Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, gennaio 30, 2008

Yahoo e le ragioni di un ridimensionamento economico

Prendo spunto dall’attuale crisi economica di Yahoo per fare una riflessione su come funziona la costruzione del successo finanziario, economico e sociale in rete (ma anche nella vita privata).
Yahoo ha offerto molti servizi in rete affermando un “libertà” di utilizzo dei suoi servizi. Gruppi di discussione, siti web, caselle di posta e quant’altro.
Ha offerto questi servizi al mercato illudendo il mercato (e i fruitori) che Yahoo avrebbe garantito la loro libertà di espressione.
Immediatamente centinaia di migliaia di utenti si sono iscritti a tali servizi facendo lievitare il peso economico di Yahoo. Sembrava un successo inarrestabile.
Yahoo ha offerto servizi, ma chi li ha utilizzati riempiendo, di fatto, il mezzo Yahoo di contenuti appetibili per i navigatori di internet?
Gli utenti.
Quegli utenti che, emarginati per ragioni prettamente economiche, trovavano nella rete la possibilità di far circolare le loro idee, i loro desideri, i loro bisogni senza un eccessivo costo e, soprattutto, senza censura.
Questi utenti hanno fatto grande non solo Yahoo, ma hanno fatto grande ogni fornitore di servizi in rete.
Questi utenti lavorano gratis. Perché? Perché il loro compenso consiste nella soddisfazione di veder circolare le loro idee, i loro propositi, i loro bisogni e spesso, queste persone, offrono il loro lavoro affinché i provider possano mettere la pubblicità.
Poi, come spesso succede, gli “emarginati” fanno schifo!
Già, perché, se nella vita sociale sono dei semplici fruitori di immagini o di notizie provenienti dalla TV o dai quotidiani, in internet assumono un ruolo attivo nella notizia. La commentano, la discutono, la diffondono, la occultano, ecc.
E questo comincia a dar fastidio ai provider quando col possesso del mezzo pretendono di controllare le notizie, dire che cosa possono o non possono gli utenti postare. Iniziano ad usare i servizi di “abuse” per danneggiare i loro clienti. Impongono norme capestro che utilizzano dicendo al cliente: o fai quello che voglio io o io cancello il tuo sito, ti impedisco di scrivere, ti tolgo il collegamento.
Si tratta dell’esercizio di quella violenza terrorista che se nella vita reale si rappresenta nello sparare addosso alle persone, in internet si sostanzia nella limitazione della fruizione dei servizi applicata soggettivamente dai provider in assoluto disprezzo delle norme civili.
Si tratta di azioni criminali che fingendo di rispettare una netiquette in realtà praticano il terrorismo nei confronti proprio di quegli utenti che col loro lavoro hanno permesso a questi provider di espandere la loro forza economica.

E a soffrirne sono gli emarginati, i creativi. Quelli che non verranno mai pagati da una TV o da giornali per i loro articoli, ma che con le loro emozioni e con i loro estremismi verbali portano a muovere il mondo e ad arricchire una società.

Se ci soffermiamo, oggi, su Yahoo è perché la crisi economica di Yahoo (notizie stampa di questi giorni) porta l’azienda a tagliare il personale ridimensionando la qualità e chiedendo una maggiore efficienza operativa e gestionale. Quando si arrivano a questi provvedimenti, significa che si è iniziata a percorrere una china che porta inesorabilmente al fallimento.
Quando da Yahoo fuggono i “matti”, gli “emarginati” che lavoravano gratis e che il servizio Yahoo ha insultato perché non scrivevano quello che lui avrebbe voluto che scrivessero si è posta la base per il fallimento.
Esiste un’aggressione che viene portata sistematicamente dai provider che gestiscono i mezzi ai clienti, un’aggressione che può essere equiparata all’attività di terrorismo e che ha il solo scopo di impedire la nascita di quella dialettica sociale utile allo sviluppo della società civile.
Indubbiamente Yahoo nel suo insieme non è responsabile dell’attività criminale e violenta del suo servizio “abuse”, ma ogni volta che si aggredisce un utente nascondendosi dietro ad interpretazioni soggettive di un regolamento lasciato appositamente fumoso, non è solo quel singolo operatore responsabile di aggressione, ma l’intero provider.
Per questo motivo non stupiscono le difficoltà di Yahoo e se si analizzano le motivazioni delle sue difficoltà sicuramente si troveranno delle motivazioni economiche diverse, ma l’aggressione portata agli utenti e gli effetti che queste aggressioni hanno avuto, sono la vera base dei problemi di Yahoo e non solo di Yahoo.
Gli “emarginati”, entusiasti, sono in grado di far decollare un servizio in internet, ma quando il servizio in internet aggredisce gli “emarginati” ha già iniziato a fallire.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì, gennaio 29, 2008

Walter Veltroni, il clericalismo fascista e il cilicio al Partito Democratico.

UN’ANNOSA QUESTIONE

In un commento che feci ad un articolo di Ilvo Diamanti il 03 aprile 2007 affermai, fra l’altro, che il progetto del Partito Democratico aveva come unico scopo quello di costringere gli elettori dei DS (provenienti dall’ex PCI) a convertirsi al cattolicesimo.
Precisamente, affermai:

“Specialmente gli elettori DS che si ritengono “laici” (con i mille significati che il termine implica) che vengono venduti ai cattolici integralisti della Margherita: è come se venisse loro imposto il cilicio.”

Trovate l’intero articolo all’indirizzo:
http://www.federazionepagana.it/diamanti.html

Al di là delle specificità che trattava quell’articolo, c’è un processo sociale messo in atto dai “partiti politici” il cui scopo è quello di aggredire la società civile Italiana imponendo principi sociali estranei alla Costituzione e riconducibili alla morale della monarchia assoluta. Se negli anni ’70 invocare la Repubblica Presidenziale nei vari tentativi di colpi di stato messi in atto da Almirante, Sogno, Moro, Andreotti, Fanfani, Scelba ecc. era sinonimo di ricostruzione dello stato fascista che, con un diverso nome, rinnovava gli stessi principi di assolutismo sociale, oggi lo scontro sociale si è spostato sul piano religioso.
L’assolutismo di fascista memoria serve per imporre l’assolutismo religioso.
Ma cosa significa imporre l’assolutismo religioso quando l’assolutismo fascista fu possibile soltanto come espressione dell’assolutismo religioso?
Già, perché se il regime fascista non avesse abbandonato immediatamente la sua vena anticlericale dei suoi inizi e non si fosse fatto espressione e garante dell’assolutismo religioso cattolico, l’Italia non avrebbe partecipato ala seconda guerra mondiale e le sarebbero stati risparmiati alcuni milioni di morti (e molto probabilmente il fascismo non sarebbe durato e, in ogni caso, non sarebbero state fatte le leggi razziali).
Questo scontro fra assolutismo monarchico-fascista espresso dall’ideologia religiosa della chiesa cattolica e la società democratica espressa dalla Costituzione della Repubblica è tutt’ora in corso e vede, nell’azione di Walter Veltroni un paladino dell’assolutismo clericale il cui scopo è la distruzione della società laica come Costituzionalmente intesa.
Walter Veltroni, Rutelli, Franceschini, altro non hanno, come scopo politico, che quello di costruire un’unità ideologico-politica con l’assolutismo cattolico che permetta loro la distruzione della Costituzione. E’ in quest’ottica che vanno letti i tentativi di Walter Veltroni di continuare a far agonizzare la situazione politica Italiana per riformare la legge elettorale distruggendo ogni possibilità di organizzazione sociale laica dopo che lui ha agito per distruggere il laicismo dei resti del partito DS.
Questa posizione veltroniana è cavalcata sia dai cattolici che dall’Associazione degli industriali che vogliono cogliere l’occasione per assestare un ulteriore colpo ai diritti civili nella società.
Per contro, Berlusconi vede l’occasione per impedire la nascita di regolamentazioni che, applicando la legge e le più elementari norme dei paesi occidentali, rendano incompatibile il suo controllo dell’informazione con il suo ruolo politico.
La chiesa cattolica continua ad aggredire indisturbata la società civile auspicando l’aumento del suo controllo sulla stessa.

E’ in questo senso che va letto l’articolo de il Gazzettino in data 28 gennaio 2008 dal titolo:


I VESCOVI: BASTA GUERRE TRA DUE POLI

Alla Chiesa italiana piacerebbero le «larghe intese

La Chiesa italiana vede con favore l'ammorbidimento o la fine del sistema elettorale maggioritario e l'apertura di una stagione di dialogo e collaborazione fra i diversi schieramenti, con l'occhio a quella 'Grosse koalition' guidata da Angela Merkel in Germania, che sta segnando la vita politica tedesca di questi ultimi anni.
All'indomani della caduta del governo il Sir, l'agenzia stampa della Conferenza episcopale italiana, ha auspicato la fine della stagione «dell'alternanza per disperazione» e l'Avvenire, il giornale dei vescovi, ha ribadito: «Subito dopo le elezioni occorreva prendere atto del sostanziale pareggio tra i due poli e, comunque, della tendenziale insufficienza politica del centrosinistra al Senato. E avviare, perciò, una provvisoria e virtuosa collaborazione tra Unione e CdL. Non si seppe e non si volle voltare pagina allora - scrive il giornale della Conferenza episcopale - superando gli schemi di guerra e le asprezze polemiche della campagna elettorale appena conclusa. Si volti pagina adesso», ha esortato il quotidiano dei Vescovi, che, sulle convulse ore che seguivano all'apertura della crisi, ha sottolineato anche come «continua ad aleggiare l'idea di una fase di transizione virtuosa e provvisoria, buona per l'oggi (potrebbe essere affidata a un "governo di scopo") e fors'anche per il domani.

I vescovi dicono: “Basta con la contrapposizione fra poli, si alla dittatura clericale!”
E Walter Veltroni alimenta questa aspettativa perché per Walter Veltroni l’assolutismo cattolico è il fine della sua politica. Un fine che non comprende nel rifiuto di Berlusconi a collaborare che vede, a differenza di Veltroni, la possibilità di riaffermare i suoi privilegi personali impedendo leggi e regolamenti che potrebbero disciplinare la sua attività. Specialmente quella libertà di telefonare all’amico dell’amico per far i suoi vantaggi e modificare equilibri politici senza che magistrati impiccioni gli spieghino che quello si chiama “reato”.
Abbiamo già visto come Walter Veltroni si prostra bene davanti al potere clericale e come, nel prostrarsi, mostri un assoluto disprezzo per il dettato Costituzionale. Un disprezzo che sembri contagi molti politici che preferiscono elargire denaro alla chiesa cattolica anziché alle strutture sociali dei comuni e dello Stato.

La domanda che dobbiamo farci ora è questa: MA CHI VOTERA’ VELTRONI?

Quando i politici al potere sono legati alla destra, grandi favori vengono fatti agli industriali, ai commercianti anche danneggiando la società civile (ci fu un momento in cui Berlusconi additava nell’evasione fiscale un indice di ricchezza degli italiani; almeno di una gran parte), quando al potere ci sono politici così detti di “sinistra” vengono fatti favori agli industriali e alle organizzazioni clericali.

Ogni volta che c’è da applicare un principio Costituzionale vengono messe in atto aggressioni da parte dei politici cattolici (l’aggressione più vergognosa fu quella di Mastella il cui fine fu di assicurare l’impunità al razzismo).

E mentre i cittadini sono in sofferenza in quanto si vedono offesi nei loro diritti Costituzionali (basta vedere l’azione del sindaco di Milano Moratti che ha vietato gli asili ai bambini non in regola con i permessi di soggiorno SOLO AL FINE DI COSTRUIRE UNA CLASSE CRIMINALE per un prossimo futuro!) politici di destra e di sinistra fanno a gara per fare favori al potere clericale.

