Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

domenica, marzo 30, 2008

Paganesimo e stregoneria in televisione sul web

Da martedì mattina, sul canale televisivo via web:

http://www.mogulus.com/paganesimo

Andrà in onda in continuo la conferenza illustrativa del Giudizio di Necessità che fu tenuta nel 2006 in sala dibattiti di Radio Gamma 5 in via Belzoni 9 Cadoneghe – Padova.

Il Giudizio di Necessità è il tredicesimo elemento del Crogiolo dello Stregone. E’ uno delle cinque pratiche di Stregoneria attuate nel Sistema Sociale, nelle relazioni sociali, nei rapporti con le persone.

La consapevolezza che siamo circondati da un immenso infinito e che il nostro giudizio, comunque, articola una frazione minima di quell’infinito, se da un lato ci rende consapevoli della relatività del nostro giudizio, dall’altro lato non ci esime dall’emettere giudizi. Non ci esime dal prendere delle decisioni, non ci esime dall’agire nella società.
Ma come lo Stregone agisce nella società?
Cosa tiene presente?
E su cosa e in base a cosa, chi pratica Stregoneria costruisce il suo giudizio?
La conferenza risponde a questo.
Il filmato è di 1 ora e 47 minuti circa ed è la prima volta e solo grazie a questo servizio, che questo filmato può essere reso pubblico.

La pratica della Stregoneria è, spesso, avvolta nel mistero e anche se io ho tentato di spiegarla, le persone hanno difficoltà a comprendere che fare un’azione o farne un’altra, non è la stessa cosa. Ogni volta che prendiamo una decisione o facciamo un’azione noi ci modifichiamo in quella e solo in quella direzione cancellando tutte le possibilità che altre decisioni o altre azioni avrebbero permesso.
Martedì mattina, fra le nove e le dieci, sul canale di “Paganesimo e Stregoneria”, all’indirizzo:

http://www.mogulus.com/paganesimo

Andrà in onda la Conferenza sul Giudizio di Necessità. Da mercoledì mattina riprenderà l’attuale programmazione con l’inserimento, per ora, della conferenza.
Solo su questo servizio possiamo fare questo, su You Tube non potevamo.

E’ la nuova TV via Web che, come tutti i servizi, per aver successo devono dare spazio alle persone che hanno delle passioni. Poi, un giorno, arriveranno i grandi operatori e ci sbatteranno fuori.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Dalai Lama e terrorismo in Tibet e in Nepal.

Se vuoi il rispetto devi imparare a comportarti alla pari e nello stesso modo.
E’ una cosa che sia i tibetani che i paesi occidentali devono imparare.
Non si può criminalizzare un paese e poi pretendere che quel paese non ti criminalizzi.
Non si può accettare una campagna contro i prodotti cinesi e pretendere che i cinesi non rispondano nei confronti dei prodotti occidentali.
E’ il discorso della mozzarella: l’Italia ha criminalizzato i prodotti provenienti dalla Cina, la Cina inizia a rispondere nei confronti dei prodotti Italiani ed occidentali.
C’è un equilibrio che deve essere raggiunto, ma solo gli adoratori di un dio onnipotente pretendono di non dover rispondere di quello che fanno a danno di qualcun altro.

Così vale per il Tibet: Osama Bin Laden è considerato un terrorista. Non lo era fintanto che gli USA lo finanziavano, oggi lo è! Questo vale anche per il Dalai Lama oggi agisce come agiva Bin Laden quand’era finanziato dagli USA. Ma come allora Bin Laden già agiva contro la popolazione civile, oggi che il Dali Lama agisce contro la popolazione civile, al punto di vista della popolazione civile, va considerato come Bin Laden.

L’idea messa in atto dal Nepal è questa.
Il Nepal ha dato rifugio ai profughi tibetani, ma i profughi tibetani non si possono permettere di alterare gli equilibri diplomatici del Nepal. Il Nepal non ha intenzione di incrinare le relazioni diplomatiche con la Cina per far piacere al Dalai Lama e aggravare le condizioni di vita della popolazione.

La notizia di oggi è che nel Nepal sono stati arrestati 113 seguaci del Dalai Lama e le intenzioni del Dalai Lama sono appaiono chiare quando a New Delhi è stata accesa una sorta di fiaccola dell’indipendenza. 200 monaci hanno manifestato davanti all’ambasciata cinese a Katmandù e sono stati caricati dalla polizia nepalese.

In un monastero del Sichuan sono state arrestate 26 persone e sequestrate armi ed esplosivo.

Il Dalai Lama sta progettando l’insurrezione in Tibet, con tutto ciò che questo comporta. Chissà chi ha lanciato delle bombe contro una moschea islamica in Nepal! A chi conviene una guerra religiosa fra buddisti e islamici in Nepal?

Una farfalla batte le ali a New York e a Tokio si scatena l’uragano!
Riflettete!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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martedì, marzo 25, 2008

Sopra e sotto; davanti e dietro; destra e sinistra!

Vogliamo smetterla di usare categorie come DESTRA o SINISTRA?
Cambiamo, usiamo un altro tipo di categorie.
Ad esempio:SOPRA e SOTTO.
Oppure, DAVANTI e DIETRO.
Lo so che hanno ambiguità sessuale, ma almeno non costruiscono dei fraintendimenti di "idee sociali".
Chissà in queste categorie "politico-sociali" dove Bosselli metterebbe il cristo Gesù che vuole arruolare nella sua campagna elettorale.
E, sempre in queste categorie, dove Ratzinger infilerebbe la sua disperazione per produrre speranza?
Anche intuitivamente appare chiara la distinzione fra chi è SOTTO e chi è SOPRA.
Intendimenti che si svelano immediatamente e che le formulazioni ideologiche possono giustificare soltanto se estremamente articolate.Mentre, oggi, si confonde chi è di destra o di sinistra.
Come si confondono i suoi percorsi ideologici.
E' ambiguo il suo pensiero in quanto afferma senza giustificare giocando sul fatto che "tutti" dovrebbero sapere che cos'è destra e sinistra. E invece non è vero, perché destra e sinistra non significano nulla. Sono solo le posizioni delle sedie di chi sta in parlamento, non la sua attività nella società.E allora, state SOPRA o state SOTTO?E qual è il colore della bandiera di quelli che stanno SOTTO; qual è il colore della bandiera di quelli che stanno SOPRA?
-
Berlusconi, sta SOPRA o SOTTO?
Prodi, sta SOPRA o SOTTO?
Fini, sta SOPRA o SOTTO?
Veltroni, sta SOPRA o SOTTO?
Casini, sta SOPRA o SOTTO?
Boselli, sta SOPRA o SOTTO?
Ferrara, sta SOPRA o SOTTO?
Bonanni, sta SOPRA o SOTTO?
Epifani, sta SOPRA o SOTTO?
Storace, sta SOPRA o SOTTO?
Bertinotti, sta SOPRA o SOTTO?

E se stanno sopra, qual è la loro ideologia? E la loro idea sociale? E la loro idea religiosa?
E se stanno sotto, qual è la loro ideologia? E la loro idea sociale? E la loro idea religiosa?

Il Peer Gynt diceva che "avanti e indietro la via è ugualmente lunga e ugualmente stretta".

Ma AVANTI e INDIETRI è uguale a SOPRA e SOTTO!

Lo so è facile ragionare per schemi o per categorie assolute come piace a Ratzinger; da sicurezza.
Vuoi mettere la difficoltà di riempire nuovi schemi e nuove categorie di significato?
La difficoltà del RELATIVISMO che ti costringe ad ascoltare l'altro e a capire le SUE categorie anziché infilarlo con forza nelle tue categorie mentali?

Ma, se anziché dare per scontato, ascoltate e analizzate: CHI VI PUO' IMBROGLIARE? Se non date per scontato: CHI VI PUO' TRUFFARE?

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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lunedì, marzo 24, 2008

Bilancio ed effetti della guerra in Iraq!

4000 soldati americani morti!
da 30.000 a 100.000 soldati americani feriti!
Almeno 10.000 soldati americani porteranno malattie e devastazioni negli USA per il dopo guerra in seguito ai problemi psicologici che avranno!
Oltre 1.000.000 di civili iracheni (uomini, donne e bambini) massacrati.
Produzione di gas e di petrolio ferma con conseguente aumento dei prezzi del petrolio che hanno innescato una crisi economica nei paesi occidentali, USA compresi. Una crisi aggravata dai colossi finanziari americani che pur di rapinare hanno innestato un ciclo di mutui a rischio che hanno rifilato a mezzo mondo.

Il tutto per cercare ARMI DI DISTRUZIONI DI MASSA inesistenti.
Il tutto per fermare l’integralismo Islamico che in Iraq era già emarginato dal laicismo.
Il tutto per fermare Osama Gin Laden che in Iraq non era riuscito a mettere piede per i contrasti che aveva con Saddam Hussein.

Valeva la pena che Ratzinger e gli integralisti cristiani invadessero l’Iraq e ne massacrassero i cittadini?
Quali giustificazioni ha questa guerra se non il desiderio di Wojtyla e di Ratzinger di fermare il laicismo in funzione dell’integralismo religioso?

Quali differenze ci sono fra un Bush, un cristiano rinato, e un Bin Laden un musulmano integralista?
Quali differenze d’azione o di visione del futuro se entrambi, l’unica cosa che propongono è quella di AMMAZZARE TUTTI?

Domani che Israele attaccherà gli Iraniani (visto che ha destabilizzato l’intera regione trasformandola in miseria e deserto economico), si è riflettuto abbastanza sul delirio di onnipotenza del dio padrone e assassino a cui gli ebrei sottomettono i loro figli? Si è riflettuto abbastanza sull’ideologia dello sterminio di cui gli ebrei sono portatori?
Si sono letti i loro libri “sacri” alla luce delle democrazie moderne?
O si continuerà a farsi massacrare dalla propaganda che giustifica uno sterminio ingiustificabile dal punto di vista umano?

