Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

domenica, novembre 25, 2007

Dal colpo di stato di Julio Valerio Borghese e Andreotti, alla devastazione Istituzionale di Calderoli e Borghezio.


Mancanza di memoria storica?
E’ per questo che oggi molte persone fanno demagogia politica e sociale insultando la classe politica seria o insultando quei difensori della Costituzione che nelle varie Istituzioni aspettano di vedere il loro lavoro riconosciuto?
Proviamo a ricordare il passato. Una breve cronaca ripresa da un articolo del giornale La Repubblica di lunedì 05 dicembre 2005:

Il piano golpista
Roma, 8 dicembre 1970: scatta il piano golpista. Viene occupato il Viminale e saccheggiata l’armeria, ma alle 01.40 arriva improvviso il contrordine e così il piano salta. Ad oggi resta un mistero il nome di chi ordinò quello stop.

Il dossier in Procura:
Ottobre 1974, il dossier sull’episodio inviato da Giulio Andreotti, all’epoca ministro della Difesa, alla Procura di Roma rivela il coinvolgimento nel piano del capo del Sid, Vito Miceli, e di esponenti neofascisti.

Le condanne cancellate
Novembre 1984, la corte d’Assise e d’Appello di Roma cancella tutte le condanne al processo di primo grado: il golpe era “un conciliabolo di quattro o cinque sessantenni”. Una sentenza confermata dalla Cassazione.

I nomi nascosti:
Novembre 1991, l’ufficiale del servizio segreto Antonio Labruna consegna al giudice Guido Salvini il dossier originale: le carte dimostrano che , nel ’74, alla magistratura furono nascosti i nomi degli ufficiali piduisti coinvolti nel golpe.

Il resto dell’articolo ve lo leggete.
La struttura politica della Democrazia Cristiana con l’estrema destra stavano preparando un colpo di stato. La Cia era coinvolta e appoggiava l’operazione e i magistrati agirono in modo che i golpisti, facilitati prima, non venissero perseguitati lasciando la popolazione italiana sola in difesa della Costituzione. Davanti ad una Polizia di Stato che era venuta meno ai suoi doveri Istituzionali e ai Carabinieri che corrotti finsero di non vedere, solo le persone sensibili erano chiamate a difendere la Costituzione.

La bomba di Piazza Fontana aveva uno scopo di destabilizzazione delle Istituzioni. Quando il poliziotto Calabresi arrestò Pinelli non lo fece in ossequio a dei sospetti che aveva su Pinelli, ma col preciso intento di imporre la pista anarchica sulla strage in modo da favorire le mire golpiste di Borghese, e di Andreotti. Che Andreotti fosse un golpista non ho dubbi. Io stesso fui presente alle sue invettive e alle sue farneticazioni in quella direzione durante un suo discorso presso il reparto elicotteristico di Viterbo (il CAALE, come si chiamava allora nel 1972). Che poi in questo articolo di Giovanni Maria Bellu affermi di essere all’oscuro, è ridicolo e squallido, degno della faccia tosta di un terrorista criminale che si sente protetto da torturatori in divisa. Solo in questo modo ha potuto evitare di essere imputato per mafia e di essere condannato di partecipazione in associazione mafiosa soltanto quando il reato era prescritto (il massimo dell’infamia morale per un politico, in quanto dimostra il terrore che ha esercitato sui magistrati per non essere condannato per tali reati).

Se il golpe, di cui parla l’articolo, è del 1970, in realtà l’organizzazione per mettere in atto colpi di stato andarono avanti almeno fino al 1975.
Un’attività di destabilizzazione istituzionale che richiedeva risposte da parte dei cittadini visto che i magistrati appoggiavano l’eversione dei golpisti senza perseguirne i reati in una follia paranoica che li vedeva impegnati a riaffermare i principi clerico-fascisti in opposizione ai principi della Costituzione.
Quando atti di golpismo sono in atto, non siamo davanti a carte che delineano l’attività dei servizi segreti che possono o non possono essere scoperti, ma siamo davanti a dei comportamenti che incrinando le relazioni democratiche nelle attività dei singoli cittadini, tendono a favorire l’attività golpista. Che i magistrati di Roma e di Milano fossero coinvolti in attività di terrorismo lo si nota dal trasferimento che subì quel magistrato che tentò di identificare la strage di Piazza Fontana all’interno di una matrice “fascista”, mentre sia Calabresi con altri magistrati iniziarono una feroce campagna di criminalizzazione degli Anarchici. Calabresi è responsabile della morte di Pinelli, ma tutta la magistratura milanese fu corresponsabile di tale morte in quanto tutti i magistrati milanesi erano organizzati per favorire il colpo di stato di Borghese e i successivi tentativi di colpi di stato. Non solo perché finsero di non accorgersi delle attività di Borghese, ma perché misero in atto attività di repressione feroce nei confronti dei cittadini costringendoli a rivendicare diritti Costituzionali che LORO STESSI erano tenuti a garantire. L’aggressione agli Anarchici con le montature giudiziarie di Valpreda, ad opera dei magistrati, ebbero questa funzione.
Il golpismo prevede un controllo dei cittadini, di settori di cittadini in funzione del colpo di stato programmato. Per questo motivo sia i magistrati che gli organi di informazione vengono asserviti ai propositi golpisti (vedi la criminalizzazione degli Anarchici fatta dai giornalisti in quegli anni e le farneticazioni sugli “anarchici-insurrezionalisti” in tempi recenti) e prevede un controllo totale del golpista sulle forze armate. Forze armate che non sono un’entità astratta, ma un insieme di cittadini che servendo la “patria” vengono sottoposti a vessazioni, pressioni, angherie, per trasformarli in strumenti docili ed obbedienti ai propositi del golpista.
Per questo motivo la popolazione ha la percezione del pericolo incombente ben prima dei politici che dovrebbero o potrebbero opporsi al progetto golpista in quanto abbagliati sia dalla necessità di avere i voti e, pertanto, complici ossequienti di una stampa e di una radiotelevisione che può garantire la propaganda della loro linea politica.
Quando negli anni ’70 quella che venne chiamata “lotta armata” fermò il tentativo di golpismo proprio perché fece balenare ai golpisti l’idea che non sarebbe stato facile controllare l’Italia e proprio l’azione golpista avrebbe dato fiato alla “lotta armata”, ciò fu dovuto alla sensibilità delle persone che, private di fatto dei diritti Costituzionali, con una Costituzione che l’organizzazione clericale Democrazia Cristiana impediva l’attuazione, sentivano il pericolo che si approssimava.

Allora magistrati corrotti e criminali non solo impedirono alle persone di difendersi per manifestare il pericolo incombente, ma uno di loro, il delinquente Pietro Calogero, elaborò una teorizzazione terroristica che costrinse i piccoli uomini che difendevano la Costituzione a subire torture e vessazioni di ogni genere per i suoi pruriti criminali. Secondo la sua teorizzazione a capo delle richieste di giustizia delle persone c’era una sorta di “grande vecchio” che fungeva da “comandante in capo” o da regista. Solo con le torture, con anni di carcerazione preventiva, con la diffamazione reiterata, questo criminale ha insanguinato il paese. Dopo venne istituito il “tribunale della libertà”, il “tribunale del riesame”, ma i criminali, anche se la loro attività criminosa era notoria e i loro delitti erano conosciuti, non furono mai perseguiti a norma di legge.