La situazione di tensione che la società viveva nei tentativi di colpo di stato degli anni ’70 sono le stesse tensioni che la società vive oggi con i clericali Veltroni, Fini, Casini, Berlusconi, Rutelli. E i fini della loro azione sono sempre gli stessi: disarticolare la Costituzione della Repubblica per imporre la monarchia assoluta.

Torno a ripetere quanto affermato nell’articolo di critica a Ilvo Diamanti.
La questione è sempre la stessa, o l’individuo è un soggetto di diritto Costituzionale e in quanto soggetto di diritto Costituzionale legittima le Istituzioni attraverso l’esercizio dei suoi diritti, oppure l’individuo è un oggetto di possesso, soggetto di obbedienza di un’istituzione (chiamatela re, dio padrone, Ratzinger, o Berlusconi, ecc.) che pretende di essere padrona dell’individuo e in diritto di disporne: facendo i milioni di morti della seconda guerra mondiale!
Già, perché questa è la prospettiva che appare oggi!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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giovedì, gennaio 24, 2008

Calabrò, Landolfi e Gentiloni: l'odio per la Costituzione e lo stupro dei bambini!

Ancora una volta il terrorismo contro i bambini è auspicato da chi vuole costringere i bambini all’odio e alla sottomissione anziché fornire loro strumenti per diventare adulti consapevoli.
L’importante è costringerli in ginocchio a pregare, come fossero delle bestie, davanti ad un crocifisso che ordina di sgozzare le persone che non si mettono in ginocchio.
Corrado Calabrò ci sputa sulla Costituzione: o le persone si mettono in ginocchio davanti al suo dio assassino o lui le sanziona!
Altro che le leggi razziste del ventennio fascista.
Siamo in una situazione in cui l’odio razziale e l’odio religioso viene praticato in assoluto disprezzo al dettato Costituzionale. Tanto, le persone offese non hanno mezzi per rivendicare giustizia!
Quando Calabrò usa le minacce e i ricatti affinché le persone si mettano in ginocchio davanti al suo dio e disprezza i bambini considerandoli bestie, siamo alla ricostruzione dello stato fascista!
Una fascistizzazione dello stato auspicata da un Landolfi che vede nella libera espressione della rete il pericolo per il suo odio. In Rai continua impunemente ad esaltare un dio assassino mostrando un Ratzinger che BESTEMMIA CONTRO IL RELATIVISMO DELLA COSTITUZIONE senza censurare quei comportamenti. Non censura l’assolutismo di Ratzinger che impunemente può spargere odio contro le donne che chiedono l’applicazione delle leggi. Le persone che fanno affidamento sulla legalità Costituzionale si trovano disarmate ed impotenti, indifese e offese in continuazione. I bambini sono costretti ad ignorare la morale e l’etica della Costituzione. Sono costretti a pensare all’autorità come un padrone davanti al quale mettersi in ginocchio!

Riporto questa vergognosa farsa da:
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=482517


Media e minori: prima famiglia e scuola, poi i codici

Roma, 24 gen (Velino) - Un codice di autoregolamentazione media e minori, con un preciso e definito sistema di vigilanza e un più serio e agile sistema sanzionatorio. A questo nuovo strumento a tutela dei più piccoli nel campo delle comunicazioni (si guarderà con attenzione a tv, Internet, videotelefonia e videogiochi) si stanno dedicando le istituzioni e le associazioni di categoria. Più che i codici, però, sembra che la base per un sano rapporto tra i media e i minori siano l’affiancamento della famiglia e della scuola. È quanto emerso al seminario “Media e minori, per una tutela più efficace” organizzato stamane a Roma. “Questo nuovo codice – ha esordito il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni intervenendo ai lavori – è praticamente pronto, e ora dovrà passare al vaglio del Parlamento. Ha lo scopo di dare omogeneità alle regole e agli strumenti esistenti a tutela dei minori, oltre naturalmente ad inserirne di nuovi”. Minori che sono sempre meno fruitori passivi dei media. “La maggior parte dei bambini americani produce contenuti per la rete”, ha ricordato il ministro avvertendo di non rassegnarsi ad esempio all’idea di una “tv che si fa menù e rinuncia alla possibilità di lanciare messaggi di riflessione al Paese”. Sulla Rai, in particolare, Gentiloni ha spiegato che “dovrebbero andare in onda meno spot nelle fasce in cui i bambini sono davanti alla tv, in particolare su RaiTre”, rete per la quale “scelte più drastiche sotto il profilo pubblicitario avrebbero un impatto economico limitato”. La parola chiave dell’intervento del ministro è stata però “aggiornamento”. “L’educazione sui new media – ha concluso - è una cosa da prendere sul serio. E i primi ad aggiornarsi devono essere i genitori”. D’accordo con la “svolta culturale” invocata da Gentiloni anche il presidente dell’AgCom

Corrado Calabrò ha spiegato che vanno “bene le sanzioni, le istituzioni e le regole, ma l’autoregolamentazione è la base”. Il presidente dell’AgCom ha denunciato come sui media “si vede e si sente tanta spazzatura”, ha sottolineato “l’impossibilità di arginare i pericoli di internet”, ha ricordato “il dominio degli inserzionisti pubblicitari”, e ha evidenziato due equivoci di fondo della nostra società: la qualità considerata paludata, vecchia e stantia; e la convinzione di molti che le masse siano incapaci di riconoscere la qualità. “Quando milioni di tifosi vedono una partita di calcio sanno distinguere il bel gioco da quello brutto”. Calabrò ha dunque insistito sulla formazione dei genitori sui new media e ha denunciato i passi indietro fatti dalla scuola. “Non sono molti i professori di oggi – ha sentenziato – con l’entusiasmo di aggiornarsi”.

“Le nuove tecnologie stanno cambiando il nostro modi di relazionarsi – ha avvertito nel suo intervento Mario Landolfi, presidente della Vigilanza Rai –, siamo passati dai mass media ai personal media, serve una nuova consapevolezza e per tutelare i minori dai media serve il coinvolgimento della famiglia e della scuola”. “In Italia vanno in onda il doppio degli spot della media europea – ha denunciato infine Anna Serafini, presidente della commissione per l’Infanzia –, molti di questi spot sono la causa di seri problemi come l’obesità e il 70 per cento dei minori guardano le emittenti private”. Due le ricette della Serafini: “Una Rai che si riappropri del suo ruolo di servizio pubblico e una scuola che abbia come materia organica di studio proprio i media”.
(Gianluca Vacchio)




PRIMA LA COSTITUZIONE!
Poi l’odio per le persone di Ratzinger e dei suoi modelli eversivi!
Siamo all’espressione della ferocia criminale che imponendosi sulla società civile violenta la Costituzione. Cosa significa ignorare i codici se non imporre modelli illegali come quelli cattolici sopra i modelli sociali imposti dalla Costituzione?
Cosa significa imporre dei modelli che violentino la Costituzione, il Codice Civile, il Codice Penale? Cosa, se non un atto di eversione e di terrorismo?
Tanto, per questi biechi personaggi, LE PERSONE NON HANNO NESSUN DIRITTO DI RIVENDICARE GIUSTIZIA.
Tanto, lo ha detto Calabrò sputando sopra la società civile: “Il mio dio è un assassino, ma tu non lo devi dire, anche se lui ordina di ammazzare! E tu non devi dire ai bambini che il mio dio è un assassino! Devi lasciarli ignoranti!”
Siamo davanti al peggior terrorismo che la società civile abbia visto.
Ricordo come le minacce e i ricatti di Calabrò hanno il solo fine di seminare odio religioso a maggior gloria della chiesa cattolica e della Monarchia Assoluta in disprezzo del dettato Costituzionale!
Ed è vergognoso che questo criminale, che usa le Istituzioni per seminare odio religioso e proteggere il diritto al genocidio e alla strage nazista del dio dei cristiani, continui a stare al suo posto per consentire ai cattolici di stuprare impunemente i bambini privandoli del loro diritto Costituzionale! Si sente in diritto di offendere le persone: come nel regime a monarchia assoluta in cui si sente il padrone!
Ricordo come in questo Blog ci sia una risposta al delirio criminale di Calabrò e al suo odio per la società civile e per la Costituzione della Repubblica che potete leggere alla pagina:
http://stregoneriapagana.blogspot.com/2007/09/una-risposta-al-terrorismo-nella-societ.html

Le persone legate alla Costituzione vengono offese in continuazione da quelle persone che, tentando di ricostruire la monarchia assoluta, si ritengono in diritto di privare le persone dei loro diritti Istituzionali giustificando i loro atti criminali di aggressione alla società civile con motivazioni superficiali e vili. Atti di violenza con cui impediscono la critica ai loro comportamenti!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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giovedì, gennaio 17, 2008

Il Rettore dell'Università La Sapienza di Roma voleva legittimare il genocidio

Il Rettore dell’Università La Sapienza di Roma ha invitato Ratzinger per parlare sulla “pena di morte”, un argomento di attualità, viste le recenti decisioni dell’ONU.

Mi chiedo: perché il Rettore dell’Università La Sapienza ha voluto organizzare l’arrivo di Ratzinger per manifestare CONTRO la decisione dell’ONU di bandire la pena di morte?

Ho l’impressione che al Rettore manchi il comune senso razionale che la sua funzione dovrebbe prevedere.

Quando Romano Prodi stigmatizza il mancato incontro e parla di CLIMA INACCETTABILE, a chi si riferisce?

C’è nella società un clima di aggressione nei confronti della Costituzione della Repubblica e nei confronti di quelle persone che mettono al centro della loro azione il diritto Costituzionale.

Un’aggressione che vede impegnati sia politici cattolici integralisti palesi e manifesti come Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Casini, Buttiglione, Binetti e quant’altri, sia cattolici integralisti che si spacciano per laici come Romano Prodi, Walter Veltroni, Franceschini, ecc.

Da un lato si offendono e si stigmatizzano quelle persone che difendono la Costituzione togliendo loro la parola, calunniandole, diffamandole e, dall’altro lato, si attribuisce al terrore monarchico manifestato da Ratzinger intenzioni diverse da quelle che manifesta offendendo i cittadini.

Quando Ratzinger, con la sua enciclica Spe Salvi, ha aggredito l’ONU e gli ordinamenti della società civile Italiana, NESSUN POLITICO HA AVUTO NULLA DA RIDIRE!

E questo perché il terrore di Ratzinger non si rivolge al politico, MA AI CITTADINI, quei cittadini i cui diritti dovrebbero essere difesi dalle Istituzioni e dal Presidente Giorgio Napolitano in primis.

Cosa significa invitare a parlare Ratzinger sulla pena di morte se non per legittimare l’omicidio e la pena di morte?

Ricordo, alla società civile e al Rettore, che Ratzinger propugna un sistema giuridico che si chiama MONARCHIA ASSOLUTA. In cui l’assoluto, che viene rappresentato ideologicamente dal dio padrone di cui Ratzinger è rappresentante, accolla a sé il diritto all’omicidio e al genocidio per ragioni assolutamente insindacabili.

Se il nostro ordinamento vede nei cittadini i soggetti su cui si regge la società civile e la Costituzione, nel cristianesimo e nell’ideologia di Ratzinger, la società è retta e determinata da quella “verità assoluta” manifesta dal suo dio padrone.
Può la società come la nostra accettare l’idea di un dio padrone che offenda la Costituzione con azioni illegali, inumane e che la società civile col processo di Norimberga ha definitivamente allontanato dalle società umane?
Possiamo noi accettare l’idea di esaltare il genocidio per il genocidio come fa Ratzinger e la chiesa cattolica?

Nel regime a monarchia assoluta, nessuno può processare il dio padrone di cui il re, in quanto rappresentante del dio padrone, è al di fuori e al di là delle leggi.
Anche oggi, quando i cristiani parlano di libertà, non intendono la libertà come definita dalla Costituzione, ma intendono LA LIBERTA’ DI DELINQUERE SENZA ESSERE SOTTOPOSTI ALLA LEGGE.