Un milione di civili morti in Iraq!
E ora gli USA si congratulano di aver ucciso Saddam Hussein che loro stessi avevano usato in funzione anti iraniana.
L’integralismo religioso, sia cristiano che musulmano o buddista è portatore di ben tristi orizzonti per chi si affida al delirio di onnipotenza di qualche dio padrone.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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domenica, marzo 23, 2008

Analisi elezioni politiche N. 21: Voti a qualunque costo: da Gesù all’Alitalia!

La campagna elettorale si avvia a raggiungere il suo culmine.
La vicenda Alitalia ha messo in movimento varie forze e ha dato fiato alla propaganda di Belusconi.
Da un anno si lavora per la vendita dell’Alitalia. La vendita di Alitalia implica due nodi che costruiscono la maggior parte delle perdite Alitalia. Il primo nodo è il trasporto merci che è in forte perdita e in forte perdita, per circa un quarto degli introiti (circa 80milioni di euro) è l’aereoporto di Malpensa. Un aereoporto privo di strutture, privo di quei servizi necessari ad un grande aereoporto internazionale per di più gravato dalla concorrenza di numerosi scali aeroportuali vicini che lo rendo inutile e superfluo. La sua costruzione fu una scelta politica e non commerciale. La ristrutturazione comporta notevoli sacrifici e non è più possibile rifinanziare né Alitalia né l’aereoporto per i dictat dell’Europa. Da un anno si preparavano le cordate per l’acquisto di Alitalia. A due settimane dalle elezioni Berlusconi chiede tre settimane di tempo per costruire una cordata. Se ne è sempre sbattuto del problema, come di altri, va da sé che si tratta di una manovra puramente elettorale al fine di accaparrarsi i voti del disagio di un disastro che Berlusconi e Formigoni hanno costruito.
Per noi la questione non è tanto la realtà economica, quanto gli effetti della propaganda di Berlusconi che finirà per calamitare i voti di una Lombardia che ancora crede nei miracoli. L’alternativa è il rischio di fallimento e la messa all’asta dell’intera compagnia. Le promesse in campagna elettorale sono fatte apposta per creare illusioni, non per proporre risoluzioni di problemi. Così, chi suscita le illusioni più credibili, vince.
E, sicuramente la mossa di Berlusconi ha funzionato nel focalizzare l’attenzione delle persone consentendogli di mantenere quel vantaggio di almeno 6 punti sul Partito Democratico che gli consente di vincere le elezioni.

Le esternazioni di Casini fanno un po’ da contrappeso alle prese di posizione di Berlusconi.

Per contro, la questione dell’aborto continua ad essere usata per attirare voti.

I socialisti di Boselli hanno arruolato il cristo Gesù!
Con uno spot che sarà presentato sabato prossimo Boselli rivendica i valori cristiani a fondamento delle sue liste.
Pessima mossa.
Già col tentativo di candidare Mastella, Boselli aveva perso l’appoggio di elettori socialisti, ora con la sua esternazione che ha il fine di mettere le mani nel serbatoio cristiano dei voti, non fa altro che allontanare definitivamente gli elettori laici.

La Destra di Storace, intanto, sta aggregando qualche voto di Alleanza Nazionale.

Rimane un quesito: i partiti minori sono destinati, ineluttabilmente, a perdere e a volte a non presentare nessun deputato e nessun senatore. Allora, perché partecipare?
La vita politica non finisce con queste elezioni, si pongono le basi politiche per le prossime elezioni. Un partito che non basa la sua forza sulle relazioni mafiose nella frenesia di gestire le Istituzioni, ma ha alla base un’ideologia sociale, intesa come progetto di società, non ha paura ad essere minoritario. Se la Destra o la Sinistra Arcobaleno non dovessero riuscire hanno sempre la possibilità di fare meglio alle prossime elezioni. Ma se il PdL non dovesse vincere le elezioni e perdere anche quei sei punti di vantaggio sarebbe un disastro ben maggiore.
Mentre in queste elezioni il PdL si sta giocando tutto, il futuro è diverso per gli altri partiti.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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martedì, marzo 18, 2008

Il terrorismo del Dalai Lama contro il Tibet!

Prelevo dal sito:

http://www.resistenze.org/sito/te/po/ci/poci3e25.htm

C’è qualcuno che è in grado di smentirne le affermazioni?
Grazie
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Menzogne americane sul Tibet e sul Dalai Lama.

