Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

venerdì, novembre 27, 2009

Lo stupro di minori della chiesa cattolica, la violenza nella società e i politici compiacenti.


In Italia il ministro degli interni Maroni continua a coprire l’attività di pedofilia della chiesa cattolica. Mentre i paesi all’estero tentano di fare chiarezza e pulizia, solo in Italia la Polizia di Stato continua ad essere latitante ed omertosa nei confronti dell’attività di pedofilia dei preti cattolici. Una loro complice. Certo, qualche volta, qualche caso, arriva all’attenzione, ma sono bazzecole rispetto all’entità della situazione che la Polizia di Stato dovrebbe perseguire. Uno come Ratzinger non è mai stato perseguito e uno come Scola e Mattiazzo non è mai stato perseguito a norma di legge. I cittadini hanno il diritto di essere protetti, mentre la Polizia di Stato viene istigata dal Ministro Maroni a perseguire chi chiede giustizia nei loro confronti quando costringono i bambini in ginocchio a pregare un dio assassino.
Il Partito Democratico, in linea con la Lega, il Popolo delle Libertà e l’Unione di Centro, hanno un solo obbiettivo: assicurarsi i voti aiutando il vaticano a stuprare bambini costretti in ginocchio davanti ad un crocifisso. Stupro di minori con la collaborazione di un terrorista internazionale: Ratzinger!
Io mi limito a riportare gli ultimi articoli sparsi per l’web, ma la situazione è atroce nella società civile con i sindaci che impongono col terrore della polizia locale armata il crocifisso a bambini indifesi. Lo impongono sputando ed offendendo la Costituzione e le leggi dello Stato. Gli abusi perpetrati in Italia da Ratzinger vengono, di fatto, coperti dalla polizia di Stato. Ogni tanto qualcosa emerge, nel dolore e nella sofferenza, di chi ha visto il proprio futuro chiudersi nella violenza del Gesù e nel disprezzo di Istituzioni che avrebbero dovuto garantirne i diritti sociali.


Il caso esploso in seguito a un reportage
shock dell'emittente inglese Bbc
La commissione d'inchiesta sugli abusi
denuncia l'ostruzionismo della Santa Sede
Irlanda, Vaticano sotto accusa
"Ostacolò il rapporto sulla pedofilia"


LONDRA - Il Vaticano ignorò la commissione d'inchiesta sugli abusi pedofili da parte di sacerdoti nell'arcidiocesi di Dublino e sulla loro gestione da parte dei vertici della Chiesa locale. E' la denuncia contenuta nel rapporto della commissione presentato ieri e citato dall'emittente inglese Bbc, che nel 2007 aveva trasmesso un reportage shock sulle violenze sessuali dei preti irlandesi. La commissione guidata dal magistrato Yvonne Murphy chiese nel 2006 dettagli dei rapporti sugli abusi inviati alla Santa Sede dall'arcidiocesi di Dublino. Ma il Vaticano, secondo il rapporto, non rispose, limitandosi a comunicare al ministero degli Esteri irlandese che "la richiesta non era andata attraverso gli appropriati canali diplomatici". La commissione ha sottolineato però che era indipendente dal governo e quindi non aveva ritenuto opportuno usare canali diploamtici. Fu anche ignorata, secondo la Bbc, una richiesta di informazioni avanzata al nunzio apostolico a Dublino nel febbraio 2007, in cui la commissione chiedeva tutti i documenti rilevanti (gli abusi e la loro gestione toccati dall'inchiesta vanno dal 1975 al 2004) in suo possesso. Non ci fu risposta neanche alla richiesta di commento al rapporto, parte del quale fu inviato al Nunzio, visto che menzionavano il suo ufficio. L'Irish Times cita oggi un portavoce della Santa Sede, per il quale "si tratta di una questione che riguarda la chiesa locale". Il responsabile attuale dell'arcidiocesi di Dublino, Diarmuid Martin, ha ieri espresso "dolore e vergogna" per la vicenda degli abusi e per come furono coperti dai vertici della chiesa cattolica di Dublino, offrendo le sue "scuse" alle centinaia di vittime delle violenze. Anche in Italia il caso era esploso dopo la messa in onda del servizio dell'emittente inglese Sex crimes and the Vatican durante una puntata di Annozero su Raidue. Il video racconta di 100 bambini e bambine abusati da 26 sacerdoti che il giornalista della Bbc sostiene siano stati coperti dal Vaticano, dalla Chiesa di Roma e dall'allora cardinale Ratzinger, a capo della Congregazione della Dottrina della Fede.
(27 novembre 2009)

