Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

sabato, novembre 29, 2008

Dalai Lama, il terrorismo contro la società tibetana. Sesso, fobie e angosce del Dalai Lama.

Che il Dalai Lama fosse un povero demente incapace di affrontare le condizioni della vita, non c’erano dubbi. Ma che questo criminale, come Paolo di Tarso, offenda le persone elevando la sua impotenza sessuale a modello è quanto di più vie e squallido la vita umana abbia mai visto.
Lui del sesso conosce solo le angosce fobiche indotte dalla privazione. Una privazione che nel tempo assume i contorni della paura dei rapporti con l’altro. L’altro non è più la persona che si ama, ma è l’oggetto che si violenta e che si deve ridurre alla propria dimensione d’uso. Quando non c’è una pratica di relazioni personali che passano anche per le relazioni sessuali non si è più in grado di considerare l’altro come una persona, ma solo come un oggetto d’uso.
E’ il caso del Dalai Lama infarcito di quell’astinenza sessuale che trasforma il desiderio in fobia e in delirio. Quella fobia e quel delirio che lo porta ad immaginare relazioni conflittuali.
Come per la chiesa cattolica che tanto sangue, angosce e fobie ha imposto a ragazzi indifesi finendo per imporre l’idea fobica della pedofilia e della pederastia come veicolazione delle pulsioni sessuali. Nell’educazione cristiana la sessualità è marchio, legittimazione del possesso sull’altro. Un altro che non deve reagire, non deve manifestare le proprie predilezioni e, soprattutto, non deve chiedere giustizia per le violazioni della sua sfera sessuale. Così, tanto più l’altro è indifeso, tanto più l’altro può essere colpevolizzato e tanto più assicurerà l’impunità al suo violentatore. Così, per l’educazione cristiana al possesso delle persone i bambini assumono, nell’immaginario cristiano, la bestia che non può reclamare giustizia in quanto non hanno diritti perché già posseduti dalla famiglia. Il cristiano, per violentare i bambini si sostituisce, normalmente, alla figura paterna o materna cercando, per far violenza, bambini che abbiano delle difficoltà sociali.
L’ideologia che manifesta il Dalai Lama è la stessa.
Qualche anno fa, nel luglio del 2003 lamentava la mancanza dell’esperienza sessuale come rimpianto della sua vita e oggi, esalta la castità per nascondere la disperazione che ha coltivato nella sua vita.
Che lui sia disperato sono affari suoi, ma che lui diffonda disperazione è una condizione che le società civili devono trattare come offese gravissime.
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LEADER SPIRITUALE
(29 luglio 2003) - Corriere della Sera

Il Dalai Lama: «Il sesso è piacevole: mi è mancato ma non ho rimpianti»
Il Dalai Lama ha ammesso in un' intervista al Reader' s Digest che quello che gli è mancato rispetto alla gente è l' esperienza del sesso. Tuttavia ha detto di non avere rimpianti, perché «il desiderio e l' attaccamento sessuale sono piacevoli, ma sono la base di rabbia, odio e gelosia».

Pagina 8(29 luglio 2003) - Corriere della Sera
Tratto da:
http://archiviostorico.corriere.it/2003/luglio/29/Dalai_Lama_sesso_piacevole_mancato_co_0_030729021.shtml



Lagos, 20:20 (28 novembre 2008)
DALAI LAMA: IL SESSO FA MALE, MEGLIO CASTI

Meglio soli e casti che accompagnati e lascivi. Parola del Dalai Lama che, parlando ai giornalisti ai margini di una conferenza a Lagos, ha spiegato i rischi del sesso e i pregi di una vita pudica. "Credo che la pressione e il desiderio sessuale siano solo una soddisfazione effimera che spesso conduce a complicazioni successive", ha detto il capo dei tibetani in esilio. La vita coniugale, ha specificato, "causa troppi sentimenti instabili. E' naturale che l'essere umano provi il desiderio per il sesso, ma poi interviene l'intelligenza umana a far capire che certe pratiche sono dannose, e a volte portano ad uccidere e al suicidio". Meglio dunque la "consolazione" del celibato. "Senti che ti manca qualcosa", ha spiegato il leader buddista, "ma paragonato all'intera vita, l'astinenza sessuale da' piu' indipendenza e piu' liberta'". Stando al principio del non attaccamento, rappresentato dalla ruota della morte e dal ciclo della reincarnazione, il sesso e la vita coniugale implicherebbero "un legame troppo forte verso i bambini e verso il partner, ossia uno degli ostacoli alla pace mentale". Il 73enne Nobel per la Pace e' da sempre un punto di riferimento non solo nel campo spirituale, ma anche in quello diplomatico. Nei prossimi giorni sara' a Bruxelles per parlare al Parlamento europeo e in Polonia, dove si prevede un incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy.
(28 novembre 2008)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/DALAI-LAMA-IL-SESSO-FA-MALE-MEGLIO-CASTI/news-dettaglio/3432032


