Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, luglio 31, 2008

Cina, diritti umani e le contraddizioni dell’occidente

Fin dalla fine degli anni ’60 i servizi segreti Italiani coadiuvati dalla Cia americana, in piena guerra fredda, introdussero in Italia l’uso popolare della droga.
Si trattava di eroina, e marijuana e haschish.
La diffusero a livello di quartieri rendendo dipendenti, sia fisicamente che psicologicamente migliaia di persone. L’uso della diffusione dell’eroina era già stato sperimentato qualche anno prima negli USA dove si sono riempiti i ghetti neri per poter meglio gestire le rivendicazioni sociali.
Nella lotta per il controllo delle fazioni nere l’organizzazione di Martin Luter King si distinse per lo spaccio di eroina nei quartieri neri per indebolire il terreno di aggregazione del Blak Panther Party e di Malcom X. Nel contempo, gli USA ne fecero largo uso e abbondane sperimentazione nella guerra del Viet-Nam, sia fra i loro militari che sulla popolazione civile.
Il progetto Italo-Usa in Italia aveva lo scopo di attenuare il crescente filo-comunismo che in quegli anni stava crescendo. Il risultato dell’operazione fu che la droga penetrò nei quartieri, qualificò un ampio strato di reati da perseguire con violenza penale inusitata, attrasse trafficanti di tutte le nazionalità allettati da un giro di clienti in crescita e con ampie disponibilità di denaro.
Fu dato grande spazio sui media alla “trasgressione”, ai Beatles e alle loro relazioni con i “maestri” indù. Agli effetti paradisiaci dello stupefacente, ecc.
La droga aveva l’effetto di interiorizzare i conflitti.
Al di là degli effetti giuridici, la droga eliminava il soggetto dal teatro sociale rinchiudendolo in una dimensione privata, intima, nella quale far esplodere le sue tensioni psichiche. La droga aiutava la struttura educazionale cattolica a disarmare l’individuo di fronte alle necessità della vita quotidiana e aumentava la tendenza dell’individuo a diventare vittima, sofferente e soggetto di carità sociale.
Furono necessari 14-15 anni perché quell’operazione avesse successo. Dapprima furono colpiti i simpatizzanti di “sinistra”. Ad un certo punto negli anni ’70-’80 si affermava che la cocaina era di “destra” e l’eroina di “sinistra”, poi la droga fu diffusa fra i giovani e giovanissimi. Infine divenne abitudine.
Gli effetti dell'eroina sono abbastanza immediati, ma quelli della cocaina sono altrettanto devastanti e, in più, alimentano la violenza nella società.
Se l’introduzione della droga avvenne per ragioni politiche, furono le necessità di sopravvivenza sociale che hanno introdotto quello che oggi appare come un uso massiccio.
Il risultato di questo è che il controllo della popolazione pass attraverso la droga. Nel gioco di criminalizzare e non criminalizzare dei comportamenti inerenti all’uso della droga si articola il controllo sociale. Un controllo sociale che fa sempre un uso massiccio della polizia, ma la repressione sociale è giustificata in maniera diversa.

