Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, gennaio 09, 2008

Letamai, porcili e odio religioso.

I LETAMAI!

E TUTTO QUESTO COME COPERTURA PER SEMINARE ODIO RELIGIOSO.

Le persone vengono ricattate da questi personaggi, diffamate, ingiuriate, tanto questi personaggi hanno libero accesso sia all’uso delle forze di polizia che ai tribunali e, se non lo hanno, lo millantano.
Il Sindaco, l’Istituzione territoriale, viene ricattata da questi personaggi.
E’ di pochi giorni fa un articolo del giornale Il Gazzettino a firma di Laura Simeoni, ispirato da questi personaggi, in cui si affermava che Marco Dimitri dei Bambini di Satana era stato processato per stupro e violenza sui bambini, omettendo di dire che non solo era stato assolto perché i fatti non sono mai avvenuti, ma è stato risarcito per ingiusta detenzione.
Non è da molto che il giornale il Gazzettino, sempre su ispirazione di questi personaggi, per ingiuriare, diffamare, costruire odio religioso nel paese, costruiva relazioni fra il Paganesimo Politeista e il saccheggio, messo in atto, eventualmente ed evidentemente, dai cattolici del saccheggio di tombe ebraiche col supporto morale dell’Ambasciatore di Israele presso il Vaticano. Non è da molto che questi personaggi, in un articolo de Il Gazzettino, usando un esorcista, usavano il binomio paganesimo-satanismo per istigare al linciaggio religioso sul territorio.
La mostra a Mestre serviva per coprire le attività di odio religioso messe in atto sul territorio da Silvana Radoani, Maurizio Antonello, Beppe Bisetto, al fine di assicurare a Wojtyla l’impunità nella sua pratica di devastazione sociale.
Si tratta di organizzazioni ILLEGALI che tendono a sostituirsi alle forze di polizia per seminare odio religioso ed assicurare l’impunità ai cattolici.
Sostituirli agli organi di Polizia, per ingiuriare, diffamare, denigrare, seminando odio religioso e ricattare chi non si mette in ginocchio davanti al dio dei cristiani.
Non metto in discussione che in giro per il paese ci siano situazioni di grave disagio psicologico provocato dall’attività della chiesa cattolica nel manipolare la struttura psichica dei ragazzi che poi si ripercuote anche in età adulta con episodi criminali anche gravi. Questo non giustifica un sostituirsi alle Forze di Polizia, non giustifica la diffamazione, l’ingiuria, né autorizza nessuno a seminare odio religioso. La mostra fu voluta da Maurizio Antonello per giustificare le sue attività criminali, la sua attività di ricatto nei confronti di chi non era cattolico. SPECIALMENTE NEI CONFRONTI DEL SOTTOSCRITTO!

Pertanto, coloro che hanno organizzato quella mostra non hanno partecipato ad un evento culturale, ma ad un’azione di eversione sociale che aveva come fine un attacco alla Costituzione della Repubblica e alla libertà religiosa in Italia!
Troppi giornalisti, moralmente corrotti e interessati, sono pronti a supportare le attività di eversione sociale di questi gruppi pubblicando articoli offensivi e diffamatori e NON pubblicando le repliche delle persone indignate!

Per capire di quanto squallore morale questi personaggi manifestano, posto quanto ho prelevato da un loro sito. Che Tinelli e Radoani si accusino a vicenda, sono affari loro, ma questi soggetti hanno fatto dell'odio religioso il fondamento de loro agire.

http://www.asaap.org/storiamostra.htm


La storia delle mostre sulla magia commerciale
Riceviamo molte richieste di informazione riguardo alla mostra sulla magia commerciale che abbiamo curato in due edizioni e che stiamo preparando per altre. Pertanto, essendo incorsi anche in persone che ne rivendicavano la paternità abbiamo deciso di pubblicare qui come è nata l'idea della mostra e come si è evoluta.

