Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

martedì, luglio 28, 2009

Il maschilismo degli omosessuali, la fragilità sociale dei maschi eterosessuali e la questione sociale fra destra e sinistra.

Nella società in cui viviamo gli eterosessuali maschi sono i soggetti più emarginati e vilipesi che ci siano.
E’ vero che formalmente la società è “maschilista”, ma non lo è nel senso dell’eterosessuale maschio, lo è nel senso dell’omosessuale represso che vuole fingere di essere “eterosessuale” esibendo una forma di maschilismo il cui scopo è la repressione di ogni forma femminile o maschile che gli possa far concorrenza.

L’omosessualità, in particolare quella maschile, quando deve essere occultata mediante la morale e il comportamento omologato imposto dalla chiesa cattolica, si nasconde dietro ad un’esibizione di “maschilismo” il cui scopo è da un lato allontanare il sospetto della proprio omosessualità e dall’altro quello di muovere “guerra morale” agli eterosessuali maschili reprimendo violentemente la sessualità femminile.

L’eterosessuale maschile, in questo contesto sociale, è un soggetto estremamente debole. Da un lato viene evocato come il “modello di maschio”, dall’altro lato gli si impone di aderire al “modello di maschio” proprio dell’idea che del “maschio” ne ha l’omosessuale. Per contro, la stessa sessualità femminile, mediante l’educazione, viene piegata a pensare all’eterosessuale nella categoria di “maschilista” imposta dall’omosessuale maschile. Una categoria che serve all’omosessuale maschile per allontanare la sessualità femminile dall’eterosessualità maschile ed evitare, in questo modo, una concorrenza.
L’azione violenta dell’omosessualità maschile è tanto più feroce quanto più ha necessità di occultarsi sotto le spoglie di una morale che, condannando la sessualità attraverso la repressione, costringe le persone alla clandestinità sessuale.

L’eterosessuale maschio è il soggetto sociale debole. Questo perché mentre l’omosessuale maschile, sia quando rivendica diritti negati che quando attua la repressione per indurre gli individui della società ad aderire alle sue categorie sociali imposte (come la sacra famiglia di padre padrone, madonna vergine e figlio...), comunque fa gruppo attraverso il quale fare delle pressioni nella società, l’etero sessuale maschile è, fondamentalmente, un individualista e, come tale, nella società soccombe. La sessualità femminile, per contro, è in grado di fare gruppo, ma, per ora, non è ancora in grado di opporsi all’omosessualità maschile e alle sue esigenze di dominio e di controllo sociale che vedono, oggi come oggi, personaggi come Ratzinger e Berlusconi fra i suoi maggiori paladini.
L’immaturità sessuale dimostrata da Berlusconi e la sua devozione alla sottomissione imposta dalla chiesa cattolica è il maggior sintomo di omosessualità. All’omosessuale il pene funziona. E’ nel rapporto con l’altro, uomini o donne che siano, che emerge l’omosessualità. Sia nell’incapacità sessuale di costruire dei rapporti sessuali con le persone, quando queste non corrispondono al loro modello psicologico, come in Ratzinger che nella sua incapacità esalta la verginità della madonna al fine di impedire la concorrenza sessuale femminile alla sua omosessualità, sia nell’incapacità di Berlusconi di costruire un rapporto con le persone, ma solo con i loro buchi: la vagina.

Il futuro, per gli eterosessuali maschili, sta nella capacità della sessualità femminile di fare gruppo. Di fare società. Questo anche perché l’eterosessuale maschile, a differenza del modello maschilista imposto dall’omosessuale, è un soggetto servizievole. La sua forza non sta nella violenza impositiva proposta dal modello maschilista dell’omosessuale, ma nella capacità di essere al servizio del femminile per introdurre quelle variabili che porta il femminile a modificare le proprie dinamiche. Proprio perché l’eterosessuale maschile si presenta come “disponibile” a collaborare nella società (eminentemente femminile nella generazione delle sue trasformazioni) l’omosessuale maschile pensa di predarlo per servirsene (sia come oggetto sessuale che come uso della sua partecipazione sociale).

Potremmo dire che la destra e la sinistra, nella società in cui viviamo, non si divide fra ideologie, ma per predilezioni sessuali.
Dove la destra è omosessuale e la sinistra è eterosessuale e gli omosessuali deboli (quelli che non si chiamano Berlusconi, Ratzinger o quant’altri che si “indignerebbero” ad essere considerati omosessuali e sono pronti a dimostrarti che il loro pene funziona e che, magari, hanno anche dei figli; come se questo fosse un parametro) fanno come gli ebrei: sono di sinistra finché sono perseguitati e diventano di destra (maschilisti fino all’iconografia nazista) quando non sono più perseguitati ma ottengono una qualche forma di potere; come quella di massacrare i palestinesi.
E' uno dei motivi di passaggio dalle file della sinistra a quelle della destra: prima cercavano libertà sessuale (o affermazione ideologica, che poi è riconducibile alla libido sessuale) ed erano nelle file di sinistra; poi ebbero potere a sufficienza per dispiegare il "potere di possesso" omosessuale e passarono nelle file politiche di destra per poterlo esercitare.
La destra fa “massa sotto un padrone”, in questo caso Berlusconi e Ratzinger; la sinistra è un “coacervo di galli” ognuno con la sua testa e con le sue tesi.
La destra, omosessuale come harem di Berlusconi e Ratzinger; la sinistra eterosessuale.
La destra contro la libertà sessuale degli omosessuali (e di ogni altra forma sessuale, come ha sottolineato Bondi, salvo per i pruriti del padrone) per garantirsi la perpetuazione del potere ed eliminare la concorrenza sessuale; la sinistra, per la libertà sessuale in quanto non teme concorrenza sessuale.
La destra esercita un controllo militare sul corpo delle persone (come richiesto dal dio padrone cristiano); la sinistra non pretende di controllare il corpo delle persone in quanto, la sua sessualità, a differenza dell’omosessualità, non pretende il controllo del corpo delle persone.


Le donne vengono educate ad assumere come modello d’uomo il “maschio” imposto dall’omosessuale. Il desiderio per quel modello è imposto educazionalmente. Un modello di maschilista desiderato dalle donne, spesso imposto dal padre padrone. Si tratta di infatuazione. Innamoramento del modello sessuale che risponde al loro immaginario educazionalmente imposto. Dopo l’infatuazione e la ricerca spasmodica del sesso, emerge la persona e l’omosessuale pretende il possesso della donna. Donna che non è persona, ma vagina. Buco che possiede. Ed è allora che inizia la “ribellione” che può esprimersi in molte forme e assumere molte giustificazioni. Quasi tutti i divorzi e le separazioni hanno questo motivo: l’omosessualità ha prevalso nei rapporti di coppia in quanto, l’omosessualità, non è in grado di avere un rapporto alla pari con la persona, ma deve esercitare una forma di dominio, di controllo e di possesso.
Ed è per questo che molti uomini preferiscono i rapporti occasionali con prostitute piuttosto che gestire un rapporto sessuale con una donna che nel resto della giornata pretende di essere una persona e non solo una vagina.

Cos’hanno gli uomini eterosessuali che gli uomini omosessuali non hanno?
Sanno assumersi responsabilità in tempo di crisi; sanno affrontare i problemi sociali, economici, familiari, anche con soluzioni non omologate; sanno variare il presente e comprendere le pulsioni emotive del presente. Sanno farsi carico dei problemi (non dicono, come Berlusconi, che la crisi non c’è). E’ la crisi, lo stato d’ansia del sistema sociale, che rende indispensabile l’uomo eterosessuale. Perché l’eterosessuale ha una visione di un futuro possibile che viene generato dal femminile. L’omosessuale è come il femminile, massa che conserva sé stesso. Con la variabile che l’omosessuale aggredisce la massa per metterla al propri servizio: lui vuole essere il padrone, il dio padrone. A differenza dell’Essere Umano femminile che pensa la massa come generatrice; di futuro e società.
E’ in questi termini che possiamo leggere le differenze fra destra e sinistra: Le altre categorie sono solo delle sovrastrutture che servono per occultare e nascondere le pulsioni sessuali in cui si esprimono le pulsioni delle persone.

28 luglio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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