2008-07-30 11:09
DROGA: GESTIVANO SPACCIO NELLA 'PALERMO BENE',
28 ARRESTI PALERMO
I carabinieri del gruppo di Monreale e della compagnia di Cefalù hanno eseguito 28 ordinanze di custordia cautelare in carcere che riguardano i presunti componenti di una organizzazione che gestiva lo spaccio di cocaina ed hashish nella 'Palermo bene'. L'operazione, denominata 'The net', è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, dai sostituti Rita Fulantelli e Amelia Luise. I provvedimenti sono stati emessi dal gip Silvana Saguto e agli indagati è stata contestata l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini sono state avviate dai militari della compagnia di Cefalù che hanno individuato tre distinti sodalizi criminali, operanti prevalentemente nei quartieri di Palermo: 'Capo', 'Noce' e 'Zisa', a cui corrispondevano altrettante reti di fornitori e pusher i quali si dividevano in sinergia i mercati dello spaccio. Le persone alle quali veniva venduta la cocaina e l'hashish erano infermieri, impiegati nel settore amministrativo di cliniche e scuole private, architetti, ristoratori, imprenditori edili, commercianti e studenti universitari. I carabinieri del gruppo di Monreale hanno delineato il ruolo di ciascun indagato in seno all'organizzazione che riforniva di cocaina e hashish la 'Palermo bene', e nella quale figurano anche quattro donne. Per gli inquirenti le indagate risultano inserite a pieno titolo nell'attività di spaccio con ruoli e compiti ben definiti: vedette nel quartiere in caso di avvistamento delle forze di polizia, custodi e/o corrieri della droga, ma anche responsabili di una determinata piazza. Per il blitz sono stati impiegati circa 300 carabinieri del Gruppo di Monreale, unità cinofile e elicotteri, con l'ausilio del Gruppo di Palermo e del Nucleo Radiomobile di Palermo. Il giudice ha anche ordinato il sequestro degli automezzi e dei motocicli utilizzati dagli indagati per trasportare la droga, per un valore di oltre un milione di euro. Durante l'operazione sono stati pure sequestrati complessivamente circa due chili di droga. Gli arrestati, tre dei quali già detenuti, sono stati rinchiusi all'Ucciardone e a Pagliarelli.
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La violazione dei diritti umani che fanno i paesi occidentali è violenta, ma ufficialmente non fanno nulla. Non sono più i servizi segreti Italiani che spacciano droga, lo fanno gli spacciatori che vengono perseguiti e repressi anche dai servizi segreti Italiani. La partecipazione degli USA alla guerra dell’Afganistan contro i Talebani e i finanziamenti degli USA ai Talebani contro i Sovietici e i Mujaheddin ha avuto ed ha il solo scopo di controllare le vie di rifornimento dell’eroina. Non per nulla la produzione di eroina in questi anni è aumentata.
E veniamo al problema della Cina.
Per ottenere lo stesso risultato del controllo sociale dell’occidente la Cina dovrebbe spacciare fra la sua popolazione una quantità tale di eroina, cocaina e varie droghe, fino a rendere dipendenti dai 250.000.000 ai 400.000.000 di persone. Cosa abbastanza difficile fintanto che si legge ancora il “libretto rosso di Mao Tse Tung”. Inoltre, la Cina sviluppa istanze sociali estremamente forti tese nella costruzione di un futuro che il Governo Cinese intende governare per non travolgere l’economia e la società cinese.
Lo stesso discorso può essere fatto per l’Iran.
Recentemente una trentina di trafficanti di droga sono stati impiccati. C’è stata una protesta contro la pena di morte. Una protesta che intendeva quasi legittimare lo spaccio di eroina in Iran. Come le proteste contro la pena di morte in Cina appaiono come il desiderio del “capitalista” occidentale di non fare carcerazione o di non essere punito perché porta capitali all’estero, altera i bilanci, ammazza le persone sui posti di lavoro, organizza dei disastri ambientali per violare le leggi sugli smaltimenti ecc., così quelle rivolte all'Iran hanno più l'aspetto di chiedere all'Iran di aprire il mercato interno allo spaccio massiccio di eroina.
Il problema della droga in occidente è un problema molto grave. Innanzi tutto non sappiamo quali sono gli effetti futuri sull’abilità della popolazione. Non sappiamo qual è la trasmissione culturale generazionale. Non sappiamo quanto la società perde nella sua capacità di guardare il futuro. Sappiamo che in Brasile i ragazzi di strada si drogano e sappiamo che in Romania i ragazzi delle fogne si drogano con le vernici. Sappiamo che entrambe le categorie sociali non hanno futuro. Aspettano soltanto la loro morte. Aspettare la morte (come la distruzione apocalittica di un presente) diventa la tensione sociale. Una costante che attraversa la società Italiana e che la renderà dipendente da immigrati che, forti dell’esperienza, occuperanno ogni aspetto sociale.
Ora imprenditori, camionisti, operai, deputati, si fanno di cocaina, e droghe varie. L’uso della droga è diventato talmente comune che molte persone non sono più in grado di lavorare senza droga e gli imprenditori cercano personale drogato per meglio controllarlo. Come cercano immigrati per poter sottopagare o costringere a lavori che conducono alla morte.
L’occidente ha bisogno che la Cina intrapprenda questa strada: spacci dosi massicce di droga fra la sua popolazione per poterla meglio controllare. Un occidente che attraverso l’organizzazione criminale Amnesty International spinge per ammazzare le persone di eroina anziché fucilarle quando evadono le tasse o violentano ragazze o tentano di devastare la società civile come i cristiani e i buddisti. Ormai, oggi come oggi, le organizzazioni non governative come le Omlus sono delle vere e proprie organizzazioni fiancheggiatrici della guerra internazionale per il controllo dei popoli.
Che triste è veder parlare di diritti umani da parte di persone che mettono in atto barbarie di polizia fascista contro il mendicante o contro la prostituta da strada; uno perché tende la mano e l’altra perché pretende di gestire il proprio corpo. Usano la polizia con giustificazioni ridicole: affermano che esistono organizzazioni criminali che gestiscono prostitute e mendicanti e non arrestano le organizzazioni criminale, ma aggrediscono donne ed affamati!
E questa gentaglia criminale vorrebbe far lezioni di “diritti umani” alla Cina!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì, luglio 28, 2008

Il concetto risonanza in Howard Gardner e il linguaggio seduttivo

Cosa dice Howard Gardner della risonanza?

“Il ragionamento e la ricerca si fondano sugli aspetti cognitivi della mente umana: la risonanza indica la componente emotiva. Si crea risonanza quando una persona trova giusti o adatti alle circostanze un concetto, un’idea o una prospettiva che le vengono trasmessi, e li sente così convincenti da non aver bisogno di ulteriori riflessioni. E’ ovviamente possibile che la risonanza si produca in seguito al ragionamento e alla ricerca; ma è altrettanto possibile che avvenga a livello dell’inconscio, e che l’intuizione sia in contrasto con le lucide considerazioni dell’uomo o della donna razionale. Spesso la risonanza è resa possibile dal fatto che ci si sente “in sintonia” con il promotore del cambiamento, lo si giudica una persona “affidabile” e “degna di stima”.”

Queste affermazioni di Gardner rispondono ai requisiti dell’innamoramento sessuale.
Si tratta dell’introduzione nella comunicazione del “linguaggio seduttivo”. Quel linguaggio non verbale (della voce sono importanti i toni e non i contenuti delle parole) che comunica disponibilità. Una disponibilità che quando il leader incontra il modello formale del “buono” proposta dalla cinematografia viene recepita dalla massa come “disponibilità verso sé” inducendola a spostarsi emotivamente “verso lui”.
Gli attori conoscono molto bene la comunicazione non verbale. La comunicazione mediante il corpo che usano per suscitare emozione nei confronti del pubblico. Oggi i politici, i leader del nulla, devono imparare questo tipo di comunicazione per convincere le masse a spostarsi “verso lui”.
Il linguaggio seduttivo non funziona nel medio periodo. Funziona solo nell’impatto immediato: porta i voti!
Come la fase della passione sessuale dura circa 6 mesi per poi sostituirsi con una mediazione razionale; così la passione per il leader non supera i cento giorni. Dopo interviene la ragione che media, fra proposta razionale e infatuazione emotiva.
Il linguaggio seduttivo spinge verso l’interesse sessuale, ma anche il rapporto col leader è un rapporto di natura emotivo-sessuale. Se fosse un rapporto razionale la massa chiederebbe delle sue idee e le analizzerebbe.



