Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, novembre 19, 2008

Come viene costruito il nazismo di massa nella società italiana.

La distruzione della società civile non passa attraverso i fati eclatanti della cronaca. Ma passa attraverso la somma delle microazioni che nel quotidiano vengono vissute come atti di violenza terroristica da parte dei singoli individui: dei ragazzi in particolare. Quei ragazzi a cui una società cristiana-cattolica ha sbarrato le porte per il futuro tesa a garantire un presente di potere, di dominio e di vessazioni e criminali come Socla, Ruini, Bagnasco, Bertoni, Ratzinger e compagnia. A loro la Polizia di Stato garantisce il diritto a costringere i ragazzi in ginocchio a pregare come degli ossessi, mentre, nello stesso tempo, e attraverso le stesse azioni, quella stessa Polizia di Stato, obbliga i ragazzi a pratiche di bullismo, di disperazione, fino a costringerli a drogarsi o a suicidarsi in quanto privati degli strumenti per agire come cittadini responsabili.
Questo articolo dimostra la gravità della situazione sociale. Una gravità che la cronaca quotidiana dei media omette, ma che finisce per sommare gravità a gravità, come acqua contro una diga, preanunciando il disastro sociale. Un disastro che fa comodo a molte “categorie”, ma del quale ognuno tende a rigettare le proprie responsabilità, salvo alimentarlo con scelte, azioni e gesti.


Eurispes-Telefono Azzurro Il rapporto sui giovani italiani
Un bimbo su quattrovittima del bullismo
I ragazzi contro i ragazzi. La paura di essere picchiati, a volte addirittura rapiti. Rischiando di rinchiudersi dietro la virtuale compagnia di un videogioco. Il fenomeno del bullismo non si placa.

Oltre un quarto dei bambini, secondo il rapporto Eurispes-Telefono Azzurro, afferma di essere stato ripetutamente vittima di brutti scherzi, il 27,8%, a cuiseguono le provocazioni e le prese in giro (26,6%) e le offese immotivate (25,6%). E il dramma è che bullismo non vuol dire solo violenza fisica. Ma anche psicologica. Il 17,6% è stato continuamente escluso ed isolato dal gruppo. Nel 13,5% dei casi i bambini riferiscono di aver subito furti di oggetti o cibo (13,5%), percosse (11,5%), minacce (11,1%), ma anche furti di denaro (4,7%). Sono soprattutto i maschi ad aver subito ripetutamente minacce, percosse, provocazioni o prese in giro, brutti scherzi, offese immotivate, furti di oggetti. Le bambine invece si trovano con più frequenza a dover subire l'esclusione e isolamento dal gruppo (20,2% contro il 14,9%).
Il bullo è tra i coetanei. Nelle classi di qualsiasi scuola. Fra i bambini vittime di atti di bullismo la percentuale più elevata racconta di essere stata presa di mira da un bambino della sua età (17,8%); in altri casi è responsabile un ragazzo più grande (9,7%), un gruppo di maschi (6,2%) o una coetanea (5,3%). La percentuale sale con l'età: tra gli adolescenti oltre un terzo dei ragazzi intervistati afferma di aver assistito ad episodi di bullismo nella propria scuola. Da qui ad analizzare le loro paure basta poco. La prima dei bambini italiani è di essere rapito. Il 22,6 per cento degli intervistati si è detto terrorizzato dal rapimento, il 16,3 per cento ha paura di essere avvicinato da sconosciuti, il 16,2% di essere coinvolto in attentati terroristici, il 13,9% di perdersi, il 13,5% di assistere a scene violente, il 12,6% di rimanere solo in casa e di essere picchiato da coetanei.
Tra i «pericoli» vissuti, il 39,2% non si è sentito al sicuro andando in giro per la città, il 23,8% restando a casa, il 10,1% a scuola, il 4,8% si è sentito in pericolo navigando in Internet. I genitori, è certo, rimangono i principali punti di riferimento nelle situazioni di emergenza, anche se buona parte di loro cerca di conservato il segreto rispetto ad alcuni episodi. Tanto che nel 9,5% dei casi i ragazzi hanno preferito contare sulle proprie forze, difendendosi da soli. Solo una minoranza - il 3,2% - in caso di pericolo ha chiamato un numero di emergenza. Per quanto riguarda gli adolescenti, la paura più frequente è quella di essere vittima di violenze sessuali (17%), seguita dal timore di essere importunati da sconosciuti (11%) e di essere rapiti (9,7%). Ma tutto sommato vivono tranquilli: la maggioranza degli adolescenti riferisce di non essersi mai sentita in pericolo (51,6%). I dati Eurispes-Telefono Azzurro evidenziano, contemporaneamente ai dati allarmanti sul bullismo, un uso sproporzionato di videogiochi pericolosi, sempre più spesso tra le mani dei bambini. Sono, soprattutto, i maschi ad affermare di avere trascorso il proprio tempo con videogiochi non adatti alla loro età (64,2% dei maschi contro il 31,6% delle femmine).
I piccoli sono per lo più consapevoli del fatto che i videogiochi violenti non sono adatti per loro mentre il 22,4% li reputa divertenti. Un bambino su cinque afferma che giocare con videogiochi violenti porta a comportarsi in modo violento. Segue il gruppo di quanti sostengono che i videogiochi violenti servano per scaricare la rabbia (8,5%) mentre il 4,8% ritiene che facciano provare un senso di forza e potenza.
Tratto da:

http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/11/19/953800-bimbo_quattro.shtml



Le paure e le angosce come strumento per controllare e dominare le persone. Lo insegna la bibbia; lo impongono gli insegnanti di religione cattolica dentro le scuole; lo alimentano i Carabinieri e la Polizia di Stato; lo sottolineano come necessità sociale i magistrati; i sindaci mettono in atto vere e proprie squadre di vessatori che chiamano Vigili Urbani. Vigili Urbani, un tempo rispettati per la loro azione di supporto ai cittadini ed oggi ridotti a derubare i cittadini con i semafori truffa, con le squadre di picchiatori (vedi Parma), o appostati come rapinatori da strada per tassare gli automobilisti.
Una società che ripiega su sé stessa in cui i ragazzi, il futuro possibile, viene stuprato e reso incapace di affrontare il proprio futuro.
Cosa significa quando si legge che il 17% di ragazzi ha paura delle violenze sessuali? Se il 17% viene esteso a tutta la società, visto che i ragazzi cresceranno e SARANNO TUTTA la società, fra i ragazzi di oggi e la società di domani, ci saranno oltre 10.000.000 di cittadini che avranno paura di violenze sessuali e almeno 1.000.000 predisposto a praticarla.
Cosa significa quando si legge che l’11,5 dei ragazzi ha subito percosse? Significa, estendendo il dato dal momento che i vecchi moriranno e i ragazzi diverranno adulti, che 7.000.000 di cittadini sono stati percossi.
Pensate che società di MER::DA le Istituzioni di oggi stanno preparando: CHIAMARE LA LORO AZIONE TERRORISMO è solo un eufemismo gentile!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
e-mail claudiosimeoni@libero.it