Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

mercoledì, ottobre 28, 2009

Manifestazione della Polizia di Stato a Roma: la solidarietà è possibile solo nella democrazia, non nell'ideologia fascista e nazista!


I poliziotti manifestano contro le difficoltà che il nuovo governo impone al loro servizio.

L’intero paese è in difficoltà, non sono da meno i poliziotti che, secondo il governo Berlusconi, non sono un patrimonio, ma sono un costo per la collettività. Un costo sul quale risparmiare: forse, per questo governo, anche i cittadini sono un costo sui quali dovrà tagliare!
Leggo dal giornale La Repubblica:

ROMA - Mancano macchine e benzina. Gli uffici non riescono a far fronte alle pratiche. E il governo taglia, nonostante le promesse. Oggi a Roma gli operatori delle forze di polizia manifestano contro i tagli alla sicurezza e per la difesa di dignitose condizioni economiche e professionali. Lo fanno con un corteo, destinazione Piazza Navona. Tra loro spunta un busto in cartapesta dedicato a Silvio Berlusconi: "Papi, come ci hai cucinato bene". E i 30mila in piazza criticano il ministro della Funzione Pubblica e le ronde: "Brunetta buffone", "Le ronde sono vergognose". I sindacati delle forze di polizia denunciano "le irresponsabili scelte del governo", come la riduzione di oltre 40mila unità il numero degli operatori in servizio e la "sottrazione del il 44% delle risorse alle attività operative e organizzative". Inoltre le forze dell'ordine criticano la decisione "di rinviare di tre anni il rinnovo del contratto collettivo di lavoro e di sottrarsi all'impegno di realizzare un nuovo modello di sicurezza che esalti le professionalità". E ancora: "Sono scelte, queste del governo, che smentiscono gli impegni assunti in campagna elettorale, ed esprimono una sostanziale indifferenza verso il diritto alla sicurezza dei cittadini".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/manifestazione-polizia/manifestazione-polizia/manifestazione-polizia.html

Come si può simpatizzare con la manifestazione della Polizia di Stato?
I cittadini hanno bisogno di poliziotti che rispettino le leggi. Hanno bisogno di sicurezza. Ma non la sicurezza nei confronti dell’accattone, del ladruncolo, ma la sicurezza che le Istituzioni non usino le loro prerogative per attentare ai diritti Costituzionali.
Quale giudizio può dare il cittadino dei poliziotti che mettono in atto la loro attività contro la libertà delle donne lungo le strade perché nella tesa del poliziotto queste non sono donne, ma prostitute?
Come posiamo aver fiducia in chi bastona chi non si può difendere?
Le telecamere riprendono i movimenti dei cittadini, ma non riprendono che cosa succede ai cittadini quando vengono fermati, per una qualche ragione, dai poliziotti.
Possiamo noi cittadini aver fiducia nella Polizia di Stato che tortura gli arrestati o che arresta le persone seguendo i propri teoremi?
Raccolgo a caso per l’web:

La procura di Roma ha disposto una consulenza medico legale per fare luce sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni arrestato per droga dai carabinieri e morto in ospedale il 22 ottobre scorso.
Al momento del fermo, secondo i familiari, l'uomo era in buona salute, ma il giorno successivo all'udienza di convalida del fermo il padre aveva notato tumefazioni al volto e agli occhi del figlio. Il medico legale nominato dagli inquirenti dovra' accertare, oltre alle cause della morte, anche l'origine delle ecchimosi riscontrate sul suo corpo. La magistratura, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo intestato "atti relativi a", ha anche deciso di acquisire la cartella clinica di Cucchi, la trascrizione del verbale d'udienza di convalida e la registrazione dell'udienza stessa.
28 ottobre 2009

Oppure:

LECCE - A meno di 48 ore dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari sull’inchiesta della polizia stradale, che ha visto salire a 27 il numero degli indagati, i poliziotti arrestati durante il blitz del 13 maggio scorso sono stati rimessi in libertà. I 16 agenti, dopo un breve periodo di custodia cautelare in carcere, sono poi passati, chi prima, chi dopo, agli arresti domiciliari nel cui regime sono rimasti fino a poche ore fa.

23 ottobre 2009

Oppure:

NAPOLI - Il pm Marco Del Gaudio - che si è alternato nell'accusa con il pm Fabio De Cristofaro - ha chiesto la condanna dei due vicequestori e dei poliziotti coinvolti nella cosiddetta vicenda della «caserma Raniero Virgilio», la caserma di piazza Carlo III nella quale vennero portati - e seconda l'accusa maltrattati - 83 militanti no global che avevano partecipato il 17 marzo 2001 alle manifestazioni di protesta contro il Global Forum che si stava svolgendo a Napoli.
16 ottobre 2009

Oppure:

Si tratta dell’ex comandante della polizia municipale di Termoli, Ugo Sciarretta, dei tre carabinieri luogotenente Giovanni Pagano, maresciallo Raffaele Esposto e Luigi Soccio (il primo responsabile della sezione di Polizia giudiziaria dell'Arma presso il tribunale di Larino, gli altri due in servizio presso la Compagnia di Termoli) e dei tre poliziotti Michele Tenaglia, Giancarlo Littera e Orlando Zara in servizio presso la sezione di Polizia giudiziaria di Larino. Arresto anche l’avvocato Ruggero Romanazzi, ex carabiniere. L’operazione è stata compiuta proprio su ordine della magistratura di Larino. L’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata a truffa, falso e rivelazione di atti d’ufficio. Secondo gli atti dell’inchiesta, coordinata dal pm Nicola Magrone, si era creato, presso la Procura di Larino, un vero e proprio gruppo separato i agenti che gestivano un commercio illegale di informazioni riservate. L’inchiesta è legata alla precedente indagine, denominata “Black Hole”, che lo scorso anno aveva portato all’arresto di diversi dirigenti della sanità molisana per associazione a delinquere. Tali dirigenti, infatti, avrebbero ricevuto il sostegno del nucleo di carabinieri e poliziotti ora finiti in carcere. Inoltre, uno di questi arrestati, l’avvocato Romanazzi, è uno dei legali di Remo Di Giandomenico, ex sindaco di Termoli e parlamentare dell’Udc finito per qualche mese agli arresti domiciliari proprio nell’ambito dell’inchiesta “Black Hole” della Procura di Larino. Inchiesta che riguardava diversi tentativi di trasferire due ufficiali dell’Arma che stavano indagando sui rapporti tra politica e affari, nell’ambito delle due più importanti inchieste condotte negli ultimi anni in Molise, “Piedi d’argilla” a Venafro e la stessa “Black hole” a Larino e Termoli. Le “pressioni” avrebbero riguardato il comandante della Compagnia di Venafro, tenente Antonio Bandelli, e il suo collega della Compagnia di Termoli, Fabio Muscatelli.
14.05.2007


Oppure, se vogliamo parlare dei carabinieri:
I quattro carabinieri del ricatto a Marrazzo, il carabiniere di S. Donà o il carabiniere di Caorle sono notizie di questi giorni, senza andare tanto indietro nel tempo.


