Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, settembre 17, 2009

La memoria dell'Avvocatura dello Stato scritta da Glauco Nori e la certezza di avere un Presidente del Consiglio criminale.

E’ stata resa nota la memoria con cui L’Avvocatura dello Stato ha difeso la legge chiamata “lodo Alfano” che garantisce a Berlusconi e ad altre cariche Istituzionali l’impunità per i loro delitti mantenendole in carica nonostante i delitti commessi e le offese alla Costituzione e ai cittadini Italiani.
Se c’era qualche dubbio sull’attività criminale di Silvio Berlusconi, l’Avvocatura dello Stato lo ha dissipato lasciando la certezza nei cittadini di avere, come Presidente del Consiglio, un delinquente abituale abile nel sottrarsi ai giudizi e ai procedimenti penali e impegnato più a garantirsi l’impunità che non a svolgere le proprie funzioni Istituzionali.
La stessa sceneggiata fatta da Silvio Berlusconi col suo “presentatore prediletto” ha rubato, di fatto, l’onore alla Provincia di Trento che ha aiutato i terremotati d’Abruzzo per ascriverlo al proprio “merito”. Di fatto lo squalifica come persona che, per “farsi bello”, ha dovuto derubare i cittadini del Trentino della loro passione, con cui hanno partecipato ai problemi sociali, per colmare la propria incapacità di affrontare i bisogni dei cittadini provocati dal terremoto.
Dal momento che la Provincia di Trento è una provincia che, nell’arco Costituzionale è ascrivibile alla SINISTRA, Silvio Berlusconi ha rubato il FARE della SINISTRA per usarlo come propaganda e colmare il VUOTO politico e sociale della DESTRA di cui egli è parte: questo modo di fare è un modo di fare istituzionalmente eversivo!
E’ lo stesso modo di agire con cui Silvio Berlusconi nega, prima, la crisi economica e poi annuncia, a gran voce, il suo superamento mentre le persone sono attraversate da angosce che le spingono al suicidio.

Cosa dice l’Avvocatura dello Stato?
Dice che se il nodo Alfano viene bocciato dalla Corte Costituzionale:
«ci sarebbero danni a funzioni elettive, che non potrebbero essere esercitate con l'impegno dovuto, quando non si arrivi addirittura alle dimissioni. In ogni caso con danni in gran parte irreparabili».

In sostanza dice l’Avvocatura dello Stato: “Noi sappiamo che Silvio Berlusconi è un delinquente, un criminale e un terrorista, ma se voi non gli garantite l’immunità potrebbe dimettersi.” In altre parole, si può dire, o permettete a Totò Reina di godere dell’impunità oppure, Totò Reina non può più gestire adeguatamente le sue attività mafiose.

Il ragionamento dell’Avvocatura dello Stato è un ragionamento criminale che giustifica la sottrazione di un cittadino eletto ai suoi doveri Istituzionali per garantire a quel cittadino di farsi i suoi affari personali: come la trasmissione da Bruno Vespa, con la manipolazione dell’informazione, ha dimostrato.

La memoria difensiva, scritta dall’avvocato Glauco Nori, non ha nessuna attinenza né alle norme Costituzionali, né alle norme giuridiche del paese. Ha la sola funzione di giustificare un atto di terrorismo nei confronti della Costituzione, qual è la legge sul nodo Alfano, cercando di legittimare con dei “panegirici retorici” un principio della Monarchia Assoluta tentando di farlo accettare in ambito Democratico: fatto da un’Istituzione, assume la caratteristica di un atto di TERRORISMO contro le Istituzioni!
Ciò che accadde al Presidente Leone fu del tutto legittimo: un ladro, al di là del ruolo che ebbe nella banda, non poteva essere Presidente della Repubblica. Semmai è ragionevole pensare che le sue dimissioni gli permisero di non essere perseguito per reati ben più gravi. L’essersi dimesso garantiva agli italiani che non avrebbe più usato la sua carica Istituzionale per un ulteriore delinquere.

Glauco Nori, con la memoria che ha scritto, sembra giustificare l’attività di delinquere del re perché il re è re. Ma noi non siamo in un regime monarchico, anche se Silvio Berlusconi si atteggia a “capo di un’azienda”, anziché asservirsi ai doveri di Presidente del Consiglio, e considera l’Italia più un’azienda che non una Repubblica Democratica di cui LUI, per il suo ruolo, è portatore di DOVERI nei confronti degli ITALIANI e non fruitore di diritti nei loro confronti.

La cosa che fa indignare, della memoria scritta da Glauco Nori, sono le sue offese agli Italiani quando scrive:

«Sono rari - sottolinea l'avvocato Nori - i processi penali che si concludono dentro il tempo di una legislatura (ancor di più, di un mandato di un Presidente del Consiglio dei ministri); di conseguenza quest'ultimo si trova esposto al rischio di subire per tutta la durata della carica i danni conseguenti».

E’ diritto degli Italiani accusati, essere sottoposti a un rapido processo; è un DOVERE del Presidente del Consiglio assicurare che gli italiani, accusati, abbiano giusti e rapidi processi! Il fatto che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi agisca affinché gli Italiani non abbiano giusti e rapidi processi, non giustifica la richiesta di Glauco Nori perché Silvio Berlusconi sia sottratto dal giusto processo penale per i delitti che ha commesso! Quando viene meno il processo di uguaglianza fra i cittadini, non siamo più in un regime DEMOCRATICO, ma in un regime nazi-fascista i cui sviluppi e le cui conseguenze sono imprevedibili.

L’Avvocatura dello Stato, con le sue affermazioni, assicura gli italiani che Silvio Berlusconi è un delinquente: ora, la decisione sull’impunità che beneficia, alla faccia degli italiani, attraverso il nodo Alfano, passa alla Corte Costituzionale.

17 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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