Gestire la sessualità e i rapporti con l’altro è parte essenziale nella crescita delle persone. Una crescita che porta le persone a considerare i diritti dell’altro come i propri diritti. Cosa che il Dalai Lama non fa vedendo le persone tibetane comune delle bestie che si devono mettere in ginocchio davanti a lui che è una qualche reincarnazione di una qualche forma di dio padrone.
Queste affermazioni del Dalai lama sono vergognose ed offensive. Queste affermazioni del Dalai Lama dimostrano quanto odio il Dalai Lama sta manifestando per aggredire la popolazione tibetana e riportarla alla miseria che i buddisti gli imposero.
E' da chiedersi: su che basi vuole il Dalai Lama trattare con i cinesi?
Forse per impedire la sessualità ai Tibetani? Come Ratzinger vuole impedire l'aborto, il divorzio, gli anticoncezionali, ai cittadini italiani sostituendo l'ideologia criminale cattolica alla Costituzione della Repubblica?
E qualcuno, in occidente, gli dice anche "si buana!".
Quando non c’è rispetto per la sessualità delle persone, non c’è rispetto nemmeno per le persone. Le persone diventano bestie da macellare.
Meglio persone lascive che criminali che usano le camere a gas per macellare le persone.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì, novembre 28, 2008

Bimbi che mendicano, Cassazione e perplessità: perché non vanno a vivere nella villa di Arcore anziché stare nel fango dei campi?

Non so che dire di questa notizia.
Prendo atto che la Corte di Cassazione ha cassato una condanna della corte d’Appello di Napoli che era indecente, squallida ed offensiva per la Costituzione. Ma sta di fatto che le motivazioni che ha adottato non tengono conto della situazione patrimoniale e sociale nella quale queste persone sono costrette a vivere.
C’è una vena di odio sociale, di disprezzo delle persone Rom in questa sentenza. Io capisco che se questa madre Rom avesse i soldi di Berlusconi, Schifani o Fini i suoi atti sarebbero discutibili: ma sarebbe necessario dimostrare che questa pezzente, anziché andare a vivere ad Arcore, preferisce stare nel fango dei campi profughi. Preferisce insegnare ai suoi figli a tendere una mano per sopravvivere che non usare un mitra per assaltare una banca.
Questa sentenza mi lascia perplesso. La perplessità si riferisce più al concetto di povertà-miseria-dignità che frulla nella testa dei giudici.
Se da un lato posso essere soddisfatto della bocciatura della sentenza della Corte d’Appello di Napoli, dall’altro lato vorrei, per quel principio di uguaglianza dei cittadini, che venissero inquisite per violenza nei confronti dei minori anche quelle famiglie che portano i bambini allo Zecchino d’oro. La violenza della madre che porta il bambino ad elemosinare non è diversa dalla madre che porta il bambino allo zecchino d’oro. Ma forse, i POVERI FANNO VERAMENTE SCHIFO!


Rom, Cassazione: bimbi che mendicano, non sempre è schiavitù
venerdì, 28 novembre 2008 6.02

ROMA (Reuters) - Non si può dire con certezza che un bambino rom di quattro anni, sorpreso a chiedere l'elemosina al fianco della madre, sia stato ridotto in schiavitù, perché la mendicità è molto radicata nella cultura di alcune "comunità etniche", pertanto il confine tra autorità del genitore e abuso è piuttosto labile.
Così la quinta sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna della Corte d'appello di Napoli, che aveva condannato lo scorso gennaio a cinque anni di reclusione una donna per riduzione in schiavitù del figlio di quattro anni, sorpreso a tendere la mano ai passanti per alcune ore con lei accanto.
La suprema corte ha rinviato il caso a nuova decisione, chiedendo ai prossimi giudici d'appello di prendere in esame soltanto il reato di maltrattamenti in famiglia, che prevede una pena inferiore ai cinque anni, riferiscono fonti giudiziarie.
La Cassazione "invita a prestare attenzione alle situazioni reali e a non criminalizzare condotte che rientrino nella tradizione culturale di un popolo", ha scritto nella sentenza.
Secondo i giudici non si può escludere a priori che il reato di riduzione in schiavitù o servitù possa configurarsi anche a carico di un genitore che impieghi i figli nell'accattonaggio, ma tutto questo però deve avvenire "con abuso di autorità o approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica".
In alcune comunità etniche la richiesta di elemosina costituisce una condizione di vita tradizionale molto radicata nella cultura e mentalità di tali popolazioni". Da questo si deduce che "il confine tra l'uso legittimo dell'autorità e l'abuso appare piuttosto labile".


