Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, dicembre 24, 2009

Quando Silvio Berlusconi cesserà di seminare odio contro gli Italiani? Quando smetterà di seminare disfattismo e affronterà i problemi del paese?


Silvio Berlusconi continua a seminare odio fra gli italiani e disfattismo.
Continua a dire che la crisi è superata dopo che diceva che la crisi non c’era ed era solo una questione psicologica.
Ora, che un militante del suo stesso partito, il Popolo delle Libertà, gli ha tirato in faccia una statuetta, pensa di poter continuare a seminare odio dicendo che la realtà coincide con la fantasia che vigliaccamente semina usando le televisioni.
La gente viene licenziata, grazie all’odio e all’incapacità di Silvio Berlusconi.
Quando a fine del 2008 la CGIL metteva in guardia che senza provvedimenti ci sarebbero stati 1.000.000 di disoccupati, Con le sue televisioni, Silvio Berlusconi, seminando odio, affermava che non era vero: era il suo disfattismo. Il suo voler cacciare la testa sotto la sabbia per la sua incapacità.
Ora il milione di posti di lavoro è stato non solo raggiunto, ma superato (aspetteremo i dati ufficiali al 31 dicembre 2009). Se poi si considera tutti coloro che si sono visti decurtare gli stipendi per la Cassa integrazione o altri tagli, la cifra della crisi investe direttamente milioni di italiani.

Il disfattismo di Silvio Berlusconi è un insulto per l’Italia e non basta recitare una sceneggiata con una statuetta in faccia per nascondere le proprie responsabilità nel disastro economico che è stato provocato da Silvio Berlusconi, Tremonti, La Russa, Sacconi, Maroni, Bossi e incapaci vari che compongono questo governo.
Il Veneto è stato abbondantemente saccheggiato da Galan, Zaia, Gentilini, Bossi, Sacconi, Brunetta, finendo per costruire migliaia di disoccupati: e siamo solo agli inizi. E’ perché siamo solo agli inizi che Silvio Berlusconi continua a dire che nel 2010 sarà superata la crisi sapendo che non solo non è vero, ma che non esiste nessun dato che può far pensare che la crisi sia superata se non nelle sue fantasie erotiche di individuo che ha riempito di viagra il suo cervello.
Riporto i dati che dimostrano l’odio di Silvio Berlusconi per gli italiani:



2009 ANNO NERO PER L'OCCUPAZIONE
Saltati oltre 2mila posti di lavoro nella Sinistra Piave



Vittorio Veneto – Sarà un Natale sobrio quello della Sinistra Piave. O almeno per i tanti che hanno perso, o rischiano di perdere, il lavoro. Il 2009 si chiude con dati sconfortanti per l’occupazione: 2065 i posti di lavoro persi tra vittoriese, coneglianese e Quartier del Piave. 691 le persone rimaste senza occupazione solo nell’area vittoriese.E il dato percentuale della disoccupazione nell’area sale al 7%. I dati sono stati diffusi dalla Cgil.Tra chi un impiego ancora lo ha sono 12.700 i lavoratori toccati da riduzioni d’orario per cassa integrazione o ricorso obbligato a ferie e permessi anticipati. Di questi addirittura 4.997 nel vittoriese. Nell’anno che sta per chiudersi, insomma, un lavoratore su tre nel settore industriale e del terziario della zona di Conegliano - Vittorio Veneto - Quartier del Piave ha dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali.Sono, infatti, oltre 200 le aziende che hanno fatto ricorso a misure come cassa integrazione e mobilità: 75 medio-grandi e 150 piccole imprese.A Vittorio Veneto sono stati eclatanti i casi della chiusura del Lanificio Policarpo Cerruti e del biscottificio Colussi ma le imprese ancora in piedi, in media, hanno visto un calo dei loro fatturati del 30%.“La crisi è nella parabola discendente però tanti lavoratori oggi in forza, che stanno utilizzando gli ammortizzatori sociali, per l’effetto del consistente ridimensionamento della domanda, non riusciranno ad avere garanzie occupazionali – avverte Ottaviano Bellotto della Cgil - anche a fronte di un’ipotizzabile ripresa, poiché questa sarà molto al di sotto dei livelli di attività economica raggiunta negli anni scorsi”. Bellotto invita quindi le istituzioni pubbliche a tutti i livelli “ad affrontare questa situazione pianificando una rete di protezioni sociali che abbiano al centro le famiglie e i soggetti maggiormente colpiti dalla crisi”.


Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/2009-anno-nero-loccupazione-20977


E se non bastasse, aggiungo anche questa e spero che a fallire siano tutti i “coglioni che hanno votato Silvio Berlusconi” e un governo di disfattisti capaci solo di riempirsi le proprie tasche.


Crisi, fallimenti cresciuti del 40%"A Natale aumenta il rischio usura"



MILANO - Aumentano i fallimenti tra gli imprenditori e cresce il rischio di usura. Sono altri due effetti della crisi che stanno colpendo l'Italia e che sono stati rimarcati da due differenti rilevazioni periodiche. Fallimenti, +40% Rispetto al terzo trimestre dell'anno scorso, i fallimenti sono aumentati del 40% e i concordati preventivi del 73%. I dati emergono dall'Osservatorio trimestrale sulla crisi di impresa, del Cerved Group. L'indagine, spiega una nota, è basata proprio sull'andamento delle procedure concorsuali. I numeri dicono che nel penultimo trimestre dell'anno sono state aperte 1.735 procedure di fallimento, con una crescita del 40% rispetto allo stesso trimestre del 2008. Il fenomeno ha interessato tutti i settori dell'economia, soprattutto i servizi alle imprese (+58%) e la manifattura (+57%). L'Emilia Romagna è la regione con la maggior crescita di procedure fallimentari (+115%), seguita da Marche (+80%), Piemonte (+70%), Puglia (+55%), Veneto (+49%) e Lombardia (+45,5%). Quanto al concordato preventivo, nel terzo trimestre 2009 sono state presentate 232 domande di ammissione, con un aumento del 73% rispetto al 2008. Rischio usura Sul fronte delle famiglie, proprio le difficoltà finanziarie e le particolari esigenze delle festività di fine anno, aumentano il rischio di usura. L'allarme è dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha calcolato l'indice di usura ricavandolo da una serie di indicatori delle difficoltà economiche: disoccupazione fallimenti, protesti, tassi di interesse applicati, denunce di estorsione e di usura, rapporto tra sofferenze e impieghi registrati negli istituti di credito. Inquadrare il fenomeno dell'usura solo dal numero delle denunce, sostiene Giuseppe Bertolussi, segretario della Cgia di Mestre, non porta a risultati attendibili, trattandosi di un fenomeno in gran parte sommerso: "Per questo abbiamo messo a confronto otto sottoindicatori per cercare di dimensionare con maggiore fedeltà questa emergenza. Le festività natalizie - conclude Bortolussi - sono il periodo più delicato dell'anno. La necessità di disporre di liquidità per regali e acquisti di Natale spinge molte persone a ricorrere a piccoli prestiti da soggetti poco raccomandabili che trasformano la loro iniziale generosità in un successivo calvario per migliaia e migliaia di ignari cittadini". L'analisi della Cgia è stata fatta su indicatori regionali in base ai quali il rischio di usura risulta più alto al Sud, in regioni come Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, mentre Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Veneto e Trentino Alto Adige sarebbero quelle meno interessate dalla piaga dello "strozzinaggio".

Tratto da:
http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20091207&fonte=RPB&codnews=212532


L’Italia sta chiudendo.
La cosa è grave; sono i Cinesi che esporteranno in Italia, non gli italiani in Europa e nel resto del mondo!
Ci sarà la ripresa economica, ma in Cina, in India, in Brasile, non in Italia in cui il governo Berlusconi sta smantellando la ricerca scientifica, la scuola pubblica, le università.
Qualcuno continuerà a fare affari. Solo che la società italiana non è una società feudale dove il signorotto può fare affari affamando la popolazione. La società feudale sta solo nella testa di incompetenti come Berlusconi o il Barbarossa di Bossi, che favoriscono pochi delinquenti a scapito della società civile. Berlusconi è riuscito a portare la mafia al governo. Silvio Berlusconi e il suo governo non fanno una lotta alla mafia, ma usano le Istituzioni per fare una guerra di mafia e sbaragliare la loro concorrenza in campo mafioso forti dell’odio e del terrore a cui hanno sottoposto la magistratura.
I dati reali parlano chiaro: la crisi, voluta da Silvio Berlusconi, sta portando gli italiani alla povertà.
Come ha detto Berlusconi per il suo seguace Massimo Tartaglia, anche gli italiani sono pronti a perdonare Berlusconi purché i magistrati facciano il loro dovere, lo processino e lo condannino per delitto, disprezzo delle Istituzioni, incitamento all'odio contro la Costituzione.

24 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica, dicembre 20, 2009

Ecco perché il Parito Democratico perderà i suoi elettori: non sono servi, ma cittadini offesi da Bersani, D'Alema, Veltroni, Bindi ecc.


Nessun corpo elettorale è stato tanto ingannato, nel profondo dei sentimenti, come quelle persone che erano un tempo legate al PCI e alla sinistra extraparlamentare.
Erano extraparlamentari, ed allora. Che vogliono?
Non erano extraparlamentari perché antiparlamentari, ma erano extraparlamentari perché il parlamento agiva contro la Costituzione della Repubblica privando i cittadini delle norme Costituzionali.
Questo insieme di cittadini, formatosi dagli anni ’70 al momento attuale, è stato forse il più offeso e raggirato che ci sia in Italia. Si è sfruttata la sua sensibilità per usarlo in progetti politici contro di lui. Dall’odio sociale di Craxi (di cui Berlusconi è il continuatore, sia ideologico che nel saccheggiare la società civile aumentando il debito pubblico) per passare da Berlinguer, Occhetto, D’Alema e la sua banda (Veltroni, Fassino, ecc.), Bertinotti, Vendola, Bersani, ecc.
Un conto è la politica delle cose e un conto è il tradimento ideologico degli elettori. Un conto è dover scendere a compromessi quando si governa e un conto è prendere per i fondelli gli elettori per aggredire i loro diritti e il loro portafoglio.
Ora ci troviamo in una situazione in cui il governo Berlusconi aggredisce i cittadini, li deruba della Costituzione e si assiste ad un Fini, sì il fascista Fini, quello che incitava all’odio per gli omosessuali, quello che fece quell’obbrobrio razzista che è la legge Bossi-Fini, che con le sue dichiarazioni appare più a “sinistra” di Bersani che, invece, appare più propenso assecondando Berlusconi nelle sua aggressioni alla Costituzione della Repubblica. Lo stesso Giorgio Napolitano, che aveva commesso delle azioni gravissime contro i cittadini, oggi appare propenso ad assecondare Berlusconi nelle sue aggressioni alla società civile firmando leggi palesemente incostituzionali..
Gli elettori del Partito Democratico sono smarriti.
Da un lato si rendono conto che Bersani, come prima di lui Veltroni, Rutelli e Franceschini, li sta vendendo per supportare Berlusconi e i traffici loschi del suo giro (vedi le aperture a Lombardo in Sicilia e le aperture a Galan in Veneto) e dall’altro lato non vedono alternative in una sinistra comunista che con un Vendola, un Diliberto, Ferrero, Giordano, sono più inginocchiati davanti al dio padrone e più tesi a “dialogare fra istituzioni” che non a portare avanti istanze democratiche.
Sempre in bilico fra una pratica di integralismo religioso cattolico e un’ideologia democratica che, solo astrattamente, dovrebbe garantire i diritti dei cittadini.
Fra loro non esiste né un linguaggio che parli alle persone, né interessi per i quali possono mettere in gioco sé stessi. Né possiedono decine di televisoni e quotidiani per fare politica.
Sono cittadini della sinistra traditi. Gente che è disposta a subire ogni sconfitta elettorale, a stare all’opposizione, ma non tollera vedere i principi sociali traditi. Traditi nei loro ideali e nelle loro aspettative da politici che sanno far bene il compitino, meglio della destra, ma che non hanno né anima, né passioni.
Politici vuoti che imitano Berlusconi, Biondi o Cicchitto, nel loro disprezzo per i cittadini. Sia che si chiamino D’Alema, Bersani, Franceschini, o, peggio ancora Rosi Bindi.
Ed eccoli questi politici del PD fare i giochetti in Sicilia e in Veneto. In Puglia come nel Lazio. Politici del PD che hanno imposto il fascista Del Turco agli elettori democratici quando sapevano che si sarebbe servito delle tangenti (anche nel sindacato era molto legato ai socialisti tangentari di Craxi), oppure, Marrazzo nel Lazio, un cattolico integralista malato di cattolicesimo e di pulsioni sessuali che non è in grado di gestire caduto in “trappole” berlusconiane che avrebbe potuto fermare con un po’ di dignità morale. Fare le alleanze con Casini, quasi supplicando Casini. Eccoli i Rutelli, ex segretario del Partito Democratico, desiderare il “grande centro” con Casini e Fini.