Iniziò nel 2002, con una telefonata del fondatore e socio dell'ARIS Veneto, dott. Maurizio Antonello, a Silvana Radoani (l'attuale presidente dell'ASAAP) tra i quali intercorreva una stretta amicizia e confidenza. Il dott.Maurizio Antonello aveva progettato una mostra fotodocumentaria sulla magia commerciale e alcune altre truffe legate all'ambiente dell'esoterismo e della superstizione che erano presenti soprattutto nel Veneto e chiedeva aiuto a Silvana Radoani per recuperare materiale da esporre, giacché il suo archivio (memorabile) constava soprattutto di carte e libri ma di poca oggettistica o foto; inoltre il dott. Antonello non aveva padronanza del significato di molti oggetti o rituali e pertanto aveva chiesto a Silvana Radoani (esperta da tanti anni in questo campo) di aiutarlo a mettere in piedi questo ambizioso progetto.
Grazie alla competenza della Radoani il progetto venne leggermente modificato per tutelarsi da eventuali ritorsioni legali che il progetto originario lasciava intravvedere: la cosa fu accolta molto bene dal dott. Antonello. L'associazione ARIS Veneto lavorò molto per ottenere i fondi, i sostegni, il luogo e i patrocinii per l'iniziativa, con enorme dispendio di energie e di tempo.
Nell'aprile 2003 il dottor Maurizio Antonello venne improvvisamente a mancare: fu una grande ferita per molti amici. Questa morte venne anche abilmente strumentalizzata da chi, pur avendolo tirato in ballo a proprio comodo, non gli aveva mai dato la possibilità vera di lavorare insieme ma lo aveva lasciato solo se non allontanato. Ma questa è la triste storia di molti.
L'ARIS pertanto si ritrovò senza l'ideatore ma non si perse d'animo e con molto coraggio chiese a Silvana Radoani di curare in toto il progetto della mostra che ormai era stata preparata in alcune sue parti, anche se rappresentava un progetto abbastanza ambizioso, del quale nessuno aveva preventiva esperienza. La Radoani mutò in molte parti il progetto originario, rendendolo del tutto nuovo e soprattutto avendo cura di mettere in mostra varie sezioni con esposizione di materiali di sua esclusiva proprietà e di creare diverse occasioni di interazioni con il pubblico per renderla innovativa.
A quel tempo vi erano rapporti di amicizia fra Silvana Radoani e Lorita Tinelli (presidente del CeSAP di Noci) e così, a differenza del progetto iniziale del dottor Antonello che prevedeva per ultimo la richiesta di adesione all'iniziativa del CeSAP (dopo il Telefono Antiplagio e la Favis), la signora Radoani suggerì di spendere il nome CeSAP nelle sole locandine della mostra, per una forma di sostegno e di amicizia con questa associazione, con la quale sembrava sussistere una comunanza d’intenti. Difatti nelle locandine apparve il logo dell'ARIS e degli enti sostenitori dell'iniziativa e solo accanto al nome della curatrice "Silvana Radoani” apparve la dicitura “in collaborazione con il CeSAP": segno evidente che fu una spendita del nome voluta perlopiù dalla Radoani.
L'ARIS accettò questa proposta, anche se alcuni rapporti fra la signora Tinelli e l'ARIS stesso furono un po' burrascosi, per via di una sorta d'imposizione alla mostra di uno scultore amico della Tinelli, che l'ARIS non vedeva interessante e funzionale per l'iniziativa. Tutte le relazioni con gli enti, le spese e la progettazione dell'evento, invece, furono curate dalla Radoani e realizzate fattivamente dall'insostituibile lavoro dell'ARIS Veneto.