I cristiani dicono "non uccidere", ma lo dicono ai loro schiavi, non alle persone come cittadini.
Nel Catechismo Romano è ben chiaro l'ordine all'omicidio e al genocidio; è ben chiara l'indicazione di ammazzare chiunque non si metta in ginocchio.
E' questo che il Rettore dell'Università La Sapienza voleva legittimare nella società civile Italiana invitando Ratzinger a parlare sulla pena di morte?
Perché non si chiede a Ratzinger di condannare i macelli del suo dio e non gli si chiede di condannare l'assolutismo criminale della sua bibbia?
Perché si continua a far finta di non capire che l'aggresione di Ratzinger al "relativismo" è finalizzata ad imporre l'assolutismo sociale?
Davvero il Presidente della Repubblica vuole tornare all'assolutismo monarchico prima della rivoluzione illuminista? E se non è così, perché continua a favorire i progetti di Ratzinger di destabilizzazione della società Democratica definita dalla Costituzione?
Quando nel catechismo della chiesa romana (Il Catechismo Romano) noi leggiamo nella legittimazione alla pena di morte e al genocidio:

“Altra categoria di uccisioni permessa è quella che rientra nei poteri di quei magistrati che hanno facoltà di condannare a morte. Tale facoltà, esercitata secondo le norme legali, serve a reprimere i facinorosi e a difendere gli innocenti. [...] Ha detto David: “Sulle prime ore del giorno soppressi tutti i peccatori del territorio, onde eliminare dalla città del Signore tutti coloro che compiono iniquità” (Sal. 100,8)”

“Vi sono anzi delle uccisioni compiute per espresso comando di dio. I figli di Levi non peccarono quando in un giorno solo uccisero migliaia di uomini; dopo di ciò Mosé rivolse loro le parole. “Oggi avete consacrato le vostre mani a dio” Esodo 32,29”

Avevano macellato amici e parenti a maggior gloria di dio; non sono forse consacrate a dio le mani degli aguzzini dei campi di sterminio nazisti?

Se questo è il CATECHISMO ROMANO, come può il Rettore dell’Università La Sapienza legittimare il genocidio, l’omicidio, lo stragismo INVITANDO RATZINGER?

E’ vero che l’ONU ha proposto una moratoria contro la pena di morte, MA LO HA FATTO CONTRO IL VOLERE DELLA CHIESA CATTOLICA!

Ora mi chiedo: perché il Presidente della Repubblica non ha scritto una lettera di solidarietà a questi 67 docenti che si sono opposti all’esaltazione del genocidio che Ratzinger fa attraverso il Catechismo Romano? Perché il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano permette che i cittadini che agiscono in sintonia dei principi Costituzionali vengano vessati da chi intende imporre principi morali propri della monarchia assoluta?

Se non abbiamo ben chiare le norme Costituzionali, non potremmo mai capire che cosa è successo a Roma! I cittadini soffrono per la violazione delle norme Costituzionali, vengono calunniati dai cattolici, diffamati, offesi, e non riescono ad ottenere giustizia anche quando la chiedono alle Istituzioni. Troppe persone, all’interno delle Istituzioni, sono più deferenti al terrore del dio padrone cattolico che non ossequienti ai doveri che impone loro la Costituzione.
Ed è dalla violazione delle norme e dei doveri, che costituiscono attività di terrorismo nella società civile che insorgono quelle necessità sociali di rimuovere il controllo del dio padrone che porta alla devastazione della società civile.
E’ notizia di oggi che Olindo, accusato e responsabile della strage di Erba, nel farla si era identificato col dio padrone della bibbia!
Quante stragi saranno ancora necessarie perché le Istituzioni impongono la follia criminale della bibbia ai bambini anziché le norme della Costituzione che regolano le relazioni nella società civile?

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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mercoledì, gennaio 16, 2008

Perché Ratzinger ha suscitato indignazione all'Università La Sapienza di Roma?

Si sta tentando di far apparire la contestazione alla partecipazione di Ratzinger all’apertura dell’anno accademico di Roma come una violazione della libertà di espressione. Come una violazione alla libertà di parola.
Nulla di più scorretto; nulla di più falso!

E’ vero che la società civile, specialmente ad opera di Ratzinger e dei cattolici che tentano con la violenza e atti criminali di imporre il loro dio, privano i cittadini del diritto di parola e di espressione attraverso ricatti, vessazioni, intimidazioni, calunnie, diffamazioni, ma non è il caso di Ratzinger sempre presente, in ogni ora del giorno, sulla TV pubblica, sulle prime pagine dei giornali senza rispetto per le norme Costituzionali. Spara aberrazioni offensive e a nessuno è permesso contraddirlo!
E’ vero che il Presidente Iraniano ha parlato in una università USA, ma a differenza di Ratzinger che pratica il controllo militare della società Italiana mettendo in atto azioni terroristiche nei confronti dei cittadini e il suo parlare è un atto di disprezzo nei confronti della Costituzione, il Presidente Iraniano HA SOLO PARLATO, non aggredisce i cittadini USA imponendo la sua religione.
La partecipazione di Ratzinger all’apertura dell’anno accademico de La Sapienza è stata percepita come il tentativo ulteriore della chiesa cattolica di aggredire la Costituzione della Repubblica, i diritti dei cittadini, la stessa libertà di ricerca scientifica, con quella feroce imposizione dell’assolutismo ideologico e dogmatico con cui Ratzinger vuole spazzare via il relativismo dei diritti fondamentali dell’uomo sanciti dalla Costituzione della Repubblica.

In tutta la propaganda del “povero Ratzinger” si vuole ignorare che i principi a fondamento dell’ideologia di Ratzinger sono i principi della MONARCHIA ASSOLUTA e che né Ratzinger, né i suoi predecessori, hanno mai condannato le feroci azioni terroristiche sia del suo dio che del suo Gesù o del suo Mosé. Quelle feroci azioni terroristiche sono a fondamento dell’ideologia cattolica che Ratzinger tenta di imporre alla società Italiana.

Non è forse il Mosé dei cristiani che afferma il dogma religioso del genocidio?

““Ciascuno di voi si metta la spada al fianco, andate in giro per il campo, da una porta all’altra, e ognuno uccida il fratello, l’amico e il parente.” In quel giorno perirono circa tremila uomini.” Esodo 32, 27-28

Non è forse il dio dei cristiani che afferma il dogma religioso:

“Beato chi prenderà e batterà i pargoli tuoi contro i macigni!” Salmo 137 (136)

Non è forse il Gesù dei cristiani che afferma il dogma religioso del genocidio?

“Intanto conducete qui i miei nemici, quelli che non volevano che io regnassi sopra di loro, e sgozzateli in mia presenza.” Luca 19, 27


Questo dogma del genocidio è usato ancor oggi dalla chiesa cattolica e da Ratzinger. E’ quello usato per incitare a violare la legge 194 (che le donne subiscono come atti di terrorismo). E’ quello con cui Ratzinger aggredisce la scienza. E’ quello con cui Ratzinger aggredisce la famiglia. E’ quello con cui Ratzinger giustifica lo stupro dei bambini ad opera della chiesa cattolica. E’ il dogma con cui Ratzinger giustifica le aggressioni e le devastazioni sociali messe in atto dai missionari cattolici in tutto il mondo

Le dichiarazioni di Romano Prodi, Silvio Berlusconi, il presidente del Senato Marini, Casini, Buttiglione, Fini, e i politici che hanno aggredito i docenti de La Sapienza sono volte a riaffermare i principi dogmatici del genocidio sui diritti delle persone, praticate dalla chiesa cattolica sopra e in disprezzo del Dettato Costituzionale.
Ratzinger intende la libertà come la sua libertà di violare le leggi. Di mantenere impunità nella pratica di terrorismo nella società Italiana, mentre la Costituzione, comunque, anche come extracomunitario, lo sottomette alle leggi e, l’esaltazione del genocidio, è un reato!

E’ vergognoso vedere i parlamentari della Repubblica asserviti a chi manifesta un dio che si vanta di macellare le persone, stuprare bambini, aggredire le libertà civili, imporre odio sociale.
Migliaia di persone vengono private del diritto di manifestare il loro pensiero con la violenza criminale ad opera dei seguaci di Ratzinger e SOLO perché manifestano un pensiero che esalta e difende i Principi Costituzionali.

E’ necessario prendere atto che i politici sono più deferenti al PADRONE che non ai principi della Costituzione Italiana.
Va sottolineato un altro aspetto: a Ratzinger, a differenza di tanti cittadini, non è stato impedito di parlare, ma è LUI CHE NON E’ IN GRADO DI PARLARE! Ratzinger si ritiene il dio padrone e infallibile. Si ritiene in diritto di imporre una morale assolutista cristiana contro la Morale della Costituzione e NON TOLLERA DOVER GIUSTIFICARE IL SUO ASSOLUTISMO. Così, quando il Rettore ha concesso agli studenti il DIRITTO COSTITUZIONALE di contestare Ratzinger esaltando quei principi Costituzionali che Ratzinger aggredisce sistematicamente, Ratzinger, ad imitazione del suo dio, E’ SCAPPATO. E’ scappato sia per paura del confronto sia per la consapevolezza che i suoi principi morali sono quanto di più aberrante sia stato imposto all’umanità. E’ facile, come incita a fare Tommaso d’Aquino, aver ragione quando si bruciano le persone che contestano.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì, gennaio 14, 2008

Il terrorismo di Ratzinger e il disprezzo per la Costituzione delle Istituzioni!

Le persone civili sottovalutano il discorso e la contrapposizione religiosa nella società civile.
Ratzinger ha offeso ripetutamente la Costituzione della Repubblica non solo esaltando il genocidio, lo stupro di bambini, il relativismo sociale, le libertà di espressione, la libertà religiosa e la libertà di chiamare le cose col loro vero nome in nome di un dio pazzo ed assassino che ordina di sbattere le teste dei bambini sopra le pietre o di un Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui. Ma peggio, molti individui della società civile agiscono per destabilizzare le istituzioni e creare, per conto di Ratzinger, un clima di guerra civile dove la vittima è la Costituzione della Repubblica.
Gli stessi docenti della Sapienza di Roma sottovalutano il discorso religioso.
Pur cogliendo l’ostilità di Ratzinger nei confronti di una scienza che pretende di essere soggetta solo AL DETTATO COSTITUZIONALE e non all’orrore criminale del suo dio assassino (che fu quello che condannò Galileo), non si riescono, questi docenti, a cogliere il danno religioso che Ratzinger produce nella società civile pretendendo di stuprare le persone sottomettendole a quell’orrore che chiama “verità”.