Tratto da:

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/pedofilia-vaticano/pedofilia-vaticano/pedofilia-vaticano.html?rss


Questa, invece, è una notizia che viene dall’Italia. I casi sporadici, mentre vengono ignorate le violenze di massa come quella di on Gelmini, quella di Firenze, quella dell’Istituto Provolo, quella nei seminari e nei centri di detenzione chiamati, eufemisticamente, centri di recupero.
Come si ammazzano le persone arrestate perché qualcuno pensa che non abbiano diritti, così si stuprano minori pensando che i minori non abbiano nessun diritto se non quello di essere grati ai loro violentatori: sia fisici che psicologici.
Riporto:

Notizia del 25/11/2009-15:15
Cesenatico - In carcere perchè pericolosoMalgrado gli 85 anni ed una grave patologia degenerativa, il Giudice ha ritenuto che Don Giuseppe Giacomoni - affetto da fobìe sessuali - potesse reiterare il reato. Da qui la dura sentenza dopo la pronuncia della Cassazione: "Finisca i suoi giorni in galera"


CESENATICO - In carcere malgrado gli 85 anni perchè ritenuto capace di reiterare il reato. E' un colpo durissimo per l'ottuagenario Don Giuseppe Giacomoni, il sacerdote tornato definitivamente in carcere ieri pomeriggio dopo che la Corte di Cassazione ha, di fatto, rigettato le istanze del suo avvocato Menotto Zauli, confermando la condanna d'appello a sei anni ed otto mesi per pedofilia. Il parrocco di Russi, ex presidente dell'associazione Arcobaleno di Cesenatico, arrestato nel 2006 per una torbida storia di abusi su minori, dovrà anche corrispondere alla sua vittima settemila euro in contanti.
Non sorprende, nell'essenza, la pronuncia della Cassazione. Ciò che stupisce, semmai, è la misura cautelare in carcere, un provvedimento singolare per un detenuto di 85 anni, per altro affetto da una grave patologia degenerativa. Don Giacomoni, ospitato dopo un mese di carcere preventivo in un seminario di Forlì, dall'ottobre del 2008, era di fatto un cittadino libero. Aveva infatti l'obbligo di dimora notturno nel convento, ma durante il giorno non aveva obblighi restrittivi ed era dunque libero di spostarsi come meglio credeva.
Ed è probabile che, proprio gli elementi raccolti in questo periodo di osservazione, unitamente ad un profilo criminale che lo dipingevano come un individuo disturbato da fobie sessuali, abbiano indotto il Giudice a negare a Don Giacomoni la libertà, ritenendo - a dispetto dell'anagrafe - per lui più consono il regime carcerario.
Tratta da: //www.romagnanoi.it/News/Romagna/Cesenatico/Cronaca/articoli/94121/In-carcere-perch-pericoloso.asp


Organizzazioni cattoliche il cui fine è la violenza sui minori: Dalla Congregazione dei Legionari di Cristo, all’Opus Dei, ai Salesiani, ai Cappuccini, ecc.
Organizzazioni criminali che hanno agito con la complicità di Istituzioni.


Legionari di Cristo, dopo gli scandali sessuali:
«Perdono, saremo più umili»

