Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, febbraio 20, 2008

Analisi elezioni politiche N. 8: i Napoleoni della politica Italiana.

Le grandi manovre sono incominciate, ma ancora sono rivolte verso l’interno. Il Partito delle Libertà sembra più preoccupato di recuperare i voti che l’UDC sottrarrebbe alla Casa delle Libertà che non a proporre un programma di governo o un programma di gestione dell’economia e della società Italiana. Per contro, in quell’area, si muove Ferrara col suo tentativo di criminalizzare le donne aggredendone il corpo e violentandole impedendo loro di gestire il diritto d’aborto. Berlusconi ha accusato Veltroni di avergli copiato il programma. Non mi sembra che Berlusconi abbia un’idea liberale della società. Ha sempre avuto un’idea lobbistica della società in cui la libertà d’impresa era la libertà di egemonizzare settori importanti e strategici della società civile, ma non una visione liberale né della società, né dell’economia.
In quest’ottica notiamo che Fini aggredisce gli elettori che “non danno un voto utile”, come se l’egemonia fosse una condizione utile alla società civile.
Aggregazione ed egemonizzazione dei soggetti che potrebbero partecipare alle elezioni e riuscire in qualche modo a condizionare la gestione politica della società.
Ci stiamo avvicinando a grandi passi verso un’idea di totalitarismo egemonico. Quella ricerca di conquista di un “ampio margine” con cui governare e fare ciò che si vuole, come se ciò fosse possibile. Quasi tutte le “grandi” riforme fatte da Berlusconi con una maggioranza bulgara in parlamento, sono state cassate o dal referendum popolare o dalla Corte Costituzionale perché violavano i diritti fondamentali dei cittadini.
In questo momento notiamo come sia in corso una guerra fra ex alleati: Veltroni che vuole portare via i voti della sinistra e Berlusconi che vuole portare via i voti all’Udc. L’alleanza di Berlusconi con il Mpa è un tentativo di privare Casini di una parte dell’elettorato siciliano.

Scrive un articolo il giornale Il Gazzettino del 19 febbraio 2008

Casini punta al centro.
Berlusconi: non sposti nulla
Il leader Udc apre al movimento di Tabacci ma dice no all’Udeur
Fini: gli elettori di Pier Ferdinando voteranno per noi

