Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, maggio 14, 2008

2 Giugno: Festa della Repubblica o Funerale della Costituione?

Quanto ciò che è successo è grave?
Quanto di ciò che è successo può essere riassorbito dalla società civile?
Io, personalmente, sono sconvolto.

Riporto da:


http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_73454310.html

2008-05-14 20:02

Napoli: rom in fuga, campi in fiamme

NAPOLI - Un grosso incendio sta bruciando uno dei campi rom del quartiere di Ponticelli in via Malibran. Il campo che si trova proprio di fronte alla villa comunale del quartiere era stato abbandonato nella nottata dai nomadi. Sul posto sono già intervenuti i vigili del fuoco, mentre il traffico veicolare è interdetto dalla polizia.
A PONTICELLI IN FIAMME ALTRO CAMPO ROM
Un secondo campo rom, deserto, è stato dato alle fiamme nel quartiere di Ponticelli a Napoli. Il campo si trova nei pressi di via Argine, a pochi decine di metri da quello bruciato circa mezz'ora fa. I vigili del fuoco, che avevano appena terminato di spegnere il primo incendio, si sono subito spostati verso il secondo campo. Secondo le prime ipotesi fatte dalle polizia, gli incendi appiccati da ignoti farebbero parte di una strategia per evitare l'eventuale ritorno dei rom nei campi nomadi abbandonati.
C'E' CHI APPLAUDE FIAMME E FISCHIA I POMPIERI
Un gruppo composto in prevalenza da donne e bambini canta e applaude mentre le fiamme divampano nel campo che fino a ieri accoglieva decine di famiglie rom. E' una delle scene cui hanno assistito i vigili del fuoco, intervenuti per domare le fiamme che sono state spente e appiccate a più riprese. Stamane alcuni sconosciuti sono tornati a dare fuoco al più piccolo dei campi di via Malibran, già incendiato ieri. Mentre il fumo si levava dall'accampamento, un gruppetto di abitanti di Ponticelli "festeggiava" battendo le mani e cantando: all'arrivo dell'autobotte, le donne del gruppetto hanno apostrofato i pompieri con fischi e urla di dissenso. "Voi spegnete le fiamme e noi torneremo a incendiare", hanno ripetuto.
SPEGNETE INCENDI? LO RIFAREMO
Non si placa la protesta a Ponticelli: la gente è scesa di nuovo in strada e tra le urla minaccia: 'voi spegnete questi incendi ma noi li riaccenderemo''. La rabbia, spiega la gente del posto, è scattata soprattutto perché "in questi anni noi siamo stati vicini ai rom, li abbiamo aiutato e loro ci hanno ripagato con la brutta moneta del tentato sequestro della bimba". "Voi qui dovete pulire tutto - continua a minacciare la gente - altrimenti vi facciamo correre qui cento volte".
MANIFESTANTI: VADANO VIA ANCHE DA ULTIMI CAMPI
"Li abbiamo sopportati per troppo tempo, adesso se ne devono andare via": l'umore della piazza è riassunto da una delle manifestanti davanti agli ultimi due campi rom rimasti abitati a Ponticelli esprime la determinazione la gente del quartiere. I manifestanti presidiano l'ingresso che è controllato da polizia e guardia di finanza. Sul posto anche Vittorio Merito, consigliere della sesta municipalità, gruppo Popolari Udeur, secondo cui al più presto anche gli ultimi due insediamenti verranno abbandonati dai rom. "Il problema - dice Merito - ci é sfuggito di mano, già da due anni avevamo lanciato l'allarme sulla necessità di trasferire i rom da Ponticelli verso un centro di accoglienza dove fossero garantite le condizioni minime di igiene e vivibilità. Ma il nostro appello è rimasto inascoltato". La polizia dovrebbe presidiare i due campi rom della rotonda in via Argine anche dopo un eventuale sgombero: i campi, infatti, sono proprio sotto un ponte del raccordo autostradale e un eventuale incendio potrebbe causare gravi pericoli per la circolazione sul soprastante viadotto.


Hanno assaltato donne, uomini e bambini con bottiglie incendiarie. Se fossero stati no-global avrebbero mandato i celerini.
Non è importante sapere se “dietro” c’è la camorra. E’ importante sapere che cosa c’è davanti.
Non voglio puntare il dito contro nessuno che non sia intervenuto a lanciare molotov o abbia partecipato agli assalti.
Registro soltanto che non è diverso quello che è successo a queste persone da quanto successe agli ebrei.
Ci sono brutti segni che girano in questo paese. Brutti segni spesso portati da squadre che nulla hanno a che vedere con le Istituzioni, ma che sembra vengano usate da una parte delle Istituzioni per costruire un clima che ricorda molto il prologo del ventennio fascista in Italia.

L’Europa vigila?
Forse, ma quello che mi preoccupa è come i cittadini veicolano le loro paure e le tensioni della società. Quello che mi preoccupa è la capacità delle Istituzioni di controllare il territorio come la Costituzione indica.
Ho l’impressione che ci sia qualche cosa di marcio che stia crescendo: una disgraziata ha preso in mano un neonato. Non si conoscono le intenzioni, né le intenzioni sono trapelate dagli organi inquirenti; una ragazza, forse incinta, è stata gettata nel pozzo da tre balordi di un paese dopo essere stata bruciata. Eppure i due fatti vengono trattati in maniera diversa.
Consentitemi una riflessione che sicuramente chi legge non capirà:

Io ho l’impressione che chi ha gettato la ragazza nel pozzo siano anche coloro che hanno dato l’assalto alle baracche dei rom.
Lo so che non sono le stesse persone. Ma in loro si muove la stessa tensione emotiva, lo stesso desiderio di nulla e di distruzione. Lo stesso desiderio del pezzente di riaffermare il proprio dominio su altri pezzenti perché è incapace di chiedere giustizia o diritti sociali non sapendo che farsene di giustizia e di diritti sociali.
E’ così che iniziò il ventennio: con un Fini che, presidente della Camera dei Deputati non garantisce il diritto di parola alle persone. L’omicidio Matteotti maturò in un clima simile. Squadre di picchiatori in piazza contro i più deboli e l’impedimento dell’espletamento dei diritti politici, etici e sociali delle persone in presenza di un’opposizione debole e infingarda dei diritti civili come sta dimostrando essere Veltroni.
Auguri Italia! Io ho già dato, non aspettarti da me un altro soccorso.
Il 2 giugno è la “festa” della Repubblica: che non si trasformi in un funerale.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail: claudiosimeoni@libero.it