Pertanto la mostra venne effettuata a Mestre nel Novembre 2003 con buona affluenza di pubblico e di interesse da parte di tutti e soprattutto dei media. L'esperienza era risultata perciò molto positiva.
Dopo questa, la Radoani desiderò ampliare e continuare a promuovere la mostra in tutta Italia e pertanto chiese all'ARIS la possibilità di esportare l'iniziativa e di assurmersene tutto l'onere e la cura. L'ARIS accettò di buon grado e Silvana Radoani iniziò a lavorare alacremente per ripresentare l'iniziativa in altre parti d'Italia.
Nel Giugno 2004, grazie ai rapporti di collaborazione tra la Radoani e il vescovo di Modena, la mostra venne richiesta da questa diocesi nella città emiliana e ancora venne dato mandato quale curatrice unica alla signora Silvana Radoani, che a sua volta si avvalse dell'insostituibile aiuto di un amico esperto in computer, Daniele Ameduri, che aveva già lavorato anche per la mostra di Mestre. Per mesi e mesi (tanto occorre per mettere in piedi un'esposizione simile), Daniele Ameduri e Silvana Radoani contattarono decine di istituzioni e persone, cercarono i fondi, prepararono il personale per l'aiuto durante il periodo espositivo, crearono e stamparono il materiale, cambiarono e ampliarono il progetto e le sezioni dell'esposizione (memorabile è stata la creazione della sezione destinata esclusivamente ai bambini e adolescenti o alle scuole, con tutto un insieme di giochi interattivi e di materiale didattico), montarono e smontarono tutta l'esposizione, contattarono i media, prepararono le conferenze e chiamarono i relatori, presenziando infine direttamente come guide durante il percorso espositivo. Come guide ci si avvalse anche dell'aiuto di una signora amica di Torino e di Cristina Caparesi che venne durante i weekend. Citiamo queste persone perché è doveroso ringraziarle ancora per l'aiuto fornito, gratuitamente (come del tutto gratuito è stato il lavoro svolto dalla stessa Silvana Radoani e dal Sig. Daniele Ameduri, in questa esposizione modenese).
Poiché in quel periodo Silvana Radoani guidava una sorta di sezione emiliana del CeSAP di Noci e vista l'amicizia che sembrava intercorrere fra la Radoani e la Tinelli, anche in questa occasione Silvana suggerì alla Tinelli di spendere il nome CeSAP, come forma di collaborazione e sostegno a questa associazione, per darle visibilità e rinomanza, Così avvenne, anche se difatto nessun tipo di rapporto intercorse mai fra la Tinelli e qualsiasi persona del modenese, tantomeno con il vescovo o la Curia che aveva in toto voluto e sostenuto l'iniziativa (così come dimostra anche la lettera finale del vescovo). Questo è l’unico vero motivo per il quale venne usato il logo CeSAP, senza che nessun tipo di sostegno, iniziativa o aiuto sia invece stato fornito da parte dell'associazione (che ora addirittura pare rivendicarne la paternità). In questa occasione ricordiamo che grande fu l'aiuto della Polizia Municipale di Modena con la quale sono stati mantenuti ottimi rapporti di collaborazione. Anche questa mostra, nonostante il tempo davvero inclemente, registrò non solo grande affluenza di pubblico ma soprattutto grande interesse dei media. Il vescovo fu davvero entusiasta della riuscita dell'iniziativa. Ora altre città ci hanno richiesto la mostra e speriamo di poter esaudire presto le richieste, visto che il prodotto attuale, in continuo aggiornamento e evoluzione, è davvero particolare e stimolante.