Quale dignità ha un paese che usa la tortura dei detenuti come metodo? Eppure, l’uso della tortura fu il corollario del terrorismo messo in atto da individui che giustificavano la loro attività agendo nelle Istituzioni.

Una situazione analoga la si sta disvelando ora. Solo ora si comprende l’attività di terrore e golpismo che in questi anni la popolazione ha subito e si comprendono le farneticazioni di “possibili attentati” che il ministero degli interni comunicava al solo fine di creare allarme sociale ingiustificato e coprire attività di golpismo nel territorio.
Scrive Augias del giornale La Repubblica del 24 novembre 2007:

“Come ha scritto giustamente Francesco Merlo siamo diventati un paese dove brandelli di verità si trovano quasi unicamente andando a frugare tra i rifiuti, immergendo le braccia fino al gomito in quei materiali immondi. Solo per restare nel campo del giornalismo, e lasciar perdere, per esempio, le banche, era accaduto così nel caso di Renato Farina (detto: “fonte Betulle”) fattosi agente provocatore e spia, accade di nuovo con le intercettazioni ora venute alla luce. Se lo sapevamo già allora? Certo che lo sapevamo, lo sapevamo da subito, sappiamo anche, mi ha detto un collega, che ciò di cui oggi si legge è solo una parte di quanto è effettivamente accaduto. Che cosa si pensa sia andata a fare nel cuore dell’azzienda concorrente, in posizione alto-dirigenziale, la signora Bergamini, fidata assistente dell’imprenditore televisivo Berlusconi? Non basterebbe questo caso da solo a dimostrare, al di là di ogni altra considerazione o casistica, la gravità del conflitto di interessi? Tra i tanti episodi vergognosi venuti alla luce, uno mi ha colpito particolarmente, anche perché innegabile. Ha riferito Giuseppina Paterniti, allora nel Cdr, che il primo aprile 2005, stava andando in onda su Raitre “Primo Piano”. Sotto le immagini scorreva la scritta con la notizia che il papa stava morendo. Il direttore del telegiornale Di Bella venne chiamato dai vertici aziendali che gli ordinarono di toglierla, di chiudere la diretta. “Lo fecero perché su Raduno c’era la trasmissione registrata di Bruno Vespa con Berlusconi”. Basterebbe questo singolo episodio in un paese normale e a dare la misura del disastro a suscitare la reazione dei “liberal”. Già, a proposito.”
Manipolare le informazioni per creare un'opinione pubblica favorevole ad un progetto politico specifico, non è forse un atto di eversione dell'ordine democratico? Non è forse un atto percepito come una violazione dei diritti dei citadini? Non è forse un atto di terrorismo nei confronti delle Istituzioni?
Ciò che indigna di Augias e di tutti i giornalisti è che loro sono stati complici di tutte le violenze che i cittadini hanno subito al fine di costruire questo sistema vessatorio. Augias si preoccupa del papa, ma non di tutti i ragazzi violentati e di tutta la disinformazione che è stata fatta sui problemi del paese per favorire o sputtanare questo o quel politico, questo o quel gruppo di cittadini che chiedevano giustizia. Quando gli organi di informazione rispondono ad interessi mafiosi sono sottratti dalla loro funzione istituzionale e si trasformano in organizzazioni terroristiche: lo sa bene quello stesso Pietro Calogero che torturava i cittadini per coprire le attività golpiste.
E che cosa sono le farneticazioni naziste del sindaco di Cittadella finalizzate a ricostruire i campi di sterminio in Italia?
Massimo Bitonci ha messo in atto un atto di eversione dell’ordine democratico criminalizzando tutte quelle persone che non hanno il suo stesso reddito. Cosa dobbiamo aspettare che metta una stella gialla sui camici e il filo spinato? Le stesse persone che manifestano odio per i diversi, gli indifesi, quelli che sfruttano e che costringono alla miseria per i loro scopi di razzismo, quelli che favoriscono i morti sui posti di lavoro usando i vigili urbani per vessare i cittadini, costituiscono ronde fasciste di “controllo del territorio” sostituendosi allo stato facendosi forti di un’insicurezza territoriale che loro stessi costruiscono costringendo i bambini in ginocchio davanti a crocifissi anziché renderli consapevoli dei loro diritti Costituzionali.
Si è svegliato Pietro Calogero?
Si è ricordato di essere un procuratore della Repubblica?
E fino a ieri, dove stava quando Zanonato sputava sulla Costituzione, sui diritti civili delle persone, chiamando le donne prostitute e vessando i cittadini per i suoi interessi morali da talebano cattolico? Questo delinquente che sottrae fondi ai cittadini con la sua giunta per finanziare i truffatori come gli adoratori di Antonio da Padova ed esaltarne l’attività di criminale reiterando il delitto di Apologia di Strage. Dove stava Calogero che ha insanguinato Padova non perseguendo i delitti di disarticolazione istituzionale che costruivano sofferenze nei cittadini e torturanva chi chiedeva giustizia etichettandoli come “terroristi”?
Ci sono voluti gli atti di nazismo criminale di un estremista come Massimo Bitonci, esaltati dal criminale Zaia, perché si svegliasse? E la procura di Treviso, perché non ha agito contro il razzista criminale di Gentilini? Complicità in razzismo?
Ma non fatevi illusioni, Calogero sa come proteggere i nazisti e i razzisti. Se ha mandato loro un avviso di garanzia non è detto che l’inchiesta proceda, né che verranno rinviati a giudizio. Calogero, Mastelloni, Ugolini sono solo dei vigliacchi criminali senza nessun senso della giustizia, che non sia il loro tornaconto materiale o morale, violenti con chi chiede giustizia, pronti a farli torturare, mentre sono ossequiosi con i preti cattolici che stuprano bambini, con le bande leghiste, col razzismo, con lo stragismo sui posti di lavoro, con i delitti fatti da individui delle istituzioni con i quali sentono molto la vicinanza e la complicità. Furono questi magistrati che protessero in genocidio di Marghera.
Ma perché questo articolo si è aperto con i tentativi di golpismo della fine degli anni ’60, inizio anni ’70, e si conclude col razzismo di Zaia, Alessandri, Calderoli, Bricolo e Borghezio?
E per favore, NON ESISTE NESSUN ALLARME CRIMINALITA’! Esistono atti criminali che devono essere perseguiti dalle Istituzioni preposte.
Le statistiche parlano di diminuzione di tutta una serie di reati. E’ vero, invece, che proseguendo nell’attività di destabilizzazione Istituzionale la Rai e i media per alimentare l’odio razziale, sottolineano la nazionalità delle persone che commettono reato dando una prima pagina al Romeno o alla nazionalità emarginata di turno e usando i trafiletti, o addirittura censurando le notizie di reato, quando è coinvolto un italiano.
Che peso ha avuto la violenza alla ragazza di origine ghanese subita a Pordenone? Nessuna, per la RAI lei è solo una bestia, come per i leghisti che si sono riuniti per rivendicare il loro “diritto” al razzismo in barba alle norme Costituzionali.
La storia si sta ripetendo!
Si sta ripetendo anche se non c’è più la Decima Mas di Borghese, ma tanti ammalati da delirio di onnipotenza che stanno tentando di trasformare l’Italia in una società Clerico-Nazista grazie alla vigliaccheria e spesso alla complicità delle Istituzioni. E quelli come Augias che sono colpiti dall’episodio di cui è protagonista un criminale come Wojtyla, responsabile di stupro dei bambini, ma non si accorge delle ingiustizie e delle vessazioni cui la gente è sottoposta. Dov’erano le proteste di Augias quando la RAI demolì la fastidiosa “Tele kabul” di Rai3? Dove sta Augias quando le finanziarie stanno tentando di indebitare l’intero paese? O dove stava quando si protestava per i salari di fame a cui è costretta la popolazione tanto che deve intervenire il presidente della Banca d’Italia per sollevare il problema?
Già, la storia si sta ripetendo. Solo che anziché avere le camicie nere e le croci del Vaticano, oggi ci sono camicie diverse, le croci del Vaticano, e gli interessi mafiosi, dove le mafie non sono quelle di Reina o Provenzano, ma quelle di alcuni salotti che manipolando l’informazione creano danno e terrore nei cittadini privandoli dei loro diritti Costituzionali.
Già, la storia si sta ripetendo, con una variabile importante: non ci sarà più nessuno che, sacrificando sé stesso in una improbabile “lotta armata” salverà la Costituzione dal terrorismo istituzionalizzato.
La storia si ripete, ma mai allo stesso modo!
Se le Istituzioni non sapranno mettere al centro della loro azione la Costituzione della Repubblica, prevedo tempi bui.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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30175 – Marghera – Venezia
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sabato, novembre 17, 2007

Conferenza di presentazione della collana di libri "Cento Talleri" tenuta a Venezia il 16 novembre: commento ed impressioni!


Carissimi amici di Filosofico.net
vi ricordo che venerdi' 16 novembre, alle ore 17e30, presso lo "SpazioEventi della Libreria Mondadori" a San Marco (Venezia) la collana filosofica I CENTO TALLERI ( www.filosofico.net/t ), nata dalla collaborazione di Filosofico.net, Portalefilosofia.com e l'editrice Il Prato, incontrera' il pubblico, con una presentazione del proprio catalogo e un dibattito sul tema "Presente della Filosofia, Filosofia del Presente", volto a chiarire quale sia lo statuto della filosofia nell'attuale momento storico (interverranno Jacopo Agnesina, Diego Fusaro, Giuseppe Girgenti, Costanzo Preve, FedericoLeonardi e Andrea Sangiacomo).
Per maggiori informazioni:
049-640105,ilprato@libero.it .

Sono andato ad assistere a questa conferenza ieri sera.
Ammetto che ogni tanto mi illudo. Così, pur consapevole che si stava presentando un catalogo di libri, pensavo che si parlasse anche del "Presente della filosofia e della filosofia del presente". Ma forse i relatori ne hanno parlato, ma io non ho capito quale fosse o che cosa fosse la filosofia del presente o il presente della filosofia dal punto di vista dei relatori.So benissimo che qualunque critica si faccia è parziale e so benissimo che esiste un punto di vista soggettivo per cui le affermazioni che si fanno sono manifestazione di un insieme ideologico-dottrinale che le manifesta e che, ogni osservazione che viene fatta, è solo perché l'affermazione del relatore, uscendo dall'insieme dottrinale che l'ha manifestata, è entrata nell'insieme dottrinale di chi l'ha ascoltata producendo uno stridere col suo sentire e col suo pensiero, pur tuttavia alcune puntualizzazioni sono d'obbligo.

La prima è diretta nei confronti di Fusaro! Io ammetto che un giovane abbia grandi capacità tecniche di lettura e di interpretazione di quanto studia, ma la sua affermazione nei confronti dei vecchi docenti universitari (i baroni) dal punto di vista della filosofia (non mi interessano le questioni burocratiche o i rapporti di potere nelle università), non era solo fuori luogo, ma falsa sia nelle premesse (una società giovanilistica compulsiva) che nelle conclusioni (lo svecchiamento di chi fa filosofia).Il fatto che Fusaro studi la critica marxiana, e sappia tutto quello che ha detto Marx, non significa che conosca la critica marxiana, né l'ha interiorizzato come oggetto tanto da trasformarlo come prassi emotiva della sua rappresentazione soggettiva davanti al mondo. Tant'è che quando un altro relatore (quello che ha scritto un commento di Parmenide) gli parla di un "oltre" esistenziale non gli fa fare un salto alto di due metri sulla sedia imponendogli di dimostrare l'"oltre" anziché affermarlo come oggetto della sua immaginazione (o immaginarlo come necessità psicologica).

Sempre questo relatore (appunto chi ha scritto il libro attorno a Parmenide) punta molto l'attenzione sul concetto di "ascolto".Afferma la necessità di "Ascoltare con tutto sé stessi". Apparentemente sembra un concetto logico, in realtà è espressione di totale illogicità: sempre, un soggetto ascolta con tutto sé stesso! Al di là di come usa la sua attenzione nell'ascoltare. Ed ascolta non solo quello che le persone dicono, ma ascolta anche ciò che appartiene alla comunicazione non verbale. Se fossimo Animali o Piante il problema non si porrebbe, ma dal momento che siamo Esseri Umani e che comunichiamo mediante la ragione e in modo particolare con la ragione nella cultura attuale, il problema non è dato da chi ascolta, ma da chi parla. troppo spesso chi parla non è in grado di usare "parole alate", ma fa solo esercizio di retorica razionale che pur esprimendo in maniera pulita e ordinata un concetto, questo non è solo limitato alla ragione, ma è privato del fuoco, del furore, della vita e, pertanto, non attrae l'attenzione dell'interlocutore. Troppo spesso chi parla dà per scontato che l’altro intenda quello che lui dice come lui vorrebbe fosse inteso. Come se le parole avessero sempre lo stesso significato in ogni ambiente mentale in cui risuonano.Il problema è di chi parla, non di chi ascolta. Se fossimo animali o piante il problema non si porrebbe in quanto ogni forma comunicativa è sempre legata a pulsioni di vita (a necessità della vita o se preferite ai bisogni della vita) e, pertanto, qualunque siano le modalità del linguaggio o del discorso, sono sempre "parole alate" capaci di afferrare l'attenzione dell'interlocutore in quanto manifestazione di bisogni comuni con l’interlocutore.

Un professore universitario di Ca' Foscari, se non mi sbaglio, ha citato, a proposito di Alessandro Biral (presentava la collana Dialoghi Filosofici) ancora una volta quel vituperato "conosci te stesso" che usato da Platone ha finito per offendere il Tempio di Delo con quelle tre o quattro interpretazioni una più squallida dell'altra e tutte con la finalità di sottomettere la persona ad una Verità di sé stesso come oggetto in sé.

E' prassi dei filosofi, dagli Stoici agli attuali, offendere il Mito solo perché il Mito non può rientrare in nessuna filosofia della Verità. E ieri la cosa si è ripetuta. Però di questo sono abbastanza abituato, non ho fatto il salto sulle sedie né ho preso per il collo quel docente, però se lo sarebbe meritato!

