Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

giovedì, dicembre 10, 2009

Berlusconi, un uomo senza coglioni: per la poltrona offende gli italiani, attenta alla Corte Costituzionale, vuole ricostruire lo stato fascista.


Le dichiarazioni di Berlusconi a Bruxelles sono un vero e proprio atto di guerra contro le Istituzioni.
Un atto di eversione dell’ordine democratico.
Le sue farneticanti dichiarazioni vanno a braccetto con i discorsi di Benito Mussolini quando innestò il ventennio fascista.
Se allora fu una tragedia con 40.000.000 di morti, questa si appresta ad essere l’ennesima farsa di un individuo vigliacco e senza “coglioni”. Un incapace che attenta alla Costituzione perché incapace e impotente di gestire uno stato e una società che ha cacciato nella più nera disperazione.

Queste dichiarazioni sottolineano il sospetto che Berlusconi sia stato il mafioso mandante delle stragi degli anni ’90, come prima di lui i mandanti delle stragi di Bologna, di piazza Fontana e di Piazza della loggia, furono individui delle Istituzioni in tentativi continuati di creare le condizioni per fare colpi di stato e attentare alla costituzione prima che la Costituzione, ingabbiata nel terrorismo cattolico, fosse applicata in tutta la sua estensione alla società civile.

I Partiti popolari Europei, in particolare quello tedesco e quello italiano, per ordine del Vaticano, favorirono l’avvento al potere di Hitler in Germania e di Mussolini in Italia: individui senza palle, incapaci di vivere in una società di uomini che dovevano macellare per poter esercitare il loro potere. Così Berlusconi. Incapace, impotente, senza palle. Un individuo che scappa, pauroso e vile, anche a delle innocenti domande come quelle del giornale La Repubblica. Un uomo che ha rubato, attraverso la Fininvest, e che si rifiuta di restituire il mal tolto. Un corruttore che fa della corruzione e dell’uso di magistrati amici con cui ricattare i cittadini, uno strumento di uso sistematico.

Berlusconi dimostra di essere un individuo allo sbando in un partito allo sbando. Un fallito che dopo aver usato le televisioni per ingannare gli italiani, dopo aver usato la corruzione per abbattere il governo Prodi, ora sta cercando scuse con cui nascondere la sua incapacità. Un’incapacità che sta portando l’Italia allo sbando e al fallimento.
Riporto dal giornale La Repubblica:





Berlusconi al congresso del Ppe a Bonn:

"Sovranità in Italia è passata alla magistratura

Contro il partito dei giudici e la Consulta cambierò la Costituzione"
Il premier attacca la Corte "Sono stanco delle ipocrisie"
Fini gli risponde subito:

"Parole non condivisibili. Genera confusione sull'Italia. Chiarisca"

La controreplica del capo del governo.

