Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

sabato, luglio 26, 2008

Manipolazione delle masse e loro gestione mediante l'illusione: La ricerca come oggetto dell’altro!

All’interno del lavoro sull’identificazione della manipolazione delle masse e della loro gestione mediante l’illusione (sia in campo politico che religioso) un ruolo importante, Howard Gardner, attribuisce al concetto di “ricerca” come attività del soggetto finalizzata a supportare le sue idee alle quali deve piegare la masse. Il leader o manipolatore di massa, è il soggetto che si è “elevato” al di sopra delle masse. Per contro, tale soggetto si deve misurare con altri soggetti che pur non essendosi “elevati” al di sopra delle masse si contrappongono al leader. Sono leader essi stessi, ma anziché essere al di sopra della massa, sono dei soggetti critici nella massa. Più tesi a modificare le idee preconcette della massa che non dominare le masse.

La ricerca non è solo messa in atto dal leader nel tentativo di manipolare costantemente le masse (sembra importante l’esempio di un’affermazione fatta da Berlusconi relativa, vado a memoria, della vivibilità a Napoli, che Berlusconi è riuscito a smentire meno di un’ora dopo per non rispondere ad una giornalista di Repubblica in una conferenza stampa), ma è un atto che ogni massa mette in atto costantemente e che ogni leader, sia il dominatore che il soggetto critico, devono conoscere.


La ricerca come oggetto dell’altro (degli individui massa o delle masse)

Dal racconto che ho fatto si deduce che l’altro, l’interlocutore o la massa, ha fatto una ricerca. Quella ricerca è l’oggetto con cui ogni singolo individuo della massa conferma la propria idea del mondo e considera tale idea del mondo quella Naturale. L’idea del mondo delle masse non è un’idea vissuta pacificamente, ma è un’idea del mondo, della vita, della politica, vissuta sempre con tensioni conflittuali la cui funzione è quella di riaffermare continuamente quell’idea naturale che critiche diverse tendono a mettere in discussione. Per la massa, il vero leader non è colui che rinnova il presente o colui che indica “un luminoso avvenire”, ma è colui che conserva il presente rimuovendo la paura di turbative al presente. Salvo quando la situazione è critica, le condizioni di vita disastrose e le persone iniziano, in massa, a sognare “mari de tocio e montagne de polenta”, il leader è colui che conserva il presente indicando in ogni perturbativa dell’ordine presente un pericolo da combattere con armi assolute. In questo caso non ci sono più principi sociali, valori morali o ragioni politiche che possano fermare le paure di masse di veder peggiorate o messe in pericolo le loro condizioni di vita. Dal momento che, comunque, le loro condizioni di vita saranno irrimediabilmente peggiorate, il leader allontana il sospetto sulle sue responsabilità evocando percoli sociali o allarmi sociali provocate da minoranze sufficientemente deboli da poter essere represse ricreando il consenso attorno alla sua gestione. L’esempio delle leggi razziali vale per il passato, l’allarme sociale per gli immigrati clandestini e per i Rom, vale per il presente. La ricerca della massa, che si riduce quasi sempre alla costruzione di convinzioni per fede, credenza o superstizione, viene usata dal leader per farla agire in funzione di sé stesso evocando dei pericoli o attenuandoli a seconda della situazione che maggiormente gli conviene. In tutti i paesi del mondo si nega alle masse la ricerca culturale. Le masse non devono aver cultura e la cultura che gli si fornisce è prettamente tecnica per trasformarli in lavoratori, ma assolutamente incapaci di : 1) chiedersi il perché delle cose; 2) comprendere l’effetto di una decisione nei suoi effetti sociali, giuridici o politici; 3) comprendere gli effetti di un’azione nel tempo e nelle trasformazioni (le sue implicazioni).
Ciò che spesso sfugge ai leader è che la massa mette in atto una ricerca continua per confermare le sue idee sul mondo. Una massa allevata nel catechismo è pronta ad eleggere il proprio leader quando questo, tirando fuori dalla naftalina la prova ontologica di Anselmo sull’esistenza di dio, fa loro capire che non sono stati ingannati, ma dio esiste. La massa è pronta per essere ingannata partendo dalle idee preconcette e vecchie (spesso quelle dei loro padri) nelle quali individuano una qualche forma di saggezza. Una saggezza che sta solo nella loro immaginazione. Solo che di quella immaginazione sono degli schiavi. Una schiavitù a concetti aprioristici che viene sfruttata dal leader per far funzionare la massa. Il leader che trasmette delle idee alla massa che vuole far funzionare, deve sempre tener presente che la massa è un soggetto dinamico. I modi di vedere il mondo e di percepire il mondo sono sempre dei preconcetti generati dalla veicolazione dei bisogni soggettivi in base alla cultura minima entro la quale la massa è costretta a veicolare i propri bisogni. La globalizzazione del territorio fisico, per gli individui massa, non implica anche la globalizzazione della manifestazione della struttura emotiva. Al contrario. L’individuo massa ha globalizzato le proprie paure aumentando la gamma di opportunità per un leader di gestire le loro angosce e veicolarle là dove egli trova più opportuno. Inoltre, proprio la globalizzazzione ha consentito a tutta una serie di enti di diffondere la paura non più solo entro i limiti nazionali, ma di globalizzarla. Prendiamo ad esempio la crisi dei mutui americani: il disastro economico è stato spalmato su tutti i risparmiatori del mondo portandone molti ala rovina; come per i bond argentini, per il fallimento della Cirio, della Parmalat e di quanto si appresta a fallire a breve. Le paure delle masse sono un’opportunità per un leader e sono elementi da considerare e da elencare per il leader che in quelle paure trova degli ostacoli. E’ proprio di un leader implicato nel fallimento della Parmalat o della Cirio che ha costruito insicurezza fra migliaia di cittadini dirottare le loro paure sul pericolo del “complotto mondiale degli ebrei” o dei Rom. Per contro, un eventuale leader che dovesse essere minacciato dal dirottamento delle paure e dal passaggio in secondo piano del fallimento della Parmalat dovrebbe agire per diffondere non tanto la paura per altre parmalat, ma il possibile susseguirsi dei fallimenti a raffica. E questo, tale leader lo dovrebbe fare nel momento stesso in cui il leader avversario tenta di fomentare la caccia agli “ebrei”, ai “massoni” ai “satanisti”, agli “zingari”. Se non agisce nel momento stesso in cui il leader avversario inizia a lanciare l’allarme, l’allarme dell’avversario veicolerà le paure delle masse e faranno convergere su di lui il consenso.

N.B. Mi sembra superfluo che i pezzi che sto caricando in relazione alla manipolazione delle masse mediante l’illusione fanno parte di un lavoro molto più vasto che è in corso di stesura. Molti errori di battitura o di costruzione del pensiero sono stati fatti, ma verranno corretti, per quel che potrò, solo a lavoro finito (o quando deciderò di terminarlo).

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it