Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

martedì, novembre 06, 2007

Oreste Benzi e Raniero Cantalamessa: l'odio per i diritti civili!

In rete circolano varie riflessioni sull’attività di Raniero Cantalamessa e della sua attività di aggressioni alle persone in complicità con Akeon e in particolare il razzismo nei confronti dei gay.
Posto, come esempio questa che prelevo dal sito:

http://www.napoligaypress.it/?p=972


Così come, solo pochi giorni fa, ho riflettuto su alcuni elementi “marginali” di un’inchiesta di Striscia la notizia (ahimè…) sulla cosiddetta psico-setta Arkeon di Bari nell’ambito della quale pare si siano compiuti abusi sessuali e altre cose amene. Il tutto con la complicità di alcuni uomini di Chiesa, chiamati a lustrare l’immagine dell’associazione. Una complicità forse inconsapevole, forse no: è da accertare, ma non è questo, solo, il punto.Uno dei religiosi chiamati in causa è il noto frate Cantalamessa che ogni domenica (credo ancora oggi) conduce su Rai Uno la trasmissione religiosa “A sua immagine”. Durante una puntata dello scorso anno il religioso pubblicizza ai quattro venti la fantomatica “associazione” che tra i suoi compiti avrebbe quella di ricongiungere i figli ai padri, recuperando anni di rapporti difficili. Passa subito un’immagine di un giovane adulto che bacia castamente una donna al suo fianco; Cantalamessa precisa che il giovane è uno dei beneficiati da questo percorso.
Egli manifestava in gioventù tendenze omosessuali; ora, in seguito al periodo, diciamo così, terapeutico, non solo ha riacquisito il suo rapporto col padre, ma si è anche sposato con una brava ragazza, scegliendo un diverso modo di vivere la propria sessualità.
Ora, questo passaggio, naturalmente, non è stato chiosato dagli improbabili conduttori dell’inchiesta con la giusta indignazione che caratterizzava il servizio sulla notizia più in generale, in una trasmissione che dello sberleffo all’omosessualità, all’effeminatezza, all’allusione fa uno dei suoi cavalli di battaglia.
Ma non facciamo i vittimisti, esistono ormai anche le barzellette sugli ebrei e i neri; dunque andiamo avanti.
Il fatto è che un religioso, sulla prima rete della televisione pubblica, può consentirsi, grazie ai nostri soldi, di parlare, a proposito di una setta in odore di truffa e abusi, di percorsi terapeutici rivolti a omosessuali. Pescando tra l’altro a man bassa nel più desueto e deteriore freudianemo d’accatto nel legare esplicitamente l’omosessualità all’assenza della figura paterna (o in ogni caso a una diminuito nello sviluppo della personalità) e il ritorno a una sana e corretta sessualità al ripristinarsi del modello maschile di riferimento. E questo nel più assoluto silenzio.
C’è quasi da ringraziare i presunti delitti di una psico setta barese per aver fatto riemergere un episodio così inquietante e pur vecchio di un anno!

---- fine parte prelevata---

Il problema è quello dell’odio nei confronti delle persone messo in atto dalla chiesa cattolica e aiutato, troppo spesso, dalle Istituzioni che, lungi dall’essere un argine che ferma l’odio dei cattolici per le libertà sociali sancite dalla Costituzione, preferiscono fingere di non vedere e spesso favoriscono.

Ho trovato una serie di dichiarazioni di Oreste Benzi, il prete cattolico che tanto male ha fatto alla società civile, mai censurate dalle istituzioni. Istituzioni che spesso hanno finto di non vedere, speso collaborando con questo losco figuro favorendone l’attività criminale e supportandolo con una omertà degna del peggior nazismo.


Sulla famiglia:
Nel maggio 2007, Benzi partecipò al Family Day e si schierò contro le unioni di fatto. In quella e in altre occasioni si espresse in modo duro riguardo all'omosessualità:« Non esiste scientificamente l'omosessualità, è una devianza. »(Don Benzi durante il "Family Day", 12 maggio 2007, Roma.)

