Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, aprile 23, 2009

Chi ha paura del Dalai Lama? Io ne ho un terrore folle!

Chi ha paura del Dalai Lama? Io!

Chi ha paura del Dalai Lama?
Io ne ho un terrore folle!

Ho terrore per la sua violenza contro la libertà di religione.
Ne ho terrore per la violenza dello schiavismo che la sua dottrina implica per le persone.
Ne ho terrore per la sua pretesa di essere l’incarnazione di un dio o di un santo davanti al quale i popoli si devono sottomettere.

Ne ho terrore per la pretesa di dominio sulle persone che da sempre i monasteri buddisti tibetani hanno esercitato nei confronti del popolo tibetano.

Ne ho terrore per il suo disprezzo per la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Per la sua pretesa che le persone si inginocchino davanti alla sua religione.

Ne ho terrore per l’ideologia schiavista di chi è portatore.

Indubbiamente il Dalai Lama sta farneticando che lui non vuole l’indipendenza dalla Cina del Tibet: gli basta l’autonomia. Ma evita di dire che cosa vuole imporre al popolo tibetano!
Evita di dire che pretende che i Tibetani siano suoi schiavi.
Come Ratzinger nei confronti dei cattolici italiani ai quali pretende di dire come essi devono gestire il loro corpo e, quando i cattolici Italiani non lo seguono, usa le relazioni mafiose che intrattiene con i politici per far approvare leggi in contrasto con la Costituzione della Repubblica. Leggi che la Corte Costituzionale solo in un secondo tempo sarà chiamata ad emendare (come per la legge sulla fecondazione assistita).

La libertà religiosa non è la libertà del Dalai Lama di imporre la sua religione ai Tibetani. Non è il diritto del Dalai Lama di fare il lavaggio del cervello ai bambini sottratti alle famiglie e manipolati nei templi.

La propaganda in occidente tenta di far passare il Dalai Lama come un perseguitato e non come l’aguzzino che ha schiavizzato il popolo tibetano.

Ed è questo schiavismo che le persone tendono a non vedere, come se il Dalai Lama avesse il diritto di imporre la schiavitù.

Io non amo la violenza della polizia, né di quella italiana né di quella cinese. Ma so distinguere la violenza del Dalai Lama che vuole imporre lo schiavismo dalla violenza della polizia che salva il popolo tibetano dalla miseria e dallo schiavismo. Esattamente come ho distinto la violenza della polizia italiana mentre difende la Costituzione dalla violenza della polizia Italiana che legittima i golpisti. Entrambe sono violenze, ma una, comunque, apre ad un futuro, mentre l’altra chiude il futuro davanti alle popolazioni.

Ed è la violenza religiosa del Dalai lama la violenza assoluta. Come già dissi, se non piace la Cina agite per cambiare quanto non vi piace, ma assumetevi la responsabilità delle cose che non vi piacciono perché, se appoggiate il Dalai Lama appoggiate uno che va farneticando di essere la reincarnazione di un dio o di un santo e, proprio per questo, pretende che le persone si inginocchino davanti a lui: si rendano schiave. Come nella follia di Gesù.

Affermazioni come questa, che non tiene conto delle persone del Tibet che non sono monaci buddisti, desta indignazione per le pretese di un padrone che finanziato dalla CIA dette il via ad una rivolta nel tentativo di destabilizzare la Cina e fu costretto all’esilio:

““Non cerchiamo l’indipendenza [del Tibet] o la separazione [dalla Cina]” - ha dichiarato il leader politico e spirituale in un’intervista rilasciata a una tv indiana l’8 aprile scorso, – ma chiediamo che siano riconosciuti alcuni diritti, in un ambito di autonomia o di autogoverno. Vogliamo conservare la nostra cultura, la nostra spiritualità, l’ambiente”. “Ora – ha aggiunto – molti visitatori vedono che il Tibet è governato dal terrore”.”


I monaci tibetani non possono trasformare la popolazione in schiavi e questo, essi lo chiamano il terrore con cui sono governati.
La libertà religiosa della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo non si riferisce alle religioni. Non si riferisce al diritto delle religioni di imporre il loro credo, ma si riferisce alle PERSONE. Ai cittadini di non vedersi costretti a sottostare a dettami religiosi inumani e perversi: come quelli buddisti o cattolici.

23 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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