Media commerciali e ufficiali propongono incessantemente la versione americana del tormento che il Tibet avrebbe subito dall’aggressore e sterminatore cinese. Personalmente ero affascinato anch’io dal buddismo tibetano e dalla santità del Dalai Lama.
Ero pure addolorato per l’oppressione subita dai tibetani a causa dell’oppressione cinese. Bhè, come diciamo nel nostro motto, ho cambiato radicalmente idea per accordarla alla verità.
Le mie conclusioni sono una profonda avversione per la “causa tibetana” (così come ce la propone Hollywood) e per il Dalai Lama. Come di fronte ad ogni versione ufficiale, mi sono mosso alla ricerca di una verità alternativa. Non ero sicuro di trovarne una, ma volevo vedere se il “martirio” del Tibet è così univoco come gli americani vorrebbero far credere.
Volevo vedere se i Cinesi possono essere considerati “aggressori” del Tibet come ripetono incessantemente i media legati a Washington e Londra. Questa ricerca è fatta in nome del solo principio che mi caratterizza: la ricerca della verità. E ho trovato delle cose sconcertanti…Secoli di aggressioni, stermini, attentati, eccidi, guerre da parte degli occidentali al popolo cinese non fanno parte di questo articolo, ma vale la pena almeno accennarli per puntualizzare che nessun “occidentale” può parlare di aggressione cinese a chicchessia senza prima parlare di torture, umiliazioni, spoliazioni, stermini da parte degli occidentali ai danni dei “musi gialli”. Chiudiamo qui la parentesi su cui magari scriveremo un articolo dedicato.
L’imperialismo occidentale cerca incessantemente di promuovere la secessione del Tibet dalla Cina. Perfino una certa sinistra in buona fede si fa portavoce (assieme agli organi di informazione dell’Impero) di questa posizione per subalternità o mancanza di conoscenza. E veniamo ai fatti. La sovranità cinese sul Tibet ha alle spalle secoli e secoli di storia. Il Tibet è territorio cinese dal tempo in cui in Europa non esistevano ancora gli Stati nazionali.
I primi a mettere in discussione la sovranità cinese sul Tibet sono stati i fautori dell’imperialismo britannico. (1)(2) Come si legge in un manuale di storia asiatica (uno qualunque), i tentativi di distruggere la sovranità cinese sul Tibet sono la conseguenza di una politica volta allo “smantellamento della Cina”. (3) Non sono soltanto i comunisti cinesi a considerare il Tibet parte della Cina. Sun Yat-sen, primo presidente della Repubblica nata dal rovesciamento della dinastia Manciù, ne era convinto. Quando gli inglesi gli chiesero di partecipare attivamente alla Prima Guerra Mondiale per poter recuperare alla Cina i territori che la Germania le aveva strappato, lui rispose: “Voi vorreste strapparci anche il Tibet!”. (4)
Prima della guerra fredda Washington riconosceva che il Tibet era territori cinese. Ancora nel 1949 il Dipartimento di Stato Americano pubblicò un libro sulle relazioni USA-Cina con una mappa che mostrava tutta la Cina, Tibet incluso dunque. (5)
Tuttavia, con l’avanzare del Partito Comunista Cinese e quindi con l’avvicinarsi al potere di un chiaro Partito di massa antimperialista, Washington cominciò a manipolare la realtà. Gli inizi di questa manipolazione possono essere rintracciati in una lettera del 13 gennaio 1947 al Presidente americano Truman da parte di Gorge R. Merrel, incaricato d’affari USA a Nuova Dheli. La lettera riguardava la “inestimabile importanza strategica” del Tibet e recitava: “Il Tibet può pertanto essere considerato come un bastione contro l’espansione del comunismo in Asia o almeno come un’isola di conservatorismo in un mare di sconvolgimenti politici”. E aggiunse che “l’altopiano tibetano […] in epoca di guerra missilistica può rivelarsi il territorio più importante di tutta l’Asia”.Questi particolari sono tratti da un autore americano per decenni funzionario della CIA. L’Autore evidenzia come il contenuto di questa lettera sia quasi combaciante con la visione imperialistica che aveva a suo tempo l’Inghilterra vittoriana impegnata nel “grande gioco” dell’espansione in Asia. (6)
Il separatismo tibetano diviene uno strumento dell’imperialismo americano o, meglio, per dirla come il funzionario della CIA, diviene uno strumento degli “interessi geopolitica USA” per costringere il nuovo governo comunista di Mao a disperdere le forze, ponendo quindi le condizioni per un “cambiamento di regime a Pechino”.
Per portare a compimento questi “interessi geopolitici USA”, vennero addestrati “guerriglieri” nel Colorado e poi paracadutati in Tibet e riforniti per via aerea di armi, munizioni, apparecchiature ricetrasmittenti, ecc. A tali guerriglieri la CIA aggiunge la “collaborazione dei banditi Khampa di vecchio stile”. (7)
In questo contesto si sviluppa la “rivolta tibetana” del 1959.E’ ancora il funzionario della CIA, Knaus, a raccontare i fatti: la rivolta faceva seguito ad un tentativo fallito da parte dei servizi segreti americani di provocare disordini in Cina a partire dalle Filippine; come disse un esponente della CIA, lo scatenamento della rivolta aveva “poco a che fare con l’aiuto ai tibetani”, perché lo scopo era quello di mettere in difficoltà i “comunisti cinesi”.
Era la stessa logica che i servizi segreti americani usavano in Indonesia per “aiutare i colonnelli ribelli indonesiani nel loro sforzo di rovesciare Sukarno”, reo di essere troppo tollerante verso i comunisti di quel paese. (8) Come è noto il colpo di Stato verrà portato a termine grazie alla CIA nel 1965, col massacro di centinaia di migliaia di comunisti o di elementi tolleranti verso i comunisti.
Sarebbero state meno feroci le forze finanziate e addestrate dalla CIA in Tibet se avesse vinto il separatismo? (9) Penso che sia interessante far sapere che fu un agente della CIA a organizzare la fuga del Dalai Lama dal Tibet: questo agente visse più tardi nel Laos “in una casa decorata con una corona di orecchie strappate dalle teste di comunisti morti”, come ci informa un docente americano su una rivista USA. (10)
Dopo il fallimento in territorio cinese della rivolta tibetana, i servizi segreti americani danno inizio ad una campagna mediatica in occidente. Nonostante che il Dalai Lama fosse considerato allo stesso modo dei colonnelli macellai indonesiani, come il capo della rivolta reazionaria anticomunista filo-occidentale, ora viene santificato. Diventa il leader della non violenza. Lo stesso buddismo tibetano diventa una dottrina e una tecnica spirituale sublime.
L’industria cinematografica americana si adopera per proporre incessantemente questo falso mito. Ma la storia ha dei precedenti. Quando agli inizi del Novecento gli inglesi e la Russia si contendevano il Tibet, regione della Cina, correva voce che lo Zar in persona si fosse convertito al buddismo. (11)
Oggi, invece, sono la CIA e Hollywood ad essere convertiti al buddismo. Una conversione che ha del miracoloso se si pensa che l’Occidente ha sempre disprezzato il buddismo tibetano come sinonimo di dispotismo orientale, con la sua figura di Dio-Re. Basti ricordare il disprezzo dei padri della cultura occidentale come Rousseau, Herder e Hegel. Fino ai primi anni del 1900 i lama sono considerati una “incarnazione di tutti i vizi e di tutte le corruzioni, non già dei lama defunti”. (12)
Quando la Gran Bretagna si accinse poi alla conquista del Tibet lo fece in nome della civiltà contro “quest’ultima roccaforte dell’oscurantismo”, per civilizzare “questo piccolo popolo miserabile”. (13)
Oggi la propaganda americana cerca di rimuovere l’infamia della teocrazia tibetana. Come illustra lo stesso storico Morris, quello che era in carica agli inizi del ‘900 “era uno dei pochi Dalai Lama ad aver raggiunto la maggiore età, dato che la maggior parte di loro veniva eliminata durante la fanciullezza a seconda della convenienza del Consiglio di Reggenza”. (14)
Stando a quanto affermano Hollywood e la CIA, il buddismo tibetano è divenuto sinonimo di pace e tolleranza, oltre che di elevata spiritualità. Seguendo l’ideologia imperialistica anticomunista occidentale, “i tibetani sono dei superuomini e i cinesi dei subumani”. (15)
La teocrazia oscurantista tibetana è santificata dai media commerciali americani al servizio degli strateghi militari. La struttura castale si manifesta anche dopo la morte: il corpo di un aristocratico viene cremato o inumato, mentre i corpi della massa vengono dati in pasto agli avvoltoi. Poco tempo fa era l’“International Herald Tribune” che descriveva come durante i funerali di plebei fosse il sacerdote che staccava pezzo per pezzo la carne dalle ossa per facilitare il compito degli avvoltoi. La descrizione era minuziosa e seguita da uno studioso che spiegava il tutto in chiave “ecologica”. (16) Lo studioso non chiariva però perché all’equilibrio ecologico doveva contribuire solo il corpo dei plebei.
Vorrei chiarire la mia posizione: io non condanno queste pratiche disumane perché potrei rimanere vittima della mia cultura italiana; dovrei essere un tibetano per condannarle; ad ognuno la sua cultura. Io condanno il fatto che gli occidentali imperialisti appoggino pratiche così disumane per noi, sostengano movimenti sanguinari come il buddismo tibetano e siano pronti ad inventarsi ogni peggiore frottola (molto meno disumana) su falsi crimini di Cuba, di Saddam, di Pechino e di tutti gli avversari, salvo santificare la reazione più assoluta. La Rivoluzione Culturale maoista si era scagliata contro la pratica castale, discriminatrice e violenta. Nel Tibet precedente alla Rivoluzione la teocrazia riduceva in schiavitù o servaggio la stragrande maggioranza della popolazione. Come scrisse uno scrittore radicalmente anticomunista, le riforme realizzate dal 1951 hanno “abolito feudalesimo e servaggio”. (17)
La Rivoluzione abolì anche la teocrazia incarnata nel Dio-Re che pretendeva e pretende ancor oggi di essere il Dalai Lama. Fu attuata la separazione tra potere religioso e potere civile. La Rivoluzione ha significato per i tibetani l’accesso a diritti umani prima del tutto sconosciuti, un miglioramento del tenore di vita e un sensibile prolungamento della vita media. E ciò è malgrado i media universalmente riconosciuto da tutti gli esperti analisti della regione. La Cina di oggi garantisce alla Regione Autonoma Tibetana libertà che non ha mai conosciuto in tutta la sua storia passata e recente. La regione tibetana, oltre ad avere il bilinguismo con prima lingua il tibetano, vede garantiti altri diritti nazionali quali la preferenza a favore dei tibetani e delle altre minoranze nazionali per quanto riguarda l’ammissione all’università, la carriera pubblica, ecc. (18)
Il santificato Dalai Lama viene insignito del Premio Nobel. Ma cosa chiede questo personaggio che si proclama Dio-Re? “Esige la creazione di un Grande Tibet, il quale includerebbe non solo il territorio che ha costituito il Tibet politico in età contemporanea, ma anche aree tibetane nella Cina occidentale, in larghissima parte perse dal Tibet già nel diciottesimo secolo”. (19) E poi esistono tibetani in Bhutan, Nepal, India. Tutti i loro territori dovrebbero far parte del Grande Tibet. Si tratta della pretesta di Hitler di riunificate nello lo stesso Stato tutti i territori che erano abitati da maggioranza tedesca. Il principio “nazionale” del Dalai Lama è quello di Hitler, con la sola differenza che del nazional-socialismo il Dalai Lama non ha neppure un briciolo di “socialismo”.
E’ solo puro nazionalismo esasperato ai massimi livelli. Ora, questa santità, Premio Nobel per la Pace, odia profondamente gli uomini che hanno la pelle gialla e parlano il cinese. Un odio viscerale, razzista, tanto che, quando l’India procedette al riarmo nucleare, trovò il suo più fiero sostenitore nel Premio Nobel, il Dalai Lama. Ma, ci domandiamo, almeno il multimiliardario Dalai Lama rappresenta il popolo tibetano? Risposta: nemmeno per sogno! E’ perfino il “Libro Nero del Comunismo” a riconoscere che un’elementare analisi storica “distrugge il mito unanimista alimentato dai partigiani del Dalai Lama”. (20)
Alla liberazione pacifica del Tibet nel 1951, che portò alla caduta del regime teocratico, vi fu una resistenza accanita dei gruppi più reazionari e delle classi dei privilegiati, ma i comunisti poterono contare sull’appoggio della stragrande maggioranza della popolazione civile. Gli autori più anticomunisti e anticinesi del pianeta-Occidente si scagliano così contro la plebe tibetana, colpevole di “essersi collegata subito col regime comunista”; anche i monaci sono dei farabutti che “non esitano ad augurarsi che ‘presto sia liberato’ il Tibet” e che commettono il crimine di fraternizzare con i comunisti e l’esercito Popolare di Liberazione.
Per questi autori è inconcepibile come il Dalai Lama sia disprezzato non solo dalla maggior parte del popolo, ma anche da ampi settori religiosi tibetani. Ancora nel 1992, nel corso di un suo viaggio a Londra il Dalai Lama è oggetto di manifestazioni ostili da parte della più grande organizzazione buddista in Gran Bretagna, che lo accusa di essere un “dittatore spietato” e un “oppressore della libertà religiosa”. (21)
Oggi il Dalai Lama continua a sperare in una disintegrazione della Cina come è avvenuto nella tragedia che ha caratterizzato l’URSS. (22)
Michele – Risiko
NOTE: Le informazioni di questo articolo sono ricavate da Domenico Losurdo, “La sinistra, la Cina e l’imperialismo”, ed. La città del Sole, Napoli.La sua opera di informazione è indispensabile sull’argomento.(
1) Owen Lattimore, 1970, “La frontiera. Popoli e imperialismi alla frontiera tra Cina e Russia”, Einaudi, Torino.
(2) Jacques Fernet, 1978, “Il mondo cinese. Dalle prime civiltà alla Repubblica Popolare”, Einaudi, Torino.
(3) Jan Romein, 1969, “Il secolo dell’Asia. Imperialismo occidentale e rivoluzione asiatica nel secolo XX”, Einaudi, Torino.
(4) Sun Yat-sen, 1976, “L’imperialismo dei bianchi e l’imperialismo dei gialli”, in “I tre principi del popolo”, Einaudi, Torino.
(5) Herbert Aptheker, 1977, “America Foreign Policy and The Cold War” (1962), Krauss Reprint Millwood, N.Y.
(6) Jhon Kenneth Knaus, 1999, “Orphans of the Cold War. American and the Tibetan Struggle for Survival”, PublicAffairs, N.Y.
(7) Come sopra.
(8) Come sopra.
(9) Domenico Losurdo, 1999, “La sinistra, la Cina e l’imperialismo”, La città del Sole, Napoli.
(10) Daniel Wikler, 1999, “The Dalai Lama and the CIA”, in “The New York Review of Books”, 23 settembre.
(11) James Morris, 1992, “Pax Britannica”, The Folio Society, London.
(12) Donald S. Lopez Jr., 1998, “Prisoners of Shangri – La. Tibetan Buddhism and the West”, University of Chicago Press, Chicago and London.
(13) Vedi nota 11.
(14) Come sopra.
(15) Vedi nota 12.
(16) Seth Faison, 1999, “In Tibean ‘Sky Burials’, Vultures Dispose of the Dead”, in “International Herald Tribune, 6 luglio.
(17) Melvyn C. Goldstein, 1998, “The Dalai Lama’s Dilemma”, il “foreign Affairs”, gennaio-febbraio.
(18) Seth Faison, 1999, “for Tibetans in Sichuan, Life in the Shadow of Intollerance”, in “International Herald Tribune”, 1 settembre.
(19) Vedi nota 17.
(20) Courtois et al., 1998, « Il Libro Nero del Comunismo », Mondaori, Milano.
(21) Vedi nota 12.
(22) Vedi nota 17.

politica d'uso e uso della politica.