“ [...] L’epicentro di una comunicazione seduttiva può essere anche la bocca, proprio perché le labbra nell’infanzia sono sedi di importanti e piacevoli stimoli. A seconda di come può veicolare messaggi diversi.
Anche la voce rappresenta un’importante arma di attrazione o repulsione, con le inflessioni, il tono rivela sentimenti celati, comunica stati emotivi. Essa può essere, carezzevole, implorante, aggressiva o sgradevole. Ogni emozione, ansia o conflitto, si traduce nelle sue modulazioni. La voce suadente evita i toni acuti, stridenti.
[...]
Fatte salve le dovute eccezioni, si può dire, ad esempio, che quando un uomo in presenza di una donna assume una posizione particolarmente eretta, si aggiusta la cravatta, accarezza ritmicamente un oggetto, ciò è un indice di interesse – anche sessuale – nei suoi riguardi. Se questa si riavvia i capelli, sbatte le ciglia, si inumidisce le labbra, si sporge verso l’uomo, comunica disponibilità a lasciarlo avvicinare a sé. Quando lei inclina il capo esponendo il collo, compie un gesto di simbologia erotica poiché il collo a livello profondo ha un notevole potere seduttivo. [...]”
da Articolo di Giacomo Pompei su Salute di Repubblica

Si tratta, in sostanza, di evocare nelle masse che si vogliono manipolare delle risposte sessuali a segnali seduttivi indotti mediante l’uso tecnico della voce, degli occhi, della posizione del corpo. Più il leader invia segnali seduttivi e meno le masse colgono il senso razionale del suo messaggio. Sul senso razionale proiettano l’immaginazione che i segnali seduttivi evocano in loro in armonia con i loro bisogni e le loro aspettative: quel principio speranza tanto caro a Ratzinger e che tanto orrore fa alla società civile e al suo possibile futuro.
Un tempo c’era (e qualcuno lo usa ancora) il linguaggio sindacale. Quel tono e quella tecnica con cui ci si rivolge alla massa operaia. Un tono militare, una sorta di chiamata alle armi, o all’organizzazione per affrontare problemi vissuti come in una guerra campale. Era un linguaggio che funzionava fintanto che le persone erano prima educate al catechismo e poi al servizio militare obbligatorio. Questa educazione costruiva una corazza comportamentale che si sovrapponeva alla struttura emotiva e ne controllava le manifestazioni. Manifestazioni emotive che il linguaggio sindacale aveva lo scopo di veicolare nelle forme di lotta di protesta contro le condizioni di lavoro.
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N.B. Mi sembra superfluo che i pezzi che sto caricando in relazione alla manipolazione delle masse mediante l’illusione fanno parte di un lavoro molto più vasto che è in corso di stesura. Molti errori di battitura o di costruzione del pensiero sono stati fatti, ma verranno corretti, per quel che potrò, solo a lavoro finito (o quando deciderò di terminarlo).

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato, luglio 26, 2008

Manipolazione delle masse e loro gestione mediante l'illusione: La ricerca come oggetto dell’altro!

All’interno del lavoro sull’identificazione della manipolazione delle masse e della loro gestione mediante l’illusione (sia in campo politico che religioso) un ruolo importante, Howard Gardner, attribuisce al concetto di “ricerca” come attività del soggetto finalizzata a supportare le sue idee alle quali deve piegare la masse. Il leader o manipolatore di massa, è il soggetto che si è “elevato” al di sopra delle masse. Per contro, tale soggetto si deve misurare con altri soggetti che pur non essendosi “elevati” al di sopra delle masse si contrappongono al leader. Sono leader essi stessi, ma anziché essere al di sopra della massa, sono dei soggetti critici nella massa. Più tesi a modificare le idee preconcette della massa che non dominare le masse.

La ricerca non è solo messa in atto dal leader nel tentativo di manipolare costantemente le masse (sembra importante l’esempio di un’affermazione fatta da Berlusconi relativa, vado a memoria, della vivibilità a Napoli, che Berlusconi è riuscito a smentire meno di un’ora dopo per non rispondere ad una giornalista di Repubblica in una conferenza stampa), ma è un atto che ogni massa mette in atto costantemente e che ogni leader, sia il dominatore che il soggetto critico, devono conoscere.


La ricerca come oggetto dell’altro (degli individui massa o delle masse)

