Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

domenica, novembre 25, 2007

Dal colpo di stato di Julio Valerio Borghese e Andreotti, alla devastazione Istituzionale di Calderoli e Borghezio.


Mancanza di memoria storica?
E’ per questo che oggi molte persone fanno demagogia politica e sociale insultando la classe politica seria o insultando quei difensori della Costituzione che nelle varie Istituzioni aspettano di vedere il loro lavoro riconosciuto?
Proviamo a ricordare il passato. Una breve cronaca ripresa da un articolo del giornale La Repubblica di lunedì 05 dicembre 2005:

Il piano golpista
Roma, 8 dicembre 1970: scatta il piano golpista. Viene occupato il Viminale e saccheggiata l’armeria, ma alle 01.40 arriva improvviso il contrordine e così il piano salta. Ad oggi resta un mistero il nome di chi ordinò quello stop.

Il dossier in Procura:
Ottobre 1974, il dossier sull’episodio inviato da Giulio Andreotti, all’epoca ministro della Difesa, alla Procura di Roma rivela il coinvolgimento nel piano del capo del Sid, Vito Miceli, e di esponenti neofascisti.

Le condanne cancellate
Novembre 1984, la corte d’Assise e d’Appello di Roma cancella tutte le condanne al processo di primo grado: il golpe era “un conciliabolo di quattro o cinque sessantenni”. Una sentenza confermata dalla Cassazione.

I nomi nascosti:
Novembre 1991, l’ufficiale del servizio segreto Antonio Labruna consegna al giudice Guido Salvini il dossier originale: le carte dimostrano che , nel ’74, alla magistratura furono nascosti i nomi degli ufficiali piduisti coinvolti nel golpe.

Il resto dell’articolo ve lo leggete.
La struttura politica della Democrazia Cristiana con l’estrema destra stavano preparando un colpo di stato. La Cia era coinvolta e appoggiava l’operazione e i magistrati agirono in modo che i golpisti, facilitati prima, non venissero perseguitati lasciando la popolazione italiana sola in difesa della Costituzione. Davanti ad una Polizia di Stato che era venuta meno ai suoi doveri Istituzionali e ai Carabinieri che corrotti finsero di non vedere, solo le persone sensibili erano chiamate a difendere la Costituzione.

La bomba di Piazza Fontana aveva uno scopo di destabilizzazione delle Istituzioni. Quando il poliziotto Calabresi arrestò Pinelli non lo fece in ossequio a dei sospetti che aveva su Pinelli, ma col preciso intento di imporre la pista anarchica sulla strage in modo da favorire le mire golpiste di Borghese, e di Andreotti. Che Andreotti fosse un golpista non ho dubbi. Io stesso fui presente alle sue invettive e alle sue farneticazioni in quella direzione durante un suo discorso presso il reparto elicotteristico di Viterbo (il CAALE, come si chiamava allora nel 1972). Che poi in questo articolo di Giovanni Maria Bellu affermi di essere all’oscuro, è ridicolo e squallido, degno della faccia tosta di un terrorista criminale che si sente protetto da torturatori in divisa. Solo in questo modo ha potuto evitare di essere imputato per mafia e di essere condannato di partecipazione in associazione mafiosa soltanto quando il reato era prescritto (il massimo dell’infamia morale per un politico, in quanto dimostra il terrore che ha esercitato sui magistrati per non essere condannato per tali reati).