Scrive nel programma di Silvio Belusconi:

1. Un nuovo fisco per le imprese
• detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di produttività;
• graduale e progressiva detassazione delle “tredicesime” o di una mensilità;
• versamento IVA dovuto solo dopo il reale incasso della fattura;
• rimborsi IVA in tempo commerciale (da 60 a 90 giorni), per lasciare liquidità nelle imprese;
• eliminazione di adempimenti burocratici e fiscali superflui e costosi;
• riforma degli studi di settore, partendo dalle realtà economiche territoriali e coinvolgendo anche i Comuni;
• graduale e progressiva abolizione dell’IRAP, a partire dall’abolizione dell’IRAP sul costo del lavoro e sulle perdite;
• graduale e progressiva riduzione dell’IVA sul turismo.

Appare evidente come già lo si stia attuando.
Le notizie dei parlamentari e delle imprese che hanno messo i soldi nel Liechtenstein stanno a dimostrare come l’attuazione del programma di Berlusconi sia non solo fattibile, ma attuale.


Da:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/03/nomi-evasori-liechtenstein.shtml?uuid=d11e5a2c-f4d9-11dc-bb5c-00000e25108c&DocRulesView=Libero

Evasione fiscale, pubblicati alcuni nomi dei correntisti in Liechtenstein

Iniziano a trapelare i nomi dei correntisti italiani presso la banca Lgt di Vaduz, in Liechtenstein, e che compaiono nell'elenco che la Procura di Roma ha ordinato di sequestrare presso l'Agenzia delle Entrate nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte evasioni fiscali. Si tratta di Vito Bonsignore, europarlamentare dell'Udc ora passato al Popolo delle Libertà, già coinvolto nell'estate 2005 nell'inchiesta sulle scalate a Bnl e Banca Antonveneta; Carlo Sama, ex delfino e cognato di Raul Gardini del Gruppo Ferruzzi; Luigi Grillo, parlamentare di Forza Italia, e dei proprietari di due gruppi farmaceutici, uno dei quali fa capo alla famiglia Mian. Per tutti loro è in corso la verifica per appurare se abbiano commesso evasione fiscale nonchè esistano gli estremi per un'ipotesi di riciclaggio. E tra i correntisti ci sarebbero anche docenti e gente dello spettacolo.Inoltre, il record apparterrebbe al gruppo farmaceutico Mian con 400 milioni. L'eurodeputato Bonsignore risulta titolare di un deposito di 5 milioni e mezzo di euro, mentre l'ex amministratore della Montedison, Carlo Sama, ha depositato nell'istituto di credito di Vaduz una cifra pari a cinque milioni di euro.
Le cifre indicate nella documentazione acquisita dall'Agenzia delle Entrate e poi dalla Procura di Roma fotografano la situazione dei conti correnti al 2002, ma non danno conto dei movimenti sugli stessi conti i cui titolari avrebbero potuto avvalersi negli anni successivi delle agevolazioni previste dalla scudo fiscale per il rientro dei capitali depositati all'estero. Magistratura e Agenzia delle Entrate stanno verificando se i titolari dei depositi in Liechtenstein abbiano compiuto atti illeciti, dal riciclaggio all'evasione fiscale.

Un programma è tanto più efficace quanto più coincide con i bisogni e le necessità delle persone che lo votano o che lo potrebbero votare.
Indubbiamente al centro del programma di Berlusconi ci sono le persone fisiche. Persone fisiche che conosce molto bene e alle quali da delle risposte pronte ed effettive.
E’ difficile pensare che il programma di Berlusconi abbia intendimenti diversi da quanto la pratica dimostri.
E’ come se si scoprisse che Veltroni ha un’azienda nella quale utilizza massicciamente i lavoratori precari: che attendibilità avrebbero le sue affermazioni sul precariato?
Nessuna!
E così Berlusconi. Che attendibilità avrebbe il suo programma senza un’attuazione pratica ad opera dei membri del Popolo delle Libertà?
Libertà dalle norme dello stato e libertà di cambiare la norma, nell’ottica di Berlusconi vanno di pari passo.
Il punto è che questa non si chiama ideologia liberale, ma ideologia nazista.
L’ideologia nazista in cui la norma non è l’oggetto cui attenersi, ma deve essere in funzione della legittimazione degli intendimenti soggettivi trasformati in norma.

Ebbene, con questo sistema ideologico che incontra le categorie mentali con cui i cittadini sono stati costruiti negli ultimi 50 anni, Berlusconi si assicura circa 7 punti di vantaggio su Veltroni avviandosi a vincere le elezioni e a realizzare il suo programma.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì, marzo 17, 2008

Analisi elezioni politiche N. 20: è iniziata la campagna elettorale vera e propria!

In questo momento della campagna elettorale due questioni vengono sottolineate.
La prima è l’uso della par condicio che Casini denuncia sbilanciato a favore dei due maggiori partiti.

Ma perché è così importante la par condicio delle apparizioni televisive?
Perché lo spostamento dei voti avviene in quell’elettorato non schierato e legato alle finzioni televisive.
Non solo “lo dice la televisione”, ma il candidato, per essere credibile, deve muoversi come gli attori dei telefilm. I telefilm afferrano le emozioni delle persone e le persone si costruiscono dei modelli di realtà in base al loro coinvolgimento emotivo. Diventa reale soltanto ciò che i telefilm rappresentano. Così il presidente deve essere la persona brillante, dalla battuta facile e che buca il teleschermo. Così si spostano gli elettori. Fini esalta il decisionismo di Sarkosy, ma era solo rappresentazione televisiva. Sarkosy si fa gli affari propri e della Francia non gli interessa molto.
Per questo motivo, apparire in televisione, permette di afferrare parte di quel 40% di elettori non schierati, ma legati ai telefilm.

C’è un’altra cosa da osservare. Anche se gli spazi televisivi fossero uguali, misurati al secondo, la selezione delle battute del candidato presentate nel suo spazio in un telegiornale possono sia favorirlo che sminuirlo. Ed è ciò che sta avvenendo. Selezionare le battute per favorire o sminuire una parte politica.

La seconda questione è l’allarme “brogli” lanciato da Berlusconi.
La faccenda non è strana.
Cose strane sono successe durante le scorse elezioni. Dati che non arrivavano, sospetti, il Viminale che non rispondeva. Si è parlato di brogli. Pisanu, di Forza Italia, era ministro degli interni e, sicuramente, qualche cosa di storto c’è stato. Avrebbe dovuto indagare la magistratura. Ma la magistratura negli ultimi quaranta anni ha sempre coperto il Viminale in tutte le operazioni criminali di devastazione sociale, compresi i tentativi di colpo di stato. La magistratura non ha mai fato chiarezza sulle attività del Viminale, né ha fatto chiarezza sulle attività di persone come Scelba, Aldo Moro (colpo di stato anni ‘60 con De Lorenzo, Tambroni e Ronchi), Andreotti (uso della mafia per destabilizzare le Istituzioni) ecc.
C’è il sospetto che le accuse di Deaglio siano in qualche modo fondate anche se, sono convinto, che il metodo usato è ancora oscuro.
In ogni caso, le persone hanno la sensazione che dei brogli sono avvenuti. E’ stata la prima volta che i dati delle rivelazioni degli Istituti di Statistica che fornivano le previsioni sono stati così tanto smentite.

C’è la sensazione che Berlusconi sappia con che metodi sono avvenuti i brogli e lui non sia estraneo.
Ora sta gridando alla possibilità di brogli. La sensazione è che stia mettendo le mani avanti per impedire che quello che lui ha fatto a Prodi non gli si ritorca contro forte del vantaggio di otto punti sul Partito Democratico.

In ogni caso, la campagna elettorale di Berlusconi è molto convincente. Gioca sul fatto che in due anni il governo Prodi ha distrutto le grandi riforme che il governo Berlusconi aveva fatto.
Mentre Veltroni sta girando l’Italia disperato per non poter rimontare quegli otto punti di svantaggio accusando il Popolo delle Libertà di essere diviso e di non aver voluto modificare la legge elettorale, il Popolo delle Libertà lo accusa di aver candidato dai catto-comunisti, ai giustizialisti di Di Pietro, ai radicali, dando vita ad un marasma indistinto.
I piccoli partiti parlano di programmi fotocopia dei maggiori schieramenti.
Questa è l’immagine per oggi.
Una domanda non da poco:
In Tibet c’è stato un genocidio di gente pacifica o la gente pacifica ha ammazzato 13 persone nel tentativo di scatenare una reazione inconsulta?
Vedremo come i buddisti entreranno nella campagna elettorale!

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica, marzo 16, 2008

Analisi elezioni politiche N. 19: osservazioni interlocutorie!