CITTA’ DEL VATICANO (24 novembre) - La doppia vita di padre Marcial Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo recentemente scomparso, accusato di abusi sessuali e pedofilia da diversi seminaristi, rischia di schiacciare il futuro della Congregazione dei Legionari di Cristo. «Chiediamo perdono a tutti e aspettiamo fiduciosi ciò che ci dirà la Santa Sede. Noi promettiamo di diventare la Congregazione più umile» sussurra imbarazzato padre Alvaro Corquela, il successore di padre Maciel.L’inchiesta aperta agli inizi di quest’anno dal cardinale Bertone per fare luce sui fatti, è ormai giunta alle battute finali e i Legionari aspettanocol fiato sospeso l’esito, timorosi di un giro di vite. La Congregazione fondata in Messico negli anni Quaranta è una realtà in forte espansione. Conta 18 università, decine di seminari, 800 sacerdoti e 20mila laici raggruppati nell’associazione Regnum Christi. Per quasi un anno è stata passata a setaccio da due visitatori apostolici col compito di verificare la fondatezza delle accuse contro padre Maciel, compresa l’esistenza di almeno tre figli, di cui una in Spagna. Ieri mattina il cardinale Bertone e padre Corquela sono restati chiusi in una saletta dell’Ateneo Regina Apostolorum, subito dopo la cerimonia d’apertura dell’anno accademico, per almeno venti minuti. Si è trattato di un piccolo summit a porte chiuse, senza testimoni, né telecamere, servito ad entrambi per un franco scambio di opinioni. Seduti l’uno di fronte all’altro su dei divanetti blu, protetti dall’esterno da un cordone di gendarmi, si sono scambiati la lettura di alcuni documenti, probabilmente in vista di una decisione concordata. Non si tratta, infatti, solo di riconoscere la colpevolezza del fondatore, ma di arrivare a separare questa figura dalla storia della congregazione stessa, cercando di salvaguardarne le molteplici attività. La posta in gioco è importante e delicata. Padre Corquela quando è uscito dalla riunione era visibilmente scosso. «Dobbiamo metterci al servizio di quello che il Vaticano ci dirà», ha osservato parlando con alcuni giornalisti. Gli abusi compiuti dal predecessore, le violenze sui seminaristi, i figli, le amanti fisse costituiscono un fardello ingombrante: «Dobbiamo riconoscere queste cose, accettarle, ma dobbiamo andare avanti, anche se con molto dolore e chiedendo perdono a tutte le persone che hanno sofferto». Poi, guardando al futuro, ha assicurato che i Legionari di Cristo opereranno nell’umiltà «con grandissima purezza di cuore, carità e misericordia. E’ questo che abbiamo imparato». Una brutta, bruttissima storia per una congregazione che, come ha riconosciuto il Vaticano, svolge «un benemerito apostolato». Tre anni fa, quando è scoppiato il caso, Papa Ratzinger ha immediatamente ordinato i provvedimenti ispettivi e le misure restrittive nei confronti dell’anziano padre Maciel, all’epoca ancora in vita. A prescindere dalla sua persona, il Papa non ha mancato di esprimere gratitudine per l’attività apostolica svolta quotidianamente dai sacerdoti dei Legionari di Cristo. Papa Wojtyla e soprattutto il suo segretario, l’attuale cardinale Dziwisz, così come l’ex segretario di Stato, cardinale Sodano erano tra i principali sostenitori di padre Maciel e della sua opera. Con l’arrivo di Benedetto XVI l’aria è cambiata. E nel 2006 il fondatore dei Legionari di Cristo, ormai ultraottantenne, è stato costretto a ritirarsi «ed avere una vita riservata di preghiera e di penitenza». In virtù dell’età avanzata e della salute traballante, gli è stato risparmiato il processo canonico.
Tratto da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=81714&sez=HOME_NELMONDO


L’Irlanda è un caso perché esistono delle indagini e perché le vittime sono state assistite. In Italia le vittime vengono spesso derise ed offese dalla polizia di Stato. Come per gli omosessuali quando vengono aggrediti. E’ la condizione che mette le vittime in uno stato di frustrazione e impedisce loro di chiedere giustizia. E’ la condizione che favorisce la violenza domestica. Quella violenza che ha alla base la famiglia cristiana, quella sacra famiglia, portatrice di odio e di disprezzo per le persone che chiedono di essere persone e non ruoli.
La Polizia di Stato ha grandi responsabilità nel terrore che è stato imposto alle donne e alle persone più deboli. Ha collaborato attivamente per umiliare le vittime e garantire l’impunità agli aguzzini (sei tu che te la sei voluta! Sei tu che hai fatto... giustificando, in questo modo, una specie di perdita di diritti di rivendicazione delle persone).

giovedì 26 novembre 2009, 16:42
Irlanda, 46 preti pedofili: 320 denunce in 29 anni



