Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

lunedì, febbraio 02, 2009

Dalla sparizione del contante cinese sul territorio, al ruolo dei titoli tossici nella ristrutturazione industriale.

C’è un nuovo fenomeno in Veneto la cui portata sta sfuggendo agli analisti economici: stanno sparendo i capitali cinesi.
Fino ad un paio di mesi fa i cinesi giravano con il contante e comperavano di tutto. Dai bar agli appartamenti. Spesso spendevano parecchi soldi e pagavano più del prezzo di mercato per potersi assicurare il bene.
Da qualche mese questo contante sembra sparito.
E’ un sintomo importante. Spesso i laboratori di maglieria erano rilevati dai cinesi. Oggi non più.
Davanti all’attuale crisi il contante sparisce. Sparisce il denaro e chi possiede i beni li vede deprezzare. Chi ha appartamenti in vendita non riesce a venderli e, quando costretto, deve abbassare i prezzi realizzando meno di quanto preventivato. Gli stessi locali pubblici faticano a chiudere il bilancio.
Questa specificità si colloca all’interno di un insieme economico da brividi. Se da un lato ci sono settori industriali che si stanno preparando per il futuro, dall’altro lato, i titoli tossici, stanno distruggendo il capitale di risparmiatori e pensionati.

Dallo spiccio territoriale alle operazioni di borsa.
Oggi abbiamo.

Alla Borsa di Londra, intanto, attenzione degli investitori su Rio Tinto. Il gruppo ha confermato di avere avviato negoziati con Chinalco, gigante pubblico cinese dell'alluminio, per un eventuale aumento della presenza di quest'ultimo nel capitale. L'operazione, se andrà in porto, secondo la stampa britannica potrebbe portare nelle casse del gruppo 9-15 miliardi di dollari. Chinalco già possiede il 9% nel gruppo minerario anglo-australiano che attualmente è impegnato ad alleggerire l'indebitamento (38,9 miliardi di dollari) attirando mezzi freschi.
I listini del Vecchio Continente, insomma, si accodano al passo del gambero della Borsa giapponese, depressa dai profit warning aziendali, dalla continua forza dello yen e dai venti contrari provenienti dagli Usa. L'indice Nikkei ha chiuso con un ribasso dell'1,5% a 7.873,98 punti, estendendo le perdite (-3,1%) dello scorso "venerdì nero" caratterizzato da dati economici e risultati aziendali in picchiata.
Ma se questo è un gioco a livello mondiale, a livello Europeo esiste una altro gioco:

Parlando di grandi aziende, Eni ed Enel hanno progetti di assunzioni consistenti. Enel assumerà 3mila persone nel triennio 2009-2011, 1.400 nelle sedi all'estero, ma selezionando personale italiano. Si tratta di ingegneri e periti elettrotecnici, controllori di rete e di impianti di generazione, in aggiunta al turn over. Numeri che potranno aumentare quando sarà conclusa l'operazione con Endesa. Eni, Saipem e Gas&power ne hanno 1000 in programma nel triennio: ingegneri ed economisti, soprattutto nella divisione exploration e production.


Per contro si hanno emissione di titoli tossici, ad esempio quelli emessi da Poste Italia il cui scopo era la truffa nei confronti dei piccoli risparmiatori e dei pensionati.
Le scuse di Poste Italia sono ridicole. Il fatto è che hanno truffato persone incapaci di difendersi distruggendo i loro risparmi nella miglior tradizione criminale:

