Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

venerdì, novembre 02, 2007

Necrologio al criminale Oreste Benzi



E’ morto Oreste Benzi, un terrorista criminale che ha agito per destabilizzare la Costituzione della Repubblica con la complicità della Polizia di Stato e di Magistrati moralmente corrotti che hanno rifiutato di processarlo per i delitti che commetteva.
Ancora una volta la Costituzione della Repubblica si vede difesa dalla MORTE del criminale anziché dall’attività delle Istituzioni.

Nel tentativo di destabilizzare la Repubblica Italiana il sig. Oreste Benzi da un lato ha messo in campo una ferocia criminale nei confronti delle persone che non sono cattoliche istituendo una specie di telefono di denuncia che si riprometteva di sostituirsi alle Istituzioni criminalizzando le persone non cattoliche. Dall’altro lato, il sig. Oreste Benzi, ha insultato le donne chiamandole “prostitute”!
Questo miserabile vigliacco, forte delle complicità di sindaci e amministratori locali che erano più attenti al proprio tornaconto personale che non ai diritti sanciti dalla Costituzione, ha criminalizzato le donne che tentano di sopravvivere come possono alle condizioni criminali che l’organizzazione cattolica ha imposto loro.
Questo criminale, il sig. Benzi non è andato dai muratori che usano i loro muscoli per guadagnarsi da vivere insultando la loro attività, ma è andato dalle donne che usano le loro peculiarità per riuscire a vivere CRIMINALIZZANDOLE!
Accusandole di "delitti morali" e imponendo loro dei sensi di colpa: manipolazione mentale!
Le donne sono schiavizzate e i lavoratori delle campagne sono sottomessi al “caporale” o costretti, nell’impresa del Nord-est, al lavoro nero? E’ UNA QUESTIONE DI POLIZIA! E’ la Polizia di Stato che deve reprimere le costrizioni e i ricatti cui le persone sono sottoposte. Se le persone sono sottoposte ad angherie, la responsabilità, morale e giuridica, è del Ministro degli Interni Amato che anziché usare la Polizia di Stato in funzione del dettato Costituzionale LA USA PER I SUOI PORCI COMODI. Questo vale anche per il Sig. Pisanu che lo ha preceduto e per il Sig. Scaiola.
Si tratta di uso improprio della Polizia di Stato, sottraendola alle sue funzioni Istituzionali, che si può inquadrare in una omissione di atti d’ufficio con finalità di eversione dell’ordine democratico.
La stessa attività che venne messa in atto dal criminale Aldo Moro, dal Sig. Giulio Andreotti, dal Sig. Rumor e da tutta quell’organizzazione criminale che va sotto il nome di Democrazia Cristiana e che aveva lo scopo di minare la Costituzione della Repubblica e di ripristinare lo stato fascista nella sua funzione di dominio clericale della società civile.

Se ci sono dei reati e questi non vengono repressi, esiste una responsabilità del Ministro degli Interni che privilegia sciocchezze e cose irrilevanti piuttosto che perseguire reati di violazione del dettato Costituzionale. Come già fu fatto da Amato quando, Autorità di Controllo, anziché perseguire cose importanti preferì occuparsi di fiammiferi (o cose del genere) aiutando la devastazione e la nascita del terrorismo in Italia.

Il sig, Oreste Benzi ha offeso sistematicamente le donne e ha esaltato lo stupro dei bambini ad opera dei preti cattolici intitolando la sua “congrega” a Giovanni XXIII° uno stupratore di bambini che minacciava di scomunica chiunque denunciava l’attività di stupro di bambini ad opera dei preti cattolici.
Questo criminale ha criminalizzato le donne forte del venir meno, da parte degli amministratori locali e delle Istituzioni Nazionali, del loro impegno nei confronti della Costituzione.

Questo criminale, tale Oreste Benzi, diffondeva odio sociale. In una trasmissione televisiva di Porta a Porta condotta da tale Bruno Vespa, asseriva, al fine di creare allarme sociale, che in Italia almeno una trentina di bambini venivano sequestrati e sacrificati a satana ogni anno. Nella trasmissione televisiva era presente la Polizia di Stato che affermava, in contrapposizione ad Oreste Benzi, che non era vero: ORESTE BENZI MENTIVA!

Ha sparso odio Oreste Benzi. E la violenza di Benzi non è diversa dalla violenza di Lodeserto:

"Intanto, il 28 settembre 2007 il gup del tribunale di Lecce, Nicola Lariccia, ha condannato don Cesare Lodeserto della Fondazione Regina Pacis e del Centro di Permanenza Temporanea gestito a San Foca, a 5 anni e 4 mesi insieme con il nipote Luca (condannato a tre anni e due mesi) e due collaboratori (uno ha subito solo una multa) mentre un altro collaboratore del centro è stato assolto. Lunga la lista delle accuse contro il prelato: sequestro di persona, abuso di mezzi di correzione, estorsione, calunnie, ingiurie e minacce. La condanna è stata più mite rispetto a quanto richiesto dall’accusa, oltre 7 anni, perché Lodeserto ha chiesto il rito abbreviato. Il suo arresto nel 2005 fu al centro di numerose polemiche e prese di posizione, divise tra chi - soprattutto politici e persone della curia leccese, compreso il vescovo mons. Ruppi - solidarizzò con lui e le associazioni antirazziste e per i diritti civili dei migranti che auspicarono venisse fatta giustizia delle violenze perpetrate in quello che definivano il “lager del Salento”.