Però, al di là dei singoli episodi: che fiducia devono avere i cittadini nella Polizia e nei carabinieri?
Spesso li vedono come dei nemici, arroganti e criminali (12 poliziotti mi hanno massacrato di botte per due giorni; 2 poliziotti hanno denunciato che lo stavano facendo e sono stati derisi dai Pubblici Ministeri!), specialmente con i cittadini più deboli, quelli su cui possono esercitare il loro potere di ricatto e di vessazione.
Ora i poliziotti manifestano per migliorare il servizio e i cittadini hanno bisogno di poliziotti che rispettino la Costituzione: i due aspetti cozzano fra di loro.
Nessuno mette in discussione il “coraggio” del poliziotto nell’affrontare il rapinatore o lo spacciatore di droga. Ciò che viene messa in discussione è la qualità morale del poliziotto. La mancanza di quella morale che non solo lo porta ad indossare la divisa, ma a indossarla COME UN CITTADINO, e non come un cane da guardia che sbava e morde seguendo principi illegali o, peggio ancora, ordini criminali.

Così, da un lato ai criminali conviene una polizia debole; ai cittadini necessita una polizia che rispetti la Costituzione.
Piuttosto che avere una Polizia di Stato o un’Arma dei Carabinieri che attenta alla Costituzione della Repubblica è sempre preferibile avere una Polizia di Stato debole e Carabinieri circoscritti nella loro azione. In altre parole, piuttosto che i poliziotti si divertano a macellare le persone che non la pensano come loro o che non si mettono in ginocchio davanti a loro, è preferibile che manchi loro la benzina.


C'è sicuramente un problema di addestramento morale del poliziotto e del carabiniere che manca. Al Poliziotto e al Carabiniere non gli si impone la morale Democratica, non gli si impone di essere "al servizio del cittadino", ma al servizio dello Stato di cui il cittadino, nell'immaginario del poliziotto, è solo uno schiavo che deve stare sottomesso. E' la continuazione dell'addestramento fascista che forgia nel poliziotto l'idea del Rambo, ma non quella del cittadino. deferente con l'autorità, prepotente e arrogante con i cittadini!


Per questo motivo i cittadini italiani non possono essere solidali con la Polizia di Stato. E non lo saranno fintanto che la Polizia di Stato non rientra nell’ordine Costituzionale garantendo ai cittadini i loro diritti Costituzionali contro la prepotenza delle Istituzioni.
A chiacchiere danno sempre “rassicurazioni”, nei fatti, hanno sempre qualcos’altro da fare!
Per contro, i cittadini avranno sempre la necessità della Polizia di Stato o dei Carabinieri; si augurano solo di non essere le vittime dei loro pestaggi!

28 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato, ottobre 24, 2009

L'attuale quadro economico in Italia e la distruzione dell'apparato produttivo nazionale.


Tutta l’economia italiana va male, ma non lo si deve dire. Si deve far in modo che le persone non ne siano consapevoli. Se i truffatori, quelli che portano i capitali all’estero, i grandi trafficanti di cocaina e eroina, la chiesa cattolica, non avranno problemi dal crollo dell’economia, la società italiana sta entrando in un circuito di sofferenza sempre più acuto.
Non esistono dati che indichino un’uscita dalla crisi. La santa triplice alleanza, Bush-Berlusconi-Blair, con la guerra dell’Iraq ha rotto gli equilibri socio-economici che reggevano le relazioni nel mondo costringendo i paesi dell’Asia e dell’Africa ad un maggior attivismo in campo internazionale. A farne le spese sono le società civili dei paesi occidentali che vedono la distruzione della struttura economica e la distruzione dei livelli di vita raggiunti. Tutti i segnali dei primi anni del 2000 erano stati ignorati o trattati come delle curiosità.
Questo è il quadro in cui si muove l’economia:


Ue-16:ordini industria +2% a agosto
In Italia invece si registra un sensibile calo, -6,4%



(ANSA) - BRUXELLES, 23 OTT - Continuano a crescere in Eurolandia gli ordinativi nel settore industriale ma non in Italia, dove si registra un sensibile calo. Nella Ue-16 ad agosto Eurostat ha registrato un +2% rispetto al mese di luglio, mentre in Italia gli ordini sono calati del 6,4%.Nell'intera Ue gli ordini ad agosto sono aumentati dell'1,2%,dopo l'1,6% del mese precedente.


Dopo questo dato:

Ad agosto l'industria italiana torna ad arrancare con ordinativi e fatturato in deciso calo. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istat, il fatturato ha registrato un -1,4% rispetto al mese precedente e un -21,2% su base annua. Mentre gli ordinativi sono calati dell'8,6% rispetto a luglio (dato peggiore dal 2000) e del 27,5% su base annua.


La situazione nell’agricoltura:


Coldiretti, aziende agricole chiudono per crollo prezzi

23/10/2009(Teleborsa) - Roma, 23 ott - La maggioranza delle aziende agricole vede un peggioramento del proprio reddito ma la crisi picchia duro soprattutto sulle aziende agricole di medie e grandi dimensioni che producono merci indifferenziate. E' quanto emerge da una indagine della Coldiretti che conferma le previsioni dal presidente della Piccola industria di Confindustria, Giuseppe Morandini sul rischio di chiusura di un milione di piccole medie imprese nei prossimi mesi. La crisi, si legge nella nota, amplifica le distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola accrescendo il potere degli intermediari a danno delle imprese agricole che accusano una pesante perdita di reddito nonostante una sostanziale tenuta dei consumi alimentari. Secondo l'indagine Coldiretti su un campione di aziende agricole le performance del settore agricolo peggiorano a causa delle caratteristiche strutturali della filiera agricola e del potere di mercato degli intermediari commerciali, che determinano una trasmissione asimmetrica delle variazioni dei prezzi, sia a valle che a monte dell'azienda agricola. In pratica, ciò determina - precisa la Coldiretti - un peggioramento notevole dei redditi agricoli attesi per effetto di un peggioramento della ragione di scambio della fase di produzione agricola, di un aumento dei margini distributivi e di un'amplificazione delle fluttuazione dei prezzi all'azienda. Per rispondere alla crisi la Coldiretti è impegnata nel progetto una "filiera agricola tutta italiana" per combattere le distorsioni e le speculazione dal campo alla tavola con il coinvolgimento delle imprese agricole, dei mercati degli agricoltori, delle cooperative e dei Consorzi Agrari che hanno recentemente varato l'holding "Consorzi Agrari d'Italia".

Tratto da:
http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20091023&fonte=TLB&codnews=720


Non c’erano dubbi:

MANTOVA - "Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio" chiusura nei prossimi sei mesi. E' lo scenario indicato dal presidente della Piccola industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, in occasione dell'XI Forum che si è aperto oggi pomeriggio a Mantova. "Non ci sono ordini", ha aggiunto, "viviamo in una situazione di straordinaria difficoltà". La ripresa "non chiedetemi quando ci sarà, ma come e dove" ha detto ancora Morandini, sostenendo che "ragionerà per medie e sarà lontana", verso i mercati di Cina, India e Brasile. Con l'Università di Perugia, ha inoltre spiegato Morandini, "abbiamo fatto una rapida indagine sui bilanci di alcune aziende del nostro manifatturiero tradizionale. Dal campione è emerso che un terzo delle imprese che sta andando bene, un terzo è in mezzo al guado, un terzo sta soffrendo".
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/economia/crisi-42/crisi-42/crisi-42.html


E’ la Mercegaglia della Confindustria, sì, quella che Berlusconi definì “bella come una velina”, che nasconde i dati della crisi economica per aiutare Berlusconi a sventare l’Italia e portarla alla disperazione.