E mentre piovono le offese contro la società civile e la Costituzione, anziché difendere la Costituzione della Repubblica, troppi politici prezzolati corrono a danneggiare le Istituzioni per sottometterle ad un criminale che offende i cittadini:
Riporto da:

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1769021553


Città del Vaticano, 14 gen. (Ign) - "La comunità universitaria attende con interesse l'incontro con Benedetto XVI, tuttavia non manca qualche contestazione e iniziative di tono censorio". Questa, la risposta di 'Radio Vaticana' alla lettera indirizzata nei giorni scorsi al rettore dell'Università La Sapienza di Roma, Renato Guarini, da 67 scienziati che giudicano "incongruo" l'intervento del Papa all'ateneo romano confermato per giovedì 17 gennaio, al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico. L'emittente pontificia, che definisce ironicamentela richiesta degli scienziati di annullare la visita un "tollerante appello", ricorda che che l'Università La Sapienza "proprio da un Papa è stata fondata, Bonifacio VIII nel 1303". Intervistato da 'Radio Vaticana', il genetista Bruno Dalla Piccola, docente di genetica medica proprio alla Sapienza, giudica la lettera anti-Ratzinger "un'uscita vergognosa che sicuramente non fa onore a un'università grande, importante come la Sapienza". Dalla Piccola ricorda che la sua università "alcuni anni fa ha ospitato dei Raeliani che volevano fare la clonazione dell'uomo" e "in altri tempi è stata aperta a politici di ogni tipo o addirittura a degli attori". "Non si vergognano coloro che hanno firmato - si chiede il genetista - di voler impedire di parlare a una persona che gode di rispetto a livello mondiale?". A giudizio di Dalla Piccola, "qualcuno ha paura di sentire quello che il Papa vuole dire" e contro di lui c'è "una pregiudiziale".Pronta anche la replica del rettore Guarini, destinatario della lettera dei 67 scienziati: "Benedetto XVI - afferma - sarà accolto come messaggero di pace e di giustizia e uomo di pensiero. Allo stesso modo, la nostra università ha più volte accolto rappresentanti di altre confessioni religiose e li ha riconosciuti come interlocutori in un franco dialogo sulla convergenza di alcuni valori umani e civili". "Rispetto le opinioni di tutti coloro che le esprimono con correttezza - aggiunge ancora il rettore -. Voglio tuttavia sottolineare che tali prese di posizione in dissenso rispetto agli eventi previsti per la giornata del 17 gennaio prescindono completamente dal fatto che l'inaugurazione e la visita del Papa saranno due momenti separati (e il programma non è cambiato in corso d'opera) e soprattutto non considerano il contesto nel quale si colloca la presenza di Benedetto XVI all'Universita'"."La cerimonia di inaugurazione quest'anno - spiega Guarini - è dedicata all'impegno contro la pena di morte. Intendiamo infatti proporre un appello alla comunità scientifica internazionale a sostegno della moratoria e per la progressiva abolizione della pena capitale dagli ordinamenti nazionali in tutto il mondo"."Benedetto XVI ha scelto di offrire in questa occasione una propria riflessione alla comunità universitaria. In ogni caso - precisa il rettore - il Pontefice giungerà dopo la conclusione della cerimonia di inaugurazione, che si svolgerà invece secondo la tradizione, con una lectio magistralis del nostro collega Mario Caravale, con l'intervento di uno studente e di un rappresentante del personale tecnico-amministrativo e con un contributo del Sindaco Veltroni e del Ministro Mussi". E conclude: "Da laico, sono assolutamente consapevole che la nostra comunità universitaria è formata di credenti e di non credenti e lo affermerò anche in occasione della giornata del 17 gennaio".I firmatari della lettera a Guarini, tra cui alcuni docenti di fisica come Giorgio Parisi e Carlo Cosmelli, avevano sottolineato di condividere la critica del docente di Istituzioni di fisica teorica e di Teorie quantistiche, Marcello Cini, alle affermazioni del Pontefice sul processo a Galileo Galilei. "Magnifico Rettore - si legge nella missiva - con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini - precisavano i firmatari - salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: 'All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto'". "Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia - concludevano - auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".

E' vergognoso che mentre ratzinger agisce per impedire alle persone di dire quello che devono dire, toglie la parola destabilizzando le Istituzioni si garantisce la libertà a Ratzinger di offendere e distabilizzare le istituzioni, ma non si garantiscono quei cittadini che pagano col sangue e vengono sistematicamente offesi dagli scagnozzi criminali e terroristi di Ratzinger affinché non possano difendere i principi della Costituzione.
E' LA VERGOGNA DELL'ATTIVITA' DI TERRROISMO DELLE ISTITUZIONI CHE HA INSANGUINATO IL PAESE DA QUANDO LA COSTITUZIONE E' ENTRATA IN VIGORE!

Che cosa significa chiedere libertà da parte di Ratzinger?
Significa chiedere libertà di violare la legge.
Significa chiedere libertà di offendere i cittadini Italiani imponendo l’orrore assassino del crocifisso.
Significa chiedere la libertà di stuprare bambini!
Significa chiedere la libertà di sottrarsi alle leggi!
Significa chiedere libertà nel violentare le donne che chiedono di abortire!
Significa chiedere libertà di offendere la Costituzione della Repubblica e la sua morale per sottometterla alla morale di un dio assassino che rappresenta tutti i valori della Monarchia Assoluta che tanto sangue ha fatto versare a cittadini inermi ed indifesi.
Non sottovalutate la contrapposizione religiosa.
Essa è fra la verità dell’assolutismo cristiano e la libertà delle Costituzioni Nazionali ed Europee.
E a Ratzinger interessa solo costruire i campi di sterminio per poter sottomettere gli Esseri Umani alla sua verità criminale!
Come ha dimostrato nella Spe Salvi che tanto è piaciuta a giornalisti terroristi della RAI che non hanno esitato ad intrecciare le lodi della società schiavista!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica, gennaio 13, 2008

La percezione del terrorismo nella società Italiana!

L'Italia non ha paura della criminalità dei furti, ma è terrorizzata dagli atti di terrorismo criminale che le Istituzioni compiono omettendo gli atti d'ufficio.

C’è una sensazione che pervade la società civile Italiana, quella di vivere costantemente costretti a subire atti di terrorismo.
Il terrorismo che pervade la società civile E che costringe le persone a non poter disporre dei diritti sanciti dalla Costituzione. spesso costrette a non poter obbedire agli imperativi del dettato Costituzionale perché organi Istituzionali violano sistematicamente le norme per sostituirle con le loro personali interpretazioni. Chi eroga un servizio, come la Telecom, aggredisce i cittadini col servizio erogato per impedire ai cittadini di manifestare l’articolo 19 e l’articolo 21 della Costituzione: io sono la padrona delle comunicazioni e se tu non comunichi quello che voglio io, io ti privo della linea telefonica (la questione Adamo Bove e quanto sta emergendo dalle inchieste è un aspetto eclatante del terrore che passa attraverso la Telecom e oltre ai grandi fatti, ci sono le angherie, i ricatti, che gli utenti devono subire per sottomettersi alla volontà di dominio del mercato della Telecom). Così il delitto che dovrebbe essere censurato dal magistrato, viene da questo ignorato perché ha altro da fare che non agire per imporre i diritti Costituzionali. E’ un caso, in questi giorni, le dichiarazioni del Ministro Di Pietro che censurando i Magistrati di Napoli ha rilevato la loro attività omissiva (se non collusiva): avevano altro da fare, per loro i cittadini erano delle bestie che dovevano vivere nelle immondizie!
E i cittadini hanno subito atti di terrorismo che con gli incendi delle spazzature li ha costretti ad ingurgitare massicce dosi di diossina.
La stessa cosa avviene per l’attività di terrore che nella società civile viene imposta dal Vaticano e da quelle Istituzioni che, anziché essere ossequiose del dettato Costituzionale, agiscono per imporre principi da Monarchia Assoluta privando i cittadini dei loro diritti e delle loro prerogative.
Perché i cittadini non sono scesi in piazza per protestare contro l’aggressione portata da Ratzinger alla società Italiana?
Perché i cittadini sono terrorizzati. Da un lato si organizzano aggressioni contro il Presidente della Regione Sardegna, Soru, perché si attiva per risolvere problemi della società civile e dall’altro, gli stessi aggressori a Soru, sono gli stessi che applaudono l’aggressione alla città di Roma fatta da Ratzinger davanti al sindaco Veltroni e a Marrazzo presidente della Regione Lazio.
Per aggredire le Istituzioni Ratzinger inventa situazioni paradossali e altamente diffamatorie affermando che Roma è una città in gravissimo degrado. Un’aggressione terroristica all’intera città. Un’aggressione della quale alcuni politici, più asserviti alla Monarchia Assoluta che alla deferenza della Costituzione, con l’appoggio della stampa, si servono per tentare di destabilizzare le Istituzioni e i diritti dei cittadini. Poi avviene la rettifica Vaticana e la città di Roma diventa una città godibile e accogliente e le istituzioni locali vengono descritte come “alacremente impegnate a migliorare la socievolezza e il benessere diffuso”. E’ proprio questa rettifica che indigna. Non si trattava di idee o di modi di vedere, ma di un calcolato atto di terrorismo volto a costruire conflittualità e disagio sociale in quella zona d’Italia.
E i cittadini subiscono un Ratzinger che semina odio sociale forte di migliaia di insegnati di religione cattolica che costringono i bambini a far propria la morale della Monarchia Assoluta, sottratti dai diritti che garantisce loro la Costituzione e costretti a subire soprusi a cui reagiscono con atti di bullismo e manifestando disagio sociale.
La morale Costituzionale viene sistematicamente offesa.
Scrive Eugenio Scalfari su La Repubblica del 13 gennaio 2008:

“Il guaio è che la gerarchia ecclesiastica e il magistero non sono affatto turbati da questa situazione paganeggiante. La loro preoccupazione è l’otto per mille, i contributi pubblici agli oratori, la costruzione di nuove chiese e parrocchie, l’esenzione dell’Ici, l’insegnamento del catechismo nella scuola pubblica, il finanziamento di quella privata. E naturalmente la crociata antiabortista, la moratoria.”

Si tratta di azioni criminali per garantire alla chiesa cattolica ingiusto profitto a discapito del dettato Costituzionale. Un ingiusto profitto che viene garantito impedendo ai cittadini di poter esercitare i loro diritti. Un solo euro alle scuole private cattoliche costituisce una violazione della Costituzione e un furto nei confronti dei cittadini! L’otto per mille è un indebito finanziamento alla chiesa cattolica. Indebito in quanto lo stato non ha mai opposto le proprie attività a quelle della chiesa cattolica e spesso, per aiutare la chiesa cattolica, ha distratto i fondi dell’otto per mille per usi diversi dei bisogni dei cittadini. I contributi pubblici agli oratori sono illegali in quanto negli oratori si mette in atto la violenza contro i ragazzi costringendoli a mettersi in ginocchio davanti ad un Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui, come se scannare le persone fosse un principio sociale da sostituire ai principi Costituzionali. L’insegnamento della chiesa cattolica nella scuola pubblica è un’ingerenza CONTRO LA COSTITUZIONE. Che cosa significa insegnare in una scuola pubblica che il dio dei cristiani incita le persone, rendendole beate, a sbattere le teste dei bambini di Babilonia sulle pietre? Che cittadini avremmo quando penseranno di poter sbattere la testa delle persone sulle pietre? E se sbatti le teste dei bambini sulle pietre, non sei forse anche legittimato a stuprarli? Tanto, poi gli fracassi la testa sulle pietre. E la crociata della chiesa cattolica contro il dovere di aborto delle donne, NON E’ FORSE UN ATTO DI TERRORISMO?
Mica spara nella testa ad Aldo Moro, ma spara nel corpo delle donne e nel loro diritto di esercitare le loro prerogative che la Costituzione sancisce senza che qualcuno faccia intimidazione e aggressione nei loro confronti. E l’ingiusto profitto ottenuto dalla chiesa cattolica nel non pagare l’Ici, non ha subito censure da parte del Parlamento Europeo?

La sensazione è che i cittadini siano costretti a subire atti di terrorismo con una Magistratura che ne deride le rivendicazioni e svilisce le loro pretese di giustizia.

