Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

martedì, aprile 21, 2009

Crisi economica fra dati veri e le velleità di impossibile ottimismo


Scajola da i numeri!
Mentre i dati veri dell’Unione Europea indicano un febbraio disastroso, Scajola si precipita ad oscurare quei dati affermando che “i dati di marzo sono in controtendenza”.
In pratica, anziché mettere in guardia i cittadini sulla gravità del momento fa in modo che i cittadini si danneggino ulteriormente ignorando la gravità dei dati reali.

In ogni crisi economica, le fasi di crollo dell’economia sono seguite da breve stasi. Stasi di crolli che, in mancanza di un cambio di velocità e di costumi etici, riprendono il crollo.
Ed è esattamente ciò che sta avvenendo. Con l’ottimismo, spacciato da Berlusconi come una dose di eroina fin da ottobre dopo che per tutta l’estate si è fatto i fatti propri in barba ai segnali di crisi, altro non si fa che aggravare la crisi economica.
Gli operatori economici sono degli “idioti”. Anziché salvaguardare il presente di massa in vista di una diversa organizzazione socio-economica, nel tentativo di salvaguardare sé stessi a tutti i costi, spargono un ottimismo improprio per immiserire ulteriormente i cittadini.

Così, la maggior parte dei cittadini “fiduciosi”, anziché proteggere per come possono le loro condizioni di vita, vengono sistematicamente derubati. Derubati di soldi e di futuro mediante una fiducia in un presente catastrofico.
Riporto i dati dell’Europa e le farneticazioni di Scajola.



Unione Europea, Istat: export in calo
Nel mese di febbraio 2009, rispetto allo stesso mese del 2008, la dinamica dei flussi commerciali da e verso l'area Ue è risultata negativa: secondo le esportazioni sono diminuite del 27,5 per cento e le importazioni del 23,4 per cento.

A febbraio 2009 l'andamento tendenziale è risultato negativo per entrambi i flussi commerciali, con un peggioramento del saldo, spiega l'Istat, che risulta negativo rispetto a quello positivo registrato nello stesso mese dell'anno precedente.
Le riduzioni delle esportazioni hanno coinvolto tutti i settori: tra i più colpiti i mezzi di trasporto (-41,3%), i metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-33,1%), i macchinari ed apparecchi (-33%), le sostanze e prodotti chimici (-29,5%), gli articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-28,9%, all'interno dei quali gli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi registrano un -36,8 %), gli apparecchi elettrici (-27,3% ) e i prodotti delle altre attività manifatturiere, con una flessione del 22,7%, all'interno dei quali i mobili registrano un meno 21,6 %.
Dal lato delle importazioni, tra i settori di maggior peso, sono da rilevare le flessioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-43,7%), dei mezzi di trasporto (-34,2%), dei macchinari ed apparecchi (-32,7%), degli apparecchi elettrici (-27,3%), dei computer, apparecchi elettronici e ottici -20,5 %) e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (-15,4 %). Nei primi due mesi del 2009 si sono verificate diminuzioni tendenziali delle esportazioni in tutti i principali settori di attività economica: quelle più accentuate hanno riguardato i mezzi di trasporto, i metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, le sostanze e prodotti chimici, i macchinari ed apparecchi n.c.a e gli apparecchi elettrici. Per le importazioni le riduzioni più ampie hanno riguardato, i metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, i mezzi di trasporto, i macchinari ed apparecchi e le sostanze e prodotti chimici.
A febbraio, spiega ancora l'Istat, la dinamica tendenziale delle esportazioni è stata negativa verso tutti i partner commerciali tranne Lussemburgo (+1,5%); segno meno invece, tra i maggiori partner, per l'export con la Spagna (-41,2%), il Regno Unito (-31,5%), il Belgio (-25,4%), i Paesi Bassi (-24,1%), la Francia (-23%) e la Germania (-22,9%). Andamento negativo anche per le importazioni: sono diminuite dalla Spagna (-30,6%), dalla Francia (-29,3%), dalla Germania (-23,8%), dai Paesi Bassi (- 22,8%) e dal Regno Unito (-21%).
Nei primi due mesi del 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, i cali più importanti per le esportazioni si sono avuti verso la Spagna, il Regno Unito, la Grecia, la Germania e la Francia, mentre per quanto concerne le importazioni, le riduzioni più accentuate si sono registrate per Spagna, Belgio, Francia, Germania e Regno Unito.
Tratto da:
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/04/21/1015647-unione_europea_istat_export_calo.shtml



Scajola: «A marzo gli ordinativi dall'estero sono cresciuti»

Claudio Scajola, il ministro per lo Sviluppo economico, ha fornito oggi nuovi dati sulle esportazioni, in controtendenza a quelli dell'Istat di febbraio, che indicano una flessione dell'export: «I dati negativi sull'export - ha detto al termine di un incontro con il suo omologo turco - si riferiscono a febbraio, quando abbiamo toccato il fondo. I dati di marzo sono già in controtendenza, sull'export indicano una crescita del 3,5% degli ordinativi dall'estero. Questo, insieme ad altri dati dei settori industriali che stanno recuperando come l'auto e l'automotive nel suo complesso, dicono invece che ci sono segnali di ripresa». «Credo che si possa dire ai nostri cittadini - ha continuato il ministro - che la situazione è seria e difficile, ma sta finendo perché forse il peggio è passato».
21 aprile 2009

Tratto da:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/04/scajola-ordinativi-estero.shtml?uuid=29bf6226-2e71-11de-9377-2859422f9e5c&DocRulesView=Libero



Sono due giorni, dopo l’ottimismo della Mercegaglia e altri, che la Borsa è in crollo.

Il meccanismo è semplice: per far crollare i titoli di borsa servono i titoli di borsa; per far crescere la borsa serve denaro. Il denaro è prodotto dall’economia reale e non dall’economia finanziaria. L’economia finanziaria può solo distruggere il denaro. Ed è ciò che avviene in un’economia reale che sta rallentando e che, pertanto, non sarà in grado di far lievitare i titoli borsistici.
L’unica speranza, per la borsa, è ripsta nel fallimento di qualche istituto bancario.
Alla faccia di Scajola e dell’ottimismo di Berlusconi.

Marghera 21 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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