Chissà se i lavoratori di queste imprese sanno che entro qualche mese la loro azienda dovrà chiudere?
Non c’è dubbio che i dati macroeconomici che arrivano dall’Inghilterra non sono edificanti:

LONDRA - Tutte le previsioni degli economisti erano sbagliate: la Gran Bretagna e' ancora in recessione. I dati ufficiali resi noti venerdì mattina indicano una contrazione del Prodotto interno lordo (Pil) dello 0,4% nel terzo trimestre 2009. E' la prima volta dal 1955, anno in cui l'Office for National Statistics ha iniziato a pubblicare i dati trimestrali sull'andamento dell'economia, che il Pil e' risultato in calo per sei trimestri consecutivi. Gli economisti avevano previsto un aumento del Pil dello 0,2% nel trimestre e quindi un'uscita formale dalla recessione, pur avvertendo che l'economia resta fragile. La contrazione annua del Pil britannico, che dura dall'inizio del 2008, e' stata del 5,2 per cento. Anche i dati resi noti ieri sulle vendite al dettaglio, rimaste piatte nel trimestre, avevano sorpreso, mostrando che i consumatori britannici sono ancora poco disposti a spendere. Anche la produzione industriale ha subito un calo dello 0,7%, mentre la disoccupazione continua ad aumentare. Altri indicatori pero', come il risveglio del mercato immobiliare, sembravano puntare verso un inizio della ripresa.

Tratto da:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/10/gran-bretagna-pil-3trim2009.shtml?uuid=e86195b8-bfb3-11de-b088-f142dd8137e3&DocRulesView=Libero

Ormai gli economisti nell’analisi dell’andamento dell’economia fanno come Tremonti: aprono la bibbia e sperano nella provvidenza del dio creatore!
Ridicola è l’aggressione che ha subito Giuseppe Morandini che, dopo aver esposto i risultati della ricerca, è stato costretto a ridimensionare parlando di “sofferenza” per quel milione di imprese che ha indicato prossime al fallimento.

Gli operai stanno aspettando. Aspettano il fallimento delle imprese monofamiliari. Aspettano il fallimento degli studi professionali. Aspettano il fallimento delle piccolissime imprese. Aspettano che anch’essi, che si pensavano i “padroni del mondo” iniziano ad aver problemi con la spesa di fine mese, con i finanziamenti delle banche, con i mutui, con le bollette.
E i truffatori? Coloro che hanno portato i soldi all’estero?
Col fallimento della microimpresa, degli studi professionali, della piccola azienda agricola, si compatta la società civile. I truffatori perdono lo scudo sociale dietro il quale nascondersi: il truffatore chiede il rispetto per il suo truffare in quanto è un’impresa, com’è un’impresa quella che sta sacrificando tutto per stare sul mercato.

Tremonti e Berlusconi hanno nascosto questa crisi, ma da questa crisi non se ne esce. Non si tratta di una “crisi economica”, ma di una fase di ristrutturazione dei rapporti di forza economici a livello mondiale. Mentre la Cina è già uscita dalla crisi ampliando il mercato interno e, col basso costo, sottraendo mercati all’occidente; l’occidente si trova costretto a leccarsi le ferite consapevole che una grande percentuale della sua popolazione dovrà raggiungere il livello di miseria economica che oggi caratterizza i paesi dell’ex terzo mondo.
Così Berlusconi, in presenza della crisi, anziché compattare la società civile, ha nascosto la crisi e i suoi effetti futuri. Quando questi effetti giungeranno all’attenzione, l’Italia non sarà più la stessa!

24 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì, ottobre 15, 2009

Omofobia, omosessualità, Costituzione, articolo 3: la guerra del Vaticano contro la società italiana.


Il Parlamento ha bocciato la legge contro l’omofobia.
Il Parlamento ha violato l’articolo 3 comma secondo della Costituzione che impegnava la Repubblica a rimuovere gli ostacoli contro l’uguaglianza.
E’ stato un atto criminale che viene censurato anche dall’ONU. Scrive il Corriere della Sera:

“Navi Pillay, alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, secondo cui lo stop alla legge «è un passo indietro» per i diritti di gay e lesbiche. «È necessaria ovunque la piena protezione - ha detto durante una conferenza stampa rispondendo a una domanda -. L'omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni Paesi, ma non possiamo ignorare che i gruppi minoritari e tra loro gli omosessuali sono soggetti non solo a violenza, ma a discriminazioni in diversi aspetti della loro vita».”

I Parlamentari italiani non conoscono i doveri che impone loro la Costituzione. Un Po’ come il Presidente della Repubblica Napolitano che non conosce né l’articolo 73, né l’articolo 74 della Costituzione che lo reputa responsabile morale della promulgazione delle leggi. I Parlamentari Italiani non reputano un loro dovere rimuovere quegli ostacoli che provocano aggressioni contro gli omosessuali per la loro sessualità incitando, di fatto, le aggressioni.
La questione si risolve in due modi: o il Parlamento fa una legge che determina la pena e l'aggravante quando gli atti di discriminazione violano l'articolo 3, comma 1, della Costituzione; oppure i magistrati applicano, in presenza di reati che violano il diritto di uguaglianza dell'articolo 3 comma 1, l'aggravante di "eversione dell'ordine Costituzionale". In questo secondo caso, però, tre quarti della Lega Nord dovrebbe essere in galera.
In questo ha ragione Navy Pillay specialmente per il fatto che le aggressioni agli omosessuali sono volute e pilotate dal Vaticano di cui molti parlamentari si sentono devoti. Come quella Binetti del PD che agisce come agente dell’Opus Dei contro ogni libertà dell’uomo in funzione del suo dio padrone.
Vale la pena di ricordare uno scontro avvenuto fra la municipalità di Roma e il Vaticano in occasione della manifestazione dei gay nel 2000 e come i laici, anche allora, finirono per calare le brache:



la Repubblica - Martedì, 1 febbraio 2000 - pagina 22

di MARCO POLITI
Dopo lo scontro sulla manifestazione dei gay,

Rutelli assente all' inaugurazione del parking

SCOPPIA IL GRANDE FREDDO TRA ROMA E IL VATICANO
Alla cerimonia presieduta da Giovanni Paolo II

mancavano anche il sottosegretario Minniti e il prefetto

LA POLEMICA



ROMA - E il Papa restò (quasi) solo. Dopo le polemiche vaticane sul raduno mondiale dei gay finisce rovinata la festa per l' inaugurazione del megaparcheggio del Gianicolo. Danno forfait, nonostante la presenza di Giovanni Paolo II, il sindaco di Roma Rutelli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Minniti e il prefetto di Roma Mosino. Cala una folata di gelo sulla platea vaticana, sui cardinali e monsignori venuti per applaudire l' opera, che Giovanni Paolo II esalta e definisce una "importante infrastruttura urbana per Roma e la zona di San Pietro", destinata a migliorare il traffico e addirittura la qualità della vita degli abitanti del quartiere. Quel tintinnio di possibili note, quella minaccia di passi diplomatici invocando il Concordato e il "particolare carattere di Roma", non sono piaciuti al Campidoglio e a Palazzo Chigi. Manca il sindaco, sempre così presente alle uscite del Papa e nonostante che il suo arrivo fosse stato previsto in un primo momento. Manca il più stretto collaboratore del premier D' Alema, Marco Minniti, che il pontefice ringrazia invano nel suo discorso ufficiale. Così come inutilmente rivolge il suo "particolare pensiero" al signor prefetto. Ai cardinali di Curia si affiancano il sottosegretario ai Lavori Pubblici, Bargone, e l' assessore ai Lavori Pubblici del Comune Esterino Montino. La gelata è evidente. La pretesa vaticana di bloccare la giornata dell' orgoglio gay è stata eccessiva. In Campidoglio smentiscono ufficialmente qualsiasi intenzionalità, indicando "improrogabili e precedenti impegni" di Rutelli (che nessuno riesce a sapere quali fossero). Ma a quattr' occhi lo sfogo della squadra capitolina nei confronti della gerarchia ecclesiastica è amaro. "Chiedono sempre e non ringraziano mai. Abbiano lavorato tantissimo per questo Giubileo e arrivano pretese sempre più forti". Già non è andato giù il fatto che quando infuriavano le polemiche sul megaparcheggio, sulle antichità distrutte, il Vaticano si sia sovranamente defilato come se la cosa non lo riguardasse, come se il pensiero dei monsignori fosse rivolto soltanto a "cose alte, altissime". "Ci hanno lasciato soli", sbottano. E adesso la pretesa di imporre la cancellazione della manifestazione degli omosessuali. "Non è ammissibile". Brucia l' ingratitudine di una gerarchia ecclesiastica, che sembra dimenticare le generose sovvenzioni concesse dalla giunta alle scuole materne cattoliche e la decisione di introdurre alle materne comunali l' insegnamento religioso, che il concordato non prevedeva per i bambini di quella fascia di età. Al governo fanno quadrato intorno alle dichiarazioni del ministro degli Esteri Dini, l' andreottiano, e dunque l' uomo adatto a far capire ai vertici ecclesiastici che non si può tirare troppo la corda. "La manifestazione gay non viola il Concordato - ha detto - e di sicuro non possiamo impedirla". Punto e basta. Raccontano in Campidoglio di un commento di Rutelli all' ipotesi di liquidare la giornata del World Pride: "Non c' è trippa per gatti". Lui, il sindaco, non conferma. Anzi non vuole nemmeno parlare del caso che considera chiuso e strachiuso. Ma durante il week- end Rutelli è stato attivissimo per capire da che parte è partito il siluro e ne ha ricavato la convinzione che sia stata solo una fazione del variegato mondo vaticano - a ranghi sciolti in questa fase dell' autunno di Wojtyla - a cercare di sparare addosso alla giunta capitolina. Dall' entourage del Papa non sono partiti fulmini, anzi (informati in anticipo dell' impossibilità del sindaco di partecipare alla cerimonia di ieri) le reazioni sarebbero state cordialissime come sempre. In segreteria di Stato non c' è unanimità sull' opportunità di lanciare una crociata anti-gay e contro il Comune. E anche l' equipe vaticana impegnata nell' organizzazione del Giubileo non vedrebbe di buon occhio l' eventualità di turbare i rapporti con l' Italia, quando la grande macchina giubilare si è appena mossa. Sulla sponda italiana del Tevere si considera altamente improbabile, se non tramontata, l' idea di un passo diplomatico vaticano per impedire la manifestazione dei gay con il pretesto del concordato. Anche perchè, carte alla mano, il sindaco nei suoi colloqui dietro le quinte ha ricostruito passo, passo tutti i contatti da lui avuti con le autorità ecclesiastiche sin dal primo momento in cui fu resa nota l' intenzione del movimento omosessuale di organizzare a Roma il grande incontro internazionale. "Sono stati ben due anni di contatti, con un' informazione puntale e precisa", va ripetendo Rutelli. Che ieri pomeriggio, peraltro, ha organizzato in Campidoglio una grande cerimonia con i vescovi ausiliari romani e la comunità francescana per ripristinare l' "omaggio civile" del Comune ad una grande Beata del Cinquecento, ritratta splendidamente dal Bernini: la compatrona di Roma Lodovica Albertoni, che non si festeggiava più dopo Porta Pia. Una carezza al Vaticano dopo il freddo dell' assenza del mattino. Tendono la mano anche i laici. In una lettera al cardinal Sodano il presidente dell' Arci Benetollo ricorda che "Roma non è un maso chiuso" e va salvaguardata la libertà di tutti. Su queste basi si auspica il rilancio di un "dialogo vero tra Chiesa e persone omosessuali".

L’omosessualità diventa perversione soltanto se è dominio, clandestinità ed emarginazione. Solo come perversione da emarginazione il Vaticano può imporre i sensi di colpa alle persone costringendole alla sottomissione. Gli omosessuali sono sempre stati schierati con la chiesa cattolica e ne hanno sempre giustificato gli orrori. Così la chiesa cattolica li ha potuto utilizzare per criminalizzarli e addebitare a loro la sua pratica sistematica di pedofilia. Se gli omosessuali potessero raggiungere gli stessi diritti e le stesse prerogative, cui hanno diritto, di ogni cittadino, la chiesa cattolica non potrebbe più usarli, nella sua propaganda per attribuire loro la perversione dell’attività pedofila dei preti cattolici.
E’ solo per questo motivo che la Binetti, i leghisti e i cattolici del PDL hanno votato affinché gli omosessuali potessero essere aggrediti senza che quelle aggressioni siano identificate come attacco all’articolo 3 della Costituzione.
Come il governo Berlusconi ha fatto in modo di rendere difficoltose le indagini sulle attività di pedofilia dei preti cattolici, così aiuta la chiesa cattolica a mantenere l’aggressione sugli omosessuali.
Finché gli omosessuali continueranno ad appoggiare i cattolici e le loro aggressioni alla società civile non possono attendersi altro che aggressioni dopo aggressioni!

15 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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martedì, ottobre 13, 2009

Crisi economiche, psichiatria, disagio da parto, e le affermazioni criminali degli psichiatri: stregoneria e psichiatria!


La disoccupazione continua ad aumentare, al punto che ad agosto, nei 30 stati che aderiscono all’Ocse ha raggiunto l’8,6, con un aumento dello 0,1% e il 2,3% rispetto ad agosto del 2008.
In Giappone la disoccupazione in agosto è aumentata dello 0,2% più del mese precedente. Negli USA, in settembre (i dati arrivano molto prima che non in Europa) la disoccupazione è salita al 9,8%; un vero e proprio disastro sociale.

Questa situazione è grave e viene sottolineata nel 45° Congresso nazionale della Società Italiana di Psichiatria.
Nelle donne giovani i disturbi di ansia sono in aumento fra il 30% e il 40%, mentre negli uomini si stima che l’aumento dei disturbi d’ansia sia tra il 20 e il 25%.

