Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

venerdì, novembre 28, 2008

Cristianesimo, Islam, la democrazia e il burca di Cremona.

Io equiparo l’islam al cristianesimo.
Entrambe le religioni vanno combattute anche se io, vivendo in Italia, analizzo il ruolo dell’ideologia religiosa cristiana nella vita civile più che non l’ideologia religiosa islamica.
Ciò che mi fa orrore è l’odio con cui i monoteisti non solo si combattono (salvo poi avere gli stessi obbiettivi morali da imporre alla società), ma nel combattersi mettono una particolare ferocia nella violenza morale, psicologica e fisica, nell’annientamento delle singole persone.
Come non strapperei il rosario dalle mani di una vecchietta cattolica, così non calpesterei un simbolo degli ebrei per sfregio, né strapperei le mutande (il loro discorso sulla verginità) ad una suora cattolica, così non offenderei mai il velo portato da una donna di religione musulmana.
Se io mi comporto così non è per deferenza a quelle religioni, ma proprio perché quelle religioni io le voglio distruggere. Ma le voglio distruggere in quanto religioni, non in quanto persona che seguono quella religione. Se io non sono in grado di conquistare le intelligenze, i cuori, e le prospettive per il futuro di quelle persone, allora sarei un perdente. Ma se facessi un gesto di offesa alla persona che ha quel sentimento religioso, allora davvero avrei perso.
Per questo motivo non riesco a comprendere l’accanimento razzista mascherato sotto varie forme. Trucchi e pretesti giuridici il cui scopo è violentare la struttura psico-emotiva delle persone. Renderle paurose e insicure. In altre parole, terrorizzarle.
Riporto dal giornale La Repubblica:


Monia Mzoughi, 37 anni, tunisina, arrivò al palazzo di Giustizia con il volto copertoVoleva assistere al processo del marito poi condannato per terrorismo internazionale
Cremona, in tribunale con velo integralemoglie di imam assolta dopo tre anni
Il giudice: "Il fatto non sussiste". Da allora la donna gira con il viso scoperto e con il foulard si copre solo i capelli


CREMONA - Tre anni fa entrò nel palazzo di Giustizia di Cremona con il volto coperto dal velo islamico integrale e fu denunciata dalla polizia. Da allora gira a viso scoperto: porta il "foulard di Allah" solo per nascondere i capelli. Oggi il giudice Pierpaolo Beluzzi del Tribunale di Cremona ha assolto, perché il fatto non sussiste, Monia Mzoughi di 37 anni, tunisina, residente a Cremona, che il 21 settembre 2005 arrivò travisata in tribunale. Voleva assistere all'udienza del processo in corte d'assise contro il marito, l'imam Mourad Trabelsi componente della cellula islamica cremonese, arrestato nel 2003 e condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per terrorismo internazionale. Denunciata dalla polizia, perché "in luogo pubblico e senza un giustificato motivo indossava un velo che ne rendeva difficile il riconoscimento da parte delle forze dell'ordine", era stata rinviata a giudizio. Il processo, terminato oggi, si è celebrato con il rito abbreviato. "Sono preoccupata per i miei bambini. Mi vedono sul giornale come se avessi commesso chissà quale crimine. Non mi sono mai sottratta all'identificazione" aveva dichiarato spontaneamente al giudice. Il 21 settembre 2005 la donna consegnò il documento di identità e contemporaneamente mostrò il volto. Dopo la denuncia, un decreto di citazione diretta a giudizio l'ha portata sul banco degli imputati. La firma è dell'ex procuratore capo, Adriano Padula, che le aveva contestato la violazione dell'articolo 5 della legge 1975 (Disposizioni a tutela dell'ordine pubblico). Poi è arrivato il decreto dell'ex ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, che ha introdotto nuove misure di sicurezza antiterrorismo e inasprito le pene: da 1 a 2 anni di arresto e da 1000 a 2000 euro di ammenda. Monia non lo sapeva. Sino ad allora a seguire il processo del marito c'era andata col velo e documento di identità alla mano.

"Un conto è entrare in Tribunale con il casco, cosa vietata dall'articolo 5 della legge 1975 - aveva osservato Giuseppe De Carlo, legale della donna -. Ma non è questo il caso della signora Mzoughi. Qui gli indumenti sono dettati dalla cultura e dalla religione di un paese diverso dal nostro". Il pm Cinzia Piccioni aveva chiesto 15 giorni di arresto e 800 euro di multa. "Non si ravvisa la condotta lesiva al precetto dell'imputata - si legge nella sentenza con assoluzione piena pronunciata oggi - La nordafricana alla prima richiesta della polizia alzò infatti il velo scoprendo il volto ed esibì un documento di riconoscimento, la carta d'identità, consentendo in modo agevole all'ufficiale di pubblica sicurezza di procedere alla sua identificazione". Quindi, secondo il giudice, non c'è stato alcun impedimento o ostacolo o semplice ritardo nell'identificare Monia Mzoughi. Fu riconosciuta attraverso la procedura utilizzata nei confronti di tutte le persone che entravano in tribunale. Comunque per il giudice Beluzzi manca ancora una norma equiparabile a quella dell'uso del casco che vieti di indossare il velo islamico. Il caso del burqa a Cremona è il terzo del genere in Italia. Vicende analoghe si verificarono nel 2004 a Drezzo, nel Comasco, e nel 2006 a Como, ma quello di Cremona è il primo ad approdare in un'aula di giustizia e a finire con una sentenza.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/velo-islamico/velo-islamico/velo-islamico.html


C’era forse bisogno di processare questa donna?
E’ stato solo un’inutile sfregio al sentimento religioso.
Stupido, inutile e offensivo. Un gesto che ha offeso la Costituzione della Repubblica e la Democrazia nel tentativo di imporre un assolutismo religioso che avrebbe dovuto morire con l’ideologia clerico-nazista nel 1945.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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