Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, febbraio 27, 2008

Analisi elezioni politiche N. 14: Berlusconi, Di Pietro e il marchio d’infamia!

La questione rilevante di oggi è rappresentata dalle dichiarazioni di Berlusconi nei confronti di Di Pietro.
Riporto quanto sta scorrendo in web:

http://www.audionews.it/notizia.asp?id=203231

Berlusconi all'attacco 'Di Pietro mi fa orrore'
14.28: Dai microfoni Rai Berlusconi si scaglia contro Di Pietro: mi fa orrore, è un campione delle manette. Quanto a Veltroni -dice il Cavaliere- se vince gli italiani se la saranno cercata. Nel Pd intanto oggi incontro tra laici e cattolici del partito dopo le tensioni sull'accordo con i radicali. No allo scontro sui temi etici -ammonisce il numero 2 Franceschini.

Su che cosa sta giocando Berlusconi?
Sulla paura degli Italiani nei confronti della magistratura inquirente. Una paura che si è fissata negli anni ’50, ’60, ’70 ed ’80, e che è stata ingenerata dal disprezzo che i magistrati avevano nei confronti della Costituzione della Repubblica usando, nei confronti dei cittadini una discrezionalità che definire criminale e terroristica è solo voler cercare, a tutti i costi, un eufemismo dolce e generoso. Una discrezionalità criminale che grazie alle relazioni mafiose orchestrate e coperte dal Consiglio Superiore della Magistratura ha insanguinato l’intero paese. Non si tratta solo del caso Tortora, ma di un numero infiniti episodi che ha visto da un lato atti criminali dei magistrati e dall’altro lato la garanzia che i magistrati si assicuravano fra di loro come complici e l’impunità che assicuravano a criminali che agivano nelle Istituzioni. Come al solito, la paura è stata ingenerata nelle classi povere, quelle deboli, quelle piccolo borghesi che dovrebbero dare il voto a Berlusconi perché perseguitato dai magistrati.
La questione, oggi è diversa.
Non sono nacque prima il tribunale della Libertà, poi il Tribunale per il riesame, poi numerose sentenze sia della Corte di Cassazione che della Corte Costituzionale intervennero modificando la relazione fra Istituzioni e cittadini applicando il dettato Costituzionale, ma è venuto a cadere quell’alone di sacralità e di intoccabilità dei magistrati che rende i magistrati stessi più attenti e guardinghi nell’uso della loro discrezione.

Le ingiustizie le subivano le persone povere, coloro che si sentono impotenti nella società. Impotenti nell’ottenere giustizia, non chi può spendere soldi per promuovere una causa da milioni di euro contro un comico solo perché si sente offeso quando denunciò il suo malaffare.
Chi commette crimini è un criminale e va perseguito. Berlusconi ha commesso crimini e, grazie ai suoi soldi e ai suoi maneggi, è sì stato riconosciuto colpevole, ma le condanne sono andate in prescrizione. In pratica, il Sig. Berlusconi ha ricevuto il MARCHIO D’INFAMIA SOCIALE! Hai fatto il delitto, ma avevi soldi per non essere processato e condannato per i tuoi delitti.
Chi viene condannato per un delitto e, sia pur in varia forma, sconta la pena, ha pagato il suo debito sociale. Ha estinto il suo reato. Quel reato viene dimenticato a meno che quel reato non abbia aperto ad altri reati o giustifichi altri reati. La condanna in prescrizione ha lasciato il delitto ed il debito non è stato estinto. Nella società permangono gli effetti criminali del delitto. Andreotti è stato condannato per mafia e è stato dichiarato prescritto il suo delitto: tutti coloro che nella ricerca di giustizia sociale hanno risposto all’attività delittuosa di Andreotti, protetta dall’omissione dell’inquisizione da parte della magistratura, sono stati perseguiti penalmente, condannati ed hanno estinto un debito che nemmeno avrebbero dovuto avere!
La condanna in prescrizione è il marchio d’infamia sociale!
Anche Totò Reina o Provenzano è perseguitato dai magistrati sicuramente più di Berlusconi.

Non c’è da chiedersi se Di Pietro è “un campione delle manette”, ma se qualcuno è “un campione di crimini che pretende l’impunità”.

Sicuramente l’uscita di Berlusconi ha una certa presa sul terreno emotivo. Gli arrestati di ieri a Roma, quelli che appartenevano alla destra legata alla tifoseria calcistica e che erano pronti a formare delle squadre di picchiatori per creare disordini e impedire la raccolta dell’immondizia a Napoli, si sentiranno dei perseguitati e saranno pronti a raccogliere le riflessioni di Berlusconi. Ho pochi dubbi su questo.
Come ho pochi dubbi che l’appello sulla sicurezza, fatto da partiti che per cinque anni avevano la possibilità di aumentare la sicurezza, possa essere recepito. Anche se è doveroso chiedersi se la sicurezza è quella messa in atto a Bolzanetto.

Intanto, all’Agenzia delle Entrate stanno arrivando elenchi di evasori fiscali provenienti dalla Germania. Anche Montecarlo sta modificando la sua legislazione. La crisi internazionale, con il petrolio oltre i 100 dollari e l’euro oltre 1,5 sul dollaro, non lasciano molto spazio agli stati per continuare a favorire la criminalità o i comportamenti criminali di evasori fiscali che, sottraendo risorse al paese, lo riducono sempre più in miseria.

L’uscita di Berlusconi contro Di Pietro rappresenta un salto di qualità nel conflitto della campagna elettorale. Una campagna elettorale che vede la definizione degli schieramenti l’8 marzo con la definitiva uscita dal parlamento Italiano di molti protagonisti degli ultimi due anni.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì, febbraio 26, 2008

Analisi elezioni politiche N. 13: la chiesa cattolica e i voti che spostano i vescovi della CEI.

La chiesa cattolica, con il suo giornale Famiglia Cristiana, ha tentato un affondo contro il Partito Democratico.
Rimane la novità della giornata.
Si tratta di vedere se è possibile che venga trovata una sintesi fra “visione cristiana che si impone ,militarmente sulle persone” e isione laica che “permettte alle persone di scegliere nella loro vita privata”.
La sfida è fra Gesù di Nazareth e Pericle!
Sembra quasi che si debba decidere sulle radici sociali e morali dell’Europa!
Dove sono queste radici?
Nei campi di sterminio in cui Gesù ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui o in Pericle che censura quel “sospettoso inquisire” di chi, nel privato, si comporta a piacer suo?
Non è una sfida da poco anche se è vero che il cristianesimo ha i suoi eretici sui quali la Costituzione della Repubblica può contare. Zagrebelsky ne è un esempio.

La questione pone un quesito non da poco: QUANTI VOTI SONO IN GRADO DI SPOSTARE I VESCOVI?
Un conto è la percezione degli individui che proiettano le loro illusioni sul mondo e un conto è la realtà del mondo che può agire sulle scelte degli individui.
C’è nel paese una paura diffusa dei furti nelle abitazioni. Eppure, i furti nelle abitazioni sono diminuiti e le protezioni individuali sono molto migliori che non dieci o quindici anni fa. Tuttavia, le persone proiettano le loro paure immaginando dei pericoli. Pericoli che i media amplificano sottolineando ogni singola notizia come se quella notizia fosse simbolica di migliaia di accadimenti simili. Guardando le notizie raccontate dai media, specie televisivi, lo spettatore si costruisce l’idea illusoria che migliaia di ladri siano pronti per assalirlo.