Dal racconto che ho fatto si deduce che l’altro, l’interlocutore o la massa, ha fatto una ricerca. Quella ricerca è l’oggetto con cui ogni singolo individuo della massa conferma la propria idea del mondo e considera tale idea del mondo quella Naturale. L’idea del mondo delle masse non è un’idea vissuta pacificamente, ma è un’idea del mondo, della vita, della politica, vissuta sempre con tensioni conflittuali la cui funzione è quella di riaffermare continuamente quell’idea naturale che critiche diverse tendono a mettere in discussione. Per la massa, il vero leader non è colui che rinnova il presente o colui che indica “un luminoso avvenire”, ma è colui che conserva il presente rimuovendo la paura di turbative al presente. Salvo quando la situazione è critica, le condizioni di vita disastrose e le persone iniziano, in massa, a sognare “mari de tocio e montagne de polenta”, il leader è colui che conserva il presente indicando in ogni perturbativa dell’ordine presente un pericolo da combattere con armi assolute. In questo caso non ci sono più principi sociali, valori morali o ragioni politiche che possano fermare le paure di masse di veder peggiorate o messe in pericolo le loro condizioni di vita. Dal momento che, comunque, le loro condizioni di vita saranno irrimediabilmente peggiorate, il leader allontana il sospetto sulle sue responsabilità evocando percoli sociali o allarmi sociali provocate da minoranze sufficientemente deboli da poter essere represse ricreando il consenso attorno alla sua gestione. L’esempio delle leggi razziali vale per il passato, l’allarme sociale per gli immigrati clandestini e per i Rom, vale per il presente. La ricerca della massa, che si riduce quasi sempre alla costruzione di convinzioni per fede, credenza o superstizione, viene usata dal leader per farla agire in funzione di sé stesso evocando dei pericoli o attenuandoli a seconda della situazione che maggiormente gli conviene. In tutti i paesi del mondo si nega alle masse la ricerca culturale. Le masse non devono aver cultura e la cultura che gli si fornisce è prettamente tecnica per trasformarli in lavoratori, ma assolutamente incapaci di : 1) chiedersi il perché delle cose; 2) comprendere l’effetto di una decisione nei suoi effetti sociali, giuridici o politici; 3) comprendere gli effetti di un’azione nel tempo e nelle trasformazioni (le sue implicazioni).
Ciò che spesso sfugge ai leader è che la massa mette in atto una ricerca continua per confermare le sue idee sul mondo. Una massa allevata nel catechismo è pronta ad eleggere il proprio leader quando questo, tirando fuori dalla naftalina la prova ontologica di Anselmo sull’esistenza di dio, fa loro capire che non sono stati ingannati, ma dio esiste. La massa è pronta per essere ingannata partendo dalle idee preconcette e vecchie (spesso quelle dei loro padri) nelle quali individuano una qualche forma di saggezza. Una saggezza che sta solo nella loro immaginazione. Solo che di quella immaginazione sono degli schiavi. Una schiavitù a concetti aprioristici che viene sfruttata dal leader per far funzionare la massa. Il leader che trasmette delle idee alla massa che vuole far funzionare, deve sempre tener presente che la massa è un soggetto dinamico. I modi di vedere il mondo e di percepire il mondo sono sempre dei preconcetti generati dalla veicolazione dei bisogni soggettivi in base alla cultura minima entro la quale la massa è costretta a veicolare i propri bisogni. La globalizzazione del territorio fisico, per gli individui massa, non implica anche la globalizzazione della manifestazione della struttura emotiva. Al contrario. L’individuo massa ha globalizzato le proprie paure aumentando la gamma di opportunità per un leader di gestire le loro angosce e veicolarle là dove egli trova più opportuno. Inoltre, proprio la globalizzazzione ha consentito a tutta una serie di enti di diffondere la paura non più solo entro i limiti nazionali, ma di globalizzarla. Prendiamo ad esempio la crisi dei mutui americani: il disastro economico è stato spalmato su tutti i risparmiatori del mondo portandone molti ala rovina; come per i bond argentini, per il fallimento della Cirio, della Parmalat e di quanto si appresta a fallire a breve. Le paure delle masse sono un’opportunità per un leader e sono elementi da considerare e da elencare per il leader che in quelle paure trova degli ostacoli. E’ proprio di un leader implicato nel fallimento della Parmalat o della Cirio che ha costruito insicurezza fra migliaia di cittadini dirottare le loro paure sul pericolo del “complotto mondiale degli ebrei” o dei Rom. Per contro, un eventuale leader che dovesse essere minacciato dal dirottamento delle paure e dal passaggio in secondo piano del fallimento della Parmalat dovrebbe agire per diffondere non tanto la paura per altre parmalat, ma il possibile susseguirsi dei fallimenti a raffica. E questo, tale leader lo dovrebbe fare nel momento stesso in cui il leader avversario tenta di fomentare la caccia agli “ebrei”, ai “massoni” ai “satanisti”, agli “zingari”. Se non agisce nel momento stesso in cui il leader avversario inizia a lanciare l’allarme, l’allarme dell’avversario veicolerà le paure delle masse e faranno convergere su di lui il consenso.

N.B. Mi sembra superfluo che i pezzi che sto caricando in relazione alla manipolazione delle masse mediante l’illusione fanno parte di un lavoro molto più vasto che è in corso di stesura. Molti errori di battitura o di costruzione del pensiero sono stati fatti, ma verranno corretti, per quel che potrò, solo a lavoro finito (o quando deciderò di terminarlo).

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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venerdì, luglio 25, 2008

L'allarme sociale, gli imprenditori e la criminalità organizzata.

Criminalità organizzata attraverso l’imprenditoria.
Si tratta del grande problema che attraversa non solo il paese, ma l’intera economia mondiale. L’imprenditoria economica organizzata in criminalità o, se si preferisce da un altro punto di vista, la criminalità organizzata in imprenditoria economica; costituiscono una grave minaccia per il tessuto sociale. Innanzi tutto sottraggono sicurezza sociale alle persone, i lavoratori, coinvolti che si vedono costretti a forme di solidarietà con la criminalità per poter mantenere il posto di lavoro. Inoltre vengono sottratti grandi margini di profitto all’erario finendo per indebolire e impoverire il sistema sociale in cui l’imprenditoria criminale opera. Inoltre, facendo circolare denaro facile rendono difficili le condizioni di vita delle persone che seguono le regole sociali finendo per ingenerare rabbia e violenza come richiesta ossessiva di GIUSTIZIA.
Questo incerto confine fra imprenditoria economica e criminalità viene sempre mal distinto dalla magistratura.
Da un lato esiste una criminalità dichiarata tale da parte dello Stato e delle sue leggi. Come lo spaccio di droga; che è il vero e proprio motore dell’economia mondiale. Dall’altro lato esiste il riciclo di proventi in attività “lecite” capaci di dare profitto e potere, come la costruzione di immobili. Nell’attività di costruzioni di immobili (o nel settore sanitario come nell’attività di smaltimento di rifiuti) vengono coinvolti i politici delle amministrazioni pubbliche i quali ricevono, spesso, forti sovvenzioni (mazzette) per favorire attività, apparentemente lecite, fatte con finanziamenti illeciti (riciclo di denaro) e spesso commettendo altri illeciti (abusi edilizi, smaltimento irregolare di rifiuti con conseguente inquinamento e un aumento dei tumori fra la popolazione) che le mazzette coprono.