Un'altra cosa che mi ha colpito è stata l'esposizione di quella persona che sta preparando un libro sulla guerra e sul terrorismo. In particolare, faceva notare, come spesso chi si combatte finisce per far "assomigliare" o "coincidere" le strutture sociali con quelle del nemico che combatte.Indubbiamente sarà un grande lavoro di ricerca, ma nella mia testa molti dubbi si accavallano.Io accetto che la propaganda politica definisca chi mette le bombe un terrorista. Accetto che la propaganda politica possa definire delle nazioni "l'impero del male". Ciò che non accetto è che chi fa analisi sociale o analisi filosofica faccia propri i vocaboli della propaganda politica. Chi è un "terrorista"? Perché quella persona decide quel comportamento? Qual è la realtà (o una definizione che si avvicini all'oggetto reale il più possibile, almeno superando l'apparenza con cui l'oggetto si presenta in questa cultura oggi...) di uno stato? Di una nazione? Quali sono i suoi bisogni? Quanto un singolo individuo è in grado di incidere nell'insieme della nazione tanto che la nazione è costretta a mettere in atto processi di adattamento a quanto quell'individuo, ogni singolo individuo, ha messo in moto?Qual è la struttura mentale (il modo di guardare il mondo...) di un Busch o di un Bin Laden? Cosa entrambi dell'altro (o di ogni altro) percepiscono? Cosa, ognuno di loro, proietta sull'altro? Come la propaganda riesce a far presa sulla struttura emotiva delle persone tanto che gli USA riescono a convincere gli americani della necessità di attaccare l'Iraq e perché, dopo tre anni, l'opinione pubblica ha cambiato opinione? Va be'; leggerò quel libro. Però, consiglio a questo personaggio, di discutere con un "terrorista" (o una persona di esperienza) per tentare di capire che cos'è "l'empatia sociale" e che cosa significano quei legamenti che hanno trasformato la nostra specie in una specie sociale....

Un filosofo è tale SOLO perché ha accumulato esperienze soggettive e ha tentato di trasformare quell'esperienza in teoria per comunicarla ad altri. E, quell'esperienza, è legata sempre alla cultura del suo tempo. Gli altri non sono filosofi, ma coloro che chiacchierano attorno ai filosofi.

E' la sensazione che ho avuto ieri in quella conferenza. Avevo la sensazione di essere una cavia in un laboratorio dove persone con i camici bianchi mi infilavano dei bisturi affinché le azioni fossero in linea con il loro pensiero aprioristico.

Tutte brave persone: ma nessuna di loro aveva forgiato il loro pensiero in una lotta a morte nella realtà quotidiana che il loro pensiero, pretendeva di definire. Il loro “pensare” non affrontava le torture di Giordano Bruno, né la qualità della vita di Feuerbach o Spinoza né affrontavano lo sconosciuto come Pirrone e, tanto meno, mettevano in discussione il loro presente come Pomponazzi o Kant.

Lo stimolo a replicare alle sciocchezze che venivano dette era molto forte. C'era un tempo in cui fare filosofia era una questione di vita o di morte. Chi manifestava un'idea era circondato nel foro da altre persone che tentavano di demolirla. Era il tempo in cui il filosofare era un combattere e la filosofia era una mitragliatrice che il filosofo teneva efficiente proprio sciacquando le sue idee nel fuoco della critica. Poi, nella conferenza di ieri, senti dire che "la critica è demolizione" in termini negativi. Come se fosse possibile demolire ciò che soddisfa i bisogni dell'uomo soltanto attraverso la critica. Ciò che impedisce la soddisfazione dei bisogni dell'uomo è possibile demolirlo mediante la critica in quanto la demolizione libera ciò che è trattenuto, ma servono catene e ferocia fisica per bloccare i bisogni degli uomini entro gabbie etiche e morali.

Io non conosco i motivi perché le persone del pubblico si alzavano e se ne andavano. Forse perché speravano di sentir parlare di "Presente della filosofia e della filosofia del presente" e poi si sono annoiate di persone che anziché parlare di concetti preferivano parlare di che cosa stavano facendo? O forse perché si erano immaginate delle aspettative e, invece, si sono trovate in una situazione in cui l'oggetto del discutere era il libro da vendere e non i suoi contenuti? O forse perché gli stessi contenuti dei libri presentati non erano tali da stimolare passioni ed emozioni dei presenti? Già; dei presenti che ascoltano degli oratori che non eccitano le loro emozioni, né li stimolano a superare i loro limiti.
A un lavoratore si può chiedere di fare bene il suo lavoro. Vale anche per un docente di filosofia. Gli si chiede di esporre i concetti dei vari filosofi, ma da una conferenza si PRETENDE che le persone subiscano un travolgimento emotivo che entri nelle loro passioni. Essere un docente di filosofia non fa di quell’individuo un filosofo. Solo che per travolgere il proprio auditorio di emozioni è necessario emozionarsi a propria volta, vivere la propria filosofia come espressione delle proprie emozioni e comunicarla con "parole alate". Non si può avere addosso un camice bianco e nella mano un bisturi e pretendere partecipazione da parte delle cavie che si vuole vivisezionare come non si può spacciare la filosofia come se fosse una dose di eroina o una merce capace di portare profitto.

In quella conferenza non mi è rimasto altro che chiedere: perché voi fate filosofia?
La risposta più forte che ho ricevuto è "Perché facendo filosofia io mangio, ci vivo!"

Una risposta da vero filosofo.
Il trionfo del retorico che dice: “Prova a ribattere a questa, se sei capace!”
Preferisco arrendermi perché se ribatto con quello che ho nel cuore finisce che tu voli dalle scale (o io, dipende dalle circostanze).
Giordano Bruno, Pirrone, Pomponazzi, Feuerbach, Spinoza, ringraziano!
Quando si fanno domande è perché già si conoscono le risposte, però si ha il dubbio di sbagliare. Oppure, si ha il dubbio che ci sia qualcos'altro. Ma a Diogene non gli resta altro che prendere la lanterna e continuare a cercare l'uomo.
E non si dica che è una questione di comunicazione.


Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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martedì, novembre 06, 2007

Oreste Benzi e Raniero Cantalamessa: l'odio per i diritti civili!

