Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

venerdì, maggio 30, 2008

La scelta di Vincenza Santoro Galani e la morte come ricerca di felicità!


Qualcuno rende difficile il vivere delle persone per rendere paurosa la morte: chi ne ha interesse?
Nascondere le difficoltà della vita e costringere le persone ad accettarle SOLO PER PAURA DELLA MORTE.
Noi viviamo in una società malata perché in questa società non si da importanza alla felicità che arreca all’individuo la morte del corpo fisico.
In questa società si cerca di nascondere la felicità che arreca la morte per costruire la disperazione della vita.
La morte è il trionfo della vita; è la felicità dell’individuo.
Non c’è angoscia nella morte. L’angoscia non c’è nell’azione del morire, l’angoscia c’è nell’idea, educazionalmente imposta, che le persone hanno della morte. Solo che l’angoscia che le persone hanno della morte è l’angoscia del loro vivere nella loro quotidianità.
Chi vive trafficando in schiavi deve costringere le persone allo schiavismo mediante il terrore della morte. Un terrore che alimenta costantemente con la minaccia, il ricatto e il dolore all’interno di una condizione in cui lo schiavo non immagina il benessere psico-emotivo che la morte gli dona, ma immagina un dolore gigantesco.
Eppure, nelle esperienze di premorte, NDE ( Near Death Experiences ), il paziente afferma: “La luce in fondo ad un tunnel, calore, un senso di pace e di felicità e il tempo che smette di scorrere. Sono gli ingredienti di tutte le esperienze di premorte raccontate da persone che hanno superato chine estreme come incidenti stradali, arresti cardiaci, stati di coma.” (Tratto da La Repubblica del 13 aprile 2006)
Ho fatto una piccola pagina per costringere le persone a riflettere.
La pagina dal titolo: LA MORTE E' LA FELICITA UMANA'".
Si tratta di un concetto Pagano Politeista che partendo dall'idea che la vita dell'individuo, come il suo corpo, sia una SUA proprietà inalienabile, considera la morte come il trionfo delle trasformazioni della sua esistenza. Per contro: la morte è fonte di terrore e disperazione per il cristiano. Una disperazione che deve imporre ad altri.
L’individuo raggiunge la felicità solo nella morte.

Qualcuno mi dice:

"Scusa Signor Simeoni, allora quand'è così, uno si compra la pistola e si spara in fronte. Così sei finalmente felice."

Gli rispondo:

Non ti sembra che simili azioni avvengano piuttosto spesso nella società in cui viviamo?
Molte persone pongono fine ai loro affanni, uccidendosi.
Uccidendosi, molte persone ritengono di essere più felici di come stanno vivendo.
E' un dato di fatto!
Allora ci si deve chiedere: che cos'è la morte?
E' il trionfo della vita!
Nel senso che tu non cercherai mai la morte fintanto che la vita ti darà qualcosa attraverso il quale arricchire te stesso. Questo "qualcosa attraverso il quale arricchire te stesso" può cessare a breve, per la concomitanza di condizioni di vita atroci, o può presentarsi molto avanti con gli anni a mano a mano che la struttura fisica degenera.
Questo è il senso della felicità.
Se la società in cui viviamo disarma gli individui davanti alle contraddizioni dell'esistenza, spingerà gli individui a cercare la felicità, o l'arricchimento di sé stessi, fuori dalle condizioni d'esistenza.
Ciò non toglie che la morte DEVE essere celebrata come un momento felice.
Solo i trafficanti di schiavi instillano il terrore della morte per dominare le persone.
La morte è una porta che si apre: dove si apre, dipende da noi. In ogni caso, sempre sulla felicità!