Naturalmente, Maroni si guarda bene dal prendere le impronte digitali agli imprenditori e ai loro figli pur sapendo quanti danni sociali questi faranno nella corsa ossessiva per garantirsi il denaro o il controllo delle persone. Spesso, questi imprenditori, sono strafatti di cocaina; con conseguenze di impotenza sessuale e incapaci di veicolare i loro bisogni fisiologici. Così finiscono per circoscrivere la loro libido all’interno di esercizio di potere e di dominio aggravando le condizioni della società in cui vivono.

Alcuni esempi recenti di imprenditori indagati da riassunti di informazione stampa degli ultimi giorni:

18 luglio 2008

I punti deboli del Grande Accusatore
La Stampa - Torino,Piemonte,Italy
Nella Tangentopoli abruzzese il pentito, Vincenzo Angelini, è un imprenditore della sanità giunto alla disperazione per via di una emorragia di soldi dalle ...


RIFIUTI:DISASTRO AMBIENTALE, SEQUESTRATI 8 SITI DEL CLAN DEI CASALESI
Casertaoggi.com - Caserta,Campania,Italy
Tra gli imprenditori indagati, Gaetano Cerci, Cipriano Chianese ei fratelli Elio e Generoso Roma, tutti gia' coinvolti in altre inchieste; Chianese, ...

Masciarelli “Conte di Cavour”. «Era lui il vero assessore alla Sanità»
PrimaDaNoi.it - Pescara,Abruzzo,Italy
Nell'interrogatorio del 12 aprile 2008 l'imprenditore Vincenzo Angelini definisce Masciarelli “Conte di Cavour”. «Contava più di Vittorio Emanuele II. ...

PUGLIA/ GDF SEQUESTRA PATRIMONIO PRESUNTO USURAIO PER 3 MLN EURO
Alice News – Italy
... al termine di una complessa indagine riguardante il suicidio di un giovane imprenditore di San Ferdinando di Puglia, in provincia di Foggia. ...

RAPPORTO ECOMAFIA 2005
AltraTRAPANI - Trapani,Italy
Successivamente con la complicità di un funzionario del demanio, anch’egli indagato, hanno tentato la liquidazione e la vendita ad un imprenditore del ...

Sanremo: indagine su Roccetti, si prosegue il 30 ottobre
Sanremonews - Sanremo,Italy
Si è concluso con un rinvio al 30 ottobre l'udienza dibattimentale che vede al momento come principale indagato Federico Roccetti, imprenditore-importatore ...

Usura: maxi-sequestro di beni a Bari
The Instablog – Italy
... che era gia' stato arrestato nel giugno scorso. L'uomo sarebbe anche responsabile del suicidio di un imprenditore ridotto sul lastrico dai debiti. (Agr)

19 luglio 2008

Crac Guru: indagato imprenditore di Carpi
ParmaOK - Parma,Italy
Un imprenditore di Carpi, coinvolto nell'inchiesta sul crack della Jam Session di Matteo Cambi. L'uomo è stato iscritto nel registro degli indagati: ...

"Il percolato usato per concimare i campi"
La Repubblica Napoli.it - Napoli,Italy
L´imprenditore pentito Gaetano Vassallo, oggi in località protetta, indagato con otto fratelli e una sorella, non conosce sosta nel suo racconto. ...

IL VERBALE SPARITO, ANGELINI: «LO USAVANO PER RICATTARMI»
PrimaDaNoi.it - Pescara,Abruzzo,Italy
L'imprenditore-pentito, che all'improvviso ha deciso di collaborare con la magistratura ha spiegato di aver capito soltanto a distanza di tempo «il gioco ...

22 luglio 2008

CAMORRA/ NAPOLI, ESTORSIONI E SEQUESTRO DI PERSONA: TRE FERMI
Alice News – Italy
La prima riguarda il sequestro di persona e il tentativo di estorsione ai danni di Pelliccia Domenico, imprenditore edile, principale indagato e attualmente ...

"Ha sparato per evitare l'aggressione del figlio"
La Nazione – Italy
... amministrate adesso dal figlio maggiore, Giovanni, come un uomo intelligente ed equilibrato, imprenditore edile stimato e conosciuto amante dell’arte....

"Appaltopoli": arrestato un maresciallo della Finanza e avviso di ...
Tam Tam - Todi,Umbria,Italy
Secondo l'accusa, il sottoufficiale avrebbe "ammorbidito" gli effetti di verifiche fiscali condotte in una delle aziende dell'imprenditore. ...

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E’ facile supporre che molte di queste persone non saranno condannate. Ma non è questo che importa. Ciò che importa è il grande allarme che ogni giorno viene presentato dalla stampa senza che la stampa sottolinei come questi delitti siano devastanti per la società civile. Per l’economia dei cittadini. I cittadini che vedono aggravarsi continuamente le loro condizioni di vita e di esistenza senza che l’allarme sociale venga lanciato. Si lancia l’allarme sociale per un Rom che ruba un portafoglio o si fa una legge per la quale un accattone non possa tendere una mano a Venezia, ma si nascondono gli effetti della devastazione sociale che viene messa in atto dagli imprenditori che spesso fanno capo all’organizzazione della Mercegaglia.
E’ ovvio che le associazioni imprenditoriali sono le prime responsabili degli atti criminali messi in essere dai loro iscritti. Dovrebbero rispondere del reato associativo. Spesso le Banche finanziano imprenditori iscritti alle associazioni e spesso le banche fanno pagare ai clienti virtuosi tutte quelle perdite che vengono inflitte loro da rapporti che tutto hanno meno che la natura economica. La crisi mondiale dei mutui, è un esempio.
Purtroppo, l’allarme imprenditori viene ignorato in quanto si crede, erroneamente, che gli imprenditori siano una parte importante del paese, mentre, invece, spesso sono dei parassiti che minano il sistema paese per i loro loschi affari. Loschi affari che troppo spesso vedono funzionari dello Stato complici o conniventi.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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mercoledì, luglio 23, 2008

Manipolazione mentale e gestione delle masse mediante l'illusione - Premessa


Ci sono due concetto che si devono prendere in considerazione: massa e individuo.
La massa è un insieme di individui che si muovono in modo omogeneo. L’individuo è un soggetto che si distacca dalla massa e mette in atto delle scelte proprie; fini propri, non condivisi dalla massa.
La massa e l’individuo sono due soggetti in conflitto perché se l’individuo non mettesse in atto un conflitto all’interno della massa ne accetterebbe le scelte e gli intendimenti. Per contro, il conflitto non è generato necessariamente dall’individuo. Spesso è voluto dalla massa al fine di ricondurre l’individuo entro la consuetudine di scelte e di bisogni.

