Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, gennaio 22, 2009

Disastro sociale, disoccupazione e conflittualità sociale.

Quando si parla di disastri sociali messi in moto dall’educazione o da repentini cambiamenti economici che incidono sull’occupazione, non bisogna immaginare che domani mattina masse di lavoratori affamati scendono in piazza a spaccare tutto. Anche se i politici si alimentano da questa immagine ottocentesca, non è così che funziona. Quando il disastro sociale, educazionale od economico viene fatto, non se ne scorgono i segnali nella conflittualità, ma si scorgono i segnali nel dolore e nella sofferenza delle persone che vedono la loro situazione socio-economica modificare. Il dolore della modificazione di stato soggettivo è il segnale della crisi. Questa modificazione avviene nell’ambito del singolo soggetto. E’ nell’ambito del singolo soggetto, nelle sue relazioni col mondo, che si svolge il conflitto. Il singolo soggetto che deve farsi i conti con il padrone di casa che esige l’affitto anche se la cassa integrazione gli ha dimezzato gli introiti familiari. Il soggetto che è costretto alla precarietà del lavoro, ma sensibile a richiami nazionalistici di qualche anno fa ha messo al mondo dei figli, contento di ricevere l’assegno da un milione da parte di Berlusconi, ed ora ha assunto degli impegni più grandi di quanto la nuova situazione economica gli consente.

Il disastro sociale inizia in questo modo.
E’ in questa situazione che Tremonti e Berlusconi possono deridere gli sforzi della gente.
In fondo, dicono, non siete proprio in miseria.
Come gli spot pubblicitari incitano i cittadini poveri a sprecare il loro denaro giocando al superenalotto, così gli stessi spot hanno spinto i cittadini ad essere economicamente sbilanciati nei confronti del nuovo, della nuova situazione economica, che si apprestava ad ingoiarli.
Già Biagi era stato utilizzato da Berlusconi e da Maroni per saccheggiare la sicurezza del lavoro di milioni di persone aggravandone le condizioni di vita. Quell’aggravio è stato voluto e progettato esattamente nel momento in cui altri stavano progettando la sottrazione di denaro, attraverso le banche e i derivati, ai cittadini giocando con le stesse illusioni con cui Berlusconi e Tremonti li invitano a giocare al superenalotto. E mentre le banche derubavano i cittadini, Berlusconi, Maroni e Tremonti, incitavano al linciaggio dei Rom distraendo i cittadini dall’aggressione delle banche.
L’educazione cattolica nelle parrocchie ha spinto i ragazzi ad imbottirsi di droga; le discoteche hanno sfruttato questa possibilità data dall’educazione delle parrocchie; il lavoro precario ha giocato sull’instabilità della struttura economica regionale; questa instabilità è stata usata dai politici regionali per imporre le paure con cui di volta in volta gestivano i cittadini e ne manovravano le scelte ideali e politiche.

L’aggravio delle condizioni economiche costringe i cittadini a mettere in atto azioni di sopravvivenza: ridurre le spese; tagliare là dove è possibile tagliare; disdire contratti dispendiosi; ridurre la qualità dei beni acquistati; cambiare negozi cercando negozi meno cari. Finché è possibile sopravvivere.
Perso il lavoro, per molti lavoratori ci sono degli ammortizzatori sociali. Come la Cassa Integrazione; il sussidio di disoccupazione; la mobilità; ma poi tutto si riduce. Tutto si chiude su sé stesso.

Fra la perdita del potere d’acquisto delle persone e le rivendicazioni collettive come esplosioni sociali, c’è un percorso di maturazione nella sofferenza individuale e nell’isolamento delle persone. Come se le persone si vergognassero di aver perso il lavoro; di aver fatto troppi figli aderendo alla campagne di natalità della Lega e Berlusconi; si vergognano di essere stati truffati dalle banche; si vergognano di essere diventati degli imprenditori falliti. E questo è tanto più doloroso nel momento in cui le televisioni di Berlusconi continuano a proporre modelli sociali vincenti e superficiali come solo Berlusconi, Tremonti, Fini e Bossi si possono permettere.
In questo percorso assistiamo al deteriorarsi del tessuto sociale. Al deteriorarsi della coesione morale. Al deteriorarsi delle Istituzioni che da servizio diventano padrone. Al deteriorarsi delle relazioni fra cittadini e sicurezza dove la sicurezza si arma nei confronti dei cittadini anziché esserne al servizio.
Assistiamo all’aumento dell’uso dei giornalisti non per diffondere notizie, ma per fare tendenza; per imporre atteggiamenti ed opinioni anche in contrasto con la percezione della realtà che ne hanno i cittadini.
Le ultime illusioni, come il Federalismo Fiscale che maschera l’incapacità di amministratori bambini o l’odio per l’islam o i migranti, stanno per sgonfiarsi perdendo la capacità su cui i propagandisti televisivi fermano l’attenzione delle persone. Il cambio dell’amministrazione USA farà diventare eroi personaggi fino ad ieri denigrati, come Chavez e Gheddafi. Con questo verrà spostata l’attenzione delle persone su aspetti che fino ad ieri venivano ignorati.

Quando il disastro sociale si presenta nella società, la società si è separata dai cittadini.
Il disastro sociale non è più gestibile. Le organizzazioni tradizionali dei cittadini sono state, nel frattempo, aggredite e distrutte perché viste dai distruttori come possibili avversari.

Quando il disastro si è sedimentato nella società non esiste nessuna possibilità di ricostruzione se non attraverso una violenza tanto grande da incanalare le tensioni emotive dei disperati rispetto a fini e progetti che vedono la loro possibilità di realizzazione nella distruzione del loro presente.
Una volta, questo, si chiamava rivoluzione. Oggi non più! Perché manca della prospettiva per la quale si vuole fare la rivoluzione. Il nuovo, indubbiamente, prima o poi emergerà e sarà, comunque, come distruzione del presente angosciante. Solo che nessuno di noi sa né da dove nascerà né come si svilupperà.
L’unica cosa di cui si è certi, è che attraverserà una quantità infinita di drammi sociali.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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