Un esempio gravissimo è quanto sta accadendo all’università La Sapienza di Roma in cui l’assassino di Galileo pretende di dettare le sue condizioni ai cittadini, ai docenti e agli studenti. Quando i docenti e gli studenti protestano vengono offesi in maniera grave e con finalità di terrorismo da Zenon Grocholewski. Questo personaggio, cardinale cattolico, esaltando il terrorismo cattolico (quello che pretende di ammazzare quelli che non si mettono in ginocchio davanti al suo dio) afferma: “Mi chiedo come si fa a discutere una figura così profonda e aperta al dialogo come Benedetto XVI” Si tratta di offese con finalità di eversione dell’ordine democratico. Non solo è responsabile per l’assassinio di Galileo (i delitti contro l’umanità non cadono mai in prescrizione), ma GALILEO NON HA MAI RIABILITATO LA CHIESA CATTOLICA! Inoltre Ratzinger non ha mai condannato i terroristi che condannarono Galileo, né ha mai condannato la sua bibbia per aver imposto la menzogna nella credenza delle persone. Inoltre Ratzinger continua l’attività dei terroristi che perseguirono Galileo tentando di porre la scienza sotto il controllo MILITARE della chiesa cattolica.
In questo contesto appare RIDICOLO quanto affermato dal cattolico integralista del Partito Democratico, il senatore Giorgio Tonini, secondo cui, chi pratica il terrorismo nei confronti delle Istituzioni non va censurato come criminale, ma lui lo riconosce come “...illustre accademico che fra l’altro è anche papa, una delle menti più stimate d’Europa.” Molti che appoggiarono Hitler usarono lo stesso linguaggio: nel manifestare stima alla persona nascondevano gli atti criminali e i preparativi per il genocidio. Lo stesso vale per Ratzinger. Nella sua enciclica Spe Salvi ha fatto un’esaltazione dello schiavismo, della società schiavista, e il Partito democratico non lo ha nemmeno censurato: appare evidente come il Partito Democratico, insieme alle forze di Alleanza Nazionale e Forza Italia,stiano ulteriormente aggredendo la Costituzione della Repubblica.

E’ il terrorismo che viene subito dalla popolazione italiana. Un terrorismo che aggredisce la quotidianità delle persone e che vede costantemente messo in discussione nel vivere quotidiano quanto era stato acquisito col sangue 60 anni fa. Il Presidente Giorgio Napolitano celebrerà la Costituzione mentre molti politici e molti membri delle Istituzioni celebreranno la loro furbizia nel negare la Costituzione ai cittadini!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì, gennaio 11, 2008

La pratica della Stregoneria

Quando parliamo di Stregoneria, chiunque ne parli, non può mai parlarne come una verità.
La Stregoneria è l’arte di vivere con passione e con impegno dispiegando tutte le nostre possibilità che l’evoluzione della specie ci ha fornito.
Solo che per dispiegare le nostre possibilità è necessario vivere.
Vivendo, con impegno e con passione, si dispiegano le nostre possibilità.
Non esiste l’uno senza l’altro come non esiste uno in attesa dell’altro. Nel senso che NON AGIRAI NEL MONDO QUANDO SARAI PRONTO, ma proprio perché agirai nel mondo dispiegherai il tuo potenziale che la specie ti ha fornito e che l’ambiente, proprio perché agisci in esso, ti stimola a dispiegare.

Quando si parla di Stregoneria si sottolineano condizioni e modi della relazione fra l’individuo e il suo ambiente e se ne sottolineano incongruenze, limiti e potenzialità.
Nel ciclo degli argomenti trattati in questo momento in trasmissioni radio formato mp3 si mette in evidenza la pratica di Stregoneria all’interno del Sistema Sociale Umano, della società civile.
Cosa, chi pratica Stregoneria, individua nella società civile?
Come si pone lo Stregone nella società civile?
Si tratta di individuare CINQUE COLONNE COMPORTAMENTALI a fondamento dell’agire dello Stregone nella società civile.
La prima di queste colonne è: TOGLIERSI DAL CENTRO DEL MONDO!

Cosa significa in Stregoneria, TOGLIERCI DAL CENTRO DEL MONDO?
E perché è necessario farlo?
Se è facile comprendere il Toglierci dal centro del mondo quando si agisce nel mondo, nella società, diventa più difficile spiegarlo e giustificarlo in maniera coerente come è stato fatto in queste due trasmissioni caricate in mp3:



http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080108_togliersi_centro_mondo1.mp3

Titolo: Togliersi dal centro del mondo. Prima parte
Contiene: Introduzione alla pratica della Stregoneria nel mondo sociale. La condizione Narcisista. Il pigmaglionismo. I sensi di colpa. L’adattamento dell’individuo alla gerarchia sociale.


http://www.stregoneriapagana.it/trasmissioni_radiofoniche/20080110_togliersi_centro_mondo2.mp3
Titolo: Togliersi dal centro del mondo. Seconda parte
Contiene: L’educazione che ci impone di considerarci al centro del mondo. Essere al centro del mondo ci trasforma in prede. L’influenza del gruppo sul singolo. L’opportunismo sociale. Elementi de Il Crogiolo dello Stregone.


Penso che tratterò, sempre in radio e caricherò in formato mp3 anche le altre quattro colonne che supportano l’attività dello Stregone nella vita sociale.
D’altronde, il segreto della Stregoneria non consiste nel tener nascoste le pratiche, ma nella separazione emotiva che esiste fra l’uomo e il mondo. Una separazione che porta l’individuo a considerare inutili quelle pratiche che, disciplinandolo, lo portano a vivere con impegno e con passione pensando un modo vivo, intelligente, con cui costruire relazioni ben più profonde e coinvolgenti che non le pure relazioni economiche.
Nelle prossime trasmissioni prenderò in considerazione la seconda colonna usata dagli Stregoni per vivere nel mondo sociale: lo SCETTICISMO!
Lo scetticismo non nei significati correnti, ma nella dimensione magica ed esoterica usata da Pirrone e Carneade. Una visione esoterico-sociale che supportò un intero periodo dell’Accademia di Atene e che, una volta dimenticato, portò al tramonto di quel periodo finendo per rimanere come forma apparente, ma perdendo la sua capacità magica di trasformazione dell’uomo.
Ricordo che tutte le colonne della pratica della Stregoneria, Il Crogiolo dello Stregone, sono presenti in rete e raggiungibili con una semplice ricerca.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì, gennaio 09, 2008

Letamai, porcili e odio religioso.

I LETAMAI!

E TUTTO QUESTO COME COPERTURA PER SEMINARE ODIO RELIGIOSO.

Le persone vengono ricattate da questi personaggi, diffamate, ingiuriate, tanto questi personaggi hanno libero accesso sia all’uso delle forze di polizia che ai tribunali e, se non lo hanno, lo millantano.
Il Sindaco, l’Istituzione territoriale, viene ricattata da questi personaggi.
E’ di pochi giorni fa un articolo del giornale Il Gazzettino a firma di Laura Simeoni, ispirato da questi personaggi, in cui si affermava che Marco Dimitri dei Bambini di Satana era stato processato per stupro e violenza sui bambini, omettendo di dire che non solo era stato assolto perché i fatti non sono mai avvenuti, ma è stato risarcito per ingiusta detenzione.
Non è da molto che il giornale il Gazzettino, sempre su ispirazione di questi personaggi, per ingiuriare, diffamare, costruire odio religioso nel paese, costruiva relazioni fra il Paganesimo Politeista e il saccheggio, messo in atto, eventualmente ed evidentemente, dai cattolici del saccheggio di tombe ebraiche col supporto morale dell’Ambasciatore di Israele presso il Vaticano. Non è da molto che questi personaggi, in un articolo de Il Gazzettino, usando un esorcista, usavano il binomio paganesimo-satanismo per istigare al linciaggio religioso sul territorio.
La mostra a Mestre serviva per coprire le attività di odio religioso messe in atto sul territorio da Silvana Radoani, Maurizio Antonello, Beppe Bisetto, al fine di assicurare a Wojtyla l’impunità nella sua pratica di devastazione sociale.
Si tratta di organizzazioni ILLEGALI che tendono a sostituirsi alle forze di polizia per seminare odio religioso ed assicurare l’impunità ai cattolici.
Sostituirli agli organi di Polizia, per ingiuriare, diffamare, denigrare, seminando odio religioso e ricattare chi non si mette in ginocchio davanti al dio dei cristiani.
Non metto in discussione che in giro per il paese ci siano situazioni di grave disagio psicologico provocato dall’attività della chiesa cattolica nel manipolare la struttura psichica dei ragazzi che poi si ripercuote anche in età adulta con episodi criminali anche gravi. Questo non giustifica un sostituirsi alle Forze di Polizia, non giustifica la diffamazione, l’ingiuria, né autorizza nessuno a seminare odio religioso. La mostra fu voluta da Maurizio Antonello per giustificare le sue attività criminali, la sua attività di ricatto nei confronti di chi non era cattolico. SPECIALMENTE NEI CONFRONTI DEL SOTTOSCRITTO!

Pertanto, coloro che hanno organizzato quella mostra non hanno partecipato ad un evento culturale, ma ad un’azione di eversione sociale che aveva come fine un attacco alla Costituzione della Repubblica e alla libertà religiosa in Italia!
Troppi giornalisti, moralmente corrotti e interessati, sono pronti a supportare le attività di eversione sociale di questi gruppi pubblicando articoli offensivi e diffamatori e NON pubblicando le repliche delle persone indignate!

Per capire di quanto squallore morale questi personaggi manifestano, posto quanto ho prelevato da un loro sito. Che Tinelli e Radoani si accusino a vicenda, sono affari loro, ma questi soggetti hanno fatto dell'odio religioso il fondamento de loro agire.

http://www.asaap.org/storiamostra.htm


La storia delle mostre sulla magia commerciale
Riceviamo molte richieste di informazione riguardo alla mostra sulla magia commerciale che abbiamo curato in due edizioni e che stiamo preparando per altre. Pertanto, essendo incorsi anche in persone che ne rivendicavano la paternità abbiamo deciso di pubblicare qui come è nata l'idea della mostra e come si è evoluta.