Questi giochetti vanno bene per gli elettori di destra, non per gli elettori di sinistra. Per gli elettori destra, anche se i loro parlamentari sono mafiosi, vanno bene. Anzi, sono perfetti. Creano quel clima di illegalità diffusa che permette all’illegalità di proliferare: come per lo scudo fiscale. I mafiosi aggrediscono i magistrati per i loro interessi. Rendono difficoltoso il lavoro di giustizia per garantirsi l’impunità e tutti sperano che l’impunità coinvolga anche loro.

Per questo motivo il Partito Democratico sarà abbandonato dai suoi elettori.

Quale sarà l’alternativa?
Intanto la novità è Di Pietro. A differenza dei politici del PD, ha anima. Ciò che ha nel cuore ha in bocca. I politici del PD mettendosi in ginocchio davanti al dio padrone dei cristiani, hanno dimenticato il senso delle “parole alate”. Preferiscono il linguaggio che dice all’avversario, ma nasconde ai propri elettori: si guardano bene dal chiamare fasciste le scelte di Berlusconi, non perché le scelte di Berlusconi non rientrano nell’ideologia fascista, ma perché può darsi che un giorno abbiano bisogno di Berlusconi. E così le persone capiscono che i politici del Partito Democratico sono degli alleati, com’è nei fatti, di Berlusconi e non i suoi oppositori.
Di Pietro ha il linguaggio che rompe ogni tipo di contiguità. I problemi che pone Di Pietro sono problemi di democrazia. Non sempre sono i temi della “sinistra”, ma sono temi sentiti, reali, caricati di quelle emozioni che gli elettori di “sinistra” intendono come “apertura al futuro” o alle “possibilità” che, di fatto, Bersani nega.
E’ chiarificatrice l’azione di Cacciari in combutta col prete cattolico Verzé che aggredì Casson proposto dalla sinistra a Sindaco di Venezia e si fece appoggiare dai nazisti (PNV) e da Forza Italia per essere eletto come sindaco. Cacciari è un uomo di Forza Italia, del Popolo delle Libertà. Ed è in questa veste che viene percepito, come è in questa veste che si schiera con Rutelli, il filoberlusconiano, cattolico integralista, che ha agito nella “sinistra” usando le credenziali del Partito dei Verdi che nell’immaginario dei cittadini appare come una componente di “sinistra”. Invece è solo uno schieramento cattolico integralista (vedi Bettin a Venezia).

Cosa potrebbe salvare il Partito Democratico?
La necessità del paese di liberarsi dello Stato Mafia oggi sostenuto da Silvio Berlusconi. Uno stato mafia non può durare a lungo. Dopo aver saccheggiato il presente deve necessariamente lasciare il passo a chi il presente lo può costruire. E’ vero che dopo il saccheggio esiste la possibilità di ulteriori saccheggi, ma è altrettanto vero che l’Italia è uno dei paesi più industrializzati al mondo e se il potere d’acquisto e la libertà d’acquisto delle persone è compromessa, sarà compromessa anche l’economia mondiale.

Di Pietro, in questo momento sta coagulando una serie di forze di cittadini che non sono disposti a scendere a compromesso con lo Stato Mafia di Berlusconi e, per contro, il Partito Democratico non mette in atto strategie per sottrarre elettori a Berlusconi.
Questa è la forza di Di Pietro: non scende a compromessi nemmeno apparenti con Berlusconi. Berlusconi è il nemico politico e sociale. In quanto tale va sconfitto. Per Bersani, Veltroni, D’Alema e Bindi, Berlusconi è un possibile alleato e come tale non si può attaccare “oltre il limite della possibile futura alleanza”. Nel frattempo che loro non lo attaccano, Berlusconi attacca la società civile; distrugge l’economia; distrugge le Istituzioni sociali; distrugge la Costituzione della Repubblica.
Quando la distruzione raggiungerà il punto di non ritorno, il responsabile non sarà solo Berlusconi, ma anche Bersani e D’Alema che hanno collaborato con lui anziché trattarlo come un nemico da abbattere.
Quelli del Partito Democratico confondono gli interessi del paese con i loro interessi e gli interessi loro con quelli del paese: così non fanno né i loro interessi, né quelli del paese.
Per questo motivo Berlusconi ha paura di Di Pietro mentre tende una mano di collaborazione con D’Alema.
Per questo motivo, al di là delle alleanze che nel prossimo futuro saranno fatte, il Partito Democratico perderà i suoi elettori.

20 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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sabato, dicembre 19, 2009

Facebook, libertà di espressione, incitamento all'odio di Schifani e le alleanze con Debbie Frost e Richard Allan.

La preoccupazione maggiore per la fastizzazione dell’Italia, in questo momento, passa anche con gli accordi che Facebook sta prendendo con Schifani.
L’odio per la società civile di Schifani che lo ha portato ad approvare per ben due volte (e solo per quanto riguarda il Lodo Schifani e il Lodo Alfano) leggi incostituzionali miranti a destabilizzare le Istituzioni, sembra che venga fatto proprio da Facebook per proteggere l’attività eversiva di Schifani, del suo partito e dei seminatori di odio razzista (la Lega di Maroni è nella coalizione con Schifani) in questo paese.

Già in passato abbiamo assistito alla censura dei siti sollecitata dall’organizzazione criminale della chiesa cattolica che non gradiva posizioni diverse dalla sua.
E’ successo quando il servizio Tripod passò sotto la gestione Lycos; successe con GeoCities di Yahoo; successe con altri, che hanno praticato la censura dei siti per odio religioso: quando le idee esposte non erano gradite alla chiesa cattolica e alla sua attività di stupro di minori, la chiesa cattolica accusava chi l’accusava di stuprare minori bollandoli come “odio” e agendo, attraverso le relazioni mafiose con i provider, per far chiudere i siti.
I gestori dei servizi di provider erano molto solleciti ad ottemperare alla richieste della chiesa cattolica e garantire loro l’assoluzione alla sua attività di stupro di minori.
Per contro, si tolleravano siti di diffamazione e ingiurie, anche da parte della Polizia Postale che adduceva “difficoltà” (vedi l’odio della Polizia Postale di Venezia) per poter aiutare l’odio della chiesa cattolica nella sua attività di stupro di minori.
Capisco che Richard Allan voglia garantirsi le simpatie di Schifani, di Ratzinger, di Silvio Berlusconi, oppure, anche se non è della sua area di competenze, di Ahmadinejad, per poter aver spazio commerciale nei vari paesi. Ma in Italia, la garanzia che un “sito contenga odio” andrebbe sottoposta al SOLO giudizio della magistratura e non a quello degli avversari politici o religiosi del sito stesso. Infatti, il partito politico di Schifani attenta ogni giorno alla magistratura, aggredisce i singoli magistrati, proprio per odio sociale. Seminando odio per la volontà di destabilizzare l’Italia.
Al di là delle motivazioni con cui Richard Allan decide di chiudere siti o gruppi, che possono essere più o meno giustificate dal suo punto di vista, non lo sono né per la legge, né per la parte politica o religiosa per cui lui agisce.
I provvedimenti di odio sociale attuati da Schifani suscitano indignazione. Un’indignazione che può essere più o meno scomposta; espressa con può o meno enfasi; perché sono provvedimenti volti ad attentare al dettato Costituzionale e a trasformare l’Italia in un paese nazista. Questa percezione, per ora è appannaggio dei cittadini più sensibili, quelli che si esasperano perché la loro attenzione non è centrata su questo presente, ma sul prossimo futuro che sta emergendo dall’odio con cui Schifani e la sua parte politica opera.
Richard Allan, nell’ottica sociale per cui le persone sono del bestiame da sfruttare a fini commerciali, non prende provvedimenti contro i gruppi cattolici, né contro i siti del Vaticano che fomentano l’odio contro i principi Costituzionali insultando il diritto dei cittadini a gestire il loro corpo; incitando all’odio contro l’aborto; incitando all’odio contro il divorzio; incitando all’odio contro Eluana Englaro e il suo desiderio di morire; incitando all’odio contro la sanità pubblica incitando all’odio contro la scuola pubblica; incitando all’odio contro i bambini ai quali vuole imporre il crocifisso in offesa alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo; incitando all’odio contro i magistrati che fanno il loro lavoro onestamente e non obbedienti agli ordini di Silvio Berlusconi.
Però Richard Allan si accorda con Schifani, un individuo che ha partecipato alla campagna d’odio contro la pillola Ru 486; quello che ha partecipato alla campagna d’odio contro Eluana Englaro perché non potesse gestire il proprio corpo; alla campagna d’odio contro la Costituzione della Repubblica, alla campagna d’odio contro i bambini per costringerli in ginocchio davanti al crocifisso, con gli stessi principi del Ku Klux Klan.
Solo per il fatto di aver accettato di discutere i termini con Schifani, Richard Allan, di fatto, schiera Facebook contro la società italiana.
Se davvero c’è incitamento all’odio, come sostiene, deve intervenire la magistratura in un processo e in un dibattimento: tutte le altre decisioni sono decisioni di mafia. Ma Schifani e la sua parte politica spacciano per odio l’indignazione rabbiosa che provocano nelle persone attraverso le loro azioni di odio e di devastazione sociale. Questo perché quando Allan Richard chiude i gruppi, la sua decisione è irrevocabile. Nessuno di coloro che posta su Facebook ha la possibilità di chiedere un giudizio imparziale ad un magistrato, in un pubblico dibattimento, e la Polizia Postale, per i propri interessi ideologici, favorisce gli interessi di alcuni e perseguita altri preventivamente. Non dimentichiamo la ferocia criminale di Di Noto che, nascondendosi dietro alla suo “contrasto alla pedofilia” che è di competenza della Polizia e della magistratura, si ritiene in diritto di diffamare e ingiuriare chi vede nella sua attività di prete cattolico colui che costruisce gli stupratori di bambini.
Riporto l’articolo che suscita non poche preoccupazioni:


Il responsabile europeo del social network chiede un incontro al
presidente del Senato Palazzo Madama:
"E' un passo estremamente positivo".
"Verificheremo come intervenire"
Violenza sul web, Facebook invita Schifani
"Insieme troveremo una soluzione"


ROMA - L'armistizio tra Schifani e Facebook è firmato dal responsabile europeo del social network Richard Allan: "Siamo pronti a discutere e verificare come poter intervenire più efficacemente in futuro". La risposta alle parole del presidente del Senato non si è fatta attendere. Dalla sede californiana di Facebook parte la richiesta di un incontro con Renato Schifani. Iniziativa che Palazzo Madama accoglie giudicandola "un passo estremamente costruttivo": "Rifletteremo assieme per individuare regole e procedure per evitare che sui siti si possano inserire inni di istigazione all'odio e alla violenza che non fanno bene al Paese e a volte configurano estremi di reato". Dopo la nascita sul web di gruppi pro-Tartaglia che inneggiavano all'aggressore del premier Silvio Berlusconi, il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva annunciato un giro di vite contro chi usa internet per istigare alla violenza e Schifani aveva riacceso la polemica sostenendo che tra i social network e i gruppi extraparlamentari della stagione del terrore, il parallelo è quasi scontato: "Negli anni '70, che pure furono pericolosi - ha detto il presidente del Senato - non c'erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Così si rischia di alimentare l'odio che alligna in alcune frange. Qualcosa va fatto. Ho preso atto che si procederà ad una regolamentazione via legge ordinaria. Ha fatto bene. Il Parlamento lo farà". Facebook non aveva taciuto: già la portavoce del social network Debbie Frost, aveva dichiarato a Repubblica: "Quando le opinioni espresse sul nostro sito si trasformano in dichiarazioni di odio o minacce contro le persone, rimuoviamo i contenuti e possiamo anche chiudere gli account dei responsabili. Ma la realtà è che purtroppo l'ignoranza esiste, dentro e fuori da Facebook, e non sarà sconfitta nascondendola, ma piuttosto affrontandola a viso aperto".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-23/giustizia-23/giustizia-23.html

Capisco che la portavoce del Facebook Debbie Frost si schieri con l’ideologia nazista. Sono affari suoi. Capisco che Richard Allan trovi la collaborazione col puttaniere Silvio Berlusconi più conveniente che aprire lo spazio alle critiche. Capisco che Richard Allan ha tollerato la presenza di nickname, nomi falsi, provocazioni delle organizzazioni del terrore cattolico, ma che oggi come oggi le voglia certificare con accordi con Schifani suona un insulto per tutti gli italiani: e domani, con chi firmerà accordi?
E, per piacere, non venite a dire che su Facebook ci sono “incitamenti all’odio”, se ci fossero, per la Polizia e per la Magistratura, sarebbe una pacchia: può individuare chiunque agisca per DAVVERO fomentare “odio”. Chi davvero mette in atto atti che indicano odio e non semplice rabbia per le azioni di odio e di terrore che i cittadini subiscono ad opera di Schifani, del suo partito o delle paranoie criminali di Silvio Berlusconi o di Ratzinger.
La libertà di espressione non è formata dalle parole soltanto, ma è formata da parole che esprimono emozione.

