Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

sabato, ottobre 24, 2009

L'attuale quadro economico in Italia e la distruzione dell'apparato produttivo nazionale.


Tutta l’economia italiana va male, ma non lo si deve dire. Si deve far in modo che le persone non ne siano consapevoli. Se i truffatori, quelli che portano i capitali all’estero, i grandi trafficanti di cocaina e eroina, la chiesa cattolica, non avranno problemi dal crollo dell’economia, la società italiana sta entrando in un circuito di sofferenza sempre più acuto.
Non esistono dati che indichino un’uscita dalla crisi. La santa triplice alleanza, Bush-Berlusconi-Blair, con la guerra dell’Iraq ha rotto gli equilibri socio-economici che reggevano le relazioni nel mondo costringendo i paesi dell’Asia e dell’Africa ad un maggior attivismo in campo internazionale. A farne le spese sono le società civili dei paesi occidentali che vedono la distruzione della struttura economica e la distruzione dei livelli di vita raggiunti. Tutti i segnali dei primi anni del 2000 erano stati ignorati o trattati come delle curiosità.
Questo è il quadro in cui si muove l’economia:


Ue-16:ordini industria +2% a agosto
In Italia invece si registra un sensibile calo, -6,4%



(ANSA) - BRUXELLES, 23 OTT - Continuano a crescere in Eurolandia gli ordinativi nel settore industriale ma non in Italia, dove si registra un sensibile calo. Nella Ue-16 ad agosto Eurostat ha registrato un +2% rispetto al mese di luglio, mentre in Italia gli ordini sono calati del 6,4%.Nell'intera Ue gli ordini ad agosto sono aumentati dell'1,2%,dopo l'1,6% del mese precedente.


Dopo questo dato:

Ad agosto l'industria italiana torna ad arrancare con ordinativi e fatturato in deciso calo. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istat, il fatturato ha registrato un -1,4% rispetto al mese precedente e un -21,2% su base annua. Mentre gli ordinativi sono calati dell'8,6% rispetto a luglio (dato peggiore dal 2000) e del 27,5% su base annua.


La situazione nell’agricoltura:


Coldiretti, aziende agricole chiudono per crollo prezzi

23/10/2009(Teleborsa) - Roma, 23 ott - La maggioranza delle aziende agricole vede un peggioramento del proprio reddito ma la crisi picchia duro soprattutto sulle aziende agricole di medie e grandi dimensioni che producono merci indifferenziate. E' quanto emerge da una indagine della Coldiretti che conferma le previsioni dal presidente della Piccola industria di Confindustria, Giuseppe Morandini sul rischio di chiusura di un milione di piccole medie imprese nei prossimi mesi. La crisi, si legge nella nota, amplifica le distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola accrescendo il potere degli intermediari a danno delle imprese agricole che accusano una pesante perdita di reddito nonostante una sostanziale tenuta dei consumi alimentari. Secondo l'indagine Coldiretti su un campione di aziende agricole le performance del settore agricolo peggiorano a causa delle caratteristiche strutturali della filiera agricola e del potere di mercato degli intermediari commerciali, che determinano una trasmissione asimmetrica delle variazioni dei prezzi, sia a valle che a monte dell'azienda agricola. In pratica, ciò determina - precisa la Coldiretti - un peggioramento notevole dei redditi agricoli attesi per effetto di un peggioramento della ragione di scambio della fase di produzione agricola, di un aumento dei margini distributivi e di un'amplificazione delle fluttuazione dei prezzi all'azienda. Per rispondere alla crisi la Coldiretti è impegnata nel progetto una "filiera agricola tutta italiana" per combattere le distorsioni e le speculazione dal campo alla tavola con il coinvolgimento delle imprese agricole, dei mercati degli agricoltori, delle cooperative e dei Consorzi Agrari che hanno recentemente varato l'holding "Consorzi Agrari d'Italia".