Iniziò nel 2002, con una telefonata del fondatore e socio dell'ARIS Veneto, dott. Maurizio Antonello, a Silvana Radoani (l'attuale presidente dell'ASAAP) tra i quali intercorreva una stretta amicizia e confidenza. Il dott.Maurizio Antonello aveva progettato una mostra fotodocumentaria sulla magia commerciale e alcune altre truffe legate all'ambiente dell'esoterismo e della superstizione che erano presenti soprattutto nel Veneto e chiedeva aiuto a Silvana Radoani per recuperare materiale da esporre, giacché il suo archivio (memorabile) constava soprattutto di carte e libri ma di poca oggettistica o foto; inoltre il dott. Antonello non aveva padronanza del significato di molti oggetti o rituali e pertanto aveva chiesto a Silvana Radoani (esperta da tanti anni in questo campo) di aiutarlo a mettere in piedi questo ambizioso progetto.
Grazie alla competenza della Radoani il progetto venne leggermente modificato per tutelarsi da eventuali ritorsioni legali che il progetto originario lasciava intravvedere: la cosa fu accolta molto bene dal dott. Antonello. L'associazione ARIS Veneto lavorò molto per ottenere i fondi, i sostegni, il luogo e i patrocinii per l'iniziativa, con enorme dispendio di energie e di tempo.
Nell'aprile 2003 il dottor Maurizio Antonello venne improvvisamente a mancare: fu una grande ferita per molti amici. Questa morte venne anche abilmente strumentalizzata da chi, pur avendolo tirato in ballo a proprio comodo, non gli aveva mai dato la possibilità vera di lavorare insieme ma lo aveva lasciato solo se non allontanato. Ma questa è la triste storia di molti.
L'ARIS pertanto si ritrovò senza l'ideatore ma non si perse d'animo e con molto coraggio chiese a Silvana Radoani di curare in toto il progetto della mostra che ormai era stata preparata in alcune sue parti, anche se rappresentava un progetto abbastanza ambizioso, del quale nessuno aveva preventiva esperienza. La Radoani mutò in molte parti il progetto originario, rendendolo del tutto nuovo e soprattutto avendo cura di mettere in mostra varie sezioni con esposizione di materiali di sua esclusiva proprietà e di creare diverse occasioni di interazioni con il pubblico per renderla innovativa.
A quel tempo vi erano rapporti di amicizia fra Silvana Radoani e Lorita Tinelli (presidente del CeSAP di Noci) e così, a differenza del progetto iniziale del dottor Antonello che prevedeva per ultimo la richiesta di adesione all'iniziativa del CeSAP (dopo il Telefono Antiplagio e la Favis), la signora Radoani suggerì di spendere il nome CeSAP nelle sole locandine della mostra, per una forma di sostegno e di amicizia con questa associazione, con la quale sembrava sussistere una comunanza d’intenti. Difatti nelle locandine apparve il logo dell'ARIS e degli enti sostenitori dell'iniziativa e solo accanto al nome della curatrice "Silvana Radoani” apparve la dicitura “in collaborazione con il CeSAP": segno evidente che fu una spendita del nome voluta perlopiù dalla Radoani.
L'ARIS accettò questa proposta, anche se alcuni rapporti fra la signora Tinelli e l'ARIS stesso furono un po' burrascosi, per via di una sorta d'imposizione alla mostra di uno scultore amico della Tinelli, che l'ARIS non vedeva interessante e funzionale per l'iniziativa. Tutte le relazioni con gli enti, le spese e la progettazione dell'evento, invece, furono curate dalla Radoani e realizzate fattivamente dall'insostituibile lavoro dell'ARIS Veneto.
Pertanto la mostra venne effettuata a Mestre nel Novembre 2003 con buona affluenza di pubblico e di interesse da parte di tutti e soprattutto dei media. L'esperienza era risultata perciò molto positiva.
Dopo questa, la Radoani desiderò ampliare e continuare a promuovere la mostra in tutta Italia e pertanto chiese all'ARIS la possibilità di esportare l'iniziativa e di assurmersene tutto l'onere e la cura. L'ARIS accettò di buon grado e Silvana Radoani iniziò a lavorare alacremente per ripresentare l'iniziativa in altre parti d'Italia.
Nel Giugno 2004, grazie ai rapporti di collaborazione tra la Radoani e il vescovo di Modena, la mostra venne richiesta da questa diocesi nella città emiliana e ancora venne dato mandato quale curatrice unica alla signora Silvana Radoani, che a sua volta si avvalse dell'insostituibile aiuto di un amico esperto in computer, Daniele Ameduri, che aveva già lavorato anche per la mostra di Mestre. Per mesi e mesi (tanto occorre per mettere in piedi un'esposizione simile), Daniele Ameduri e Silvana Radoani contattarono decine di istituzioni e persone, cercarono i fondi, prepararono il personale per l'aiuto durante il periodo espositivo, crearono e stamparono il materiale, cambiarono e ampliarono il progetto e le sezioni dell'esposizione (memorabile è stata la creazione della sezione destinata esclusivamente ai bambini e adolescenti o alle scuole, con tutto un insieme di giochi interattivi e di materiale didattico), montarono e smontarono tutta l'esposizione, contattarono i media, prepararono le conferenze e chiamarono i relatori, presenziando infine direttamente come guide durante il percorso espositivo. Come guide ci si avvalse anche dell'aiuto di una signora amica di Torino e di Cristina Caparesi che venne durante i weekend. Citiamo queste persone perché è doveroso ringraziarle ancora per l'aiuto fornito, gratuitamente (come del tutto gratuito è stato il lavoro svolto dalla stessa Silvana Radoani e dal Sig. Daniele Ameduri, in questa esposizione modenese).
Poiché in quel periodo Silvana Radoani guidava una sorta di sezione emiliana del CeSAP di Noci e vista l'amicizia che sembrava intercorrere fra la Radoani e la Tinelli, anche in questa occasione Silvana suggerì alla Tinelli di spendere il nome CeSAP, come forma di collaborazione e sostegno a questa associazione, per darle visibilità e rinomanza, Così avvenne, anche se difatto nessun tipo di rapporto intercorse mai fra la Tinelli e qualsiasi persona del modenese, tantomeno con il vescovo o la Curia che aveva in toto voluto e sostenuto l'iniziativa (così come dimostra anche la lettera finale del vescovo). Questo è l’unico vero motivo per il quale venne usato il logo CeSAP, senza che nessun tipo di sostegno, iniziativa o aiuto sia invece stato fornito da parte dell'associazione (che ora addirittura pare rivendicarne la paternità). In questa occasione ricordiamo che grande fu l'aiuto della Polizia Municipale di Modena con la quale sono stati mantenuti ottimi rapporti di collaborazione. Anche questa mostra, nonostante il tempo davvero inclemente, registrò non solo grande affluenza di pubblico ma soprattutto grande interesse dei media. Il vescovo fu davvero entusiasta della riuscita dell'iniziativa. Ora altre città ci hanno richiesto la mostra e speriamo di poter esaudire presto le richieste, visto che il prodotto attuale, in continuo aggiornamento e evoluzione, è davvero particolare e stimolante.

---- Fine prima pagina prelevata---


http://www.asaap.org/rispcesap.htm


Lettera aperta al CeSAP
OGGETTO: Posizione dell’ASAAP circa alcune dichiarazioni pubblicate nel sito del Ce.S.A.P.

