Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, dicembre 06, 2007

Il concetto di terrorismo nel sentire sociale.

Quand'è che si parla di terrorismo?
Quando l'azione è rivolta contro i fondamenti Isituzionali delle persone. Come la bomba alla stazione di Bologna è un atto di terrorismo, così la violenza sui bambini affidati ad Istituzioni pubbliche è un atto di terrorismo. In entrambe le situazioni l'azione non è rivolta nei confronti di un obbiettivo specifico in quanto obbiettivo, ma sparano nel mucchio minando la fiducia dei cittadini nei confronti di Istituzioni (trasporti, asili, centri di accoglienza ecc.) propri del paese.
Quando si parla di chiesa cattolica si può parlare di atti di terrorismo quando gli atti della chiesa cattolica minano la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato creando paura nei confronti dell'Istituzione attraverso l'imposizione della sottomissione all'idea del dio padrone che, anziché essere circoscritta alla fede e alla religione, viene ad interferire nelle normali relazioni fra cittadino e Istituzione.
Si tratta in sostanza della violazione dei doveri di cui all'articolo 7 comma primo della Costituzione.
"Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani".
Se da un lato la chiesa cattolica agisce con la sua struttura di intervento mafioso nelle decisioni dello Stato (ad esempio, la comunità Europea vuole chiarimenti sul discorso ICI con cui lo Stato ha favorito la chiesa cattolica venendo meno a quel principio di indipendenza), dall'altro lato lo Stato non agisce per proteggere i cittadini dalla ferocia della chiesa cattolica e spesso i giornalisti, sottolineandone gli interventi, tentano, volutamente o inconsciamente, di far passare l'idea che le dichiarazioni di Ratzinger, di Bagnasco e di Ruini siano un "patrimonio Istituzionale" e non confinate nell'ambito della chiesa cattolica (come costituzionalmente dovrebbe essere) o nell'ambito delle credenze fideistiche dei fedeli separati dal contesto sociale.
In sostanza, le persone sono sottoposte a vere e proprie violenze di tipo terrorista che vengono messe in atto con l'avvallo o con l'indifferenza di chi dovrebbe riaffermare la laicità dello stato. Ne consegue che i cittadini vivono vessazioni, minacce e ricatti che se da un lato i magistrati, nella loro superficialità, ritengono che quelle violenze non siano giuridicamente significative, dal punto di vista della percezione dei cittadini sono dei veri e propri atti di terrorismo favoriti dall'ignavia delle Istituzioni.
Non è un caso che l'Unione Europea, unico caso forse, abbia cacciato Buttiglione che manifestava principi ideologici cattolici in un contesto di diritti civili Europei. Il suo modo di porsi era un modo di essere terrorista che avrebbe minato le sicurezze dei cittadini nei confronti delle Istituzioni creando disagio sociale e predisponendo la società civile a ritorsioni nei confronti delle Istituzioni nel tentativo di ripristinare la legalità democratica.
Non è un caso che la Costituzione allontani l'interdipendenza fra chiesa cattolica e Stato proprio per allontanare le interferenze di ordine mafiso che potrebbero esserci da parte della Chiesa con lo Stato (vedi l'unità fascismo-vaticano) o dello stato con la chiesa (vedi l'unità del vaticano-fascismo).
Dal momento che nelle disposizioni transitorie della Costituzione si vieta la riorganizzazione del partito fascista, dal momento che non esiste un'ideologia fascista se non nell'unità operativa fra stato-vaticano, appare del tutto evidente che, al di là delle singole interpretazioni, il processo di fascistizzazione della società civile avviene attraverso l'interferenza e il controllo mafioso della chiesa cattolica sulle Istituzioni al fine di impedire la loro azione in separazione dall'ideologia religiosa cattolica sulla società civile, come avvenne per centinaia d'anni (dal 330 d.c. al 1948 d.c.) e che caratterizzò il ventennio fascista.
Non è un caso che tutto ciò che viene condannato come "crimine sociale" diventi dogma religioso e manifestazione della volontà del dio padrone (per cui santificato) da parte della chiesa cattolica.
Brutta spirale quella delle Istituzioni che per ignavia favoriscono il terrorismo nella società civile; distruggono la fiducia e la partecipazione dei cittadini e favoriscono l'insorgere della demagogia e di un "populismo" asociale.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo