Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

sabato, maggio 30, 2009

Cosa nasconde Berlusconi? Prostituzione minorile? Speriamo che i PM facciano chiarezza!

Cosa sta nascondendo Berlusconi?
Anche questa questione non è chiara!
Far sequestrare le foto dopo mesi che sapeva della loro esistenza, lascia perplessi.
Uso di aerei militari per trasportare il suo cantante Apicella?
Sfruttamento della prostituzione minorile in qualche modo documentabile con Naomi e qualche altra che deve rimanere segreta?
Il presidente Ceco? Ha appena offeso la Cekia definendo il Presidente di turno dell'Unione Europea "inadatto".


2009-05-30 11:14
Berlusconi: pm Roma dispone sequestro foto
Scattate senza autorizzazione a festa Capodanno a Villa Certosa

(ANSA) - ROMA, 30 MAG - La Procura di Roma ha disposto il sequestro di centinaia di foto scattate lo scorso Capodanno a Villa Certosa, in Sardegna. Le foto riguardano la festa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla quale avrebbero partecipato decine di ragazze tra cui Noemi Letizia. Indagato per violazione della privacy e tentata truffa il fotografo Antonello Zappadu Secondo quanto appreso a denunciare Zappadu e' stato l'avvocato del premier Nicolo' Ghedini.

Fonte:
http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/sardegna/news/2009-05-30_130312770.html

Cosa sta nascondendo Berlusconi della sua vita privata?
Quante porcherie nasconde nelle sue ville?
E’ un individuo bugiardo; e le sue smentite spesso lo hanno confermato.
E’ un individuo che offende il Parlamento, i Magistrati, la stampa che non si mette in ginocchio davanti a lui e la stampa estera.
Dopo aver offeso i magistrati che hanno sentenziato nel caso Mills (spesso parla di PM che alterano, quando nel caso Mills c’è un giudice che ha, comunque, sentenziato), guarda caso, ricorre ad un PM per far sequestrare delle foto, sicuramente compromettenti per nascondere: quali delitti?
C’è qualche cosa di sporco sotto. Qualche cosa che va sicuramente coperto: perché mai far sequestrare delle foto già note?
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Ragazze tra i venti e i trent'anni, in mezzo alle quali - è accaduto, cinque mesi fa, per il Capodanno 2009 - si ritrovano a volte anche minorenni, come la pupilla del premier Noemi Letizia e la sua amica del cuore, Roberta. Con loro Berlusconi dà il meglio di sé. Fa battute, si spreca in gentilezze e galanterie. A ognuna consegna un kit di doni: due braccialetti in onice a forma di tartaruga (simbolo di villa Certosa) per caviglie e braccia; un anello d'argento; il ciondolo a forma di farfalla, segno ormai nemmeno troppo segreto delle amiche del premier; un anello e un sottile braccialetto d'oro. Tutti monili estratti da un sacchetto che il Cavaliere fa tintinnare.

Lo spirito è a metà tra il goliardico e la riunione da villaggio vacanze. Le ragazze ridono e si divertono. Per parecchie di loro è un lavoro.
Tra le 50 ospiti di villa La Certosa, almeno una ventina hanno garantita una sorta di diaria da 1.500 euro al giorno. Per tutte poi, prima della notte di Capodanno, è stata organizzata una visita agli shopping center della zona dove gli uomini della sicurezza del leader del Pdl coprono le spese delle ospiti fino a 2 mila euro. Infine, una volta rientrate a Punta Lada, le ragazze si dividono a gruppi di cinque nelle varie dépendance, mentre le ospiti più vicine al premier sono alloggiate nella tenuta di Paolo Berlusconi, in quei giorni assente. Nei racconti raccolti da "L'espresso" più che i particolari sulla festa, con i bagni nella piscina riscaldata, i balli e l'ovvio trenino finale, colpisce comunque la descrizione delle ore precedenti.

Fonte:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lharem-di-berlusconi/2100153&ref=hpsp

La storia di Berlusconi si fa sempre più squallida.

Riporto:
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Nell’esposto, Berlusconi ricorda che «un consistente gruppo di fotografie, pur essendovi i volti “oscurati”, verosimilmente ritrae nel maggio del 2008 l’allora primo ministro della Repubblica Ceca Topolanek, la sua famiglia, altro ministro del governo Ceco, il loro seguito, oltre a una serie di soggetti che erano stati ufficialmente convocati per le serate d’intrattenimento offerte a Topolanek». E ancora: «L’altro gruppo di fotografie verosimilmente ritrae alcuni ospiti in Villa Certosa durante le vacanze natalizie 2008/2009». Antonello Zappadu si difende ricordando che le «immagini venivano scattate in diversi luoghi esterni non qualificabili come private dimore».

Insomma, non solo Villa Certosa ma anche, per esempio, l’aeroporto di Olbia. A proposito delle foto dell’ex premier Topolanek, Zappadu fa sapere di aver appreso dall’esposto di Berlusconi l’identità di quell’ospite della villa Certosa. «Posso solo dire - spiega il fotografo - che tra gli ospiti del Natale scorso c’erano tantissime minorenni. Chi ha visto gli scatti giura che c’è anche Noemi».

Fonte:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200905articoli/44165girata.asp

A questo punto è chiaro che Berlusconi non voglia rispondere alle domande del giornale la Repubblica.
La domanda è: CHE NE FARA’ IL PUBBLICO MINISTERO DELLE FOTO?
Speriamo che Berlusconi quereli l’Espresso, almeno i magistrati potranno fare chiarezza a tutti gli italiani.
Se ci sono reati di induzione alla prostituzione minorile non riguardano solo Berlusconi, ma anche coloro che hanno partecipato. Coloro che hanno organizzato per suo conto. Coloro che hanno collaborato e, a questo punto, la questione è grave.
MOLTO grave, ma non tanto per Berlusconi: PER IL PAESE ITALIA!
Ci auguriamo che i PM tanto odiati da Berlusconi sappiano chiarire a tutti gli italiani se il Lodo Alfano è stato voluto anche per coprire queste attività. Attività che, se da un lato spiegano l’assoluto disprezzo di Berlusconi per i problemi della crisi economica in Italia, dall’altro creano apprensione per un uso illecito del potere istituzionale.


30 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì, maggio 29, 2009

Relazione Mario Draghi sullo stato dell'economia e il disastro sociale prossimo-venturo

Il governatore della Banca d’Italia Draghi ha messo in luce come ci siano solo tinte fosche in un’economia allo sbando. I così detti segnali positivi sono tutti segnali di “speranza”, di “aspettative”, segnali aleatori che rispondono più ad un desiderio dell’anima che non ai dati reali dell’economia.
I dati reali dell’economia, invece, secondo il governatore ella Banca d’Italia Draghi, vanno nel segno opposto dimostrando come in Italia siano in pericolo non solo le singole imprese, ma l’intero sistema produttivo italiano che si sta progressivamente chiudendo su sé stesso. Grave è lo svincolo delle banche dal territorio che rifiutano il credito alle imprese attraverso degli automatismi che in una situazione come quella attuale lasciano fuori del mercato imprese potenzialmente importanti andando ad aggravare la situazione territoriale. Il rischio licenziamento è aumentato all’ennesima potenza con decine di migliaia di imprese che sono costrette a ridisegnare gli assetti interni e che hanno visto chiudersi i mercati esteri quando iniziavano ad espandersi. Per contro, il governatore Draghi rileva come a fronte di un aumento dei consumi interni si sia registrato un calo del gettito dell’IVA segno che le persone hanno concentrato le proprie spese su quella fascia di prodotti essenziali la cui IVA è molto bassa evitando l’acquisto di prodotti non essenziali. Questo calo di consumi va a deteriorare l’intero assetto economico.
Draghi afferma che questa situazione porterà al calo del PIL del 5% per quest’anno dopo che già nel 2008 il PIL era diminuito dell’1%, e gli stessi investimenti sono crollati costringendo le aziende a trincerarsi in difesa: chiusura di stabilimenti; blocco del turnover; licenziamento interinali i cui contratti sono scaduti e altri scadranno quest’anno; rinvio dei pagamenti, sofferenza nel rimborso del credito.

La disoccupazione è destinata a crescere al 10% della forza lavoro, mentre la cassa integrazione, che dimezza il salario del lavoratore, è già oggi all’8,5% e non si sa quanto può ancora durare.

Inoltre, Draghi quantifica anche la crisi del sistema produttivo affermando che il calo del fatturato complessivo in Italia sarà di circa il 20% mentre gli investimenti crolleranno del 12%.
Preoccupazione ha manifestato il Governatore della Banca d’Italia Draghi per la moria di imprese sotto i 20 addetti destinati ad una vera e propria ecatombe che priverà il sistema produttivo italiano della struttura produttiva con cui affrontare l’eventuale ripresa nel 2010.

Le tinte fosche dell’economia devono indurre le persone a difendersi: mettere in atto azioni difensive forti contro le affermazioni farneticanti di Tremonti e Berlusconi che vedono la crisi come un fattore psicologico. Se le persone non si difendono arriveranno stremate a fine 2009.
Per contro, in questo momento di crisi, le aziende che dispongono ancora di contante e di forza per ottenere finanziamenti possono riposizionarsi sui mercati migliorando comunque le proprie posizioni e pronte per cogliere l’occasione della ristrutturazione dei mercati mondiali.
Berlusconi e Tremonti stanno mentendo agli Italiani. Stanno tentando di salvarsi aggredendo i risparmi italiani. A questo gli italiani devono rispondere conservando sé stessi e proteggendo le loro condizioni di vita tagliando ogni spesa sul superfluo e facendo acquisti oculati di beni durevoli. Periodo di crisi nera. Che non è la fine del mondo, ma la fine di un’epoca, di un modo di intendere l’economia e la vita.
Draghi, alla fine, propone la solita ricetta: derubare i cittadini delle pensioni per avere denaro da usare per gli affari delle banche! Alla fine, ogni "banchiere" e ogni "imprenditore" ha la stessa ricetta: derubare i cittadini per compensare la sua incapacità economica.
29 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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Diario analitico della campagna elettorale per le elezioni europee del 2009 - 28 e 29 maggio

Continua il diario di questa assurda campagna elettorale.
Qualcuno dovrà pur ricordare come avvennero i fatti di questa specie di porcaio che è diventata la “politica” in Italia. Rispondere alle idiozie di Marina Berlusconi per far comprendere come i valori morali che Silvio Berlusconi impone siano avversi ad ogni regola Costituzionale e nello stesso tempo comprendere come l’odio razzista imposto da Berlusconi è semplicemente offensivo per gli italiani.

http://www.stregoneriapagana.it/ventottomaggio2009europee.html

Ricordarci di un Silvio Berlusconi fuori di testa che insulta tutti. Dai magistrati, al presidente di turno dell’Unione Europea, ai poliziotti, attraverso Brunetta (però scherzava), alla stampa internazionale che continua a chiedere a Berlusconi di chiarire le sue porcherie. L’intervista della zia di Noemi pubblicata da La Repubblica dimostrano, ancora una volta come Berlusconi abbia mentito

http://www.stregoneriapagana.it/ventinovemaggio2009europee.html

Intanto i genitori di otto ragazzi morti in Abruzzo nella Casa dello Studente rifiutano di fare il bestiame per la propaganda elettorale di Berlusconi: fra i terremotati d’Abruzzo non emergono solo istinti razzisti e xenofobi, ma anche grandi gesti di dignità.
Questo diario finirà poco prima della scadenza elettorale. Quando i giochi saranno completati e gli italiani penseranno di avere un presidente “figo” che si fa le ragazzine o un supermen che aggredisce le Istituzioni, dai Magistrati al Parlamento. Vincerà le elezioni perché gli italiani si identificheranno con il suo delirio di onnipotenza. E’ il delirio la vera forza di Berlusconi. Le assonanze patologiche fra sé e una gran massa di italiani allevati negli oratori.
29 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì, maggio 28, 2009

I problemi di fondo dell'attuale crisi economica: da Marx agli effetti della globalizzazione.