Cosa significa? Significa che a tensioni e problemi della vita ci saranno delle risposte soggettive urgenti e spesso violente con danni per l’ambiente. Significa che queste persone sviluppano gli stati d’ansia perché non sono in grado di staccare la loro attenzione dai problemi quotidiani. Non sono in grado di puntare la loro attenzione oltre l’attimo presente e avere una prospettiva di futuro. Significa che quando la banca ti bussa a casa perché non hai pagato la rata del mutuo, queste persone si vedono immediatamente in strada. Questo stato ansioso le porta a pagare gli avvocati iniziando processi di distruzione economica familiare. Significa che i ragazzi non trovano nessun’altra soluzione che la violenza di strada (cosa del resto normale nei ragazzi delle classi inferiori già travolti dalla crisi e non da meno i figli delle “classi bene” cristianamente educati). Ci saranno madri che ammazzeranno i propri figli appena nati e ci saranno anziani che non sopporteranno i problemi della vita.

Si aggraverà la posizione delle “neo-mamme”. Ogni anno oltre centomila donne italiane hanno la voglia di lanciare i loro bambini appena nati dalla finestra o di gettarli nella spazzatura, anche se solo in una percentuale fra il 3 e il 5% la patologia sfocia in violenza fisica vera e propria, ma almeno un 50% di quei neonati porteranno effetti psichici invalidanti per il resto della loro vita.
La nuova madre vive uno stato depressivo quando il bambino nasce. Non è attrezzata alla separazione emotivo che le viene provocata dalla separazione della struttura emotiva del nuovo nato. La madre perde delle funzioni di relazione con il mondo che il nuovo nato, nella sua pancia, elaborava supportando la sua elaborazione psico-emotiva alle sollecitazioni del mondo (vedi emozioni e formazione della percezione). Una volta nato, la madre perde delle funzioni psichiche che diventano parte integrante del soggetto nato e fondamento della sua crescita. La madre si trova smarrita, ma dal momento che la cultura cattolica ha trasformato la madre in “vacca buona solo da far figli”, anziché in una persona portatrice di un patrimonio psico-emotivo che viene menomato alla nascita del figlio e che deve essere ricostruito, la madre si trova disperata senza nessuna possibilità di gestire il nuovo stato psichico. La madre si trova impossibilitata di rispondere alle sollecitazioni del proprio futuro con la stessa velocità e con la stessa capacità di elaborazione psico-emotiva che aveva prima di partorire. Da qui la caduta in uno stato psichico detto “baby-blues” molto accentuato nella prima settimana del parto e caratterizzato da una profonda tristezza-nostalgia di qualche cosa che è venuto a mancare e che il figlio si è portato via. L’odio per il figlio nasce quando la madre diventa consapevole che il figlio l’ha menomata e l’ambiente familiare la disprezza perché lei non è più in grado di rispondere alle sollecitazioni come prima della nascita del figlio. Normalmente, la madre rivolge la violenza contro sé stessa entrando in una depressione dalla quale risulta doloroso e difficile uscirne. Qualche volta la esterna, ammazzando il figlio.

La situazione di crisi economica accentua questo stato e se la depressione vera e propria post-parto nelle madri è quantificata fra il 10 e il 20% i danni, psico-fisici nei figli nati in stato di crisi economica, incidono gravemente per oltre il 50% dei neonati ipotecando il futuro della società. La crisi economica, unita all’educazione cristiana, è una miscela esplosiva che tende a distruggere la società in cui viviamo e il suo futuro producendo bambini psico-emotivamente menomati.

Quali sono le soluzioni degli psichiatri? Sempre la solita paccottiglia: investire in programmi di sostegno!

Proposta squallida, criminale, degna del peggiore terrorismo sociale!

E’ compito degli psichiatri e degli psicologi individuare nell’ambiente le condizioni che provocano danno sociale e psicologico; insistere perché ciò che provoca danno sociale e psicologico sia rimosso dalla società. Invece, cosa fanno questa banda di codardi il cui unico scopo è quello di preservarsi lo stipendio e la carriera? Mantengono costanti le condizioni che provocano disagio sociale e psicologico proponendo soluzioni degne di un campo di sterminio.
La psicologia e la psichiatria sono delle risposte scientifiche ai danni psico-emotivi prodotti nelle persone dal cristianesimo. Fintanto che la psicologia e la psichiatria non faranno i conti col cristianesimo spazzando via tutta la morale coercitiva e criminale che il cristianesimo impone alle persone e aprendo alle persone la capacità di progettare il proprio futuro nella società, pur partendo dai gravi problemi che la società può imporre, la psicologia e la psichiatria sarà ridotta a secondino dei disastri psico-emotivi imposti dal cristianesimo.
Questo è il motivo che fa dire a Hillman: “100 anni di psicanalisi ridotta a macerie!”

In situazione di crisi economica, il lavoro incerto, i licenziamenti, l’impossibilità di trovare altri lavori perché l’industria ha provveduto a stuprare gli operai rendendoli “specializzati per sé stessa” anziché fornire una professionalità ad ampio spettro, rendendoli, di fatto, dipendenti da quello e solo quell’impianto industriale; le patologie psichiatriche, educazionalmente indotte, manifestano i loro sintomi più distruttivi. Apparentemente gli effetti distruttivi sono “cortocircuitati” sul soggetto quando questi può, comunque, sopravvivere dal punto di vista economico o si rifugia in sette, tipo religiose, attraverso le quali crea una barriera fra sé e il mondo che lo angoscia. In realtà si determina un conservatorismo della “malattia” in soggetti separati dalla società che determina l’infettarsi di tutta la società. Il depresso non è un soggetto passivo, ma è un soggetto attivo che diffonde la depressione nella società o nel suo ambiente per trovare giustificazione e solidarietà nella propria depressione. Il depresso, deve, comunque, sopravvivere e lo fa con la violenza dell’imposizione della paura ad altri soggetti del proprio ambiente: diffonde la depressione. Specialmente su soggetti deboli come donne o ragazzi che sono sottomessi al soggetto per gerarchia sociale. Così, il padre di famiglia, che dal punto di vista cristiano si sente creato ad immagine e somiglianza del dio padrone e manifesta quella pulsione di onnipotenza educazionalmente indotta, quando l’onnipotenza è frustrata dalla crisi, la impone come sottomissione, frustrazione, nei soggetti della propria famiglia. I legami emotivi ed affettivi, che si creano all’interno della famiglia, costituiscono legami di solidarietà con il depresso che può facilmente avere il sopravvento attraverso i legami familiari. Quando il depresso ha il sopravvento nei legami familiari, prima o poi la relazione si rompe attraverso dei veri e propri atti di violenza.
Così le morti per eccesso di alcol sono in aumento. L’uso dell’alcol nei momenti di crisi economica si accentua diventando da mezzo, uno fra tanti, a fine e sollievo della sofferenza dell’individuo.

Così le inchieste confermano:

“È stato dimostrato, in uno studio appena pubblicato sull'American journal of public health, che la disoccupazione è un forte fattore di rischio per la depressione nei giovani adulti fra i 30 e 40 anni: quanto più tempo si trascorre fuori dal mercato del lavoro, tanto maggiore è la probabilità di sviluppare sintomi depressivi", spiega Alberto Siracusano, presidente della Società italiana di psichiatria e direttore del dipartimento di neuroscienze del Policlinico 'Tor Vergata' di Roma. "In questa fascia d'età, quando spesso si sta costruendo una famiglia e si hanno magari figli piccoli, la crisi economica mina le certezze sul futuro: le difficoltà economiche, anche se sono sperimentate in modo intermittente - prosegue - causano una sensazione costante di pericolo, di vivere in bilico, sul filo del rasoio e moltissimi perdono l'autostima credendo di non essere più in grado di affrontare la vita.”