La campagna elettorale è incominciata.
I partiti sono scesi in campo e sembrano più concentrati a dire quanto male l’altro ha fatto.
Dal punto di vista dell’informazione televisiva Veltroni parla più alla gente che non Berlusconi più teso ad evocare disastri di un governo Prodi che più che governare ha agito per impedire la censura di infrazione che l’Unione Europea stava facendo all’Italia per i disastri economici di Berlusconi. Ricordo, fra l’altro, che il metodo di Tremonti della “cartolarizzazione” usato per portare il bilancio in attivo, altro non era che un trucco contabile senza sostanza. Tant’è che la cartolarizzazione che prima veniva considerata un capitale attivo (capitale sulla carta, ma non in cassa), ora viene considerata dall’Unione Europea un capitale passivo.

La presa di posizione di Berlusconi sui precari non ha lasciato una traccia positiva. Si tratta sicuramente di una battuta (sposa quello del palazzo), ma rivela uno stato d’animo non solo di disinteresse e di disprezzo nei confronti del precariato. Il precariato, per Berlusconi, non è una condizione economica della società civile, ma una colpa da deridere.
Per contro Berlusconi sta mettendo le mani avanti in vista della crisi finanziaria che dagli USA arriverà in Italia. Una crisi finanziaria che toccherà le sue casse, più che i redditi da pensione, ma che potrà essere risolta soltanto sottraendo fondi dai redditi da pensione per rinpinguare le proprie tasse.
Né Veltroni sta producendo qualche cosa di interessante.
Questo tentativo continuo di prendere le distanze da Prodi alla lunga sarà un danno. E non da poco.
E’ grazie ad una serie di provvedimenti del governo Prodi che qualunque governo che uscirà dalle urne sarà in grado di distribuire qualche cosa anche in stato di crisi. E’ vero che il governo Prodi non ha mantenuto le promesse sociali, ma non le ha mantenute per l’opposizione feroce di personaggi che oggi sono con Berlusconi (vedi Dini) o che sono spariti dalla scena politica (vedi Mastella). Non per volontà del governo Prodi. Sicuramente la maggioranza con cui Berlusconi ha governato per cinque anni avrebbe permesso a Prodi ben altri provvedimenti che le intenzioni hanno manifestato ma le condizioni pratiche non hanno consentito.

Ricordiamo le lacrime di Berlusconi quando arrivò la nave degli immigrati albanesi. Pretendeva un’accoglienza incondizionata contro un governo che si comportava male e poi, una volta al governo, ha fatto la legge Bossi-Fini.

Sta di fatto che mentre Berlusconi quand’era al governo era più preoccupato di apparire come “figo” al fianco di Busch o di Putin e allungare le mani sulle donne (vedi Russia) o a dare del Kapò a chi non gli andava, Prodi ha fatto accordi e contratti economici in mezzo mondo per assicurare all’Italia i fondamenti economici. Non ha toccato né il precariato, e nemmeno ha legiferato per quei diritti sociali che l’opposizione di Mastella e della Binetti hanno impedito nel tentativo di costruire uno stato confessionale cattolico.

In ogni caso, ad oggi, Berlusconi è sempre in vantaggio nei sondaggi elettorali per almeno otto punti. Segno che il paese è stanco di Prodi e non vede l’ora che al governo giunga un dinamismo e una stabilità che soltanto Berlusconi è in grado di garantire. Nonostante tutto.

Casini, da parte sua, continua a dire che è la sua presenza nel governo Berlusconi che ha impedito a Berlusconi di farsi gli affari suoi. Berlusconi, da parte sua, afferma che è colpa di Casini se non ha potuto abrogare la cattiva legge della Par-condicio che tanto danno sta facendo alla sua campagna elettorale.

I piccoli partiti si sentono un po’ emarginati dall’informazione.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì, marzo 12, 2008

Analisi elezioni politiche N. 18. La polemica: che cosa significa FASCISMO?

Che cos’è il fascismo?
Che cosa si intende per fascismo?
Sono convinto che molte persone che chiamano sé stesse fasciste intendono cose diverse da quelle che intendo io, ma viste le polemiche elettorali, alcune riflessioni sono d’obbligo.

Da:
http://www.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4658919,00.html


Berlusconi sdogana Ciarrapico: "Ci serve"

Roma, 12 marzo 2008
Chi meglio di un editore puo' capire quanto serva avere 'giornali non ostili' in campagna elettorale? Partendo da questa riflessione, Silvio Berlusconi ha sdoganato la candidatura di Giuseppe Ciarrapico dopo le parole sul fascismo 'mai rinnegato' e archiviato i malumori di Fini e An per una candidatura contrastata con veemenza fino a ieri sera: 'Anche Alleanza nazionale era d'accordo con questa candidatura'.
Il caso sembra insomma ormai chiuso, tanto che il Cavaliere ha dipinto l'oggetto delle polemiche come 'un signore di mondo che sprizza la simpatia di un Fabrizi'. Berlusconi a Palazzo Grazioli, ieri ha incontrato i cronisti e difeso la sua scelta: 'Si deve fare una campagna elettorale e si deve vincere. Ciarrapico e' l'editore di giornali importanti e credo, allo stesso tempo, che sia assolutamente importante che questi giornali non siano ostili'.
Alleanza nazionale mostra di non gradire l'intervento berlusconiano, tanto che il leader Gianfranco Fini, in serata, ha sottolineato: 'Fosse dipeso solo da me non l'avrei candidato. Diciamo che non godo della stima di Ciarrapico, mi ha definito un 'islamico-sionista'. Berlusconi, onori ed oneri, e' il leader della coalizione, si e' assunto la responsabilita' di inserirlo ugualmente in lista'.
Ieri mattina, Ciarrapico, per nulla turbato dalle polemiche, ha partecipato auna riunione dei candidati del Pdl nel Lazio nella sala Tatarella a Montecitorio. 'Era carico', ha spiegato l'esponente di An Gramazio con cui Ciarrapico si e' intrattenuto. 'Ci ha spiegato che dopodomani avrebbe incontrato i redattori dei suoi undici giornali per le indicazioni per la campagna elettorale', ha riferito ancora Gramazio.
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Se non altro la vicenda Ciarrapico dovrebbe, almeno un po’, aprire il discorso su che cos’è il fascismo.
Mi sembra che ci sia un po’ di confusione fra ideologia fascista espressa da chi può essere definito fascista e i “nostalgici” che vengono definiti con troppa superficialità fascisti. Non esiste un’ideologia fascista distinta dal concetto di “patria”, “suolo” “razza” e “cristianesimo”. Un’ideologia in cui questi quattro elementi dominano l’uomo tanto da privare il singolo individuo della sua identità se non si sottomette a queste quattro verità come le quattro verità vengono ideologicamente descritte dal potere che chiede sottomissione.
Nel fascismo l’uomo non è un soggetto in sé portatore di diritti sociali, ma è solo un soggetto portatore di doveri nei confronti di un’autorità che è sempre “divina”. Come tale chiede sottomissione. Nel fascismo l’autorità Istituzionale non è portatrice di doveri nei confronti dei cittadini, ma domina e decide i comportamenti dei cittadini. Fu in quest’ottica che Mussolini fece macellare milioni di Italiani dichiarando guerra a Russia, Francia, Inghilterra e quant’altro. Fu in quest’ottica che i bambini erano costretti a pregare un dio pazzo e cretino che veniva spacciato per creatore e padrone del mondo. Fu in quest’ottica che vennero scritte le leggi razziali con la deportazione dei cittadini e il macello di milioni di persone.
Il “nostalgico” spesso non è un fascista. Il nostalgico spesso proietta sul passato la propria interpretazione immaginata e si immagina di essere un Mussolini, esattamente come tanta gente si immagina di essere il dio creatore o il cristo Gesù.
E’ difficile riuscire a distinguere fra chi è nostalgico e chi vorrebbe girare la chiavetta delle camere a gas per macellare gli emarginati di turno; ma sicuramente chi vorrebbe o mete in atto delle azioni per girare la chiavetta della camera a gas per annientare gli emarginati di turno, normalmente viene definito fascista o nazista!

Tre candidate donna nel PdL, di quali principi sono portatrici?

Fiamma Nirenstein!
Se nei campi di sterminio ci metti ebrei o ci metti i palestinesi, cambia forse qualche cosa della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo? C’è forse un comportamento diverso di Israele nei confronti della Palestina da quello della Germania nei monti Sudetti? O forse l’ideologia nazista della soluzione finale è diversa dall’ideologia religiosa ebrea in II Re 10, 18-27? Lo stato d’Israele, che piaccia o meno, è nato rubando le case e la terra ad altre persone, facendo milioni di profughi e portando guerra e terrore là dove non c’era guerra e terrore.
Non si tratta di discutere sul diritto all’esistenza dello Stato ebraico, si tratta di discutere se i Palestinesi siano bestiame da mettere nei campi di concentramento e nelle camere a gas o essere usati come bersaglio per il tiro al piccione o se sono dei soggetti a cui si applica la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Sono le azioni che terminano il nazismo. Il fatto che gli stermini siano fatti dai tedeschi o siano fatti dagli ebrei: SEMPRE STERMINI SONO! E non esiste il diritto allo sterminio!
Lo stato Israeliano è talmente razzista da aver chiesto ed ottenuto da organismi sportivi internazionali di poter competere nei circuiti europei anziché in quelli asiatici propri della sua collocazione geografica. E’ una manifestazione di disprezzo: loro sono il “popolo eletto” gli altri sono “immondizia umana”!

Eugenia Roccella!
Non è legittimo privare i cittadini dei diritti Costituzionalemente determinati. Le organizzazioni cattoliche stanno facendo una guerra nella società civile per impedire che alle persone vengano riconosciuti quei diritti che sia la Costituzione che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo riconosce come SACRI. L’orientamento sessuale è SACRO e INSINDACABILE. E pertanto sono SACRI e INSINDACABILI i rapporti che ne derivano e che la violenza della chiesa cattolica nega per i suoi interessi. La negazione di questa sacralità equivale a negare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Carta Fondamentale dei Diritti dei Cittadini dell’Unione riaffermando il concetto fascista di famiglia: figli per la patria! Lo Stato non come espressione dei cittadini, ma come padrone dei cittadini che possono essere mandati in guerra, al macello e che, pertanto, è necessario preservare la famiglia come fabbrica di carne da cannone!