Scrive Marx nel Capitale:

Tuttavia, da questo punto di vista, anche i medici, ad es., e gli impiegati verrebbero a formare due classi, poiché essi appartengono due distinti gruppi sociali, e i redditi dei membri di ognuno di questi gruppi affluiscono da una stessa fonte. Lo stesso varrebbe per l’infinito frazionamento di interessi e di posizioni, creato dalla divisione sociale del lavoro fra gli operai, i capitalisti e i proprietari fondiari. Questi ultimi, ad es., divisi in possessori di vigneti, possessori di terreni arativi, di foreste, di miniere, di riserve di pesca.”

Così finisce il manoscritto del Capitale di Marx. Il manoscritto di Marx finisce là dove la morale capitalista viene spazzata via dalle dinamiche dell’appropriazione arbitraria che oscilla fra privilegi di impunità e di immunità e criminalità individuale ed organizzata.

Infatti, il capitolo precedente Marx afferma:

“La concezione che considera storicamente solo i rapporti di distribuzione ma non i rapporti di produzione è una critica iniziale, ancora timida, dell’ economia borghese. D’altro lato essa si fonda sulla confusione e sulla identificazione del processo sociale di produzione, con il processo lavorativo semplice, che deve compiere anche un uomo artificiosamente isolato, senza alcun aiuto sociale. In quanto il processo lavorativo è soltanto un processo fra l’uomo e la natura, i suoi elementi semplici rimangono identici in tutte le forme dell’ evoluzione sociale. Ma ogni determinata forma storica di questo processo ne sviluppa la base materiale e le forme sociali. Quando è raggiunto un certo grado di maturità, la forma storica determinata vien lasciata cadere e cede il posto ad un’altra più elevata. Si riconosce che è giunto il momento di una tale crisi quando guadagnano in ampiezza e in profondità la contraddizione e il contrasto tra i rapporti di distribuzione e quindi anche la forma storica determinata dei rapporti di produzione ad essi corrispondenti, da un lato, e le forze produttive, capacità produttiva e sviluppo dei loro attori dall’altro. Subentra allora un conflitto fra lo sviluppo materiale della produzione e la sua forma sociale.”

Indicando esattamente la fase dell’attuale trasformazione economica alla base della crisi attuale.

La concezione dell’economia marxista secondo cui questa non può essere distinta dall’uomo è stata ignorata negli ultimi cinquanta anni dalle economia degli Stati Occidentali in funzione di una concezione economica strumentale al controllo finanziario. Lo strumento finanziario divenne lo strumento di controllo dell’economia intesa come strumento di vita dell’uomo assumendo un valore proprio al quale piegava l’economia reale. Per farlo, l’economia finanziaria, doveva essere slegata all’apparato produttivo e la moneta, con cui si misura la finanza, doveva assumere un valore proprio, una propria quotazione, indipendentemente dal valore reale di riferimento. Questo comportava un indebitamento infinito: un pagherò che si sosteneva mediante un accumulo di pagherò.
Il lavoro veniva svincolato dal processo produttivo e diventava “lavoro di controllo del processo produttivo”. La contraddizione sociale fra “lavoro di controllo del processo produttivo” e “lavoro produttivo” poteva funzionare fintanto che la quantità di prodotto come risultato del “lavoro produttivo” assorbito dal “lavoro di controllo del processo produttivo” era inferiore alla quantità di prodotto assorbito dal “lavoro produttivo”. Quando la quantità di prodotto assorbito dai lavoratori impegnati nel “lavoro di controllo del processo produttivo” superò la quantità di prodotto assorbita dai lavoratori impegnati nel “lavoro produttivo”, iniziò il processo di svalutazione del “lavoro produttivo” in funzione del più remunerativo “lavoro di controllo del processo produttivo”. Questo impose un indebitamento finanziario che da un lato poteva essere “pagato” con i prodotti del “lavoro produttivo” e dall’altro, per poter pagare il debito finanziario, si doveva impedire al “lavoro produttivo” di essere remunerativo per i lavoratori della produzione. Il processo che ha portato alla situazione di crisi economica attuale, ebbe inizio negli anni ’60 radicalizzando e rendendo croniche, nella società, situazioni di illegalità imprenditoriale, articolando la burocrazia, introducendo il sistema mafioso nella distribuzione del lavoro, e aggredendo l’aristocrazia operaia attraverso lo smembramento del sistema produttivo.

Ciò che permise al “lavoro di controllo del processo produttivo” di continuare la sua funzione di controllo capitalizzando le risorse prodotte dal “lavoro produttivo” fu quel percorso che dalla colonizzazione portò alla globalizzazione dell’economia. Come i conquistatori delle praterie americane, all’arrivo di trasformazioni sociali, si spostavano sempre più ad ovest, così l’economia finanziaria, a mano a mano che le contraddizioni fra la sua necessità di controllo e il “lavoro produttivo” si acutizzarono, si spostò inglobando via via tutte quelle economie che erano non comprese o addirittura antagoniste alla struttura del “lavoro di controllo del processo produttivo”. La globalizzazione e lo spostamento delle fabbriche nei paesi emergenti a basso costo di manodopera, per un po’ di tempo permisero la crescita del “lavoro di controllo del processo produttivo” finché l’esasperazione ella necessità di controllo portò il sistema stesso a collassare su sé stesso. Le truffe sui derivati e i prestiti usurai che le banche imposero ai consumatori finirono per ritorcersi contro le stesse banche. Il capitale finanziario implose proprio perché il “lavoro produttivo” era sottopagato. Il capitale finanziario aveva sottratto una tale quantità di risorse al “lavoro produttivo” da rendere il “lavoro produttivo” assolutamente inutile per chi lo svolgeva in quanto non era in grado di garantire la sopravvivenza della persona.
Quando Marx conclude il Capitale dicendo:

“Tuttavia, da questo punto di vista, anche i medici, ad es., e gli impiegati verrebbero a formare due classi, poiché essi appartengono due distinti gruppi sociali, e i redditi dei membri di ognuno di questi gruppi affluiscono da una stessa fonte. Lo stesso varrebbe per l’infinito frazionamento di interessi e di posizioni, creato dalla divisione sociale del lavoro fra gli operai, i capitalisti e i proprietari fondiari. Questi ultimi, ad es., divisi in possessori di vigneti, possessori di terreni arativi, di foreste, di miniere, di riserve di pesca.”

Non fa altro che intuire che l’organizzazione dei servizi al “lavoro produttivo” stava assumendo una propria identità e avrebbe finito per assicurarsi redditi di molto superiori a coloro che vivevano nel “lavoro produttivo”. Se oggi consideriamo che un impiegato statale guadagna molto di più che un operaio delle fonderie e consideriamo che il livello di licenziamento degli operai delle fonderie è altissimo mentre l’impiegato statale ha il posto assicurato, possiamo tranquilamente immaginare uno scenario in cui spariscono le fonderie, ma rimane l’impiegato statale. Solo che le fonderie non spariscono ma vengono delocalizzate in posti in cui gli operai hanno salari inferiori con il risultato che avremmo i disoccupati in presenza di impiegati statali, finanzieri, burocrati, banche ecc. mentre avremo operi sottopagati là dove non ci sono statali, finanzieri, burocrati.
Il risultato sarà la distruzione dell’economia nei paesi occidentali e un rafforzamento dell’economia nei paesi emergenti che costringeranno i paesi occidentali a comperare merci nei paesi emergenti perché, dal momento che loro hanno distrutto il lavoro produttivo, non sono più in grado di produrre merci adeguate a soddisfare i bisogni dei cittadini. Il secondo passo sarà quello di non avere reddito sufficiente per assicurarsi le merci necessarie in quanto la povertà sociale che il “lavoro di controllo del processo produttivo” ha imposto.

28 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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martedì, maggio 26, 2009

Dalla crisi economica e le decisioni del governo alle opportunità per la criminalità organizzata e gli effetti sociali dello spaccio di droga

Quando vengono fatte delle previsione sui flussi turistici nei mesi estivi in Italia, questi non possono prescindere dall’andamento economico dei mesi che precedono il periodo estivo.
Esportare il 20% in meno ed importare il 30% in meno equivale ad un movimento merci negativo del 25%. Il che significa tracollo del trasporto aereo, del trasporto navale, chiusura di impianti industriali, diminuzione dei consumi e della domanda.
In altre parole, la contrazione ella struttura economica in Italia nel mese di aprile, riferita alle relazioni con i paesi extra UE si è contratta del 25%



2009-05-26 10:23
Export extra Ue - 20% ad aprile
Istat, per l'import la discesa e' piu' vistosa e sfiora il 30%

(ANSA) - ROMA, 26 MAG - Le esportazioni verso i Paesi extra Ue ad aprile sono diminuite dello 0,7% su marzo e del 20,5% su aprile 2008, rileva l'Istat. Le importazioni sono diminuite del 2,8% rispetto a marzo e del 29,6% rispetto ad aprile 2008. Il calo tendenziale delle importazioni e' il piu' consistente dal 1993. Ad aprile il saldo e' stato cosi' negativo per 76 milioni di euro, con una notevole riduzione rispetto al disavanzo di 1.774 milioni di aprile 2008.


E non sono migliori le prospettive in Germania, il maggior paese della UE
Il crollo del Pil, nei primi tre mesi, è caratterizzato da un crollo delle esportazioni di circa il 10%. Un crollo che ha indotto le imprese ad evitare investimenti per l’8%.


2009-05-26 09:39
Germania: pil I trimestre - 3, 8%
Dato ufficiale conferma stime, pesa crollo 10% dell'export

(ANSA) - ROMA, 26 MAG - Il pil tedesco nel primo trimestre del 2009 ha registrato una flessione del 3,8% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo afferma l'Ufficio federale di statistica, che conferma cosi' la stima preliminare diffusa lo scorso 15 maggio. A pesare e' in particolare il dato relativo alle esportazioni, che nel periodo sono crollate del 9,7%; male vanno anche gli investimenti delle imprese (-7,9%). Il calo del pil e' il maggiore dal 1970.


Dal momento che i flussi turistici in Italia, dalle coste del Friuli fino alle Marche, hanno sempre visto i tedeschi in percentuale molto alta, va da sé che il crollo del PIL tedesco porta ad un crollo delle presenze turistiche. Lo stesso crollo non viene compensato da arrivi extra UE il cui crollo economico è certificato dal crollo delle importazioni di merci dell’Italia.
Alla crisi di questi nove mesi di inettitudine del governo italiano, seguiranno le conseguenze dei mesi estivi che, necessariamente porteranno a gravi squilibri sociali nell’autunno. Se per ripresa ci si riferisce alla ripresa economia con il conseguente aumento di posti di lavoro per il 2010, è bene toglierselo dalla testa. Il disastro economico è destinato ad ampliarsi con il conseguente scontro sociale aggravato dai mancati introiti dello Stato che graveranno sulle strutture della società civile favorendo le strutture repressive e violente dello Stato.
In questo momento le previsioni sono fosche.
La cosa più saggia da fare sarebbe quella di arroccarsi attorno alle strutture sociali, mettere in sicurezza la sanità, la scuola, i trasporti pubblici, togliendo risorse alla difesa (che è inutile) e al funzionamento dei ministeri. Impedire ai comuni l’uso dei vigili urbani come manganellatori e usare i vigili urbani per l’assistenza sociale.
E poi prendere in considerazione che in questo putridume l’industria dello spaccio di eroina e cocaina sono le uniche industrie fiorenti che rastrellano denaro danneggiando la società civile. Sarebbe opportuno, in questa situazione, separare gli spacciatori che appartengono a bande criminali, dai consumatori il cui danno sociale è contenuto nella loro persona. In altre parole liberalizzare, attraverso le farmacie, l’uso delle droghe (ma liberalizzarlo davvero, non renderlo difficoltoso con una serie di orpelli e cavilli burocratici) in modo che l’uso della droga sia circoscritto alla persona e al suo uso e non induca ad azioni criminali per procurarsi il denaro che serve per comperare la droga (sarebbero da bloccare anche i video poker e tutto quello che induce al "guadagno facile"). In altre parole, far si che i drogati non alimentino la criminalità organizzata. La criminalità organizzata è l’unico soggetto che in questa situazione ha grandi disponibilità di denaro e la crisi, per la criminalità organizzata, con questo governo, è una grande possibilità di inserirsi (quando ancora non lo ha fatto) nello stato e appropriarsi delle sue strutture.
Se non vengono presi questi provvedimenti, tutta l’economia si trasformerà in quella che oggi noi chiamiamo “criminalità”, fino a quando la società non troverà altre vie, sociali e sempre conflittuali, per uscire dalle contraddizioni che questa crisi imporrà.


26 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica, maggio 24, 2009

Per chi votare alle elezioni europee?

Per chi votare?

Pier Ferdinando Casini: cattolico integralista

Nichi Vendola: cattolico integralista

Umberto Bossi: cattolico integralista

Silvio Berlusconi: cattolico integralista

Dario Franceschini: cattolico integralista

Letta, Gasparri, La Russa, Fini, Schifani: cattolici integralisti

Paolo Ferrero: cattolico integralista

Emma Bonino e Giacinto Pannella: cattolici integralisti

Storace: cattolico integralista

Sono tutti nemici della Costituzione della Repubblica.
Tutti esaltano il dio dei cristiani mentre macella i cittadini.
Tutti esaltano il Gesù dei cristiani mentre viene arrestato col bambino nudo; dunque, tutti esaltano e proteggono l’attività pedofilia dei cattolici.
Tutti ritengono che Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio, non sia un criminale.
Tutti aiutano i cattolici a mettere in ginocchio i bambini davanti al crocifisso rubando loro il futuro e i diritti che la Costituzione garantisce.
Tutti aiutano la chiesa cattolica a sottrarre l’8x1000 ai cittadini italiani.
Tutti vogliono trasformare i cittadini in oggetto di possesso sottraendo loro le prerogative di cittadini.

Tutti!
Dunque, tutti i partiti praticano il terrorismo nei confronti dei principi fondamentali della Costituzione.

Per chi votare?
Non votare è stupido. Votare significa favorire l’uno rispetto all’altro, ma non garantisce l’intoccabilità della Costituzione. Non garantisce che i cittadini sino costretti a diventare schiavi di chi prenderà il governo.

24 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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sabato, maggio 23, 2009

Si possono considerare i terremotati abruzzesi dei "nemici della società"? E' una domanda che mi sto facendo!

Da qualche giorno mi sto ponendo la domanda: MA PERCHE’ E’ NECESSARIO ESSERE SOLIDALI CON I TERREMOTATI D’ABRUZZO?

Cosa significa essere solidali e versare qualche euro, o quello che si può, per aiutare i terremotati, se i terremotati stanno aiutando il governo Berlusconi a saccheggiare l’Italia prestandosi alle sfilate politiche di Berlusconi?
Berlusconi ha usato i terremotati d’Abruzzo per la sua campagna elettorale (ha invitato gli altri politici a non fare altrettanto) con la quale ha mascherato la sua incapacità o volontà di danneggiare il paese (scegliete voi su cosa fare la vostra considerazione fra le due) alimentando, di fatto, la crisi economica farneticando contro ogni dato di realtà.

Nello stesso tempo ha sostenuto le banche nella loro azione di devastazione sociale, tant’è che oggi, anche nei confronti dei terremotati, registriamo questa notizia:

Un aquilano si è visto proporre tassi di interesse rispettivamente dell'8,50 e dell'8,90% dopo aver chiesto piccoli prestiti a due grandi banche per la ristrutturazione dell'abitazione danneggiata dal terremoto. Le richieste sono state filmate con una telecamera nascosta per un'inchiesta giornalistica. La Prefettura del capoluogo ha chiesto di avere la registrazione.
Il servizio è già andato in onda sulla tv regionale ATV7. Da un'indagine condotta dal responsabile locale dell'emittente televisiva Gianfranco Sciarra, egli stesso danneggiato dal terremoto, è emerso che il tasso di interesse praticato per piccoli prestiti è pari o superiore all'8,50 per cento in quei due istituti di credito. A causa della mancata liberatoria da parte degli intervistati non sono stati divulgati i nomi delle due banche, ma sono evidenti le dichiarazioni fornite dagli addetti.L'inchiesta è stata mandata in onda nella trasmissione "Sotto le colonne", con riferimento ai portici dell'Aquila. Secondo quanto si è appreso, il filmato, richiesto dall'ufficio stampa della Prefettura, sarà consegnato lunedì prossimo.

Nello stesso tempo, mentre decine di migliaia di persone si sono tolte quanto era loro necessario per aiutare i terremotati d’Abruzzo, non solo questi vengono usati da Berlusconi per la sua campagna elettorale. Vengono usati per nascondere la sua frequentazioni con minorenni o i suoi deliri nazi-fascisti contro magistrati e parlamento. Vengono usati per distrarre l’attenzione internazionale dalla gravità delle sue azioni, come con Barroso. Con la sua faccia di bronzo, Berlusconi ha detto a Barroso, che i centri di identificazione sono dei campi di concentramento; in Sardegna per la sua campagna elettorale disse che erano degli alberghi da cui le persone potevano uscire. A Barroso, naturalmente, non ha detto che è lui che gestisce quei campi di concentramento.

Berlusconi, interessato alle ville, ultimamente ha messo gli occhi su una villa di Taormina.
Berlusconi, che ha molti milioni di Euro, non ha dato nulla ai terremotati d’Abruzzo e non li ha nemmeno pagati per averli coinvolti nella sua campagna elettorale.
Ora, la mia domanda è questa: se i cittadini d’Abruzzo hanno perso la loro dignità morale e anziché rivendicare nei confronti di Berlusconi i propri diritti di cittadini vanno ad elemosinare consentendo a Berlusconi di farsi campagna elettorale con cui, alla fine, distruggere l’Italia; PER QUEL MOTIVO DOVREMMO AIUTARLI?

Il nemico delle persone non è solo Berlusconi che favorisce il licenziamento e l’attività di speculazione delle banche, ma sono anche i cittadini abruzzesi colpiti dal terremoto che aiutano, di fatto, Berlusconi a licenziare i cittadini italiani; costruire la miseria sociale esibendo i terremotati d’Abruzzo come i soggetti a cui lui, buono, estende la carità dello Stato. Come Stato non riconosce i diritti di quei cittadini, ma li riconosce come bisognosi di carità: offende, di fatto, le Istituzioni civili.
Le tasse non sono pagate per far ricco Berlusconi, ma sono pagate perché uno Stato funzioni AL SERVIZIO DEI CITTADINI!
Quando Berlusconi ha sottratto allo Stato le entrate dell’ICI, non ha fatto altro che sottrarre denaro alle emergenze e alle necessità dello Stato senza compensare quella sottrazione di entrate. Anzi, ha messo in difficoltà i Comuni nell’erogazione dei servizi ai cittadini: Berlusconi, di fatto ha messo le mani nelle tasche dei cittadini Italiani. Quando ha erogato fondi per le banche, non solo Berlusconi ha messo le mani nelle tasche degli Italiani costruendo un fondo di garanzia per le banche, ma non ha chiesto nessuna garanzia alle banche affinché cessassero di vessare i cittadini.
Sono state abbandonate tutte le persone che avevano la seconda casa. Gli immigrati sono stati abbandonati. Lo stesso tessuto sociale è stato disgregato, mentre la chiesa cattolica sta rafforzando il suo dominio sui cittadini mediante l'uso di Berlusconi e la protezione civile.

Non mi piace considerare chi ha subito danni come dei nemici: ma se non lo faccio, milioni di persone subiranno altri danni.
Più o meno come i missionari cattolici che esibiscono i bambini come dei trofei per farsi sovvenzionare nella loro attività di distruzione delle popolazione africane.
Se i cittadini abruzzesi rivendicheranno davanti allo Stato i loro diritti di cittadini, sarò solidale con loro; fintanto che gli abruzzesi si metteranno al servizio di un padrone per aiutarlo a sottomettere le persone, allora devo considerarli dei nemici della società civile.

23 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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venerdì, maggio 22, 2009

Il disastro economico: dati reali Istat e attesa del miracolo cristiano da parte della Confindustria.

E mentre la Confindustria continua a sparare stupidaggini, farfugliando di una ripresa che legge in dati assolutamente slegati dalla realtà, il crollo delle vendite al dettaglio del mese di marzo che i dati reali Istat indicano, meno 5,2, oggi, dovrebbero far riflettere. Quando l’Istat registra i dati rendendoli pubblici, sono trascorsi due mesi. La sofferenza, registrata dall’Istat, relativa al mese di marzo si è protratta, aggravandosi, per tutto aprile maggio.
Quando la Confindustria afferma che “sale la fiducia delle imprese”, come segnale positivo, non è un dato reale, ma una tensione di speranza psichica che allontani l’angoscia della disperazione nelle singole imprese che, sconvolte dalla realtà, sperano nel “miracolo”. Affermare che l’attesa del miracolo (cristianamente inteso) è un segnale positivo, indica un grado fattivo di disperazione straordinario. E’ come se un affamato si giocasse gli ultimi soldi al superenalotto anziché comperarsi un panino!
Le finanze pubbliche “PEGGIORANO VISTOSAMENTE”. E’ un dato reale, come è un dato reale che “il credito continua ad essere selettivo, specie verso le piccole imprese e nei confronti di operazioni commerciali con l’estero” il che significa che ogni piccola impresa, dal momento che è a rischio fallimento, deve essere accuratamente selezionata altrimenti la Banca perde il credito concesso.

Un dato che dovrebbe essere letto con forte apprensione dalla Confindustria è “il ritorno ala crescita della Cina”, il che equivale ad una perdita di concorrenza delle imprese nazionali, specie in campo estero, che giustifica, da parte delle banche il rifiuto alla concessione del credito e del finanziamento per operazioni commerciali.

Operazioni commerciali destinate a quel crollo, sempre negato da Tremonti, che vede nelle vendite al dettaglio il peggior dato dal 1997. un dato che si riflette sulla diminuzione di aprile e maggio e porta un numero considerevole di imprese verso la bancarotta estiva.
Facile prevedere che al ritorno dalle ferie estive molti operai troveranno la fabbrica chiusa e qualche centro commerciale in fallimento.
Cosa significa quando l’Istat dice che il crollo delle vendite nel mese di marzo riguarda l’utensileria per la casa con un meno 7,6%; cosa significa, anche nelle prospettive estive quando le vendite di giochi, giocattoli, sport e campeggio, sono diminuite del 6,5%? O a marzo le vendite per l’abbigliamento sono diminuite del 6,1%? Cosa significa se a marzo la vendita di prodotti per la cura della persona è diminuita del 5,1%? Cosa significa se la vendita di mobili e di elettrodomestici è diminuita a marzo del 4,7% nonostante le sovvenzioni dello Stato?

Avranno pur un senso per Confindustria questi dati. Questi dati evocano uno spettro tanto usato come esempio quanto temuto nella realtà economica: la rivolta dei consumatori. Non tanto la cessazione dei consumi, ma i consumatori che consumano quanto necessitano di consumare contenendo spese e consumi come accumulo di capitale personale. Chi non può non compera e chi potrebbe comperare non compera perché potrebbe non poter più comperare. Si tratta del prologo ad una rivoluzione il cui impatto sociale è pari a quello del 1948 dove il vecchio, pur continuando a danneggiare il presente, come le televisioni di Berlusconi che invitano a spendere e a diffondere la miseria attraverso l’imprudenza, è preludio di un nuovo che non vediamo nella realtà, ma intuiamo come possibile.


L’altro dato che dovrebbe far riflettere la Confindustria, sono le “finanze pubbliche” e le leggi di spesa che vengono approvate dal parlamento senza una copertura finanziaria. Se nei primi tre mesi del 2009 c’è stato un crollo delle entrate, del resto facilmente prevedibile visto l’andamento dell’economia negli ultimi tre mesi del 2008, questo crollo è destinato ad aumentare nel secondo trimestre del 2009 con il crollo delle entrate dell’IVA e le altre voci. Il crollo delle vendite, come contrazione dei consumi, si traduce in contrazione dell’IVA. E’ vero che la Confindustria ha invitato il governo a derubare i cittadini delle loro pensioni, ma, anche questo, si traduce in un tracollo degli equilibri economici e accelerano il disastro perché non si ruba ciò che è in questo momento, ma le prospettive future che in questo momento vengono costruite dai cittadini (e non dalla Confindustria).

Così, si viene a sapere che a livello tendenziale cadono le vendite sia per la grande distribuzione che per le imprese operanti su piccole superfici. Come dire che il crollo delle vendite è distribuito su tutto il territorio nazionale.
Confermo l'impressione fornita da Berlusconi: Marcegaglia è una velina sia nel modo di porsi che nel modo di fare economia. Chiusa nel proprio immaginario, vende fumo come le veline vendono chiappe.

Questi dati portano a guardare l’estate con terrore dal punto di vista economico anche perché non sono diminuite le spese delle imprese e anche se ricorrono massicciamente al lavoro nero e a quello sottopagato, gran parte di loro non supererà l’estate nonostante una massiccia campagna televisiva che inciterà gli italiani a spendere e a privarsi del proprio reddito. La stessa operazione FIAT sta mascherando un disastro sociale che l’euforia della riuscita della conquista dei mercati dell’auto sta mascherando (sembra che i tedeschi abbiano capito le implicazioni sociali dell’operazione FIAT).

22 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì, maggio 20, 2009

La crisi economica, i dati e le prospettive a medio termine.

Quando si parla di crisi economica, non si parla di cose astratte, ma di percentuali di crescita e di decrescita dei fattori economici che determinano benessere o malessere sociale

L'economia giapponese registra un crollo record del pil del 15,2% annuo nel trimestre da gennaio a marzo. Nel trimestre c’è un calo record del 4%. Crolla sia la domanda interna che gli investimenti finanziari. Forse ci si aspettava peggio, la il crollo di un’economia non è lineare, è un crollo a scatti in cui ad una discesa segue un rallentamento il cui scopo è fissare la discesa precedente e preparare il terreno per la discesa successiva. Qualcuno si aspettava una maggiore diminuzione, del 4,2%, dopo il -3,8% dell’ultimo trimestre del 2008. Va da sé che le due diminuzioni, in termini quantitativi di produzione economica, si sommano, aggiungendo disastro a disastro. Il fatto che un dato sia meno peggio di quanto ci si aspettava, non è un miglioramento, ma la continuazione della distruzione dell’apparato economico che si sta trasferendo nella società. I consumi privati, nel primo trimestre sono diminuiti del 1,1%, mentre nell’ultimo trimestre del 2008 erano scesi del 0,8%. Il che significa che nel secondo trimestre del 2009 si parte ddopo che i consumi sono diminuiti dell’1,9% per sei mesi. L'export e' calato dell'1,4%, meno del -2% degli ultimi tre mesi del 2008, il che significa che, in questo secondo trimestre del 2009 si parte con un export del -3,4% rispetto ai sei mesi precedenti. Anche se c’è stato un contenimento del crollo della produzione industriale, il lieve aumento non fa che confermare il crollo della produzione dei mesi precedenti con necessità, per alcuni, di ripristinare qualche scorta.



L’Istat comunica che: L'industria italiana a marzo ha registrato un calo di ordini del 26% rispetto a marzo 2008 e del 2,7% rispetto a febbraio 2009.
L’Istat comunica che: il fatturato dell'industria a marzo è diminuito del 27,9% rispetto a marzo 2008.

Inoltre, i dati su cui possiamo e dobbiamo discutere sono anche i seguenti (prelevati da La Repubblica del 11 maggio 2009):


Anche l'Istat definisce un "calo eccessivamente elevato" quello registrato dalla produzione industriale, che a marzo è arretrata rispetto al mese precedente del 4,6% e nel primo trimestre 2009 ha perso il 9,8% rispetto al trimestre precedente. Robusto anche il calo tendenziale: rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, rileva infatti l'Istat, la produzione è calata del 23,8% (si tratta di un dato corretto, dato che ci sono stati 22 giorni lavorativi contro i 20 di marzo 2008; -18,2% è invece il dato grezzo). Come già per il dato di febbraio, il dato tendenziale corretto è ancora il più basso mai toccato nelle serie storiche dell'Istat (dal 1990, con il primo dato annuo a gennaio 1991). E il prossimo mese, secondo le previsioni di Confindustria, non andrà meglio: il Centro Studi per aprile stima una flessione del 23,1%, in linea con il trend di marzo 2008 (-23,8%). Su base mensile, in aprile, Confindustria calcola un rimbalzo della produzione industriale dell'1,5% su marzo. I dati grezzi indicano una variazione ad aprile del 23,2% su base annua. Guardando alle variazioni congiunturali, la peggiore è quella registrata dai beni intermedi (che servono a produrre altri beni): -5,4%; la produzione dei beni di consumo è arretrata del 4,3% e quella dei beni strumentali del 4,1%. Su base annua (dato corretto per giorni lavorativi) i beni strumentali perdono il 25,6%. Tra i settori, rispetto a febbraio arretra maggiormente la produzione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,6%); industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-9,9%); metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-9,3%).

E, infine, tanto per riflettere:

L’Istat comunica che a marzo in Italia prezzi alla produzione dei prodotti industriali sono diminuiti dello 0,6% nei confronti di febbraio e del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2008. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice è diminuito del 2,9% rispetto ai tre mesi precedenti. I prezzi sul mercato interno hanno registrato un calo dello 0,7% rispetto a febbraio e del 4,6% rispetto a marzo 2008 (il calo maggiore dal 1991). Sul mercato estero il calo è stato dello 0,2% su febbraio e del 2% su marzo 2008.
Cosa significa quest’ultimo dato? Che le industrie italiane sono meno concorrenti delle industrie cinesi e estere e sono costrette ad abbassare ulteriormente i prezzi per rimanere sul mercato.
Dati questi numeri, quali sono le previsioni per i prossimi mesi?
Aprile e maggio sono in sofferenza assoluta. La FIAT ha annunciato altre 4 settimane di cassa integrazione a Pomigliano d’Arco e l’acciaieria di Taranto è entrata da poco in cassa integrazione. Questo, naturalmente, ha bloccato l’indotto il quale è costretto sia a disfarsi degli operai irregolari che, a volte a chiudere aziende e spingere le persone al lavoro nero.

La disneylandia di Berlusconi non tiene conto delle cifre, né del loro significato proiettato sui mesi seguenti, come del resto non lo ha fatto nell’estate del 2008 troppo impegnato ad usare il parlamento per farsi gli affari suoi.
Quanta cassa integrazione è stata fatta fino ad ora?
Quanta ne rimane da fare prima di entrare nella mobilità e nel licenziamento?
Quanti interinali sono stati lasciati a casa?
Come hanno ristrutturato gli acquisti gli italiani?
Giugno-luglio-agosto sono mesi di ferie. Mesi in cui le persone sono invitate a spendere e non viene organizzato nessun progetto economico. Mesi in cui si sollecita a essere ottimisti mentre l’industria italiana sta chiudendo. Stare sul mercato in una situazione di crisi e non essere più concorrenziali rispetto alla produzione economica asiatica, significa costringere l’Italia a raggiungere il livello di miseria generalizzato dei più poveri quartieri asiatici.
Questo gli Italiani lo sanno, ma lo sanno solo chi sta sperimentando in questo momento la crisi e vive in stati angosciosi.
I lavoratori italiani sono malati d’angoscia e si trovano un governo che rafforza soltanto le misure di polizia.
Fra poco ci saranno le varie tornate elettorali che serviranno per distrarre dalla crisi economica. Poi ci sarà il G8 che motiverà altre distrazioni. Poi ci saranno le vacanze d’agosto e ci si ritrova a settembre con 40.000 precari della scuola senza lavoro alla ricerca disperata di un impiego.

E Silvio Berlusconi è l’artefice di tutto questo!

20 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì, maggio 14, 2009

L'immaginario collettivo e il modo di condurre la campagna elettorale.

Continua l’impegno per un diario delle questioni usate dai partiti politici e che portano alle elezioni europee del 2009.
Una pagina diario al giorno con i maggiori temi discussi dalla stampa e le impressioni di come quei temi sono trattati.
Mentre qualcuno non si fa ritegno nell’uso delle parole e delle definizioni, esistono dei partiti, che normalmente si definiscono “di sinistra” che si fanno ritegno a definire il Popolo delle Libertà un partito fascista e nazista. Mentre quelli del Popolo delle Libertà evocano un “comunismo” che sta solo nel loro immaginario, quelli dell’altro schieramento, nonostante tutti i provvedimenti del governo sia di stampo fascista e nazista, se ne guardano bene dal censurarli.

http://www.stregoneriapagana.it/quattordicimaggio2009europee.html


http://www.stregoneriapagana.it/quindicimaggio2009europee.html

Altre due pagine di commento ad una campagna elettorale assolutamente anomala in cui la propaganda elettorale nasconde la crisi economica e il disastro verso il quale l’Italia sta inesorabilmente procedendo dal momento che l’uscita da questa crisi non avviene con provvedimenti emergenziali buoni per scene di teatro, ma con provvedimenti i cui benefici si hanno nel tempo e non possono essere presentati come “gesti ad effetto”.

14 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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martedì, maggio 12, 2009

Confesercenti e Fondo Monetario Internazionale: crisi economica e ristrutturazione della società.

La crisi economica attuale non ha precedenti nella storia.
Porterà ad una modificazione profonda del tessuto sociale. Modificazioni delle quali non sappiamo gli sviluppi.
Due dati importanti: quello della Confesercenti e quello del Fondo Monetario Internazionale.
Entrambi non hanno soluzioni, non ne possono avere perché una ripresa economica, in questa situazione, può avvenire soltanto aumentando la massa dei consumatori. Aumentare la massa dei consumatori come quantità di consumatori e qualità delle merci che possono consumare.
Entrambe queste due condizioni sono state disattese.
Si sono messe in atto protezioni nei confronti delle banche in quanto strutture di potere e non si sono messe in atto misure di protezione dei consumatori nei confronti delle loro relazioni con le banche. Non si sono protette le capacità di acquisto dei cittadini, ma, al contrario, si sono aggravate le imposte sui cittadini e favorito il lavoro nero e l’evasione fiscale.
In altre parole, in questa crisi, si è protetta la struttura di comando finanziario ed economico sulla società, ma non si è protetta la società dall’aggressione che, la necessità di sopravvivenza della struttura economico finanziaria, ha nei confronti della società. Una società che, per i provvedimenti presi, non è fatta di cittadini, ma di strutture di dominio o di controllo sociale. I cittadini, in questa situazione economica, sono stati trattati da bestiame.
Così i cittadini sono corsi, per quanto hanno potuto, al riparo difendendo sè stessi.
Per questo motivo il Fondo Monetario Internazionale sta sbagliando nelle sue previsioni: la distruzione della struttura economico-finanziaria dei vari paesi sarà molto più lunga del previsto e l’agonia sarà maggiore di quanto fino ad oggi calcolato. Una volta toccato il fondo ci sarà un cambiamento, ma questo non sarà certamente favorevole all’Europa o agli USA.

Riporto gli articoli:



Nei prossimi 5 anni a rischio 62mila negozi e 150mila posti
i consumatori sono cambiati:
non agiscono di impulso e confrontano i prezzi
Recessione e supermercati
cancellano l'Italia delle botteghe
di BARBARA ARDU'


ROMA - C'è un grande palazzo a Roma dove le saracinesche del piano terra si sono abbassate anni fa e sono ancora giù, mangiate dalla ruggine. È andata via la merceria, il tappezziere, il casalinghi. Resiste un negozio di scarpe, ma da qualche giorno c'è un cartello: liquidazione totale. I due anziani che lo gestiscono non hanno saputo o voluto rinnovarlo. Andranno in pensione. Un'altra saracinesca tirata giù. Negozi morti per sempre, che difficilmente riprenderanno vita. La crisi economica, l'avanzata della grande distribuzione, il reddito degli italiani in discesa perenne, hanno cancellato nel 2008 30mila negozi. "È la prima volta che si assiste a un saldo negativo - spiega Marco Venturi, presidente della Confesercenti - di solito tanti ne chiudevano, tanti ne riaprivano". E il 2009 sarà peggio: nei premi tre mesi 20mila commercianti hanno chiuso bottega. E se continua di questo passo nel giro di cinque anni si perderebbero 150mila posti di lavoro. La crisi colpisce tutto il commercio: ristoranti, bar e negozi. Negli ultimi due anni s'è accanita sulle drogherie (-14,1%), sulle mercerie (-11,9) e sui fruttivendoli (-8,2). Crisi e grande distribuzione sono i maggiori imputati della morte delle botteghe. "Discount e ipermercati sono stati i killer della drogheria sotto casa - commenta Giuseppe Roma, direttore generale del Censis - ma non dimentichiamo realtà come Ikea, che ha dato un colpo al negozio di mobili, i megastore di elettronica, che hanno messo in crisi il rivenditore di radio e tv. Un gigantismo che tra l'altro fa soffrire il negoziante, costretto a pagare affitti impossibili per uno spazio in un centro commerciale, e il piccolo imprenditore".


Fonte:
http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/economia/crisi-32/botteghe-cancellate/botteghe-cancellate.html?rss



Fmi: Europa in «profonda recessione
necessarie ulteriori azioni»


La grave recessione in atto in Europa potrebbe durare fino all'inizio del 2010, seguita da una graduale ripresa per la quale sono essenziali «ulteriori azioni» sul fronte politico, soprattutto nel settore finanziario. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale nel Regional Economic Outlook (Reo) per l'Europa.«In seguito al crollo della fiducia e della domanda mondiale, l'Europa è entrata in una profonda recessione. Uno dei maggiori rischi è che il rallentamento si amplifichi ancora sotto l'effetto dell'interazione negativa fra il sistema finanziario e l'economia reale», spiega il Fmi, evidenziando che il rallentamento sarà seguito da una ripresa graduale. «Anche nel caso di un intervento politico più forte, è probabile che il rallentamento - aggiunge il Fmi - si prolunghi fino all'inizio del 2010».
Fonte:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/05/fmi-recessione-europa.shtml?uuid=849ff976-3ed9-11de-ba8c-3a0bbabe348d&DocRulesView=Libero



Nulla sarà più come prima.
Né la ricchezza, né il benessere si ripristineranno. Uno stato, come quello italiano, che ha rinunciato a perseguire l’evasione fiscale, si trova doppiamente in una condizione di debolezza. Proprio per favorire l’evasione fiscale lo Stato Italiano sta distruggendo la scuola pubblica, la sanità, i servizi sociali che da OVERI DELLO STATO diventano opere di carità.
Per questo non è vero che il prossimo anno l’economia si riprenderà. E’ vero invece che le società civili continueranno ad agonizzare perché questo stato non ha messo in atto i provvedimenti opportuni preferendo difendere il proprio potere coercitivo nei confronti dei cittadini anziché svolgere la sua funzione Costituzionale al servizio dei cittadini.

12 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica, maggio 10, 2009

Gerardo d'Ambrosio, la vedova Pinelli, il Presidente Napolitano, alcuni questioni irrisolte degli anni di piombo: riflessioni e ricordi.

Le bugie offensive di D’Ambrosio

Leggo su la Repubblica che D’Ambrosio entra in polemica con Oreste Scalzone sull’interpretazione della morte di Pinelli.
Trovo le affermazioni di D’Ambrosio offensive, irrispettose delle norme Costituzionali e ingiuriose nei confronti dei cittadini.

C’è una verità tecnica che i periti hanno mascherato (il lamierino di unabomber a Venezia non è il primo, né sarà l'ultimo) come hanno voluto o potuto sulla quale i cittadini non hanno potuto intervenire, ma c’è una verità di fatto che la magistratura, tutti i magistrati, hanno occultato per i loro interessi privati ed ideologici.
I magistrati non hanno mai spiegato perché, fin dal primo momento, le indagini per l’attentato a Piazza Fontana, furono indirizzate sugli anarchici. Né hanno spiegato chi e perché organizzò quella campagna di linciaggio nei confronti di Pinelli e nei confronti di Valpreda.

Perché Calabresi non arrestò e interrogò Fanfani, Moro o Andreotti? Perché, invece arrestò Pinelli? Perché scelse l'uno anziché l'altro? Attraverso quali prove?
Cosa, se non una volontà di “destabilizzazione sociale”, indirizzò l’inchiesta sugli anarchici anziché sulla Democrazia Cristiana?
Eppure, la strage di Portelle delle Ginestre aveva messo in luce come ci fosse nella Democrazia Cristiana una volontà stragista nei confronti della società civile.

I magistrati hanno torturato le persone; hanno impedito alle persone di difendersi nei processi; hanno manomesso i capi di imputazione a seconda di cosa conveniva loro, hanno ammazzato imputati.

D’Ambrosio offende la società civile e le sue conclusioni sono ingiuriose.
Io che sono stato massacrato di botte per due giorni dalla polizia di Stato su mandato dei magistrati Carlo Mastelloni, Michele Dalla Costa, Ugolini Rita, Ferrari, Pietro Calogero, Palombarini (e altri) venivo continuamente minacciato, fra un massacro di pugni e calci e l’altro, di aprire la finestra come avevano fatto con Pinelli. E quando i magistrati manomisero i miei processi, tentarono di ammazzarmi, mi impedirono di difendermi con le minacce di morte; era chiaramente all’interno di un disegno terroristico il cui scopo era minare le Istituzioni.
Si può anche dire che quell’azione fu una scelta personale dei singoli magistrati in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati, ma quando, alla denuncia di tutti gli atti di terrorismo che ho subito, il Consiglio Superiore della Magistratura anziché usare le informazioni per chiedere delle indagini, risponde: “... comunico che il Consiglio Superiore della Magistratura, nella seduta del 13 gennaio 1993, ha deliberato l’archiviazione del medesimo non essendovi provvedimenti di competenza del Consiglio da adottare in quanto trattasi di censure di attività giurisdizionale.” Appare evidente che non si tratta di attività di terrorismo di una banda di singoli magistrati, ma di attività di terrorismo dell’intera magistratura con finalità di eversione dell’ordine democratico: quella responsabilità collettiva che attraverso il Teorema Calogero ha insanguinato la nazione.
Perché fui torturato e perché i miei processi furono manomessi?
Perché l’attività di terrorismo dei magistrati di Venezia, nell’assumere come regola il Teorema Calogero, consentiva loro di non indagare sulle persone per ciò che le prove indicava loro, ma imponevano alle persone, con la tortura, ciò che loro volevano al fine di garantire la loro carriera ricattando, in questo modo i cittadini: gli anni di carcerazione preventiva con capi di imputazione arbitrari, equivalgono ad un sequestro di persona. Mentre la Costituzione, in una società Democratica, tanto per conoscenza del Signor D’Ambrosio, è uguale per tutti i cittadini, in una società fascista l’attività criminale della magistratura è prerogativa dello “Stato”. Ed è questo che successe negli anni ’60 e ’70 e '80.
Un magistrato può dire che fra il 1969 e il 1975 in Italia non ci furono una serie di tentativi di colpo di stato. Forse non ne ha le prove.
Me chi ha agito in prima persona per salvare questa Costituzione, pagando di persona, non ha bisogno delle prove “giudiziarie” è il suo vivere la vita civile che gli sta indicando la direzione nella quale i provvedimenti militari stanno andando.
Sappiamo, dalla “verità della magistratura”, che negli anni ’70 Andreotti era legato alla mafia. Trent’anni dopo, lo decretò la magistratura, che il vissuto delle persone sapeva perfettamente il gioco della Democrazia Cristiana.
Quando i magistrati affermano che l'occupazione del Viminale non fa parte di un tentativo di colpo di stato, ma è solo una scampagnata di ragazzotti armati: chi rimane a difendere le Istituzioni se non i cittadini? Chi rimaneva se non noi, i cittadini?
Non è un caso che proprio Piazza Fontana e della strage di Bologna non si conoscono non tanto gli esecutori, ma il progetto complessivo per il quale quelle stragi furono fatte. Si finge di dimenticare che nel 1967 ci fu il colpo di stato dei colonnelli greci e si finge di non vedere le relazioni fra il colpo di stato dei colonnelli greci e la strage di piazza Fontana. Si finge di non vedere che cosa il popolo italiano ha subito nel tentativo di emulare in Italia il colpo di Stato dei colonnelli greci. Non c’è bisogno della verità della magistratura per chi lo ha vissuto.

Io sono stato torturato dai magistrati e vessato dai magistrati. Io ho subito atti di terrorismo ad opera di individui che come mestiere facevano i magistrati. E solo perché ero estraneo all’organizzazione che ammazzò Tagliercio. Ero estraneo all’organizzazione che ammazzò Gori. Ero estraneo all’organizzazione che ammazzò Albanese; in compenso, mentre mi torturavano mi dissero più volte che se c’era Albanese non sarei uscito vivo. Tirate voi le conclusioni che volete, ma NON PERMETTETEVI MAI DI DIRE CHE QUESTO STATO HA RISPETTATO LE NORME GIURIDICHE. Le ha usate, ben peggio di colpi di pistola.
Non ci furono solo i poliziotti torturatori, ci furono anche i poliziotti che denunciarono che stavano torturandomi. E lo hanno fatto compromettendo la loro “carriera” come Trifilò o il capitano Ambrosini. Forse fu per il loro intervento che venni tenuto nascosto per mesi e in isolamento perché si riassorbissero gli ematomi, passassero i dolori mentre i magistrati usavano l’informazione per diffamarmi e inventare quello che volevano con la collaborazione di giornalisti criminali de Il Gazzettino? Giornalisti criminali; cosa che non posso dire del giornalista de La Repubblica che denunciò cosa stava succedendo.

Ci si dovrebbe porre anche un’altra domanda. Gli imbecilli per far propaganda e farsi accettare dagli operai di Marghera hanno ucciso Gori, Tagliercio e Albanese. Ma la domanda è: perché costoro erano a piede libero? Forse non erano i diretti responsabili, ma la gente moriva al Petrolchimico, e non venitemi a dire che non si sapeva. A Marghera era leggendario allora: quando una persona, in via Fratelli Bandiera, si metteva a correre, tutti correvano perché sicuramente era in atto una fuga di gas! Devastazione del territorio: suona sinistro come un capo di imputazione che la magistratura attribuisce SOLO a chi conviene interpretandolo a seconda delle proprie convenienze (tanto, mica c'era il tribunale del riesame). Forse Albanese non torturava personalmente gli arrestati nei posti di polizia, ma i magistrati permettevano alla polizia di torturare.
Sotto minaccia di morte i magistrati non mi hanno permesso di difendermi ai processi: quando ci ho provato, Candiani, ha rinnovato la minaccia di morte del Pubblico Ministero: “si arrangiano i tuoi avvocati”. Quelli che si accordano con i magistrati per impedire agli imputati di difendersi!
Dopo di allora fu cambiato il Codice di Procedura Penale. Fu introdotto il tribunale della Libertà, fu introdotto l’istituto del riesame; fu modificata l’arbitrarietà del Pubblico Ministero. Dopo di allora la Corte di Cassazione la Corte Costituzionale hanno lavorato intensamente per ripristinare, per quanto è dato loro, la centralità della Costituzione Democratica sull’arbitrarietà di comportamenti di individui delle Istituzioni che ricordavano l’istituto sociale fascista.


Conosco benissimo l’importanza del gesto del presidente Napolitano nell’invitare la vedova Pinelli. Il valore che il gesto assume in Giorgio Napolitano, nel suo vissuto, per dipanare una storia oscura della società civile, come so benissimo che i tempi oggi sono diversi da allora. Ma se i tempi sono diversi è perché alcuni magistrati si sono ricordati di vivere in una società Democratica e non in una società fascista.

Le difficoltà che ci sono nel superare queste questioni degli anni ’70 e ’80 è solo perché troppi soggetti, nelle Istituzioni, hanno paura che la loro attività venga scoperta: che ne è stato dell’elenco dei membri della P2? Che ne è stata dell’inchiesta di Tina Anselmi? Che fine hanno fatto i contatti di Valerio Borghese? E Sogno e Cavallo?
Perché i magistrati, nei processi fatti ai gruppi della sinistra, impediscono che quei nomi, quelle vicende, siano dibattute e discusse? Perché si nasconde con tanta violenza i moventi che portarono agli anni di piombo? Perché, ancora oggi, si impedisce a quelle persone di esporre le loro motivazioni, le loro interpretazioni della storia, affermando che "si dà spazio alla propaganda"?

Troppi cadaveri di questioni irrisolte lastricano il terreno sociale.
Una questione fra tutte: gli ultimi arresti a Padova accusati di “nuove brigate rosse”.

Vengono processati a Milano, in questo periodo.
Sono i prigionieri di un “mito” che non si è mai voluto risolvere. Ho parlato con alcuni di loro quando frequentavano Radio Gamma 5. Ho tentato di spiegare quanto la storia che riempiva le loro “speranze” fosse molto più banale di quanto immaginavano e che non c’è eroismo nel sacrificare sé stessi per prospettive inesistenti e per sensibilità sociali assopite dalle necessità quotidiane.
Ma la mia era la parola che distruggeva il loro mito e questo non lo potevano accettare. Quando si trattava di discutere di questioni inerenti al comportamento etico in Radio c’era una certa affinità, ma quando si usciva dall’ambito pratico, in alcuni di loro, il “mito” offuscava la loro capacità d’analisi. E ora stanno in galera. E la società è privata delle loro energie e delle loro sensibilità.
Ma non sono solo loro le vittime del “mito”. Quanto è successo al G8 di Genova è sempre figlio di quel “mito”. Poliziotti che si muovono nei confronti dei cittadini come se le loro proteste fossero delle insurrezioni armate.
Dice un magistrato ad un processo “i poliziotti erano davvero convinti che entrando nella scuola Diaz si sarebbero trovati davanti a individui pericolosi”; e i cittadini che si muovono davanti al poliziotto come se questi fosse un pazzo torturatore che vive di impunità.

Il “mito”!
Un processo, come quello che sta avvenendo oggi, nei confronti di Spaccarotella, al di là della sentenza, negli anni ’70 non sarebbe mai stato fatto. Basta ricordarci del caso Pedro.

Ci sono troppe domande in sospeso in questa Democrazia in bilico fra un futuro democratico Europeo e un ritorno all’ideologia fascista.
Un conflitto che impedisce non solo di risolvere le questioni del passato, ma anche di aprire la società al proprio futuro.
--
La cosa buffa è che ognuno di noi invecchia. Gli amici di allora hanno iniziato a morire e anche i miei torturatori diretti sono morti, credo di cancro. I magistrati torturatori invecchiano, alcuni di loro sono in pensione e, per quanto appaia ridicolo, stiamo solo aspettando di morire prigionieri di passioni per le quali abbiamo solo pagato con la nostra vita, senza avere alcun beneficio.
Solo una cosa ci ha ripagato: la Corte Costituzionale e l'approvazione (anche se poi annullata dalle circostanze) della Costituzione Europea.

10 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì, maggio 08, 2009

Che fine hanno fatto gli intellettuali di dinistra? Che fine hanno fatto gli intellettuali marxisti? Che fine hanno fatto i libertari? Si sono venduti

Che fine hanno fatto gli intellettuali di “sinistra”?

Nacquero negli anni ’60 quando si emanciparono dall’egemonia del Partito Comunista, un partito che per bigottismo e morale cattolica rivaleggiava con la Democrazia Cristiana nel sottomettersi alla CEI. Si emanciparono nel momento in cui l’Italia stava diventando effettivamente uno stato Democratico. La Costituzione stava uscendo dalle stanze buie dell’integralismo cattolico e iniziava ad essere rivendicata dalla nazione.
Il fermento degli infiniti distinguo della sinistra nelle infinite esperienze spingevano un mondo a cambiare uscendo dall’assolutismo ideologico in cui l’uomo è sottomesso all’autorità.

L’Italia, come nel resto d’Europa, era pieno di intellettuali che cavalcavano questo fermento emotivo che attraversava i bisogni dei popoli. Era il momento di COSTRUIRE le società. Di stabilire i principi importanti a fondamento delle scelte delle persone e gli scontri, nelle piazze e nei quartieri si moltiplicavano per difendere principi o imporre soluzioni.
Nacquero decine di movimenti extraparlamentari, diversi fra loro, ma pieni di “vigore” e di progetti. Se non progetti reali, almeno progetti immaginati. Gli operai avevano avanguardie intellettuali e gli studenti non avevano solo il pezzo di carta, ma costruivano un’esperienza nei dibattiti sul territorio.

Fu il tempo in cui qualcuno tentò di fermarli spacciando eroina.
Poi, un giorno, il Partito Comunista decise, assieme alla Democrazia Cristiana che le persone non dovevano pensare e che pensare era pericoloso.
Così cominciò la grande repressione: di ogni pensiero, di chi osava protestare, di chi aveva dei progetti, di chi guardava al futuro.

Il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana decisero che questa società andava distrutta. Così, sparì, fra furti di denaro e di tangenti, il Partito Socialista, sparì la Democrazia Cristiana, sparì il Partito Comunista, finché sparirono tutti i partiti e si perse l’identità “politica” delle persone.
Destra e sinistra non indicavano più nulla di sostanziale se non un vago ricordo che veniva richiamato nella testa delle persone.

Ora la società era pronta. Sorsero i “gestori tecnici della cosa pubblica”. La politica del “fare” prese il sopravvento sulla politica delle ideologie. Però, dal momento che per “fare” è necessario rispettare le regole e i politici del “fare” non conoscevano le regole sociali perché non avevano partecipato alla loro formazione né ne conoscevano l’importanza per la società, iniziarono a distruggere queste norme “ridondanti” assolutamente inutili.

Così la scuola pubblica divenne un costo da tagliare. Meglio finanziare la scuola privata.
La sanità era un costo da tagliare. Meglio finanziare la sanità privata.
Le pensioni erano un costo da tagliare. Meglio spingere la gente a farsi la pensione privata.
La polizia è un costo da tagliare. Meglio le ronde private.
La Guardia di Finanza è un costo da tagliare. Meglio il lavoro nero e l’evasione fiscale.

I Comuni sono carrozzoni. Meglio tagliare i fondi.
La magistratura è un costo. Meglio sottrarre i fondi.

L’intera società è solo una questione di costi di qualcuno che sottrae ricchezza ai cittadini per assicurarla a sé stesso.

Quando tutto è una questione di costi, è arrivata la crisi economica che sta cacciando i lavoratori dalle fabbriche e dal lavoro sul territorio. I lavoratori costano troppo.

La domanda è: dove stanno gli intellettuali di sinistra?
Negli anni ’70 e ’80 erano le retroguardie che seguivano il flusso della trasformazione. Oggi che dovrebbero indicare gli obbiettivi della trasformazione possibile sono spariti.
Chissà, forse sono andati a cercare l’illuminazione in India o i paradisi in Marocco oppure, molto probabilmente stanno nelle parrocchie cattoliche ad aiutare il prete cattolico ad alimentare la gloria del suo dio padrone sfruttando i poveri che si sommano ai poveri.

Della società e dei suoi fondamenti non frega più a nessuno.
Lo Stato, come insieme di persone, non ha retto alla democrazia, preferisce trasformarsi in uno stato mafia: e gli intellettuali, che fine hanno fatto?
Ci sono ancora intellettuali? Sono stati emarginati? E cosa fanno per uscire dall'emarginazione?
Quella fantasia che doveva andare al potere, che fine ha fatto?
Ha alimentato la fantasia dello stato mafia?
E la risata che vi seppellirà, si sta estinguendo in Vauro?
E' possibile che fra tutti gli "intellettuali", grandi o piccoli, famosi o sconosciuti, della sinistra, non ce ne sia rimasto nessuno?
E' così che muore un popolo: quando cessa la tensione verso un futuro possibile, si può discutere soltanto sul prezzo delle catene che lo riducono in schiavitù.

08 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì, maggio 07, 2009

Il piano industriale Fiat per Chrysler e Opel prevede la chiusura, già decisa, di due stabilimenti in Italia: italiani pagate per il successo Fiat.