Da una parte, Silvio Berlusconi e i suoi soldi; dall’altra, parte i fruitori di Facebook!
E’ questa la scelta di Debbie Frost e di Richard Allan!
Domani, la scelta sarà fra Ahmadinejad e i cittadini Iraniani: fra questi ultimi ci sarà chi inveirà e aggredirà Ahmadinejad, ma non venitemi a dire che Ahmadinejad non avrebbe sostenitori.
Pessima azione di Facebook!
Pessima impressione.
Obama, quando c'erano le proteste in Iran chiese ai Social Network di non chiudere e di non censurare: in Italia si appresta a censurare accusando, chi censura, di postare odio!
Secondo Richard Allan e Debbie Frost, come pensano che sia il nostro stato d’animo. Non quello di Schifani, ma il nostro. Quello di una parte di coloro che hanno postato su Facebook arricchendolo. Domani posteranno solo i sostenitori di Schifani?

19 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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P.le Parmesan, 8
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venerdì, dicembre 18, 2009

Le previsioni economiche del governo fatte con cartomanti, astrologhi, imbottiti di allucinogeni: non c'è altra spiegazione.

In questo modo i commercianti sperano che la crisi sia passata!
A volte qualcuno potrebbe chiedersi, ma questo governo su che nubi dell’illusione sta vivendo?
E’ necessario prendere atto che questo governo si dibatte fra la necessità dei suoi componenti di sottrarre denaro ai cittadini e le condizioni di disperazione che hanno imposto all’Italia mediante provvedimenti criminali e liberticidi come lo scudo fiscale o la vendita di Alitalia nelle modalità in cui si è verificata.
E’ un governo che non sta vivendo sulle nubi, ma sta truffando i cittadini sottraendo loro non solo le possibilità di vita, ma anche il sistema sociale, il sistema dei diritti Costituzionali. Stanno sottraendo ai cittadini la loro ricchezza per ridurli alla miseria.
Che avranno Scajola e Sacconi a sparare cazzate che suonano come offensive per i cittadini?
I forti segnali di ripresa del mese di ottobre stanno solo nella fantasia malata di Scajola e Sacconi, alimentata da agenzie criminali e compiacenti, come quella dell’Ocse che sbatte la lingua prima di innestare il cervello.
I dati vengono diffusi come atti criminali il cui scopo è nascondere agli italiani le condizioni dell’economia. Condizioni tragiche e angoscianti che gli italiani vivono sulla loro pelle e che propagandisti disfattisti, anti italiani, odiatori del popolo italiano, incitatori alla violenza, come Scajola e Sacconi sbattono in faccia a chi chiede giustizia.
Osserviamo le farneticazioni demenziali di Sacconi e di Scajola e confrontiamole con i dati che sono emersi in questi giorni e proviamo a constatare di quanto liquame morale grondano affermazioni offensive di Scajola e Sacconi:


OCSE: SCAJOLA, CONFERMATA AZIONE POSITIVA GOVERNO


(ASCA) - Roma, 11 dic - ''Il superindice Ocse mette l'Italia nel gruppo di testa dei Paesi in cui la ripresa economica e' piu' forte. Ed e' anche una nuova autorevole conferma della positiva azione economica del Governo Berlusconi''. Lo ha detto Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico, commentando gli odierni dati dell'Ocse che collocano l'Italia tra i primi paesi in classifica per la ripresa.Tuttavia, ha aggiunto il Scajola, ''non possiamo accontentarci. Dobbiamo accelerare la crescita con misure di stimolo all'attivita' produttiva e di tutela dell'occupazione, come quelle che abbiamo inserito in Finanziaria, a cominciare dal credito d'imposta da un miliardo di euro per finanziare i progetti di ricerca e innovazione delle aziende, comprese le piccole e medie imprese''.

Tratto da:
http://www.asca.it/news-OCSE__SCAJOLA__CONFERMATA_AZIONE_POSITIVA_GOVERNO-881247-ORA-.html



OCSE: SACCONI, DATI POSITIVI MOTIVO PER CONTINUARE SU STRADA STABILITA'


(ASCA) - Roma, 11 dic - I dati dell'Ocse diffusi oggi che parlano di un ottobre con forti segnali di ripresa e con una Italia che ha una delle economie con prospettive di progresso migliori, non possono che spingere ''a continuare sulla strada della stabilizzazione della finanza pubblica, della occupabilita' del lavoro e della liquidita' delle imprese''.Lo ha detto il Ministro del welfare, Maurizio Sacconi a margine dei lavori dell'XI Congresso nazionale dell'Mcl in corso di svolgimento a Roma.

Tratto da:
http://www.asca.it/news-OCSE__SACCONI__DATI_POSITIVI_MOTIVO_PER_CONTINUARE_SU_STRADA_STABILITA_-881220-ora-.html


Fra un mese arriva la chiusura di imprese commerciali e di studi professionali!


CRISI: SANGALLI, ANCHE NEL 2009 -20MILA IMPRESE COMMERCIALI


(AGI) – Roma, 1 dic. – “L’impatto della crisi sulle imprese commerciali e’ stato duro e ci ha preoccupato parecchio. Basta guardare a un dato: nel 2008, tra natalita’ e mortalita’ delle imprese commerciali, c’e’ stato una salto negativo di meno 20mila esercizi commerciali. Un dato che, purtroppo, si ripetera’ anche nel 2009″. Lo ha annunciato il presedente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a margine della presentazione delle stime sui consumi natalizi effettuate dall’ufficio studi della confederazione.
“Un altro dato che costantemente ci preoccupa – ha aggiunto – e’ che dal 2000 al 2008, la media annuale dei consumi e’ stata dello 0,5%. La nostra preoccupazione – ha concluso Sangalli – e’ che questa stagnazione non possa diventare strutturale”. (AGI)
Tratto da:
http://www.aziende-oggi.it/archives/00057491.html




Istat: a ottobre, ordini e fatturato dell’industria


(Teleborsa) - Roma, 18 dic - Nel mese di ottobre gli indici destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi hanno registrato, nel confronto con il mese precedente, un calo dell'1,6 per cento, il primo, ed un incremento dello 0,3 per cento, il secondo. Lo rileva l'Istat.Nel confronto degli ultimi tre mesi (agosto-ottobre) con i tre mesi immediatamente precedenti (maggio-luglio) le variazioni congiunturali sono state pari a meno 0,2 per cento per il fatturato e a meno 2,6 per cento per gli ordinativi.L'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario ha registrato in ottobre una diminuzione tendenziale del 15,6 per cento (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 23 di ottobre 2008). Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-ottobre, l'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario ha segnato una variazione negativa del 21,4 per cento. Gli indici grezzi del fatturato e degli ordinativi hanno registrato cali tendenziali, rispettivamente, del 18,4 e del 17,0 per cento.Gli indici destagionalizzati del fatturato per raggruppamenti principali di industrie hanno segnato una variazione congiunturale positiva per i beni intermedi (più 1,2 per cento) e variazioni negative per i beni strumentali (meno 7,3 per cento), per l'energia (meno 0,9 per cento) e per i beni di consumo (meno 0,3 per cento, con riduzioni dell'1,0 per cento per quelli durevoli e dello 0,1 per cento per quelli non durevoli).L'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario in ottobre è diminuito intermini tendenziali del 18,7 per cento per i beni intermedi, del 18,5 per cento per l'energia, del 18,2 per cento per i beni strumentali e del 7,8 per cento per i beni di consumo (meno 16,7 per cento per quelli durevoli e meno 5,9 per cento per quelli non durevoli.)In ottobre, nel confronto con lo stesso mese del 2008, l'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario, ha segnato un aumento nel settore della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (più 0,6 per cento); le contrazioni più significative si sono rilevate nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (meno 29,0 per cento), nella fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (meno 24,4 per cento) e nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (meno 18,7 per cento).
18 dicembre 2009
Tratto da
http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20091218&fonte=TLB&codnews=641



Istat: in 3* trim. 09 fatturato commercio ingrosso -12,6%


ROMA (MF-DJ)--Nel terzo trimestre del 2009 il settore del trasporto aereo e' quello che ha visto la maggior flessione tendenziale del fatturato, con un -19,2% rispetto allo stesso periodo del 2008. E' quanto emerge dai dati Istat sul fatturato di alcune attivita' di servizi relativi al terzo trimestre del 2009. Risulta in forte flessione anche il trasporto marittimo, che segna nel confronto con il terzo trimestre 2008 una diminuzione del 16,4%. Il fatturato del commercio all'ingrosso e' sceso del 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2008, quello dei servizi postali e attivita' di corriere ha registrato un -6,9%, l'informazione e comunicazione un -5,4% e la manutenzione e riparazione di autoveicoli un 3,2%.
Nel dettaglio, all'interno del settore commercio all'ingrosso, le riduzioni piu' evidenti nel terzo trimestre 2009 si sono registrate per il commercio all'ingrosso di altri macchinari, attrezzature e forniture (-24,2%) e per il commercio specializzato di altri prodotti (-22,2%); il calo piu' contenuto ha riguardato il commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco, con un -0,9%.
All'interno delle attivita' dell'informazione e comunicazione, nel terzo trimestre dell'anno le flessioni maggiori hanno riguardato le attivita' editoriali, audiovisivi e attivita' di trasmissione (-6,1%) e l'informatica e altri servizi di informazione (-5,5%); le telecomunicazioni registrano un calo del fatturato del 5,2%. com/rov

Tratto da:
http://www.borsaitaliana.it/borsa/area-news/news/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=683685&lang=it



Istat, flussi commerciali da e verso UE in calo a ottobre

(Teleborsa) - Roma, 16 dic - Nel mese di ottobre 2009, rispetto allo stesso mese del 2008, i flussi commerciali da e verso l'area Ue hanno registrato diminuzioni pari al 25,4 per cento per le esportazioni ed al 20 per cento per le importazioni. Il saldo commerciale è stato negativo per 825 milioni di euro, a fronte di un attivo di 304 milioni di euro rilevato nello stesso mese del 2008. Nel confronto con settembre, a ottobre 2009 si registra, in termini destagionalizzati, una diminuzione del 2,8 per cento delle esportazioni e dell'1,6 per cento delle importazioni. Negli ultimi tre mesi, rispetto ai tre mesi precedenti, i dati destagionalizzati mostrano una flessione dell'1,4 per cento per i flussi in uscita e una crescita dello 0,4 per cento per quelli in entrata. Complessivamente, nei primi dieci mesi del 2009, le esportazioni sono diminuite del 25,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008 e le importazioni del 21,4 per cento. Nello stesso periodo il saldo è stato positivo per 505 milioni di euro, in forte diminuzione rispetto all'attivo di 10.180 milioni di euro registrato nel corrispondente periodo del 2008.Considerando l'interscambio complessivo del mese di ottobre 2009 le esportazioni sono diminuite, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, del 24,6 per cento e le importazioni del 22,6 per cento. Il saldo commerciale è risultato negativo per 710 milioni di euro, mostrando un peggioramento rispetto al deficit di 62 milioni di euro dello stesso mese del 2008.Nel confronto con settembre, i dati destagionalizzati relativi all'interscambio complessivo presentano, a ottobre 2009, una flessione sia per le esportazioni sia per le importazioni, con diminuzioni pari rispettivamente al 5,6 per cento ed allo 0,4 per cento. Negli ultimi tre mesi, rispetto ai tre mesi precedenti, i dati destagionalizzati mostrano una flessione del 3,1 per cento per le esportazioni e una crescita dello 0,1 per cento per le importazioni.Nei primi dieci mesi del 2009 le esportazioni complessive hanno segnato, rispetto allo stesso periodo del 2008, una diminuzione del 23,3 per cento e le importazioni del 24,7 per cento. Nello stesso periodo il saldo è stato negativo per 3.057 milioni di euro, con una netta riduzione del passivo di 9.945 milioni di euro rilevato nello stesso periodo del 2008. 16.12.2009

Tratto da:
http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20091216&fonte=TLB&codnews=654


A sacconi si affianca la Confcommercio CHE PREVEDE mediante la sfera di cristallo e la cartomante di turno una “ripresa”.
Sembra l’uso dei tarocchi di fine anno. Con l’aumento della disoccupazione e la chiusura di tutte le maggiori industrie forse sarebbe meglio che la confcommercio cambiasse cartomante o, meglio ancora, lo spacciatore di allucinogeni da cui si serve.