« Io mi rivolgo direttamente alle persone interessate: non esiste il diritto al riconoscimento delle unioni omosessuali.L'omosessualità può essere corretta e la deviazione psichica che le è propria rimossa. Io mi rivolgo a voi perché salviate l'identità del matrimonio naturale e cristiano.Solo voi potete salvarlo rifiutando ciò che non vi è proprio. » (Don Oreste Benzi, appello pubblicato sul Corriere Romagna del 14 maggio 2006)

« Gli omosessuali acquisiti sono gli effeminati di cui parla la Scrittura e ai quali non è dato di entrare nel regno dei cieli.L'omosessualità acquisita è possibile superarla ed essendo un vizio deve essere rimossa a tutti i costi. » (da La coppia oggi tra libertà dell'uomo e mistero di Dio - Editrice Guaraldi, Rimini)

Nei suoi libri, tenta anche di spiegare la diffusione dell'omosessualità maschile:
« Il crollo dei parametri di riferimento per accettarsi come maschi nella società attuale completa il quadro degli elementi che creano condizioni favorevoli all'omosessualità. »(da La coppia oggi tra libertà dell'uomo e mistero di Dio - Editrice Guaraldi, Rimini)

La sua spiegazione dell'omosessualità femminile è invece di natura differente:
« Il rapporto invece nella donna per fare un esempio può essere tra estrone e androgeni da 4 a i e può scendere a 3 a 2, se invece il rapporto si capovolge con 2 a 3 si ha la donna lesbica; se arriva a 1 e a 4 si ha un uomo in corpo di donna che però è sempre donna.Ciò non giustifica l'unione tra due donne. [...] Il femminismo, ha deturpato molto la natura femminile, il suo ruolo, la sua pienezza, la sua bellezza interiore e fisica. » (da La coppia oggi tra libertà dell'uomo e mistero di Dio - Editrice Guaraldi, Rimini)

Io non so quante di queste affermazioni siano effettivamente fatte da Oreste Benzi, ma le aggressioni subite dalla società civile ad opera di Ratzinger, Ruini, Bertone, Bagnasco contro i diritti fondamentali dei cittadini mi inducono a credere che queste frasi siano reali. Frasi reali che, per il fatto che non sono state censurate dalle Istituzioni come atti criminali finalizzati alla destabilizzazione della Costituzione, rappresentano aggressioni criminali nei confronti dei cittadini.
E’ in quest’ottica che si comprende l’odio di Cantalamessa per le Istituzioni che giunge al punto di esaltare un gruppo che, sfruttando ed usando la fragilità delle persone, usa loro violenza (ai miei tempi si chiamava "partecipazione morale" in violenza, sempre che non ci abbia partecipato direttamente alla violenza).
Liberare la sessualità dei gay, impedirne la criminalizzazione, farla diventare un patrimonio di ricchezza e di diversità della società civile, è la più forte barriera conto l’imposizione delle fobie sessuali che la chiesa cattolica, attraverso la criminalizazione della sessualità, impone ai ragazzi indifesi.
Se le istituzioni non sono in grado di rispettare la Costituzione e di garantire la libertà ai cittadini, TUTTO LO STATO, il Capo dello Stato in primis, in base all’articolo 28 della Costituzione, è responsabile civile e morale di aggressione alla Costituzione stessa.
Se le istituzioni non sono in grado di fermare il terrore cattolico che agendo sulla psiche dei ragazzi li criminalizza, li spinge al suicidio, impone loro sensi di colpa che li inducono all’insicurezza e alla malattia mentale, le Istituzioni sono responsabili di un colpo di stato strisciante che demolendo le certezze dei cittadini nei confronti della Costituzione sta preparando il terreno per il ritorno dello Stato clerico-fascista che tanto sangue ha richiesto ai cittadini per rimuovere l’orrore dottrinale che imponeva sui cittadini.
Cosa devono aspettare le Istituzioni dopo la manifestazione di odio xenofobo di Cantalamessa o Oreste Benzi? Deve aspettare le azioni di violenza fisica alla Gelmini per intervenire a garantire il diritto Costituzionale?
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera - Venezia