Egregia Associazione,
il direttivo dell’A.S.A.A.P. con la presente intende innanzi tutto prendere atto dei contenuti del testo pubblicato nel vostro sito (e più volte modificato) inerente la mostra sulla magia. Detto testo fa riferimento a due mostre, la prima con sede a Mestre e la seconda con sede a Modena, svoltesi quando ancora non esisteva la nostra associazione. Riteniamo opportuno prendere posizione sull’argomento per due motivi principali: in primo luogo viene chiama in causa direttamente la nostra Presidente Silvana Radoani con affermazioni spesso false che la descrivono come una persona disonesta e capace di approfittare delle situazioni a suo unico vantaggio. Inutile dire che non ci troviamo affatto d’accordo con dette affermazioni e per contro riconosciamo nella provata onestà e piena disponibilità a collaborare con tutti le caratteristiche principali che hanno portato i fondatori della nostra Associazione a scegliere proprio Silvana Radoani come rappresentante prima della stessa. In secondo luogo se da una parte è vero che la nostra Associazione è di recente costituzione e all’epoca dei fatti non esisteva ancora è altrettanto vero che, per quanto riguarda la mostra di Mestre, Daniele Ameduri, ora membro di questo Direttivo, all’epoca dei fatti era membro dell’ARIS e ha contribuito in maniera non marginale alla realizzazione della Mostra a Mestre (curando tutto l’aspetto grafico, parte dei contatti con i collaboratori e con i fornitori e prestando la sua opera in fase di allestimento e svolgimento della mostra con una presenza costante per tutta la durata dell’iniziativa); per quanto concerne invece la realizzazione con sede a Modena tutto il Direttivo del A.S.A.A.P. ha partecipato direttamente alla realizzazione tanto da poter affermare senza ombra di smentita che proprio grazie a quell’iniziativa si rafforzò l’idea da parte di noi tutti di fondare con Silvana Radoani l’Associazione che oggi vi scrive con la presente.
Per i sopraccitati motivi riteniamo di poter dire, con cognizione di causa, che le invettive pubblicate nel vostro sito sono spesso semplicistiche a volte palesemente inveritiere nonché contraddittorie. A fronte di continue segnalazioni sul vostro sito (che spesso rimangono in linea per nemmeno una giornata) dove dichiarate prossimi eventi similari non avete mai posto in essere nulla di concreto.
Affermare che Silvana Radoani abbia fatto la mostra con materiale sottratto anche all’ARIS – Veneto è falso. Daniele Ameduri, membro di questo Direttivo e il Direttivo dell’ARIS stesso possono confermarvi che la totalità del materiale messo in mostra a Modena appartiene a Silvana Radoani. A comprovare maggiormente la falsità di queste affermazioni, una lettera che ci è stata fatta visionare in copia dove la sig.ra Lorita Tinelli chiaramente asseriva che il materiale esposto era di Silvana Radoani e solo lei aveva piena padronanza del suo significato. Oltre a questo sono in possesso di Daniele Ameduri e Silvana Radoani (direttamente interessati all’edizione di Mestre) numerose mail intercorse tra Silvana e l’ARIS che corroborano questa tesi, screditando completamente quella sostenuta nel testo messo in linea di cui all’oggetto.
Intendiamo proseguire l’analisi degli scritti commentando alcune affermazioni che avete pubblicato, per contro però ci siamo accorti che spessissimo il contenuto del vostro sito viene modificato e a volte anche stravolto nel significato, lasciando intuire una poco chiara posizione assunta da chi scrive detti testi. Volendo comunque prendere posizione nei confronti di alcune affermazioni che comunque sono state fatte e rendendoci conto che questa analisi potrebbe indurre chi legge a rivedere alcuni contenuti pubblicati, preferiamo di seguito riportare il collegamento per scaricare le pagine che commentiamo con la presente garantendo che metteremo in linea, se avvisati, le ulteriori modifiche che vorranno essere apportate ai testi chiamati in causa.
Nel vostro file viene scritto: Che la signora Radoani ora menzioni una persona che non c'è più per avvalorare la presunta paternità del progetto, ci appare fuori luogo ed anche molto irrispettoso proprio del Dottor Antonello. Da come abbiamo potuto seguire la vicenda tramite le affermazioni pubblicate e più volte modificate nel vostro sito (se non addirittura comparse per qualche giorno soltanto e poi misteriosamente sparite) riteniamo che sia stata la vostra Presidente a tirare in ballo molte volte il dottor Antonello, tanto che avevate messo in linea anche un file sul "progetto originario della mostra di Maurizio Antonello" che conteneva parte del progetto originale . A proposito di questa omissione ci preme notare che forse non a caso il Progetto originario del dott. Antonello è stato messo in linea in modo incompleto nel vostro sito. Dalla lettura completa del progetto originario (possibile perché la nostra Associazione ha deciso di metterlo in linea nel proprio sito) si evince come inizialmente non era prevista la presenza del CeSAP né tanto meno quella della sig.ra Tinelli. Viene da pensare che non a caso in www.cesap.net fosse stata messa in linea solo la prima parte del progetto proprio per evitare che si notasse questa assenza completa. Solo in seguito l’ARIS – Veneto ha contattato la sig.ra Tinelli ma non ha nessuna rilevanza con il fatto che il CeSAP non fosse parte integrante fin da subito del progetto (come falsamente si asserisce in altri contesti).
Nel vostro file: Visto che la signora Radoani non apparteneva a suo tempo nè all'ARIS nè al CeSAP, l'ARIS-Veneto per giustificare la sua presenza le ha chiesto di essere curatrice della mostra, mentre la Dottoressa Tinelli assumeva il ruolo di consulente (ruolo previsto dal progetto originario nonchè modificato dallo stesso ARIS-Veneto e per cui la Dottoressa in questione ha ricevuto compenso economico). Le cose descritte in questo capoverso sono molto confuse e lasciano spazio ad alcuni dubbi: perché dover giustificare la presenza di Silvana Radoani? Se l’ARIS – Veneto riteneva di poter fare a meno di Silvana Radoani non aveva motivo di chiamarla in causa, tanto meno era necessario menzionarla con un incarico così importante e significativo. La curatrice di una mostra ne ha in mano tutta la responsabilità dei contenuti, ci sembra questo un incarico chiave per la buona riuscita di un’iniziativa culturale e non soltanto marginale. Ritenendo che le persone siano in grado di attribuire sempre il giusto significato alle parole (nonché il giusto peso) se l’ARIS – Veneto riteneva di giustificare la presenza di Silvana con una citazione avrebbe potuto semplicemente scrivere una frase del tipo" Con la partecipazione di Silvana Radoani" la provata preparazione della stessa avrebbero comunque portato lustro all’iniziativa senza stravolgere nessun significato. Molto semplicemente analizzando le cose per come sono, se si è scritto nei manifesti che Silvana Radoani era la curatrice della mostra era perché Silvana Radoani è stata curatrice della mostra (e vi ricordiamo che ad avvalorare questa tesi ci sono persone che all’epoca dei fatti erano coinvolte direttamente nell’iniziativa).
Nel vostro file: Nessun occhio di riguardo quindi e nessuna parola spesa dalla signora Radoani per l'imissione del logo sul volantino pubblicitario, come ella vorrebbe far credere. Dobbiamo notare innanzi tutto che questa affermazione viene fatta menzionando la mostra di Mestre a nostro avviso commettendo un errore di fondo visto che nell’edizione di Mestre il logo in questione compariva soltanto a lato del nome della curatrice e per gentile concessione dell’ARIS – Veneto. Possiamo asserire che per quanto concerne l’edizione modenese fu proprio Silvana Radoani ad insistere perché comparisse il logo del CeSAP nel manifesto dell’iniziativa e con cognizione di causa dal momento che all’epoca dei fatti chi vi scrive (il direttivo tutto) era coinvolto direttamente e personalmente nelle operazioni di organizzazione e allestimento della stessa. Il CeSAP ci è stato presentato proprio da Silvana in questo frangente e in occasione della mostra, soltanto alcuni di noi hanno avuto contatti sporadici con la sig.ra Tinelli, vostra presidente, che peraltro era marginalmente coinvolta in detta edizione (per il fatto che di lei si pubblicavano alcuni elaborati retaggio dell’edizione precedente).
Dal vostro file: Invece nel febbraio del 2005 la signora Radoani, raccolto tutto il materiale della mostra anche dall'ARIS-Veneto, ha organizzato la mostra a Modena, senza consultarsi minimamente con il restante direttivo del CeSAP. Abbiamo visionato lettere e mail su questo punto senza contare che noi tutti eravamo in prima persona coinvolti e possiamo asserire e comprovare che quanto detto non corrisponde a verità. Come già ribadito in altra sede da parte della nostra Presidente, la sig.ra Lorita Tinelli ricevette puntualmente appena disponibili, tutte le pubblicazioni inerenti la mostra di Modena, se il CeSAP aveva a che ridire circa il suo coinvolgimento in questa iniziativa avrebbe potuto farlo per tempo. Ricordiamo ancora che sia Silvana Radoani che Cristina Caparesi, del CESAP FRIULI (che ha partecipato più che attivamente alla mostra di Modena) facevano parte del direttivo CeSAP ma che mai nessuna delle due prima della fine 2005 venne invitata ad una riunione del Direttivo del CeSAP. In queste condizioni risulta difficile consultarsi con un Direttivo, senza contare che, a tutt’oggi anche a noi non è chiaro chi sia membro di detto Direttivo anche se alcuni di noi hanno più volte fatto richiesta di questa informazione alla vostra Presidenza.
Dal vostro file: Ha ristampato senza nulla comuncare al CeSAP gli opuscoli redatti dalla Dottoressa Tinelli e da altri studiosi e li ha distribuiti al prezzo indicato in copertina, senza comunicare alcunché alla SIAE. Circa questa affermazione non possiamo fare a meno di notare ancora come le cose vengano riportate non solo in modo falso ma anche pericolosamente distorto. Da una parte se qualcuno menziona degli opuscoli come sopra è evidente che ha avuto modo di visionarli; dall’altra è anche evidente che si è preoccupato di fare delle ricerche che gli hanno permesso di affermare che non era stata fatta alcuna comunicazione alla SIAE circa il prezzo degli stessi. E’ questo un altro esempio lampante di quei contenuti falsi e imprecisi di cui si menzionava all’inizio della presente. Non compariva alcun prezzo nella copertina delle pubblicazioni che erano state distribuite alla mostra (e ad avvalorare questa affermazione ci sono, oltre alle copie più volte inviate alla vostra Presidente, anche le testimonianze di chi ha curato la pubblicazione di dette opere e di chi fattivamente ha provveduto alla loro stampa). Tutte le copie sono state distribuite gratuitamente e chi se la sentiva provvedeva ad una libera contribuzione (dei cui cedolini di ricevuta siete in possesso e per i quali vi preghiamo di controllare le causali). A questo va aggiunto che Silvana Radoani viene presentata come una persona che senza scrupoli in nome di un profitto più alto evita di fare comunicazione alla SIAE circa il prezzo delle pubblicazioni, quando la verità è che chiunque conosca le regole che vincolano il diritto d’autore sa che nella situazione in cui ci si trovò ad operare all’epoca nessuna comunicazione era dovuta, visto che non c’è mai stata vendita. Dispiace dover sbugiardare e screditare così brutalmente l’autore di queste affermazioni (che per altro non si firma riversando le spiacevoli conseguenze delle sue false affermazioni su tutta la vostra Associazione) ma ci sembrava doveroso fare chiarezza.
Dal vostro file: Al termine della mostra ha solo insistito che la Presidente del CeSAP le scrivesse due righe per lasciarle i soldi guadagnati per la costituzione della sede regionale del CeSAP in emilia. Quanto sia inveritiera questa affermazione lo attestano le mail e le lettere della sig.ra Tinelli e il fatto che chi scrive ha provveduto fattivamente alla registrazione e alla costituzione dell’ASAAP. Chiunque sia al corrente delle normative vigenti sa benissimo che non servono grosse cifre per fondare un’associazione di volontariato come la nostra. Ci spiace dover notare che ancora una volta con questa affermazione chi ha redatto il testo riportato pecca di scarsa attenzione verso i fatti e scarsissima preparazione negli argomenti per i quali avanza ipotesi. Ancora una volta le affermazioni fatte risultano essere false e scarsamente argomentate, non possiamo che dispiacerci di tanta sufficienza che stride un po’ con la parvenza professionale che intendete dare della vostra Associazione. Lungi da noi affermare che non avete la professionalità che vantate ma ci sembra davvero pericoloso per la vostra credibilità che si continuino a pubblicare affermazioni di questa pochezza. Ben venga la critica verso chiunque ma se debitamente argomentata.
Infine dal vostro sito: Teniamo a precisare che col Direttivo del 30 gennaio 2006, la signora Radoani è stata espulsa dal CeSAP per comportamenti assolutamente lesivi per l'immagine del CeSAP stesso ed è stata diffidata da un nostro legale incaricato di non utilizzare ancora il nome del CeSAP in nessun modo. Abbiamo avuto modo di visionare la lettera con la quale la Radoani si dimetteva dal direttivo del CeSAP e recante data antecedente quella del direttivo sopra citato quindi al massimo il Direttivo può aver accolto la richiesta perché "battuto nel tempo" dalla decisione dell’interessata. Abbiamo anche visionato numerose comunicazioni intercorse tra la vostra Presidente e la Radoani riguardanti gli argomenti più vari e che rimangono ancora prive di risposte. Diversamente viene da chiedersi perché non difendersi e rispondere a tono ad affermazioni che si ritengono fasulle e fuorvianti (è il senso della presente). Concludendo viene da chiedersi come mai Silvana Radoani avrebbe voluto ledere l’immagine del CeSAP se lei per prima ha voluto in prima fila il logo di detta Associazione in una manifestazione che ha avuto risonanza in tutta la provincia di Modena? Crediamo che la decisione (tutta di Silvana e per i quali siamo testimoni) di apporre il logo del CeSAP nelle locandine e nelle pubblicazioni legate all’edizione modenese sia una prova evidente di come ella abbia voluto contribuire alla buona immagine della vostra associazione che, grazie a questa scelta, si è vista catapultata alla ribalta delle cronache durante tutti i dieci giorni dell’esposizione.
Ribadiamo ancora che il comportamento poco coerente con le norme statutarie che regolano la vostra vita associativa della Presidente Lorita Tinelli hanno portato non solo Silvana Radoani a prendere le distanze dalla vostra Associazione ma lo stesso CeSAP – Emilia a cambiare le norme statutarie che lo legavano a voi. A tutt’oggi infatti per volere dell’Assemblea tutta è stato tolto dal nostro statuto quel comma che esplicitava la collaborazione tra la nostra e la vostra Associazione e il cambio della nostra denominazione ha significato per noi un ulteriore segno di distinzione evidente tra la nostra Associazione e la vostra. Pur non essendoci mai stato infatti nessun rapporto di sudditanza tra la nostra Associazione e la vostra (viceversa non sarebbe stato possibile per noi iscriverci al Registro delle Associazioni di Volontariato) abbiamo preferito cambiare denominazione (aggravandoci di ulteriori assolvimenti burocratici) per evitare ogni possibile collegamento con la vostra Associazione. In questo senso si potrebbe dire, per di più, che se esiste persona che ha comportamenti lesivi nei confronti della vostra Associazione questa è proprio la sig.ra Tinelli che, con il suo comportamento (e solo lei riteniamo responsabile naturalmente) ha rovinato i buoni rapporti tra le Associazioni di cui sopra causando nel tempo la defezione di alcuni soci attivi ultimi dei quali (ma non gli unici) la Radoani, Cristina Caparesi e Daniele Ameduri.
Ribadiamo con la presente la nostra piena fiducia nell’operato della nostra Presidente e ci dichiariamo disposti ad appoggiarla totalmente; abbiamo assistito in questi mesi ad un gratuito e insensato attacco alla professionalità e soprattutto alla serietà della nostra Presidente e per tanto ci riserviamo, qualora detti attacchi dovessero continuare, di costituirci parte lesa.
Il Direttivo dell'ASAAP
AGGIORNAMENTO
Da alcuni mesi il CeSAP e soprattutto la signora Tinelli, presidente della suddetta associazione (che ricordiamo NON essere di volontariato come invece sostengono in alcuni file del loro sito), ha promosso alcune cause contro la nostra Presidente. In modo particolare ha promosso una causa civile d'urgenza cercando di rivendicare il possesso della titolarità e del materiale delle mostre contro la magia commerciale.
Dopo alcune udienze il giudice si è così espresso: "rilevato preliminarmente che chi invoca la tutela possessoria è tenuto a dare prova dell'asserito possesso; ............ osservato che, a questo proposito, la ricorrente non abbia formulato come avrebbe dovuto ai sensi dell'art. 2697 c.c., alcuna istanza istruttoria SPECIFICA volta a dimostrare la sussistenza del possesso, in capo a sé, dei beni suddetti; ritenuto che tale prova non sia stata adeguatamente fornita neppure dai documenti prodotti; .............. il ricorso vada respinto ..........." Bologna 18 settembre 2006

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Fin qui il testo prelevato. Si sputano reciprocamente addosso dopo aver fatto del male alle persone.
Che dire a questo punto?
Non vi sembra normale che persone che si dedicavano a questo hanno finito per suicidarsi? Come la Gatto Trocchi o Maurizio Antonello? Quanta sofferenza psichica avevano che tentavano di scaricare offendendo, denigrando, ingiuriando, chi tentava di vivere la propria vita?
Che gente è che vive soltanto per far del male alla società civile.
Trovo difficile che la Polizia possa intervenire per ripristinare la legalità democratica, anche perché i reati che fanno non sono tali da “suscitare allarme sociale” anche se rientrano nell’eversione dell’ordine democratico.
C’è solo da augurarsi che seguano la strada di Gatto Trocchi o di Maurizio Antonello anche se, sicuramente, c’è qualcun altro pronto, circondato dai suoi diavoli psichici, pronto a prendere il loro posto nella crociata.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica, gennaio 06, 2008

Il Dalai lama, il Presidente Fausto Bertinotti e la società civile

Quando si parla del Dalai Lama si incorrono sempre in due errori di prospettiva che vengono a sovrapporsi.
La condizione sociale, la condizione religiosa e la relazione fra condizione religiosa e condizione sociale.

Il Dalai Lama è un terrorista internazionale. Per destabilizzare la Cina e per costruire la secessione del Tibet, in piena guerra fredda, si è fatto finanziare dalla Cia e ha usato la religione, il Buddismo lamaista, come alternativa ideologica alla politica Cinese.
Lo so che spesso ciò si chiama "fare politica", ma il dalai Lama ha assunto quel ruolo e ha messo in atto quelle azioni.
Prima della diplomazia, che va sotto in nome di Ping-pong messa in atto sotto il presidente USA Nixon, la Cia ha tentato di staccare il Tibet dalla Cina finanziando atti di terrorismo e di eversione messi in atto dai buddisti.