---- Fine prima pagina prelevata---


http://www.asaap.org/rispcesap.htm


Lettera aperta al CeSAP
OGGETTO: Posizione dell’ASAAP circa alcune dichiarazioni pubblicate nel sito del Ce.S.A.P.

Egregia Associazione,
il direttivo dell’A.S.A.A.P. con la presente intende innanzi tutto prendere atto dei contenuti del testo pubblicato nel vostro sito (e più volte modificato) inerente la mostra sulla magia. Detto testo fa riferimento a due mostre, la prima con sede a Mestre e la seconda con sede a Modena, svoltesi quando ancora non esisteva la nostra associazione. Riteniamo opportuno prendere posizione sull’argomento per due motivi principali: in primo luogo viene chiama in causa direttamente la nostra Presidente Silvana Radoani con affermazioni spesso false che la descrivono come una persona disonesta e capace di approfittare delle situazioni a suo unico vantaggio. Inutile dire che non ci troviamo affatto d’accordo con dette affermazioni e per contro riconosciamo nella provata onestà e piena disponibilità a collaborare con tutti le caratteristiche principali che hanno portato i fondatori della nostra Associazione a scegliere proprio Silvana Radoani come rappresentante prima della stessa. In secondo luogo se da una parte è vero che la nostra Associazione è di recente costituzione e all’epoca dei fatti non esisteva ancora è altrettanto vero che, per quanto riguarda la mostra di Mestre, Daniele Ameduri, ora membro di questo Direttivo, all’epoca dei fatti era membro dell’ARIS e ha contribuito in maniera non marginale alla realizzazione della Mostra a Mestre (curando tutto l’aspetto grafico, parte dei contatti con i collaboratori e con i fornitori e prestando la sua opera in fase di allestimento e svolgimento della mostra con una presenza costante per tutta la durata dell’iniziativa); per quanto concerne invece la realizzazione con sede a Modena tutto il Direttivo del A.S.A.A.P. ha partecipato direttamente alla realizzazione tanto da poter affermare senza ombra di smentita che proprio grazie a quell’iniziativa si rafforzò l’idea da parte di noi tutti di fondare con Silvana Radoani l’Associazione che oggi vi scrive con la presente.
Per i sopraccitati motivi riteniamo di poter dire, con cognizione di causa, che le invettive pubblicate nel vostro sito sono spesso semplicistiche a volte palesemente inveritiere nonché contraddittorie. A fronte di continue segnalazioni sul vostro sito (che spesso rimangono in linea per nemmeno una giornata) dove dichiarate prossimi eventi similari non avete mai posto in essere nulla di concreto.
Affermare che Silvana Radoani abbia fatto la mostra con materiale sottratto anche all’ARIS – Veneto è falso. Daniele Ameduri, membro di questo Direttivo e il Direttivo dell’ARIS stesso possono confermarvi che la totalità del materiale messo in mostra a Modena appartiene a Silvana Radoani. A comprovare maggiormente la falsità di queste affermazioni, una lettera che ci è stata fatta visionare in copia dove la sig.ra Lorita Tinelli chiaramente asseriva che il materiale esposto era di Silvana Radoani e solo lei aveva piena padronanza del suo significato. Oltre a questo sono in possesso di Daniele Ameduri e Silvana Radoani (direttamente interessati all’edizione di Mestre) numerose mail intercorse tra Silvana e l’ARIS che corroborano questa tesi, screditando completamente quella sostenuta nel testo messo in linea di cui all’oggetto.
Intendiamo proseguire l’analisi degli scritti commentando alcune affermazioni che avete pubblicato, per contro però ci siamo accorti che spessissimo il contenuto del vostro sito viene modificato e a volte anche stravolto nel significato, lasciando intuire una poco chiara posizione assunta da chi scrive detti testi. Volendo comunque prendere posizione nei confronti di alcune affermazioni che comunque sono state fatte e rendendoci conto che questa analisi potrebbe indurre chi legge a rivedere alcuni contenuti pubblicati, preferiamo di seguito riportare il collegamento per scaricare le pagine che commentiamo con la presente garantendo che metteremo in linea, se avvisati, le ulteriori modifiche che vorranno essere apportate ai testi chiamati in causa.
Nel vostro file viene scritto: Che la signora Radoani ora menzioni una persona che non c'è più per avvalorare la presunta paternità del progetto, ci appare fuori luogo ed anche molto irrispettoso proprio del Dottor Antonello. Da come abbiamo potuto seguire la vicenda tramite le affermazioni pubblicate e più volte modificate nel vostro sito (se non addirittura comparse per qualche giorno soltanto e poi misteriosamente sparite) riteniamo che sia stata la vostra Presidente a tirare in ballo molte volte il dottor Antonello, tanto che avevate messo in linea anche un file sul "progetto originario della mostra di Maurizio Antonello" che conteneva parte del progetto originale . A proposito di questa omissione ci preme notare che forse non a caso il Progetto originario del dott. Antonello è stato messo in linea in modo incompleto nel vostro sito. Dalla lettura completa del progetto originario (possibile perché la nostra Associazione ha deciso di metterlo in linea nel proprio sito) si evince come inizialmente non era prevista la presenza del CeSAP né tanto meno quella della sig.ra Tinelli. Viene da pensare che non a caso in www.cesap.net fosse stata messa in linea solo la prima parte del progetto proprio per evitare che si notasse questa assenza completa. Solo in seguito l’ARIS – Veneto ha contattato la sig.ra Tinelli ma non ha nessuna rilevanza con il fatto che il CeSAP non fosse parte integrante fin da subito del progetto (come falsamente si asserisce in altri contesti).
Nel vostro file: Visto che la signora Radoani non apparteneva a suo tempo nè all'ARIS nè al CeSAP, l'ARIS-Veneto per giustificare la sua presenza le ha chiesto di essere curatrice della mostra, mentre la Dottoressa Tinelli assumeva il ruolo di consulente (ruolo previsto dal progetto originario nonchè modificato dallo stesso ARIS-Veneto e per cui la Dottoressa in questione ha ricevuto compenso economico). Le cose descritte in questo capoverso sono molto confuse e lasciano spazio ad alcuni dubbi: perché dover giustificare la presenza di Silvana Radoani? Se l’ARIS – Veneto riteneva di poter fare a meno di Silvana Radoani non aveva motivo di chiamarla in causa, tanto meno era necessario menzionarla con un incarico così importante e significativo. La curatrice di una mostra ne ha in mano tutta la responsabilità dei contenuti, ci sembra questo un incarico chiave per la buona riuscita di un’iniziativa culturale e non soltanto marginale. Ritenendo che le persone siano in grado di attribuire sempre il giusto significato alle parole (nonché il giusto peso) se l’ARIS – Veneto riteneva di giustificare la presenza di Silvana con una citazione avrebbe potuto semplicemente scrivere una frase del tipo" Con la partecipazione di Silvana Radoani" la provata preparazione della stessa avrebbero comunque portato lustro all’iniziativa senza stravolgere nessun significato. Molto semplicemente analizzando le cose per come sono, se si è scritto nei manifesti che Silvana Radoani era la curatrice della mostra era perché Silvana Radoani è stata curatrice della mostra (e vi ricordiamo che ad avvalorare questa tesi ci sono persone che all’epoca dei fatti erano coinvolte direttamente nell’iniziativa).
Nel vostro file: Nessun occhio di riguardo quindi e nessuna parola spesa dalla signora Radoani per l'imissione del logo sul volantino pubblicitario, come ella vorrebbe far credere. Dobbiamo notare innanzi tutto che questa affermazione viene fatta menzionando la mostra di Mestre a nostro avviso commettendo un errore di fondo visto che nell’edizione di Mestre il logo in questione compariva soltanto a lato del nome della curatrice e per gentile concessione dell’ARIS – Veneto. Possiamo asserire che per quanto concerne l’edizione modenese fu proprio Silvana Radoani ad insistere perché comparisse il logo del CeSAP nel manifesto dell’iniziativa e con cognizione di causa dal momento che all’epoca dei fatti chi vi scrive (il direttivo tutto) era coinvolto direttamente e personalmente nelle operazioni di organizzazione e allestimento della stessa. Il CeSAP ci è stato presentato proprio da Silvana in questo frangente e in occasione della mostra, soltanto alcuni di noi hanno avuto contatti sporadici con la sig.ra Tinelli, vostra presidente, che peraltro era marginalmente coinvolta in detta edizione (per il fatto che di lei si pubblicavano alcuni elaborati retaggio dell’edizione precedente).
Dal vostro file: Invece nel febbraio del 2005 la signora Radoani, raccolto tutto il materiale della mostra anche dall'ARIS-Veneto, ha organizzato la mostra a Modena, senza consultarsi minimamente con il restante direttivo del CeSAP. Abbiamo visionato lettere e mail su questo punto senza contare che noi tutti eravamo in prima persona coinvolti e possiamo asserire e comprovare che quanto detto non corrisponde a verità. Come già ribadito in altra sede da parte della nostra Presidente, la sig.ra Lorita Tinelli ricevette puntualmente appena disponibili, tutte le pubblicazioni inerenti la mostra di Modena, se il CeSAP aveva a che ridire circa il suo coinvolgimento in questa iniziativa avrebbe potuto farlo per tempo. Ricordiamo ancora che sia Silvana Radoani che Cristina Caparesi, del CESAP FRIULI (che ha partecipato più che attivamente alla mostra di Modena) facevano parte del direttivo CeSAP ma che mai nessuna delle due prima della fine 2005 venne invitata ad una riunione del Direttivo del CeSAP. In queste condizioni risulta difficile consultarsi con un Direttivo, senza contare che, a tutt’oggi anche a noi non è chiaro chi sia membro di detto Direttivo anche se alcuni di noi hanno più volte fatto richiesta di questa informazione alla vostra Presidenza.
Dal vostro file: Ha ristampato senza nulla comuncare al CeSAP gli opuscoli redatti dalla Dottoressa Tinelli e da altri studiosi e li ha distribuiti al prezzo indicato in copertina, senza comunicare alcunché alla SIAE. Circa questa affermazione non possiamo fare a meno di notare ancora come le cose vengano riportate non solo in modo falso ma anche pericolosamente distorto. Da una parte se qualcuno menziona degli opuscoli come sopra è evidente che ha avuto modo di visionarli; dall’altra è anche evidente che si è preoccupato di fare delle ricerche che gli hanno permesso di affermare che non era stata fatta alcuna comunicazione alla SIAE circa il prezzo degli stessi. E’ questo un altro esempio lampante di quei contenuti falsi e imprecisi di cui si menzionava all’inizio della presente. Non compariva alcun prezzo nella copertina delle pubblicazioni che erano state distribuite alla mostra (e ad avvalorare questa affermazione ci sono, oltre alle copie più volte inviate alla vostra Presidente, anche le testimonianze di chi ha curato la pubblicazione di dette opere e di chi fattivamente ha provveduto alla loro stampa). Tutte le copie sono state distribuite gratuitamente e chi se la sentiva provvedeva ad una libera contribuzione (dei cui cedolini di ricevuta siete in possesso e per i quali vi preghiamo di controllare le causali). A questo va aggiunto che Silvana Radoani viene presentata come una persona che senza scrupoli in nome di un profitto più alto evita di fare comunicazione alla SIAE circa il prezzo delle pubblicazioni, quando la verità è che chiunque conosca le regole che vincolano il diritto d’autore sa che nella situazione in cui ci si trovò ad operare all’epoca nessuna comunicazione era dovuta, visto che non c’è mai stata vendita. Dispiace dover sbugiardare e screditare così brutalmente l’autore di queste affermazioni (che per altro non si firma riversando le spiacevoli conseguenze delle sue false affermazioni su tutta la vostra Associazione) ma ci sembrava doveroso fare chiarezza.
Dal vostro file: Al termine della mostra ha solo insistito che la Presidente del CeSAP le scrivesse due righe per lasciarle i soldi guadagnati per la costituzione della sede regionale del CeSAP in emilia. Quanto sia inveritiera questa affermazione lo attestano le mail e le lettere della sig.ra Tinelli e il fatto che chi scrive ha provveduto fattivamente alla registrazione e alla costituzione dell’ASAAP. Chiunque sia al corrente delle normative vigenti sa benissimo che non servono grosse cifre per fondare un’associazione di volontariato come la nostra. Ci spiace dover notare che ancora una volta con questa affermazione chi ha redatto il testo riportato pecca di scarsa attenzione verso i fatti e scarsissima preparazione negli argomenti per i quali avanza ipotesi. Ancora una volta le affermazioni fatte risultano essere false e scarsamente argomentate, non possiamo che dispiacerci di tanta sufficienza che stride un po’ con la parvenza professionale che intendete dare della vostra Associazione. Lungi da noi affermare che non avete la professionalità che vantate ma ci sembra davvero pericoloso per la vostra credibilità che si continuino a pubblicare affermazioni di questa pochezza. Ben venga la critica verso chiunque ma se debitamente argomentata.
Infine dal vostro sito: Teniamo a precisare che col Direttivo del 30 gennaio 2006, la signora Radoani è stata espulsa dal CeSAP per comportamenti assolutamente lesivi per l'immagine del CeSAP stesso ed è stata diffidata da un nostro legale incaricato di non utilizzare ancora il nome del CeSAP in nessun modo. Abbiamo avuto modo di visionare la lettera con la quale la Radoani si dimetteva dal direttivo del CeSAP e recante data antecedente quella del direttivo sopra citato quindi al massimo il Direttivo può aver accolto la richiesta perché "battuto nel tempo" dalla decisione dell’interessata. Abbiamo anche visionato numerose comunicazioni intercorse tra la vostra Presidente e la Radoani riguardanti gli argomenti più vari e che rimangono ancora prive di risposte. Diversamente viene da chiedersi perché non difendersi e rispondere