Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, gennaio 30, 2008

Yahoo e le ragioni di un ridimensionamento economico

Prendo spunto dall’attuale crisi economica di Yahoo per fare una riflessione su come funziona la costruzione del successo finanziario, economico e sociale in rete (ma anche nella vita privata).
Yahoo ha offerto molti servizi in rete affermando un “libertà” di utilizzo dei suoi servizi. Gruppi di discussione, siti web, caselle di posta e quant’altro.
Ha offerto questi servizi al mercato illudendo il mercato (e i fruitori) che Yahoo avrebbe garantito la loro libertà di espressione.
Immediatamente centinaia di migliaia di utenti si sono iscritti a tali servizi facendo lievitare il peso economico di Yahoo. Sembrava un successo inarrestabile.
Yahoo ha offerto servizi, ma chi li ha utilizzati riempiendo, di fatto, il mezzo Yahoo di contenuti appetibili per i navigatori di internet?
Gli utenti.
Quegli utenti che, emarginati per ragioni prettamente economiche, trovavano nella rete la possibilità di far circolare le loro idee, i loro desideri, i loro bisogni senza un eccessivo costo e, soprattutto, senza censura.
Questi utenti hanno fatto grande non solo Yahoo, ma hanno fatto grande ogni fornitore di servizi in rete.
Questi utenti lavorano gratis. Perché? Perché il loro compenso consiste nella soddisfazione di veder circolare le loro idee, i loro propositi, i loro bisogni e spesso, queste persone, offrono il loro lavoro affinché i provider possano mettere la pubblicità.
Poi, come spesso succede, gli “emarginati” fanno schifo!
Già, perché, se nella vita sociale sono dei semplici fruitori di immagini o di notizie provenienti dalla TV o dai quotidiani, in internet assumono un ruolo attivo nella notizia. La commentano, la discutono, la diffondono, la occultano, ecc.
E questo comincia a dar fastidio ai provider quando col possesso del mezzo pretendono di controllare le notizie, dire che cosa possono o non possono gli utenti postare. Iniziano ad usare i servizi di “abuse” per danneggiare i loro clienti. Impongono norme capestro che utilizzano dicendo al cliente: o fai quello che voglio io o io cancello il tuo sito, ti impedisco di scrivere, ti tolgo il collegamento.
Si tratta dell’esercizio di quella violenza terrorista che se nella vita reale si rappresenta nello sparare addosso alle persone, in internet si sostanzia nella limitazione della fruizione dei servizi applicata soggettivamente dai provider in assoluto disprezzo delle norme civili.
Si tratta di azioni criminali che fingendo di rispettare una netiquette in realtà praticano il terrorismo nei confronti proprio di quegli utenti che col loro lavoro hanno permesso a questi provider di espandere la loro forza economica.

E a soffrirne sono gli emarginati, i creativi. Quelli che non verranno mai pagati da una TV o da giornali per i loro articoli, ma che con le loro emozioni e con i loro estremismi verbali portano a muovere il mondo e ad arricchire una società.

Se ci soffermiamo, oggi, su Yahoo è perché la crisi economica di Yahoo (notizie stampa di questi giorni) porta l’azienda a tagliare il personale ridimensionando la qualità e chiedendo una maggiore efficienza operativa e gestionale. Quando si arrivano a questi provvedimenti, significa che si è iniziata a percorrere una china che porta inesorabilmente al fallimento.
Quando da Yahoo fuggono i “matti”, gli “emarginati” che lavoravano gratis e che il servizio Yahoo ha insultato perché non scrivevano quello che lui avrebbe voluto che scrivessero si è posta la base per il fallimento.
Esiste un’aggressione che viene portata sistematicamente dai provider che gestiscono i mezzi ai clienti, un’aggressione che può essere equiparata all’attività di terrorismo e che ha il solo scopo di impedire la nascita di quella dialettica sociale utile allo sviluppo della società civile.
Indubbiamente Yahoo nel suo insieme non è responsabile dell’attività criminale e violenta del suo servizio “abuse”, ma ogni volta che si aggredisce un utente nascondendosi dietro ad interpretazioni soggettive di un regolamento lasciato appositamente fumoso, non è solo quel singolo operatore responsabile di aggressione, ma l’intero provider.
Per questo motivo non stupiscono le difficoltà di Yahoo e se si analizzano le motivazioni delle sue difficoltà sicuramente si troveranno delle motivazioni economiche diverse, ma l’aggressione portata agli utenti e gli effetti che queste aggressioni hanno avuto, sono la vera base dei problemi di Yahoo e non solo di Yahoo.
Gli “emarginati”, entusiasti, sono in grado di far decollare un servizio in internet, ma quando il servizio in internet aggredisce gli “emarginati” ha già iniziato a fallire.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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