La Cina non ha perseguitato la religione Buddista, anche se per effetto dell’azione terrorista del Dalai Lama molte azioni di polizia, spesso atroci, sono state messe in atto nei confronti dei monaci. Ma non fu una persecuzione della religione Buddista, fu una repressione politica di un tentativo eversivo interno alla Cina.

Comprendo che chi è d’accordo con il Dalai Lama nel suo tentativo di distruggere la Cina (specialmente quando questa veniva identificata col comunismo da distruggere da parte dell’occidente) possa vedere con simpatia la sua attività, ma sta di fatto che i trattati internazionali di amicizia che sono stati sottoscritti fra Italia e Cina non consentono all’Italia né di promuovere né di legittimare chi ha tentato di devastare la società cinese.

Nel caso del Dalai lama la situazione è ancora più grave, non tanto per i finanziamenti della Cia ad attività di eversione, ma per il fatto che questa persona, responsabile di una religione, ha messo la religione al servizio della politica. E non della politica interna alla Cina che magari poteva avere delle ragioni promuovendo istanze di libertà, ma per finalità egemoniche e schiaviste.
In occidente, in particolare il Presidente della Camera Fausto Bertinotti, ha dimostrato una scarsa sensibilità sociale nell’accogliere il Dalai Lama.
Infatti, non si è chiesto quale politica e quale società il Dalai Lama promuova.
Ricevendo il Dalai Lama, il Presidente della Camera Fausto Bertinotti, ha sottoscritto e avallato l’attività sociale schiavista messa in atto dal Dalai Lama. Ha avallato la sua attività di eversione nei confronti della Cina. Ha avallato i progetti del Dalai Lama di diventare il padrone del Tibet.

Il Presidente della Camera Fausto Bertinotti ritiene normale che le persone vengano comperate, vendute e usate per fini diversi dalle persone stesse. Non si chiede quale regime sociale viveva nel Tibet quando gli Inglesi organizzarono la secessione del Tibet dalla Cina: a Fausto Bertinotti, dell’atrocità della situazione sociale non interessa nulla!
E proprio perché non se lo chiede, non si chiede nemmeno se per caso la Cina ha delle ragioni sufficienti per affermare che il Dalai Lama vuole. “ricreare in Tibet un crudele sistema di schiavitù”! (Il Gazzettino del 12.12.2007) O pensa che la ribellione nel Nepal dei così detti “maoisti” non abbia tutta una serie di ragioni sociali (al di là delle soluzioni che adotteranno) in cui riversare le aspettative di quel popolo? E’ facile andare dallo sconfitto “subcomandante Marcos” e farsi belli con gli sconfitti per poi sputare sulle persone quando conquistano l’autodeterminazione solo perché i processi di autodeterminazione non sono quelli che tu immagini o vorresti nelle tue fantasie.

Quando l’ambasciatore cinese afferma:
“Al Presidente Bertinotti – ha detto Dong Jinyi al termine dell’incontro – ho manifestato l’auspicio che il parlamento Italiano, la massima Istituzione di questo paese, non offra facilitazioni né luogo al Dalai Lama, cioè a un personaggio che svolge una forte attività separatista, visto che oltre ad essere un leader religioso, fa anche politica con l’obbiettivo di attirarsi simpatie allo scopo di separare il Tibet dalla Cina” (fonte La Stampa 18.12.2007).
Si è preoccupato il Presidente della Camera Fausto Bertinotti di chiedere quali sono i progetti sociali del Dalai Lama? Si è preoccupato di farsi dire a grandi linee qual è la sua visione sociale?
O farà col Dalai Lama come sta facendo con Ratzionger, avere quell’occhio di riguardo mentre manifesta principi contrari alla Costituzione seminando odio sociale e imponendo dogmi propri dei campi di sterminio nazisti senza che il Presidente della Camera si indigni davanti a tali esternazioni?

Io ho capito che il Presidente della Camera Fausto Bertinotti pensa che sia normale far mangiare ai cittadini la merda dei monaci per guarirli dalle malattie, ma se è normale che ciò avvenga nella sua ricerca religiosa, non è accettabile in una società civile.

Si vuole censurare la Cina perché non rispetta i diritti umani? Facciamolo e indichiamo gli obbiettivi da raggiungere, ma non seminiamo odio o terrorismo nascondendoci dietro al fatto che la Cina non rispetta di diritti umani.

Se io, come persona religiosa, vedo con disprezzo l’attività di sottomette le persone all’illusione del paradiso o della reincarnazione, trovo stupido che il Presidente della Camera Fausto Bertinotti si comporti come se effettivamente il Dalai Lama fosse la reincarnazione del Buddha e trovo ridicolo che il Presidente della Camera Fausto Bertinotti, nel riceverlo, legittimi farneticazioni del tipo: “Si reincarnerà in forma femminile se ciò sarà più utile!” dove la farneticazione consiste nella reincarnazione, non nel sesso.

Il Dalai Lama è portatore di odio sociale. E il Presidente del Parlamento Fausto Bertinotti ha giustificato quell’odio. Perché? Perché nell’ottica del cristiano le persone sono solo bestiame da comperare e vendere. Nella testa di Bertinotti suona tutto normale: normale che le persone siano schiave di un padrone. Magari del Dalai lama. Persone private di diritti sociali: così può fare delle belle manifestazioni e contro la violazione dei diritti lasciando tutto come sta.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Chiesa cattolica e pedofilia: MA LA POLIZIA DI STATO, CHE CI STA A FARE?


In Spagna hanno suscitato indignazione le frasi del vescovo cattolico di Tenerife che rispecchiano le scuse attraverso le quali i cattolici giustificano lo stupro dei bambini e la violenza nei confronti dei minori o delle persone detenute nei loro lager che vengono chiamati comunità.
Il cattolico ha come principio quello di imputare la violenza alle sue vittime ad imitazione della sua ideologia secondo la quale il suo dio macella le persone, ma sono le persone malvagie. E’ quel gioco vile che fa comodo a poliziotti moralmente corrotti, ad Istituzioni che gestiscono solo il loro tornaconto e che si sentono infastidite quando sono chiamate al loro dovere nella società civile.
Mentre in Spagna c’è una consapevolezza sociale tale da destare l’indignazione di un ministro che rileva come le affermazioni del vescovo cattolico sono più gravi per quello che presuppongono (e che tentano di legittimare, aggiungo io) che non quello che dicono, in Italia, davanti ad aggressioni alla Costituzione messe in atto da Ratzinger, non si levano voci, ma solo qualche sporadico balbettio. Alle farneticazioni criminali della Binetti (impone l’ideologia terrorista dell’Opus Dei) che tenta di imporre la morale dei campi di sterminio alla morale della Costituzione, non corrisponde una reazione morale rispettosa dei principi della Costituzione. Quasi che tutti i partiti politici avessero paura di perdere i voti dei cattolici e, per quella paura, sono disposti a sacrificare i fondamenti della Repubblica e la loro stessa legittimazione.

Riporto la cronaca delle dichiarazioni:

Cronaca

PRETI PEDOFILI/ MINISTRO SPAGNOLO CRITICA FRASI VESCOVO TENERIFE

Il prelato aveva detto: "Ci sono minori che provocano"


Madrid, 29 dic. (Apcom) - Dopo il 'Difensore dei minori' e diverse associazioni omosessuali, oggi anche il ministro della Giustizia spagnolo ha criticato le dichiarazioni del vescovo di Tenerife Bernardo Alvarez, che in un'intervista rilasciata due giorni fa aveva detto che ci sono giovani di 13 anni che provocano atti di pedofilia, equiparando poi gli abusi sui minori all'omosessualità.
Secondo il ministro, Mariano Fernández Bermejo, quelle di Alvarez sono parole "difficili da digerire", e più gravi per quello che presuppongono che per quello che dicono in sé". Bermejo ha anche invitato i vescovi spagnoli a riflettere sulle dichiarazioni del loro correligionario. Finora la Conferenza episcopale spagnola (Cee) si è rifiutata di commentare l'intervista di Alvarez. Interpellato sull'argomento, ieri il leader dell'opposizione conservatrice del Partido Popolar (Pp), Mariano Rajoy, ha detto di non aver capito il senso delle dichiarazioni del vescovo, mentre il premier José Luis Zapatero si è limitato a una smorfia.
La polemica è scoppiata alla vigilia della grande manifestazione "Per la famiglia cristiana", promossa dall'arcidiocesi di Madrid nella capitale spagnola, a cui sono attese decine di migliaia di persone, i principali cardinali di Spagna e i rappresentanti delle associazioni cattoliche, soprattutto quelle più conservatrici.


E la polizia di stato, i partiti politici, le Istituzioni locali, cosa fanno per impedire la pedofilia, la violenza sui minori, l’induzione dei minori al bullismo, la loro educazione a diventare dei consumatori di eroina?
Nulla e spesso favoriscono l’attività cattolica di stupro dei minori esponendo i crocifissi nei luoghi pubblici a significare il loro disprezzo per la Costituzione, per i diritti Costituzionali, imponendo ai bambini il dogma cattolico: o fai quello che voglio io che sono il tuo padrone o io ti ammazzo!
Purtroppo, non solo le Istituzioni, ma molti cittadini sono stati educati nell’ideologia clerico-fascista e si sentono tanti padroni dei cittadini e in diritto di usare le Istituzioni non come mezzo per arricchire la società, ma come uno strumento per esercitare il loro dominio.
E così il Vaticano, con lo stupratore di bambini Ratzinger, prende in giro le persone. Anziché denunciare, non solo la sua ideologia pedofila e pederasta, ma almeno i preti violentatori alle autorità civili, mette in atto delle sceneggiate, delle messe in scena che risultano squallide ed offensive per le persone che mettono al centro della loro vita la morale della Costituzione.

Riporto la cronaca dell’aberrazione:



05 gennaio 2008

PEDOFILIA: VATICANO "PREGHIERA MONDIALE DI RIPARAZIONE"

Una preghiera mondiale sara' promossa dal Vaticano "per la riparazione delle mancanze dei sacerdoti e in modo particolare per le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale di una piccolissima parte del clero". Ad annunciare questa iniziativa e' il cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il Clero. "Chiediamo a tutti - dice all'Osservatore Romano - di fare l'adorazione eucaristica per riparare davanti a Dio quello che di grave e' stato fatto e per accogliere di nuovo la dignita' delle vittime. Si', abbiamo voluto pensare alle vittime affinche' ci sentano vicini. Ci riferiamo soprattutto a loro, e' importante dirlo". Per il cardinale brasiliano, e' una priorita' aprire "cenacoli eucaristici" suscitando un grande movimento spirituale di preghiera per tutti i sacerdoti e per la loro santificazione. "Sono davvero tante - spiega - le cose da fare per il vero bene del clero e la fecondita' del ministero pastorale nel mondo di oggi. Ma la consapevolezza che l'agire consegue all'essere e che l'anima di ogni apostolato e' l'intimita' divina ci ha portato a promuovere urgentemente proprio una grande adorazione eucaristica, se possibile perpetua".

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2793733.html?ref=hpsbdx1


Purtroppo la Polizia si Stato preferisce venir meno ai propri doveri perché troppi poliziotti ritengono loro dovere aiutare i cattolici a costringere i bambini in ginocchio davanti ad un crocifisso anziché difendere le loro persone quali soggetti di diritto Costituzionale.
Troppi poliziotti, come nell’era fascista, sono più legati all’ideologia del dio padrone che tentano di riaffermare nella società civile, che non ossequiosi al dettato Costituzionale. E questo vale anche per i magistrati i quali preferiscono gestire la legge sotto il crocifisso con cui minacciano e ricattano gli imputati che non essere ossequiosi alla Stella a Cinque Punte della Repubblica Italiana.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo