Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

venerdì, maggio 22, 2009

Il disastro economico: dati reali Istat e attesa del miracolo cristiano da parte della Confindustria.

E mentre la Confindustria continua a sparare stupidaggini, farfugliando di una ripresa che legge in dati assolutamente slegati dalla realtà, il crollo delle vendite al dettaglio del mese di marzo che i dati reali Istat indicano, meno 5,2, oggi, dovrebbero far riflettere. Quando l’Istat registra i dati rendendoli pubblici, sono trascorsi due mesi. La sofferenza, registrata dall’Istat, relativa al mese di marzo si è protratta, aggravandosi, per tutto aprile maggio.
Quando la Confindustria afferma che “sale la fiducia delle imprese”, come segnale positivo, non è un dato reale, ma una tensione di speranza psichica che allontani l’angoscia della disperazione nelle singole imprese che, sconvolte dalla realtà, sperano nel “miracolo”. Affermare che l’attesa del miracolo (cristianamente inteso) è un segnale positivo, indica un grado fattivo di disperazione straordinario. E’ come se un affamato si giocasse gli ultimi soldi al superenalotto anziché comperarsi un panino!
Le finanze pubbliche “PEGGIORANO VISTOSAMENTE”. E’ un dato reale, come è un dato reale che “il credito continua ad essere selettivo, specie verso le piccole imprese e nei confronti di operazioni commerciali con l’estero” il che significa che ogni piccola impresa, dal momento che è a rischio fallimento, deve essere accuratamente selezionata altrimenti la Banca perde il credito concesso.

Un dato che dovrebbe essere letto con forte apprensione dalla Confindustria è “il ritorno ala crescita della Cina”, il che equivale ad una perdita di concorrenza delle imprese nazionali, specie in campo estero, che giustifica, da parte delle banche il rifiuto alla concessione del credito e del finanziamento per operazioni commerciali.

Operazioni commerciali destinate a quel crollo, sempre negato da Tremonti, che vede nelle vendite al dettaglio il peggior dato dal 1997. un dato che si riflette sulla diminuzione di aprile e maggio e porta un numero considerevole di imprese verso la bancarotta estiva.
Facile prevedere che al ritorno dalle ferie estive molti operai troveranno la fabbrica chiusa e qualche centro commerciale in fallimento.
Cosa significa quando l’Istat dice che il crollo delle vendite nel mese di marzo riguarda l’utensileria per la casa con un meno 7,6%; cosa significa, anche nelle prospettive estive quando le vendite di giochi, giocattoli, sport e campeggio, sono diminuite del 6,5%? O a marzo le vendite per l’abbigliamento sono diminuite del 6,1%? Cosa significa se a marzo la vendita di prodotti per la cura della persona è diminuita del 5,1%? Cosa significa se la vendita di mobili e di elettrodomestici è diminuita a marzo del 4,7% nonostante le sovvenzioni dello Stato?

Avranno pur un senso per Confindustria questi dati. Questi dati evocano uno spettro tanto usato come esempio quanto temuto nella realtà economica: la rivolta dei consumatori. Non tanto la cessazione dei consumi, ma i consumatori che consumano quanto necessitano di consumare contenendo spese e consumi come accumulo di capitale personale. Chi non può non compera e chi potrebbe comperare non compera perché potrebbe non poter più comperare. Si tratta del prologo ad una rivoluzione il cui impatto sociale è pari a quello del 1948 dove il vecchio, pur continuando a danneggiare il presente, come le televisioni di Berlusconi che invitano a spendere e a diffondere la miseria attraverso l’imprudenza, è preludio di un nuovo che non vediamo nella realtà, ma intuiamo come possibile.


L’altro dato che dovrebbe far riflettere la Confindustria, sono le “finanze pubbliche” e le leggi di spesa che vengono approvate dal parlamento senza una copertura finanziaria. Se nei primi tre mesi del 2009 c’è stato un crollo delle entrate, del resto facilmente prevedibile visto l’andamento dell’economia negli ultimi tre mesi del 2008, questo crollo è destinato ad aumentare nel secondo trimestre del 2009 con il crollo delle entrate dell’IVA e le altre voci. Il crollo delle vendite, come contrazione dei consumi, si traduce in contrazione dell’IVA. E’ vero che la Confindustria ha invitato il governo a derubare i cittadini delle loro pensioni, ma, anche questo, si traduce in un tracollo degli equilibri economici e accelerano il disastro perché non si ruba ciò che è in questo momento, ma le prospettive future che in questo momento vengono costruite dai cittadini (e non dalla Confindustria).

Così, si viene a sapere che a livello tendenziale cadono le vendite sia per la grande distribuzione che per le imprese operanti su piccole superfici. Come dire che il crollo delle vendite è distribuito su tutto il territorio nazionale.
Confermo l'impressione fornita da Berlusconi: Marcegaglia è una velina sia nel modo di porsi che nel modo di fare economia. Chiusa nel proprio immaginario, vende fumo come le veline vendono chiappe.

Questi dati portano a guardare l’estate con terrore dal punto di vista economico anche perché non sono diminuite le spese delle imprese e anche se ricorrono massicciamente al lavoro nero e a quello sottopagato, gran parte di loro non supererà l’estate nonostante una massiccia campagna televisiva che inciterà gli italiani a spendere e a privarsi del proprio reddito. La stessa operazione FIAT sta mascherando un disastro sociale che l’euforia della riuscita della conquista dei mercati dell’auto sta mascherando (sembra che i tedeschi abbiano capito le implicazioni sociali dell’operazione FIAT).

22 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

Valerio ha detto...

Ormai questo sistema è arrivato ad un punto morto...per una volta tocca esser d'accordo con Berlusconi...sulla velina.
Qualche sindacato ha pure preso le difese della Mercegaglia!