La stessa cosa vale per i politici.
Sotto elezioni immaginano un potentato, come i vescovi della chiesa cattolica, capaci di spostare milioni di voti.
In questa illusione, si immaginano come tanti Napoleone che tessono dei rapporti con la chiesa cattolica per assicurarsi quella “valanga” di voti che la chiesa cattolica millanta di assicurare, ma che non ha mai né assicurato, né, tanto meno, potuto assicurare.

I Vescovi della CEI, oggi come oggi, sono in grado di spostare dall’1 al 3% di voti. A questi, in caso di chiamata alle armi in favore della destra, e solo nei confronti della destra, si possono aggiungere circa il 2,5% di voti di persone che non avrebbero, comunque, votato.
La CEI non è in grado di spostare voti nella società civile. In compenso, riesce a costruire nei politici, che spesso concentrano la loro attenzione su lobbies, l’idea di controllare vasti strati di popolazione. Vasti strati che rappresenta nelle manifestazioni per padre Pio, per alcuni raduni cattolici o in alcuni momenti religiosi. Solo che quei voti non sono spostabili. Quei voti hanno già scelto chi votare: per la destra integralista. Sia che questa destra sia rappresentata da Berlusconi, da Casini o da Fini.
Per contro, sia Fini, Casini o Berlusconi possono perdere tutti quei voti che non sono legati alla chiesa qualora nel paese ci fosse una contrapposizione fra laici e cattolici. E ancora, il Partito Democratico è a maggioranza laica. Ancora non ha indossato il cilicio della Binetti e se nel partito democratico ci fosse uno scontro fra laici e cattolici i laici, la maggioranza, priverebbero il partito del loro voto.

A nessun partito conviene inseguire i vescovi della CEI. Inseguire i vescovi si è perdenti. La maggioranza dei cattolici è disposta a seguire il suo “pontefice”, ma non a detrimento della società civile o delle loro condizioni di vita. I referendum sul divorzio e sull’aborto dovrebbero aver insegnato qualche cosa. Lo stesso Berlusconi, Fini e Casini, dei vescovi cattolici se ne sono sbattuti altamente quando hanno voluto divorziare e avere delle relazioni sessuali diverse da quelle imposte dalla chiesa cattolica: perché pensate che gli altri italiani siano più stupidi?
Anche questo elemento di analisi sarà da tener presente nel corso della campagna elettorale: quanto i vescovi della CEI interferiranno?
Ricordate che la chiesa cattolica non smuove più le masse, ma smuove i politici che ritiene loro servi.
Non sono pochi i richiami di Ratzinger ai politici cattolici di uniformarsi al “magistero della chiesa”. Solo i politici, i fessi, si schierano con la chiesa cattolica, non i cittadini. Mi sembra che Zapatero lo abbia ben dimostrato in Spagna e Cipro e la Germania stanno lanciando dei segnali non da poco.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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lunedì, febbraio 25, 2008

Analisi elezioni politiche N. 12: Il caso siciliano, i teocom e i radicali.

Come si voleva dimostrare, esiste una rivolta dei teocom nel Partito Democratico.
L’entrata della Bonino ha messo in fibrillazione Rosy Bindi che ha finto di essere una cattolica aperta e progressista, ma che in presenza di laici come la Bonino ricorda la sua vicinanza alla Binetti. I vescovi della CEI già pregustavano un controllo sul Partito Democratico. Il laicismo per attirare i voi e l’integralismo religioso per aggredire la società civile. Una società civile che è sempre più a rischio di povertà proprio per l’azione dei vescovi cattolici che non solo continuano a sottrarre risorse economiche alla società, ma impongono con la violenza le loro strutture impedendo alle regioni di mettere in atto azioni virtuose finalizzate alla crescita sociale.
Ora, per quanto riguarda i cattolici, la partita si sposta sul controllo di Veltroni. Intanto Berlusconi ha fallito nel tentativo di delegare la Santanché in opposizione alla Borsellino e alla Finocchiaro. Lombardi, ex braccio destro di Cuffaro, gli ha fatto capire chi comanda in Sicilia. Berlusconi ha perso l’occasione per uscire dai giochi di potere mafiosi. Volente o nolente, con Dell’Utri, Micciché, Lombardo e Cuffaro, è sempre stato invischiato in quel sottobosco di contiguità fra lobbismo e mafia in cui gli incerti confini denotano il disonore di chi li frequenta.
Intanto l’UDC continua a corteggiare la Rosa Bianca, mentre è iniziato il balletto dei sondaggi.
Berlusconi e il Parito delle Libertà si trova molto bene a parlare di sondaggi piuttosto che di politica. La Bertolini ha candidamente ammesso che la caduta del governo Prodi è stata “comperata” e la magistratura sta indagando per corruzione De Gregorio, mentre, Lamberto Dini, è stato assunto in forza al Partito delle Libertà.
Il caso De Gregorio ci induce ad una riflessione: i partiti vogliono persone che non siano indagate per reato. Lo so che l’esempio è ardito, ma io ho l’impressione che ciò che li spinge ad avere persone “sconosciute alla giustizia” sia ciò che spinge la mafia ad avere proseliti incensurati: poter commettere reati senza essere tenuti sotto controllo!
Veltroni ha presentato il suo programma; il Partito delle Libertà non ancora. In compenso Berlusconi ha scritto agli “italiani all’estero” a proposito dell’immagine dell’Italia: omettendo di dire con cosa cura quell’immagine. Il sospetto è che la credibilità dell’Italia avvenga riprocurandosi il “pat pat” sulla sua testa dal socialdemocratico tedesco o dando del “kapo” agli avversari o raccontando le barzellette di lui che cammina sulle acque, stile che del resto sta tenendo.

Ciò che noi dobbiamo considerare è: qual è la percezione che ne hanno le persone?
L’8 marzo finiscono i giochi degli apparentamenti.
Intanto, c’è da rilevare un vento che soffia in Europa (ed è bene non sottovalutarlo). Le elezioni di Amburgo hanno messo la CDU in minoranza non solo premiando i socialdemocratici, ma premiando la Like dell’ex DDR e di Lafontaine. Inoltre, a Cipro, è stato eletto presidente il segretario del Partito Comunista contro un avversario appoggiato dalla chiesa Ortodossa preoccupata che il Partito Comunista potesse togliere l’insegnamento religioso a scuola: quando mai un Partito Comunista ha curato il futuro dei ragazzi quando ancora erano ragazzi? Togliere ad una chiesa cristiana il diritto di manipolare i ragazzi sottomettendoli all’orrore del crocifisso non passa nemmeno per la testa di nessun partito. Nemmeno del più anticlericale!
Intanto la Lega Nord ha assunto una posizione defilata.
Claudio Simeoni
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giovedì, febbraio 21, 2008

Analisi elezioni politiche N. 11: le pugnalate alle spalle, Storace, Micciché e i teocom.

