapparire mentre mi stavano torturando e finii per scoprire, sotto tortura, che questi personaggi, nel frattempo, avevano fatto tre morti e un sequestro di persona.
E allora che fai? Metti in salvo le persone che ti sono care (purtroppo ti odieranno a vita perché non comprendono) e affronti la nuova condizione.
E’ allora che ti accorgi quanto i magistrati amino i pistoleros!
Hanno la loro stessa ideologia. Sono semplici, non costringono i magistrati a pensare. Specie quelli di Venezia che come capacità intellettiva, se non fossero dei criminali per scelta, equivalgono ai bambini delle elementari. Così nascono le equazioni: “Vuole fare la rivoluzione e allora ammazza Taliercio!”. Del perché scelsero Taliercio, del male che Taliercio aveva fatto insieme alla sua banda, della distruzione del territorio di Marghera messa in atto dall’azienda nella quale Taliercio operava, a quei magistrati non interessava nulla. Furono necessarie inchieste di altri magistrati per comprendere i danni e il male che Taliercio e la sua azienda avevano fatto agli abitanti e al territorio di Marghera, ma, nonostante questo, mai fu chiarito nonostante la percezione del disastro che ne avevano e ne hanno gli abitanti! Certo, Taliercio fu ammazzato da loro per propaganda, ma se i magistrati del tempo, lo avessero incarcerato per devastazione del territorio, avrebbero impedito l’azione di propaganda fatta da chi lo ha ammazzato. Era il tempo in cui non esisteva il tribunale delle Libertà, non esisteva il Tribunale per il riesame, non esisteva il giudice delle indagini preliminari. Così i Pubblici Ministeri dettavano legge e ricattavano i giudici Istruttori affinché confermassero i loro atti di terrorismo minacciando di morte e di tortura gli imputati. Il terrorismo dell’allora Giudice Istruttore Rita Ugolini, non è mai stato dimenticato!

Ed è in questo contesto che divento curioso: qual era l’impostazione ideologica delle persone che intrapresero, allora, quel percorso e che cosa ne è stato oggi?
Ho letto di Renato Curcio legato ad un prete cattolico; ora vengo a sapere di questo Sandalo, ex di Prima Linea, cattolico integralista manifesta contro l’Islam in compagnia “alcune parapsicologhe...”. Come vengo a sapere che era stato imputato per rapina.
Già fra coloro che mi ingannarono e che contribuirono a farmi torturare, ho saputo che uno si è bruciato vivo nell’auto della moglie (sembra per questioni d’amore) e un altro fu arrestato qualche anno fa per spaccio di droga. La cosa curiosa è che erano tutti cattolici.

Quando usi la pistola, come mezzo politico, ti sottoponi al rischio che la pistola diventi il fine della tua politica. Per contro, se non hai capacità di analisi o passione per la società in cui vivi, la pistola può diventare il tuo mezzo di autopromozione. "La violenza come unico rifugio degli incapaci o l'ultima risorsa dei disperati!" (non vale solo per le persone comuni, ma soprattutto per quei politici che davanti a problemi sociali auspicano, con una leggerezza da mettere i brividi, un aumento di multe o pene detentive.). Nel senso che non si conoscono altri mezzi, né li si vogliono cercare, per affrontare le contraddizioni. Il mezzo che hai scelto ti costringe a cercare quelle contraddizioni che si addicono al mezzo. Non si è in grado di guardare in alto, ma si cercano condizioni miserabili che la pistola può risolvere.

Non c’è nessuna differenza fra le tensioni che spingono il sindaco di Firenze a vessare i lavavetri e l’incitamento all’odio contro gli islamici di Roberto Sandalo. Non c’è nessuna differenza fra le scelte che allora fece Roberto Sandalo e quelle che fa oggi: ieri giocava al Che Guevara capace solo di sparare e oggi, anche se non spara, inveisce contro coloro ai quali vorrebbe far sparare: i poveracci che hanno il torto di essere di religione musulmana.