Diciamo che in alcune situazioni sociali la richiesta di elemosina è l’ultima possibilità prima di decidere di delinquere. O forse la Cassazione, con la sua sentenza, affermava che i poveri devono delinquere? Cosa che, del resto, ha affermato anche Cacciari proibendo ai poveri di elemosinare a Venezia: già, i POVERI FANNO SCHIFO. Vivono nella mer.da anziché andare a vivere ad Arcore!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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Cristianesimo, Islam, la democrazia e il burca di Cremona.

Io equiparo l’islam al cristianesimo.
Entrambe le religioni vanno combattute anche se io, vivendo in Italia, analizzo il ruolo dell’ideologia religiosa cristiana nella vita civile più che non l’ideologia religiosa islamica.
Ciò che mi fa orrore è l’odio con cui i monoteisti non solo si combattono (salvo poi avere gli stessi obbiettivi morali da imporre alla società), ma nel combattersi mettono una particolare ferocia nella violenza morale, psicologica e fisica, nell’annientamento delle singole persone.
Come non strapperei il rosario dalle mani di una vecchietta cattolica, così non calpesterei un simbolo degli ebrei per sfregio, né strapperei le mutande (il loro discorso sulla verginità) ad una suora cattolica, così non offenderei mai il velo portato da una donna di religione musulmana.
Se io mi comporto così non è per deferenza a quelle religioni, ma proprio perché quelle religioni io le voglio distruggere. Ma le voglio distruggere in quanto religioni, non in quanto persona che seguono quella religione. Se io non sono in grado di conquistare le intelligenze, i cuori, e le prospettive per il futuro di quelle persone, allora sarei un perdente. Ma se facessi un gesto di offesa alla persona che ha quel sentimento religioso, allora davvero avrei perso.
Per questo motivo non riesco a comprendere l’accanimento razzista mascherato sotto varie forme. Trucchi e pretesti giuridici il cui scopo è violentare la struttura psico-emotiva delle persone. Renderle paurose e insicure. In altre parole, terrorizzarle.
Riporto dal giornale La Repubblica:


Monia Mzoughi, 37 anni, tunisina, arrivò al palazzo di Giustizia con il volto copertoVoleva assistere al processo del marito poi condannato per terrorismo internazionale
Cremona, in tribunale con velo integralemoglie di imam assolta dopo tre anni
Il giudice: "Il fatto non sussiste". Da allora la donna gira con il viso scoperto e con il foulard si copre solo i capelli


CREMONA - Tre anni fa entrò nel palazzo di Giustizia di Cremona con il volto coperto dal velo islamico integrale e fu denunciata dalla polizia. Da allora gira a viso scoperto: porta il "foulard di Allah" solo per nascondere i capelli. Oggi il giudice Pierpaolo Beluzzi del Tribunale di Cremona ha assolto, perché il fatto non sussiste, Monia Mzoughi di 37 anni, tunisina, residente a Cremona, che il 21 settembre 2005 arrivò travisata in tribunale. Voleva assistere all'udienza del processo in corte d'assise contro il marito, l'imam Mourad Trabelsi componente della cellula islamica cremonese, arrestato nel 2003 e condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per terrorismo internazionale. Denunciata dalla polizia, perché "in luogo pubblico e senza un giustificato motivo indossava un velo che ne rendeva difficile il riconoscimento da parte delle forze dell'ordine", era stata rinviata a giudizio. Il processo, terminato oggi, si è celebrato con il rito abbreviato. "Sono preoccupata per i miei bambini. Mi vedono sul giornale come se avessi commesso chissà quale crimine. Non mi sono mai sottratta all'identificazione" aveva dichiarato spontaneamente al giudice. Il 21 settembre 2005 la donna consegnò il documento di identità e contemporaneamente mostrò il volto. Dopo la denuncia, un decreto di citazione diretta a giudizio l'ha portata sul banco degli imputati. La firma è dell'ex procuratore capo, Adriano Padula, che le aveva contestato la violazione dell'articolo 5 della legge 1975 (Disposizioni a tutela dell'ordine pubblico). Poi è arrivato il decreto dell'ex ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, che ha introdotto nuove misure di sicurezza antiterrorismo e inasprito le pene: da 1 a 2 anni di arresto e da 1000 a 2000 euro di ammenda. Monia non lo sapeva. Sino ad allora a seguire il processo del marito c'era andata col velo e documento di identità alla mano.