C’è un’idea che sta prendendo piede e sulla quale è bene riflettere.
Se l’altro giorno fu Cesa a dire che Berlusconi pugnala le persone alle spalle, fra ieri e oggi lo dice anche Storace che di Berlusconi fu alleato oltre che presidente della regione Lazio.
Questo personalismo, legato alla politica, fa venire in mente lo stile della politica prima dell’unità d’Italia e ancora in uso nel Vaticano nella carriera delle varie cariche ecclesiastiche.
La politica come personalismo.
La politica come azione dell’individuo all’interno delle istituzioni. Una politica monarchica è buona o cattiva a seconda di come il re concepisce il suo ruolo; non secondo delle direttive Istituzionali, morali o ideologiche. La soggettività dell’individuo anteposta alle regole o a regole. Così Cesa si sente pugnalato alle spalle, Storace si sente pugnalato alle spalle. E de Mita? E’ stato anche lui pugnalato alle spalle o è vittima di scelte giovanilistiche del Partito Democratico?
Bella domanda.
Se il Partito delle libertà è Berlusconi e Berlusconi pugnala alle spalle; che tipo di accordi si possono fare? Sembra come la chiesa cattolica che non è in grado di rispettare nessuna legge e nessuna norma perché tutti si devono mettere in ginocchio davanti a lei.
Non sono domande da poco: usare le Istituzioni per ciò che si vuole, o essere al servizio delle Istituzioni?
Tutte le Costituzioni moderne e tutte le Carte dei diritti Fondamentali delle persone hanno un articolo che VIETA di interpretare i singoli articoli in maniera diversa ed opposta dallo spirito per il quale è stata elaborata la carta. In altre parole, la libertà religiosa è un principio sacro, ma che non permette alla religione cristiana (o la religione più forte) di prevaricare chichessia sul piano religioso. La libertà di opinione non è libertà di insultare sostenendo che si è espressa un’opinione. E così la gestione delle Istituzioni non permette di modificare l’uso dell’Istituzione per i propri scopi.
Non si tratta di una questione da poco.
Pugnalare alle spalle significa stravolgere le regole a proprio vantaggio.
Chi non è d’accordo con Cesa o con Storace, magari può deriderli per la loro imprudenza nel farsi pugnalare alle spalle. Ma come qualcuno ha pugnalato alle spalle Cesa o Storace, domani pugnala chiunque.
E’ il metodo con cui si agisce, furbo e sporco, per nascondere fini furbeschi e sporchi!
Chissà che questo non sia il metodo per rigettare nella fogna chi si è fatto uscire dalla fogna.
E’ una riflessione che non mancherà di coinvolgere gli elettori.

L’altra notizia di oggi è quella relativa a Micciché.
L’uomo di Forza Italia in Sicilia è stato scaricato da Berlusconi che gli ha preferito Lombardo. Lombardo, ex alleato dell’Udc e legato a Cuffaro ha scaricato l’Udc e Cuffaro e si è stretto attorno a Berlusconi. Si presenterà col proprio simbolo, come la Lega Nord, dal Lazio in giù. Micciché ha deciso di correre da solo in Sicilia con un proprio partito e una propria lista.
Come questo porterà a modificare la geografia elettorale in Sicilia?
Anche Micciché può dire di essere stato pugnalato alle spalle da Berlusconi?
Se non è stato pugnalato, è stato scaricato per equilibri che possano consentire a Berlusconi di guadagnare più voti.
E i siciliani, che ne pensano di questi giochi?
Quant’è lunga la memoria dell’elettore?

Nel frattempo i Radicali hanno accettato la proposta di Veltroni: nove eleggibili nelle liste del Partito Democratico e, in caso di vittoria, il ministero per Emma Bonino.
Radicali, dichiaratamente laici in contrapposizione ai teocom del Partito Democratico?
E i teocom come la prenderanno?
Claudio Simeoni
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Analisi elezioni politiche N. 10: Borghezio, D’Alema e il Kosovo.

Borghezio e il Kosovo:
Voi non conoscete i Veneti!
Voglio una barriera fra Venezia e Padova e voglio poter dichiarare l’indipendenza di Venezia. A meno che Padova non si metta in ginocchio davanti a me!
Voglio il confine sul terraglio all’altezza del Postiglione perché è giusto che chi proviene dalle infami terre del razzista Gentilini paghi la dogana e lasci i suoi documenti.
La follia del Veneto e l’imbecillità di troppi unti del dio padrone: in questo caso Borghezio a braccetto con di D’Alema:

L'europarlamentare Borghezio inneggia all'autodeterminazione
del popolo leghista

Libera Padania, libera le poltrone

20/02/2008
"L'indipendenza del Kosovo è una concreta applicazione in Europa dell'autoderminazione dei popoli sancita dalla Carta dell'Onu e rappresenta un importante precedente politico e giuridico per chi in Europa dalla Corsica alle Fiandre, dalla Sardegna a Euskadi e alla nostra Padania, ora ancora Nazioni senza Stato, aspira all'indipendenza". Borghezio pronuncia queste parole in aula, durante l'Assemblea plenaria del Parlamento Europeo. Poi conclude con l'esclamazione "viva l'Europa delle nazioni, viva la Padania libera" e cosí il leghista torna a far parlare di sé.
La Sinistra arcobaleno giudica "inquietante" l'atteggiamento di Borghezio e ora le sue affermazioni "richiedono un immediato chiarimento da parte della forza politica di cui fa parte e di quelle a lui alleate".
Certo è che si tratta di affermazioni che in Italia, con la vigente Costituzione, rischiano di configurarsi come attentato all'unità nazionale. Ma soprattutto viene da chiedersi: "Perché il signor Borghezio, che disdegna tanto Roma, se ne vorrebbe tanto staccare, ma continua a sedersi comodamente- come tanti altri padani - su una delle poltrone offerte da Roma stessa?"
Il paese attende un chiarimento.
Dal sito:
http://www.formiche.net/Formiche/page.asp?VisImg=S&Art=1357&Cat=1&I=null&IdTipo=0&Codi_Cate_Arti=7&TitoloBlocco=Opinioni

Lo so, siamo alla follia.
Peccato che il “popolo” leghista abbia come obbiettivo quello di non pagare i servizi che riceve da parte dello Stato e pretende che glieli paghi qualcun altro. Non è consapevole delle implicazioni che hanno le sue farneticazioni. Implicazioni che sono di ammonimento nella Repubblica Veneta.
Vogliamo che gli uomini siano uguali sotto la medesima legge o vogliamo che un uomo sia schiavo di un altro perché può costruire dei confini?
Eppure, che piaccia o meno, anche questo entrerà nella campagna elettorale.
Saranno capaci i partiti a sfruttare la situazione?
O saranno succubi di quell’americanismo che sta piangendo i suoi fallimenti davanti all’Europa?
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì, febbraio 20, 2008

Analisi elezioni politiche N. 9: Bettori, Bagnasco e Casini!

Da aggiungere anche questa.
Si tratta dell’intervento della CEI nelle elezioni italiane.
E’ un altro messaggio che viene lanciato agli elettori. Una scelta di campo della CEI che per quanto legittima, marchia in una direzione ben precisa Casini e i suoi progetti.
Progetti che, se da un lato vedono il suo tentativo di fagocitare la Rosa Bianca, dall’altro lato lo vedono resistere all’aggregazione di Mastella e dell’Udeur.
Mastella è stato il “cane da guardia” della CEI nel governo Prodi e ha abbattuto il governo Prodi quando i magistrati lo hanno trovato (più sua moglie che non lui) con le mani sporche di marmellata.
Non è un gran reato, ma anche se non è un reato, almeno agli occhi del popolo della sinistra (nella destra nemmeno un Dell’Utri, condannato per mafia è censurabile) è un grave tradimento.
Certamente Casini vuole l’appoggio della Cei e, con quell’appoggio portare via un po’ di voti a Berlusconi.
Intanto Cesa ha dichiarato che Berlusconi è abituato a pugnalare alle spalle le persone: sarebbe stato interessante se avesse precisato a quante pugnalate lui steso ha partecipato quand’era alleato.
Riporto le ultime su Casini e l’UDC:

dal sito:
http://www.grnet.it/index.php?option=com_content&task=view&id=809&Itemid=9

Ieri incontro con Bagnasco-Betori: "Mi sembra scontato"Roma, 20 feb. - Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini apre alla possibilità di presentarsi alle elezioni insieme alla Rosa Bianca: "I vescovi mi chiedono unità al centro? Di fare una lista unica di moderati? E io seguirò il consiglio, anzi mi sembra scontato", avrebbe detto - secondo una ricostruzione de La Repubblica - dopo aver incontrato ieri il presidente e il segretario della Cei, Bagnasco e Betori.


E dal sito:
http://www.grnet.it/index.php?option=com_content&task=view&id=796&Itemid=9


Pezzotta dialoga, tabaccini no.Udeur profetizza suicidio generaleRoma, 18 feb. - La porta dell'Udc è aperta agli amici che stanno al centro ma non spalancata: Pier Ferdinando Casini sottolinea il valore della sua scelta di correre da solo e fa sapere che ne vuole preservare l'autenticità. Quindi si dice disponibile a dialogare con il resto dei moderati ma non con tutti, non con quelle esperienze che possano "sporcare" il suo "atto di coraggio", ottenendo invece che una somma una sottrazione di voti. Un modo elegante di rispondere picche a Clemente Mastella che, osserva il leader Udc, "viene da un'esperienza diversa: stava nel centrosinistra, è stato ministro del governo Prodi".Pronti al dialogo invece con la Rosa Bianca di Pezzotta-Tabacci-Baccini che, però, non sembrano essere attestati sulla stessa linea: alle mani tese dell'ex segretario della Cisl, molto apprezzate in casa Udc, corrisponde un alzare la posta dei 'tabaccini'. "Già da tempo - ricorda Pezzotta - avevo proposto a Pier Ferdinando Casini di imboccare questa strada e ora la sua scelta offre ulteriori opportunità". Di tono decisamente diverso le dichiarazioni degli ex Udc. Tabacci pone tre condizioni: primo, se non delle primarie, un "sondaggio su una rosa di nomi" per decidere il candidato premier. Secondo, la nascita di una nuova forza politica deve essere "un fatto nuovo, non un'annessione o un allargamento dell'Udc". Terzo, nella scelta dei candidati non si può "abiurare il giudizio negativo nei confronti della casta".Da via dei due Macelli fanno sapere che "la porta dell'Udc rimane generosamente aperta" alla Rosa Bianca ma intanto la macchina della campagna elettorale di Casini candidato premier è partita.E lui fa capire di non essere disposto ad estenuanti trattative: "Se si può fare, volentieri. Se non si può fare, ciascuno se ne assumerà le proprie responsabilità. Credo che la gente abbia capito che il mio è stato un atto di coraggio. E' costato e costerà. Non voglio sporcare nelle prossime settimane questo atto di coraggio con cento trattative. Mi auguro che le divisioni vengano superate ma non sono disponibile a pateracchi che sporchino questo atto di coraggio".Al no di Casini, Mastella replica come una 'Cassandra': "Se qualcuno non vuole un'alleanza di centro, si assumerà la responsabilità storica di non averla realizzata. Diventerebbe un suicidio generale come la Balena bianca di cui si parlava diffusamente con la Democrazia cristiana. Saremo come tanti piccoli balenotteri: chi prima, chi dopo ci areneremo sulla spiaggia morendo...".


Raggiungere il quorum permette di contare, specialmente permette di continuare a tessere le relazioni mafiose o lobbistiche, come qualcuno, eufemisticamente, le chiama. Non raggiungere il quorum significa finire nel dimenticatoio. Questi partiti, come l’UDC o l’Udeur non hanno un’ideologia. Riproducono quella della CEI della quale sono i servi esecutori.
In ogni caso è un messaggio da tener in considerazione: i cattolici, COME VOTANO?
Qual è il messaggio che può far presa sui cattolici?
Ferrara o Fini, Casini o Tabacci, Mastella o Berlusconi?
E’ un bel quesito.
E i non cattolici? Quelli che non obbediscono alla CEI? Saranno disponibili a sostenere un partito schierato con la CEI e pronto ad obbedire agli ordini di Bertone e Bagnasco?
E la lega? Oggi è un partito cattolico integralista. Quanti voti cattolici dispone?
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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Analisi elezioni politiche N. 8: i Napoleoni della politica Italiana.

Le grandi manovre sono incominciate, ma ancora sono rivolte verso l’interno. Il Partito delle Libertà sembra più preoccupato di recuperare i voti che l’UDC sottrarrebbe alla Casa delle Libertà che non a proporre un programma di governo o un programma di gestione dell’economia e della società Italiana. Per contro, in quell’area, si muove Ferrara col suo tentativo di criminalizzare le donne aggredendone il corpo e violentandole impedendo loro di gestire il diritto d’aborto. Berlusconi ha accusato Veltroni di avergli copiato il programma. Non mi sembra che Berlusconi abbia un’idea liberale della società. Ha sempre avuto un’idea lobbistica della società in cui la libertà d’impresa era la libertà di egemonizzare settori importanti e strategici della società civile, ma non una visione liberale né della società, né dell’economia.
In quest’ottica notiamo che Fini aggredisce gli elettori che “non danno un voto utile”, come se l’egemonia fosse una condizione utile alla società civile.
Aggregazione ed egemonizzazione dei soggetti che potrebbero partecipare alle elezioni e riuscire in qualche modo a condizionare la gestione politica della società.
Ci stiamo avvicinando a grandi passi verso un’idea di totalitarismo egemonico. Quella ricerca di conquista di un “ampio margine” con cui governare e fare ciò che si vuole, come se ciò fosse possibile. Quasi tutte le “grandi” riforme fatte da Berlusconi con una maggioranza bulgara in parlamento, sono state cassate o dal referendum popolare o dalla Corte Costituzionale perché violavano i diritti fondamentali dei cittadini.
In questo momento notiamo come sia in corso una guerra fra ex alleati: Veltroni che vuole portare via i voti della sinistra e Berlusconi che vuole portare via i voti all’Udc. L’alleanza di Berlusconi con il Mpa è un tentativo di privare Casini di una parte dell’elettorato siciliano.

Scrive un articolo il giornale Il Gazzettino del 19 febbraio 2008

Casini punta al centro.
Berlusconi: non sposti nulla
Il leader Udc apre al movimento di Tabacci ma dice no all’Udeur
Fini: gli elettori di Pier Ferdinando voteranno per noi

Roma
NOSTRA REDAZIONE
Berlusconi e Veltroni sono impegnati «in un festival di promesse», ora litigheranno, «poi probabilmente faranno il governo insieme»: Pier Ferdinando Casini avvia la sua «difficile» campagna elettorale cercando spazio per il centro e tentando di ridurre l'affollamento in quest'area politica. L'interlocutore privilegiato non è l'Udeur («Con Clemente abbiamo storie diverse: è stato al governo col centrosinistra, io no»), ma la Rosa Bianca, anche se i suoi leader frenano: «Non siamo nati per realizzare un terzo polo». In Sicilia, dove si combatte la battaglia decisiva, l'autonomista Lombardo, già candidato alla presidenza della Regione, è dato ad un passo dall'accordo con Berlusconi, che tuttavia deve fare i conti con il candidato forzista Micciché, determinato a non deporre le armi. Oggi, a Roma, faccia a faccia decisivo tra il Cavaliere ed il leader del Mpa.
L'obiettivo di Casini è raccogliere consensi al centro e non stupisce dunque che distribuisca equamente i colpi a destra e a sinistra: «C'è una grande commedia in questa campagna elettorale - denuncia da Taranto - Berlusconi e Veltroni litigheranno, poi il giorno dopo probabilmente faranno un governo assieme e questo la dice lunga sul fatto che c'è una grande finzione aperta nella campagna elettorale». L'ex presidente della Camera attacca entrambi: «Sono impegnati - spiega - in un festival di promesse, di improbabili sgravi fiscali, di abbassamento delle tasse, gli stessi temi dagli altri candidati. Noi proporremo un discorso di responsabilità e di verità». Le promesse «valgono zero». Veltroni non fa che «imitare le campagne berlusconiane», mentre in certe occasioni «si deve parlare anche il linguaggio dell'impopolarità per aiutare il Paese». Contro Berlusconi, il leader centrista rilancia l'accusa di autolesionismo: «Se Berlusconi perderà - osserva - dovrà prendersela con se stesso, non certo con me. Berlusconi ha radicalizzato a destra il suo partito proprio mentre Veltroni cerca di pescare al centro. Questo è autolesionismo». A livello locale, però, Casini conferma la linea «flessibile» già annunciata al momento della rottura con il Cavaliere: «Decideranno gli amici - dice - a seconda delle amministrazioni. Ci sono delle amministrazioni ottime di centrodestra e non si vede la ragione per metterle in discussione, ci sono amministrazioni cattive e non si vede la ragione per candidarsi in questa compagnia». Un caso particolare è la Sicilia, dove gli occhi sono puntati sulle scelte di Lombardo, che in passato si è sempre mosso insieme con il Governatore uscente Cuffaro (Udc). Le potenti sirene berlusconiane sembrano aver fatto effetto. Oggi, dopo l'incontro con l'ex premier, Lombardo riunirà a Roma l'ufficio politico del suo movimento, pare per dar via libera ad un accordo con il Pdl in quattro Regioni del Sud. In Sicilia l'accordo dovrebbe comprendere anche l'Udc. Intanto tramonta definitivamente l'ipotesi di un apparentamento con la lista anti-aborto di Ferrara, che punta a chiudere l'accordo con Berlusconi. Il Cavaliere però è contrario alla presentazione di una lista tematica «contro l'aborto» e in serata anche Fini invita Ferrara a lasciar perdere. Casini propone invece «una commissione d'inchiesta sulla legge 194 per indagare sull'inattuazione di alcune parti della legge».
Nonostante l'appello di Casini, la ricomposizione del centro pare difficile. Mastella, che nessuno vuole imbarcare, protesta: «Se qualcuno non vuole un'alleanza di centro, si assumerà la responsabilità storica di non averla realizzata». Il leader dell'Udeur si affanna: «Non mi sembra il caso di mettersi a fare gli spocchiosi. Diamoci una mano, ora che siamo tutti in mezzo ad una strada». Altrimenti, ammonisce, sarebbe «un suicidio generale». Nella Rosa bianca prevale lo scetticismo: «La nostra formazione - spiega Baccini - è nata per provocare una rottura netta dell'attuale sistema politico, non per far nascere una forza di centro o un terzo polo». Gerardo Bianco, ex Ppi ora nella Rosa bianca, invece loda Casini e spera in un'accordo ampio.
Il leader dell'Udc resta sempre nel mirino degli ex alleati. «Io penso - osserva Berlusconi, in una intervista al «Giornale» - che l'addio di Casini sia come l'addio di Follini: non sposta nulla». E Fini profetizza: «Gli elettori dell'Udc non voteranno Casini ma noi». Pronta la replica di Casini: «È ovvio - afferma il leader centrista - che Fini dica queste cose. Ma vedremo alla fine. Credo che sbagli i suoi calcoli».
Articolo di Andrea Bianchi

Lombardo e Cuffaro hanno sempre fatto l’accoppiata vincente. Ora, Lombardo, passa con Berlusconi abbandonando Casini.
La Sicilia è una regione chiave per il controllo del Senato della Repubblica e il sistema elettorale vigente ne favorisce il ruolo.
Per il momento sembra che solo Veltroni e la Sinistra stiano proponendo qualche cosa relativo alla società civile, agli elettori, buono o cattivo che sia.
Per il momento Berlusconi sta ancora giocando a fare il Napoleone, ma con tre televisioni a tutto servizio se lo può permettere in quanto, l’ultima settimana elettorale è quella decisiva per spostare l’orientamento di voto di una parte consistente della popolazione.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì, febbraio 19, 2008

Il lato drammatico dei comici!

Si sente dire che il comico fustiga i politici. Ne mette in luce i vizi e i costumi scorretti che spesso sconfinano nell'illecito.
Non è vero!
Il comico aiuta l'illecito e la scorrettezza sociale.
Il comico rende normale il comportamento illecito del politico.
Nel deriderlo lo priva dell'elemento drammatico che quel comportamento produce nella società civile. Rende normale ciò che è anormale e illecito.
Ridere dei comportamenti impedisce alle persone di indignarsi nei confronti di quei comportamenti.
Non c'è miglior alleato del politico ladro e mafioso che i comici che costringono la gente a ridere di lui. Nel ridere accettano che quel politico continui a rubare o a fare il mafioso. Come quando Alighero Noschese faceva l'imitazione di Evangelisti che prendeva le mazzette al posto di Andreotti: proprio perché si rideva della cosa Andreotti ha potuto continuare a derubare la società civile con i suoi rapporti mafiosi!
E' un aspetto che dovrà essere tenuto ben presente durante la campagna elettorale specialmente in quel rapporto drammatico che porta le persone a ridere delle azioni delittuose di molti politici e a deridere quei politici ai quali non si possono imputare azioni delittuose o, comunque, scorrette.
Grazie comici!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

domenica, febbraio 17, 2008

Analisi elezioni politiche N. 7: una giornata in cui le decisioni sospese vengono definite.

Oggi 17 febbraio
Dopo il grande strappo sembra che Casini inizia ad avere paura.
Ha fatto una chiamata al centro. La Rosa Bianca ha risposto che è disponibile a parlare, ma non intende lavorare per il grande centro. Mastella sembra propenso ad avvicinarsi.
Intanto è iniziata la campagna elettorale. E’ partito l’autobus di Veltroni e qualcuno sta accusando Veltroni di avergli copiato il programma. Se si sono copiati il programma a vicenda, Veltroni e Berlusconi, significa che promettono le stesse cose. Le cose possibili?
E se promettono le stesse cose, chi dei due è più attendibile?
Intanto si registra una certa ripresa del Partito Democratico sull’alleanza del Partito delle Libertà.
E’ una campagna elettorale solo agli inizi. Una campagna elettorale nella quale Bossi è sicuro che prenderà moltissimi voti e che conterà molto nel nuovo governo.
Per il momento fermiamoci qui fino al deposito dei simboli.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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sabato, febbraio 16, 2008

Analisi elezioni politiche N. 6: una giornata in cui le decisioni sospese vengono definite.