Se il golpe, di cui parla l’articolo, è del 1970, in realtà l’organizzazione per mettere in atto colpi di stato andarono avanti almeno fino al 1975.
Un’attività di destabilizzazione istituzionale che richiedeva risposte da parte dei cittadini visto che i magistrati appoggiavano l’eversione dei golpisti senza perseguirne i reati in una follia paranoica che li vedeva impegnati a riaffermare i principi clerico-fascisti in opposizione ai principi della Costituzione.
Quando atti di golpismo sono in atto, non siamo davanti a carte che delineano l’attività dei servizi segreti che possono o non possono essere scoperti, ma siamo davanti a dei comportamenti che incrinando le relazioni democratiche nelle attività dei singoli cittadini, tendono a favorire l’attività golpista. Che i magistrati di Roma e di Milano fossero coinvolti in attività di terrorismo lo si nota dal trasferimento che subì quel magistrato che tentò di identificare la strage di Piazza Fontana all’interno di una matrice “fascista”, mentre sia Calabresi con altri magistrati iniziarono una feroce campagna di criminalizzazione degli Anarchici. Calabresi è responsabile della morte di Pinelli, ma tutta la magistratura milanese fu corresponsabile di tale morte in quanto tutti i magistrati milanesi erano organizzati per favorire il colpo di stato di Borghese e i successivi tentativi di colpi di stato. Non solo perché finsero di non accorgersi delle attività di Borghese, ma perché misero in atto attività di repressione feroce nei confronti dei cittadini costringendoli a rivendicare diritti Costituzionali che LORO STESSI erano tenuti a garantire. L’aggressione agli Anarchici con le montature giudiziarie di Valpreda, ad opera dei magistrati, ebbero questa funzione.
Il golpismo prevede un controllo dei cittadini, di settori di cittadini in funzione del colpo di stato programmato. Per questo motivo sia i magistrati che gli organi di informazione vengono asserviti ai propositi golpisti (vedi la criminalizzazione degli Anarchici fatta dai giornalisti in quegli anni e le farneticazioni sugli “anarchici-insurrezionalisti” in tempi recenti) e prevede un controllo totale del golpista sulle forze armate. Forze armate che non sono un’entità astratta, ma un insieme di cittadini che servendo la “patria” vengono sottoposti a vessazioni, pressioni, angherie, per trasformarli in strumenti docili ed obbedienti ai propositi del golpista.
Per questo motivo la popolazione ha la percezione del pericolo incombente ben prima dei politici che dovrebbero o potrebbero opporsi al progetto golpista in quanto abbagliati sia dalla necessità di avere i voti e, pertanto, complici ossequienti di una stampa e di una radiotelevisione che può garantire la propaganda della loro linea politica.
Quando negli anni ’70 quella che venne chiamata “lotta armata” fermò il tentativo di golpismo proprio perché fece balenare ai golpisti l’idea che non sarebbe stato facile controllare l’Italia e proprio l’azione golpista avrebbe dato fiato alla “lotta armata”, ciò fu dovuto alla sensibilità delle persone che, private di fatto dei diritti Costituzionali, con una Costituzione che l’organizzazione clericale Democrazia Cristiana impediva l’attuazione, sentivano il pericolo che si approssimava.

Allora magistrati corrotti e criminali non solo impedirono alle persone di difendersi per manifestare il pericolo incombente, ma uno di loro, il delinquente Pietro Calogero, elaborò una teorizzazione terroristica che costrinse i piccoli uomini che difendevano la Costituzione a subire torture e vessazioni di ogni genere per i suoi pruriti criminali. Secondo la sua teorizzazione a capo delle richieste di giustizia delle persone c’era una sorta di “grande vecchio” che fungeva da “comandante in capo” o da regista. Solo con le torture, con anni di carcerazione preventiva, con la diffamazione reiterata, questo criminale ha insanguinato il paese. Dopo venne istituito il “tribunale della libertà”, il “tribunale del riesame”, ma i criminali, anche se la loro attività criminosa era notoria e i loro delitti erano conosciuti, non furono mai perseguiti a norma di legge.

Quale dignità ha un paese che usa la tortura dei detenuti come metodo? Eppure, l’uso della tortura fu il corollario del terrorismo messo in atto da individui che giustificavano la loro attività agendo nelle Istituzioni.