Tratto da:
http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20091023&fonte=TLB&codnews=720


Non c’erano dubbi:

MANTOVA - "Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio" chiusura nei prossimi sei mesi. E' lo scenario indicato dal presidente della Piccola industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, in occasione dell'XI Forum che si è aperto oggi pomeriggio a Mantova. "Non ci sono ordini", ha aggiunto, "viviamo in una situazione di straordinaria difficoltà". La ripresa "non chiedetemi quando ci sarà, ma come e dove" ha detto ancora Morandini, sostenendo che "ragionerà per medie e sarà lontana", verso i mercati di Cina, India e Brasile. Con l'Università di Perugia, ha inoltre spiegato Morandini, "abbiamo fatto una rapida indagine sui bilanci di alcune aziende del nostro manifatturiero tradizionale. Dal campione è emerso che un terzo delle imprese che sta andando bene, un terzo è in mezzo al guado, un terzo sta soffrendo".
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/economia/crisi-42/crisi-42/crisi-42.html


E’ la Mercegaglia della Confindustria, sì, quella che Berlusconi definì “bella come una velina”, che nasconde i dati della crisi economica per aiutare Berlusconi a sventare l’Italia e portarla alla disperazione.

Chissà se i lavoratori di queste imprese sanno che entro qualche mese la loro azienda dovrà chiudere?
Non c’è dubbio che i dati macroeconomici che arrivano dall’Inghilterra non sono edificanti:

LONDRA - Tutte le previsioni degli economisti erano sbagliate: la Gran Bretagna e' ancora in recessione. I dati ufficiali resi noti venerdì mattina indicano una contrazione del Prodotto interno lordo (Pil) dello 0,4% nel terzo trimestre 2009. E' la prima volta dal 1955, anno in cui l'Office for National Statistics ha iniziato a pubblicare i dati trimestrali sull'andamento dell'economia, che il Pil e' risultato in calo per sei trimestri consecutivi. Gli economisti avevano previsto un aumento del Pil dello 0,2% nel trimestre e quindi un'uscita formale dalla recessione, pur avvertendo che l'economia resta fragile. La contrazione annua del Pil britannico, che dura dall'inizio del 2008, e' stata del 5,2 per cento. Anche i dati resi noti ieri sulle vendite al dettaglio, rimaste piatte nel trimestre, avevano sorpreso, mostrando che i consumatori britannici sono ancora poco disposti a spendere. Anche la produzione industriale ha subito un calo dello 0,7%, mentre la disoccupazione continua ad aumentare. Altri indicatori pero', come il risveglio del mercato immobiliare, sembravano puntare verso un inizio della ripresa.

Tratto da:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/10/gran-bretagna-pil-3trim2009.shtml?uuid=e86195b8-bfb3-11de-b088-f142dd8137e3&DocRulesView=Libero

Ormai gli economisti nell’analisi dell’andamento dell’economia fanno come Tremonti: aprono la bibbia e sperano nella provvidenza del dio creatore!
Ridicola è l’aggressione che ha subito Giuseppe Morandini che, dopo aver esposto i risultati della ricerca, è stato costretto a ridimensionare parlando di “sofferenza” per quel milione di imprese che ha indicato prossime al fallimento.

Gli operai stanno aspettando. Aspettano il fallimento delle imprese monofamiliari. Aspettano il fallimento degli studi professionali. Aspettano il fallimento delle piccolissime imprese. Aspettano che anch’essi, che si pensavano i “padroni del mondo” iniziano ad aver problemi con la spesa di fine mese, con i finanziamenti delle banche, con i mutui, con le bollette.
E i truffatori? Coloro che hanno portato i soldi all’estero?
Col fallimento della microimpresa, degli studi professionali, della piccola azienda agricola, si compatta la società civile. I truffatori perdono lo scudo sociale dietro il quale nascondersi: il truffatore chiede il rispetto per il suo truffare in quanto è un’impresa, com’è un’impresa quella che sta sacrificando tutto per stare sul mercato.

Tremonti e Berlusconi hanno nascosto questa crisi, ma da questa crisi non se ne esce. Non si tratta di una “crisi economica”, ma di una fase di ristrutturazione dei rapporti di forza economici a livello mondiale. Mentre la Cina è già uscita dalla crisi ampliando il mercato interno e, col basso costo, sottraendo mercati all’occidente; l’occidente si trova costretto a leccarsi le ferite consapevole che una grande percentuale della sua popolazione dovrà raggiungere il livello di miseria economica che oggi caratterizza i paesi dell’ex terzo mondo.
Così Berlusconi, in presenza della crisi, anziché compattare la società civile, ha nascosto la crisi e i suoi effetti futuri. Quando questi effetti giungeranno all’attenzione, l’Italia non sarà più la stessa!

24 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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