Souad Sbai, ?
Non ho elementi per dare un giudizio sulla sua collocazione. Combattere la violenza alle donne e aiutare gli immigrati ad integrarsi è sicuramente una posizione da condividere e che nessuno può negare, ma ci si chiede, a questo punto: come?
Come visto che sta nella stessa alleanza di chi:
-

“Padova, 7 dic. (Apcom) - Per un mea culpa espresso da Giorgio Bettio, consigliere comunale di Treviso che aveva suggerito metodi da SS per gli immigrati, arriva un altro affondo dal segretario del Pne Mariangelo Foggiato (ex segretario provinciale della Lega nord di Treviso) che durante la trasmissione televisiva di Telenordest, 'Hinterland', mercoledì sera, ha dichiarato: "Discutiamo di ragione e sentimento e il sentimento è genuino e schietto. La madre minacciata merita anche più di dieci a uno. E lo dico senza paura di essere denunciato. Non ho nessun problema a sostenere che anche nelle misure più drastiche applicate dal Nazismo e dal Fascismo ci fosse qualcosa di buono".”
---

La mia impressione è che la sua candidatura sia funzionale a far violenza alle donne musulmane o a giustificare la violenza nei loro confronti, però non ho elementi per dirlo. Integrare non significa “sottomettere” o “costringere a...” significa riaffermare i principi Costituzionali e sociali nel rispetto dell’individuo e, quando parliamo di violenza alle donne, in particolare alle donne musulmane in Italia, io ho una strana sensazione, che si voglia nascondere la violenza alle donne o ai bambini che avviene nella famiglia cattolica Italiana.

''Non fare i conti con le statistiche può portare a politiche errate''
Stupri, il 69% dei violentatori sono partner o conoscenti
Lo rivela uno studio dell'Istat. Solo il 27,3% delle donne riconosce il fatto come reato. Fuorviante lo stereotipo dell'immigrato, estraneo
VIOLENZA DONNE; ISTAT: IL 69,7% DEGLI STUPRI AVVIENE IN FAMIGLIA

Roma, 10 dic. - (Adnkronos/Ign) - Non è l'estraneo, immigrato, il prototipo dello stupratore italiano. Nel nostro Paese, infatti, il 69% delle violenze sulle donne è opera dei partner, dei mariti o di ex fidanzati, e solo nel 6% dei casi di estranei. A rivelare il dato, in evidente controtendenza rispetto ai luoghi comuni, è uno studio dell'Istat, presentato nell'ambito dell'incontro 'Global forum on gender statistics'. Una ''violenza invisibile'', spiega Linda Laura Sabbadini, direttore centrale per le indagini su condizione e qualità della vita dell'Istituto, e che ''porta a forti distorsioni nell'immaginario collettivo su cosa è oggi la violenza contro le donne''. ''Lo stereotipo dell'immigrato, non conosciuto, che violenta la donna italiana impera - prosegue - ma non è questa la violenza maggioritaria contro le donne italiane''.Cifre alla mano, il 69% degli stupri avvenuti in Italia sono opera dei partner, dei mariti o di fidanzati, mentre solo il 6% di estranei. Ma non solo. ''Se anche considerassimo che di questi autori estranei il 50% sono immigrati - ha specificato la Sabbadini - si arriverebbe al 3% degli stupri, e se anche ci aggiungessimo il 50% dei conoscenti, si arriverebbe al 10% del totale''. Insomma, dati che contrastano con la convinzione che le violenze per le strade siano opera di immigrati, ma ''non fare i conti con le statistiche può portare ad orientare in modo errato le priorità e il tipo di politiche''.

E’ mia impressione che Souad Sbai venga usata per riaffermare il diritto della chiesa cattolica di far violenza alle donne in quella concezione fascista di “dio, patria e famiglia” in cui il “dagli al musulmano” serve per impedire alle persone di vedere che cosa sta succedendo sotto il loro naso.

http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/03_marzo/10/elezioni_pdl_presenta_le_sue_donne_siamo_contro_quote_rosa,14256760.html

ELEZIONI/ PDL PRESENTA LE SUE DONNE: SIAMO CONTRO QUOTE ROSA
Roccella si occupa famiglia, Sbai integrazione, Nirenstein M.O.

Roma, 10 mar. (Apcom) - Le tre donne della Pdl hanno atteggiamenti diversi. Ironica e frizzante Fiamma Nirenstein, precisa e composta Eugenia Roccella, quasi intimidita Souad Sbai. Accanto a loro, in conferenza stampa a Montecitorio, i dirigenti di An e FI che hanno voluto la loro candidatura: da Fini a Bonaiuti, da Ronchi a Cicchitto, da Gasparri a Quagliariello. Le domande non mancano e spaziano dai temi etici a quelli di politica internazionale, i ruoli già definiti dalle stesse candidate: Roccella parla soprattutto di etica e famiglia, Nirenstein di terrorismo e pace, Sbai (l'unica a non avere un passato di militanza femminista) di integrazione e diritti delle donne.
Ronchi le presenta come "tre donne, tre testimonianze di vita, tre culture diverse che si incontrano". Nirenstein spiega di aver trascorso gli ultimi "dieci anni in un teatro di guerra, ho visto Israele vittima del terrore, ho visto l'undici settembre prima delle Twin towers nelle strade di Gerusalemme e Tel Aviv. Sulla questione israelo-palestinese sono per 'due popoli, due stati".
Tutte e tre sono contrarie alle quote rose, la Roccella assicura di non volere "l'abrogazione della 194", solo "un tagliando", Nirestein e Sbai fanno meno distinguo e difendono la legge sull'aborto. Roccella, portavoce del Family Day, spiega la scelta del Pdl: "Ho giudicato i fatti, il diverso atteggiamento del centrodestra e del centrosinistra di fronte a quell'appuntamento. Il Pdl ha una visione antropologica chiara, il Pd non ce l'ha". L'obiettivo di Sbai, infine: "La vera battaglia è aiutare le donne a uscire dall'analfabetismo e aiutare le seconde generazioni ad integrarsi".

La vicenda Ciarrapico ci dimostra come l’ebraismo, come ideologia religiosa, sia un’ideologia fascista anche nella percezione delle persone in relazione alla società civile. Curioso è questo personaggio, Alessandro Ruben che si indigna per le nostalgie di Ciarrapico e non si indigna per le sue posizioni. Come se aver fatto il fascismo negli anni ’30 e ’40 fosse diverso dal fare il fascismo nel 2008.
La violenza con cui il cristianesimo ha perseguitato gli ebrei e le paure seminate nei loro confronti da propaganda nazista, ha sempre costituito una barriera contro la possibilità di analizzare l’ebraismo come ideologia. Anche perché l’ideologia ebraica non diverge dall’ideologia cristiana e cattolica in particolare: tutte e due hanno a fondamento l’ideologia del super uomo che può macellare tutti in quanto non è sottoposto alla legge né a regole.
Se nella stupidità del tifo calcistico si presentano personaggi violenti e pronti a fare il saluto romano o a picchiare qualcuno, nella società civile il fascismo si esprime con la negazione dei diritti civili delle persone. E questo non viene fatto da chi fa il saluto romano, ma da chi è in giacca e cravatta, ma si sente tanto “uomo della provvidenza” contro i “bifolchi” che si illudono di avere dei diritti sociali nei confronti di lui che si ritiene tanto dio padrone.



Da:

http://www.iltempo.it/politica/2008/03/12/852524-ruben_elogia_fascismo_deve_stare_fuori.shtml

Il candidato fu picchiato dai fascisti
Ruben: «Chi elogia il fascismo deve stare fuori dal Pdl»
Appena esploso il caos Ciarrapico ha alzato il telefono per telefonare a Fini. Alessandro Ruben, ebreo romano nelle liste del Pdl in quota An, non ci ha pensato un secondo è lo ha detto chiaro da subito: «Ho An prende le distanze da Ciarrapico, o mi metto di traverso».

Lui, che dai fascisti ha anche preso le botte (quelle vere: qualche anno fa un gruppo estremista di destra fece irruzione nel suo studio e si fermò solo davanti al sangue) anche ieri non ha mollato la presa. La storia di Ciarrapico e del fascismo non gli va giù: «Auspico che chi ha voluto fare tali dichiarazioni faccia un passo indietro, rendendosi conto di quanto sia grave tutto questo soprattutto per i giovani nonchè per l'intero nostro Paese». Del resto Ruben è anche il presidente dell'Anti Defamation League Italia, la sezione italiana che cerca di contrastare l'odio antiebraico. «Il caso Ciarrapico - ha detto Ruben - è un grave errore politico. Ognuno può coltivare le idee che gli si addicono ma quelle di Ciarrapico, da lui rivendicate, hanno una valenza ideologica da respingere. Un partito che già nel simbolo esalta il valore della liberta, e di conseguenza della democrazia, valori questi che mi hanno convinto a partecipare a queste elezioni, non può annoverare tra i suoi candidati - ha proseguito Ruben - chi elogia un regime che proclamò le leggi razziali e spinse l'Italia nella guerra».
12/03/2008