Cosa serve alla società?
Serve distruggere la famiglia come intesa dal cristianesimo. Serve distruggere tutte le relazioni obbligatorie che la società impone.
Serve mettere gli individui nelle condizioni di costruire, ad ogni generazione, dei nuovi e diversi rapporti sociali senza dover dipendere dagli obblighi di una famiglia che si trasforma in una galera quando (e sempre più spesso accade) le persone non sono educate a gestire i propri rapporti interpersonali.
Costruire una famiglia significa, costruire dei rapporti obbligatori in cui ci si aspetta che l’altro ottemperi, nei nostri confronti, a dei doveri per obbligo.
La distruzione di questo tipo di famiglia è già in atto, sia con la mole dei divorzi e delle separazioni che con le sentenze giuridiche, la Corte di Cassazione, che, mettendo al centro della sentenza la persona come cittadino, cancella una serie di obblighi di obbedienza imposti dal cristianesimo e dalla chiesa cattolica.

Alberto Siracusano spara cazzate al limite del lecito quando, rispondendo a quali possono essere i rimedi agli stati depressivi in condizione di crisi economica, afferma:

“Poter contare su una rete familiare solida e ampia, l'appartenere a un ceto sociale medio-alto - spiega Siracusano - così come anche la fede religiosa e la speranza che accompagna i credenti sono tutti un valido supporto emotivo per non cadere in preda ad ansia e depressione”

E’ vergognoso vedere come la psichiatria diventa secondino, all’interno della società, della malattia psichiatrica depressiva come risposta alla crisi.
Con la sua risposta, Siracusano, invita le persone a diventare schiave di rapporti familiari; invita le persone a non affrontare le cause della depressione, ma a rifugiarsi nelle sette religiose, magari nei lager cattolici che, di fatto, gestiscono l’ansia, l’angoscia e la paura, volgendo le azioni delle persone a proprio favore. Alla singola persona possono essere somministrati psicofarmaci, qualora ne abbia bisogno. La singola persona manifesta meno drammi sociali qualora la sua malattia depressiva sia contenuta nella cella d’isolamento della famiglia o della setta religiosa, magari la cattolica con i suoi lager. Ciò non toglie che questi non siano i compiti che deve svolgere la psicologia o la psichiatria. Costoro sono scienza SOLO nella misura in cui affrontano le cause sociali, non nella misura in cui fungono da guardiani del filo spinato dei campi di sterminio della coercizione. Le pastiglie sedano comportamenti distruttivi, ma non rimuovono le cause dei comportamenti distruttivi e, tanto meno, prevengono le situazioni sociali a fondamento dei comportamenti distruttivi.
La distruzione della famiglia, come cristianamente intesa ed imposta, sia educazionalmente che socialmente; la distruzione del terrore educazionale cristiano con tutto il bagaglio di repressione e coercizione; sono le uniche soluzioni, a media e lunga scadenza, che portano a formulare nuovi e diversi equilibri sociali in cui la fondazione del futuro, sia nel singolo individuo che nella società, diventano il fine prioritario delle azioni. Solo in questo modo vengono abbattute le cause della depressione e delle varie malattie mentali socialmente indotte, anche in presenza di crisi economica o di crisi esistenziale. Questo non toglie che altri problemi si manifesteranno, ma vedere gli psichiatri a difesa del proprio ruolo di secondini sociali, dà veramente il voltastomaco.

Quando noi abbiamo notizie di questo genere che confermano le scelte sociali e psicologiche della Stregoneria (vedi Il Crogiolo dello Stregone):

(ANSA) - ROMA, 12 OTT - Il cervello cresce con l'esercizio, non importa quanto diventiamo bravi a fare una certa cosa, l'importante e' allenarsi, dice uno studio Gb. Secondo i ricercatori per sviluppare una capacita' serve l'accrescimento della materia grigia (per la precisione dell'esecuzione) e della materia bianca (per la velocita' dell'esecuzione). Dunque l'esercizio e' utile per tutti perche'il cervello si sviluppa indipendentemente dalle performance acquisite con la pratica e tale resta anche se l'allenamento cessa.

Appare evidente come non fornire gli strumenti alle persone con cui affrontare in maniera adeguata il mondo in cui vivono e le crisi economiche, significa votarle alla disperazione. Una volta votate alla disperazione, le si rinchiudono nei campi di concentramento. Si chiamino famiglia cristiana o comunità, oppure religione cristiana, nulla cambia. Il loro scopo è usare per i propri fini e per il proprio potere quella malattia, come nei famigerati manicomi che Basaglia fece chiudere e la cui chiusura la chiesa cattolica ha boicottato impedendo la nascita di strutture e psichiatri funzionali alla società civile.
Tutti vogliono il loro stipendio: ma come lo si guadagna si determina il disprezzo o l’apprezzamento sociale!

13 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì, ottobre 08, 2009

Le offese di Silvio Berlusconi al Presidente della Repubblica e alla Corte Costituzionale. Quanti crimini deve coprire?

Ho dovuto riflettere parecchio prima di riuscire a capire il motivo degli insulti di Silvio Berlusconi a Giorgio Napolitano.
Insulti!
A differenza delle accuse di viltà, mosse da Di Pietro al Presidente Giorgio Napolitano che si riferivano al suo voler firmare un atto illegittimo come lo scudo fiscale (come un atto illegittimo fu il Lodo Alfano la cui incostituzionalità, Il Sig. Giorgio Napolitano, proprio NON LA CAPIVA, infatti ha dovuto riferirsi alla sentenza della Corte sul Lodo Schifani, dimostrando l’incapacità di comprendere la Costituzione), le affermazioni di Silvio Berlusconi sono delle VOLGARI OFFESE.
Da che cosa si è sentito prendere in giro Silvio Berlusconi?
(riprendo brani dell’articolo del Corriere della Sera)