Roma
NOSTRA REDAZIONE
Berlusconi e Veltroni sono impegnati «in un festival di promesse», ora litigheranno, «poi probabilmente faranno il governo insieme»: Pier Ferdinando Casini avvia la sua «difficile» campagna elettorale cercando spazio per il centro e tentando di ridurre l'affollamento in quest'area politica. L'interlocutore privilegiato non è l'Udeur («Con Clemente abbiamo storie diverse: è stato al governo col centrosinistra, io no»), ma la Rosa Bianca, anche se i suoi leader frenano: «Non siamo nati per realizzare un terzo polo». In Sicilia, dove si combatte la battaglia decisiva, l'autonomista Lombardo, già candidato alla presidenza della Regione, è dato ad un passo dall'accordo con Berlusconi, che tuttavia deve fare i conti con il candidato forzista Micciché, determinato a non deporre le armi. Oggi, a Roma, faccia a faccia decisivo tra il Cavaliere ed il leader del Mpa.
L'obiettivo di Casini è raccogliere consensi al centro e non stupisce dunque che distribuisca equamente i colpi a destra e a sinistra: «C'è una grande commedia in questa campagna elettorale - denuncia da Taranto - Berlusconi e Veltroni litigheranno, poi il giorno dopo probabilmente faranno un governo assieme e questo la dice lunga sul fatto che c'è una grande finzione aperta nella campagna elettorale». L'ex presidente della Camera attacca entrambi: «Sono impegnati - spiega - in un festival di promesse, di improbabili sgravi fiscali, di abbassamento delle tasse, gli stessi temi dagli altri candidati. Noi proporremo un discorso di responsabilità e di verità». Le promesse «valgono zero». Veltroni non fa che «imitare le campagne berlusconiane», mentre in certe occasioni «si deve parlare anche il linguaggio dell'impopolarità per aiutare il Paese». Contro Berlusconi, il leader centrista rilancia l'accusa di autolesionismo: «Se Berlusconi perderà - osserva - dovrà prendersela con se stesso, non certo con me. Berlusconi ha radicalizzato a destra il suo partito proprio mentre Veltroni cerca di pescare al centro. Questo è autolesionismo». A livello locale, però, Casini conferma la linea «flessibile» già annunciata al momento della rottura con il Cavaliere: «Decideranno gli amici - dice - a seconda delle amministrazioni. Ci sono delle amministrazioni ottime di centrodestra e non si vede la ragione per metterle in discussione, ci sono amministrazioni cattive e non si vede la ragione per candidarsi in questa compagnia». Un caso particolare è la Sicilia, dove gli occhi sono puntati sulle scelte di Lombardo, che in passato si è sempre mosso insieme con il Governatore uscente Cuffaro (Udc). Le potenti sirene berlusconiane sembrano aver fatto effetto. Oggi, dopo l'incontro con l'ex premier, Lombardo riunirà a Roma l'ufficio politico del suo movimento, pare per dar via libera ad un accordo con il Pdl in quattro Regioni del Sud. In Sicilia l'accordo dovrebbe comprendere anche l'Udc. Intanto tramonta definitivamente l'ipotesi di un apparentamento con la lista anti-aborto di Ferrara, che punta a chiudere l'accordo con Berlusconi. Il Cavaliere però è contrario alla presentazione di una lista tematica «contro l'aborto» e in serata anche Fini invita Ferrara a lasciar perdere. Casini propone invece «una commissione d'inchiesta sulla legge 194 per indagare sull'inattuazione di alcune parti della legge».
Nonostante l'appello di Casini, la ricomposizione del centro pare difficile. Mastella, che nessuno vuole imbarcare, protesta: «Se qualcuno non vuole un'alleanza di centro, si assumerà la responsabilità storica di non averla realizzata». Il leader dell'Udeur si affanna: «Non mi sembra il caso di mettersi a fare gli spocchiosi. Diamoci una mano, ora che siamo tutti in mezzo ad una strada». Altrimenti, ammonisce, sarebbe «un suicidio generale». Nella Rosa bianca prevale lo scetticismo: «La nostra formazione - spiega Baccini - è nata per provocare una rottura netta dell'attuale sistema politico, non per far nascere una forza di centro o un terzo polo». Gerardo Bianco, ex Ppi ora nella Rosa bianca, invece loda Casini e spera in un'accordo ampio.
Il leader dell'Udc resta sempre nel mirino degli ex alleati. «Io penso - osserva Berlusconi, in una intervista al «Giornale» - che l'addio di Casini sia come l'addio di Follini: non sposta nulla». E Fini profetizza: «Gli elettori dell'Udc non voteranno Casini ma noi». Pronta la replica di Casini: «È ovvio - afferma il leader centrista - che Fini dica queste cose. Ma vedremo alla fine. Credo che sbagli i suoi calcoli».
Articolo di Andrea Bianchi

Lombardo e Cuffaro hanno sempre fatto l’accoppiata vincente. Ora, Lombardo, passa con Berlusconi abbandonando Casini.
La Sicilia è una regione chiave per il controllo del Senato della Repubblica e il sistema elettorale vigente ne favorisce il ruolo.
Per il momento sembra che solo Veltroni e la Sinistra stiano proponendo qualche cosa relativo alla società civile, agli elettori, buono o cattivo che sia.
Per il momento Berlusconi sta ancora giocando a fare il Napoleone, ma con tre televisioni a tutto servizio se lo può permettere in quanto, l’ultima settimana elettorale è quella decisiva per spostare l’orientamento di voto di una parte consistente della popolazione.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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