Dublino - La Chiesa cattolica irlandese ha coperto per anni i reati di pedofilia commessi dai suoi sacerdoti nell’intento di tutelare la propria reputazione: lo denuncia una commissione governativa incaricata di indagare sugli abusi, uno scandalo di cui si è già parlato nei mesi precedenti. Il rapporto di 720 pagine esamina il caso di 46 preti accusati di avere abusato sessualmente di minori tra il 1975 e il 2004. Complessivamente sono state depositate in merito 320 denunce. Il documento fa il nome di 11 sacerdoti condannati per pedofilia, mentre l’identità degli altri, che sono morti o non ancora processati, non è stata rivelata o sostituita da pseudonimi. Gli inquirenti hanno studiato per tre anni più di 60mila documenti, un tempo secretati dall’arcivescovo di Dublino. Le vittime hanno accolto con favore la pubblicazione del rapporto, stimando tuttavia che il governo e la Chiesa hanno ancora molto da fare per riparare i mali commessi. Gli inquirenti, guidati da un giudice e due avvocati, sostengono di non avere alcun dubbio sulla colpevolezza dei 46 preti: "Un sacerdote ha riconosciuto di avere abusato sessualmente di oltre cento bambini, mentre un altro ha detto di aver compiuto abusi due volte al mese durante il suo ministero, durato più di 25 anni", affermano. Arcivescovi omertosi La commissione ha inoltre scoperto che tre arcivescovi di Dublino - John Charles McQuaid (1940-72), Dermot Ryan (1972-84) e Kevin McNamara (1985-87) - non hanno denunciato i fatti alla polizia, scegliendo di evitare lo scandalo pubblico e trasferendo i colpevoli di parrocchia in parrocchia. Il cardinale Desmond Connell ha aspettato fino al 1995 per autorizzare la polizia a leggere i dossier dei 17 casi di abusi sessuali.

Tratto da:
http://www.ilgiornale.it/esteri/irlanda_46_preti_pedofili_320_denunce_29_anni/chiesa-irlanda-pedofilia/26-11-2009/articolo-id=402092-page=0-comments=1

Marrazzo, convinto di aver peccato contro il suo padrone, chiede scusa al Vaticano. Ma, scusa di cosa? Dovrebbe chiedere scusa a sua moglie!
La veicolazione delle proprie pulsioni sessuali, quando non avviene mediante violenza o stupro, non è mai un “delitto”, né è mai censurabile se non in ambiti esterni ed estranei alla società civile; come la chiesa cattolica.
La violenza della chiesa cattolica nel pretendere l’impunità nella sua attività di devastazione della società, è di una gravità immane. Purtroppo, questa attività, è sorretta da politici più attenti ai voti che non ai propri doveri sociali e Costituzionali.
Riporto la notizia dagli USA:

Washington:
vittime abusi, preti contro il vescovo


«Si lamenta che non vengono protetti i bambini mai nati. Noi però crediamo che allo stesso modo sia importante proteggere quelli che sono nati e purtroppo vengono violentati e sodomizzati dai preti. Ma ci sembra che il suo scopo sia proteggere anche loro...». Così Ruth Moore, leader dell'associazione delle vittime di abusi sessuali ad opera di religiosi, spiega cosa l'ha spinta a manifestare contro Thomas Tobin, il vescovo di Providence, Rhode Island, balzato agli onori della cronaca per aver negato la comunione al deputato democratico Patrick Kennedy, in segno di condanna per le sue posizioni filo-abortiste. Moore attacca il vescovo di non aver agito abbastanza per fare piena luce sul triste fenomeno della pedofilia tra i sacerdoti. L'associazione chiede a Tobin di rendere pubblico l'elenco dei 125 preti della sua diocesi accusati o rei confessi di abusi sessuali su minori.
Mercoledì 25 novembre 2009 00.51
Tratto da:
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/156357

Avere l’impunità per il terrorismo consumato nella violenza sui minori con altro terrorismo.
E’ la chiesa cattolica: un’organizzazione criminale che continua a prosperare sull’incoscienza di politici delle norme Costituzionali e sul loro desiderio di continuare a delinquere.

27 novembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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