Confcommercio vede Pil 2010 a 1%, 2011 1,1%, consumi in ripresa
venerdì 18 dicembre 2009


ROMA, 18 dicembre (Reuters) - I segnali positivi della parte finale del 2009 hanno spinto al rialzo le previsioni su Pil e consumi di Confcommercio.
L'ufficio studi dell'associazione ha migliorato le stime e ora vede una crescita del Pil 2010 all'1% dal precedente 0,7% e per il 2011 all'1,1% dallo 0,9% finora previsto.
Positivi anche i segnali di ripresa della domanda per consumi delle famiglie che, dopo essere tornata a crescere già nel secondo trimestre del 2009 (+0,1% rispetto al primo trimestre dell'anno), nel terzo trimestre ha confermato l'uscita dalla recessione (+0,4% rispetto al secondo trimestre).
Ora Confcommercio vede per il 2010 una crescita dei consumi dello 0,7% e per il 2011 dell'1,1%.
Sempre in tema dei consumi, la distribuzione della spesa per gli acquisti di Natale vedrà in crescita gli alimentari (+3% rispetto a Natale 2008) e l'utensileria per la casa e ferramenta (+1,8%), mentre i cali più sensibili si registreranno per i libri (-2,6%) e prodotti di profumeria (-2,2%).
Tratto da:
http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITLDE5BH0YZ20091218


Invece di prendere allucinogeni la confcommercio farebbe bene a fare i conti della disoccupazione e delle possibilità di acquisto della popolazione data la diminuzione di reddito e di possibilità circolanti. Il crollo dell’acquisto degli immobili e il sistematico licenziamento dei lavoratori è il dato su cui la confcommercio dovrebbe riflettere. Certamente gli allevatori possono occupare la Parmalat e le altre aziende che lavorano il latte, ma le aziende degli allevatori sono destinate a fallire e contribuiranno a far diminuire la massa di denaro circolante. Nei primi dieci mesi dell’anno le esportazioni sono diminuite del 25% e le importazioni del 21% possibile che gli allucinati della confcommercio non riescono a leggere gli effetti di quei dati nella dinamica commerciale? E si che la diminuzione delle importazioni è avvenuta non solo sulla diminuzione della richiesta dei prodotti in Italia, ma anche su previsione di un calo di richieste di prodotti.

Pertanto, i dati della confcommercio, in questo caso, sono dati truffaldini. Hanno lo scopo di nascondere la crisi, come fa Scajola e Sacconi al fine di assicurarsi un ingiusto profitto.
Gente comperata che odia la nazione, i cittadini, le norme morali della società civile e spinge alla distruzione della ricchezza nazionale nascondendo sotto il tappeto della menzogna l’immondizia che hanno prodotto a danno dei cittadini.

18 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì, dicembre 16, 2009

Bomba alla Bocconi: chi sarà il prossimo Pinelli o il prossimo Valpreda?


Oh! Bene.
E adesso non ci resta che attendere chi sarà il prossimo Pinelli o il prossimo Valpreda.
Riporto la notizia:


Nella giornata di apertura della mostra d'arte
Bomba semiesplosa trovata alla Bocconi
Una telefonata a «Libero» da parte di sedicenti anarchici ha rivendicato il gesto



MILANO - Un pacco contenente un ordigno è stato trovato mercoledì mattina, parzialmente esploso, tra due muri dell’università Bocconi a Milano. L'azione, sulla cui potenzialità gli inquirenti stanno ancora indagando, sarebbe stata rivendicata da un volantino a firma anarchica, «Sorelle della libertà», e con una telefonata anonima al quotidiano «Libero». Si tratterebbe di un gesto dimostrativo. L'ordigno, secondo quanto appreso, non sarebbe stato atto a offendere persone. Nell'ateneo milanese mercoledì pomeriggio era in programma l'inaugurazione di “ Bag”, la nuova Bocconi Art Gallery seguita da un concerto.


Tratto da:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_dicembre_16/bocconi-pacco-bomba-rivendicazione-1602166036161.shtml

Guarda caso poco dopo che il matto tiri la statuetta in faccia a Berlusconi.
Ma che coincidenza!
E cosa dobbiamo aspettarci ancora?
Io faccio Stregoneria e non credo alle coincidenze e quando accadono, sollevo una montagna di dubbi e di perplessità.
La storia che gli anarchici lanciano bombe è una stronzata. Qualcuno che si definisce anarchico e che lo faccia, c’è sicuramente, ma siamo a livelli di Massimo Tartaglia o del matto che è andato a trovare Berlusconi ed è stato fermato dalla polizia.

Appare sempre più probabile che l’aggressione a Berlusconi sia stata orchestrata da un qualche intervento alla Cossiga e più arrivano segnali e più i sospetti aumentano.
Io, atti dimostrativi contro il lavoro nero e gli omicidi sui posti di lavoro, ne ho fatti alcuni negli anni ’70. Non ci vuole niente a procurarsi, specie sotto le feste di capodanno, una decina di chili di polvere nera e fare un botto. Sospetta è la rivendicazione fatta al giornale di “libero”, quelli che girano sputtanando ogni “nemico” di Berlusconi.

Questa storia di Berlusconi puzza sempre di più, come puzzano le aggressioni orchestrate dalla Polizia di Stato a colpi di manganellate.
La bomba di Piazza Fontana era all’interno di un progetto di un colpo di stato che è stato fermato con grande sacrificio dai cittadini che hanno sacrificato la loro vita contro i burattini Borghese e i suoi burattinai: all’interno di quale progetto rientra questa bomba? E davvero l’aggressione a Berlusconi è stata fatta da un matto isolato, o era forse il matto, Massimo Tartaglia, lo strumento di un piano di destabilizzazione istituzionale ad opera di Silvio Berlusconi e la “l’instabilità mentale”, in realtà, era la strategia di sganciamento qualora il piano non fosse riuscito?
Già le bombe a Prodi, sigliate anche quelle col marchio anarchico, avevano fallito il loro obbiettivo. Così Berlusconi dovette comperare i senatori del governo Prodi per farlo cadere (c'è un'inchiesta in corso e le dichiarazioni di chi non si è fatto comperare sono eloquenti). Ora al ministero degli interni c’è Maroni. E questo è fonte di grande preoccupazione.

16 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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martedì, dicembre 15, 2009

Il naso rotto di Berlusconi sempre più farsa pericolosa: come le indagini farsa dopo Piazza Fontana che insanguinarono l'Italia.


Cosa c’è di vero in tutto questo?
Tutto questo sta a confermare il primo sospetto che si aveva.
Primo, Tartaglia è andato in piazza in vista di “scontri”. Lo dice lui stesso. Scontri che lui non ha detto di volere, in quanto all’interno del circuito del Popolo delle Libertà.

I fratelli che avvisarono la polizia lo fecero perché Tartaglia andava in giro a farneticare di un possibile attentato?
Creava un’atmosfera preventiva? Aveva con sé borse? Dove teneva gli oggetti? Perché proprio quegli oggetti? Poteva colpire Berlusconi col crocifisso e far credere che colpiva Berlusconi per le sue posizioni cattoliche integraliste? Si è visto stretto fra sostenitori di Berlusconi e allora ha optato per il lancio della statuetta?
Riporto le ultime informazioni dal sito La Repubblica:


13:30 Tartaglia: "Temevo scontri di piazza"
"Avevo con me quegli oggetti per paura che ci fossero scontri". E' una delle dichiarazioni che nei giorni scorsi ha reso agli investigatori Massimo Tartaglia,

15:44 La Digos sente i fratelli che avvisarono la Polizia
Sono stati sentiti dalla Digos i due fratelli che hanno rivelato a 'Striscia la notizia' di aver dato l'allarme in merito a un possibile attentatore prima che Massimo Tartaglia aggredisse Berlusconi.

Andrea Di Sorte, un coordinatore del Popolo delle Libertà dice di aver visto qualcuno passare qualche cosa a Massimo Tartaglia.
Dove aveva la statuetta del duomo? Come l’ha portata in piazza? L’ha comperata? A che banchetto o in che negozio?
Qual era la strategia d’uscita dopo il lancio?
E’ plausibile un’ipotesi del tipo: “Non ce la fai ad avvicinarti abbastanza da usare il crocifisso, il plexiglas o la bomboletta, prendi questa statuetta, lanciala e cerca di colpirlo!”

A questo punto diventa plausibile che Berlusconi si sia organizzato da solo l’attentato che poteva essere colpito con un crocifisso, con una bomboletta urticante o con un pezzo di plexiglas, ma che all’ultimo momento, viste le difficoltà di avvicinarsi, hanno cambiato, inaspettatamente per Berlusconi, il mezzo con cui aggredirlo.
Spataro dovrà fare chiarimenti sulla vicenda.
La coincidenza dell’aggressione a Milano, dove Berlusconi ha i processi più importanti continua ad alimentare i sospetti di un attentato organizzato contro sé stesso: il Sig. Silvio Berlusconi che organizza un’aggressione contro il Primo ministro Italiano!
Non è un caso che alla Camera Cicchitto aggredisca Santoro e i giornalisti che difendono la Costituzione. Quella di Cicchitto è una vera aggressione di stampo terrorista! L’espressione del suo odio contro la libertà Costituzionale e contro la Democrazia. L’odio che col suo padrone non ha mai cessato di spargere nella nazione.

10:28 Cicchitto: "Da Repubblica e Travaglio campagna di odio"
Fabrizio Cicchitto punta il dito contro quelli che ritiene i responsabili della "campagna di odio inziata fin dal 1994" e che è "concentrata contro una sola persona: Silvio Berlusconi". Per Cicchitto "la campagna è condotta dal network Repubblica-L'Espresso, da Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da un terrorista mediatico di nome Travaglio". Cicchitto, durante l'informativa di Maroni, ha indicato anche "l'Italia dei valori il cui leader di Pietro sta evocando la violenza" e "qualche settore giustizialista, onorevole Bersani, del suo partito". E l'obbiettivo, ha detto, è il "rovesciamento del legittimo risultato elettorale".
E’ un altro elemento che alimenta il dubbio dell’aggressione auto organizzata.
Se Tartaglia fosse solo un povero matto; perché aggredire i giornalisti che difendono la Costituzione? Solo se massimo tartaglia è stato usato da qualcuno, allora la cosa è diversa e che cosa sa Cicchitto, Bondi e Capezzone, che non dicono? Sospetti! Sospetti ai quali le Istituzioni sono obbligate a dare risposte e non fra 10 anni.
La testimonianza di Andrea di Sorte potrebbe anche essere un fraintendimento. Aver scambiato qualcuno che gli passava la statuetta con una difficoltà ad estrarre, eventualmente, la statuetta dalle tasche.
Anche questo dovrà essere accertato: anche l’aggressione a Silvio Berlusconi è un momento per un po’ di gloria per qualcuno.
Riporto le notizie trasmesse da Andrea di Sorte:



16:00 Un testimone: "Ho visto qualcuno con Tartaglia"
"Poco prima che l'aggressore scaraventasse contro il presidente la statuetta ho visto che c'è stato dietro... come se lui si stesse dimenando per prendere qualcosa da qualcuno che ovviamente non ho visto. Mi è sembrato di vedere proprio questo gesto che lui stesse prendendo qualcosa e questo l'ho visto perchè avevo degli amici che erano lì alla sbarra e mi stavo preoccupando che potessero salutare il presidente del Consiglio". E' il racconto di Andrea Di Sorte, coordinatore dei club della Libertà che domenica pomeriggio era a Milano, in Piazza Duomo, accanto al premier nel momento dell'aggressione.
17:31 Procura farà accertamenti su testimonianza Di Sorte
Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, svolgerà degli accertamenti per verificare l'attendibilità di quanto dichiarato dal coordinatore dei giovani del Pdl, Andrea Di Sorte. Non è escluso che nelle prossime ore Di Sorte venga sentito dagli investigatori

I pezzi di repubblica sono tratti da:
http://www.repubblica.it/2009/12/dirette/sezioni/politica/comizio-berlusconi/15-martedi/index.html


Sono stati troppo violenti gli attacchi alla Costituzione organizzati da forze del governo per non pensare che la situazione sia voluta.
Il clima d’odio alimentato da Berlusconi dai suoi comportamenti e dalle aggressioni che ha posto in essere contro la Costituzione della Repubblica ha certamente indignato gli italiani. Certamente qualche italiano avrebbe voluto fargliela pagare, ma i martiri scarseggiano.
Ogni notizia che arriva, ci porta a supporre che che questa aggressione sembri sempre più una truffa. Un grande inganno.
Poi, magari, qualcuno spiegherà come mai le guardie del corpo di Berlusconi, che apparentemente sono tanto efficienti, erano girate dall'altra parte al momento dell'aggressione. Chi ha ordinato loro di girarsi dall'altra parte? Oppure, cosa le ha indotte a girare le spalle al pericolo?
Le dichiarazioni dei politici di Berlusconi assomigliano alle dichiarazioni dei poliziotti dopo l’aggressione alla Diaz di Genova. I poliziotti che mostravano i “tagli” sul giubbotto e i giornalisti che riportavano con enfasi quelle dichiarazioni mentre le persone venivano macellate come bestie: si tratta della stessa regia?
Per quanti giorni può durare il gioco?
Quello messo in atto da Beria D’Argentine e da Calabresi, commissario di polizia ha insanguinato tutta l’Italia.
E questo?
Si dice che “la procura farà accertamenti”. Avrebbe già dovuto farli e portarsi dal magistrato con gli accertamenti fatti. L’odio di Berlusconi sta aggravando la situazione italiana e solo la magistratura e la Polizia di Stato in assoluta adesione alla Costituzione della Repubblica può fermare l’aggressione in atto. Quando scrissi il pezzo: la prima volta è una tragedia e la seconda è una farsa, non avevo ancora i dati di oggi, ma ho l’impressione che una nuova tragedia stia arrivando.
17 dicembre 2009
Le parole di Berlusconi, all’uscita dell’ospedale, confermano l’uso politico dell’aggressione che appare sempre più come un’autoaggressione finalizzata a costruire una sorta di martirio per sottrarsi alle domande del giornale La Repubblica, ai processi dei magistrati, al rispondere ai cittadini per i milioni di disoccupati che sta facendo, ai regali dei 100 miliardi di euro che ha fatto agli industriali con lo scudo fiscale, alla manipolazione dell’informazione. Le aggressioni di stampo terroristico (si chiama terrorismo quando le minacce verbali vengono fatte da organi Istituzionali, come il Parlamento, nei confronti di cittadini che non hanno gli stessi poteri Istituzionali di replica e vedono messi in pericolo i principi Costituzionali. Cioè quando, le minacce verbali possono essere tradotte in legge con cui imporre aggressione ad opera della Polizia di Stato in contrapposizione alle norme Costituzionali.) di Cicchitto, Bonaiuto, Biondi, Capezzone, sono paragonabili all’attentato ad Aldo Moro e all’uccisione della sua scorta; sono paragonabili all’attentato di Piazza Fontana; sono paragonabili alla bomba alla stazione di Bologna. Hanno la stessa gravità morale e giuridica!

Le parole di Berlusconi confermano che egli aveva un gran bisogno di quell’aggressione per mettere a tacere i suoi avversari politici in quanto non aveva altri argomenti che non l’aggressione. Riporto dal Corriere della Sera:

Dopo la quarta notte all'ospedale San Raffaele di Milano
Berlusconi lascia l'ospedale«La violenza non prevarrà»
Il premier è atteso ad Arcore. Forse nei prossimi giorni in una clinica svizzera per «cancellare le tracce»

MILANO - «Mi rimarranno due cose come ricordo di questi giorni: l'odio di pochi e l'amore di tanti, tantissimi, italiani». Silvio Berlusconi parla attraverso una nota diffusa da palazzo Chigi diffusa appena dopo aver lasciato l'ospedale San Raffaele stamane alle 11,50. «Agli uni e agli altri - prosegue la nota - faccio la stessa promessa: andremo avanti con più forza e più determinazione di prima sulla strada della libertà. Lo dobbiamo al nostro popolo, lo dobbiamo alla nostra democrazia, nella quale non prevarranno nè la violenza delle pietre, nè quella peggiore delle parole. In questi giorni ho sentito vicini anche alcuni leader politici dell'opposizione. Se da quello che è successo - prosegue il premier - deriverà una maggiore consapevolezza della necessità di un linguaggio più pacato e più onesto nella politica italiana, allora questo dolore non sarà stato inutile. Alcuni esponenti dell'opposizione sembrano averlo capito: se sapranno davvero prendere le distanze in modo onesto dai pochi fomentatori di violenza, allora potrà finalmente aprirsi una nuova stagione di dialogo. In ogni caso - conclude - noi andremo avanti sulla strada delle riforme che gli italiani ci chiedono».

Tratto da:
http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_17/berlusconi-ospedale-dimissione_30216322-eadb-11de-9f53-00144f02aabc.shtml

Così il filoberlusconiano Bersani e il cattolico Casini sono pronti ad aiutare Berlusconi contro i cittadini di questo paese. E’ un dato di fatto!
Basta che uno squilibrato lanci una statuetta e si mandano “a fan culo” le Istituzioni, i disoccupati, la scuola pubblica, la sanità pubblica, l’informazione, la libertà Costituzionale.

Della sua violenza, Silvio Berlusconi dovrà rispondere nei tribunali. I suoi miliardi e i ricatti cui sottopone il paese, forse gli eviteranno il giudizio dei tribunali. Indurranno il parlamento ad approvare leggi a suo favore, ma se non vi sarà una reazione adeguata, verrà distrutta la società civile e le sue istituzioni.
Noto come ancora oggi, non si parli dell'aggressore, ma si usa l'aggressione per aggredire i politici e la Costituzione della Repubblica. Questo mi preoccupa, perché Berlusconi da aggredito da un matto diventa l'aggressione delle Istituzioni (come del resto era apparso chiaro a tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione della Repubblica e non il dio assassino ed onnipotente dei cristiani con cui troppi politici si identificano per non rispondere dei loro doveri).
Da rilevare: quando i filmati dimostrano che al momento del lancio della statuetta da parte di Massimo Tartaglia, le guardie del corpo di Silvio Berlusconi, guardavano da un'altra parte, o si facevano i fatti loro, dopo che per ben tre secondi Massimo Tartaglia prendeva la mira; non si può che pensare che a collusioni fra Berlusconi o qualche suo collaboratore con il suo aggressore per gestire l'aggressione per fini politici.

NOTA: Troppa gente viene sul sito per cercare i numeri giusti da giocare al lotto in relazione all’aggressione di Berlusconi. Diciamo subito che questa gente sta dando i numeri, ma non quelli del lotto, quelli della perversione mentale che li porterà a risvegliarsi un giorno senza Costituzione e senza dignità sociale!

15 dicembre 2009 (ultima modifica 17 dicembre 2009)
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Naso rotto a Berlusoni; rompe la faccia della politica virtuale rivela l'incompetenza in economia, pericoli per le Istituzioni ad opera di Berlusconi


Il naso rotto di Berlusconi: politica virtuale e politica reale.

Potrebbe essere l'inizio della rivolta del Popolo delle Libertà?

Ancora, a mio avviso, non sono stati quantificati gli effetti del naso rotto di Berlusconi.
Innanzi tutto, sempre dalle notizie che a mano a mano arrivano, centellinate col contagocce, che fa sospettare l’esistenza di una regia all’interno della Polizia di Stato con finalità di gestione eversiva dell’informazione (o, forse più banalmente, per esigenza di indagini), il Sig. Massimo Tartaglia non era un soggetto esterno al Popolo delle Libertà. A differenza di quanto Tartaglia ha dichiarato suo padre, mentre usciva da casa, al quale avrebbe detto che andava da un’amica; egli frequentava il Popolo delle Libertà. Le dichiarazioni fatte da due esponenti del Popolo delle Libertà ai giornalisti di Striscia la Notizia, sono testimonianze di una frequentazione non solo attiva, ma anche con un certo impegno nel dibattito, tant’è che i fratelli, intervistati da Striscia la Notizia, hanno avuto la sensazione, negata dal poliziotto a cui si sono rivolti, che costui fosse un provocatore. Da quanto si apprende, il suo comportamento, appare più il comportamento di un dissidente interno al Popolo delle Libertà arrabbiato col capo che non quello di un oppositore politico intenzionato a far del male ad un nemico.
Appare, dico.
E uso il termine appare perché quando si tratta di Silvio Berlusconi, non siamo mai nella vita reale, ma sopra ad un palcoscenico dove gli attori recitano la sceneggiata dell’inganno il cui scopo è derubare gli spettatori mettendo loro le mani in tasca e sfilando loro il portafoglio della vita, mentre li coinvolgono con nelle risate di una realtà virtuale. Risata dopo risata, viene distrutto l’apparato economico, si indebitano di miliardi gli italiani per vendersi Alitalia, si distrugge la scuola pubblica, si sottraggono fondi ai comuni, si distribuiscono illegalmente miliardi alla scuola privata, si distrugge la sanità pubblica, si attenta alla Costituzione, si aggredisce la Corte Costituzionale, si aggrediscono le istituzioni che non si adeguano.
Per questo con Berlusconi si usa il termine appare. Solo che ciò che appaiono sono le sceneggiate di Berlusconi, la sua realtà virtuale che sbandiera davanti agli occhi delle persone; la realtà è il portafoglio sfilato dalle tasche degli italiani che si ritrovano un sistema sociale più povero.

Il naso rotto di Berlusconi toglie l’illusione dell’apparire.

Già nel comizio, Berlusconi, aveva giocato agli inganni accusando di “vergogna” le persone alle quali aveva rubato la sanità pubblica, la scuola pubblica e, in generale, aggravato le condizioni di vita.
Il suo “macismo” emotivo recitato dietro quel “vergogna”, serviva a mascherare la sua attività di saccheggiatore della società civile. Trasmesso in prima pagina dalle televisioni, serviva ad annullare i problemi che i contestatori sollevavano: per le televisioni quei problemi non esistevano, loro erano i malvagi che andavano macellati.

Questo “macismo” di Berlusconi, che riprende il motivo della propaganda di Mussolini che a petto nudo taglia il grano, viene ripetuto sul palco, durante il comizio, quando Berlusconi si vanta di “essere giovane” (per giustificare il suo bisogno di puttanismo) alzando la camicia e facendo vedere che non ha la maglia della salute.

Il Times si chiede: “Berlusconi ha centinaia di guardie del corpo, viaggia su un’Audi A8 con vetro antiproiettile circondata da un corteo di SUV e Volkswagen blindate e in mezzo alla folla un gruppo di quattro guardie del corpo gli forma un anello compatto intorno, che è poi rafforzato da altri sei agenti di sicurezza” Come è stato possibile che Massimo Tartaglia si potesse avvicinare tanto?

