Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

venerdì, maggio 08, 2009

Che fine hanno fatto gli intellettuali di dinistra? Che fine hanno fatto gli intellettuali marxisti? Che fine hanno fatto i libertari? Si sono venduti

Che fine hanno fatto gli intellettuali di “sinistra”?

Nacquero negli anni ’60 quando si emanciparono dall’egemonia del Partito Comunista, un partito che per bigottismo e morale cattolica rivaleggiava con la Democrazia Cristiana nel sottomettersi alla CEI. Si emanciparono nel momento in cui l’Italia stava diventando effettivamente uno stato Democratico. La Costituzione stava uscendo dalle stanze buie dell’integralismo cattolico e iniziava ad essere rivendicata dalla nazione.
Il fermento degli infiniti distinguo della sinistra nelle infinite esperienze spingevano un mondo a cambiare uscendo dall’assolutismo ideologico in cui l’uomo è sottomesso all’autorità.

L’Italia, come nel resto d’Europa, era pieno di intellettuali che cavalcavano questo fermento emotivo che attraversava i bisogni dei popoli. Era il momento di COSTRUIRE le società. Di stabilire i principi importanti a fondamento delle scelte delle persone e gli scontri, nelle piazze e nei quartieri si moltiplicavano per difendere principi o imporre soluzioni.
Nacquero decine di movimenti extraparlamentari, diversi fra loro, ma pieni di “vigore” e di progetti. Se non progetti reali, almeno progetti immaginati. Gli operai avevano avanguardie intellettuali e gli studenti non avevano solo il pezzo di carta, ma costruivano un’esperienza nei dibattiti sul territorio.

Fu il tempo in cui qualcuno tentò di fermarli spacciando eroina.
Poi, un giorno, il Partito Comunista decise, assieme alla Democrazia Cristiana che le persone non dovevano pensare e che pensare era pericoloso.
Così cominciò la grande repressione: di ogni pensiero, di chi osava protestare, di chi aveva dei progetti, di chi guardava al futuro.

Il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana decisero che questa società andava distrutta. Così, sparì, fra furti di denaro e di tangenti, il Partito Socialista, sparì la Democrazia Cristiana, sparì il Partito Comunista, finché sparirono tutti i partiti e si perse l’identità “politica” delle persone.
Destra e sinistra non indicavano più nulla di sostanziale se non un vago ricordo che veniva richiamato nella testa delle persone.

Ora la società era pronta. Sorsero i “gestori tecnici della cosa pubblica”. La politica del “fare” prese il sopravvento sulla politica delle ideologie. Però, dal momento che per “fare” è necessario rispettare le regole e i politici del “fare” non conoscevano le regole sociali perché non avevano partecipato alla loro formazione né ne conoscevano l’importanza per la società, iniziarono a distruggere queste norme “ridondanti” assolutamente inutili.

Così la scuola pubblica divenne un costo da tagliare. Meglio finanziare la scuola privata.
La sanità era un costo da tagliare. Meglio finanziare la sanità privata.
Le pensioni erano un costo da tagliare. Meglio spingere la gente a farsi la pensione privata.
La polizia è un costo da tagliare. Meglio le ronde private.
La Guardia di Finanza è un costo da tagliare. Meglio il lavoro nero e l’evasione fiscale.

I Comuni sono carrozzoni. Meglio tagliare i fondi.
La magistratura è un costo. Meglio sottrarre i fondi.

L’intera società è solo una questione di costi di qualcuno che sottrae ricchezza ai cittadini per assicurarla a sé stesso.

Quando tutto è una questione di costi, è arrivata la crisi economica che sta cacciando i lavoratori dalle fabbriche e dal lavoro sul territorio. I lavoratori costano troppo.

La domanda è: dove stanno gli intellettuali di sinistra?
Negli anni ’70 e ’80 erano le retroguardie che seguivano il flusso della trasformazione. Oggi che dovrebbero indicare gli obbiettivi della trasformazione possibile sono spariti.
Chissà, forse sono andati a cercare l’illuminazione in India o i paradisi in Marocco oppure, molto probabilmente stanno nelle parrocchie cattoliche ad aiutare il prete cattolico ad alimentare la gloria del suo dio padrone sfruttando i poveri che si sommano ai poveri.

Della società e dei suoi fondamenti non frega più a nessuno.
Lo Stato, come insieme di persone, non ha retto alla democrazia, preferisce trasformarsi in uno stato mafia: e gli intellettuali, che fine hanno fatto?
Ci sono ancora intellettuali? Sono stati emarginati? E cosa fanno per uscire dall'emarginazione?
Quella fantasia che doveva andare al potere, che fine ha fatto?
Ha alimentato la fantasia dello stato mafia?
E la risata che vi seppellirà, si sta estinguendo in Vauro?
E' possibile che fra tutti gli "intellettuali", grandi o piccoli, famosi o sconosciuti, della sinistra, non ce ne sia rimasto nessuno?
E' così che muore un popolo: quando cessa la tensione verso un futuro possibile, si può discutere soltanto sul prezzo delle catene che lo riducono in schiavitù.

08 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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