Oggi 16 febbraio Casini ha detto a Berlusconi una cosa semplice e chiara: “In Italia non tutti sono in vendita!”
Il che sta a significare, salvo le solite smentite, che tutti quelli che stanno con Berlusconi si sono venduti?
Se si guarda attentamente alla proposta ideale e politica del partito di Berlusconi, al di là di come si possono impiegare i soldi che arrivano dalla “lotta all’evasione”, non esiste una proposta politica, ma esiste una tensione continua tesa ad alimentare le aspettative dei suoi possibili elettori.
Casini e l’UDC, dunque, correranno da soli.
Un’altro appunto è da fare sulle dichiarazioni di Veltroni. Veltroni ha annunciato il suo programma. Un programma caratterizzato da una forte impronta ideologica-cristiana.
Fini da dichiarato che in autunno proporrà lo scioglimento del partito per confluire in Forza Italia. Forse ha avuto effetto la minaccia di Berlusconi di “ricacciarli nelle fogne dalle quali lui li aveva tratti”.
Bossi sta tacendo, mentre la destra di Storace sta sfruttando la dichiarazione di Fini di sciogliersi in Forza Italia per chiamare a raccolta la destra ideologica.
L’Udeur sembra che si presenti da solo, come sono costretti a presentarsi da soli i socialisti di Boselli mentre i radicali stanno tentando di raggiungere degli accordi con il Partito Democratico di Veltroni.

Se nella pagina precedente ho sottolineato l’aspetto della negazione delle ideologie storiche fatte da destra e sinistra (la stessa sinistra arcobaleno ha rinunciato al simbolo della falce e martello) con la conseguente separazione dei partiti da quei militanti che si riconoscono nelle componenti ideologiche, in questa pagina voglio sottolineare le possibilità che questo offre alla nascita di nuove ideologie o di nuove formulazioni ideologiche. Veltroni, filoamericano da sempre; Berlusconi affarista da sempre. Entrambi hanno la necessità ideologica di distruggere le ideologie politiche. A Veltroni perché le “ideologie” politiche europee sono un freno all’americanizzazione dell’ideologia del suo partito a Berlusconi perché l’ideologia è un limite al suo affarismo che deve però esprimere l’ideologia che, in quel momento, al suo affarismo conviene.
La differenziazione nell’amministrazione della cosa pubblica mediante le ideologie espresse dai partiti e con le quali i partiti controllavano il loro “zoccolo duro” composto da quei militanti ideologici che formavano l’ossatura dei partiti si cancella.

Si apre quella fase sociale in cui manca un’utopia guida. Un progetto sociale strategico entra il quale ricondurre i comportamenti politici nella contingenza quotidiana.

Se manca l’ideologia nei partiti, non lasciatevi ingannare.
Quando manca l’ideologia è quando l’ideologia più feroce ha preso il sopravvento.
Non più i partiti ideologici aperti al futuro, anche se quel futuro era l’utopia di un divenire sociale, ma partiti chiusi al futuro che gestiscono la cosa pubblica richiudendosi su sé stessi e rinchiudendo su sé stessa la società civile italiana.
E questo è un’altro problema. Un problema nel quale ci si chiede: che sensazione ha la gente?
Bisogna ricordare che nella mancanza di proiezione verso il futuro, chi gestisce l’informazione può comunque far credere che l’altro voglia ciò che a lui fa comodo che la gente creda.
Così, con questo scenario, si apre la campagna elettorale.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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venerdì, febbraio 15, 2008

Analisi elezioni politiche N. 5: un’altra giornata interlocutoria!



La giornata di oggi, 15 febbraio, si caratterizza per delle incertezze che stanno un po’ annoiando e un po’ alimentando una tensione in relazione ai possibili schieramenti.
L’UDC non ha deciso. Casini vuole aspettare domani per sciogliere la riserva. Ma nella giornata ha lanciato segnali nei confronti di Berlusconi ignorando che una parte dell’UDC è uscita dal partito per confluire in Forza Italia.
L’UDEUR di Mastella ha raccolto qualche no! Stizzito il no di Tabaci della Rosa Bianca, altra formazione uscita dall’UDC.
Certo che se l’UDC dovesse presentarsi da sola e raggiungere il quorum, riceverebbe i finanziamenti ai partiti per cinque anni, cosa che non è possibile per Alleanza Nazionale che si ritroverebbe senza soldi.
Un’altro dato da tener presente è l’alleanza fra Storace e la Fiamma dopo che la Mussolini si è sciolta per confluire nel Partito delle Libertà al servizio di Berlusconi.
E’ bene ricordare, nell’analisi che sarà fatta, che ogni partito politico storico è caratterizzato da tre componenti: quella ideologica, quella burocratica e quella mafiosa. Quella ideologica è la componente di militanti che mette in primo piano le idee astratte del partito, le sue idealità, e tenta di costringere l’attività pragmatica del partito a quelle idealità. La seconda componente è quella burocratica. Quella forza che gestisce il partito come forza politica pronta a compromessi con altri partiti anche venendo meno ai principi ideali a cui quel partito si ispira. La terza forza è quella mafiosa. Quella componente di militanti che usa il partito per i propri affari, per le scalate di potere, per i contratti economici, per piazzare uomini nelle strutture pubbliche e nei centri di potere.

Nei partiti politici della prima repubblica c’era un sostanziale equilibrio fra le varie componenti anche se in alcuni partiti si notavano squilibri più che in altri. La Democrazia Cristiana, ad esempio, non aveva una componente ideale in quanto, la componente ideale, era delegata alla chiesa cattolica, all’attività delle parrocchie e degli oratori, che si teneva, comunque, separata dal partito pur usando la Democrazia Cristiana per il proprio potere.

L’alleanza della destra fra Storace e la Fiamma, di fatto, priva la vecchia destra della sua componente ideale, anche se Storace, come Presidente della Regione Lazio, si è dato molto da fare per favorire le strutture economiche. Al contrario, nel Partito delle Libertà di Berlusconi non esiste una componente ideale, ma solo militanti affaristici. Il partito di Berlusconi rappresenta la voglia degli Italiani di non dover sottostare alle regole sociali ed economiche. La voglia di non pagare le tasse, ma di poter avere i servizi gratuiti. La voglia di impunità per tutti quei reati economici che un’economia fatta da “furbetti del quartierino” commette in continuazione. Alleanza Nazionale si è sciolta come partito ritenendo che la componente affaristica-economica sia principale rispetto ad un’identificazione ideologica. Lo stesso vale per il Partito Democratico che, come ha dichiarato Veltroni, ritiene la sinistra, che ha sempre rappresentato la militanza ideologica del PCI prima e dell’Ulivo poi, zavorra da buttare per essere accettati nel mondo degli affari.

Non si deve pensare che se un partito butta a mare la sua ideologia non ha più ideologia. Significa, piuttosto, che si sta ideologizzando in una diversa direzione: come Veltroni che sta americanizzando il Partito Democratico quando gli USA iniziano ad avere il “sogno Europeo”.

