Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, aprile 23, 2009

Le prospettive di Obama, le torture del waterboarding (annegamento simulato) di Condoleezza Rice e le minacce della Clinton

Il problema che si pone davanti ad Obama è che la “chiarezza” razionale dei fatti che hanno condotto alla nascita dei problemi, appartiene solo a lui e alla sua amministrazione. Le popolazioni che hanno subito gli atti di violenza non vengono gratificate perché Obama riconosce le responsabilità di amministrazioni USA, ma vengono gratificate quando i FATTI, le AZIONI, dell’amministrazione Obama, porteranno in una diversa direzione.
Obama si è impegnato ad uscire dall’Iraq: ma la distruzione dell’Iraq resta. Restano quei 6-700.000 morti e quei milioni di invalidi e i milioni di persone che hanno dovuto abbandonare il paese. Quando viene interrotta la tortura, resta il fatto che i torturati non sono stati risarciti. Quando si vuole dare il via ad un processo di pace nel medio oriente il genocidio di Israele, le distruzioni della cultura palestinese, la riduzione del popolo palestinese alla miseria e alla schiavitù, RESTA!
Obama può dare una pacca sulla spalla a Cuba, ma i disastri di cinquanta anni di embargo restano. Quando la Clinton afferma che bisogna cambiare strategia perché l’embargo non ha funzionato, significa che gli obbiettivi di distruzione della società cubana sono inalterati, ma sono solo alla ricerca di nuovi strumenti per raggiungerli. Lo stesso vale per l’atteggiamento della Clinton nei confronti dell’Iran. Forse un regime impresentabile per l’occidente, ma non per questo si può pensare di usare le bombe o la violenza inventando delle “armi di distruzione di massa” nella parvenza della bomba atomica quando la Clinton non disarma dell’atomica Israele.
La prospettiva che Obama ha offerto al mondo è sicuramente diversa dal delirio di onnipotenza del “rinato in cristo” di Bush; ma le parole non sono azioni. Le parole sono diverse, ma se non cambiano le azioni, allora le intenzioni rimangono le stesse.
Gli USA, come il resto del mondo, sta boccheggiando travolto da una feroce crisi economica. Ma il mondo aspetta che gli USA ritornino alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nel rispetto delle nazioni e dei popoli.
Scrive il Corriere della Sera:



Un memo rivelerebbe il ruolo diretto dell’ex Segretario di Stato
Usa, la Rice autorizzò l'utilizzodel «waterboarding» a Guantanamo
Secondo Ap approvò verbalmente la richiesta della Cia di utilizzare la tecnica dell'annegamento simulato


WASHINGTON - Il capitolo oscuro sull’utilizzo di tortura negli interrogatori da parte di agenti americani si arricchisce di nuovi particolari e di una protagonista illustre, Condoleezza Rice. Nel luglio del 2002 la Rice, allora consigliere per la Sicurezza nazionale, approvò verbalmente la richiesta della Cia di utilizzare la tecnica del waterboarding (annegamento simulato) sul presunto terrorista di al Qaida Abu Zubaydah. Pochi giorni dopo, il Dipartimento di Giustizia approvò l’utilizzo di questa tecnica, come riportano i memo segreti che l’amministrazione Obama ha reso pubblici, tra mille polemiche, la settimana scorsa. Il ruolo dell’ex Segretario di Stato viene descritto in un rapporto mostrato mercoledì dalla Commissione per l’intelligence del Senato.
LA TESTIMONIANZA - In questo documento vengono riportati nel dettaglio i passaggi con cui le pratiche più dure e crudeli utilizzate dalla Cia furono ideate e approvate ai più alti livelli della Casa Bianca nell’era di George W. Bush. In questa cronologia appare chiaro come il ruolo rivestito dalla Rice fu molto più importante di quello da lei ammesso lo scorso autunno in una testimonianza scritta presentata alla Commissione armamenti del Senato. Nella sua testimonianza l’ex Segretario di Stato sostiene di aver solo preso parte a riunioni in cui si era discusso sulle richieste di interrogatorio della Cia, ma si era poi deciso di chiedere una valutazione legale al ministro della Giustizia. La Rice aveva detto di non ricordare i dettagli delle riunioni. Invece, il braccio destro di Bush ebbe un ruolo diretto nella vicenda dando per prima il via libera all’allora direttore della Cia George Tenet. Pochi giorni dopo, e dopo l’approvazione del ministero della Giustizia, come si legge nel memorandum segreto del 1 agosto 2002, il detenuto Zubaydah veniva sottoposto a waterboarding almeno 83 volte nel solo mese di agosto. Un portavoce della Rice, contattato dalla Ap, si è rifiutato di commentare la notizia. Nel documento reso pubblico mercoledì appare inoltre evidente come i pareri negativi di alcuni legali dell’amministrazione Bush su queste pratiche furono repentinamente accantonati. Questo documento del Comitato per l’Intelligence è stato rivelato pochi giorni dopo che la Commissione armamenti del Senato ha realizzato un esaustivo rapporto in cui vengono descritti minuziosamente i legami tra gli interrogatori brutali della Cia e gli abusi ai prigionieri di Guantanamo, a Cuba, ma anche in Afghanistan e nel carcere di Abu Ghraib in Iraq.

Fonte:
http://www.corriere.it/esteri/09_aprile_23/condoleezza_rice_annegamento_simulato_5afb8562-2fd5-11de-8d39-00144f02aabc.shtml



Tutte le polizie del mondo, nella loro stupidità, ricorrono a sistemi violenti. Ma quando questi sistemi violenti vengono codificati, autorizzati, consentiti, coperti, dallo Stato, allora non parliamo più di violenza della polizia, ma di uno stato nazista che disprezzando l’uomo lo costringe a sottomettersi indebitamente alla sua volontà. Una volontà che nega le ragioni dell’altro e che, seminando ingiustizia, pretende che l’altro non ricorra alla violenza come ultima risorsa per veder riconoscere i propri diritti che le carte Costituzionali sanciscono.
Per questo aspettiamo Obama nei fatti!
Le minacce della Clinton all’Iran, anche se sollecitate dall’atteggiamento iraniano alla Conferenza sul Razzismo di Ginevra non lasciano ben sperare in quanto negano, aprioristicamente, le ragioni dell’altro: le ragioni di un Iran che ha subito aggressioni, bombe, ad opera degli USA.
La speranza suscitata da Obama fu quella che l’altro, il non USA, o il non cristiano, sarebbe stato ascoltato e le sue ragioni discusse ed oggetto di contrattazione. La speranza in Obama consisteva che il metodo cristiano secondo cui: o fai quello che voglio i o io ti ammazzo, sarebbe stato accantonato rendendo giustizia di chi si è visto ammazzare perché non si metteva in ginocchio.


23 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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