Quei titoli "tossici" venduti dalle Poste
LUIGI DELL'OLIO
02 Febbraio 2009

Milano - Polizze vita vendute agli sportelli delle Poste che oggi valgono fino al 70% in meno. Una platea di 70mila risparmiatori che si è vista recapitare una proposta di ristrutturazione che allunga la durata dell’investimento, con la garanzia di ricevere un rendimento irrisorio (5%) come premio per aver lasciato i propri risparmi fermi per 13 lunghissimi anni, 3 in più di quanto inizialmente previsto. C’è un forte malcontento tra i piccoli risparmiatori che nel 2002 hanno sottoscritto i prodotti "Programma Dinamico" di Poste Vita. Questi risparmiatori confidavano sull’affidabilità dell’emittente pubblico (la società è partecipata al 100% da Poste Italiane) e sull’elevato rating sbandierato dall’emittente. Per poi accorgersi di aver preso in carico anche i famigerati Cdo, inseriti all’interno di prodotti ideati per investitori non certo propensi ad assumersi grandi rischi. E la situazione avrebbe avuto un impatto ancora più fragoroso se sulla vicenda non fossero intervenute le stesse Poste, che si sono accollate la differenza tra i valori attuali di questi titoli e le nuove condizioni proposte ai clienti
[...]
Il recente tsunami della finanza ha fatto il resto. Le quotazioni pubblicate sul sito Internet di Poste Vita dicono che all’ultima rilevazione (21 gennaio 2009), il titolo "Classe 3A Valore Reale" vale 55,12 e il titolo "Ideale" 30,62. Considerato che entrambi i prodotti sono stati collocati a 100, questo significa che hanno perso rispettivamente circa il 45% e il 70%.Con l’avvicinarsi dei titoli alla scadenza (2012), le Poste hanno deciso di intervenire inviando due lettere ai sottoscrittori (la prima il 18 dicembre e la seconda il 30 dicembre scorsi). In sostanza, Poste Vita propone ai propri clienti di spostare i propri risparmi verso un altro prodotto, garantendo un rendimento a scadenza del 5% totale, e con un allungamento della durata di oltre tre anni. "Una mossa con cui le Poste cercano di soffocare sul nascere uno scandalo colossale, garantendo un rendimento nominale ridicolo per chi ha lasciato i propri soldi in quei prodotti per oltre 13 anni, che al netto dell’inflazione comporta una perdita del 30%", commenta Pedone. Che chiede al ministero del Tesoro di farsi carico di queste perdite, "risarcendo i sottoscrittori danneggiati".La proposta, secondo Bianca Maria Farina, ad di Poste Vita, sta riscuotendo l’interesse dei risparmiatori. "Il 98,2% dei clienti che hanno finora preso contatto con la rete di Poste Italiane, ha già aderito alla trasformazione di queste due polizze in una polizza di ramo I. Ad oggi le polizze già trasformate sono circa il 50% del totale. La campagna rimane aperta fino al 15 marzo". Farina respinge anche le accuse di aver agito scorrettamente: "I prodotti oggetto di trasformazione sono stati costruiti e realizzati sulla base delle norme vigenti all’epoca. Per valutare quanto è accaduto è bene ricordare che i mercati di tutto il mondo sono stati colpiti da una crisi economico finanziaria di dimensioni eccezionali".Sul prospetto è la difesa era scritto che si trattava prodotti soggetti a rischi finanziari e che la recente crisi non ha risparmiato nessuna classe di investimento. Però difficilmente chi ha sottoscritto una index linked collocata dalle Poste avrà pensato di poterci rimettere. Il taglio medio di queste polizze – 6mila euro – conferma peraltro che si è trattato per lo più di piccoli risparmiatori. Famiglie e anziani sono, del resto, i clienti tipici delle Poste e spesso si tratta di persone che non hanno conoscenze finanziarie adeguate per valutare il livello di rischio dei propri investimenti. Questa situazione ha creato forti tensioni nel board di Poste Italiane. Fonti interne rivelano che la questione è stata affrontata in un recente CdA. All’ad Massimo Sarmi è stato chiesto di far in modo che le Poste propongano, da qui in avanti, investimenti semplici e senza rischio, com’è nella loro tradizione. Ricevendo dallo stesso rassicurazioni su un maggiore controllo per il futuro.


Tratto da:
http://www.repubblica.it/supplementi/af/2009/02/02/copertina/001zitto.html

L’impressione è che Tremonti si stia apprestando a mettere in commercio altri titoli tossici per rinnovare la truffa nei confronti dei risparmiatori.
Domani, un nuovo disastro finanziario coprirà i piccoli disastri fatti nei vari paesi dai furbi.
I disastri fatti da Berlusconi e Tremonti nei cinque anni di governo prima di Prodi, si sono sommati ai disastri finanziari attuali. Dal momento che né Berlusconi, né Tremonti hanno un minimo progetto economico (salvo i loro personali affari) all’interno di un mondo economico che sta progettando (i propri affari), ogni scelta che faranno Berlusconi e Tremonti saranno, sempre e comunque, necessariamente scelte distruttive nei confronti dei risparmiatori perché dovranno saccheggiare i loro risparmi.
La distruzione della ricchezza sociale e la ristrutturazione del valore che forma la ricchezza è uno dei fini della crisi attuale. All’interno di questo ci sono sia le scelte dei singoli soggetti, sia le trasformazioni delle società e delle Istituzioni in funzione del futuro.
E le azioni di Tremonti e Berlusconi, in questo momento, presagiscono un disastro di natura epocale sommando alla crisi mondiale un aggravamento esponenziale della crisi italiana.
La mancanza di regole imposte a Berlusconi e a tutti i trafficanti i titoli tossici può solo alimentare l’unica attività imprenditoriale capace, in questo momento, di produrre capitale: LA TRUFFA!

02 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it