"Un conto è entrare in Tribunale con il casco, cosa vietata dall'articolo 5 della legge 1975 - aveva osservato Giuseppe De Carlo, legale della donna -. Ma non è questo il caso della signora Mzoughi. Qui gli indumenti sono dettati dalla cultura e dalla religione di un paese diverso dal nostro". Il pm Cinzia Piccioni aveva chiesto 15 giorni di arresto e 800 euro di multa. "Non si ravvisa la condotta lesiva al precetto dell'imputata - si legge nella sentenza con assoluzione piena pronunciata oggi - La nordafricana alla prima richiesta della polizia alzò infatti il velo scoprendo il volto ed esibì un documento di riconoscimento, la carta d'identità, consentendo in modo agevole all'ufficiale di pubblica sicurezza di procedere alla sua identificazione". Quindi, secondo il giudice, non c'è stato alcun impedimento o ostacolo o semplice ritardo nell'identificare Monia Mzoughi. Fu riconosciuta attraverso la procedura utilizzata nei confronti di tutte le persone che entravano in tribunale. Comunque per il giudice Beluzzi manca ancora una norma equiparabile a quella dell'uso del casco che vieti di indossare il velo islamico. Il caso del burqa a Cremona è il terzo del genere in Italia. Vicende analoghe si verificarono nel 2004 a Drezzo, nel Comasco, e nel 2006 a Como, ma quello di Cremona è il primo ad approdare in un'aula di giustizia e a finire con una sentenza.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/velo-islamico/velo-islamico/velo-islamico.html


C’era forse bisogno di processare questa donna?
E’ stato solo un’inutile sfregio al sentimento religioso.
Stupido, inutile e offensivo. Un gesto che ha offeso la Costituzione della Repubblica e la Democrazia nel tentativo di imporre un assolutismo religioso che avrebbe dovuto morire con l’ideologia clerico-nazista nel 1945.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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martedì, novembre 25, 2008

Wicca Italia e l'infantilismo di alcuni wicca.

Della discussione avvenuta su Wicca Italia ne ho fatto una pagina web:

http://www.federazionepagana.it/wiccaitalia.html

Il titolo dell’articolo è:

“Quando i wicca sono dei bambini viziati e capricciosi. Una discussione su Wicca Italia di Facebook.”

Conclusa la discussione in questo gruppo, si sottopone la discussione al dibattito pubblico.
Chiusa la discussione su questo gruppo, non implica chiusa la ricerca sulla qualità culturale delle persone che chiamano sé stesse Wicca.
Si prende atto che qui si sono incontrati solo bambini capricciosi che pestano i piedi incapaci di confrontarsi.
Posto questo messaggio, per correttezza e mi disiscrivo.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo

mercoledì, novembre 19, 2008

Come viene costruito il nazismo di massa nella società italiana.

La distruzione della società civile non passa attraverso i fati eclatanti della cronaca. Ma passa attraverso la somma delle microazioni che nel quotidiano vengono vissute come atti di violenza terroristica da parte dei singoli individui: dei ragazzi in particolare. Quei ragazzi a cui una società cristiana-cattolica ha sbarrato le porte per il futuro tesa a garantire un presente di potere, di dominio e di vessazioni e criminali come Socla, Ruini, Bagnasco, Bertoni, Ratzinger e compagnia. A loro la Polizia di Stato garantisce il diritto a costringere i ragazzi in ginocchio a pregare come degli ossessi, mentre, nello stesso tempo, e attraverso le stesse azioni, quella stessa Polizia di Stato, obbliga i ragazzi a pratiche di bullismo, di disperazione, fino a costringerli a drogarsi o a suicidarsi in quanto privati degli strumenti per agire come cittadini responsabili.
Questo articolo dimostra la gravità della situazione sociale. Una gravità che la cronaca quotidiana dei media omette, ma che finisce per sommare gravità a gravità, come acqua contro una diga, preanunciando il disastro sociale. Un disastro che fa comodo a molte “categorie”, ma del quale ognuno tende a rigettare le proprie responsabilità, salvo alimentarlo con scelte, azioni e gesti.


Eurispes-Telefono Azzurro Il rapporto sui giovani italiani
Un bimbo su quattrovittima del bullismo
I ragazzi contro i ragazzi. La paura di essere picchiati, a volte addirittura rapiti. Rischiando di rinchiudersi dietro la virtuale compagnia di un videogioco. Il fenomeno del bullismo non si placa.