Se si dovesse scartare l’ipotesi che sia stato Berlusconi, o qualcuno del suo seguito, ad organizzare l’aggressione, non resta che l’ipotesi che Massimo Tartaglia ha potuto avvicinarsi perché era un militante del Popolo delle Libertà che, in qualche modo deluso, ha consumato la sua vendetta contro il “padre padrone”. La sua condizione psichiatrica lo rende un soggetto che facilmente può confondere la realtà virtuale della propaganda politica di Berlusconi con la realtà quotidiana. Un individuo che esprime comportamenti reattivi violenti quando l’esperienza quotidiana non collima con l’illusione virtuale che il “capo” Berlusconi gli propina.

Questa ipotesi non nasce solo dalle testimonianze dei testimoni di Striscia la Notizia, ma anche da una certa difficoltà di avere notizie di Massimo Tartaglia e dalla lettera che avrebbe scritto a Berlusconi definendo il suo gesto come “vigliacco”. Un gesto viene definito “vigliacco” da chi lo compie solo se è rivolto nei confronti di un “compagno” di partito o del padre padrone del proprio partito. Nell’educazione cattolica il pentimento va rivolto al padre: qualunque sia la figura del padre. Non quando è rivolto nei confronti di un nemico politico. Quando è rivolto ad un nemico, ci si rammarica per l’eccesso della risposta o dell’azione, non si definisce la propria azione “vigliacca”. La regia politica che sta dietro alla polizia ha affermato che Massimo Tartaglia odiava la politica di Berlusconi, ma si è guardata bene, a mio avviso, di definire in cosa e per cosa Tartaglia odiava la politica di Berlusconi: come militante deluso del popolo delle Libertà o come nemico politico che militava in un altro partito?

Chi contestava Berlusconi era tenuto lontano dalla polizia, i militanti del Popolo delle Libertà avevano il loro spazio protetto dalla polizia.

Da un po’ di tempo, molte persone che hanno votato popolo delle Libertà stanno perdendo il lavoro, nelle fabbriche, negli studi professionali, nel territorio. La stessa legge finanziaria taglia i posti di “lavoro” nei comuni e nelle comunità montane.

Potrebbe essere che quel naso rotto altro non sia che la rivolta del Popolo delle Libertà contro una politica virtuale che ha costruito degli inganni giocando sulle loro aspettative. Il Popolo delle Libertà è fatto da uno zoccolo duro affine allo hiuppysmo e arrivismo degli anni passati e da una massa di illusi che vedono nei miliardi di Berlusconi la realizzazione possibile dei loro desideri. Vedono nel puttanismo di Berlusconi il loro desiderio di puttanismo.
E’ duro svegliarsi da questa realtà e Massimo Tartaglia potrebbe essere il primo che ha reagito.

Quando si è sull’altare, in gloria, e non si hanno i coglioni per starci, spesso le cadute sono rovinose. Spesso, sotto il manto di lana delle pecore che seguono il padrone, ci sono i denti aguzzi che prima sbranavano il nemico del loro padrone e poi, vistisi ingannati, il padrone stesso.

15 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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Tel. 3277862784
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lunedì, dicembre 14, 2009

Massimo Tartaglia; aprire un dibattito! Art. 52 Costituzione: La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.



Il comma 1 dell’articolo 52 della Costituzione afferma:

“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.”

Che cos’è la Patria?

E’ quanto definito dalla Costituzione!
Non esiste una Patria diversa da quella definita dalla Costituzione che impone dei doveri alle Istituzioni.
Quando le Istituzioni, attraverso personali interpretazioni di soggetti che le occupano, minano il dettato Costituzionale o mettono in pericolo le norme Costituzionali, E’ SACRO DOVERE DEI CITTADINI DIFENDERE LA PATRIA.

La difesa della Patria, definita dalla Costituzione, non è quella determinata dalle leggi fasciste tanto care a una parte dei politici, ma è quella definita dalla Costituzione che, fra l’altro, sia con il Lodo Schifani che il Lodo Alfano, hanno messo in grave pericolo. E’ vero che la Corte Costituzionale è intervenuta fermando il pericolo in atto, ma è altrettanto vero che dall’approvazione delle leggi alla loro abrogazione per intervento della Corte Costituzionale, c’è stata la sospensione della Costituzione della Repubblica, in particolare dell’Articolo 3, con l’introduzione nella società civile di norme di stampo fascista.

Inoltre, la minaccia reiterata da Silvio Berlusconi di aggredire la Costituzione della Repubblica e la Corte Costituzionale, crea una terribile ansia fra i cittadini che vedono in pericolo la loro Patria.

Purtroppo, come sappiamo, l’ideologia fascista imposta alla società civile, ha impedito l’attuazione del comma 3 dell’articolo 52 della Costituzione: noi abbiamo le forze armate organizzate sul modello del Rambo americano o del superuomo nazista e non articolate sulle norme della Costituzione. In altre parole i militari italiani sono organizzati per ammazzare la gente e non per conquistarla o per essere parte della popolazione italiana. Un’organizzazione militare ancora organizzata sul modello nazista e non su quello democratico. Anche se da poco tempo è stata rimosso il motto dei carabinieri “usi obbedir tacendo”, motto di stampo ideologico nazista, quel “fedeli nei secoli” non si capisce a che cosa si riferisce visto che la Costituzione legittima lo Stato solo dal 1948 e, prima di allora, lo Stato era illegale in quanto organizzazione criminale nemica dei cittadini.

Le riflessioni emergono dopo che Massimo Tartaglia ha colpito il Sig. Silvio Berlusconi nella sua veste di militante del PDL e nel momento in cui ha aggredito, dal palco della piazza, la magistratura.
Le prime notizie dicono che Massimo Tartaglia fosse un “psicolabile”, ma è proprio su questa sua patologia, salvo che in seguito, come ho ipotizzato, non salti fuori qualche cosa di diverso, che vale la pena di riflettere.
Se uno come Bersani, che se ne sbatte della società civile, può vivere le affermazioni di Berlusconi contro la società come delle parole vuote perché (sono quasi convinto) può ipotizzare che la società e la politica abbiano in sé degli anticorpi capaci di impedire che le parole farneticanti di Berlusconi si traducano in leggi e norme; una persona “psicolabile” può percepire quelle parole come un assoluto. Un totale emotivo capace di travolgerla e di imporgli delle reazioni immediate. Una persona emotivamente fragile, può subire le farneticazioni di Silvio Berlusconi come un pericolo ossessivo al quale deve porre, in qualche modo, rimedio (vista la latitanza delle Istituzioni).

Se fosse vero che Massimo Tartaglia ha risposto alle provocazioni con cui Berlusconi minacciava la Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione, la magistratura, le norme della stessa Costituzione, il problema che si pone dovrebbe essere non tanto l’aggressione di Massimo Tartaglia a Silvio Berlusconi, ma l’aggressione che la Polizia di Stato ha fatto agli Italiani sostenendo, di fatto e con provvedimenti locali, le attività di eversione di Silvio Berlusconi e del suo governo. Eversione che appare tutte quelle volte che vengono messi in pericolo i diritti Costituzionali e la loro fruizione da parte dei cittadini, al di là delle scuse o delle motivazioni, soggettive e dunque illegali, che la polizia di Stato o Carabinieri, o i Vigili Urbani, o i Sindaci, hanno adottato.

Se Massimo Tartaglia fosse stato un militante di un qualche partito politico o di qualche organizzazione, effettivamente, al di là della gravità o della banalità del gesto, la faccenda assumerebbe un aspetto diverso; ma se Massimo Tartaglia è solo un individuo, emotivamente ipersensibile, che ha reagito ad una condizione soggettiva di impotenza contro le minacce di Silvio Berlusconi di privarlo dei diritti Costituzionali, allora, forse, è giunto il momento di aprire un dibattito sui limiti della politica di agire sulla Costituzione e sulle norme Costituzionali. E’ ora di aprire un dibattito sull’uso dei media per aggredire i diritti fondamentali dei cittadini in funzione di questa o quella organizzazione economica, sociale, o mafiosa. Un dibattito su quell’ingiusto profitto che viene assicurato mediante una accanimento contro le norme Costituzionali e che impediscono ai cittadini di chiedere giustizia.

Io non so quale sarà il futuro di Massimo Tartaglia, anche se la carcerazione mi sembra un eccesso rispetto al reato che ha commesso: sono infinitamente più gravi i reati che ha commesso Silvio Berlusconi e per i quali, spesso, non è stato nemmeno inquisito (come l’incitamento all’odio alla Corte Costituzionale o al Capo dello Stato). La posizione di Presidente del Consiglio costituisce un’aggravante nella commissione di quei reati, non un’attenuante. Questo perché il danno che può fare al Capo dello Stato o alla Corte Costituzionale, in quanto Presidente del Consiglio, è molto maggiore di quello che può fare il semplice cittadino con le medesime esternazioni.

Come in seguito alle scarpe che vennero lanciate contro Bush, così la statuetta di Massimo Tartaglia dovrebbe far aprire un dibattito nel paese. In fondo non ha colpito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma il militante del Popolo delle Libertà Silvio Berlusconi anche se, probabilmente, irritato dalle esternazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
14 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica, dicembre 13, 2009

Massimo Tartaglia e il crocifisso come aggravante della premeditazione nell'aggressione a Silvio Berlusconi


La domanda è questa:
se a Massimo Tartaglia che ha tirato in testa a Silvio Berlusconi una copia del Duomo di Milano, viene arrestato con l’aggravante delle premeditazione perché, oltre ad avere in mano una statuetta del duomo, aveva in tasca un crocifisso e una bomboletta urticante; l’invocazione di leggi speciali fatte dai parlamentari del PDL, in giornata, mireranno ad abolire il crocifisso?

Sembra, stando alle deduzioni delle notizie, che avere un crocifisso in tasca serva ad aggravare ogni reato.

Io ho sempre sostenuto che il crocifisso è pericoloso per la psiche dei ragazzi ai quali veniva imposto in antitesi alla Costituzione della Repubblica, ma ancora non si era mai verificato il caso, e prendo spunto dalle notizie che sono arrivate dai vari telegiornali prima di mezzanotte, in cui dei magistrati o i poliziotti della Digos, avessero affermato che il crocifisso costituiva aggravante di un reato. Anche perché non hanno chiarito il motivo per il quale Massimo Tartaglia aveva un crocifisso in tasca. Lo aveva come arma di distruzione di massa (come comunemente è usato dalla chiesa cattolica contro bambini, donne, uomini e popoli) o lo aveva perché lui era un fervente cristiano e dio gli aveva parlato suggerendogli che Berlusconi era il male? E’ successo a varie persone fuori di testa che dio o il demonio parlasse loro affermando che qualcuno (spesso un loro congiunto) doveva essere soppresso e liberato dal male.

Sono veramente curioso di sapere come andrà a finire la vicenda del crocifisso trovato nelle tasche a Massimo Tartaglia perché, in effetti, i cronisti hanno messo l’accento numerose volte sul particolare; come se la Digos avesse trovato, nella presenza del crocifisso nelle tasche di Massimo Tartaglia, una spiegazione in merito all’aggressione.

Chissà, forse Berlusconi avrebbe dovuto dar retta alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e rispettare, come prevede la legge, la sentenza e applicarla.
Sono molto curioso sul come andrà a finire la vicenda del crocifisso.
Occuparsi di crocifissi è sempre pericoloso: si entra nel campo della patologia psichiatrica.

13 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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Massimo Tartaglia, la faccia insanguinata di Berlusconi e i dubbi sulla prima volta (Roma) come tragedia e la seconda (Milano) come farsa.


Io non credo alle coincidenze.
Come diceva qualcuno, la prima volta è una tragedia, la seconda è una farsa.
Passi per il trepiede della macchina fotografica lanciata dal turista a Roma indignato con Berlusconi, ma io non sono propenso a credere che durante un comizio del Popolo delle Libertà, un individuo si sia avvicinato tanto da poterlo colpire all’interno della folla, senza aver accrediti sufficienti per avvicinarsi.
Silvio Berlusconi ha la faccia sanguinante.
Permettetemi qualche considerazione.
Se Silvio Berlusconi fosse una persona politica potrei pensare che qualche nemico abbia agito contro di lui, ma Berlusconi è un uomo di spettacolo che usa la politica facendo spettacolo.