Come non è diversa dalla violenza di Fedele Bisceglie il 23.012006:

"Violenza su una suora, arrestato padre Bisceglia”Padre Bisceglia viene condotto nel carcere di CosenzaSi aggrava la posizione di Francesco Bisceglia il sacerdote di Cosenza arrestato con l'accusa di violenza sessuale, singola e di gruppo, nei confronti di una suora. Secondo le rivelazione della monaca gli episodi di abuso sarebbero stati due ed entrambi ripresi con una videocamera.Tuttavia, al momento, secondo quanto hanno riferito gli investigatori, del filmato non è stata trovata traccia. Per lo stesso reato è stato fermato anche Antonio Gaudio, di 39 anni, collaboratore del religioso. Le indagini che hanno portato all'arresto di Bisceglia e Gaudio hanno preso spunto dalla denuncia presentata nei mesi scorsi dalla suora. La religiosa ha infatti dichiarato di aver subito le violenze sessuali all'interno dell'Oasi Francescana, dove ha lavorato per un certo periodo."Mi sento perseguitato come Gesu" ha commentato il religioso al momento dell'arresto. In sua difesa ha aggiunto: "Questa donna è una pazza, le sue accuse non sono vere".Tuttavia le dichiarazioni della donna hanno trovato riscontro nelle indagini dello Sco e della squadra mobile di Cosenza.La suora è stata anche sottoposta, secondo quanto si è appreso, a perizie psichiatriche, che hanno accertato il possesso da parte sua delle piene facoltà mentali. Gli elementi d'accusa sono basati anche sul contenuto di intercettazioni telefoniche e ambientali. Nell'ordinanza di custodia cautelare, riguardo Padre Fedele, si fa riferimento anche a presunte violenze sessuali che il religioso avrebbe commesso nei confronti di altre tre donne. Violenze che però non vengono contestate formalmente, perché le relative querele non sono state presentate entro il termine di sei mesi previsto dalla legge”

O come si evince dalle vicende del don Gelmini:

“S’aggrava sempre di più la posizione processuale di don Gelmini: una cinquantina di ex ospiti della sua comunità - secondo quanto riportato dal Corriere della Sera - avrebbero sporto denuncia, durante quest’estate, contro di lui perché «molestati, insidiati e a volte violentati». Le nuove accuse più gravi - pare di capire dall’articolo - sono quelle fatte da due persone in particolare che, all’epoca dei fatti denunciati, erano minorenni e che, inevitabilmente (qualora il giudice le riterrà attendibili), faranno scattare, per don Pierino, l’accusa di pedofilia; accusa, chiaramente, diversa e molto più grave rispetto a quella fin’ora ipotizzata a carico del prelato. «Sono una cinquantina le persone - scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere - che durante l’estate hanno presentato formale denuncia contro don Pierino Gelmini. Si sono unite al coro di chi lo accusa di averli molestati, insidiati, a volte violentati».”


L’attività di Oreste Benzi era all’interno dello stesso disegno criminoso: LA DEVASTAZIONE DELLE ISTITUZIONI MEDIANTE AGGRESSIONE DELLE PERSONE FRAGILI ALL'INTERNO DELLA SOCIETA' CIVILE. Come il frate padre Pio, o la criminale missionaria Teresa di Calcutta o il criminale chiamato dai cristiani san Francesco o l’assassino Antonio da Padova che il sig. Zanonato esalta e finanzia al fine di disarticolare le Istituzioni di questo paese.
Un collaboratore di Oreste Benzi, tale Bonaiuto o Bonaiuti, si vanta di lavorare assieme alla Polizia di Stato e di praticare quel “telefono anti satanismo” che in realtà è uno strumento con cui attentare alla libertà religiosa sancita dal dettato Costituzionale.
Come Pagano Politeista sono contento che un criminale, che la Polizia di Stato, per pura viltà, non ha perseguito, sia morto mentre stava articolando i suoi crimini e disarticolando le Istituzioni.
Un terrorista criminale è morto!
Avrei preferito che fosse arrestato da poliziotti che rispettavano il loro giuramento alle Istituzioni, ma ciò non è avvenuto. Così, l’Oreste Benzi, anziché essere un “lenzuolo sporco” si presta al Vaticano per fare un nuovo santo che, come il criminale Don Bosco, attenterà alle Istituzioni per imporre l’ideologia del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pazzo di Nazareth. Questo, perché un “signore” come Amato o come il suo predecessore Pisanu, hanno ritenuto che offendere e attentare alle Istituzioni fosse più importante per la loro carriera che preservare i diritti Costituzionali alla e nella Società Civile!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendsita Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera - Venezia