La tanto decantata operazione FIAT sta dimostrando l’impatto che ha sulla e nella società.
Da un lato si stimolano gli italiani ad esultare per il successo della FIAT come industria, e dall’altro lato si tace sulle conseguenze sociali dell’operazione FIAT.
La General Motor, Fiat, Opel, Chrysler, hanno la necessità di modificare i loro assetti industriali, ma ciò che si tace è la distruzione dei posti di lavoro e l’aggressione alla società civili che queste industrie stanno portando mentre succhiano soldi ed aiuti alla popolazione civile.
Gli USA vogliono mantenere più posti di lavoro possibile. E’ il loro obbiettivo dichiarato. Lo stesso per la Germania. La FIAT vuole acquisire potere mediante l’acquisizione di Opel e Chrysler. Domanda: che cosa sacrificherà la FIAT?
Mentre è costretta a presentare un piano industriale per gli USA e per la Germania, non viene costretta a fare altrettanto per l’Italia.
La FIAT sarà costretta a chiudere due stabilimenti in Italia per favorire gli stabilimenti Opel in Germania?
Questa chiusura rientra nelle proposte fatte dalla FIAT alla Germania.
La FIAT, in sostanza, ha già deciso di chiudere due stabilimenti in Italia come concessione per la produzione di auto in USA e in Germania.
Quando Gutemberg smentisce le dichiarazioni dei giornali tedeschi affermando che il piano di chiusura degli stabilimenti italiani da parte della FIAT era nel piano di chiusura presentato dalla FIAT ad inizio aprile e non nel piano attuale, significa che le intenzioni di dismissione degli stabilimenti già ci sono, ma la Fiat sta aspettando l’occasione giusta per chiuderli. E, intanto, la chiusura è progettata al di là dei tempi della sua attuazione.
Così gli italiani applaudono al successo della FIAT e alla miseria che la FIAT porterà all’Italia con il suo piano industriale.
Riporto le informazioni prese da TelevideoRai del 07 maggio 2009:

FIAT-OPEL, IN ITALIA CHIUSURA DI 2 IMPIANTI
RISCHIO PER 10 IMPIANTI?
A riportare la notizia è il quotidiano tedesco Handelsblatt, nell'edizione online. Il piano che Fiat ha presentato al governo tedesco per l'unione con Opel prevede la chiusura di alcuni impianti in Europa, di cui uno al sud e uno al nord Italia. Dal Lingotto nessun commento sulle indiscrezioni.Secondo il giornale,queste informazioni sono contenute nel documento presentato dall'Ad di Fiat Sergio Marchionne al ministro dell'economia tedesco Karl Theodor zu Guttenberg. Sempre secondo Handelsblatt, Fiat vuole entrare in Gm America, Gm Sud Africa e Gm Europa.

Continua, la stampa tedesca, a sostenere che la Fiat avrebbe intenzione di chiudere dieci impianti in Europa con la perdita di circa 18 mila posti di lavoro. Questa volta è il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) a parlare di un piano "segreto" di nome "Project football" che segnalerebbe rischi anche per Pomigliano e T.Imerese.
Immediata la smentita del portavoce del ministro dell'economia tedesco, Guttemberg (Csu): "Questo piano era dell'inizio di aprile e non il piano attuale che è stato presentato l'altro ieri".

Tratto da:
http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/solotesto.jsp?regione=&pagina=132


Il governo si guarda bene dal valutare l’impatto sociale a medio termine. La crisi attuale sta danneggiando le singole persone, ma il danneggiamento delle singole persone è destinato a perdurare ben oltre il 2011. Non è la crisi del lavoro e della società che manda segnali positivi, ma è la crisi di borsa che sta inviando segnali positivi alle banche che possono continuare a speculare dopo aver distrutto la ricchezza sociale.
Il piano FIAT deve destare forti preoccupazioni sociali: ma tanto qualcuno ha proposto le ronde per bastonare i cittadini che non si mettono in ginocchio davanti al piano FIAT.

07 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì, maggio 06, 2009

Silvio Berlusconi a Porta a Porta, volgare ed offensivo, offende l'Italia, le donne, la politica italiana e i principi della Costituzione.

Silvio Berlusconi a Porta a Porta ha dimostrato la sua volgarità.
Una volgarità che offende l’Italia.
Vergognoso, patetico; offensivo contro l’Italia e i principi fondamentali della Costituzione.

Silvio Berlusconi non è un comunicatore, ma un individuo volgare e spregevole.

Se negli USA sarebbe stato preso a calci per la sua volgarità e per le sue offese alla dignità delle persone, in Italia Bruno Vespa gli cede uno spazio televisivo con deferenza “al suo padrone”.
Ancora una volta Bruno Vespa dimostra come la TV italiana sia di proprietà di Berlusconi.

Si tratta di “ciarpame”, volgare e offensivo. Una serie di bugie e di menzogne di Berlusconi che offendono l’Italia e che ancora una volta fa capire a che cosa gli serviva l’impunità del lodo Alfano.
Io non so se riuscirà ad agire per piegare la moglie, ma quello che ha fatto questa sera è un'aggressione mai permessa a nessun cittadino: usare la TV pubblica per i suoi scopi privati di intimidazione della moglie.

Prima di scusarsi con Miriam Bartolini (Veronica Lario), deve scusarsi con l’Italia.

Chissà se Bruno Vespa concede lo stesso spazio e le stesse condizioni a Miriam Bartolini per elencare le volgarità di Berlusconi.
Ciò che Berlusconi ha taciuto è che non si è trattato di un episodio (anche se egli vuole chiudere la sua pratica volgare all’interno dell’episodio di “papi”), ma si tratta di tutto un processo di offese alla moglie come ha offeso l’Italia con il suo disprezzo per i segnali di una crisi che fin dall’estate del 2008 egli non vedeva credendosi, come miliardario, abitatore del paese dei balocchi.
E, per favore, lasciamo perdere la sceneggiata sui terremotati in Abruzzo, più che mettere le mani sulle donne, ...:
L’episodio avvenuto dopo il terremoto in Abruzzo
La battuta del premier con la "volontaria"rilanciata da una televisione del Trentino
MILANO — Abruzzo, 25 aprile. La voce del premier Silvio Berlusconi risuona nitida tra le macerie di una chiesa, poco prima di una foto assieme ai vigili del fuoco e agli uomini della protezione civile. «Posso palpare un po’ la signora?», chiede sorridendo il presidente del Consiglio.Passa dietro alla donna destinataria della boutade e le mette le mani sulle spalle. Poi, lo scatto e il gruppo si scioglie. Lei, la signora in questione, con tanto di caschetto d’ordinanza in testa, sembra imbarazzata: è Lia Giovanazzi Beltrami, 41 anni, assessore trentino alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza. La gaffe viene ripresa dalla televisione locale Tca Trentino Tv, che ieri l’ha trasmessa durante l’edizione serale del telegiornale. «Abbiamo preferito non trasmettere subito il filmato — precisa la direttrice della tv Marilena Guerra — perché in quel momento in primo piano c’era l’emergenza terremoto e darlo ci sembrava una sorta di speculazione sull’audience».L’audio è chiaro e le immagini sono inequivocabili. Già in serata, la notizia rimbalza sui media locali e, poi, su internet. Lia Giovanazzi Beltrami, due figli e assessore da novembre, conferma la battuta: «Sono rimasta infastidita dalla frase». E spiega: «Ho preferito non parlarne perché in quei momenti era importante intervenire a favore di chi è rimasto colpito dalla tragedia». Lei, suo malgrado, dalla missione tra i terremotati in rappresentanza della Provincia di Trento, si trova al centro di un nuovo tormentone web: «Mi sembra di essere la protagonista di un fumetto, ma in questo momento preferisco non aggiungere nulla».
Emanuele Buzzi
06 maggio 2009
Fonte:
E' questo disprezzo continuo, sistematico, per la vita delle persone che Berlusconi fa continuamente e che risulta offensivo, in ogni suo gesto e in ogni sua frase. Perché nelle frasi e nei gesti di Silvio Berlusconi c'è il padrone onnipotente, non l'uomo politico impegnato a sostenere il paese.

06 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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martedì, maggio 05, 2009

Veronica Lario, Silvio Berlusconi, il PDL e l'uso del ciarpame. Perché il PD di Franceschini è scappato davanti al quesito posto da Veronica Lario?

La questione posta da Veronica Lario non è stata affrontata sul piano politico.
Indubbiamente la vicenda è personale, ma è soprattutto politica. Ciò che fa Berlusconi riguarda TUTTI i contribuenti italiani. Riguarda il futuro della nazione.
Berlusconi è il “padrone” della politica italiana, non è un politico. Non sa fare politica, non ne è mai stato capace. Lui fa il padrone dell’azienda. Però non è il padrone di un’azienda che ha un futuro, è il padrone di un’azienda fallimentare. E proprio perché è un’azienda fallimentare ha bisogno degli yes-man. Meglio ancora gli yes-girls.

C’è una relazione esatta fra la sua voglia di donne e le donne che soddisfano la sua voglia. Il problema è grave quando, anziché “pagarle” come fanno tutti i mortali con dei regali o quant’altro, pretende di pagarle mandandole al parlamento Europeo. Quando usa i voti, che le sue televisioni gli procurano, per riempire l’Europa di soggetti la cui unica caratteristica è quella di soddisfare (vero o presunto che sia) le sue voglie.
La politica è fatta di esperienze, non solo di lauree. E’ fatta di conoscenza e di personalità, non di “Si buana!”. La politica è fatta di ideali. Gli ideali sono fondamentali, la forma fisica di chi ha ideali è irrilevante. Per Berlusconi gli ideali sono una vuota parola di sei lettere che non è capace di riempire di nessun significato. Ora, che Berlusconi scambi l’asservimento a sé stesso come un ideale non è una cosa che riguarda il suo partito, ma tutta l’Italia.
La Thatcher era un nemico della società civile, ma indubbiamente aveva delle idee. Idee che hanno rovinato l’Inghilterra, ma le aveva. Si combatteva la Thatcher per le sue idee, non per il suo seno o per il suo viso. Come non si combatte Berlusconi per essere un nano gonfio, ma lo si combatte perché sta portando al disastro economico l’Italia e sfrutta l’Abruzzo come una passerella da primadonna. Berlusconi distruggerà l’Italia non perché ha idee avverse agli interessi dell’Italia, ma perché vuole adattare l’Italia a sé stesso, a sé stesso come dio padrone, distruggendola come società.

Noi auspichiamo che le donne si occupino massicciamente di politica, ma dobbiamo necessariamente considerare “ciarpame” quando il politico si riduce a tette o la sua politica alle barzellette come Berlusconi (o ai corni).
Dice Veronica Lario:

"Per fortuna da tempo c'è un futuro al femminile sia nell'imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C'è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile".
A questo Berlusconi non è stato in grado di rispondere perché non esistono donne con “ideali politici” nel PDL; proprio perché il pdl non ha ideali politici. Ha solo degli amministratori aziendali selezionati dal capo per dire “Signorsì signore!”. Cosa diversa per il governo Prodi in cui la litigiosità era sintomo di intelligenza ed efficacia politica in quanto le idee e le posizioni dei singoli dovevano essere dibattute per giungere alla sintesi. Faticoso! Ma garanzia per la Democrazia.
In pratica, dice Veronica Lario, col ciarpame berlusconiano delle tette delle veline si vuole oscurare e annullare tutte quelle donne che si sono battute per i diritti civili e per la dignità delle donne. Berlusconi, dice veronica Lario, usa le tette delle veline “contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti".
Dice Veronica Lario:

"In Italia - aggiunge la moglie del presidente del Consiglio - la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti". "Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell'imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere". (La Repubblica 28 maggio 2009)

In effetti si deve riflettere sul prezzo che l’Italia sta pagando. Il problema non è quello di Veronica Lario, ma quello dell’Italia e delle donne. Quando il giornale Libero di Feltri pubblica quelle foto per ingiuriare Veronica Lario, si sta dimenticando che Veronica Lario ha sposato Berlusconi al quale quella figura piaceva, ma non ha fatto il ministro della Pubblica Istruzione. E non ha mai preteso di usare le tette per fare una riforma Costituzionale.
Berlusconi è un individuo talmente volgare che, per quelle foto, non si è nemmeno indignato.
Pubblicando quelle foto Berlusconi ha dimostrato la linea che intende seguire: diffamazione. Sminuire, svilire la persona Veronica Lario. Ma la questione resta: l’uomo Berlusconi si rivela.
Purtroppo sembra che questo sia il modo di pensare di Berlusconi che al di là della sua predilezione per le minorenni, sta tentando di prendere per i fondelli gli Italiani pubblicando delle foto assolutamente banali sulla partecipazione di “papi” alla festa del compleanno che, secondo le sue fantasie, dovrebbero essere credibili.

E’ Paolo Guzzanti, su repubblica del 29 aprile 2009, che definisce il modo di agire del Popolo delle Libertà e di Berlusconi:

"E' una scelta che accredita l'idea che in Italia si può fare carriera grazie a favori sessuali. Questo a prescindere se ci sia del vero o se siano solo pettegolezzi. Il risultato è lo stesso. Nel mondo berlusconiano tra ciò che è reale e ciò che è ventilato come tale non c'è differenza. D'altronde il metro di misura di Berlusconi è sempre uguale: culetti e cervelletti impacchettati. Ben addestrati a ripetere le cose a pappagallo". A Paolo Guzzanti, transfugo del Popolo delle libertà, si deve il copyright del termine "mignottocrazia". Lo usò al culmine dello scontro con Mara Carfagna puntando il dito contro le presunte "nomine di scambio".

Veronica Lario ha sollevato un problema davanti al quale Dario Franceschini, teso ad aiutare Berlusconi a sfasciare l’Italia, come già Veltroni, ha preferito cacciare la testa sotto la sabbia: il valore dell’intelligenza femminile in Italia.
Forse, anche per Dario Franceschini è solo un problema di silicone e non un problema di intelligenza.
Devo dare atto a Veronica Lario di aver sollevato il problema e devo riconoscere che i politici italiani, di quel problema, non hanno capito NULLA!

05 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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domenica, maggio 03, 2009

Berlusconi, le minorenni, il lodo Alfano, il cocktail Grande Puffo e la politica ridotta ad un porcaio.

“La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni" Berlusconi e le minorenni!
Berlusconi e le sue fregole, per niente politiche.
La politica è una cosa seria che dovrebbero farla politici di lungo corso e, invece assistiamo a dilettanti della politica, come Berlusconi, che fa politica per scopi personali.
In questi scopi personali si identifica un grande strato della popolazione e Berlusconi ha i consensi.
Politica fatta per scopi sessuali (diremmo, politica col caz..zo piantato nel cervello) dove le decisioni sono misurate dalla soddisfazione sessuale.

La vicenda personale di Berlusconi chiarisce il senso di molti provvedimenti legislativi, come il nodo Alfano: non potrebbe essere inquisito se frequenta minorenni. Né lui, né Schifani, né Fini, né Napolitano.
E sono comportamenti approvati dal popolo delle libertà pronto a candidare veline proprio in funzione delle attività sessuali.
Cosa del resto che si riscontra nel Veneto Leghista e Berlusconiano:


Padova. Spacciava il "Grande Puffo":coca, Viagra e Cialis per sesso boom
Arrestato trevigiano 37enne: acquistava droga e farmaciper il cocktail ultima moda dello sballo da discoteca

PADOVA (23 aprile) - Gli uomini della Guardia di Finanza di Padova hanno arrestato un trevigiano di Loria, il 37enne, Alessandro Visone, trovato in possesso di 100 grammi di eroina purissima e di 300 pastiglie di Viagra e Cialis. L'uomo ha spiegato ai finanzieri che la droga e i farmaci che aveva acquistato durante un viaggio in Olanda servivano a rifornire una cerchia di clienti amici dediti all'ultima moda dello sballo da discoteca, chiamato in gergo “Grande puffo”, cioè l'assunzione associata di cocaina e “pillole blu” che favoriscono le prestazioni sessuali. Il Kit di cocktail blu, secondo gli inquirenti, fruttava allo spacciatore almeno 100 euro. Nella sua auto sono stati trovati oltre un etto di cocaina pura e 300 pastiglie di Cialis e Viagra. I finanzieri hanno bloccato l'auto guidata dall'arrestato, proveniente da Amsterdam, poco lontano dalla sua abitazione. L'uomo è sospettato di aver effettuato numerose trasferte all'estero per rifornirsi della droga.

Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=55585&sez=NORDEST

Va molto di moda il “Grande Puffo” come va molto di moda Berlusconi in Veneto. A suon di Vagra, Cialis e Coca, ci si dimentica che la politica è progetto per il futuro e non per la scopata alimentata da Viagra Cialis e Coca. Cosa, del resto, abbastanza certa che i parlamentari, in particolare quelli del popolo delle Libertà sono strafatti di droga. Infatti, mentre hanno votato i test della positività per gli automobilisti, non lo hanno adottato per loro stessi e hanno agito in maniera violenta contro le Iene quando, sia pur con un trucco, hanno svelato che i parlamentari, specialmente quelli di Berlusconi e del Popolo delle Libertà erano tutti drogati.
Con tanta droga in corpo ci si dimentica delle relazioni familiari. Come la propria famiglia non ha futuro, così si agisce per distruggere il futuro del paese!
La famiglia cristiana non ha futuro, è sempre fonte di violenza. E’ sempre fonte di rapporti distruttivi. Proprio perché è la famiglia dei ruoli: dove il ruolo di Presidente del Consiglio viene scambiato per il ruolo del dio onnipotente e porta Veronica Lario a dire: “Veronica non ce l'ha né con le giovani donne aspiranti europarlamentari né con Noemi. Interpreta la loro parabola quasi epicamente, come "figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica". La Repubblica
Berlusconi ha trasformato la politica in un porcaio!
Riporto dal giornale La Repubblica:




Ha conosciuto Berlusconi nel 1980, poi si sono sposati con rito civile il 15 dicembre 1990. La first lady: chiudo il sipario
Veronica, addio a Berlusconi"Ho deciso, chiedo il divorzio"
A un'amica:
"Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni"
di DARIO CRESTO-DINA

MILANO - "Chiudo il sipario sulla mia vita coniugale". Dopo quasi trent'anni, i due si conobbero nel 1980 e si sposarono con rito civile il 15 dicembre 1990, le strade del presidente del Consiglio e di sua moglie, già spezzate sul piano sentimentale e personale, si dividono anche giuridicamente. Veronica Lario ha avviato le pratiche per la separazione e il divorzio da Silvio Berlusconi, portando a termine un percorso cominciato molto tempo fa come ammise lei stessa alla fine dell'estate 2008, quando confessò che all'eventualità di una separazione stava meditando da dieci anni. Ora ha scelto l'avvocato che la seguirà passo dopo passo davanti ai giudici: "Finalmente una persona di cui mi posso fidare fino in fondo". È una donna. Una professionista lontana dallo star system e dalla politica. L'ha sentita al telefono il primo maggio, l'avvocato era in vacanza su un'isola del Sud Italia. È stato in pratica il loro primo vertice sulla separazione. Veronica le ha spiegato: "Voglio tirare giù il sipario, ma voglio fare una cosa da persona comune e perbene, senza clamore. Vorrei evitare lo scontro". Il legale le ha risposto: "Stia tranquilla. Parto subito, prendo un aliscafo e rientro immediatamente a Milano. Lei è consapevole che non sarà facile e che dovrà sopportare attacchi pesanti? È sicura di volerlo fare?". Nella risposta non ci sono state esitazioni: "So tutto. Voglio andare avanti". Ieri le due donne si sono incontrate a Macherio per studiare la strategia e si rivedranno molto presto, all'inizio della settimana. Vogliono stringere i tempi, evitare il contropiede di un uomo sempre molto abile a ribaltare le situazioni, capace di convocare una conferenza stampa per dire che il divorzio lo ha deciso lui per primo, e non la "signora". Naturalmente nei giorni scorsi Veronica ne ha discusso con i figli e le persone più vicine, un paio di amiche molto care, sottolineando ancora una volta le ragioni del suo distacco dalla vita pubblica del marito e insistendo sull'importanza che rappresenta per una donna come lei il valore della dignità: "Ora sono più tranquilla - ha confidato loro - . Sono convinta che a questo punto non sia dignitoso che io mi fermi qui. La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni". [...]

Quell'imperatore è ancora suo marito ed è il padre dei suoi figli, un padre che, seppure invitato, non ha mai partecipato alla festa dei loro diciott'anni. Di fronte alla nuova pubblica offesa sceglie di replicare pubblicamente con una dichiarazione che manda all'agenzia Ansa soltanto dopo le dieci di sera. È stato infatti un giorno di angoscia a villa Belvedere. Barbara, incinta di sette mesi del suo secondo figlio, è stata ricoverata all'ospedale San Raffaele. Sono lunghe ore di ansia, c'è il rischio di un parto prematuro. Veronica Lario ha in casa il nipotino Alessandro, chiede alla segretaria Paola di fermarsi fino a mezzanotte. La misura è colma, il "ciarpame" non è soltanto politico. La mattina successiva Berlusconi dalla Polonia attiva la cortina fumogena e la contraerea dopo una notte di rabbia. Ordina che le "veline" spariscano quasi tutte dalle liste europee, ridimensiona il rapporto con Noemi a una antica conoscenza con il padre ex autista di Craxi (notizia poi smentita da Bobo Craxi e cancellata comicamente addirittura da un comunicato di Palazzo Chigi) e liquida con una battuta maschilista e greve l'indignazione della moglie, evitando di pronunciarne il nome e il ruolo: "La signora si è fatta ingannare dai giornali della sinistra. Mi spiace". Rientrato a Roma, annulla un incontro in calendario per il giorno successivo con il presidente della Camera Gianfranco Fini.
[...]
(3 maggio 2009)
Fonte:
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/elezioni-2009-2/veronica-divorzio/veronica-divorzio.html


C’è modo e modo, per chiudere una storia sentimentale.
Alcuni modi possono essere dolorosi, ma rispecchiano la dignità morale delle persone che vi partecipano. Altri modi sono squallidi in quanto manifestazione dello squallore etico e morale di chi vi partecipa e di chi agisce: il comportamento i Berlusconi è squallido!
La sua mania di essere giovane e rincorrere le minorenni non è solo indice di aberrazione morale, ma è indice della sua percezione soggettiva del fallimento della sua esistenza.
Puoi passare una vita a fare soldi e tutti intorno ti invidiano la quantità di denaro che hai, ma sono i soldi che costruiscono delle relazioni, non tu come persona. Tu non hai nulla se non lo comperi con il denaro: comprese le minorenni.
E’ per questo motivo che Berlusconi piace al Vaticano. Per ottenere questo Berlusconi ha tentato di violentare Eluana Englaro.

03 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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