“...pare che Gior­gio Napolitano avesse prono­sticato una conclusione diver­sa, assicurando al capo del go­verno, secondo gli stessi boa­tos , il buon esito della vicen­da (ciò che giustificherebbe la frase di Berlusconi «mi sen­to preso in giro... Doveva con­vincerli a uno a uno»). Un an­nullamento parziale, ad esem­pio. Tale da non smentire, non del tutto almeno, il suo avallo al provvedimento, che allora era stato contestato con estrema durezza dal fronte An­tonio Di Pietro-Beppe Grillo. ”
Giorgio Napolitano viene da quella tradizione del Partito Comunista che ha sempre visto con amore fraterno il proprio padrone. Non viene da quella tradizione marxiana secondo la quale l’individuo che agisce in un’istituzione deve onorare quell’Istituzione; viene da quella tradizione cattolica secondo cui l’individuo riceve onore dall’istituzione. Cosa immorale dal punto di vista Costituzionale, ma estremamente diffusa per effetto dell’educazione cattolica.
Per questo Giorgio Napolitano non è in grado, nei suoi giudizi, di anteporre il dettato Costituzionale ai suoi desideri che scaturiscono dalle illusioni della manipolazione mentale subita. Così, quando Berlusconi gli ha presentato il Lodo Alfano, Napolitano non ha anteposto le ragioni della Costituzione, ma lo ha letto in funzione delle dichiarazioni della Corte Costituzionale in relazione al Lodo Schifani.
Va detto che quando il Parlamento della Repubblica approva una legge in contrasto con la Costituzione, fa un atto di terrorismo eversivo nei confronti della Costituzione: commette il più grave atto che sia possibile commettere nella società Italiana. Per ovviare a quei delitti è stata istituita la Corte Costituzionale. Fare una legge contro la Costituzione non è un “semplice atto amministrativo”, ma è il più grave reato che si commetta nella società! La Corte Costituzionale non immaginava che il Parlamento, a distanza di anni, potesse reiterare quel delitto. Per questo, se la sentenza relativa al Lodo Schifani è stata “tollerante”, la sentenza sul Lodo Alfano doveva essere perentoria affinché il delitto di attentato alla Costituzione non venisse reiterato per la terza volta.
Giorgio Napolitano è una persona anziana, forse cresciuta in epoca fascista, e il suo senso di giustizia non è quello della Costituzione, ma quello che ha elaborato in epoca fascista, cioè all’interno di un regime che sottometteva le persone all’autorità. Per questo, per lui, è difficile pensare che un’autorità, nello stato Italiano, è tale SOLO per volontà dei cittadini. E trova difficile pensare che i cittadini, qualora non venga rispettata la Costituzione da parte delle Istituzioni, sono OBBLIGATI ad uscire dall’ambito in cui esercitare la sovranità di cui all’articolo 1 comma 2, qualora le Istituzioni non ottemperino ai loro DOVERI Costituzionali (come nel caso del Lodo Alfano, della legge sui respingimenti, della legge sulle ronde, della legge sul nucleare, ecc.).
Ma mentre Giorgio Napolitano, per quanto diano fastidio le sue lacune e le sue azioni, tanto da suscitare indignazione, è comunque una persona limpida, Silvio Berlusconi ha una forma di pensiero che se non viene analizzata dal punto di vista patologico, sta fra il mafioso e il criminale. Secondo Silvio Berlusconi il Presidente della Repubblica può far pressione sulla Corte Costituzionale! Se ciò fosse, sarebbe una grande anomalia del sistema Italia e verrebbe percepita come un atto di terrorismo. Silvio Berlusconi si porta a cena giudici togati! Silvio Berlusconi corrompe un giudice per il Lodo Mondadori! Silvio Berlusconi vive in un mondo di corruzioni e di sesso a pagamento, non è in grado di pensare che altri possano vivere in un mondo di passioni. Certo, chi vive in un mondo di passioni, spesso è ingenuo. Lo si fa fesso spesso, ma il mondo di Berlusconi esiste solo nelle relazioni di mafia.
In ogni caso, qualcuno ha ingannato Silvio Berlusconi alimentando la sua megalomania e il suo delirio: Nicolò Ghedini; Gaetano Pecorella, Pietro Longo. Costoro lo hanno illuso che si possano far fessi i giudici togati. O per interesse, o per volontà criminale, Nicolò Ghedini, davanti alla Corte Costituzionale, il massimo organo dello Stato, ha preteso che la Corte Costituzionale accettasse un individuo “primus super pares”; ha preteso che ci fosse un padrone al di fuori e al di là della legge. Questa pretesa, davanti alla Corte Costituzionale, costituisce offesa alla Corte e a tutti i cittadini italiani.
Se qualcuno ha dei dubbi che Berlusconi sia un criminale, la sua reazione inconsulta e deprimente alla pronuncia della Corte Costituzionale, certifica la sua attività volta a delinquere. Fra un anno e mezzo la sentenza Mills va in prescrizione e il Lodo Alfano gli ha permesso di guadagnare un anno verso la prescrizione del reato.
Quel “vedrete chi è Silvio Berlusconi” mi preoccupa, anche se io resto convinto che si stia preparando una via di fuga in Libia.
Per contro, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, farebbe bene a meditare sulle accuse di viltà che gli sono state mosse. In troppe occasioni ha tradito il suo mandato favorendo comportamenti criminali che hanno danneggiato grandemente la società civile. Se io dico a Giorgio Napolitano, in quanto Presidente della Repubblica, che c’è un atto di terrorismo in corso e lui non consegna quanto espongo a chi di competenza per le indagini: si sottrae dalla sua posizione di garante per diventare complice dell’atto stesso.
Mediti attentamente Giorgio Napolitano, perché non basta essere un “buon vecchio” per attrarre simpatie quando la funzione Istituzionale gli impone la difesa della Costituzione!
08 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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domenica, ottobre 04, 2009

Quali sono le ragioni di Di Pietro per dare del vigliacco a Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica? Di Pietro ha molte ragioni!


Quando Napolitano giustifica il motivo per cui firma la legge sullo Scudo Fiscale, approvata dal Parlamento (riporto dal giornale La Stampa), Di Pietro censura la sua azione definendo il suo atto “un atto di viltà”:

“Le affermazioni di Napolitano scatenano l’ira dell’Italia dei valori che, pur nel clima di scontro degli ultimi mesi, sferra un’offensiva senza precedenti contro la prima carica dello Stato. «Napolitano ha compiuto un atto di viltà e di abdicazione - tuona Di Pietro -. È proprio la Costituzione che affida al capo dello Stato il compito di rimandare le leggi alle Camere controllandone in prima istanza la loro costituzionalità. Così facendo Napolitano si assume la responsabilità di questa legge».”

Napolitano lo ha detto: “Anche se io non firmo, il Parlamento rivota e io sono obbligato a firmare!”
L’atto di viltà sta proprio in questo; e si tratta esattamente di “viltà morale”!
La viltà sta nella scelta personale di Giorgio Napolitano il cui atto si può equiparare alla scelta del re d’Italia che, con i suoi atti di viltà, personale spianarono la strada al fascismo e ai massacri della seconda guerra mondiale marchiando d’infamia nei secoli il popolo italiano.
E’ vero; se Napolitano non firma e il Parlamento riapprova, lui, come Presidente della Repubblica, è obbligato a firmare.

MA E’ OBBLIGATO A FIRMARE!

Separa il suo coinvolgimento morale e personale dall’attività di aggressione del Parlamento a quei cittadini che hanno sempre pagato le tasse e hanno contribuito alla società. La sua persona non insulta quei cittadini!
Diventa obbligato, ma non colluso o complice!