Le tre componenti che dovremmo seguire con la massima attenzione sono costituite dai militanti dei partiti che chiamerò: “militante ideologico”; “militante burocratico” e “militante mafioso”.

Vedremo anche, nel corso della campagna elettorale, in base alle proposte politiche, come queste tre componenti si presentano nei vari partiti.
Claudio Simeoni
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Analisi elezioni politiche N. 4: un’altra giornata interlocutoria!

Analisi elezioni politiche N. 4: un’altra giornata interlocutoria!

Oggi, 14 febbraio, le incognite sulle ultime alleanze non sono state definitivamente chiarite.
L’UDC ha deciso all’unanimità di presentarsi da sola, ma il segretario Casini ha chiesto un po’ di tempo per parlare con Berlusconi prima di prendere la decisione. L’Udeur di Mastella sta accarezzando l’idea di presentarsi da solo. La stessa cosa ha fatto Bordon e sembra farà il partito socialista.
Sull’alleanza dell’Italia dei Valori con il Partito Democratico sembra definitiva. Da quanto riporta il Corriere della Sera Veltroni si è riservato di cancellare tutti i candidati dell’Italia dei Valori non graditi. Una croce l’ha fatta sopra a De Magistris, che si è trovato estromesso.
Continua l’attesa per aver un quadro preciso degli schieramenti.
Intanto oggi ci sono state delle manifestazioni di donne per protestare contro la violazione della legge sull’aborto e si sono registrati anche dei tafferugli a Roma.
Che significato potrebbe avere se venisse portata in primo piano la QUESTIONE SOCIALE?
Nella campagna elettorale precedente la questione economica era la questione centrale. Ora che i conti economici vanno bene e lo Stato può ridistribuire qualche soldo, a parte l’accapigliarsi per averlo, la questione sociale potrebbe rappresentare il nodo centrale della campagna eletorale.
Claudio Simeoni
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martedì, febbraio 12, 2008

Analisi elettorale: giornata interlocutoria N.3

Negli elementi che si devono aggiungere per valutare le alleanze, in questo momento, c’è una domanda misteriosa che, almeno apparentemente, nessuno si è posto.
Se un partito politico si scioglie all’interno di un altro, qual è la sua percentuale di rimborso per le spese elettorali?
Facciamo che l’UDC decida di sciogliersi e di entrare nel Partito delle Libertà di Berlusconi, quanto il PDL riconoscerà all’UDC come rimborso spese al partito?
Quanti soldi prenderà la destra di Storace che si presenta da sola?
E quanti soldi prenderà Alleanza Nazionale?
Dopo queste elezioni, questo partito, sarà ancora in grado di finanziare un’eventuale campagna elettorale distinta dal Pdl di Berlusconi o diventerà completamente dipendente da Berlusconi?
Non è, per caso, che è in quel momento che Berlusconi deciderà che è giunto il momento che “tornino nelle fogne” (parole sue)?
Sono domanda che l’UDC si pone. Questa sera Berlusconi ha affermato che la loro storia non vale nulla, la possono anche abbandonare. Casini ha ribadito con degli intenti che lasciano perplessi (al telegiornale del primo canale TV).
Effettivamente c’è qualche cosa che non quadra.
Come dice una targa in Piazza S. Marco a Venezia che forse non è Veneziana, ma della Grecia Antica: “Prima di fare delle azioni, pensa bene alle conseguenze”.
Questa campagna elettorale si fa interessante.
Intanto la Bonino insiste con Veltroni per allearsi e scaricare la sinistra e Di Pietro che si appresta a trattare per unire il simbolo. Alcuni sondaggi dicono che porterà qualche voto, ma non ha personale politico. E il personale politico che porta può passare immediatamente con la parte avversa mancando di etica politica.
Si è sempre in attesa del deposito definitivo dei simboli e delle firme notarili che certificano l’apparentamento.
Staremo a vedere!
Claudio Simeoni
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Analisi elezioni politiche N. 2: prime domande!

Nelle considerazioni elettorali ci sono alcune cose che qui metto come appunto, ma che dovremmo tener presente per il futuro.
Innanzi tutto la notizia di ieri 10.02.2008 nella quale Berlusconi dichiara che il suo partito è al 50% e il PD di Veltroni al 26% nei sondaggi.
La seconda dichiarazione è di oggi in cui Berlusconi parla di “larghe intese dopo le elezioni”.
La terza notizia è lo sdegno della Bonino alle proposte di Fassino e di sciogliere il Partito Radicale.
Storace che ha deciso di presentare la Santanché come premier in rappresentanza della destra.
Boselli che ha rifiutato di rinunciare alla sua identità e perciò non correrà con il PD.
Antonio di Pietro che ancora a questa sera, 11 febbraio 2008 spera in un accordo con il PD di Veltroni e di presentarsi col proprio simbolo.
Inoltre, l’UDC di Casini non ha ancora deciso.
Siamo solo agli inizi della campagna elettorale, ma la prima domanda a cui sarà necessario rispondere, è la seguente: che cosa significa per un partito politico rinunciare alla propria identità e ai propri riferimenti ideologici?
Si è valutato questo impatto?

Il patrimonio “ideologico” è la sicurezza che traggono i cittadini dal fatto che quel politico, appartenendo a quello schieramento, manterrà, comunque, quella linea politica. Ultimamente molti politici hanno truffato passando, per convenienza da sinistra a destra (mai viceversa) e sempre per questioni di potere o di denaro. Per cui appartenere a quel partito, non da più la sicurezza di un tempo (DC e PCI), ma sicuramente la singola persona non è in grado di dare garanzie ideologiche a meno che non appartenga a mafie locali (si chiamano lobbies) delle quale rappresentano interessi e dalle quali traggono il loro potere.

C’è una sensazione; che l’azione di Berlusconi e di Veltroni sia stata concordata non tanto per spazzare via i partiti piccoli, ma i partiti ideologici. La cosa mi lascia un po’ sconcertato.
Ci sono molti soldi da spartirsi in questo momento e, anche se nessun politico si approprierebbe di quei soldi, distribuire quei soldi da molto potere. In un paese senza ideologie sociali, rimangono solo due ideologie: dio e mammona!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica, febbraio 10, 2008

Il gioco delle elezioni e l'arte del controllo sociale

E’ un gioco che voglio fare per questa tornata elettorale.
Si vota, come tutti sapete il 13 aprile.
La domanda è: che risultati avremmo?
Chi uscirà vincitore?
Proviamo ad analizzare, di volta in volta, i dati che emergono per riuscire a costruire dei parametri su cui ragionare.

C’è stato un tempo, prima che Achille Occhetto distruggesse il PCI e Forlani fosse travolto dagli scandali di mani pulite, che riuscivo, pur senza nessuna agenzia a sapere come sarebbero andate le elezioni con una buona approssimazione.

In quel tempo ero un tifoso per una parte politica e beneficiavo del fatto che le tensioni di quella parte politica diventavano importanti per la società civile.