Oltre un quarto dei bambini, secondo il rapporto Eurispes-Telefono Azzurro, afferma di essere stato ripetutamente vittima di brutti scherzi, il 27,8%, a cuiseguono le provocazioni e le prese in giro (26,6%) e le offese immotivate (25,6%). E il dramma è che bullismo non vuol dire solo violenza fisica. Ma anche psicologica. Il 17,6% è stato continuamente escluso ed isolato dal gruppo. Nel 13,5% dei casi i bambini riferiscono di aver subito furti di oggetti o cibo (13,5%), percosse (11,5%), minacce (11,1%), ma anche furti di denaro (4,7%). Sono soprattutto i maschi ad aver subito ripetutamente minacce, percosse, provocazioni o prese in giro, brutti scherzi, offese immotivate, furti di oggetti. Le bambine invece si trovano con più frequenza a dover subire l'esclusione e isolamento dal gruppo (20,2% contro il 14,9%).
Il bullo è tra i coetanei. Nelle classi di qualsiasi scuola. Fra i bambini vittime di atti di bullismo la percentuale più elevata racconta di essere stata presa di mira da un bambino della sua età (17,8%); in altri casi è responsabile un ragazzo più grande (9,7%), un gruppo di maschi (6,2%) o una coetanea (5,3%). La percentuale sale con l'età: tra gli adolescenti oltre un terzo dei ragazzi intervistati afferma di aver assistito ad episodi di bullismo nella propria scuola. Da qui ad analizzare le loro paure basta poco. La prima dei bambini italiani è di essere rapito. Il 22,6 per cento degli intervistati si è detto terrorizzato dal rapimento, il 16,3 per cento ha paura di essere avvicinato da sconosciuti, il 16,2% di essere coinvolto in attentati terroristici, il 13,9% di perdersi, il 13,5% di assistere a scene violente, il 12,6% di rimanere solo in casa e di essere picchiato da coetanei.
Tra i «pericoli» vissuti, il 39,2% non si è sentito al sicuro andando in giro per la città, il 23,8% restando a casa, il 10,1% a scuola, il 4,8% si è sentito in pericolo navigando in Internet. I genitori, è certo, rimangono i principali punti di riferimento nelle situazioni di emergenza, anche se buona parte di loro cerca di conservato il segreto rispetto ad alcuni episodi. Tanto che nel 9,5% dei casi i ragazzi hanno preferito contare sulle proprie forze, difendendosi da soli. Solo una minoranza - il 3,2% - in caso di pericolo ha chiamato un numero di emergenza. Per quanto riguarda gli adolescenti, la paura più frequente è quella di essere vittima di violenze sessuali (17%), seguita dal timore di essere importunati da sconosciuti (11%) e di essere rapiti (9,7%). Ma tutto sommato vivono tranquilli: la maggioranza degli adolescenti riferisce di non essersi mai sentita in pericolo (51,6%). I dati Eurispes-Telefono Azzurro evidenziano, contemporaneamente ai dati allarmanti sul bullismo, un uso sproporzionato di videogiochi pericolosi, sempre più spesso tra le mani dei bambini. Sono, soprattutto, i maschi ad affermare di avere trascorso il proprio tempo con videogiochi non adatti alla loro età (64,2% dei maschi contro il 31,6% delle femmine).
I piccoli sono per lo più consapevoli del fatto che i videogiochi violenti non sono adatti per loro mentre il 22,4% li reputa divertenti. Un bambino su cinque afferma che giocare con videogiochi violenti porta a comportarsi in modo violento. Segue il gruppo di quanti sostengono che i videogiochi violenti servano per scaricare la rabbia (8,5%) mentre il 4,8% ritiene che facciano provare un senso di forza e potenza.
Tratto da:

http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/11/19/953800-bimbo_quattro.shtml



Le paure e le angosce come strumento per controllare e dominare le persone. Lo insegna la bibbia; lo impongono gli insegnanti di religione cattolica dentro le scuole; lo alimentano i Carabinieri e la Polizia di Stato; lo sottolineano come necessità sociale i magistrati; i sindaci mettono in atto vere e proprie squadre di vessatori che chiamano Vigili Urbani. Vigili Urbani, un tempo rispettati per la loro azione di supporto ai cittadini ed oggi ridotti a derubare i cittadini con i semafori truffa, con le squadre di picchiatori (vedi Parma), o appostati come rapinatori da strada per tassare gli automobilisti.
Una società che ripiega su sé stessa in cui i ragazzi, il futuro possibile, viene stuprato e reso incapace di affrontare il proprio futuro.
Cosa significa quando si legge che il 17% di ragazzi ha paura delle violenze sessuali? Se il 17% viene esteso a tutta la società, visto che i ragazzi cresceranno e SARANNO TUTTA la società, fra i ragazzi di oggi e la società di domani, ci saranno oltre 10.000.000 di cittadini che avranno paura di violenze sessuali e almeno 1.000.000 predisposto a praticarla.
Cosa significa quando si legge che l’11,5 dei ragazzi ha subito percosse? Significa, estendendo il dato dal momento che i vecchi moriranno e i ragazzi diverranno adulti, che 7.000.000 di cittadini sono stati percossi.
Pensate che società di MER::DA le Istituzioni di oggi stanno preparando: CHIAMARE LA LORO AZIONE TERRORISMO è solo un eufemismo gentile!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo; Ratzinger e l'enciclica Spe Salvi

Commento al primo capitolo dell’Enciclica Spe Salvi di Ratzinger in quattro filmati:

prima parte




seconda parte



terza parte



quarta parte



Un commento come un mare le cui onde si infrangono sulla riva.
Filmati per ricordare l’importanza della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che Ratzinger condanna salvo usarla per i propri interessi.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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venerdì, novembre 14, 2008

Il caso Eluana Englaro e l'attività di terrorismo della chiesa cattolica!

Pochi hanno capito il significato del caso Englaro.
Con tutta la sua azione la chiesa cattolica ha chiesto il diritti di ripristinare il nazismo in Italia!