In rete circolano varie riflessioni sull’attività di Raniero Cantalamessa e della sua attività di aggressioni alle persone in complicità con Akeon e in particolare il razzismo nei confronti dei gay.
Posto, come esempio questa che prelevo dal sito:

http://www.napoligaypress.it/?p=972


Così come, solo pochi giorni fa, ho riflettuto su alcuni elementi “marginali” di un’inchiesta di Striscia la notizia (ahimè…) sulla cosiddetta psico-setta Arkeon di Bari nell’ambito della quale pare si siano compiuti abusi sessuali e altre cose amene. Il tutto con la complicità di alcuni uomini di Chiesa, chiamati a lustrare l’immagine dell’associazione. Una complicità forse inconsapevole, forse no: è da accertare, ma non è questo, solo, il punto.Uno dei religiosi chiamati in causa è il noto frate Cantalamessa che ogni domenica (credo ancora oggi) conduce su Rai Uno la trasmissione religiosa “A sua immagine”. Durante una puntata dello scorso anno il religioso pubblicizza ai quattro venti la fantomatica “associazione” che tra i suoi compiti avrebbe quella di ricongiungere i figli ai padri, recuperando anni di rapporti difficili. Passa subito un’immagine di un giovane adulto che bacia castamente una donna al suo fianco; Cantalamessa precisa che il giovane è uno dei beneficiati da questo percorso.
Egli manifestava in gioventù tendenze omosessuali; ora, in seguito al periodo, diciamo così, terapeutico, non solo ha riacquisito il suo rapporto col padre, ma si è anche sposato con una brava ragazza, scegliendo un diverso modo di vivere la propria sessualità.
Ora, questo passaggio, naturalmente, non è stato chiosato dagli improbabili conduttori dell’inchiesta con la giusta indignazione che caratterizzava il servizio sulla notizia più in generale, in una trasmissione che dello sberleffo all’omosessualità, all’effeminatezza, all’allusione fa uno dei suoi cavalli di battaglia.
Ma non facciamo i vittimisti, esistono ormai anche le barzellette sugli ebrei e i neri; dunque andiamo avanti.
Il fatto è che un religioso, sulla prima rete della televisione pubblica, può consentirsi, grazie ai nostri soldi, di parlare, a proposito di una setta in odore di truffa e abusi, di percorsi terapeutici rivolti a omosessuali. Pescando tra l’altro a man bassa nel più desueto e deteriore freudianemo d’accatto nel legare esplicitamente l’omosessualità all’assenza della figura paterna (o in ogni caso a una diminuito nello sviluppo della personalità) e il ritorno a una sana e corretta sessualità al ripristinarsi del modello maschile di riferimento. E questo nel più assoluto silenzio.
C’è quasi da ringraziare i presunti delitti di una psico setta barese per aver fatto riemergere un episodio così inquietante e pur vecchio di un anno!

---- fine parte prelevata---

Il problema è quello dell’odio nei confronti delle persone messo in atto dalla chiesa cattolica e aiutato, troppo spesso, dalle Istituzioni che, lungi dall’essere un argine che ferma l’odio dei cattolici per le libertà sociali sancite dalla Costituzione, preferiscono fingere di non vedere e spesso favoriscono.

Ho trovato una serie di dichiarazioni di Oreste Benzi, il prete cattolico che tanto male ha fatto alla società civile, mai censurate dalle istituzioni. Istituzioni che spesso hanno finto di non vedere, speso collaborando con questo losco figuro favorendone l’attività criminale e supportandolo con una omertà degna del peggior nazismo.


Sulla famiglia:
Nel maggio 2007, Benzi partecipò al Family Day e si schierò contro le unioni di fatto. In quella e in altre occasioni si espresse in modo duro riguardo all'omosessualità:« Non esiste scientificamente l'omosessualità, è una devianza. »(Don Benzi durante il "Family Day", 12 maggio 2007, Roma.)

« Io mi rivolgo direttamente alle persone interessate: non esiste il diritto al riconoscimento delle unioni omosessuali.L'omosessualità può essere corretta e la deviazione psichica che le è propria rimossa. Io mi rivolgo a voi perché salviate l'identità del matrimonio naturale e cristiano.Solo voi potete salvarlo rifiutando ciò che non vi è proprio. » (Don Oreste Benzi, appello pubblicato sul Corriere Romagna del 14 maggio 2006)

« Gli omosessuali acquisiti sono gli effeminati di cui parla la Scrittura e ai quali non è dato di entrare nel regno dei cieli.L'omosessualità acquisita è possibile superarla ed essendo un vizio deve essere rimossa a tutti i costi. » (da La coppia oggi tra libertà dell'uomo e mistero di Dio - Editrice Guaraldi, Rimini)

Nei suoi libri, tenta anche di spiegare la diffusione dell'omosessualità maschile:
« Il crollo dei parametri di riferimento per accettarsi come maschi nella società attuale completa il quadro degli elementi che creano condizioni favorevoli all'omosessualità. »(da La coppia oggi tra libertà dell'uomo e mistero di Dio - Editrice Guaraldi, Rimini)

La sua spiegazione dell'omosessualità femminile è invece di natura differente:
« Il rapporto invece nella donna per fare un esempio può essere tra estrone e androgeni da 4 a i e può scendere a 3 a 2, se invece il rapporto si capovolge con 2 a 3 si ha la donna lesbica; se arriva a 1 e a 4 si ha un uomo in corpo di donna che però è sempre donna.Ciò non giustifica l'unione tra due donne. [...] Il femminismo, ha deturpato molto la natura femminile, il suo ruolo, la sua pienezza, la sua bellezza interiore e fisica. » (da La coppia oggi tra libertà dell'uomo e mistero di Dio - Editrice Guaraldi, Rimini)

Io non so quante di queste affermazioni siano effettivamente fatte da Oreste Benzi, ma le aggressioni subite dalla società civile ad opera di Ratzinger, Ruini, Bertone, Bagnasco contro i diritti fondamentali dei cittadini mi inducono a credere che queste frasi siano reali. Frasi reali che, per il fatto che non sono state censurate dalle Istituzioni come atti criminali finalizzati alla destabilizzazione della Costituzione, rappresentano aggressioni criminali nei confronti dei cittadini.
E’ in quest’ottica che si comprende l’odio di Cantalamessa per le Istituzioni che giunge al punto di esaltare un gruppo che, sfruttando ed usando la fragilità delle persone, usa loro violenza (ai miei tempi si chiamava "partecipazione morale" in violenza, sempre che non ci abbia partecipato direttamente alla violenza).
Liberare la sessualità dei gay, impedirne la criminalizzazione, farla diventare un patrimonio di ricchezza e di diversità della società civile, è la più forte barriera conto l’imposizione delle fobie sessuali che la chiesa cattolica, attraverso la criminalizazione della sessualità, impone ai ragazzi indifesi.
Se le istituzioni non sono in grado di rispettare la Costituzione e di garantire la libertà ai cittadini, TUTTO LO STATO, il Capo dello Stato in primis, in base all’articolo 28 della Costituzione, è responsabile civile e morale di aggressione alla Costituzione stessa.
Se le istituzioni non sono in grado di fermare il terrore cattolico che agendo sulla psiche dei ragazzi li criminalizza, li spinge al suicidio, impone loro sensi di colpa che li inducono all’insicurezza e alla malattia mentale, le Istituzioni sono responsabili di un colpo di stato strisciante che demolendo le certezze dei cittadini nei confronti della Costituzione sta preparando il terreno per il ritorno dello Stato clerico-fascista che tanto sangue ha richiesto ai cittadini per rimuovere l’orrore dottrinale che imponeva sui cittadini.
Cosa devono aspettare le Istituzioni dopo la manifestazione di odio xenofobo di Cantalamessa o Oreste Benzi? Deve aspettare le azioni di violenza fisica alla Gelmini per intervenire a garantire il diritto Costituzionale?
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera - Venezia

venerdì, novembre 02, 2007

Necrologio al criminale Oreste Benzi



E’ morto Oreste Benzi, un terrorista criminale che ha agito per destabilizzare la Costituzione della Repubblica con la complicità della Polizia di Stato e di Magistrati moralmente corrotti che hanno rifiutato di processarlo per i delitti che commetteva.
Ancora una volta la Costituzione della Repubblica si vede difesa dalla MORTE del criminale anziché dall’attività delle Istituzioni.

