Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, febbraio 27, 2008

Analisi elezioni politiche N. 14: Berlusconi, Di Pietro e il marchio d’infamia!

La questione rilevante di oggi è rappresentata dalle dichiarazioni di Berlusconi nei confronti di Di Pietro.
Riporto quanto sta scorrendo in web:

http://www.audionews.it/notizia.asp?id=203231

Berlusconi all'attacco 'Di Pietro mi fa orrore'
14.28: Dai microfoni Rai Berlusconi si scaglia contro Di Pietro: mi fa orrore, è un campione delle manette. Quanto a Veltroni -dice il Cavaliere- se vince gli italiani se la saranno cercata. Nel Pd intanto oggi incontro tra laici e cattolici del partito dopo le tensioni sull'accordo con i radicali. No allo scontro sui temi etici -ammonisce il numero 2 Franceschini.

Su che cosa sta giocando Berlusconi?
Sulla paura degli Italiani nei confronti della magistratura inquirente. Una paura che si è fissata negli anni ’50, ’60, ’70 ed ’80, e che è stata ingenerata dal disprezzo che i magistrati avevano nei confronti della Costituzione della Repubblica usando, nei confronti dei cittadini una discrezionalità che definire criminale e terroristica è solo voler cercare, a tutti i costi, un eufemismo dolce e generoso. Una discrezionalità criminale che grazie alle relazioni mafiose orchestrate e coperte dal Consiglio Superiore della Magistratura ha insanguinato l’intero paese. Non si tratta solo del caso Tortora, ma di un numero infiniti episodi che ha visto da un lato atti criminali dei magistrati e dall’altro lato la garanzia che i magistrati si assicuravano fra di loro come complici e l’impunità che assicuravano a criminali che agivano nelle Istituzioni. Come al solito, la paura è stata ingenerata nelle classi povere, quelle deboli, quelle piccolo borghesi che dovrebbero dare il voto a Berlusconi perché perseguitato dai magistrati.
La questione, oggi è diversa.
Non sono nacque prima il tribunale della Libertà, poi il Tribunale per il riesame, poi numerose sentenze sia della Corte di Cassazione che della Corte Costituzionale intervennero modificando la relazione fra Istituzioni e cittadini applicando il dettato Costituzionale, ma è venuto a cadere quell’alone di sacralità e di intoccabilità dei magistrati che rende i magistrati stessi più attenti e guardinghi nell’uso della loro discrezione.

Le ingiustizie le subivano le persone povere, coloro che si sentono impotenti nella società. Impotenti nell’ottenere giustizia, non chi può spendere soldi per promuovere una causa da milioni di euro contro un comico solo perché si sente offeso quando denunciò il suo malaffare.
Chi commette crimini è un criminale e va perseguito. Berlusconi ha commesso crimini e, grazie ai suoi soldi e ai suoi maneggi, è sì stato riconosciuto colpevole, ma le condanne sono andate in prescrizione. In pratica, il Sig. Berlusconi ha ricevuto il MARCHIO D’INFAMIA SOCIALE! Hai fatto il delitto, ma avevi soldi per non essere processato e condannato per i tuoi delitti.
Chi viene condannato per un delitto e, sia pur in varia forma, sconta la pena, ha pagato il suo debito sociale. Ha estinto il suo reato. Quel reato viene dimenticato a meno che quel reato non abbia aperto ad altri reati o giustifichi altri reati. La condanna in prescrizione ha lasciato il delitto ed il debito non è stato estinto. Nella società permangono gli effetti criminali del delitto. Andreotti è stato condannato per mafia e è stato dichiarato prescritto il suo delitto: tutti coloro che nella ricerca di giustizia sociale hanno risposto all’attività delittuosa di Andreotti, protetta dall’omissione dell’inquisizione da parte della magistratura, sono stati perseguiti penalmente, condannati ed hanno estinto un debito che nemmeno avrebbero dovuto avere!
La condanna in prescrizione è il marchio d’infamia sociale!
Anche Totò Reina o Provenzano è perseguitato dai magistrati sicuramente più di Berlusconi.

Non c’è da chiedersi se Di Pietro è “un campione delle manette”, ma se qualcuno è “un campione di crimini che pretende l’impunità”.

Sicuramente l’uscita di Berlusconi ha una certa presa sul terreno emotivo. Gli arrestati di ieri a Roma, quelli che appartenevano alla destra legata alla tifoseria calcistica e che erano pronti a formare delle squadre di picchiatori per creare disordini e impedire la raccolta dell’immondizia a Napoli, si sentiranno dei perseguitati e saranno pronti a raccogliere le riflessioni di Berlusconi. Ho pochi dubbi su questo.
Come ho pochi dubbi che l’appello sulla sicurezza, fatto da partiti che per cinque anni avevano la possibilità di aumentare la sicurezza, possa essere recepito. Anche se è doveroso chiedersi se la sicurezza è quella messa in atto a Bolzanetto.

Intanto, all’Agenzia delle Entrate stanno arrivando elenchi di evasori fiscali provenienti dalla Germania. Anche Montecarlo sta modificando la sua legislazione. La crisi internazionale, con il petrolio oltre i 100 dollari e l’euro oltre 1,5 sul dollaro, non lasciano molto spazio agli stati per continuare a favorire la criminalità o i comportamenti criminali di evasori fiscali che, sottraendo risorse al paese, lo riducono sempre più in miseria.

L’uscita di Berlusconi contro Di Pietro rappresenta un salto di qualità nel conflitto della campagna elettorale. Una campagna elettorale che vede la definizione degli schieramenti l’8 marzo con la definitiva uscita dal parlamento Italiano di molti protagonisti degli ultimi due anni.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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