La chiesa cattolica intende aggredire la Costituzione della Repubblica per trasformare i cittadini Italiani in schiavi: come imposto dal suo Gesù o dal suo dio che fa della schiavitù un dogma di fede religiosa da imporre ai sudditi sottomessi.

La Corte di Cassazione non ha soltanto sentenziato in merito ad un diritto di Eluana, ma ha sentenziato a favore delle scelte dei cittadini. Quella scelte che politici nazifascisti legati al terrorismo ecclesiastico vogliono negare per trasformare i cittadini in schiavi privati del diritto di decidere sul proprio corpo.

Non si tratta, da parte di Fisichella e della chiesa cattolica, di espressione di semplici idee, ma di atti di eversione e incitamento all’odio sociale le chi finalità sono quelle di eversione nei confronti della Costituzione della Repubblica.

Assistiamo, in pratica, alla ricostituzione di uno stato nazifascista in cui i cittadini sono privati di ogni cpacità di intervento. Sono privati del diritto di essere loro stessi, sono privati delle loro possibilità di controllo nei confronti delle Istituzioni che PRETENDONO di agire come se fossero espressione della monarchia assoluta.
Anche se l’attuale disastro economico sta allontanando l’attenzione dei cittadini dalla difesa dei loro diritti civili, devono sapere che i terroristi che fanno capo alle organizzazioni cattoliche continuano ad agire per destabilizzarli e cancellarli. Alcuni magistrati, in maniera eroica, stanno resistendo al tentativo; altri magistrati, specialmente nelle Procure Provinciali agiscono per favorire il terrorismo della chiesa cattolica: come il PM di Milano.


Al centro della decisione il "consenso informato". Così il pazientepuò rifiutare le cure. E il cittadino ha un po' più di potere sui medici
Caso Englaro, ecco la sentenza"Ora il malato può scegliere"
di PIERO COLAPRICO

Con la sentenza di ieri, la Cassazione sembra aver dato ai cittadini un po' più di potere sui medici. Il cardine della sentenza Englaro è il "consenso informato" e cioè il fatto che il paziente può accettare o rifiutare le cure, una volta che il medico gli ha spiegato che cosa succede. La Cassazione si era occupata di questo tema negli anni Novanta, quando alcuni pazienti, scontenti del medico, l'avevano citato in giudizio. E erano state sentenze "a cose fatte". La novità è che, in questo caso specifico, il "consenso" ferma la mano del medico: no al trattamento, no alla nutrizione forzata, no alle cure che non portano a niente. La Cassazione non ha esitazioni, questo rifiuto delle cure (pagina 6) "non può essere scambiato per un'ipotesi di eutanasia". Sulla condizione fisica e mentale di Eluana c'è una relazione "di sicuro valore scientifico" (pagine 13). E nemmeno la procura generale ha sollevato la questione sulla "volontà presunta di Eluana", dandola per scontata. Anche questo è un punto importante, perché non pochi politici discutono ancora se questa volontà di rifiutare le cure sia valida o no: per sentenza, nata dopo un'indagine, questa volontà c'era e dunque è valida. Il ricorso viene rigettato perché i magistrati (la procura generale) con Eluana non hanno da tutelare un interesse generale, ma solo il caso umano, giudiziario, clinico di una singola persona.
(14 novembre 2008)
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-3/sentenza-spiega/sentenza-spiega.html?rss


Quando vengono cancellati i diritti civili diventa sempre più difficile riaffermarli. L’aborto è legge, ma le donne che vogliono abortire spesso subiscono atti criminali, atti di terrorismo dalla chiesa cattolica.
Fisichella dichiara, ma migliaia di cattolici agiscono impunemente con atti di terrore, di minaccia, di ricatto, nei confronti dei singoli cittadini sul territorio. Questi atti di terrorismo sono messi in atto dalle Istituzioni occupate da individui cattolici che sputando ed offendendo la Costituzione della Repubblica impongono l’ideologia di morte e genocidio del dio dei cristiani.

I cattolici seminano odio feroce contro la società civile; la Costituzione, e fanno di tutto perché non venga applicata.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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martedì, novembre 11, 2008

Il governo italiano e la ricostruzione dello stato nazista.

Si tratta del nuovo clima sociale inaugurato in Italia da Berlusconi, Fini, Bossi, Alemanno e Calderoli.
Un clima sociale che vede il ricatto dei lavoratori dell’Alitalia dopo essere stati strumentalizzati per fini elettorali da Berlusconi e compagnia. Ricatto, guarda caso, di ricorrere a quei magistrati dai quali Berlusconi ha voluto evitare di essere incriminato per i feroci delitti commessi. Se non avesse commesso feroci delitti, per qual motivo assicurarsi l’immunità col lodo Alfano?

Così, nella ricostruzione dell’Italia fascista e nazista la logica è quella della ferocia nei confronti di chi è socialmente più debole e di impunità per chi detiene il potere di stuprare le persone. Così si invoca il carcere per chi abbandona il frigorifero e l’impunità per le banche che hanno truffato migliaia di risparmiatori.