a tono ad affermazioni che si ritengono fasulle e fuorvianti (è il senso della presente). Concludendo viene da chiedersi come mai Silvana Radoani avrebbe voluto ledere l’immagine del CeSAP se lei per prima ha voluto in prima fila il logo di detta Associazione in una manifestazione che ha avuto risonanza in tutta la provincia di Modena? Crediamo che la decisione (tutta di Silvana e per i quali siamo testimoni) di apporre il logo del CeSAP nelle locandine e nelle pubblicazioni legate all’edizione modenese sia una prova evidente di come ella abbia voluto contribuire alla buona immagine della vostra associazione che, grazie a questa scelta, si è vista catapultata alla ribalta delle cronache durante tutti i dieci giorni dell’esposizione.
Ribadiamo ancora che il comportamento poco coerente con le norme statutarie che regolano la vostra vita associativa della Presidente Lorita Tinelli hanno portato non solo Silvana Radoani a prendere le distanze dalla vostra Associazione ma lo stesso CeSAP – Emilia a cambiare le norme statutarie che lo legavano a voi. A tutt’oggi infatti per volere dell’Assemblea tutta è stato tolto dal nostro statuto quel comma che esplicitava la collaborazione tra la nostra e la vostra Associazione e il cambio della nostra denominazione ha significato per noi un ulteriore segno di distinzione evidente tra la nostra Associazione e la vostra. Pur non essendoci mai stato infatti nessun rapporto di sudditanza tra la nostra Associazione e la vostra (viceversa non sarebbe stato possibile per noi iscriverci al Registro delle Associazioni di Volontariato) abbiamo preferito cambiare denominazione (aggravandoci di ulteriori assolvimenti burocratici) per evitare ogni possibile collegamento con la vostra Associazione. In questo senso si potrebbe dire, per di più, che se esiste persona che ha comportamenti lesivi nei confronti della vostra Associazione questa è proprio la sig.ra Tinelli che, con il suo comportamento (e solo lei riteniamo responsabile naturalmente) ha rovinato i buoni rapporti tra le Associazioni di cui sopra causando nel tempo la defezione di alcuni soci attivi ultimi dei quali (ma non gli unici) la Radoani, Cristina Caparesi e Daniele Ameduri.
Ribadiamo con la presente la nostra piena fiducia nell’operato della nostra Presidente e ci dichiariamo disposti ad appoggiarla totalmente; abbiamo assistito in questi mesi ad un gratuito e insensato attacco alla professionalità e soprattutto alla serietà della nostra Presidente e per tanto ci riserviamo, qualora detti attacchi dovessero continuare, di costituirci parte lesa.
Il Direttivo dell'ASAAP
AGGIORNAMENTO
Da alcuni mesi il CeSAP e soprattutto la signora Tinelli, presidente della suddetta associazione (che ricordiamo NON essere di volontariato come invece sostengono in alcuni file del loro sito), ha promosso alcune cause contro la nostra Presidente. In modo particolare ha promosso una causa civile d'urgenza cercando di rivendicare il possesso della titolarità e del materiale delle mostre contro la magia commerciale.
Dopo alcune udienze il giudice si è così espresso: "rilevato preliminarmente che chi invoca la tutela possessoria è tenuto a dare prova dell'asserito possesso; ............ osservato che, a questo proposito, la ricorrente non abbia formulato come avrebbe dovuto ai sensi dell'art. 2697 c.c., alcuna istanza istruttoria SPECIFICA volta a dimostrare la sussistenza del possesso, in capo a sé, dei beni suddetti; ritenuto che tale prova non sia stata adeguatamente fornita neppure dai documenti prodotti; .............. il ricorso vada respinto ..........." Bologna 18 settembre 2006

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Fin qui il testo prelevato. Si sputano reciprocamente addosso dopo aver fatto del male alle persone.
Che dire a questo punto?
Non vi sembra normale che persone che si dedicavano a questo hanno finito per suicidarsi? Come la Gatto Trocchi o Maurizio Antonello? Quanta sofferenza psichica avevano che tentavano di scaricare offendendo, denigrando, ingiuriando, chi tentava di vivere la propria vita?
Che gente è che vive soltanto per far del male alla società civile.
Trovo difficile che la Polizia possa intervenire per ripristinare la legalità democratica, anche perché i reati che fanno non sono tali da “suscitare allarme sociale” anche se rientrano nell’eversione dell’ordine democratico.
C’è solo da augurarsi che seguano la strada di Gatto Trocchi o di Maurizio Antonello anche se, sicuramente, c’è qualcun altro pronto, circondato dai suoi diavoli psichici, pronto a prendere il loro posto nella crociata.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it