Alcuni individui gestiscono la massa per i propri scopi; la massa segue degli individui ritenendo che questi individui rispondano ai suoi scopi e ai suoi bisogni.

Secondo Howard Gardner un individuo per gestire la massa deve agire applicando sette regole:

Raziocinio; Ricerca; Risonanza; Ridefinizione delle immagini mentali; Risorse e ricompense; Realtà esterna; Resistenze.

Queste regole devono essere applicate e all’interno di: idee; concetti; storie; teorie. Queste, hanno il compito di illustrare i fini che l’individuo che intende manipolare la messe, si prefigge. Questo individuo deve aver ben chiaro sia gli obbiettivi che intende raggiungere; le sette tecniche gli servono per renderli appettibili.

Un individuo può fare questo perché i soggetti che ha di fronte, e che chiamiamo massa, sono carenti di:

Idee; concetti; storie; teorie.

Questa carenza rende gli individui-massa incapaci di comprendere la necessità di impadronirsi di strumenti con i quali agire nella realtà in cui vivono. Ritengono che questi strumenti non esistano. Ritengono sé stessi onnicomprensivi di tutto ciò che è necessario sapere della realtà nella quale vivono. Per questo motivo i “grandi leader” delle masse, spesso, non hanno grande cultura. Per questo motivo hanno quel linguaggio “ignorante” che parla direttamente all’inculturato che ritrova sé stesso in affermazioni retoriche, banali e spesso boriose ed irrispettose degli altri. E’ facile nei leader di massa trovare frasi razziste o frasi che evochino paure di un nemico reale o immaginario che sia.

Così alle “masse” non interessano “Raziocinio; Ricerca; Risonanza; Ridefinizione delle immagini mentali; Risorse e ricompense; Realtà esterna; Resistenze;” semplicemente perché non sanno né che farsene né a che cosa possono loro servire.
Io che quarant’anni fa sventolavo il “Libretto Rosso” di Mao Tse Tung, conosco perfettamente i motivi per cui milioni di persone allora lo sventolarono e ora non lo sventolano più: per la prima vola nella storia gli individui avevano delle regole, un sistema, un metodo, con cui leggere e interpretare la realtà in cui vivevano. Oggi esistono altri metodi, ma allora quello era il primo! Il primo metodo che consentiva alle persone di non essere massa, ma individui.

Questo schema di azione funzionale al controllo delle “masse” per i fini e gli scopi del leader presuppone un NON scopo della massa che proietta sul leader ogni sua aspettativa.
Nel far questo Gardner usa degli esempi, Mandela, Ghandi, Clinton, Reagan, Thatcer, Shapiro, Freedman. Tutti hanno una massa da gestire; tutti gestiscono le masse con “grande intelligenza” per i propri fini.

Sarà interessante scoprire la relazione leader e massa e come si conquista il controllo delle masse anche con le menzogne più squallide.
Analizzerò anche come viene trasmesso il messaggio.

Oggi Scajola ha affermato che la crisi Alitalia sta andando verso la soluzione. Alcuni imprenditori metterebbero circa 800 milioni di euro (cifra assolutamente irrisoria) e si presentano circa 5000 esuberi; il doppio di quanto chiesto da air France. Nella stessa settimana in cui l’Unione Europea ha dichiarato illegale il prestito di 300 milioni dato ad Alitalia ed imposto da Berlusconi al governo Prodi.

E’ interessante analizzare come sono state date le notizie da parte di Berlusconi al fine di convincere gli stessi sindacati a far fallire la trattativa con Air France e come vengono date oggi che si sta portando Alitalia al commissariamento e al fallimento. Sarà interessante come Berlusconi gestirà il fallimento attribuendo la colpa del fallimento ad altri (Prodi o l’Unione Europea) e i licenziamenti (magari attribuendoli ai sindacati).
Riuscire a comprendere come funziona la manipolazione non tanto delle notizie, ma come le notizie si comunicano per non avere, da parte delle masse, delle reazioni sfavorevoli. Capire è importante perché permette di comprendere l’attività del manipolatore e mettere in atto le contromisure. Questo, sia per ottenere consenso, sia per impedire un consenso per azioni illegali o illegittime.
"Io le cose te le ho dette; sei tu che hai frainteso!"
E perché ha frainteso? Cosa lo ha indotto a fraintendere?

Importanti sono anche i concetti di aggressione e di addomesticamento verbale che rientrano in quello che Gardner definisce “Risonanza”, ma non sono legati soltanto al concetto o all’idea in sé, ma a “come ci si aspetta che quell’idea venga detta o rappresentata”.
Un leader può avere le mie stesse idee ed io le sue, ma se il leader non manifesta quelle idee con forza, precisione e decisione; non ha più le mie stesse idee perché non percepisce la realtà nella quale quelle idee vengono manifestate come la percepisco io. Non è travolto dalla mia stessa emozione: può essere un attore che recita delle idee, ma quelle idee non sono espressione della sua anima.