In questo clima di terrore voluto da Gelmini, la Garfagna, Berlusconi e Bossi, diventa del tutto normale sia l’assalto squadristico alla sede RAI che il terrore nazista nei confronti dei Rom che dar fuoco a chi dorme sulle panchine.
Il governo Berlusconi non affronta nessun problema sociale, ma agisce per aggravare lo scontro e l’odio sociale per poter trarne un maggior beneficio.

Così, diventa normale la notizia di oggi (e non è la prima):


Non si conosce l'identità del senzatetto, forse un tarantino di 46 anni noto nella zona.
Il sindaco: "Atto gravissimo, i responsabili saranno duramente perseguiti"

Gli danno fuoco mentre dorme in strada
in fin di vita clochard di Rimini

RIMINI - Ignoti hanno tentato di uccidere la scorsa notte un clochard a Rimini, dandogli fuoco mentre l'uomo dormiva su una panchina di via Flaminia dopo avergli versato addosso una tanica di benzina. Le ustioni su tutto il corpo si sono rivelate così gravi da imporne il trasferimento immediato al centro grandi ustionati di Padova, dove l'uomo versa in gravissime condizioni. Le sue generalità non sono ancora note: la polizia scientifica sta cercando di rilevarne le impronte per l'identificazione. Secondo un'ipotesi, potrebbe trattarsi del tarantino di 46 anni che da tempo staziona in città, noto a molti. Ignoti i responsabili del gesto sconsiderato, ma è certo che non appena verranno identificati "saranno duramente perseguiti" ha assicurato il sindaco del capoluogo romagnolo, Alberto Ravaioli. Commentando a caldo l'accaduto, il primo cittadino ha giudicato l'episodio un "atto gravissimo". "Sentiremo come sono andati esattamente i fatti. Si tratta di un gesto esecrabile e cercheremo di trovare i responsabili che saranno duramente perseguiti" ha aggiunto.
(11 novembre 2008)
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/rimini-senza-casa/rimini-senza-casa/rimini-senza-casa.html?rss


Dovrebbero essere arrestati gli amministratori comunali. Arrestati in quanto complici di quell’atto non avendo predisposte le strutture sociali opportune, ma avendo ignorato i cittadini per i loro interessi criminali.
E’ così che nacque il nazismo. Ed è così che oggi in Itali si sta ricostruendo il nazismo. Berlusconi e Veltroni, Bossi, Fini, Calderoli e Casini, stanno costruendo i nuovi campi di sterminio. Questo è il primo vento prima che arrivi la tempesta. Come il Ratzinger di allora esaltò e favorì l’ascesa del nazismo che gli permetteva di aggredire gli ebrei, il Ratzinger di oggi, fingendo di condannare i fatti di allora, ma evitando di condannare il suo dio che li ha ispirati, oggi appoggia i nuovi nazisti che possono anche cambiar nome e chiamarsi popolo delle Libertà, ma sempre gli stessi gesti e la stessa ideologia manifestano!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica, novembre 09, 2008

Sedersi sulla riva del fiume e aspettare di veder galleggiare il cadavere del proprio nemico

E’ sempre una questione di scelte!
Se l’azione può essere considerata un reato; le motivazioni dell’azione qualificano la morale, l’etica e la collocazione sociale del soggetto.
Molti parteciparono a quella che venne definita “lotta armata” negli anni ’70.
Molte e ognuna diversa sono le modalità di partecipazione e le motivazioni con le quali le persone hanno partecipato.
Il tempo qualifica ogni partecipazione. Ne motiva la morale o ne censura le giustificazioni.
Ci fu chi partecipò per fermare i tentativi di colpo di stato messo in atto dalla Democrazia Cristiana e che hanno negli attentati di Piazza Fontana e della stazione di Bologna i tentativi di alimentare simpatie per distruggere la Costituzione.
C’è chi partecipava perché trovava intollerante l’azione di persone come Tagliercio di ammazzare gli operai sui posti di lavoro e di distruggere il territorio. C’è chi partecipò perché vedeva nello sparare una propria promozione sociale. Altri per noia, altri perché non avevano scelta.
Mille motivazioni. Tutte reali; tutte sentite; tutte sincere. Ma non tutte moralmente credibili o non tutte moralmente giustificabili.
Così ogni tanto ci si trova a fare un bilancio. Fra chi è fuggito in Francia o in America Latina; chi ha pagato il prezzo del terrorismo dei magistrati della polizia di Stato; fra chi ha pensato che mettersi a lavorare per il terrore cristiano fosse una garanzia.
Ricordo che già allora i pistoleros erano tutti cristiani.
Per cui non mi stupisce la scelta di Sandalo, come non mi stupisce se qualcuno di allora si mette a fare rapine.
Le scelte di oggi determinano il giudizio morale di allora.
Le scelte di Sandalo lo qualificano come un razzista; come chi, allora, non aveva nulla di meglio da fare e pensava che sparare facesse moda.