La morte come felicità umana apre un altro discorso: apre il discorso sulle FORTI MOTIVAZIONI DELLA VITA, proprio in antitesi alla morte come felicità. Una società che si propone di fornire ai propri cittadini forti motivazioni alla vita in contrapposizione ad una società che pretenda di governare i cittadini attraverso il terrore della morte. Quel timore e tremore che caratterizza il cristiano: "Sono stato abbastanza sottomesso alla morale del dio padrone affinché il dio padrone mi garantisca il paradiso o una buona reincarnazione?" Invertire l'approccio alla morte permette alle persone di cercare motivazioni diverse per le quali vale la pena di vivere. Davvero pensate che il kamikaze musulmano possa avere delle motivazioni di vita superiore al dolore che prova nel vivere la situazione sociale e personale che sta vivendo? Davvero pensate che basta avere la promessa delle settanta vergini per farsi esplodere? E il ragazzo di diciotto anni che si è ammazzato perché i genitori si sono separati: quale disperazione viveva?
Chi cerca la morte, cerca la felicità
E cerca la felicità in una società che non gli fornisce motivazioni sufficienti per allontanare il desiderio della morte quale idea di felicità.
Nella società occidentale, la morte viene rimossa come consapevolezza da trasmettere.
Ciò che io voglio far comprendere è che la morte è fonte di felicità.
Questo può apparire paradossale, ma provate a riflettere.
Una società è importante perché gli Esseri Umani vivono in quella società; producono delle merci; consumano delle merci; accumulano la ricchezza; solo così una società è ricca. La ricchezza materiale e culturale di una società è fonte di felicità. Una felicità che giustifica la vita in contrapposizione alla felicità prodotta dalla morte. Se muoio non posso fare all'amore; e allora, se faccio all'amore, ricevo una felicità che mi allontana dalla morte. Mi fornisce una motivazione di vita superiore alla felicità che mi darebbe la morte. Ma se la chiesa cattolica costruisce la patologia psichicatrica impedendo alle persone di fare liberamente sesso nonostante loro ne sentano gli stimoli, lo stato di infelicità che viene imposto all'individuo lo può portare o a delinquere (pertanto condannato a morte) o al suicidio nella ricerca di una felicità che il vivere non gli fornisce.
La morale cattolica, militarmente imposta mediante le costrizioni sociali, induce le persone a cercare la felicità nel suicidio.
Qualunque sistema sociale trema quando gli individui vedono nella morte una fonte di liberazione; è pronto ad usare per il proprio potere il piacere della morte, ma il piacere della morte arriva per ogni individuo.
Anche per gli individui che vivendo una sindrome di onnipotenza, in questo momento, pensano di aver diritto a decidere la vita o la morte di milioni di persone.
La morte e la disperazione della morte, come è arrivata per Wojtyla, così arriverà anche per Ratzinger.

Riflettete perché la chiesa cattolica ha avuto necessità di costruire il terrore per la morte. Come diceva Epicuro: "Quando noi siamo, la morte non è; e quando è la morte, noi non siamo!"
Perché dunque averne paura?
La morte è felicità! Ed è felicità anche per un disperato come Wojtyla, in quanto, anche se non ha partorito il suo corpo luminoso, ha, se non altro, messo fine alle sue angosce.
Si ha paura della morte solo perché c'è la disperazione; la disperazione di NON AVER VISSUTO!
Si muore come si è vissuti; e si vive in funzione della propria morte!
Non c'è un corpo fisico con cui si rinasce; c'è piuttosto una nascita col corpo di energia che abbiamo costruito nel corso della nostra esistenza. Ma l’esistenza deve essere RICERCA DEL PIACERE; manifestazione di felicità sia in potenza che in essere. La morte del corpo fisico, per il Pagano Politeista, si traduce nella felicità della nascita. La nascita del corpo luminoso che ha incubato e costruito dentro di sé nel corso di tutta la sua esistenza.
La morte come felicità è un concetto Pagano!
Da come TU pensi la morte, COSI’ ORGANIZZERAI LA TUA VITA!

E’ di oggi la notizia:

“Modena, 29 maggio 2008 - E' quello di Vincenza Santoro Galani, 70 anni, il primo caso modenese di applicazione della norma, vigente dal 2004, sul testamento biologico, che consente di rifiutare le cure e morire come si desidera.
La donna è morta l'altro giorno nell'ospedale di Baggiovara secondo le sue volontà: il magistrato Guido Stanzani le ha infatti concesso il permesso il 9 maggio scorso, dopo aver stabilito che il rifiuto di terapie intensive, anche salvavita, può essere espresso dall'amministratore di sostegno che affianca il paziente.
Pertanto, quindici giorni fa, il giudice ha emesso il decreto, raro, con il quale l'amministratore di sostegno della signora Vincenza, che è il marito, è stato autorizzato a negare ai sanitari il consenso necessario per praticare la ventilazione forzata ma anche a chiedere ai medici le cure palliative più efficaci per non fare soffrire la moglie.
La paziente, originaria di Foggia, ma residente a Sassuolo, da tre mesi era ricoverata all'ospedale nel reparto di neurologia, affetta da Sla (sclerosi laterale amiotrofica). Una malattia che, lo si sapeva, non le dava scampo: lei ha comunicato a marito a ai figli l'intenzione di non essere sottoposta a tracheotomia qualora il suo stato fosse peggiorato. Una prospettiva che avrebbe consentito il collegamento al polmone artificiale, non certo la guarigione, e dunque solo un prolungamento delle sofferenze.
Il quadro clinico è rapidamente peggiorato, ma la donna ha visto rispettate le proprie volontà. Un primo caso che potrebbe suonare come una speranza per i tanti Welby che ci sono in Italia: il testamento biologico c'è già, è una realtà.
-- Fine testo prelevato da Internet---

Tratto da:

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/modena/2008/05/29/92785-paziente_rifiuta_cure_muore.shtml


La morte è sempre ricerca di felicità. Quando qualcuno vi impone la paura della morte significa che vuole trasformarvi in schiavi.
Sono le forti motivazioni nella vita che DEVONO impedirci di desiderare la morte.
Altri dati all’indirizzo:
http://www.stregoneriapagana.it/spesalvi47.html
Già, Ratzinger è terrorizzato dalla sua morte che ormai sente imminente.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it