Un esempio di dissonanza nella comunicazione è data da Veltroni. E’ indubbio che Veltroni ha le stesse idee del suo elettorato. Ma il suo elettorato non si aspetta che Veltroni si limiti a manifestare le sue stesse idee. Si aspetta che le articoli. Che smonti le idee degli avversari. Che ne dimostri l’incongruenza e la gravità. Una gravità che per Veltroni è puramente accademica, mentre il suo elettorato la percepisce come urgente ed incombente.
Ciò che viene a mancare è la comunicazione emotiva. Vedremo in seguito come questa funziona e in che condizioni.
In seguito vedremo sia che cosa intende Gardner per i sette principi e in che condizioni possono manipolare le persone creando l’illusione.
E’ da notare che Gardner ha scritto su come si agisce per ottenere le risposte volute dalle masse; non ha scritto se le idee del leader sono “giuste” o coincidono con le aspettative delle masse.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì, luglio 22, 2008

La Stregoneria e la storia dei popoli

Il Veneto e la sua storia.
La storia dei “paleoveneti”.
Ma davvero c’è un solo modo per raccontare la storia?
E qual è la storia dei Veneti se anziché raccontarla con il linguaggio cristiano, la raccontiamo col linguaggio della Stregoneria e del Paganesimo Politeista?
Verrebbe fuori una storia diversa?
Non credo. La storia, i fatti, sono quelli che posiamo raccogliere: si tratta del punto di vista di chi raccoglie i fatti.
Si tratta della capacità del ricercatore di aprire la propria percezione e intuizione ai fatti.

Guardiamo lo stesso oggetto, ma cogliamo aspetti diversi. Aspetti diversi diventano importanti e solo quelli giungono alla nostra coscienza.
Gli occhi del Pagano non sono gli occhi del cristiano. Gli occhi dello Stregone non sono gli occhi di una persona qualsiasi.
E così ho voluto rispondere ad una domanda: se uno Stregone, un Pagano Politeista, dovesse raccontare la storia passata, cosa racconterebbe?
Ho voluto fare un esempio.

Un esempio che ho voluto contenere entro un ambito ristretto, ma che raccontasse il venir in essere della civiltà del Veneto.
Gli Antichi Veneti e la loro vita. Come i Veneti Antichi fondarono il loro futuro e come, quel futuro fu interrotto con l’arrivo del cristianesimo.
Con l’arrivo del cristianesimo non c’è più la storia delle persone; la storia dei popoli. Con l’arrivo del cristianesimo c’è solo la storia del dio padrone e della sua “avanzata gloriosa” nel dominio degli Esseri Umani. Poi c’è un’altra storia, la ribellione degli Esseri Umani al dominio del dio padrone. Due storie che si intrecciano, ma non è la storia dei popoli.


La civiltà umana in Veneto prima dei cristiani; premessa:
La civiltà del Veneto nel Paleolitico.
Il Veneto e la sua civiltà: seconda parte:
La civiltà del Veneto nel Neolitico.
Il Veneto e la sua civiltà: terza parte:
Il Veneto e la sua civiltà nell'età del rame e del bronzo.
Il Veneto e la sua civiltà: quarta parte:
Il Veneto e la sua civiltà nell'età del ferro.
Il Veneto e la sua civiltà: quinta parte:
Il Veneto e la sua civiltà nell'età romana.

Io non ho scritto i mille trattati che uno studioso serio avrebbe potuto scrivere. Ho messo insieme alcune informazioni, alcuni punti di vista. Ho formulato alcune osservazioni raccogliendo del materiale archeologico. Ho messo insieme osservazioni di studiosi. Tutto per far comprendere che esistono dei punti di vista per interpretare la storia che spesso non vengono presi in considerazione.
Ho caricato 6 pagine web che mi hanno impegnato quasi un mese di lavoro.
L’antico e il moderno, l’attuale, si intrecciano e manifestano nella quotidianità.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì, luglio 16, 2008

Malvagità e violenza: le responsabilità della società.

A molte persone farebbe comodo trovare il “gene” della violenza. Sarebbe una risposta al cristianesimo: l’uomo è malvagio in sé. Non la creazione del dio padrone. E’ l’uomo che è malvagio. Non sono le condizioni oggettive che determinano adattamenti soggettivi si da costringere la genetica a specializzare dei geni per rispondere alle sollecitazioni del mondo in cui gli individui sono costretti a vivere. Sarebbe comodo per i cristiani postare la malvagità intrinseca dell’uomo da spiegazioni fantasiose (il demonio) a spiegazioni scientiste (la genetica). Tutto sarebbe circoscritto all’individuo. Ma non è così, come dimostra una recente ricerca:


Delinquenza, secondo studio Usa tre geni sono determinanti
martedì, 15 luglio 2008 9.55


WASHINGTON (Reuters) - Come mai alcuni giovani cresciuti in quartieri disagiati o che provengono da famiglie povere diventano violenti criminali mentre altri no?
Secondo alcuni ricercatori americani, la causa va ricercata in tre geni, che giocano un ruolo determinante.
In passato alcuni studi avevano già evidenziato l'importanza del gene Maoa nell'insorgere di comportamenti antisociali.
Secondo il team della University of North Carolina, si tratta di un gene molto comune, e ciò è abbastanza preoccupante.
Guang Guo, il professore di sociologia che ha coordinato lo studio, ha spiegato che le persone che presentano una particolare variazione del gene chiamata 2R sono più inclini a comportamenti criminali e violenti.
"Non intendo dire che è un gene del crimine, ma l'1% della popolazione lo ha e presenta comportamenti violenti e di delinquenza", ha detto Guo in un'intervista telefonica.
Il suo team ha analizzato solamente il caso di giovani maschi, usando i dati del National Longitudinal Study of Adolescent Health, un campione rappresentativo della popolazione statunitense di circa 20.000 adolescenti che vengono intervistati regolarmente.
Il team ha costruito una "scala della delinquenza" basata sulle risposte dei più giovani, e ha scoperto che specifiche variazioni in tre geni -- l'ammino ossidasi A (Maoa), il trasportatore della dopamina 1 (Dat1) e il recettore dopaminergico D2 (Drd2) -- sono associate ad un cattivo comportamento, ma solo quando i ragazzi vivono situazioni disagiate derivanti ad esempio da questioni familiari, bassa popolarità e cattivi risultati a scuola.
Inoltre, una specifica mutazione nel Drd2 sembra scatenare i cattivi comportamenti nei ragazzi che non mangiano regolarmente con la famiglia.
"Ma se una persona con lo stesso gene mangia regolarmente con un genitore, il rischio svanisce", ha spiegato Guo.