L’oggetto che ha ricevuto in faccia è quanto di più opportuno in questo momento per le sue sceneggiate da attore. Non è stato in grado di rispondere alle domande di Repubblica, è accusato di relazioni mafiose, ha perso la faccia a livello internazionale, ha alimentato la crisi senza prendere nessun provvedimento economico. E’ stato condannato, sia pur indirettamente, come corruttore al processo Mills; è dimostrato che lui è un puttaniere che usa le prostitute e molto probabilmente è un consumatore di cocaina. Ha fatto una serie di viaggi all’estero per non farsi processare dai magistrati per i feroci reati che ha commesso.....


Cosa di meglio di un attentato?
Ma non un attentato a suon di pistolettate.
Troppo duro, ma un’aggressione molto simile a quella che ha già subito.
Pagare un individuo abbastanza esperto, ma non un ragazzino dei centri sociali. Uno che sia in grado di tirare un oggetto in mezzo alla folla colpendolo ed evitando di colpire qualche sostenitore.

Io non credo alle coincidenze! Lo stesso Cossiga diceva che per ammazzare di botte chi lo contestava usava prima lanciare la provocazione e poi interveniva arrestando e massacrando i contestatori.
Non è stata dimenticata la bomba del nazista Gianfranco Bertoli che lanciò la bomba il 17 maggio 1973 spacciandosi per anarchico, era in realtà un nazista e fece quattro morti alimentando l’aggressione agli anarchici grazie a poliziotti e investigatori corrotti.
Questo personaggio sembra che si chiami Massimo Tartaglia.
Domanda: come sapeva che Berlusconi sarebbe andato da quella parte?
Perché era al comizio se odiava Berlusconi tanto da tirargli un oggetto?
Coma faceva a sapere che Berlusconi sarebbe passato di la senza guardie?
Per qual motivo aveva quell’oggetto?

E ora come faranno i magistrati a processare Berlusconi vittima di un attentato?

Ed ora come faranno i deputati ad opporsi ai processi che chiedono l’impunità di Berlusconi?

A me Berlusconi non piace, il suo odio per la Corte Costituzionale lo vivo come un attentato alle Istituzioni. Però quando la storia si ripete, la prima volta è una tragedia e la seconda puzza di farsa lontano un miglio.
L'uomo sembra sia in cura da 10 anni all'ospedale psichiatrico. Se così fosse, una persona sensibile, sconvolta dalle attività di Berlusconi o, come penso io, usata da un Berlusconi?

13 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì, dicembre 10, 2009

Berlusconi, un uomo senza coglioni: per la poltrona offende gli italiani, attenta alla Corte Costituzionale, vuole ricostruire lo stato fascista.


Le dichiarazioni di Berlusconi a Bruxelles sono un vero e proprio atto di guerra contro le Istituzioni.
Un atto di eversione dell’ordine democratico.
Le sue farneticanti dichiarazioni vanno a braccetto con i discorsi di Benito Mussolini quando innestò il ventennio fascista.
Se allora fu una tragedia con 40.000.000 di morti, questa si appresta ad essere l’ennesima farsa di un individuo vigliacco e senza “coglioni”. Un incapace che attenta alla Costituzione perché incapace e impotente di gestire uno stato e una società che ha cacciato nella più nera disperazione.

Queste dichiarazioni sottolineano il sospetto che Berlusconi sia stato il mafioso mandante delle stragi degli anni ’90, come prima di lui i mandanti delle stragi di Bologna, di piazza Fontana e di Piazza della loggia, furono individui delle Istituzioni in tentativi continuati di creare le condizioni per fare colpi di stato e attentare alla costituzione prima che la Costituzione, ingabbiata nel terrorismo cattolico, fosse applicata in tutta la sua estensione alla società civile.

I Partiti popolari Europei, in particolare quello tedesco e quello italiano, per ordine del Vaticano, favorirono l’avvento al potere di Hitler in Germania e di Mussolini in Italia: individui senza palle, incapaci di vivere in una società di uomini che dovevano macellare per poter esercitare il loro potere. Così Berlusconi. Incapace, impotente, senza palle. Un individuo che scappa, pauroso e vile, anche a delle innocenti domande come quelle del giornale La Repubblica. Un uomo che ha rubato, attraverso la Fininvest, e che si rifiuta di restituire il mal tolto. Un corruttore che fa della corruzione e dell’uso di magistrati amici con cui ricattare i cittadini, uno strumento di uso sistematico.

Berlusconi dimostra di essere un individuo allo sbando in un partito allo sbando. Un fallito che dopo aver usato le televisioni per ingannare gli italiani, dopo aver usato la corruzione per abbattere il governo Prodi, ora sta cercando scuse con cui nascondere la sua incapacità. Un’incapacità che sta portando l’Italia allo sbando e al fallimento.
Riporto dal giornale La Repubblica:





Berlusconi al congresso del Ppe a Bonn:

"Sovranità in Italia è passata alla magistratura

Contro il partito dei giudici e la Consulta cambierò la Costituzione"
Il premier attacca la Corte "Sono stanco delle ipocrisie"
Fini gli risponde subito:

"Parole non condivisibili. Genera confusione sull'Italia. Chiarisca"

La controreplica del capo del governo.

E poi il duro intervento di Napolitano



ROMA - Da Bruxelles, dove partecipa al congresso del Partito popolare europeo, Berlusconi torna ad attaccare i magistrati e la Consulta con toni durissimi. E il rimbalzo in Italia è un nuovo, aspro scontro con Gianfranco Fini e con il presidente della Repubblica Napolitano. "In Italia - dice Berlusconi - succede un fatto particolare di transizione a cui dobbiamo rimediare: la sovranità, dice la Costituzione, appartiene al popolo" e il Parlamento "fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale" e la Corte "abroga la legge". E' per questo, prosegue il presidente del Consiglio nel suo intervento al congresso del Partito popolare europeo a Bonn, che la maggioranza "sta lavorando per cambiare la situazione anche attraverso una riforma della Costituzione". All'indomani del parere della sesta commissione che ha riscontrato "elementi di incostituzionalità" nel ddl sul processo breve, il premier tira di nuovo in ballo anche la Consulta, a suo avviso "non più un organo di garanzia, ma un organo politico, composto per 11 membri su 15 da esponenti di sinistra", per via del fatto che ci sono stati tre presidenti della Repubblica di sinistra. L'analisi della situazione politica italiana che Berlusconi porta al congresso del Ppe parte dal presupposto che "la sinistra è allo sbando e cerca di avere ragione" di lui "attraverso i processi". Dall'altra parte, aggiunge, c'è "una maggioranza coesa e forte, con un premier super". "C'è una sinistra che ha attaccato il presidente del Consiglio su tutti i fronti inventandosi calunnie - dice il Cavaliere -. Chi crede in me è ancora più convinto. Tutti si dicono: 'Dove si trova uno forte e duro, con le palle come Silvio Berlusconi?'". L'imbarazzo del Ppe. Le parole di Berlusconi prendono di sorpresa l'uditorio dei popolari europei. Che sembrano volersi tenere lontani dalla polemica. No comment della Merkel, mentre il neopresidente del Ppe Martens dice che il premier "è il primo presidente del Consiglio italiano, dopo la prima guerra mondiale, ad avere una maggioranza così forte". E alla domanda se ciò equivalesse ad un appoggio nei confronti delle dichiarazioni di Berlusconi sui giudici, risponde: "Mi limito a quello che ho detto". La risposta di Fini. Il presidente della Camera non fa attendere la sua replica. "E' certamente vero che la sovranità appartiene al popolo, ma il Presidente del Consiglio non può dimenticare che esso 'la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione' (art. 1). Ed è altresì incontestabile che gli articoli 134 e 136 indicano chiaramente il ruolo di garanzia esercitato dalla Corte costituzionale". Ancora, Fini rileva: "E' la ragione per la quale le parole di Silvio Berlusconi, secondo cui la Consulta sarebbe un organo politico, non possono essere condivise; mi auguro che il premier trovi modo di precisare meglio il suo pensiero ai delegati del congresso del Ppe per non ingenerare una pericolosa confusione su quanto accade in Italia e sulle reali intenzioni del governo". La contreplica del premier. Secca, e altrettanto dura, la risposta del Cavaliere al presidente delal Camera. "Non ho nulla da chiarire - dice - anzi, sono stanco delle ipocrisie". L'Anm. "Per fortuna di tutti l'ordinamento italiano e la Costituzione vigente prevedono organi di garanzia e il controllo dell'operato di qualsiasi potere e ordine, magistratura compresa", scrivono in una nota il presidente, il vicepresidente e il segretario dell'Anm, Luca Palamara, Gioacchino Natoli e Giuseppe Cascini. "Ovviamente la Corte costituzionale - spiegano - come in ogni Paese del mondo che ne preveda l'esistenza, giudica le leggi approvate dalle maggioranze parlamentari, di qualsiasi colore e orientamento politico. E la Costituzione, come spiega qualsiasi manuale di Educazione civica, la colloca tra gli organi di garanzia e non tra le articolazioni della magistratura". L'opposizione in Italia. La prima reazione arriva da antonio Di Pietro. Ed è durissima: "Berlusconi sta stracciando la Carta Costituzionale, prima riducendo il Parlamento ad un servizio privato ora volendo eliminare la Consulta, ultimo baluardo della Costituzione. Se non è fascismo questo, che cosa ci vuole? l'olio di ricino?". Poi parla il Pd, con la vicepresidente dei deputati Marina Sereni: "Un comizio indecente contro il presidente della Repubblica e i suoi predecessori, contro la Corte Costituzionale, contro i magistrati, contro l'opposizione democratica. Berlusconi è vittima di un'ossessione, i suoi processi gli impediscono di occuparsi dei problemi reali delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese italiane". A stretto giro interviene anche il segretario democratico, Pier Luigi Bersani. "I popolari europei . commenta - hanno avuto modo di constatare direttamente cos'è il rischio di populismo. Sono convinto che anche loro se ne preoccuperanno perchè il centrodestra in Europa sa bene cos'è una Costituzione, cosa vuol dire picconare una Costituzione e a quali esiti può portare". E, dopo l'intervento del Quirinale, il leader Pd - mentre dal partito sale la richiesta al premier di venire in Parlamento - aggiunge: "Le parole di Napolitano sono ferme e sagge". Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc presente alla riunione del Ppe, si dice preoccupato: "Non fa bene all'Italia - scrive in una nota - trasferire in ambito europeo le vicende della nostra politica e quelle personali del presidente del Consiglio. Conferma l'immagine dell'Italia come un paese di pulcinella". Dopo la nota del Quirinale parla anche Casini, secondo il quale "l'attacco del presidente del Consiglio alla Corte costituzionale è stato portato con "parole del tutto improprie, sbagliate nella sede e autolesionista per gli interessi del paese e dello stesso presidente del Consiglio". "Chi vince le elezioni - conclude - non è in alcun modo il padrone del paese, si deve confrontare la Costituzione, con i pesi e i contrappesi. L'Udc sta senza se e senza ma con il Presidente della Repubblica, con la Corte costituzionale, con la Costituzione e con il Parlamento". Mancino: "Nostro parere non vincolante. Sulla questione del parere della commissione interviene anche il vice presidente del Csm Nicola Mancino, che replica alle critiche ricordando che "il parere non è vincolante". E annuncia che dopo la pausa natalizia il plenum del Consiglio superiore della magistratura si riunirà alla presenza del ministro della Giustizia Angelino Alfano.
(10 dicembre 2009)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-20/cronaca-10dic/cronaca-10dic.html



Il parere non vincolante del CSM è, in realtà, l’analisi sulla legittimità Costituzionale del provvedimento.
Berlusconi si è dimenticato che se la volontà popolare vuole un regime fascista, è compito delle Istituzioni impedirlo. Lui può manipolare l’informazione. Chi doveva fermarlo, non lo ha fatto. Anzi, persone che avrebbero dovuto essere i suoi avversari politici, come D’Alema o Veltroni, hanno di fatto appoggiato le sue trame eversive collaborando ad aggredire la società civile.
Berlusconi ingiuria la Democrazia. Berlusconi ingiuria e offende gli Italiani. Berlusconi offende la Costituzione della Repubblica.
Ciò che ci lascia perplessi è che Berlusconi ha firmato il Trattato di Lisbona. L’ha fato approvare in Parlamento e dal primo di dicembre ogni provvedimento legislativo, compreso il suo tentativo di trasformare l’Italia in uno stato fascista e nazista, dovrà passare per il vaglio della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

I criminali ignoranti, come Berlusconi sta dimostrando di essere, fanno molto danno al paese perché aggrediscono il sistema produttivo, il sistema delle libertà sociali e trasformano poliziotti, carabinieri, vigili urbani, in terroristi che attentano ai principi fondamentali della Costituzione.