Ma questo personaggio, Alessandro Ruben, non sapeva di essere nelle liste in compagnia con la Lega Nord? Di essere nelle liste con Alessandra Mussolini? Si sorprende per le affermazioni di Ciarrapico? Perché? Eppure la sua ideologia è affine! Ha mai condannato II Re 10, 18-27? O, forse, pensa che macellare i palestinesi nei campi in cui gli ebrei li hanno rinchiusi sia meno criminale che macellare gli ebrei nei campi di sterminio nazisti?
Sì! Sto parlando di RELIGIONE EBRAICA! Una religione che incita al massacro dei popoli confinanti e che viene imposta ai bambini ebrei, valgano per tutti i libri d’odio di Geremia e Isaia! O forse, questo personaggio ritiene legittimo, come del resto i cattolici, “O Babilonia devastatrice, beato chi ti ricambierà il male che hai fatto a noi! Beato chi prenderà e sbatterà i pargoli tuoi contro i macigni!” Salmo 137 (136) 8-9 Non ho sentito Alessandro Ruben condannare questa pratica imposta dal suo dio, ma l’ho vista mettere in atto dagli Israeliani di religione ed educazione ebraica, ad esempio a Sabra e Shatila.
“Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condanno' il massacro di Sabra e Shatila con la risoluzione 521 del 19 settembre 1982. Questa condanna fu seguita dalla risoluzione dell'Assemblea Generale che, il 16 dicembre 1982, qualifico' il massacro come "atto di genocidio".”
Non esiste un diritto al genocidio: PER NESSUNO!
Alessandro Ruben con le sue azioni e le sue alleanze, dimostra di essere FASCISTA mentre, Ciarrapico, sicuramente ha dimostrato di essere un nostalgico, ma almeno io, personalmente non l’ho sentito dire che contro a delle persone è necessario usare i metodi delle SS. Metodi evocati da alleati di Alessandro Ruben e resi sacri e legittimi dalla religione di Alessandro Ruben (come il cattolicesimo) sempre che si dimostri che i libri di Geremia, Isaia, i RE, e i salmi, non siano testi considerati sacri per gli ebrei.

La Santanché della lista della destra con Storace, anche oggi ha ribadito i valori etici e morali del fascismo: “Dio, patria e famiglia”. Valori che annullano la dignità dell’individuo in funzione del dio padrone, dello stato padrone delle persone, della famiglia padrona dei membri. Così dio può macellare le persone, lo stato può macellare le persone e il capo famiglia può far violenza alle persone. Quell’idea a fondamento del fascismo per cui l’uomo va costretto in ginocchio in nome del dio padrone, dello stato padrone e dell’organizzazione familiare in funzione della produzione di bestiame umano, si sta sempre più diffondendo. Non vedo differenze fra la destra di Storace, il Partito o popolo delle Libertà, l’UDC e, sinceramente, ne vedo poche anche nel Partito Democratico.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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L'imitatio Christi di Wojtyla e Ratzinger nello stupro di minori

La cosa più ridicola di chi scrive questi articoli è quella di fingere di ignorare che la pedofilia e la pederastia è un comportamento SACRO dei preti cattolici. Loro agiscono imitando il loro cristo Gesù! Il cristo Gesù dei cristiani fu arrestato con un bambino nudo (Marco 13, 51) e se Wojtyla o Ratzinger denunciassero alle autorità civili i preti stupratori denuncerebbero, di fatto il loro cristo Gesù come criminale!
Sono le Istituzioni della società civile che omettendo atti d’ufficio si fanno complici di stupro dei bambini ad opera dei preti cattolici. Sia attraverso atti omissivi, sia attraverso complicità dirette ed indirette come atti illegali di contiguità religiosa: esponendo il crocifisso!
La domanda è: perché Scola e Mattiazzo non sono stati inquisiti per terrorismo nella società civile?
Complicità Istituzionale che favorisce lo stupro dei bambini e coltiva il disagio sociale!
Se si comprendono gli interessi religiosi di Ratzinger che minaccia di scomunica chi denuncia il prete pedofilo in quanto egli non fa altro che imitare il cristo Gesù, non si comprendono i laici che continuano ad esaltare il cristo Gesù solo per permettere ai preti cattolici di continuare a stuprare bmbini!

Da:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Sui-pedofili-il-silenzio-e-sacro/2001669


Sui pedofili il silenzio è sacro
di Gianluca Di Feo
Il memoriale spedito a Wojtyla sugli abusi in Messico. Le accuse ai preti italiani. In un libro, le omissioni della Chiesa


Il libro "Viaggio nel silenzio"
Forte con i deboli e debole con i potenti. A leggere le inchieste e le rivelazioni sulle coperture del Vaticano ai sacerdoti accusati di pedofilia sembra di assistere a un capovolgimento dei valori della Chiesa. Scandali come quelli statunitensi o come l'incredibile vicenda di don Gelmini aprono crepe nella credibilità delle istituzioni ecclesiastiche e soprattutto nella loro capacità di prevenire e punire gli abusi sessuali del clero. Adesso un volume in uscita per l'editore Chiarelettere contribuisce ad aumentare i dubbi. In 'Viaggio nel silenzio' Vania Lucia Gaito raccoglie testimonianze e documenti inediti, fondendoli in una panoramica planetaria delle coperture concesse dalle curie ai protagonisti dei reati. Alcune delle storie raccolte sono paradossali. C'è la lettera-memoriale inviata a Giovanni Paolo II da un gruppo di sacerdoti e fedeli messicani contro padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo. E c'è il racconto del calvario di Alessandro Pasquinelli: "Nel gennaio del 2004 ho patteggiato una condanna per pedofilia. A quell'epoca ero parroco alla Vergine dei Pini, a Monsummano Terme. Ho patteggiato senza saperlo. E ho da scontare tre anni senza aver fatto nulla". Perché accettare una pena senza difendersi? L'ex parroco Pasquinelli sostiene di avere potuto provare la sua innocenza e mostra all'autrice del volume documenti e testimonianze. "Mi fecero firmare un foglio in bianco. Dissero che ci avrebbero scritto un mandato per l'avvocato. Invece ci scrissero il patteggiamento. E il patteggiamento ci fu senza che io neanche ne sapessi nulla. Mi venne comunicato a cose fatte dal mio vescovo". Che interesse poteva avere un vescovo a far condannare un suo sacerdote innocente? Pasquinelli viene descritto come un prete dinamico, preparato. Entra persino nell'Opus dei e racconta di avere diviso il suo tempo tra l'Opera e la parrocchia. Lì a Monsummano, nel pistoiese, si lancia nel progetto di una casa famiglia, da cui nascono le accuse contro di lui. Non le accetta: dichiara di avere reagito alle prime voci con denunce e con una gestione ancora più rigorosa della struttura. Mentre il vescovo di Pescia gli avrebbe consigliato il quieto vivere: "Con me fu chiarissimo: 'Io obbedisco al Vaticano: il Vaticano dice di trasferire senza scandali, e io ti trasferisco'. E così fece. Senza accertare i fatti, senza fare alcun genere di indagine, nulla". Pasquinelli elenca perizie a sostegno della sua innocenza. Ma quando diventa formalmente indagato entra in depressione. Fino a quella firma sul foglio bianco che si trasforma in una condanna 'benedetta' dal vescovo. Perché, sostiene nel libro, la Curia non voleva che la sua difesa al processo potesse far emergere ben altri scandali. Uno tra tanti: "Non voleva che si sapesse, poi, di Enrico Marinoni, un sacerdote che aveva preso dalla diocesi di Fiesole, che aveva alle spalle storie di adescamento di minori. Il vescovo l'aveva nominato responsabile dell'Azione cattolica bambini. Era stato come affidare le pecore al lupo, don Enrico si era scatenato, alla fine c'erano state le denunce e aveva patteggiato due anni e sei mesi". Pasquinelli dopo la sentenza ha reagito, chiedendo gli atti per andare al dibattimento e il vescovo lo ha sospeso. Da lì un percorso che lo ha visto lasciare la diocesi, per poi prendere moglie e diventare un alfiere dei preti sposati. Ma il suo racconto colpisce. Perché parte dal seminario: "Ho l'impressione che ci fosse una percentuale di omosessuali molto alta. È capitato anche a me di ricevere proposte". La più esplicita "venne da un mio compagno che, quando io ero in seminario, era già stato ordinato sacerdote". Descrive l'approccio, il bacio: "Lui continuò ad abbracciarmi e mi disse: 'La nostra è un'amicizia sacra'. Io non riuscivo a dire nulla, l'imbarazzo era troppo forte. Ero pietrificato. E a quel punto lui cercò di sbottonarmi i pantaloni". Non è solo questione di seminari. A Roma viene indirizzato "a un prelato del Vaticano con un ruolo molto importante. Telefonai e mi fu fissato un appuntamento. I miei amici, quando lo seppero, esplosero in risate e battutine: 'Ah, ma vai da Jessica! Attento! Mettiti la cintura di castità!'. Pensavo che scherzassero, e invece avevano ragione. In Vaticano mi ricevette in uno studio splendido, elegantissimo... Cominciò a lisciarmi le gambe, poi ad accarezzarmi. Io ero gelato. Poi arrivò alla cerniera dei pantaloni. Mi salvò il telefono, come nei film di terza categoria. Lui dovette rispondere e io mi alzai e andai alla porta".
(11 marzo 2008)

Quando mandate un ragazzo nella parrocchia o nell’oratorio riflettete, perché state sacrificando il suo futuro. Un futuro che gente come Galan e Zaia, tesi ad arraffare il presente negano e disprezzano finanziando oratori e parrocchie al fine di favorire l’attività dei cattolici di costringere bambini in ginocchio.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.Le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì, marzo 10, 2008

Analisi elezioni politiche N. 17: Deposito delle liste e situazione elettorale!