Tratto da:
http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=entertainmentNews&storyID=2008-07-15T085530Z_01_MOL529649_RTRIDST_0_OITLR-STUDIO-GENETICA-VIOLENZA.XML

Non è l’uomo malvagio o violento. E’ l’oggettività sociale che impone all’individuo degli adattamenti. Delle risposte a sollecitazioni che l’oggettività sociale fa nei confronti della persona. Così si scopre che è la società che costruisce la propria distruzione imponendo alle persone adattamenti “distruttivi” per poterle dominare. In pratica, la società impone comportamenti autodistruttivi alle persone per poterle criminalizzare e deresponsabilizzarsi: QUALE CRUDELTA’!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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sabato, luglio 05, 2008

Il futuro della Spagna e il futuro dell'Italia: quale futuro?

Non tutti i paesi sanno che il futuro del paese può esserci soltanto rimuovendo la zavorra religiosa cristiana dalle Istituzioni laiche. Se al momento può apparire utile farsi appoggiare dai cristiani e dai cattolici in particolare per conservare il potere, in realtà si sta minando lo Stato; i suoi principi Cosituzionali attraverso un’aggressione criminale ai diritti civili e sociali dei cittadini. La situazione economica nei paesi occidentali non è favorevole in questa congiuntura. E’ necessario che le economie occidentali si arrocchino in difesa pur partecipando alle trasformazioni del mondo in un’economia globalizzata. Nel far questo, gli Stati e i governi che hanno lungimiranza devono scatenare le forze sociali liberando le potenzialità che lobbies, mafie, centri di potere più o meno occulti, stanno soffocando. E’ il caso della Spagna di Zapatero. Una Spagna che dopo un periodo di effervescenza economica sta rallentando come in ogni altro paese occidentale. Se in molti paesi stagnazione economica equivale a stagnazione sociale, la Spagna ha voluto dare una scossa sociale. Anche se la scossa sociale non è in grado di salvarla dalla crisi economica, è sicuramente in grado di liberare quelle intelligenze capaci di guardare e di progettare il futuro.

2008-07-05 18:56
ZAPATERO: BASTA CROCEFISSI NEGLI EDIFICI PUBBLICI
(di Martino Rigacci)
ROMA - Lo slogan scelto dal 37/o congresso del Psoe in corso a Madrid è 'la fuerza del cambio': e in effetti i cambiamenti promossi dal partito di José Luis Zapatero non mancano, visto che una mozione esaminata dai socialisti prevede di "sopprimere progressivamente i crocifissi negli spazi pubblici e atti ufficiali", quali per esempio "i funerali di Stato ed i giuramenti dei ministri" al palazzo reale della Zarzuela.L'obiettivo del Psoe è quello di fare un ulteriore passo in avanti per rafforzare la laicità dello Stato: una decisione che probabilmente innescherà un nuovo scontro nei difficili rapporti tra il governo Zapatero e la Conferenza episcopale spagnola, dopo quattro anni di tensioni su alcune leggi (matrimoni gay e divorzi 'express') promosse dai socialisti. In termini più concreti, la mozione, che è stata presentata dalla direzione del Psoe, punta alla "progressiva sparizione dei simboli e liturgie religiose negli spazi pubblici e atti ufficiali", nell'ambito di una già annunciata revisione della 'Legge organica sulla Liberta' Religiosà (approvata nel 1980)."L'emendamento fa tra l'altro riferimento alla presenza dei crocifissi nei ministeri o ai funerali di Stato", ha ricordato il quotidiano El Pais, rilevando come la mozione ribadisca che "una concezione laica dello Stato rappresenta un segno d'identità politica del socialismo". La Chiesa cattolica, aggiunge il documento, "deve essere cosciente" del fatto che la Costituzione spagnola non contempla "alcun privilegio" nei suoi confronti.Essendo un documento interno al partito non sono al momento previsti dei termini precisi per l'entrata in vigore di quanto previsto nella mozione. E d'altra parte, al fine di non dare l'impressione di un eccessivo radicalismo, gli autori del documento hanno sottolineato come "l'obiettivo del Psoe non sia quello di agire tramite un imperativo legale, bensì di orientare e accompagnare" i cambiamenti della società spagnola, che devono essere promossi "tenendo conto del sentimento generale dei cittadini".Già nelle scorse settimane, diverse federazioni regionali del Psoe avevano reso noto di voler presentare al congresso una mozione che puntasse proprio ad una modifica in senso più laico della 'Legge sulla Liberta' Religiosà. La mozione discussa oggi non ha accolto, invece, un punto avanzato con forza dall'ala sinistra del partito, che vuole riesaminare gli accordi firmati nel 1979 tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede.Il congresso del Psoe, che per la terza volta rinnoverà il mandato quale leader a Zapatero, sta affrontando anche altri temi eticamente sensibili, in primo luogo l'aborto per il quale si chiede una maggiore liberalizzazione, oltre all'immigrazione e alla difficile situazione economica nella quale si trova da un po' di tempo la Spagna.

Tratto da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_105803280.html


Progettare il futuro in una situazione di crisi economica è ciò che distingue l’amore e la grandezza di un Governo per la società civile, da chi sfrutta la situazione presente, qualunque essa sia, per garantire a sé e ad altri un ingiusto profitto a discapito del futuro del paese.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it