Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

sabato, maggio 02, 2009

Come i media nascondono la crisi e distribuiscono valium per truffare i cittadini.

Esistono due crisi, quella reale che colpisce le condizioni di vita delle persone e quella non-esistente fonte delle fantasie morbose di Berlusconi e del suo governo. I migliaia di disoccupati, per il governo Berlusconi, Tremonti, Bossi, Gasparri, non esistono. In fondo, per loro sono solo bestiame che dovrebbe togliersi, morendo e possibilmente senza puzzare, dalle palle.
Per questi personaggi la crisi non è fatto di “problemi che investono l’insieme di persone chiamate”nazione”.”, ma è la percentuale di borsa che realizzano le loro azioni. Quando la Borsa ha finito di crollare, per questo governo, la crisi è finita!
Anche quando vengono forniti i dati sulla crisi economica e le sue ripercussioni sulle persone, i telegiornali berlusconiani si affannano a dire: “...è un dato grave ma già si vedono i segni della ripresa.”. Oppure, con enfasi, si parla di spiagge in preparazione e di voglia di vacanze degli italiani. Con enfasi si parla delle lunghe code di aiuto e ampio spazio viene dato agli avvenimenti sportivi o ai programmi culinari. Si parla di unghie, piccoli animali, di come si cura l’orto, dei prodotti biologici, ma non dei problemi della società civile. Così si mette enfasi sull’inaugurazione di un termovalorizzatore che non è ancora terminato, mentre si nasconde il fallimento organizzativo per i mondiali di Nuoto voluto da Alemanno. Il terremoto è arrivato come una ciliegina sulla torta per nascondere i problemi sociali italiani come è arrivata quella bufala della febbre suina sulla quale concentrare l’attenzione dei media.
Mentre il Popolo delle Libertà gioca con le veline, chi perde il lavoro viene colpevolizzato e criminalizzato. Berlusconi ha detto che “lui si sarebbe dato da fare”. Si è guardato bene da dire “a fare cosa!”.
I dati reali dipingono la crisi.
Prelevo da TelevideoRai 01-02 maggio 2009.
Iniziamo con le aziende:



CRISI, IN 3 MESI 30MILA AZIENDE IN MENO
COMMERCIO E AGRICOLTURA SEMPRE IN CRISI
Le imprese non ci stanno. La crisi non fa dormire sonni tranquilli ma gli im prenditori che sono sul mercato fanno di tutto per restarci.A subire maggiormente l'incertezza di questa fase sono invece coloro che vorrebbero avviare una attività. Così la somma dei due effetti ha prodotto tra gennaio e marzo un saldo negativo di 30.706 imprese. Il bilancio, tracciato dalla rilevazio ne trimestrale di Unioncamere, è il più pesante degli ultimi dieci anni, pari ad una riduzione dello stock delle imprese dello 0,5%.

In termini assoluti il bilancio più negativo si registra in agricoltura (circa 20mila le imprese che hanno chiuso) nel commercio (-10.082), le atività manufatturiere (-5.266) e nelle costruzioni (-4.533). In conseguenza della chiusura e della nascita di nuove imprese, lo stock complessivo delle aziende registrate alla fine dello scorso mese di marzo ammonta a 6.065.232 imprese, di cui 1.480.52 il (24,45%) artigiane. In valore assoluto le imprese che stanno risentendo di più della crisi sono quelle localizzate al Sud e nelle Isole (-11.181 unità).
02/05/2009 15:32

Ed ecco un altro esempio di disinformazione Berlusconiana. Quando il Tesoro è costretto ad ammettere qual è la contrazione del PIL, al disastro annunciato dal dato reale calcolato, ventila immediatamente la ripresa del 2010. Solo che la ripresa sta nelle fantasie erotiche di Berlusconi e Tremonti, mentre la contrazione del PIL è un dato reale. Come è un dato reale la diminuzione degli introiti per la massa enorme di licenziati e i cassaintegrati che si ripercuoterà anche sulle entrate del prossimo anno.


TESORO, PIL 2009 -4,2% RIPRESA SOLO NEL 2010
Il Pil italiano quest'anno si contrarrà del 4,2%: ma ci sarà una lieve ripresa nel 2010 anno in cui si assisterà a una crescita economica dello 0,3%. Sono le previsioni contenute nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica per il 2009. Il rapporto deficit Pil si attesterà nel 2009, invece, al 4,6%. "Il livello dell'indebitamento nel 2010 si attesterebbe sullo stesso livello del 2009 per iniziare a scendere, a decorrere dal 2011" anno in cui, si legge nella Relazione, dovrebbe collocarsi al 4,3%.

Non guardate alla contrazione del PIL. E' roba vecchia. Vuoi mettere come allettano l'attenzione le prospettive del 2010? E i media nemmeno si vergognano.
Davvero pensano che chi è disoccupato oggi nel 2010 troverà lavoro? Davvero pensa che il milione di posti di lavoro persi sarà recuperato nel 2010?
Salirà il valore delle azioni, ma non quello dei posti di lavoro, né quello degli stipendi.
Un altro dato che dovrebbe far riflettere e che, invece, viene nascosto se non salutato come indice di ripresa, è il dato sull’inflazione. Mentre i paesi in Europa hanno messo sotto controllo i prodotti tant’è che l’inflazione rimane ferma allo 0,6%, in Italia la voglia di far soldi alla faccia delle persone in crisi ha portato l’inflazione all’ 1,3% in salita dopo 7 mesi.

L'INFLAZIONE RISALE DOPO 7 MESI: +1,3%
L'inflazione ad aprile è salita all'1,3%, dall'1,2% di marzo, su base annua. Lo comunica l'Istat nella stima preliminare aggiungendo che su base mensile i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,3%. A livello tendenziale il dato segna il primo rialzo, per quanto marginale, dopo 7 mesi di tendenza al rallentamento. Resta ai minimi invece l'inflazione nella zona euro ad aprile: dopo il calo record di marzo il dato si ferma allo 0,6%, il livello più basso di sempre. Lo comunica Eurostat nella stima flash.


In compenso, l’orgoglio nazionale per il Duce e le gloriose imprese dell’Italia fanno applaudire partiti e sindacati alla grande operazione della FIAT con l’acquisizione Chrysler.
Un grande applauso che non è bipartisan, MA FASCISTA!
Perché fascista? Perché nell’accordo FIAT non sono stati garantiti i lavoratori FIAT che sono la vera merce di scambio dell’accordo: alla faccia dei sindacati italiani.
Un grande applauso che tenta di nascondere come l’accordo porterà inevitabilmente e comunque ad una drastica riduzione dei posti di lavoro e mentre la FIAT sarà in grado di ricattare banche e governi per ottenere sovvenzioni e aiuti, migliaia di posti di lavoro saranno cancellati perché la richiesta di automobili si sta contraendo in tutti i continenti.

SODDISFAZIONE DI TUTTE LE SIGLE SINDACALI
"Viene confermato un'operazione che apre una pagina nuova. Adesso però il nuovo gruppo dovrà dimostrare di vince re le sfide di un mercato che sarà più difficile e competitivo". Così Epifani (Cgil) sull'intesa Fiat-Chrysler. "Un accordo davvero importante. Ci sono tutte le condizioni perchè ci siano riflessi positivi per l'economia",commenta Bonanni (Cisl).E Angeletti (Uil): "L'Italia torna as avere una nuova vera multinazionale". Per la Polverini (Ugl) "l'accordo è sicuramente un fatto positivo".


Cosa abbiamo di fronte? Da un lato le veline di Berlusconi e la propaganda televisiva sul nulla e dall’altra parte la perdita di lavoro e di potere d’acquisto dei salari nei confronti di una confindustria che sta letteralmente saccheggiando il paese.
Se tutto va bene Berlusconi e Maroni vinceranno le prossime elezioni Europee.
Chi sta perdendo è la società civile italiana.

02 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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