Dopo Berlusconi sarà necessario fare un bilancio delle ferite che questo incapace senza coglioni, ha inferto al paese con la collaborazione di Ratzinger e dei vescovi italiani.

10 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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lunedì, dicembre 07, 2009

Il non ammazzare dei cristiani; il solido legame familiare di Monica Cabrele; la manipolazione mentale cattolica.

Il comune di Asiago che, imponendo l'orrore del crocifisso a bambini indifesi, in assoluto disprezzo delle leggi dello Stato e della Costituzione della Repubblica, forte del non intervento di magistrati corrotti, pone le basi per emarginazione, disagio sociale e patologie psichiatriche che portano all'omicidio: è il non ammazzare dei cattolici.
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Il quinto comandamento, non ammazzare, viene usato dalla chiesa cattolica per legittimare il diritto di ammazzare.
Questa contraddizione è solo apparente. O meglio, è una contraddizione soltanto nella società civile retta dall’articolo 3 della Costituzione per cui ogni principio di legge si deve applicare in maniera uguale a tutti; non lo è nell’ideologia cattolica che, invece, costruisce una gerarchia di soggetti al di fuori della legge, come il suo dio padrone, il Gesù, la gerarchia ecclesiastica, la gerarchia sociale. Tutti soggetti che, secondo l’ideologia religiosa della chiesa cattolica, si sottraggono dall’obbligo di non ammazzare.
Possono ammazzare e, secondo la chiesa cattolica, in alcuni casi debbono ammazzare: quando lo ordina il dio padrone.

L’ordine di ammazzare, imposto dalla chiesa cattolica mediante il quinto comandamento (vedi: http://www.federazionepagana.it/bibbiaquintocomandamento.html ) viene veicolato nella società civile quando le patologie psichiatriche distruggono le resistenze che la società civile impone con le proprie regole sociali.
Il caso della madre del padovano che ammazza a coltellate il figlioletto in un crescendo di frustrazioni psicologiche, è un esempio di come l’imposizione del quinto comandamento dei cattolici, il non ammazzare, impone alle persone di ammazzare quando l’ordine viene da dio. Solo che mentre la chiesa cattolica considera sé stessa colei che pronuncia le parole in nome di dio, la patologia da identificazione che ogni cristiano fa col proprio dio, un dio, appunto, personale, lo porta a parlare con lui, ad accogliere la sua parola. Nella patologia, questa parola, questo ordine di dio, diventa l’assoluto della relazione psichica del soggetto, come questa “madre” che fissa il suo ruolo e la sua proprietà nei confronti del figlio, marchiandola con numerose coltellate.
Riporto l’articolo e sottolineo l’aspetto religioso che l’articolista, proprio per permettere lo sviluppo e l’esecuzione di altri omicidi, tende a nascondere fra le pieghe dell’articolo anziché metterlo in risalto:



Padova. La mamma: «Non crederci se ti dicono che ho ucciso un bambino»
L'omicidio del piccolo Alessandro fu quasi annunciato:


accuse di stupro ai parenti e la fuga di notte con la figlia
di Matteo Bernardini



PADOVA (6 dicembre) - Una bella casa, singola, con il giardino curato. Due figli sani, Alessandro di quasi tre anni, la sorellina appena nata, di pochi mesi. La tranquillità economica e un legame coniugale, quello tra Gianni Bellato e Monica Cabrele, solido in una famiglia in cui tutti si volevano tanto bene. Ma questa era la superficie. Una calma solo apparente che ha reso, a molte persone, incomprensibile il terremoto che in un gesto ha distrutto una famiglia e sconvolto un’intera comunità lasciando aperte ferite che non si rimargineranno più.


IL MATRIMONIO


I segnali che qualcosa, nella mente di Monica Cabrele, fosse ormai andato fuori posto erano infatti evidenti. E numerosi. Le scosse che preannunciavano il terremoto che la sera di sabato 21 novembre si è manifestato in tutta la sua tragicità con l’uccisione da parte della mamma del piccolo Alessandro ormai si ripetevano da giorni, da settimane. Alcuni segnali addirittura da anni. Da quando Monica, già dopo il matrimonio, aveva cominciato ad accusare i primi segnali di "stress". Era convinta che tutti, in paese, pensassero e parlassero male di lei, e per questo vedeva le persone in maniera diffidente. E dopo il matrimonio aveva anche interrotto le visite degli amici, i normali momenti di incontro tra coppie che invece sono solite trovarsi di tanto in tanto per raccontarsi le loro esperienze, i loro momenti di vita. Perché sporcavano.


I GENITORI


Si era incrinato il rapporto con i genitori con i quali Monica restava senza parlare anche per interi giorni. Però Gianni, conoscendo il carattere non facile della moglie, a questi segnali non aveva dato troppo peso. Monica era così. Ma il salto nel buio era ormai evidente quando, alcuni giorni prima di straziare suo figlio a coltellate, la mamma aveva cominciato a benedirlo con un crocefisso. Oppure quando due giorni prima dell’omicidio continuava a ripetere di avere il telefono sotto controllo per colpa di suo padre, che era convinta avesse commesso un piccolo furto. Monica aveva addirittura impedito al nonno materno di vedere il bambino e di entrare in casa, temendo che potesse far del male al nipote. La mamma aveva paura che qualcuno potesse accanirsi contro suo figlio, e che addirittura un parente, un anno fa, avesse abusato sessualmente di lui un pomeriggio in cui l’aveva lasciato in sua custodia.


IL FILM


Un quadro insomma composto da tanti dettagli che proprio nelle ore precedenti l’omicidio si infittiscono e si mostrano ancora più evidenti e sconcertanti. Le scosse non solo si ripetono, ma si fanno ancora più intense. Monica, il venerdì pomeriggio che ha preceduto il delitto si era chiusa a chiave nella stanza matrimoniale, un gesto assolutamente inconsueto, e aveva visto il film "The Secret". Un lungometraggio-documentario di un’autrice australiana, Rhonda Byrne, che spiega come la realtà sia la proiezione della nostra mente e dei nostri pensieri più convinti. È una serie di interviste ad esperti nell’uso della mente per influenzare la vita. Il "Segreto" che consente di modellare l’esistenza secondo i nostri desideri è la "legge dell’attrazione". Al tentativo del marito di entrare in stanza, Monica aveva risposto quasi urlando di non disturbarla e di «non fare male al Redentore». Gesti e parole che avevano scosso il marito così da chiedere aiuto a un’amica comune. Perché lui non sapeva come fare.


LA FUGA


La giornata di venerdì si è poi chiusa con un altro comportamento inspiegabile da parte di Monica Cabrele che uscita di casa la sera, di nascosto dal marito, si era recata da un fisioterapista portando con sè la bambina di tre mesi senza vestiti. Tanto che la persona alla quale aveva fatto visita era corsa al telefono per informare Gianni Bellato di quanto aveva visto. Rientrata, Monica e il marito avevano parlato a lungo, e lei continuava a ripetere come fosse sicura che l’indomani mattina i carabinieri sarebbero andati a prenderla: «Me credito – ripeteva al marito –, se i te dise che go copà un puteo, che non ze vero?». Una frase talmente incredibile che Gianni non avrebbe mai potuto credere che invece di lì a poche ore si sarebbe realmente verificata. Infatti al mattino sveglia la moglie e le "mostra" che a ridestarla dal sonno non sono stati i carabinieri ma lui stesso.


IL VESTITO DA SPOSA


E sabato mattina sembra essere davvero il preludio di un giorno felice. Anche se inizia con un altro comportamento bizzarro di Monica, che indossa l’abito da sposa prima di riordinare casa e quindi di riposare. Poi... Poi è la calma. Prima della bufera. È la terra che si ferma prima dell’ultima scossa. Quella definitiva, quella devastante. Quella che squarcia tutto poco dopo le 19. Quando Gianni esce per andare a prendere le pizze e rimanda in casa il piccolo che vuole andare con lui. Chiama Monica perché scenda in cuicina a occuparsi del bambino. Lei scende con un plaid e si siede di fronte ad Alessandro dopo che lui aveva mangiato dolci. E a quel punto lo colpisce. Novanta volte. Alessandro non grida e non piange. Fa solo un movimento, quasi volesse voltarsi, ma viene colpito ancora. Poi Gianni Bellato torna a casa e trova la moglie che stringe a sé il figlio insanguinato. Un abbraccio mortale che solo dopo ore potrà essere sciolto. E allora gli occhi si riaprono e la mente torna lucida. Tanto che Monica chiede di autorizzare qualcuno a spararle, per raggiungere Alessandro ed essere seppellita accanto a lui. Perché senza di lui non può vivere.
Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=83263&sez=NORDEST


Un articolo dai toni patetici. Irreali, a tratti offensivi.
Tutto si conchiude nel carattere e MAI nella ricerca di cause che hanno indotto all’atto omicida. Mai come ricerca di interpretazione dei segnali da parte della società. Quasi un diritto ad ignorare le persone, i loro problemi, per poter svegliarsi stupiti dell’evento drammatico. Come se l’evento drammatico fosse il prodotto dell’ineluttabile volontà del dio padrone e non dell’educazione che basata sull’imposizione ossessiva del crocifisso.
Questa ossessione dell’ignoranza glorificata del Veneto che nelle tensioni emotive parla in Veneto, per poter giustificare la propria incapacità di relazionarsi con il mondo in cui vive.
E’ l’imposizione da parte della chiesa cattolica del quinto comandamento: non ammazzare! Un’imposizione che ordina alle persone di ammazzare quando l’ordine viene da dio. Il dio che si manifesta nella patologia delle persone come soggetto diverso da sé e che indica il nemico da uccidere.
Così il nostro articolista de Il Gazzettino trasforma in “sfogo poetico” la conclusione di una tragedia che faceva comodo a tutti: al sistema sociale Veneto; alla chiesa cattolica; al dio padrone dei cristiani; al crocifisso imposto nella psiche della donna con la violenza; al giornalista de Il Gazzettino che trova soddisfazione nella sua espressione pietistica.
Il giornalista che omette il terrore dell’educazione nell’oratorio; la privazione degli strumenti adeguati con cui quella persona poteva far fronte alla vita; omette che queste persone erano sottratte ai diritti Costituzionali; omette di dire come il marito fosse un incapace, un incompetente e, in fondo, di moglie e figli non gli fregava niente non vivendo con loro passioni ed emozioni.
E’ il non ammazzare, il quinto comandamento dei cristiani, che si dispiega in tutta la sua atrocità.
Domani, aspettiamo la prossima atrocità.
Una prossima atrocità che porta i Veneti a congratularsi con loro stessi perché, loro, sono meglio di questi assassini che si sono fatti travolgere dall’educazione cattolica.
Il sindaco di Asiago, con la minaccia delle armi della Polizia urbana, impone il crocifisso. Sa perfettamente che il suo ordine va a scardinare la struttura psichica delle persone inducendole a comportamenti criminali ad imitazione dei comportamenti criminali del pazzo in croce. Ma l’imposizione del crocifisso lo fa sentire bene: onnipotente come il suo dio padrone. Così il sindaco di Asiago se ne sbatte delle leggi; se ne sbatte della Costituzione: lui è il padrone dei cittadini e come il pazzo in croce si compiace dei cittadini di Asiago in ginocchio davanti a lui.
Domani, saremo a discutere dell’ennesima atrocità. E' successo già a Cogne, in una bella villetta, domani succederà da un'altra parte. Storie dell’ennesima madre che userà il crocifisso per imporlo a suo figlio, lo chiamerà “redentore” e lo finirà a coltellate!

07 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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