Una situazione analoga la si sta disvelando ora. Solo ora si comprende l’attività di terrore e golpismo che in questi anni la popolazione ha subito e si comprendono le farneticazioni di “possibili attentati” che il ministero degli interni comunicava al solo fine di creare allarme sociale ingiustificato e coprire attività di golpismo nel territorio.
Scrive Augias del giornale La Repubblica del 24 novembre 2007:

“Come ha scritto giustamente Francesco Merlo siamo diventati un paese dove brandelli di verità si trovano quasi unicamente andando a frugare tra i rifiuti, immergendo le braccia fino al gomito in quei materiali immondi. Solo per restare nel campo del giornalismo, e lasciar perdere, per esempio, le banche, era accaduto così nel caso di Renato Farina (detto: “fonte Betulle”) fattosi agente provocatore e spia, accade di nuovo con le intercettazioni ora venute alla luce. Se lo sapevamo già allora? Certo che lo sapevamo, lo sapevamo da subito, sappiamo anche, mi ha detto un collega, che ciò di cui oggi si legge è solo una parte di quanto è effettivamente accaduto. Che cosa si pensa sia andata a fare nel cuore dell’azzienda concorrente, in posizione alto-dirigenziale, la signora Bergamini, fidata assistente dell’imprenditore televisivo Berlusconi? Non basterebbe questo caso da solo a dimostrare, al di là di ogni altra considerazione o casistica, la gravità del conflitto di interessi? Tra i tanti episodi vergognosi venuti alla luce, uno mi ha colpito particolarmente, anche perché innegabile. Ha riferito Giuseppina Paterniti, allora nel Cdr, che il primo aprile 2005, stava andando in onda su Raitre “Primo Piano”. Sotto le immagini scorreva la scritta con la notizia che il papa stava morendo. Il direttore del telegiornale Di Bella venne chiamato dai vertici aziendali che gli ordinarono di toglierla, di chiudere la diretta. “Lo fecero perché su Raduno c’era la trasmissione registrata di Bruno Vespa con Berlusconi”. Basterebbe questo singolo episodio in un paese normale e a dare la misura del disastro a suscitare la reazione dei “liberal”. Già, a proposito.”
Manipolare le informazioni per creare un'opinione pubblica favorevole ad un progetto politico specifico, non è forse un atto di eversione dell'ordine democratico? Non è forse un atto percepito come una violazione dei diritti dei citadini? Non è forse un atto di terrorismo nei confronti delle Istituzioni?
Ciò che indigna di Augias e di tutti i giornalisti è che loro sono stati complici di tutte le violenze che i cittadini hanno subito al fine di costruire questo sistema vessatorio. Augias si preoccupa del papa, ma non di tutti i ragazzi violentati e di tutta la disinformazione che è stata fatta sui problemi del paese per favorire o sputtanare questo o quel politico, questo o quel gruppo di cittadini che chiedevano giustizia. Quando gli organi di informazione rispondono ad interessi mafiosi sono sottratti dalla loro funzione istituzionale e si trasformano in organizzazioni terroristiche: lo sa bene quello stesso Pietro Calogero che torturava i cittadini per coprire le attività golpiste.
E che cosa sono le farneticazioni naziste del sindaco di Cittadella finalizzate a ricostruire i campi di sterminio in Italia?
Massimo Bitonci ha messo in atto un atto di eversione dell’ordine democratico criminalizzando tutte quelle persone che non hanno il suo stesso reddito. Cosa dobbiamo aspettare che metta una stella gialla sui camici e il filo spinato? Le stesse persone che manifestano odio per i diversi, gli indifesi, quelli che sfruttano e che costringono alla miseria per i loro scopi di razzismo, quelli che favoriscono i morti sui posti di lavoro usando i vigili urbani per vessare i cittadini, costituiscono ronde fasciste di “controllo del territorio” sostituendosi allo stato facendosi forti di un’insicurezza territoriale che loro stessi costruiscono costringendo i bambini in ginocchio davanti a crocifissi anziché renderli consapevoli dei loro diritti Costituzionali.
Si è svegliato Pietro Calogero?
Si è ricordato di essere un procuratore della Repubblica?