Il deposito delle liste elettorali si sta concludendo.
Alcuni elementi vanno sottolineati.
Innanzi tutto i socialisti di Boselli hanno decretato la loro fine sia come partito che come storia. Boselli ha offerto un posto nelle liste a Mastella affermando che Mastella aveva subito un’ingiustizia. Al di là del fatto che la sinistra percepisce in Mastella l’individuo che per i propri fatti privati ha fatto cadere il governo, ma, rispetto ai socialisti, Mastella è un cattolico integralista che gestisce il sociale mediante delle relazioni mafiose (le raccomandazioni di Ceppaloni) al di là che tale metodo di gestione sia o non sia penalmente rilevante. E la sinistra è sensibile a questo tipo di relazioni.
Il secondo aspetto da rilevare è il fallimento di Tabacci, Pezzotta e company che, usciti dall’UDC per la questione Cuffaro, dopo calcoli di bottega (farli è non solo legittimo, ma doveroso) hanno ritrovato l’unità con l’UDC. Non si tratta che i calcoli di bottega siano più o meno legittimi, si tratta di come si giustificano le scissioni e di come si giustificano gli accordi.
Un altro elemento da rilevare è la presenza nelle liste, almeno per ora sembra, di un’ebrea integralista, di un musulmano integralista e di una cattolica integralista nelle liste del Partito delle Libertà o del Popolo delle Libertà. Tre integralisti religiosi presentati nelle liste in quanto integralisti religiosi. Tre persone la cui presenza serve a sottolineare l’integralismo religioso del Popolo delle Libertà.
La Russa ha sottolineato “Musulmano moderato!”, probabilmente nel senso che non mette le bombe con Bin Laden, ma sicuramente preme per la morale musulmana in un’alleanza anticostituzionale con i cattolici integralisti e gli ebrei integralisti.
Bitonci esprimerà a livello nazionale il razzismo e il nazismo della società Veneta usato come bandiera dalla Lega Nord. Qui deve essere ringraziato Pietro Calogero!
Lo stato è fatto da due strutture, una eletta politicamente e una composta da quelle Istituzioni che avrebbero dei doveri, ma che quando assumono le categorie mafiose del dominio sociale diventano vere e proprie strutture di aggressione alla società civile.


In questa situazione avviene il deposito delle liste elettorali.
Ci si appresta ad affrontare una campagna elettorale in cui lo schieramento di Berlusconi ha almeno 8 punti in percentuale di vantaggio su Veltroni e al momento non si intravedono delle novità tali da modificare lo spostamento di voti.

In ogni caso lo spostamento di voti sarà comunque minimale in quanto, solo le sollecitazioni emotive di una campagna elettorale in cui Berlusconi straccia il programma del Partito Democratico e Veltroni gli risponde che lui “è buono!”. Berlusconi fa appello a sentimenti emotivi di persone che sentono le regole sociali come delle gabbie e Veltroni risponde con risposte razionali che pur avendo un senso logico non solo non comunicano alle persone, ma finiscono per infastidirle spostando la loro attenzione dalle questioni della campagna elettorale alle questioni della loro quotidianità che imputano a chi ha gestito negli ultimi due anni il governo.

Ad esempio, la diminuzione dell’ICI prima casa non è ancora stata registrata dalle famiglie. Quando Berlusconi avrà il governo le famiglie attribuiranno a Berlusconi l’aver diminuito l’ICI sulla prima casa.
Attribuiranno a Berlusconi gli effetti delle liberalizzazioni fatte da Bersani, mentre a Bersani saranno attribuiti gli aumenti che il caro petrolio stimola mentre non sarà registrato il contenimento delle tasse sulla Benzina del provvedimento varato avendo le persone già dimenticato che Berlusconi, appena giunse al governo, sette anni fa’, abrogò un analogo provvedimento. Berlusconi riesce ad attribuire a Bassolino le sue responsabilità sulla spazzatura, ma riesce ad attribuire a Bassolino la responsabilità del venir meno ai propri doveri della magistratura Napoletana che, di fatto, ha favorito la camorra e la distruzione del territorio campano.

In ogni caso, comunque sia, Berlusconi si sta avviando a vincere le elezioni.
Né la vittoria elettorale di Zapatero in Spagna, né il risultato dei socialisti in Francia, sembra incidere sull’orientamento in Italia.
Da questa sera le liste sono depositate definitivamente e inizia la campagna elettorale vera e propria.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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giovedì, marzo 06, 2008

Analisi elezioni politiche N. 16: continuano i giochi sulle liste dei possibili eletti!

Nella continua attesa della definizione delle liste elettorali, spicca, in questo momento, il tentativo della chiesa cattolica di assicurarsi il controllo di tutte le coalizioni. Si rafforza l’UDC con la candidatura della cattolica integralista Borghese nel Lazio e di Cuffaro in Sicilia. Reazioni nel Partito delle Libertà che ribadisce che il cattolicesimo è nel suo DNA e rimangono le affermazioni di Veltroni secondo cui la chiesa cattolica non interferisce, ma suggerisce.

Nessun schieramento sta raccogliendo l’opposizione al cristianesimo.

E’ forse il dato più appariscente di questa tornata elettorale.

Sta emergendo una vera e propria rivoluzione nella struttura politica nazionale al di là di chi vincerà le elezioni.

L’UDC candida anche De Mita con l’obbiettivo di raccogliere i voti dei transfughi dell’UDEUR di Mastella.

Il resto sono schermaglie. Un po’ per sollecitare candidature e un po’ per non dire nulla fino all’avvio della campagna elettorale vera e propria.

Una cosa dev’essere annotata, sarà l’effetto Casini o sarà per il fatto che Alleanza Nazionale si è defilata, ma Berlusconi appare molto meno credibile che non nelle scorse campagne elettorali. Pur dicendo le stesse cose, queste hanno meno presa sulle persone. Sembra che si sia rotto un ingranaggio di congiunzione emotiva fra Berlusconi e gli ascoltatori televisivi. Non che dica cose diverse, ma le stese cose vengono recepite con una diversa adesione.

Non so quanto gli altri partiti sapranno approfittarne. Il risultato elettorale appare molto incerto. Molto di più di quanto non appariva venti giorni fa.
Aspettiamo il deposito delle liste elettorali e poi seguiamo i flussi delle tensioni elettorali.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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lunedì, marzo 03, 2008

Analisi elezioni politiche N. 15: sondaggi e aspettative!

Siamo giunti alla fase finale.
La stretta finale della presentazione delle liste e degli accorpamenti.
Mastella con l’UDEUR sembra fuori da ogni schieramento. Un problema lo ha anche la Rosa Bianca di Tabacci che, unendosi all’UDC per le elezioni nazionali, scinde la propria candidatura nelle elezioni regionali siciliane.
C’è da sottolineare che Veltroni sta arruolando gli industriali nelle sue liste e che la Sinistra Arcobaleno ha alzato i toni della contrapposizione col Partito Democratico. Quasi fosse un contrappeso, Storace sta facendo una campagna attiva cercando di attirare le forze ideologiche della destra di AN che deluse per l’accorpamento messo di atto dalla Mussolini e da Fini nel Partito delle Libertà stanno cercando una faticosa collocazione.

Prima di iniziare l’analisi dei programmi, Partito Democratico e Partito delle Libertà, c’è una cosa da dire a proposito dei sondaggi e dei sondaggisti.
Pur lasciando a tutti il diritto di credere ciò che vogliono credere, io ho delle informazioni dirette sulle tecniche dei sondaggi fatte dalle agenzie incaricate da Berlusconi. Berlusconi ha adottato una tecnica particolare. Ha detto alle agenzie di confezionargli dei dati su misura, tanto da convincerlo di un andamento favorevole dell’opinione pubblica. Quando lui è convinto, in TV appare credibile perché non deve nascondere che sta mentendo e mantiene così un’aria di credibilità. I dati delle agenzie “serie” di Belusconi sono dati taroccati. Ottenuti con trucchi che gli analisti conoscono molto bene. Non so, però, quanto siano taroccati. Non so se la taroccatura riguarda uno o due punti o se comprende un margine più ampio.

Detto questo, è necessario porre l’attenzione sugli spostamenti degli elettori.
Ad esempio: una campagna elettorale compiacente della sinistra arcobaleno danneggerebbe sia sé stessa che il Partito Democratico.- Sé stessa perché gli elettori della sinistra Arcobaleno finirebbero per avere la sensazione di sudditanza e, allora, preferirebbero votare per il Partito Democratico più che per la sinistra Arcobaleno e danneggerebbe il Partito Democratico ben felice di perdere quel 3-4% di voti a sinistra per poter prenderne almeno due volte e mezza al centro qualora i centristi fossero liberati dal timore che i loro voti favorirebbero una “sinistra massimalista”.

E’ proprio in questo gioco che si inseriscono le strutture mafia dei vari partiti ( quelle a cui interessa gestire centri di potere nelle regioni, province, comuni ed enti più che non l’ideologia dei partiti in sé). Sono in quelle strutture che sono in atto i grandi spostamenti. Spostamenti sia in Sicilia che nel resto d’Italia. Forse il caso più appariscente è quello dell’UDEUR che, senza prospettive di entrare in Parlamento, sta subendo un fuggi, fuggi, generale. Spostamenti sono in corso anche nell’UDC e in Alleanza Nazionale. Gli spostamenti delle strutture mafiose interne ai partiti è forse il uno dei motivi delle affermazioni di Berlusconi in relazione ai vantaggi che gli danno i suoi sondaggi. Quel momento in cui i sondaggi reali daranno PD e PdL alla pari e Berlusconi perderà un attimo di appiglio nella riaffermazione della propria superiorità, gruppi mafiosi all’interno del Partito delle Libertà sono pronti per il trasloco. Difficile che avvenga il contrario in quanto il PD era già dato perdente anche se il caso Bassolino e Del Turco lasciano perplessi molti elettori.

Cosa capiamo noi dei programmi?
Cosa capiscono gli elettori dei programmi?
Dire: “Meno tasse!” Può non significare nulla se non si dice come, dove e quando!
Però esiste l’arte di lasciare immaginare, e sarà proprio questo uno degli argomenti che tratterò.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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