Attentati alle moschee, nove anni a Sandalo
Una pena più severa di quella richiesta dall'accusa per l'ex terrorista di Prima linea
di Davide Carlucci
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Nove anni e nove mesi. Una pena più severa di quella richiesta dall'accusa: è la condanna per Roberto Sandalo, l'ex terrorista di Prima linea autore di una serie di attentati contro moschee e centri culturali islamici. Sandalo era stato arrestato ad aprile dopo le indagini del pubblico ministero Maurizio Romanelli, che durante l'udienza per il giudizio in abbreviato ha chiesto otto anni e otto mesi, contestandogli anche l'aggravante dell'odio razziale ai reati di danneggiamento, porto e detenzione di esplosivi, incendio colposo.Nei suoi confronti è stata riconosciuta la recidiva per i reati già commessi in passato (fra i quali alcune rapine nell'Astigiano). Ha patteggiato quattro anni, invece, il suo complice, Maurizio Peruzzi, un perito chimico accusato di avergli fornito il materiale per gli attentati. Durante l'udienza Sandalo ha adombrato la tesi del complotto contro di lui: "Mi hanno arrestato a tre giorni dalle elezioni nonostante la polizia mi avesse identificato già da tempo". Ha denunciato di avere subito anche tre infezioni a San Vittore, dove è detenuto, a causa delle persone di fede musulmana che gli "avvelenerebbero" il cibo. E ha accusato associazioni come Islamic Relief - che si è costituita parte civile insieme con la Coreis, la comunità religiosa islamica e al centro islamico di Segrate - di essere emanazione in Italia del fondamentalismo arabo.
(05 novembre 2008)

Tratto da:
http://milano.repubblica.it/dettaglio/Attentati-alle-moschee-9-anni-e-9-mesi-a-Sandalo/1540642?ref=rephp


Non esistono scelte che ci chiudono definitivamente al futuro; esiste solo la volontà soggettiva di chiuderci ad un futuro possibile.
Gli anni passano e le persone invecchiano.
Solo il cristiano pensa che una volta invecchiato non ha più possibilità. Così, anziché sedersi sulla riva del fiume e aspettare che il suo nemico passi; preferisce sedersi ad aspettare di diventare il cadavere che passa galleggiando nel fiume della vita.

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì, novembre 03, 2008

Paolo di Tarso e Menenio Agrippa

Che differenza c’era, fra la società paventata dai cristiani in Paolo di Tarso e quelle che hanno calcato il mediterraneo?
La storia degli uomini è ricca ed è stata articolata attraverso mille passioni prima dell’arrivo del cristianesimo.
Nelle lettere di Paolo di Tarso c’è un esempio sul quale si dovrebbe puntare l’attenzione: come Paolo di Tarso si pone davanti al corpo!
Come usa il corpo, come esempio, per delineare le relazioni che esistono fra gli uomini e la società nella quale vivono.
Prima di lui lo fece Menenio Agrippa. Anche Menenio Agrippa usò il corpo come esempio di relazioni sociali sia fra gli uomini sia fra gli uomini e lo Stato.

Dall’uso del corpo fatto da Paolo di Tarso e da Menenio Agrippa emergono dei modelli sociali che diventeranno fondamentali nella storia dell’umanità e che assumeranno vari nomi a seconda delle comunità umane.
Si può riassumere tali modelli in stato clericale, fascista e nazista nel modello proposto e voluto da Paolo di Tarso e nel modello democratico quello proposto da Menenio Agrippa. Dove il modello di stato e di società non è un’etichetta, ma è dedotto dal tipo di relazioni che si instaurano fra gli uomini e fra gli uomini e il Comando Sociale. Quelle relazioni determinano i modelli sociali, non viceversa.
Sono gli uomini che costruiscono un modello sociale, non le bandiere e i simboli ai quali fanno riferimento.
Ne ho fato una pagina.

http://www.stregoneriapagana.it/alienazione01.html

Nell’educazione che riceviamo, la nostra abitudine fa risalire le categorie sociali ai simboli che si presentano davanti ai nostri occhi.
Più difficile è osservare le azioni, costruire le categorie e modificare la relazione simbolo-categoria nella formazione del nostro giudizio immediato. E’ questo meccanismo mentale che ci rende tifosi di una squadra di calcio giustificando in essa errori per i quali siamo pronti ad inveire quando li vediamo in una squadra avversaria.

Fare un esempio sociale usando l’immagine del corpo umano permette di svelare come l’individuo che sta parlando si relaziona col proprio corpo e come quel corpo si relaziona nella società.
Ci fa capire qual è il futuro che vuole per il corpo di chi sta ascoltando e qual è il modello di società in cui i corpi degli ascoltatori dovranno vivere.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it