E fino a ieri, dove stava quando Zanonato sputava sulla Costituzione, sui diritti civili delle persone, chiamando le donne prostitute e vessando i cittadini per i suoi interessi morali da talebano cattolico? Questo delinquente che sottrae fondi ai cittadini con la sua giunta per finanziare i truffatori come gli adoratori di Antonio da Padova ed esaltarne l’attività di criminale reiterando il delitto di Apologia di Strage. Dove stava Calogero che ha insanguinato Padova non perseguendo i delitti di disarticolazione istituzionale che costruivano sofferenze nei cittadini e torturanva chi chiedeva giustizia etichettandoli come “terroristi”?
Ci sono voluti gli atti di nazismo criminale di un estremista come Massimo Bitonci, esaltati dal criminale Zaia, perché si svegliasse? E la procura di Treviso, perché non ha agito contro il razzista criminale di Gentilini? Complicità in razzismo?
Ma non fatevi illusioni, Calogero sa come proteggere i nazisti e i razzisti. Se ha mandato loro un avviso di garanzia non è detto che l’inchiesta proceda, né che verranno rinviati a giudizio. Calogero, Mastelloni, Ugolini sono solo dei vigliacchi criminali senza nessun senso della giustizia, che non sia il loro tornaconto materiale o morale, violenti con chi chiede giustizia, pronti a farli torturare, mentre sono ossequiosi con i preti cattolici che stuprano bambini, con le bande leghiste, col razzismo, con lo stragismo sui posti di lavoro, con i delitti fatti da individui delle istituzioni con i quali sentono molto la vicinanza e la complicità. Furono questi magistrati che protessero in genocidio di Marghera.
Ma perché questo articolo si è aperto con i tentativi di golpismo della fine degli anni ’60, inizio anni ’70, e si conclude col razzismo di Zaia, Alessandri, Calderoli, Bricolo e Borghezio?
E per favore, NON ESISTE NESSUN ALLARME CRIMINALITA’! Esistono atti criminali che devono essere perseguiti dalle Istituzioni preposte.
Le statistiche parlano di diminuzione di tutta una serie di reati. E’ vero, invece, che proseguendo nell’attività di destabilizzazione Istituzionale la Rai e i media per alimentare l’odio razziale, sottolineano la nazionalità delle persone che commettono reato dando una prima pagina al Romeno o alla nazionalità emarginata di turno e usando i trafiletti, o addirittura censurando le notizie di reato, quando è coinvolto un italiano.
Che peso ha avuto la violenza alla ragazza di origine ghanese subita a Pordenone? Nessuna, per la RAI lei è solo una bestia, come per i leghisti che si sono riuniti per rivendicare il loro “diritto” al razzismo in barba alle norme Costituzionali.
La storia si sta ripetendo!
Si sta ripetendo anche se non c’è più la Decima Mas di Borghese, ma tanti ammalati da delirio di onnipotenza che stanno tentando di trasformare l’Italia in una società Clerico-Nazista grazie alla vigliaccheria e spesso alla complicità delle Istituzioni. E quelli come Augias che sono colpiti dall’episodio di cui è protagonista un criminale come Wojtyla, responsabile di stupro dei bambini, ma non si accorge delle ingiustizie e delle vessazioni cui la gente è sottoposta. Dov’erano le proteste di Augias quando la RAI demolì la fastidiosa “Tele kabul” di Rai3? Dove sta Augias quando le finanziarie stanno tentando di indebitare l’intero paese? O dove stava quando si protestava per i salari di fame a cui è costretta la popolazione tanto che deve intervenire il presidente della Banca d’Italia per sollevare il problema?
Già, la storia si sta ripetendo. Solo che anziché avere le camicie nere e le croci del Vaticano, oggi ci sono camicie diverse, le croci del Vaticano, e gli interessi mafiosi, dove le mafie non sono quelle di Reina o Provenzano, ma quelle di alcuni salotti che manipolando l’informazione creano danno e terrore nei cittadini privandoli dei loro diritti Costituzionali.
Già, la storia si sta ripetendo, con una variabile importante: non ci sarà più nessuno che, sacrificando sé stesso in una improbabile “lotta armata” salverà la Costituzione dal terrorismo istituzionalizzato.
La storia si ripete, ma mai allo stesso modo!
Se le Istituzioni non sapranno mettere al centro della loro azione la Costituzione della Repubblica, prevedo tempi bui.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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