Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

venerdì, giugno 12, 2009

Perché è utile la visita di Gheddafi in Italia


Per comprendere l’importanza della visita di Gheddafi a Roma è necessario partire da quello che sintetizza La Repubblica il 10 giugno a proposito della conferenza stampa congiunta fra Gheddafi e Berlusconi:


“L'incontro con i giornalisti del premier e del colonnello è stato uno scambio di "affettuosità" fra i due leader. Riconosco nel leader Gheddafi una "profonda saggezza", ha detto il Berlusconi sottolineando di essere legato al colonnello da "vera e profonda amicizia" coltivata in questi ultimi quindici anni. Berlusconi, ha risposto Gheddafi, è "un uomo di ferro", la cui "determinazione e coraggio" hanno reso possibile il trattato di amicizia e cooperazione fra Italia e Libia. Gheddafi ha parlato del "mio amico Berlusconi", "un amico che tutti i libici oggi conoscono dopo le sue numerose visite utili in Libia che hanno spianato la strada al trattato".”


A questo segue l’auspicio di Alemanno, sindaco di Roma:

"Questa prima visita del leader libico in Italia costituisce un evento storico". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno nel corso del suo discorso in piazza del Campidoglio dove oggi e' in visita il leader libico Muammar Gheddafi. Secondo il primo cittadino "e' una visita che rappresenta il giusto coronamento di un lavoro costante e progressivo, che ha saputo creare un nuovo rapporto di amicizia tra l'Italia e la Libia, tra Roma e Tripoli".

Quando Alemanno parla del lavoro costante e del lasciar fuori le ideologie, intende tutte le ideologie che non sono nazi-fasciste. Infatti, le parole di Gheddafi che esprimono intenzioni possono essere interpretate in vari modi, ma dal punto di vista ideologico sono parole di esaltazione del nazi-fascismo come metodo con cui affrontare i problemi:

“Oggi ci sono proteste - osserva ancora il leader libico - contro il governo italiano perché dicono che questo è contro i diritti dell'uomo, ma allora vuol dire che contenere l'immigrazione è contro diritti dell'uomo? Allora lasciate che il governo italiano smetta di difendere l'Italia dall'immigrazione e lasci milioni di immigrati entrare in Italia, perché gli amici dei diritti dell'uomo dicono che questa azione è contro i diritti dell'uomo... Lasciamoli entrare in Italia e a quel punto il governo italiano non sarebbe più responsabile, lo sarebbero dei gruppi che hanno difeso l'immigrazione". "Allora lasciamo ai difensori dei diritti dell'uomo - continua Gheddafi - di trovare i posti di lavoro, fornire cure a milioni di immigrati. Difendete i diritti? Allora venite e portate la vostra responsabilità. Ma questo - conclude - porterebbe a una richiesta di un dittatore che possa proteggere l'Italia con rigore...". (fonte eco di Bergamo)


Qual è il senso del simbolo dell’Africa che Gheddafi si porta addosso?
Non certo l’Africa dei cittadini africani. Le parole di Gheddafi hanno il senso delle parole sugli ebrei dell’Italia fascista o della Germania nazista.
Con gli accordi sottoscritti da Berlusconi e da Maroni, l’Italia si è resa responsabile della costruzione di Campi di concentramento e campi di sterminio. Mentre Gheddafi rivendica il diritto all’auto determinazione della Libia contro il colonialismo italiano e le atrocità che l’Italia ha commesso in Libia, nello stesso tempo si è alleato a Berlusconi e Maroni per commettere quelle e altre atrocità in un contnuum psicologico in cui l’Italia si vede sempre coinvolta nel genocidio. Una maledizione di “colpa” che accomuna Mussolini a Berlusconi.

“''Continui rastrellamenti, deportazioni e soprattutto dei campi di concentramento, alcuni finanziati dall'Italia, in cui donne e uomini subiscono violenze di ogni tipo''. L'accusa al governo libico e al suo leader Gheddafi e' lanciato da un gruppo di donne, italiane e straniere, che hanno deciso di scrivere una lettera in cui si contesta ''il patto di guerra stretto con lo Stato italiano e l'Unione europea contro i migranti''.


(ANSA) - ROMA, 11 GIU - Un ponte con la Libia nel futuro, per fare del Mediterraneo un mare di pace. Cosi' il presidente del Senato, Schifani nel saluto a Gheddafi. Il leader libico e' stato ricevuto a Palazzo Giustiniani, dove Schifani ha ricordato il voto a larga maggioranza con cui il Parlamento ha approvato il Trattato di amicizia firmato a Bengasi il 30 agosto scorso. Il Trattato e' considerato dal capo di Palazzo Madama, il punto di arrivo di un negoziato che ha impegnato diversi governi.


Schifani ha sentito delle sintonie emotive con Gheddafi: si sono capiti subito nel comune versante ideologico. Come, per Gheddafi, gli immigrati non hanno nessun diritti e, secondo lui, ci si deve difendere con quei metodi dalla loro aggressione, nello stesso modo Schifani, Berlusconi, Tremonti e Maroni, si difendono dagli italiani impedendo le intercettazioni telefoniche che mettono a rischio di conoscenza dei loro affari privati. Per Schifani, Berlusconi, Tremonti e Maroni, gli italiani vanno trattati come gli immigranti: è sempre la stessa radice ideologica applicato e veicolato in forme diverse.

Gheddafi a Roma ha recitato la parte che gli chiedeva Berlusconi. Né più né meno. Quando Berlusconi chiede a Gheddafi di sequestrare gli immigrati, Gheddafi comprende subito la radice ideologica di Berlusconi e decide di aiutare Berlusconi sostenendo il suo progetto politico-nazionale in Italia:

"Gli Stati Uniti sono terroristi come Bin Laden, hanno fatto dell'Iraq un Paese islamico e le dittature non sono un problema se fanno il bene della gente". Gheddafi lancia un attacco durissimo in una requisitoria di oltre un'ora a Palazzo Giustiniani. E in serata al Campidoglio, aggiunge: "Il partitismo è l'aborto della democrazia. Se il popolo italiano me lo chiedesse, io darei il potere al popolo italiano, annullerei i partiti".

Non c’è dubbio che nel gli USA fecero un’azione di terrorismo contro la Libia e non c’è sul danno sociale fatto da Bush, Berlusconi e Blair, in Iraq. Invasione e sterminio per lo sterminio. Davanti alla furia omicida di Bush, Berlusconi e Blair (tutti e tre integralisti cristiani), anche un individuo come Saddam Hussein acquista una sua dignità morale. Ma è proprio del progetto di individui sanguinari che invasero l’Iraq, l’abbattimento della democrazia nei loro stessi paesi: Bush e Blair sono stati allontanati dalla peggior crisi economica che ha colpito il mondo e Berlusconi sopravvive solo perché con sei televisioni nasconde agli italiani la crisi sotto il tappeto delle immagini con culi e tette delle veline. L’annullare i partiti suona musica alle orecchie di Berlusconi e a coloro che si apprestano a succedergli non appena sarà morto: fra poco la malattia se lo porterà via!

Dice Frattini:

"Certo è un'affermazione forte, del resto mica possiamo essere d'accordo su tutto"

Sull’immigrazione, quasi a giustificare di ammazzare le persone che cercano la sopravvivenza e il benessere occidentale:

"Sono d'accordo sulla necessità di rispettare i diritti. Però dobbiamo sapere chi e come può essere riconosciuto un rifugiato politico, perché molte informazioni sono errate. Gli africani sono affamati. Non politici, non conoscono i partiti e tanto meno le elezioni".

E, infine, Alemanno si è sentito dire ciò che lui è. Quando Gheddafi ha dichiaro:

"L'Italia non accetta lezioni di democrazia. La parte del discorso di Gheddafi sul partitismo non è accettabile. Sappiamo bene come è fatta la democrazia e non può fare a meno dei partiti. Non accettiamo lezioni di democrazia da nessuno"

Non ha fatto altro che un omaggio al nazi-fascismo di Alemanno: quella caccia furiosa che ha lanciato contro i poveri, i nomadi, i rom, i romeni. E’ esattamente quello che Gheddafi ha osservato e al quale Gheddafi ha reso omaggio.

Gheddafi è arrivato a Roma rivendicando il suo diritto come Capo di Stato e come Nazione vittima del genocidio colonialista che l’Italia, con Mussolini, ha fatto in Libia. Non è un caso che le Popolo delle Libertà sieda proprio quella Mussolini che spesso ha rivendicato con orgoglio l’attività politica di suo nonno che includeva l’attività di genocidio del popolo libico.
Adesso che siamo amici, adesso che ho costretto l’Italia a pagare per quanto ha fatto, adesso che posso dire in Italia quelle stesse farneticazioni che gli italiani dicevano in Libia contro di noi, ora ci possiamo accordare per fare affari insieme e per ammazzare l’altro.
La presenza della TV libica, come sola TV presente è una concessione da dittatura i cui effetti Berlusconi consoce molto bene. Come usare la TV per creare manipolazione di massa.

Io sono convinto che la Libia abbia avuto “fortuna” che un personaggio come Gheddafi abbia impedito derive distruttive del popolo libico, ma nello stesso tempo sono convinto che Gheddafi abbia recitato a Roma una parte, quello del fascista, richiesta da Berlusconi per avallare i suoi progetti dittatoriali.

La cosa lascia molto perplessi: mentre Merkel, Sarkosy, Obama, si siedono per discutere di economia, Berlusconi frequenta Topolanek nudo, il suo amico Gheddafi e, qualche rapporto lo intrattiene con Puttin

Per contro, fa “cucu” alla Merkel, insulta il premier Finlandese, si fa ridere alle spalle dalla regina Elisabetta col suo “Mister Obama” ed è stato costretto ad elemosinare come un accattone all’angolo della strada l’incontro del 15 giugno con Obama che, “misericordioso” ha messo la mano nel portamonete degli impegni per concedere a questo disperato un centesimo del suo tempo a beneficio della sua propaganda televisiva.

Se non fossero così presi dalla crisi economica che con tanta passione Berlusconi ha favorito, penso che gli italiani rimpiangano Prodi e la serietà del suo governo.

E' stata davvero utile la visita di Gheddafi a Roma perché sia svelato ad un numero maggiore di italiani il volto ideologico di Berlusconi, Alemanno, Schifani, Frattini, Tremonti e compagnia.... Una ideologia che si sintetizza col riconoscimento di Berlusconi alla "saggezza" di Gheddafi nei confronti della democrazia italiana.

12 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Tel. 3277862784
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