Nel tentativo di destabilizzare la Repubblica Italiana il sig. Oreste Benzi da un lato ha messo in campo una ferocia criminale nei confronti delle persone che non sono cattoliche istituendo una specie di telefono di denuncia che si riprometteva di sostituirsi alle Istituzioni criminalizzando le persone non cattoliche. Dall’altro lato, il sig. Oreste Benzi, ha insultato le donne chiamandole “prostitute”!
Questo miserabile vigliacco, forte delle complicità di sindaci e amministratori locali che erano più attenti al proprio tornaconto personale che non ai diritti sanciti dalla Costituzione, ha criminalizzato le donne che tentano di sopravvivere come possono alle condizioni criminali che l’organizzazione cattolica ha imposto loro.
Questo criminale, il sig. Benzi non è andato dai muratori che usano i loro muscoli per guadagnarsi da vivere insultando la loro attività, ma è andato dalle donne che usano le loro peculiarità per riuscire a vivere CRIMINALIZZANDOLE!
Accusandole di "delitti morali" e imponendo loro dei sensi di colpa: manipolazione mentale!
Le donne sono schiavizzate e i lavoratori delle campagne sono sottomessi al “caporale” o costretti, nell’impresa del Nord-est, al lavoro nero? E’ UNA QUESTIONE DI POLIZIA! E’ la Polizia di Stato che deve reprimere le costrizioni e i ricatti cui le persone sono sottoposte. Se le persone sono sottoposte ad angherie, la responsabilità, morale e giuridica, è del Ministro degli Interni Amato che anziché usare la Polizia di Stato in funzione del dettato Costituzionale LA USA PER I SUOI PORCI COMODI. Questo vale anche per il Sig. Pisanu che lo ha preceduto e per il Sig. Scaiola.
Si tratta di uso improprio della Polizia di Stato, sottraendola alle sue funzioni Istituzionali, che si può inquadrare in una omissione di atti d’ufficio con finalità di eversione dell’ordine democratico.
La stessa attività che venne messa in atto dal criminale Aldo Moro, dal Sig. Giulio Andreotti, dal Sig. Rumor e da tutta quell’organizzazione criminale che va sotto il nome di Democrazia Cristiana e che aveva lo scopo di minare la Costituzione della Repubblica e di ripristinare lo stato fascista nella sua funzione di dominio clericale della società civile.

Se ci sono dei reati e questi non vengono repressi, esiste una responsabilità del Ministro degli Interni che privilegia sciocchezze e cose irrilevanti piuttosto che perseguire reati di violazione del dettato Costituzionale. Come già fu fatto da Amato quando, Autorità di Controllo, anziché perseguire cose importanti preferì occuparsi di fiammiferi (o cose del genere) aiutando la devastazione e la nascita del terrorismo in Italia.

Il sig, Oreste Benzi ha offeso sistematicamente le donne e ha esaltato lo stupro dei bambini ad opera dei preti cattolici intitolando la sua “congrega” a Giovanni XXIII° uno stupratore di bambini che minacciava di scomunica chiunque denunciava l’attività di stupro di bambini ad opera dei preti cattolici.
Questo criminale ha criminalizzato le donne forte del venir meno, da parte degli amministratori locali e delle Istituzioni Nazionali, del loro impegno nei confronti della Costituzione.

Questo criminale, tale Oreste Benzi, diffondeva odio sociale. In una trasmissione televisiva di Porta a Porta condotta da tale Bruno Vespa, asseriva, al fine di creare allarme sociale, che in Italia almeno una trentina di bambini venivano sequestrati e sacrificati a satana ogni anno. Nella trasmissione televisiva era presente la Polizia di Stato che affermava, in contrapposizione ad Oreste Benzi, che non era vero: ORESTE BENZI MENTIVA!

Ha sparso odio Oreste Benzi. E la violenza di Benzi non è diversa dalla violenza di Lodeserto:

"Intanto, il 28 settembre 2007 il gup del tribunale di Lecce, Nicola Lariccia, ha condannato don Cesare Lodeserto della Fondazione Regina Pacis e del Centro di Permanenza Temporanea gestito a San Foca, a 5 anni e 4 mesi insieme con il nipote Luca (condannato a tre anni e due mesi) e due collaboratori (uno ha subito solo una multa) mentre un altro collaboratore del centro è stato assolto. Lunga la lista delle accuse contro il prelato: sequestro di persona, abuso di mezzi di correzione, estorsione, calunnie, ingiurie e minacce. La condanna è stata più mite rispetto a quanto richiesto dall’accusa, oltre 7 anni, perché Lodeserto ha chiesto il rito abbreviato. Il suo arresto nel 2005 fu al centro di numerose polemiche e prese di posizione, divise tra chi - soprattutto politici e persone della curia leccese, compreso il vescovo mons. Ruppi - solidarizzò con lui e le associazioni antirazziste e per i diritti civili dei migranti che auspicarono venisse fatta giustizia delle violenze perpetrate in quello che definivano il “lager del Salento”.

Come non è diversa dalla violenza di Fedele Bisceglie il 23.012006:

"Violenza su una suora, arrestato padre Bisceglia”Padre Bisceglia viene condotto nel carcere di CosenzaSi aggrava la posizione di Francesco Bisceglia il sacerdote di Cosenza arrestato con l'accusa di violenza sessuale, singola e di gruppo, nei confronti di una suora. Secondo le rivelazione della monaca gli episodi di abuso sarebbero stati due ed entrambi ripresi con una videocamera.Tuttavia, al momento, secondo quanto hanno riferito gli investigatori, del filmato non è stata trovata traccia. Per lo stesso reato è stato fermato anche Antonio Gaudio, di 39 anni, collaboratore del religioso. Le indagini che hanno portato all'arresto di Bisceglia e Gaudio hanno preso spunto dalla denuncia presentata nei mesi scorsi dalla suora. La religiosa ha infatti dichiarato di aver subito le violenze sessuali all'interno dell'Oasi Francescana, dove ha lavorato per un certo periodo."Mi sento perseguitato come Gesu" ha commentato il religioso al momento dell'arresto. In sua difesa ha aggiunto: "Questa donna è una pazza, le sue accuse non sono vere".Tuttavia le dichiarazioni della donna hanno trovato riscontro nelle indagini dello Sco e della squadra mobile di Cosenza.La suora è stata anche sottoposta, secondo quanto si è appreso, a perizie psichiatriche, che hanno accertato il possesso da parte sua delle piene facoltà mentali. Gli elementi d'accusa sono basati anche sul contenuto di intercettazioni telefoniche e ambientali. Nell'ordinanza di custodia cautelare, riguardo Padre Fedele, si fa riferimento anche a presunte violenze sessuali che il religioso avrebbe commesso nei confronti di altre tre donne. Violenze che però non vengono contestate formalmente, perché le relative querele non sono state presentate entro il termine di sei mesi previsto dalla legge”

O come si evince dalle vicende del don Gelmini:

“S’aggrava sempre di più la posizione processuale di don Gelmini: una cinquantina di ex ospiti della sua comunità - secondo quanto riportato dal Corriere della Sera - avrebbero sporto denuncia, durante quest’estate, contro di lui perché «molestati, insidiati e a volte violentati». Le nuove accuse più gravi - pare di capire dall’articolo - sono quelle fatte da due persone in particolare che, all’epoca dei fatti denunciati, erano minorenni e che, inevitabilmente (qualora il giudice le riterrà attendibili), faranno scattare, per don Pierino, l’accusa di pedofilia; accusa, chiaramente, diversa e molto più grave rispetto a quella fin’ora ipotizzata a carico del prelato. «Sono una cinquantina le persone - scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere - che durante l’estate hanno presentato formale denuncia contro don Pierino Gelmini. Si sono unite al coro di chi lo accusa di averli molestati, insidiati, a volte violentati».”