E poi il duro intervento di Napolitano



ROMA - Da Bruxelles, dove partecipa al congresso del Partito popolare europeo, Berlusconi torna ad attaccare i magistrati e la Consulta con toni durissimi. E il rimbalzo in Italia è un nuovo, aspro scontro con Gianfranco Fini e con il presidente della Repubblica Napolitano. "In Italia - dice Berlusconi - succede un fatto particolare di transizione a cui dobbiamo rimediare: la sovranità, dice la Costituzione, appartiene al popolo" e il Parlamento "fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale" e la Corte "abroga la legge". E' per questo, prosegue il presidente del Consiglio nel suo intervento al congresso del Partito popolare europeo a Bonn, che la maggioranza "sta lavorando per cambiare la situazione anche attraverso una riforma della Costituzione". All'indomani del parere della sesta commissione che ha riscontrato "elementi di incostituzionalità" nel ddl sul processo breve, il premier tira di nuovo in ballo anche la Consulta, a suo avviso "non più un organo di garanzia, ma un organo politico, composto per 11 membri su 15 da esponenti di sinistra", per via del fatto che ci sono stati tre presidenti della Repubblica di sinistra. L'analisi della situazione politica italiana che Berlusconi porta al congresso del Ppe parte dal presupposto che "la sinistra è allo sbando e cerca di avere ragione" di lui "attraverso i processi". Dall'altra parte, aggiunge, c'è "una maggioranza coesa e forte, con un premier super". "C'è una sinistra che ha attaccato il presidente del Consiglio su tutti i fronti inventandosi calunnie - dice il Cavaliere -. Chi crede in me è ancora più convinto. Tutti si dicono: 'Dove si trova uno forte e duro, con le palle come Silvio Berlusconi?'". L'imbarazzo del Ppe. Le parole di Berlusconi prendono di sorpresa l'uditorio dei popolari europei. Che sembrano volersi tenere lontani dalla polemica. No comment della Merkel, mentre il neopresidente del Ppe Martens dice che il premier "è il primo presidente del Consiglio italiano, dopo la prima guerra mondiale, ad avere una maggioranza così forte". E alla domanda se ciò equivalesse ad un appoggio nei confronti delle dichiarazioni di Berlusconi sui giudici, risponde: "Mi limito a quello che ho detto". La risposta di Fini. Il presidente della Camera non fa attendere la sua replica. "E' certamente vero che la sovranità appartiene al popolo, ma il Presidente del Consiglio non può dimenticare che esso 'la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione' (art. 1). Ed è altresì incontestabile che gli articoli 134 e 136 indicano chiaramente il ruolo di garanzia esercitato dalla Corte costituzionale". Ancora, Fini rileva: "E' la ragione per la quale le parole di Silvio Berlusconi, secondo cui la Consulta sarebbe un organo politico, non possono essere condivise; mi auguro che il premier trovi modo di precisare meglio il suo pensiero ai delegati del congresso del Ppe per non ingenerare una pericolosa confusione su quanto accade in Italia e sulle reali intenzioni del governo". La contreplica del premier. Secca, e altrettanto dura, la risposta del Cavaliere al presidente delal Camera. "Non ho nulla da chiarire - dice - anzi, sono stanco delle ipocrisie". L'Anm. "Per fortuna di tutti l'ordinamento italiano e la Costituzione vigente prevedono organi di garanzia e il controllo dell'operato di qualsiasi potere e ordine, magistratura compresa", scrivono in una nota il presidente, il vicepresidente e il segretario dell'Anm, Luca Palamara, Gioacchino Natoli e Giuseppe Cascini. "Ovviamente la Corte costituzionale - spiegano - come in ogni Paese del mondo che ne preveda l'esistenza, giudica le leggi approvate dalle maggioranze parlamentari, di qualsiasi colore e orientamento politico. E la Costituzione, come spiega qualsiasi manuale di Educazione civica, la colloca tra gli organi di garanzia e non tra le articolazioni della magistratura". L'opposizione in Italia. La prima reazione arriva da antonio Di Pietro. Ed è durissima: "Berlusconi sta stracciando la Carta Costituzionale, prima riducendo il Parlamento ad un servizio privato ora volendo eliminare la Consulta, ultimo baluardo della Costituzione. Se non è fascismo questo, che cosa ci vuole? l'olio di ricino?". Poi parla il Pd, con la vicepresidente dei deputati Marina Sereni: "Un comizio indecente contro il presidente della Repubblica e i suoi predecessori, contro la Corte Costituzionale, contro i magistrati, contro l'opposizione democratica. Berlusconi è vittima di un'ossessione, i suoi processi gli impediscono di occuparsi dei problemi reali delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese italiane". A stretto giro interviene anche il segretario democratico, Pier Luigi Bersani. "I popolari europei . commenta - hanno avuto modo di constatare direttamente cos'è il rischio di populismo. Sono convinto che anche loro se ne preoccuperanno perchè il centrodestra in Europa sa bene cos'è una Costituzione, cosa vuol dire picconare una Costituzione e a quali esiti può portare". E, dopo l'intervento del Quirinale, il leader Pd - mentre dal partito sale la richiesta al premier di venire in Parlamento - aggiunge: "Le parole di Napolitano sono ferme e sagge". Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc presente alla riunione del Ppe, si dice preoccupato: "Non fa bene all'Italia - scrive in una nota - trasferire in ambito europeo le vicende della nostra politica e quelle personali del presidente del Consiglio. Conferma l'immagine dell'Italia come un paese di pulcinella". Dopo la nota del Quirinale parla anche Casini, secondo il quale "l'attacco del presidente del Consiglio alla Corte costituzionale è stato portato con "parole del tutto improprie, sbagliate nella sede e autolesionista per gli interessi del paese e dello stesso presidente del Consiglio". "Chi vince le elezioni - conclude - non è in alcun modo il padrone del paese, si deve confrontare la Costituzione, con i pesi e i contrappesi. L'Udc sta senza se e senza ma con il Presidente della Repubblica, con la Corte costituzionale, con la Costituzione e con il Parlamento". Mancino: "Nostro parere non vincolante. Sulla questione del parere della commissione interviene anche il vice presidente del Csm Nicola Mancino, che replica alle critiche ricordando che "il parere non è vincolante". E annuncia che dopo la pausa natalizia il plenum del Consiglio superiore della magistratura si riunirà alla presenza del ministro della Giustizia Angelino Alfano.
(10 dicembre 2009)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/giustizia-20/cronaca-10dic/cronaca-10dic.html



Il parere non vincolante del CSM è, in realtà, l’analisi sulla legittimità Costituzionale del provvedimento.
Berlusconi si è dimenticato che se la volontà popolare vuole un regime fascista, è compito delle Istituzioni impedirlo. Lui può manipolare l’informazione. Chi doveva fermarlo, non lo ha fatto. Anzi, persone che avrebbero dovuto essere i suoi avversari politici, come D’Alema o Veltroni, hanno di fatto appoggiato le sue trame eversive collaborando ad aggredire la società civile.
Berlusconi ingiuria la Democrazia. Berlusconi ingiuria e offende gli Italiani. Berlusconi offende la Costituzione della Repubblica.
Ciò che ci lascia perplessi è che Berlusconi ha firmato il Trattato di Lisbona. L’ha fato approvare in Parlamento e dal primo di dicembre ogni provvedimento legislativo, compreso il suo tentativo di trasformare l’Italia in uno stato fascista e nazista, dovrà passare per il vaglio della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

I criminali ignoranti, come Berlusconi sta dimostrando di essere, fanno molto danno al paese perché aggrediscono il sistema produttivo, il sistema delle libertà sociali e trasformano poliziotti, carabinieri, vigili urbani, in terroristi che attentano ai principi fondamentali della Costituzione.

Dopo Berlusconi sarà necessario fare un bilancio delle ferite che questo incapace senza coglioni, ha inferto al paese con la collaborazione di Ratzinger e dei vescovi italiani.

10 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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