Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, ottobre 08, 2009

Le offese di Silvio Berlusconi al Presidente della Repubblica e alla Corte Costituzionale. Quanti crimini deve coprire?

Ho dovuto riflettere parecchio prima di riuscire a capire il motivo degli insulti di Silvio Berlusconi a Giorgio Napolitano.
Insulti!
A differenza delle accuse di viltà, mosse da Di Pietro al Presidente Giorgio Napolitano che si riferivano al suo voler firmare un atto illegittimo come lo scudo fiscale (come un atto illegittimo fu il Lodo Alfano la cui incostituzionalità, Il Sig. Giorgio Napolitano, proprio NON LA CAPIVA, infatti ha dovuto riferirsi alla sentenza della Corte sul Lodo Schifani, dimostrando l’incapacità di comprendere la Costituzione), le affermazioni di Silvio Berlusconi sono delle VOLGARI OFFESE.
Da che cosa si è sentito prendere in giro Silvio Berlusconi?
(riprendo brani dell’articolo del Corriere della Sera)

“...pare che Gior­gio Napolitano avesse prono­sticato una conclusione diver­sa, assicurando al capo del go­verno, secondo gli stessi boa­tos , il buon esito della vicen­da (ciò che giustificherebbe la frase di Berlusconi «mi sen­to preso in giro... Doveva con­vincerli a uno a uno»). Un an­nullamento parziale, ad esem­pio. Tale da non smentire, non del tutto almeno, il suo avallo al provvedimento, che allora era stato contestato con estrema durezza dal fronte An­tonio Di Pietro-Beppe Grillo. ”
Giorgio Napolitano viene da quella tradizione del Partito Comunista che ha sempre visto con amore fraterno il proprio padrone. Non viene da quella tradizione marxiana secondo la quale l’individuo che agisce in un’istituzione deve onorare quell’Istituzione; viene da quella tradizione cattolica secondo cui l’individuo riceve onore dall’istituzione. Cosa immorale dal punto di vista Costituzionale, ma estremamente diffusa per effetto dell’educazione cattolica.
Per questo Giorgio Napolitano non è in grado, nei suoi giudizi, di anteporre il dettato Costituzionale ai suoi desideri che scaturiscono dalle illusioni della manipolazione mentale subita. Così, quando Berlusconi gli ha presentato il Lodo Alfano, Napolitano non ha anteposto le ragioni della Costituzione, ma lo ha letto in funzione delle dichiarazioni della Corte Costituzionale in relazione al Lodo Schifani.
Va detto che quando il Parlamento della Repubblica approva una legge in contrasto con la Costituzione, fa un atto di terrorismo eversivo nei confronti della Costituzione: commette il più grave atto che sia possibile commettere nella società Italiana. Per ovviare a quei delitti è stata istituita la Corte Costituzionale. Fare una legge contro la Costituzione non è un “semplice atto amministrativo”, ma è il più grave reato che si commetta nella società! La Corte Costituzionale non immaginava che il Parlamento, a distanza di anni, potesse reiterare quel delitto. Per questo, se la sentenza relativa al Lodo Schifani è stata “tollerante”, la sentenza sul Lodo Alfano doveva essere perentoria affinché il delitto di attentato alla Costituzione non venisse reiterato per la terza volta.
Giorgio Napolitano è una persona anziana, forse cresciuta in epoca fascista, e il suo senso di giustizia non è quello della Costituzione, ma quello che ha elaborato in epoca fascista, cioè all’interno di un regime che sottometteva le persone all’autorità. Per questo, per lui, è difficile pensare che un’autorità, nello stato Italiano, è tale SOLO per volontà dei cittadini. E trova difficile pensare che i cittadini, qualora non venga rispettata la Costituzione da parte delle Istituzioni, sono OBBLIGATI ad uscire dall’ambito in cui esercitare la sovranità di cui all’articolo 1 comma 2, qualora le Istituzioni non ottemperino ai loro DOVERI Costituzionali (come nel caso del Lodo Alfano, della legge sui respingimenti, della legge sulle ronde, della legge sul nucleare, ecc.).
Ma mentre Giorgio Napolitano, per quanto diano fastidio le sue lacune e le sue azioni, tanto da suscitare indignazione, è comunque una persona limpida, Silvio Berlusconi ha una forma di pensiero che se non viene analizzata dal punto di vista patologico, sta fra il mafioso e il criminale. Secondo Silvio Berlusconi il Presidente della Repubblica può far pressione sulla Corte Costituzionale! Se ciò fosse, sarebbe una grande anomalia del sistema Italia e verrebbe percepita come un atto di terrorismo. Silvio Berlusconi si porta a cena giudici togati! Silvio Berlusconi corrompe un giudice per il Lodo Mondadori! Silvio Berlusconi vive in un mondo di corruzioni e di sesso a pagamento, non è in grado di pensare che altri possano vivere in un mondo di passioni. Certo, chi vive in un mondo di passioni, spesso è ingenuo. Lo si fa fesso spesso, ma il mondo di Berlusconi esiste solo nelle relazioni di mafia.
In ogni caso, qualcuno ha ingannato Silvio Berlusconi alimentando la sua megalomania e il suo delirio: Nicolò Ghedini; Gaetano Pecorella, Pietro Longo. Costoro lo hanno illuso che si possano far fessi i giudici togati. O per interesse, o per volontà criminale, Nicolò Ghedini, davanti alla Corte Costituzionale, il massimo organo dello Stato, ha preteso che la Corte Costituzionale accettasse un individuo “primus super pares”; ha preteso che ci fosse un padrone al di fuori e al di là della legge. Questa pretesa, davanti alla Corte Costituzionale, costituisce offesa alla Corte e a tutti i cittadini italiani.
Se qualcuno ha dei dubbi che Berlusconi sia un criminale, la sua reazione inconsulta e deprimente alla pronuncia della Corte Costituzionale, certifica la sua attività volta a delinquere. Fra un anno e mezzo la sentenza Mills va in prescrizione e il Lodo Alfano gli ha permesso di guadagnare un anno verso la prescrizione del reato.
Quel “vedrete chi è Silvio Berlusconi” mi preoccupa, anche se io resto convinto che si stia preparando una via di fuga in Libia.
Per contro, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, farebbe bene a meditare sulle accuse di viltà che gli sono state mosse. In troppe occasioni ha tradito il suo mandato favorendo comportamenti criminali che hanno danneggiato grandemente la società civile. Se io dico a Giorgio Napolitano, in quanto Presidente della Repubblica, che c’è un atto di terrorismo in corso e lui non consegna quanto espongo a chi di competenza per le indagini: si sottrae dalla sua posizione di garante per diventare complice dell’atto stesso.
Mediti attentamente Giorgio Napolitano, perché non basta essere un “buon vecchio” per attrarre simpatie quando la funzione Istituzionale gli impone la difesa della Costituzione!
08 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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