L’attività di Oreste Benzi era all’interno dello stesso disegno criminoso: LA DEVASTAZIONE DELLE ISTITUZIONI MEDIANTE AGGRESSIONE DELLE PERSONE FRAGILI ALL'INTERNO DELLA SOCIETA' CIVILE. Come il frate padre Pio, o la criminale missionaria Teresa di Calcutta o il criminale chiamato dai cristiani san Francesco o l’assassino Antonio da Padova che il sig. Zanonato esalta e finanzia al fine di disarticolare le Istituzioni di questo paese.
Un collaboratore di Oreste Benzi, tale Bonaiuto o Bonaiuti, si vanta di lavorare assieme alla Polizia di Stato e di praticare quel “telefono anti satanismo” che in realtà è uno strumento con cui attentare alla libertà religiosa sancita dal dettato Costituzionale.
Come Pagano Politeista sono contento che un criminale, che la Polizia di Stato, per pura viltà, non ha perseguito, sia morto mentre stava articolando i suoi crimini e disarticolando le Istituzioni.
Un terrorista criminale è morto!
Avrei preferito che fosse arrestato da poliziotti che rispettavano il loro giuramento alle Istituzioni, ma ciò non è avvenuto. Così, l’Oreste Benzi, anziché essere un “lenzuolo sporco” si presta al Vaticano per fare un nuovo santo che, come il criminale Don Bosco, attenterà alle Istituzioni per imporre l’ideologia del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pazzo di Nazareth. Questo, perché un “signore” come Amato o come il suo predecessore Pisanu, hanno ritenuto che offendere e attentare alle Istituzioni fosse più importante per la loro carriera che preservare i diritti Costituzionali alla e nella Società Civile!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendsita Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera - Venezia

giovedì, novembre 01, 2007

Quando Lorita Tinelli spargeva odio religioso! Sicuri che non lo stia facendo ancora?



Oggi la vediamo in TV, Lorita Tinelli, a censurare le attività del gruppo Arkeon diretto da Vito Carlo Moggia ed appoggiato in vari modi dal frate predicatore di Ratzinger, Raniero Cantalamessa e dal prete cattolico don Angelo de Simone più un altro prete cattolico e almeno una suora (stando alle testimonianze). Parla in TV delle sue frequentazioni con la digos per le indagini, ma dimentica di dire quando lei partecipava ad una setta in cui Maurizio Antonello si è suicidato. Una setta nella quale c’era la famigerata criminale Sivana Radoani e l’ex Testimone di Geova Adriana Odivelli la cui madre spargeva odio religioso minacciando chi non era cattolico.
Si trattava di pratica di terrorismo religioso che aveva il solo fine di disarticolare le Istituzioni. Non solo la famigerata criminale Radoani Silvana agiva in sintonia con i criminali che a Bologna hanno costruito prove false per incarcerare Dimitri (Ferrari e Del Re), ma minacciavano e ricattavano sistematicamente le persone che non erano cattoliche. Maurizio Antonello, che partecipava alla setta con la Tinelli, la Radoani e la Odivelli si è suicidato, ma la polizia di stato si è guardata bene dall’inquisirle e censurarne l’attività di odio religioso che andavano mettendo in essere.
Fu un sodalizio criminoso: LO E’ ANCORA?
Molto probabilmente si è riciclato in forma diversa, ma con gli stessi obbiettivi: fare soldi spargendo odio religioso!
Lascia perplessi che la Tinelli oggi appaia contrapposta a persone legate al Vaticano, ma la sua ferocia criminale resta una costante. Il suo disprezzo per i sentimenti religiosi e il suo odio per le persone e per la Costituzione della Repubblica è storicamente acquisito e dimostrato nella sua attività partecipativa a questo sodalizio criminoso del quale il suicida Antonello appare come organizzatore.
Noi, come Pagani Politeisti, che abbiamo sofferto per le azioni criminose di questi personaggi sappiamo di quanto odio per le Istituzioni grondino le loro mani!
Invio un esempio dell’attività del sodalizio criminoso:




“MAGISMO, DIVINAZIONE ED ALTRE ESOTERIE NEL VENETO E ALTROVE”
Mestre, Centro Culturale Candiani, 3-12 novembre 2003
da un progetto di Maurizio Antonello