Sono incuriosito da questo tipo di ferocia manifestato da Roberto Sandalo che insieme a Roberto Maria Severini vuole imporre il crocifisso alla società civile. E mi fanno riflettere le parole che gli articolisti attribuiscono a Severini: “Difendiamo l’Italia dai musulmani, il nostro paese deve restare cristiano”.
Se questa idea si muoveva nella testa di Roberto Sandalo allora, ciò significa che l’idea che molti “rivoluzionari” di allora avevano, era quella del “comunismo cristiano”. Quel comunismo che vuole distruggere il ricco solo perché è ricco e solo per danneggiare ulteriormente la società civile; non perché il ricco, nell’accumulare la ricchezza, danneggia la società civile. L’ideologia del comunismo cristiano non ammette la ricchezza; impone l’appiattimento sociale nella miseria. Pertanto, il cristiano che persegue quel comunismo, avrà come obiettivo la distruzione del ricco in quanto è ricco. Il comunista cristiano dirà ai poveri che devono essere soccorsi, ma restando nella povertà, nella miseria (come piace al suo dio). La miseria sarà la categoria nella quale il comunista cristiano si muove. Al contrario del comunista marxista che vuole l’arricchimento della società civile. Vuole che tutta la società diventi ricca. Il comunista marxista aveva come obiettivo l’imprenditore parte attiva nella società civile.

Roberto Sandalo, con le sue scelte e con gli slogans, vuole che i poveri di religione musulmana, rimangano poveri, a maggior gloria del suo dio padrone!
Leggo in data 13 settembre 2007 su La Repubblica in un'intervista a Roberto Sandalo:
""chiede l'intervistatore": La tragedia vera l'ha vissuta chi ha perso per sempre i propri cari a causa delle vostre azioni di sangue.
"risponde Sandalo": "Lo so. Ho telefonato ai parenti di queste persone - come il figlio di Lando Conti e il nipote di Giuseppe Ciotta - e sono in attesa di un incontro. Vorrei che nella loro sofferenza, che è incancellabile, abbiano modo di verificare come una persona può cambiare."
[più avanti]
"chiede l'intervistatore" Non crede di incitare all'odio? Non la preoccupano gli attentati contro le moschee che s'iniziano a segnalare proprio in Lombardia?
"risponde Sandalo" "Ma quale odio... Quanto a quei gesti, e ai raid contro i campi nomadi, segnalo che ogni sei mesi dalla Lega escono in tanti. O forse la lettura è un'altra: nelle comunità musulmane ci sono continue tensioni, magari sono vendette tra di loro."
E' da chiedersi. "Ma per che cosa hai sparato, se non trovi le motivazioni morali per averlo fatto?" Così, per noia o per sentirsi importanti? Hai ammazzato solo perché avevi una pistola, ma nessuna motivazione morale sufficiente per farlo. Come quelli che ammazzarono Taliercio o Albanese che per farlo dovettero passare sul mio cadavere, tanto squallide erano le loro passioni morali con cui giustificavano i loro gesti.
E domani, cosa farà Sandalo? Chiederà scusa ai musulmani o ai nomadi per aver incitato all'odio contro di loro? Non sono forse anch'esse delle persone che attraverso l'odio sociale provano "una sofferenza incancellabile"?
Il problema non è soltanto l'aver vissuto quel periodo, ma anche le singole scelte che abbiamo fatto. E per scelta non intendo soltanto "decidere di sparare o meno", ma manifestare quelle affinità psico-emotive che ti inducevano ad essere in un luogo piuttosto che in un altro, a scegliere degli amici (e di perderli) piutosto che altri.
Esattamente la scelta psico-emotiva che ha fatto Sandalo e che lo induce a fare oggi la stessa scelta psico-emotiva di allora. Nella stessa intervista a rispondere in questo modo a domande dell'intervistatore:
""intervistatore" Da ex terrorista, quindi, ora lei si batte contro i nuovi terroristi islamici..."
"Sì, lo faccio perché richiamo qualche cosa di terribile in Italia oggi. E il mio animo si ribella. Dovevo andare anch'io a manifestare a Bruxelles, martedì, ma un sindaco razista ce l'ha impedito".
""intervistatore" Ci è andato Borghezio ed è stato bloccato".
"A lui va tutta la mia solidarietà. E' stata una vergogna".
Oggi, incitare all'odio sociale: l'unica cosa che sa fare!
Allora, sparare: l'unica cosa che sapeva fare!

Riflettendo di aver sfidato, in passato, la vita con personaggi come questo, mi rende molto triste e consapevole della mancanza di strumenti con cui ho analizzato e affrontato quel momento storico.
Marghera, 12 settembre 2007
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 - Marghera - VE
Tel. 041-933185