Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, ottobre 01, 2008

I giornalisti, il terrorismo e le perplessità dei cittadini

Capisco che il sondaggista deve essere benevolo con chi gli commissiona il sondaggio, ma la cosa è grave.
I giornalisti non dicono “bugie”, ma sono dei criminali che utilizzano la stampa per sparare contro le persone e danneggiarne le condizioni di vita. In teatro di guerra, poi, i giornalisti sono dei militari che, pretendendo l’immunità in quanto “corrispondenti di guerra”, in realtà svolgono azione di spionaggio e indicazione degli obbiettivi da colpire.
La stampa è organizzata a livello militare allo scopo di destabilizzare il paese e far accettare agli Italiani un regime fascista e nazista in violazione del dettato Costituzionale.
Ogni opinione diversa, ogni fatto diverso, da quanto alimenta il nazismo, viene di fatto censurato permettendo ai giornalisti la destabilizzazione delle Istituzioni alimentando atteggiamenti e sensazioni nell’opinione pubblica favorevoli alla destabilizzazione istituzionale.

All’interno di questo progetto terrorista messo in essere dai giornalisti, di tutti i giornali sia pur con sfaccettature e linguaggi diversi, la percezione dell’opinione pubblica è quella di sentirsi ingannati.
E’ da ricordare l’episodio della visita del Presidente della Repubblica Ciampi in Cina. Quando tornò, sia pur col suo linguaggio, era letteralmente furioso con i giornalisti: avevano truffato ed ingannato gli italiani. Per questioni ideologiche avevano omesso di informare adeguatamente l’opinione pubblica e l’economia nazionale dello spaventoso sviluppo economico che stava avendo la Cina lasciando gli operatori economici nazionali prigionieri delle gabbie ideologiche e dei preconcetti.

Non si tratta di semplice inganno, ma di un disegno criminoso messo in atto attraverso i giornalisti sia per complicità dei giornalisti nei confronti di un progetto di destabilizzazione della società Italiana, sia per pura stupidità o convenienza economica. In fondo, dicono i giornalisti vigliacchi, che me frega a me se il sistema sociale italiano fallisce? Basta che io abbia lo stipendio! E’ il caso di quella giornalista che dovendo fare un articolo diffamatorio nei miei confronti sulla mia partecipazione alla Festa dei Veneti di Cittadella non trovò nulla di meglio che scopiazzare una mia pagina web relativa alla partecipazione alla Festa dei Veneti di Cittadella. Solo che quella pagina web non era relativa alla Festa dei Veneti del 2008, ma alla mia partecipazione nel 2005.

E’ normale che i giornalisti diffamino, offendono, spargano menzogna in funzione di obbiettivi immorali e criminali. Un giornalista de Il Gazzettino ebbe a dirmi: “Io ti diffamo come e quando voglio!”.
Non stupisce che l’opinione pubblica reagisca in questo modo:


Milano 1 ottobre 2008

Giornalisti, per la maggioranza degli italiani dicono bugie
-
Bugiardi, poco informati e troppo schierati. Questa l’opinione che gli italiani hanno dei giornalisti secondo un’indagine condotta dalla società Astra Ricerche. Secondo l'indagine, commissionata dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia e presentata nel corso di un convegno sul futuro della professione a Milano, l'immagine sociale degli operatori dell'informazione in dieci anni è tra l'altro sensibilmente peggiorata.
Dalla ricerca demoscopica, il 68% degli italiani definisce i giornalisti "bugiardi", contro un tasso del 60% registrato in una precedente indagine, effettuata nel 1997. Oggi il 60% del campione ritiene i giornalisti "non o poco informati", contro il 48% della precedente ricerca. Stabile il giudizio sulla mancanza di indipendenza: è l'opinione del 52% degli italiani, contro il 51% registrato nel 1997.
Scendono sotto la metà del campione, ma rimangono comunque una minoranza molto consistente, coloro che ritengono i giornalisti "di parte" (48%) o addirittura "corrotti" (40%). Un giudizio riassunto dalla valutazione complessiva sulla professione: il 45% degli italiani giudica positivamente la preparazione degli operatori dell'informazione (ottima per il 15%, buona per il 20%, sufficiente secondo il 10%), contro un 55% non soddisfatto, con un giudizio pessimo (32% delle risposte) o cattivo (23%).
L'indagine di AstraRicerche individua anche quelli che si potrebbero chiamare i 'dodici comandamenti' per i giornalisti richiesti dal loro pubblico. Il primo e' la "competenza tematica", derivante dalla specializzazione settoriale o dal metodo di lavoro: la chiede il 90% degli intervistati. La seconda qualità indispensabile, indicata dal 79% del campione, è "la professionalità e il corretto utilizzo del know-how".

Tratto da:
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=86548


Si tratta, torno a ripetere, di una versione riduttiva della percezione che ne ha l’opinione pubblica dei giornalisti italiani, sia della carta stampata che della televisione.
Troppe volte i cittadini si sono visti truffare e ingannare dai giornalisti che diffondevano notizie o false o edulcorate in maniera tale da indurre inganno e fraintendimento nelle persone.
Fidatevi dei TERRORISTI!
Non vi sparano con una pistola, ma fanno in modo che siate pronti a farvi ingannare; come per la Cirio o per la Parmalat.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it