Relazione conclusiva
602 presenze, di cui 4 classi di Istituti superiori di Mestre,
10 giorni consecutivi di esposizione,
4 volontari ARIS Veneto impegnati e presenti permanentemente,
1 “mago” illusionista (volontario ARIS Veneto) per giochi interattivo-educativi con le classi,
2 conferenze di approfondimento collaterali alla mostra,
6 relatori, provenienti dalle città e dintorni di Milano, Torino, Como, Rimini e Bari,
4 le pubblicazioni tematiche realizzate per l’occasione,
2 CD interattivi, anch’essi realizzati per l’iniziativa, ad uso dei visitatori,
2 filmati VHS di carattere generale in funzione a ciclo continuo,
3 questionari-test interattivi a scopo ludico-educativo,
2 servizi televisivi (TG3 e TeleNordEst) e diversi articoli sulla stampa locale.
CO-ORGANIZZAZIONE:
Comune di Venezia - Assessorato alla Pubblica Istruzione - Servizio Itinerari Educativi,
dott.ssa Silvana Radoani (Bologna),
curatrice della mostra, esperta di movimenti e fenomeni magico-occultistici, autrice di un dossier tematico, di un CD interattivo e di un filmato VHS, ha contribuito al reperimento di buona parte del materiale espositivo, ha svolto attività di supervisione, formazione e supporto ai volontari impiegati in loco.
COLLABORAZIONI:
dott.ssa Lorita Tinelli (Bari),
presidentessa del Ce.S.A.P. (Centro Studi Abusi Psicologici), psicologa, autrice di due dossier tematici e di un CD interattivo, a sua volta volontaria ARIS Veneto, ha svolto attività di relatrice e di supporto ai volontari impiegati in loco,
Tommaso Venturini (Bologna),
autore della tesi di laurea “Il proiettile magico” sul caso Wanna Marchi,
Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale,
la sede di Padova del C.I.C.A.P. ha fornito materiale informativo e curato i contatti con il dott. Lorenzo Montali (Milano), co-fondatore del Comitato e relatore alla conferenza dell’11.11.2003,
Mago Marshall (Favaro Veneto),
prestigiatore illusionista, volontario ARIS Veneto, ha coinvolto le classi in giochi di “magia” a scopo educativo,
dott. Alberto Laggia (Mestre),
giornalista, moderatore della conferenza dell’11.11.2003,
Comitato Forte Gazzera (Mestre),
associazione di volontariato, ha fornito supporto strumentale per l’allestimento e lo smantellamento dell’esposizione,
Davide Dall’Osso (Pesaro),
scultore, alcune delle sue opere cristallizzate hanno reso la mostra più bella e suggestiva.
I CONFERENZIERI:
Lorita Tinelli - Ce.S.A.P. (Bari),
Giorgio Gagliardi - Scuola Europea di Psicoterapia Ipnotica AMISI di Milano (Como),
Maurizio Alessandrini - Associazione FA.V.I.S. Famiglie Vittime delle Sette (Rimini),
Francesco Castellotti - FEDERCONSUMATORI (Milano),
Lorenzo Montali - C.I.C.A.P. (Milano),
Laura Fezia - scrittrice, studiosa del “mistero”, insegnante di tecniche energetiche (Torino).
L’ITINERARIO DELLA MOSTRA:
Durata:
1 ora e 40 minuti circa (percorso, concordato con il Servizio Itinerari Educativi, comprensivo dello “spettacolo” del Mago Marshall),
Itinerario:
i visitatori sono invitati a seguire un percorso armonico attraverso le varie sezioni della mostra, lungo il quale sono accompagnati dai volontari; il percorso comincia con un questionario anonimo di carattere generale allo scopo di suscitare delle domande nel visitatore e di invitarlo, una volta completata la visita, ad esprimere le sue valutazioni e suggerimenti; prosegue con il passaggio-provocazione sotto alla scala (ritenuto fonte di sfortuna) e attraversa le varie sezioni (divinazione e superstizione, erbe a candele, i tarocchi e altre carte divinatorie, i trucchi degli operatori dell’occulto, amuleti e talismani, le fatture, i libri dei maghi e i cataloghi della magia commerciale, cronache e vicende giudiziarie, pubblicità e mass media, statistiche, il museo dell’impossibile); nel percorrere la mostra, il visitatore viene ancora invitato ad interagire con essa attraverso test, questionari e drammatizzazioni che affrontano, con la giusta dose di ironia, i miti, gli inganni e i pericoli del mondo dell’occulto; quanto sopra assume particolare rilevanza con i ragazzi delle scuole, con i quali si è puntato ad una particolare interazione: i volontari hanno tratto spunto dai questionari e dalle reazioni dei ragazzi per proporre riflessioni, invitare a raccontare episodi o a descrivere paure e perplessità, mentre il Mago Marshall, attraverso numeri di prestigio e mentalismo, ha scherzosamente dimostrato come sedicenti sensitivi, indovini ed esoteristi ricorrano a trucchi utilizzati anche dai prestigiatori.
LE PUBBLICAZIONI:
Lorita Tinelli
La verità che tu cerchi forse da me la puoi trovare
(50 pagine, formato quaderno - sulla pubblicità e i mezzi promozionali dei maghi) Lorita Tinelli con prefazione di Maurizio Antonello Presi per il collo da una catena
(50 pagine, formato quaderno - sulle "catene di S. Antonio")
Silvana Radoani
Una fattura mai arrivata (50 pagine, formato quaderno - sulla legge e le implicazioni giudiziarie dei maghi)
Tommaso Venturini
Il proiettile magico (148 pagine, formato quaderno - sul caso Wanna Marchi)
I CD INTERATTIVI:
“Magismo, divinazione ed altre esoterie nel Veneto e altrove” a cura di Silvana Radoani,
presentazione dei contenuti della mostra attraverso immagini animate.
“I misteri di Cagliostro” a cura di Lorita Tinelli,
un profilo del famoso alchimista.
Quanto sopra per riassumere sinteticamente la portata di questa iniziativa, così ambiziosa e impegnativa per la nostra associazione, ma dagli esiti altrettanto lusinghieri.
La prematura scomparsa del dott. Maurizio Antonello, ideatore del progetto, ha privato tutti noi di una rara intelligenza e sensibilità nel campo di ricerca cui si era dedicato ed in questo specifico frangente di colui al quale era stato affidato il ruolo di coordinatore dei lavori. La funzione di curatore della mostra è stato, pertanto, demandato alla dott.ssa Silvana Radoani (Bologna), la cui esperienza e il consolidato rapporto di collaborazione con il primo hanno contribuito notevolmente al buon esito dell’iniziativa. L’allestimento della mostra, curato non tanto in chiave descrittiva (non era certo questo lo scopo del progetto!), quanto in chiave educativa, mirava all’interazione col visitatore e, pertanto, alla sollecitazione della sua curiosità, del suo senso critico e di autodifesa attraverso provocazioni, giochi, fantasie e riflessioni per smontare le credenze, la superstizione e le paure che suscitano i ciarlatani e i truffatori dell’occulto.
La co-organizzazione del progetto con il Servizio Itinerari Educativi ha comportato:
l’inserimento dell’iniziativa nella programmazione annuale di competenza del Servizio per le scuole del territorio di Mestre e Venezia,
la sua pubblicizzazione nelle scuole, anche attraverso la distribuzione di locandine e volantini;
la pianificazione delle visite delle scuole interessate;
l’individuazione nelle due conferenze di momenti di formazione per gli insegnanti;
la partecipazione dell’Assessorato di riferimento, che anche con la sua presenza alla conferenza di inaugurazione ha rappresentato la sensibilità dell’Amministrazione comunale alle tematiche affrontate;
la possibilità di usufruire (e gratuitamente) della sala espositiva al Centro Culturale Candiani;
un sostegno alle spese sostenute dall’Associazione attraverso l’erogazione di un contributo (si precisa, a tale proposito, che la dicitura su pubblicazioni e CD facente riferimento al contributo del CSV della Provincia di Venezia è condizione posta dallo stesso).

La fruizione della mostra è stata garantita dalla presenza costante di 4 volontari ARIS Veneto, che, coadiuvati da Radoani e Tinelli, hanno accolto i visitatori e gli studenti con funzioni di guide nell’itinerario e di informatori verso coloro che desideravano degli approfondimenti. Nei giorni di maggiore affluenza sono stati affiancati da altri 3-4 soci volontari che si sono turnati nella vigilanza.
Dell’iniziativa si sono occupati i mass media con due servizi televisivi (TG3 e TeleNordEst) e diversi articoli su quotidiani e periodici (non solo della provincia di Venezia), di cui si allega un estratto.
Sono in corso di elaborazione i dati raccolti con i questionari individuali attraverso programma EXCEL, al fine di ricavarne utili dati statistici e aggregati per le valutazioni nel merito.
Mira, 20 gennaio 2004
Il Vice Presidente
dott.ssa Arianna Odivelli



Prelevato da:
http://64.233.183.104/search?nVconcve.doc+lorita+tinelli&hl=it&ct=clnk&cd=35&gl=it
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Riflettete bene di quanto sangue e di quante lacrime grondano le mani di chi sparge odio religioso in questo paese.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia