Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, giugno 18, 2009

L'avvocato Nicolò Ghedini e le tecniche procedurali degli anni di piombo!

Nella vicenda del divorzio fra Silvio Berlusconi e Veronica Lario entrano in campo “Los Ghedinos” in difesa degli interessi di Berlusconi.
In realtà, Nicolò Ghedini l’ho più volte visto e ascoltato. Ultimamente ad Anno Zero.
L’ho visto spesso mettere in imbarazzo i suoi interlocutori che accusava impunemente e violentemente senza che questi reagissero in maniera adeguata. L’ultimo, preso di mira in maniera volgare e offensiva, era Travaglio il quale si è difeso, in maniera disperata, portando un certificato penale.
Roba ridicola.
Ci sono molte cose da dire sulla tecnica di Ghedini, ma se alle persone manca la memoria storica o non sono state attente agli avvenimenti passati, non possono capire l’aggressione di Ghedini né l’origine ideologica dei suoi “trucchi” giuridici.
In effetti, capire Nicolò Ghedini non mi è stato facile anche se molti meccanismi che usava nel discutere ad AnnoZero mi erano familiari.
La rivelazione l’ho avuta quando ho letto per caso un articolo del 25 maggio 2009 del giornale l’Espresso a proposito di Ippolita Ghedini e delle sue frequentazioni. Suo marito disse: “A me non interessa quale ruolo hai nella banda, sei responsabile di ogni reato commesso dalla banda! (dove per "banda" intendeva ogni cosa che avrebbe voluto, nella sua fantasia erotica, che la banda fosse all'interno dell'ideologia del Teorema Calogero)” e ancora: “Non ci sono i presupposti per considerare l’esistenza di una banda, ma io voglio considerare che, alla faccia della legge, questa sia una banda!”
Delle leggi, disse in sostanza, non me ne strafotte un cazz...zo!
Degli accertamenti giuridici: me ne sbatto (infatti, omise le inchieste sul lavoro nero e sugli incidenti sui posti di lavoro che la mia attività denunciava!)
D’altronde, dice, voi non conoscete le leggi e io vi prendo in giro come voglio: se notate, in tutte le trasmissioni televisive cui ha partecipato, non ha mai dimostrato quanto affermava, ma usava la violenza verbale per costringere l’interlocutore a non chiedergli spiegazioni delle farneticazioni che faceva passare come “ovvietà”. Tecnica già vista. Solo che, perché quella tecnica abbia successo, è necessario avere dei complici, come aveva Michele Dalla Costa: non fu inquisito nemmeno per il tentato omicidio (nei miei confronti!).
Ora ho capito da dove provengono le tecniche di Nicolò Ghedini!

Aggiunta:

De Magistris. «Innanzi tutto, credo che la situazione sarà più grave di quella che verrà fuori adesso. Il quadro mi sembra molto fosco. Lo stesso messaggio dell'onorevole Ghedini che dichiara "male che vada, il presidente del Consiglio è solo un fruitore finale e pertanto non c'è nulla di penalmente rilevante" fa pensare a un ciclo produttivo, a una catena industriale, cosa vuol dire fruitore finale? L'immagine che ne emerge è da decadenza dell'Impero Romano, sembra di leggere il Satyricon di Petronio». Così Luigi de Magistris interviene a KlausCondicio, sottolinenado che il caso è «molto più grave di quanto era successo al presidente degli Stati Uniti» con Monica Lewinsky. Secondo De Magistris i Pm di Bari fanno bene «a volerci vedere chiaro nella vicenda, o a capire se dietro a tutto questo c'è dell'altro, se ci sono dei ricatti annodati. Mi pare che il quadro che ne esce - dice - sia inquietante. Da ex magistrato, sul piano penale sono abituato a vedere cosa viene fuori dalle inchieste».

Mi fa piacere che Nicolò Ghedini riconosca che Silvio Berlusconi sia un puttaniere, ma non punibile in quanto tale a differenza di chi si ferma a chiedere informazioni alle ragazze che bande di vigili urbani, attentando al dettato Costituzionale, aggrediscono. Fa il pari con Michele dalla Costa che sosteneva che chi ammazzava le persone sui posti di lavoro non andava perseguito (come chi trafficava in lavoro nero) in quanto istituzione dello Stato!
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Le tecniche di Nicolò Ghedini ebbero successo negli anni di piombo perché si impedì la difesa degli imputati, anche dagli stessi avvocati legati in associazione eversiva con i magistrati nel condurre la loro attività eversiva.
Oggi diventa assolutamente normale che Silvio Berlusconi dia del pazzo a Ghedini che usa le stesse tecniche: molti imputati degli anni di piombo avrebbero voluto dare dei pazzi ai loro avvocati e ai magistrati se non fossero stati minacciati di morte o di torture!

18 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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