Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

martedì, giugno 10, 2008

Allarme sociale provocato dagli Imprenditori - N. 2


Giustamente la Mercegaglia indica i casi di imprenditoria che suscitano allarme sociale e che non rispettano i contratti sociali.
E’ un esempio di imprenditoria attiva Italiana: più operazioni, più soldi. Lo scopo dell’imprenditore non è quello di lavorare in attivo?
Se si opera si prendono soldi, se non si opera non si prendono soldi e dunque, in quest’ottica si esprime il concetto imprenditoriale italiano che ha indotto questi imprenditori in campo medico ad asportare i polmoni dei pazienti ammalati di tubercolosi.
La sanità pubblica ha come scopo, far guarire le persone. La sanità privata ha come scopo, assicurare profitti.
Non siamo davanti ad una zingarella che si infila in casa siamo davanti ad un anziano che per tre volte ha subito un’operazione al seno a 92 anni ed è morto sotto i ferri.
Ogni persona che entra in una struttura sanitaria privata di questo tipo può incorrere in questa situazione.
Una situazione che garantiva uno stipendio mensile ai medici di circa 28.000 euro.
Quanti contratti sociali hanno rotto questi imprenditori della sanità privata?

Riporto l’articolo prelevato da:
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lombardia.php?id=1.0.2238471621



Circa 4mila le cartelle sequestrate e 88 i casi di lesioni
Milano, arrestati per omicidio medici di una clinica privata

Eseguite dalla Guardia di Finanza 14 ordinanze di custodia cautelare - due in carcere e 12 ai domiciliari - a vario titolo per truffa, lesioni e omicidio volontario con l'aggravante della crudeltà. Casi di tubercolosi curata con l'asportazione dei polmoni.Milano, 9 giu. (Adnkronos) - Medici di una casa di cura fermati per omicidio. E' una delle accuse per cui i militari del Nucleo provinciale della Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito questa mattina 14 ordinanze di custodia cautelare, due in carcere e 12 agli arresti domiciliari, nei confronti di alcuni medici ed ex dirigenti di una clinica privata del capoluogo lombardo. Agli arresti sono finiti 13 medici della clinica Santa Rita e il rappresentate legale della casa di cura.Tra le accuse contestate dalla Procura del capoluogo lombardo vi sono la truffa al sistema sanitario nazionale, lesioni personali e omicidio volontario con l'aggravante della crudeltà. Secondo quanto emerge, è coinvolta un'intera équipe del reparto di Chirurgia toracica; a finire in manette sono stati i medici Pietro Presicci e Pier Paolo Brega Massone. Ci sono inoltre 10 casi di tubercolosi curata con l'asportazione dei polmoni nell'inchiesta milanese sulla clinica Santa Rita. Un'inchiesta che ha permesso di far luce su interventi chirurgici definiti dagli inquirenti "inutili, dannosi, avventati, inspiegabili nei confronti di ignari pazienti". E tra i casi presi in esame dalla Procura di Milano anche quello di una 92enne che ha subito per tre volte in 7 mesi un'operazione al seno ed è morta sotto i ferri. Complessivamente sono circa 4mila le cartelle sequestrate e 88 i casi di lesioni gravi e gravissime nei confronti del personale della casa di cura. Tra rimborsi indebiti e ricoveri prolungati, è di 2,5 milioni di euro l'importo complessivo della truffa al Sistema sanitario nazionale che la casa di cura avrebbe messo a segno a partire dal 2007. Secondo l'accusa il personale della casa di cura avrebbe falsificato le cartelle cliniche affermando la sussistenza di patologie e necessità terapeutiche allo scopo di chiedere alla Regione Lombardia e al Servizio sanitario nazionale un rimborso superiore a quello dovuto, per gli anni 2005 e 2006. Diverse anomalie sono state evidenziate in alcuni reparti della struttura sanitaria (riabilitazione, oculistica e chirurgia toracica) con ricoveri molto superiori rispetto a quelli messi in atto in altre strutture.Le truffe al servizio sanitario nazionale garantivano ai medici compiacenti della clinica Santa Rita di Milano uno stipendio mensile pari a 28mila euro circa. Il sistema veniva realizzato attraverso l'utilizzo di codici 'errati' (drg) per indicare ricoveri diversi da quelli effettivamente erogati e ottenere contributi superiori a quelli previsti. Lo stipendio di un medico, di poco inferiore ai 2mila euro, poteva così lievitare, spiegano gli inquirenti, 'gonfiando' i codici di rimborso e raggiungendo budget di decine di centinaia di euro. Un sistema che, ha accertato l'inchiesta partita nel 2005, sarebbe stata messa in atto quasi 4mila volte. Elementi che emergono, spiegano i magistrati, dalle intercettazioni telefoniche. ''L'interesse economico - sottolineano i pm titolari dell'inchiesta - era subordinato all'interesse del paziente''. E proprio le intercettazioni, ha sottolineato il colonnello della Guardia di Finanza, Cesare Marangoni, "hanno consentito di accertare i 5 casi di omicidio volontario di cui sono accusati 3 medici del reparto di Chirurgia toracica del Santa Rita". Al momento, "non si è in grado di fornire alcun commento" spiegano dalla clinica Santa Rita. "L'Istituto clinico ha appreso questa mattina dalle notizie trasmesse in rete" dalle agenzie di stampa "che la Guardia di Finanza starebbe eseguendo una serie di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di non meglio individuati primari, ex primari e medici che collaborano o hanno collaborato con la nostra struttura ospedaliera", si legge nel comunicato. Ma "essendo venuti a conoscenza dei fatti esclusivamente dai mass media", la clinica non rilascia per ora alcuna dichiarazione specifica.

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Si tratta chiaramente di una strage, al di là di come la tratteranno i giudici e, soprattutto, se la tratteranno.
Gli imprenditori hanno il denaro per prolungare i processi a piacimento per ottenere quella prescrizione che anche se li condanna moralmente ad essere considerati dei nemici della società, non li priva del “diritto” di continuare a mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
C’è un forte allarme sociale nei confronti degli imprenditori e una scarsa sicurezza sia ad opera delle forze dell’ordine che ad opera delle Istituzioni pubbliche preposte. Dal momento che l’intervento nei confronti di questi imprenditori avviene dopo che hanno procurato lesioni gravi a delle persone, significa che sono mancati tutti i controlli a monte.

E quanto allarme sociale hanno provocato questi imprenditori?

Tratto da:
http://www.agi.it/genova/notizie/200805271849-cro-r012728-art.html


TANGENTI: GIP GENOVA ATTENUA MISURE CAUTELARI PER INDAGATI

(AGI) - Genova, 27 mag. - Arresti domiciliari revocati per Giuseppe Profiti, presidente dimissionario dell'ospedale pediatrico Bambino Gesu' di Roma di proprieta' della Santa Sede, uno degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti e casi di corruzione e associazione a delinquere legati agli appalti delle mense del Comune di Genova e della Asl 2 savonese. 'Siamo felicissimi - ha dichiarato Giuseppe Gallo, legale del professore - e' stata revocata la misura degli arresti domiciliari per il professor Profiti, che adesso e' libero. Ci siamo parlati e, come sempre, Giuseppe Profiti ha confermato anche in questa circostanza, come in ogni manifestazione della sua vita, il suo essere una persona riservata, educata, straordinariamente sensibile e intelligente. Come costume di un grandissimo uomo, ve lo dico ora perche' rimane indagato, la misura e' la regola per lui, sempre e comunque in ogni circostanza. Quando si fara' strada la verita' reale oltre che quella processuale lo vedrete voi stessi. Hanno revocato la misura: e' evidente - ha sottolineato Gallo - che siamo sulla buona strada ai fini di un chiarimento generale della vicenda. E' altrettanto evidente - ha concluso il legale - che gli inquirenti hanno creduto al professor Profiti'. Il giudice per le indagini preliminari Roberto Fucigna ha deciso anche di concedere gli arresti domiciliari a Stefano Francesca, ex braccio destro del sindaco Marta Vincenzi, fino ad oggi in carcere. Stessa misura anche per l'imprenditore vercellese Roberto Alessio. Obbligo di residenza a Genova, invece per Massimo Casagrande, ex consigliere diessino tornato oggi in liberta'. Unico a rimanere in carcere Claudio Fedrazzoni,ex consigliere dei Democratici di sinistra in consiglio comunale e candidato Pd alle ultime amministrative, nei confronti del quale sono in corso ulteriori accertamenti. (AGI)


Al di là del risvolto giudiziario, c’è un allarme imprenditori ben più pesante, terroristico e distruttivo della società che non quello delle prostitute o quello dei Rom.
Chiedere tangenti, favori, ottenere ingiustamente dei benefici, equivale a mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Privarli del loro diritto e del loro futuro.
C’è un allarme sicurezza. Una sicurezza che i cittadini chiedono vedendo imprenditori attivi nel mettere le mani dentro alle loro tasche e alla loro vita.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it