Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, maggio 20, 2009

La crisi economica, i dati e le prospettive a medio termine.

Quando si parla di crisi economica, non si parla di cose astratte, ma di percentuali di crescita e di decrescita dei fattori economici che determinano benessere o malessere sociale

L'economia giapponese registra un crollo record del pil del 15,2% annuo nel trimestre da gennaio a marzo. Nel trimestre c’è un calo record del 4%. Crolla sia la domanda interna che gli investimenti finanziari. Forse ci si aspettava peggio, la il crollo di un’economia non è lineare, è un crollo a scatti in cui ad una discesa segue un rallentamento il cui scopo è fissare la discesa precedente e preparare il terreno per la discesa successiva. Qualcuno si aspettava una maggiore diminuzione, del 4,2%, dopo il -3,8% dell’ultimo trimestre del 2008. Va da sé che le due diminuzioni, in termini quantitativi di produzione economica, si sommano, aggiungendo disastro a disastro. Il fatto che un dato sia meno peggio di quanto ci si aspettava, non è un miglioramento, ma la continuazione della distruzione dell’apparato economico che si sta trasferendo nella società. I consumi privati, nel primo trimestre sono diminuiti del 1,1%, mentre nell’ultimo trimestre del 2008 erano scesi del 0,8%. Il che significa che nel secondo trimestre del 2009 si parte ddopo che i consumi sono diminuiti dell’1,9% per sei mesi. L'export e' calato dell'1,4%, meno del -2% degli ultimi tre mesi del 2008, il che significa che, in questo secondo trimestre del 2009 si parte con un export del -3,4% rispetto ai sei mesi precedenti. Anche se c’è stato un contenimento del crollo della produzione industriale, il lieve aumento non fa che confermare il crollo della produzione dei mesi precedenti con necessità, per alcuni, di ripristinare qualche scorta.



L’Istat comunica che: L'industria italiana a marzo ha registrato un calo di ordini del 26% rispetto a marzo 2008 e del 2,7% rispetto a febbraio 2009.
L’Istat comunica che: il fatturato dell'industria a marzo è diminuito del 27,9% rispetto a marzo 2008.

Inoltre, i dati su cui possiamo e dobbiamo discutere sono anche i seguenti (prelevati da La Repubblica del 11 maggio 2009):


Anche l'Istat definisce un "calo eccessivamente elevato" quello registrato dalla produzione industriale, che a marzo è arretrata rispetto al mese precedente del 4,6% e nel primo trimestre 2009 ha perso il 9,8% rispetto al trimestre precedente. Robusto anche il calo tendenziale: rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, rileva infatti l'Istat, la produzione è calata del 23,8% (si tratta di un dato corretto, dato che ci sono stati 22 giorni lavorativi contro i 20 di marzo 2008; -18,2% è invece il dato grezzo). Come già per il dato di febbraio, il dato tendenziale corretto è ancora il più basso mai toccato nelle serie storiche dell'Istat (dal 1990, con il primo dato annuo a gennaio 1991). E il prossimo mese, secondo le previsioni di Confindustria, non andrà meglio: il Centro Studi per aprile stima una flessione del 23,1%, in linea con il trend di marzo 2008 (-23,8%). Su base mensile, in aprile, Confindustria calcola un rimbalzo della produzione industriale dell'1,5% su marzo. I dati grezzi indicano una variazione ad aprile del 23,2% su base annua. Guardando alle variazioni congiunturali, la peggiore è quella registrata dai beni intermedi (che servono a produrre altri beni): -5,4%; la produzione dei beni di consumo è arretrata del 4,3% e quella dei beni strumentali del 4,1%. Su base annua (dato corretto per giorni lavorativi) i beni strumentali perdono il 25,6%. Tra i settori, rispetto a febbraio arretra maggiormente la produzione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,6%); industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-9,9%); metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-9,3%).

E, infine, tanto per riflettere:

L’Istat comunica che a marzo in Italia prezzi alla produzione dei prodotti industriali sono diminuiti dello 0,6% nei confronti di febbraio e del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2008. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice è diminuito del 2,9% rispetto ai tre mesi precedenti. I prezzi sul mercato interno hanno registrato un calo dello 0,7% rispetto a febbraio e del 4,6% rispetto a marzo 2008 (il calo maggiore dal 1991). Sul mercato estero il calo è stato dello 0,2% su febbraio e del 2% su marzo 2008.
Cosa significa quest’ultimo dato? Che le industrie italiane sono meno concorrenti delle industrie cinesi e estere e sono costrette ad abbassare ulteriormente i prezzi per rimanere sul mercato.
Dati questi numeri, quali sono le previsioni per i prossimi mesi?
Aprile e maggio sono in sofferenza assoluta. La FIAT ha annunciato altre 4 settimane di cassa integrazione a Pomigliano d’Arco e l’acciaieria di Taranto è entrata da poco in cassa integrazione. Questo, naturalmente, ha bloccato l’indotto il quale è costretto sia a disfarsi degli operai irregolari che, a volte a chiudere aziende e spingere le persone al lavoro nero.

La disneylandia di Berlusconi non tiene conto delle cifre, né del loro significato proiettato sui mesi seguenti, come del resto non lo ha fatto nell’estate del 2008 troppo impegnato ad usare il parlamento per farsi gli affari suoi.
Quanta cassa integrazione è stata fatta fino ad ora?
Quanta ne rimane da fare prima di entrare nella mobilità e nel licenziamento?
Quanti interinali sono stati lasciati a casa?
Come hanno ristrutturato gli acquisti gli italiani?
Giugno-luglio-agosto sono mesi di ferie. Mesi in cui le persone sono invitate a spendere e non viene organizzato nessun progetto economico. Mesi in cui si sollecita a essere ottimisti mentre l’industria italiana sta chiudendo. Stare sul mercato in una situazione di crisi e non essere più concorrenziali rispetto alla produzione economica asiatica, significa costringere l’Italia a raggiungere il livello di miseria generalizzato dei più poveri quartieri asiatici.
Questo gli Italiani lo sanno, ma lo sanno solo chi sta sperimentando in questo momento la crisi e vive in stati angosciosi.
I lavoratori italiani sono malati d’angoscia e si trovano un governo che rafforza soltanto le misure di polizia.
Fra poco ci saranno le varie tornate elettorali che serviranno per distrarre dalla crisi economica. Poi ci sarà il G8 che motiverà altre distrazioni. Poi ci saranno le vacanze d’agosto e ci si ritrova a settembre con 40.000 precari della scuola senza lavoro alla ricerca disperata di un impiego.

E Silvio Berlusconi è l’artefice di tutto questo!

20 maggio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
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