Ora sono esterno alla contesa politica. E’ vero che guardo con favore tutti coloro che costruiscono la libertà sociale, ma sono consapevole che chi parla di “libertà” lo fa solo per ingannare. Un po’ come “il lavoro rende liberi” che i nazisti scrivevano fuori dai campi di sterminio per ingannare le aspettative dei deportati. E dal momento che le persone sono educate a farsi ingannare, chi si riempie la bocca di libertà lo fa sempre, e sottolineo sempre, per ingannare a meno che quella parola non la riempia di significato.
Ciò non significa che dentro a quelle formazioni ci sia qualcuno che alla libertà ci crede, ma io, per esperienza, separo fra coloro che vogliono la libertà per delinquere (Paolo di Tarso, Gesù, il dio dei cristiani, Ratzinger, e chi si identifica come dio padrone) da chi vuole la libertà come possibilità di organizzarsi all’interno delle leggi senza subire violenze in violazione della legge.

Capire come andranno le elezioni politiche del 13 aprile significa capire qual è la percezione della realtà che ne ha la popolazione italiana e comprendere a cosa la popolazione italiana aspira.

La prima cosa che dobbiamo aspettare è il quadro che si presenterà agli elettori una volta che saranno depositate le liste e le alleanze.
Come si presenta il Partito Democratico? Avrà con sé l’Italia dei Valori?
E qual è la percezione della società italiana dell’Italia dei Valori e del Partito Democratico?
Quale risultato potranno avere alle elezioni?

E il Popolo o Partito delle libertà, che impatto ha sulla società civile?
Fondere alleanza Nazionale con la sua tradizione fascista in Forza Italia facendo diventare Forza Italia una formazione fascista; che cosa comporta?
E il “popolo” della Lega, come vive la fusione? Distribuire olio di da macchina e manganellate in camicia nera o in giacca e cravatta, è forse diverso?
E’ Forza Italia che diventa fascista o è il Fascismo che diventa Forzaitaliota? E i Forzaitalioti dimostrano forse per la prima volta di essere fascisti? E la Lega, con questa alleanza dimostra di volere la fascistizzazione del nord Italia o è Alleanza Nazionale a supportare l’antiitalianismo della Lega che parla di Roma Ladrona ogni volta che lei, la Lega, non è a “rubare” a Roma?
Inoltre, che cosa significa essere di desta? Che cosa significa essere di sinistra? Che cosa significa essere dell’UDC o del Partito democratico?

Infine, l’ultima domanda da porsi: in Italia sono i magistrati alleati della sinistra che perseguitano i leghisti, i forzaitalioti, i missini, gli udeurini di Mastella o i casinisti di Casini, o sono costoro che hanno costruito un sistema malavitoso di devastazione sociale? Cuffaro, condannato a cinque anni da magistrati, sicuramente nemici dell’UDC, veniva difeso, mentre, Burlando, multato da vigili urbani legati all’UDC (presumo dato il tipo di polemiche), avrebbe dovuto dimettersi perché andava in contromano per strada?
Non ho dimenticato la sinistra, voglio aspettare per capire come si presenta alle elezioni, anche se rilevo che non ci sono procedimenti penali nei suoi confronti forse perché sono meno invischiati in affari industriali, mafiosi o commerciali alla Montezzemolo. Il sindaco di un partitino comunista di Gela è appena stato salvato da un attentato mafioso, ma io analizzerò anche come le persone percepiranno questa separazione fra piccoli partiti di sinistra e il Partito Democratico che ha deciso di rompere con le alleanze.

Io sono esterno a tutti i giochi politici anche se, chiaramente, preferisco che vinca le elezioni chi intende riaffermare la Costituzione come valore da proteggere nelle azioni di ogni cittadino prima di vedere i principi Costituzionali usati per derubare e stuprare la società civile (come stanno facendo i politici che si riferiscono a Ratzinger). E come esterno intendo analizzare i vari dati che si presenteranno nel corso della campagna elettorale dal punto di vista delle persone qualunque. Quelle che non vanno a votare o che potrebbero andare a votare.

Intanto, la prima cosa che devo notare è questa: usare il termine “libertà” nel dare un nome al partito di Berlusconi consente, dal punto di vista della propaganda (pur possedendo molte televisioni) di far dimenticare che Berlusconi ha governato con una maggioranza bulgara fino a meno di due anni fa’?

Se la risposta è sì, significa che gli Italiani possono essere indotti a pensare che dal 1948 al 1990 l’Italia non è stata governata dalla Democrazia cristiana, dal Vaticano e dalla Confindustria, ma dal Partito Comunista!
Metterò sul sito una serie di articoli di analisi sul blog da qui al 13 aprile. Dopo il quattordici aprile ne trarremo le conclusioni.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì, febbraio 06, 2008

Ebraismo e cristianesimo e la loro costruzione dei campi di sterminio

Nel diciasettesimo paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi Ratzinger mette in atto un’operazione perversa. Vuole ridurre la tensione di libertà degli Esseri Umani dall’orrore imposto mediante genocidio, tortura, a un’aspettativa di redenzione della propria ideologia religiosa.
In pratica Ratzinger dice: “Prima avevate fede in cristo, oggi avete fede nella scienza!” Sempre fede avete perché attendete la redenzione.
Naturalmente non gli passa minimamente dall’anticamera del cervello che il concetto di “redenzione” è un concetto inumano imposto soltanto mediante la violenza fisica.
Tutta la storia dell’uomo negli ultimi 1700 anni è storia di uscita dall’orrore cristiano. Un orrore che si riafferma ogni volta che l’uomo spezza qualche sbarra dei campi di sterminio che ebrei e cristiani hanno costruito per impedire alle emozioni dell’uomo di spazziare nell’immenso.
Ogni volta che l’uomo spezza una sbarra del campo di sterminio, come ha fatto Francesco Bacone, c’è sempre qualcuno che vuole mettere una pezza affinché l’Essere Umano non esca dai campi di sterminio gestiti dai cristiani.
Questo parallelismo figurato è la chiave di lettura della storia. I campi di sterminio sono inventati dagli ebrei e dai cristiani e trasformati in volontà religiosa del loro dio. E non è tanto figurato se si comprende il dolore di miliardi di uomini che hanno subito la violenza nel tentativo di imporre il dio padrone ad opera dei cristiani.
Il diciasettesimo commento lo trovate:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi17.html
E’ da quest’ottica che iniziamo a considerare, commentando l’enciclica Spe Salvi di Ratzinger, i movimenti di liberazione umana che vanno dal libertinismo all’illuminismo, dal positivismo all’idealismo, dal materialismo all’epoca attuale passando per l’evoluzionismo di Darwin, la psicanalisi di Freud, lo studio sulla genetica, il comportamento animale di Lorenz fino all’attuale scienza neurologica.
Tutti i commenti li potete raggiungere dalla pagina sulla fondazione della Stregoneria Futura:
http://www.stregoneriapagana.it/stregoneriafutura.html
Il lavoro prosegue caricando commento dopo commento e seguendo la traccia dell’enciclica Spe Salvi.
Se qualcuno ha notato che nell’enciclica Ratzinger non ha mai parlato di nazismo, in realtà si sbaglia!
Tutta l’enciclica di Ratzinger è un’esaltazione del nazismo. Ma non solo del nazismo ideologico, ma quello più spiccio, quello che ha fatto funzionare le camere a gas dei campi di sterminio.
Il nazismo non è solo la camera a gas, ma è un insieme di dottrine finalizzate al possesso dell’uomo trasformato in oggetto d’usoche conducono, in situazioni particolari, alla camere a gas (o al genocidio, se preferite).
Nel diciottesimo commento, che sarà caricato a breve, verranno trattati i concetti di libertà e di ragione.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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