Invece, la sua scelta personale è stata quella di insultare quei cittadini onesti non frapponendo, fra la firma di un provvedimento palesemente iniquo e la sua entrata in vigore, la sua dignità personale che, come Presidente della Repubblica, è il garante della moralità della Costituzione.
I cittadini che non ricorrono al “falso in bilancio” o allo “scudo fiscale” non si sentono garantiti dal diritto, dalle leggi, né dalla Costituzione e da chi dovrebbe riaffermarne i valori: nelle azioni pratiche, esponendo sé stessi, non nelle parole recitate davanti ad un pubblico scelto e plaudente.
Cosa interessa ai cittadini che Napolitano parli contro i morti sui posti di lavoro, quando firma provvedimenti che favoriscono i morti sul lavoro o diminuiscono le pene per i responsabili dei morti sul lavoro?
La politica di “destra” e quella di “sinistra” sono diverse, ma nessuna delle due può contrastare col Dettato Costituzionale e firmare passivamente significa essere collusi con chi fa provvedimenti contro la Costituzione.
Con la sua scelta, Giorgio Napolitano, ha reso la Presidenza della Repubblica collusa con quell’attività eversiva di regime che un Parlamento, distante dai suoi doveri costituzionali, sta mettendo in atto con un numero infinito di aggressioni e di atti di terrorismo nei confronti dei singoli cittadini. Non si tratta solo della libertà di stampa che viene aggredita, ma di tutto il vivere quotidiano nel quale i cittadini vengono privati dei loro diritti di libertà sociale.

Ed emerge il Giorgio Napolitano distante dai cittadini, relegato nella sua reggia che disprezza ogni respiro di libertà che si manifesta nella società civile. E’ il Giorgio Napolitano che usa parole oggi contro le eclatanti morti sul lavoro, ha tuonato contro i sette morti delle acciaierie, ma ha scelto, con i provvedimenti nella direzione del PCI, di far torturare (ha appoggiato il teorema Calogero) chi chiedeva giustizia nella società. E’ il Giorgio Napolitano che, e il perché è ancora un mistero, come ministro degli Interni, ha scatenato una violenta caccia alle streghe, contro i non cattolici favorendo l’incitamento all’odio religioso (rapporto sulle sette). E’ il Giorgio Napolitano che non trova nulla di disdicevole trovarsi col mafioso Andreotti (ha detto di provare nostalgia per la politica degli anni ’50 e ’60, quando i celerini macellavano chi voleva delle migliori condizioni di vita), ma trova disdicevole un Di Pietro che lo richiama ai doveri morali che la sua carica impone. Un Giorgio Napolitano che non ha esitato a richiamare i giornali, prima del G8, affinché non denunciassero l’attività di mignotteria di Silvio Berlusconi e Silvio Berlusconi potesse sputtanare l’Italia davanti al mondo.
Se domani il Parlamento della Repubblica votasse un'Italia fascista, che farà il Presidente Giorgio Napolitano? Firmerà?
E se il Parlamento della Repubblica, per legge, imponesse i principi fascisti in cui da cittadini gli italiani diventassero oggetti di possesso e in dovere di obbedire alla gerarchia, e il parlamento chiamasse questa legge "libertà dei cittadini" anziché "stato fascista"; cosa farà il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano? Firmerà?

Il Presidente Giorgio Napolitano ha scelto.
Quelle sue scelte sono delle AZIONI.
Quelle azioni possono essere elogiate da chi ha fatto un provvedimento per il condono del “falso in bilancio”, ma vengono censurate e considerare “vili” da quei cittadini che rispettano le leggi e ritengono quel provvedimento un atto criminale. Un crimine è tale per l’azione compiuta (garantire l’impunità a truffatori del falso in bilancio), non in base al soggetto che la compie: è l’ABC della società democratica.

Forse, domani, qualche altra azione di Giorgio Napolitano ci indurrà a tessere qualche elogio, è sempre il Presidente della Repubblica, ma l’atto che ha compiuto oggi è un atto di dimissioni dal suo ruolo di garante della Costituzione e della legalità democratica.

Appunto: un atto di VILTA’.
E Giorgio Napolitano è il Presidente della Repubblica, non il re padrone che si sottrae alle critiche e alla censura per le sue azioni!
Anche questo è l’ABC della democrazia.

04 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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giovedì, ottobre 01, 2009

Le importazioni e le esportazioni in agosto, Eurosat e la disoccupazione, la scarpa contro Dominique Strauss-Kahn e le bugie della propaganda.


I dati, resi noti dall’Istat ci dicono che le esportazioni, verso i paesi fuori dall’Unione Europea sono diminuite del 15% rispetto allo stesso mese di luglio del 2009 e sono diminuite del 25,2% rispetto ad agosto del 2008. Nello stesso tempo le importazioni di merci sono diminuite in agosto del 30% rispetto ad agosto del 2008. Nel 2009, complessivamente al 31 agosto è diminuito il saldo negativo, ma solo grazie al crollo delle importazioni dovuto al mancato acquisto del mercato interno. Nei primi 8 mesi del 2009 le esportazioni sono diminuite del 20,2% e le importazioni sono diminuite del 28,7%.
Il che significa che l’intero comparto industriale e l’intero commercio mondiale è bloccato.
Quando si parla di crisi economica si devono guardare i dati reali e non esiste, nei dati reali, nessun segno di ripresa. I segni sono di un continuo peggioramento dell’economia mondiale senza nessuna prospettiva di aumento della domanda. Solo la Cina ha aumentato un po’ le importazioni dall’Italia in agosto con un +5,5%, mentre le esportazioni italiane sono crollate verso la Russia (da qui la sofferenza di molte banche e la stretta sul credito di molti istituti) – 43,9% e verso i paesi dell’Opec – 34,1%.

Non devono pertanto stupire i dati diffusi oggi dall’Eurostat che ad agosto 2009 ha certificato un aumento della disoccupazione al 9,6% rispetto al 9,5 di luglio mentre la disoccupazione era al 7,6 nell’agosto del 2008. Secondo l’Eurostat ci sono 15.165.000 disoccupati in zona euro e 21.872.000 nell’Unione Europea. Questo significa un ulteriore contrazione dei mercati e delle possibilità d’acquisto di merci e prodotti che vedranno, nei prossimi mesi, un’ulteriore contrazione. Nel frattempo ci saranno delle situazioni economiche che creeranno illusioni e che verranno usate a livello di propaganda di un’imminente ripresa. Al crollo economico seguono delle stasi o delle leggere “riprese” il cui scopo è quello di stabilizzare la crisi e il crollo del mercato al livello più basso raggiunto. Dopo questa breve stasi in cui la propaganda suonerà i tromboni della ripresa economica, seguiranno degli ulteriori crolli dei mercati con ripercussioni sui mercati finanziari a media scadenza.

Le stupidaggini di Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, che ricordano le battute deliranti di Berlusconi sulla fine della crisi, ha indotto uno studente a lanciargli una scarpa emulando il giornalista iracheno. Durante una conferenza tenuta da Strauss-Kahn, all’università di Bilgi a Istambul organizzata dal FMI, ha irritato uno studente. Altri manifestanti che volevano srotolare uno striscione sono stati fermati.
In effetti è estremamente irritante assistere alle farneticazioni di affaristi senza scrupoli che dal momento che ancora riescono a fare affari con la speculazione finanziaria, con l’usura, o con l’abolizione dei reati fiscali (depenalizzazione del reato di falso in bilancio appena approvato dal parlamento Italiano), o con lo spaccio di cocaina e eroina; si permettono di andare dai cassaintegrati e dai licenziati costretti a far fronte alle rate dei mutui bancari dicendo che “la crisi è finita” o “sta per finire”!
Prima o poi sarà necessario ripulire questo modo cristiano di intendere l’economia e la finanza rispetto alle società civili. Un modo cristiano che costituisce, di fatto, la violazione delle fondamentali norme della civile convivenza.

01 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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