Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

martedì, dicembre 15, 2009

Naso rotto a Berlusoni; rompe la faccia della politica virtuale rivela l'incompetenza in economia, pericoli per le Istituzioni ad opera di Berlusconi


Il naso rotto di Berlusconi: politica virtuale e politica reale.

Potrebbe essere l'inizio della rivolta del Popolo delle Libertà?

Ancora, a mio avviso, non sono stati quantificati gli effetti del naso rotto di Berlusconi.
Innanzi tutto, sempre dalle notizie che a mano a mano arrivano, centellinate col contagocce, che fa sospettare l’esistenza di una regia all’interno della Polizia di Stato con finalità di gestione eversiva dell’informazione (o, forse più banalmente, per esigenza di indagini), il Sig. Massimo Tartaglia non era un soggetto esterno al Popolo delle Libertà. A differenza di quanto Tartaglia ha dichiarato suo padre, mentre usciva da casa, al quale avrebbe detto che andava da un’amica; egli frequentava il Popolo delle Libertà. Le dichiarazioni fatte da due esponenti del Popolo delle Libertà ai giornalisti di Striscia la Notizia, sono testimonianze di una frequentazione non solo attiva, ma anche con un certo impegno nel dibattito, tant’è che i fratelli, intervistati da Striscia la Notizia, hanno avuto la sensazione, negata dal poliziotto a cui si sono rivolti, che costui fosse un provocatore. Da quanto si apprende, il suo comportamento, appare più il comportamento di un dissidente interno al Popolo delle Libertà arrabbiato col capo che non quello di un oppositore politico intenzionato a far del male ad un nemico.
Appare, dico.
E uso il termine appare perché quando si tratta di Silvio Berlusconi, non siamo mai nella vita reale, ma sopra ad un palcoscenico dove gli attori recitano la sceneggiata dell’inganno il cui scopo è derubare gli spettatori mettendo loro le mani in tasca e sfilando loro il portafoglio della vita, mentre li coinvolgono con nelle risate di una realtà virtuale. Risata dopo risata, viene distrutto l’apparato economico, si indebitano di miliardi gli italiani per vendersi Alitalia, si distrugge la scuola pubblica, si sottraggono fondi ai comuni, si distribuiscono illegalmente miliardi alla scuola privata, si distrugge la sanità pubblica, si attenta alla Costituzione, si aggredisce la Corte Costituzionale, si aggrediscono le istituzioni che non si adeguano.
Per questo con Berlusconi si usa il termine appare. Solo che ciò che appaiono sono le sceneggiate di Berlusconi, la sua realtà virtuale che sbandiera davanti agli occhi delle persone; la realtà è il portafoglio sfilato dalle tasche degli italiani che si ritrovano un sistema sociale più povero.

Il naso rotto di Berlusconi toglie l’illusione dell’apparire.

Già nel comizio, Berlusconi, aveva giocato agli inganni accusando di “vergogna” le persone alle quali aveva rubato la sanità pubblica, la scuola pubblica e, in generale, aggravato le condizioni di vita.
Il suo “macismo” emotivo recitato dietro quel “vergogna”, serviva a mascherare la sua attività di saccheggiatore della società civile. Trasmesso in prima pagina dalle televisioni, serviva ad annullare i problemi che i contestatori sollevavano: per le televisioni quei problemi non esistevano, loro erano i malvagi che andavano macellati.

Questo “macismo” di Berlusconi, che riprende il motivo della propaganda di Mussolini che a petto nudo taglia il grano, viene ripetuto sul palco, durante il comizio, quando Berlusconi si vanta di “essere giovane” (per giustificare il suo bisogno di puttanismo) alzando la camicia e facendo vedere che non ha la maglia della salute.

Il Times si chiede: “Berlusconi ha centinaia di guardie del corpo, viaggia su un’Audi A8 con vetro antiproiettile circondata da un corteo di SUV e Volkswagen blindate e in mezzo alla folla un gruppo di quattro guardie del corpo gli forma un anello compatto intorno, che è poi rafforzato da altri sei agenti di sicurezza” Come è stato possibile che Massimo Tartaglia si potesse avvicinare tanto?

Se si dovesse scartare l’ipotesi che sia stato Berlusconi, o qualcuno del suo seguito, ad organizzare l’aggressione, non resta che l’ipotesi che Massimo Tartaglia ha potuto avvicinarsi perché era un militante del Popolo delle Libertà che, in qualche modo deluso, ha consumato la sua vendetta contro il “padre padrone”. La sua condizione psichiatrica lo rende un soggetto che facilmente può confondere la realtà virtuale della propaganda politica di Berlusconi con la realtà quotidiana. Un individuo che esprime comportamenti reattivi violenti quando l’esperienza quotidiana non collima con l’illusione virtuale che il “capo” Berlusconi gli propina.

Questa ipotesi non nasce solo dalle testimonianze dei testimoni di Striscia la Notizia, ma anche da una certa difficoltà di avere notizie di Massimo Tartaglia e dalla lettera che avrebbe scritto a Berlusconi definendo il suo gesto come “vigliacco”. Un gesto viene definito “vigliacco” da chi lo compie solo se è rivolto nei confronti di un “compagno” di partito o del padre padrone del proprio partito. Nell’educazione cattolica il pentimento va rivolto al padre: qualunque sia la figura del padre. Non quando è rivolto nei confronti di un nemico politico. Quando è rivolto ad un nemico, ci si rammarica per l’eccesso della risposta o dell’azione, non si definisce la propria azione “vigliacca”. La regia politica che sta dietro alla polizia ha affermato che Massimo Tartaglia odiava la politica di Berlusconi, ma si è guardata bene, a mio avviso, di definire in cosa e per cosa Tartaglia odiava la politica di Berlusconi: come militante deluso del popolo delle Libertà o come nemico politico che militava in un altro partito?

Chi contestava Berlusconi era tenuto lontano dalla polizia, i militanti del Popolo delle Libertà avevano il loro spazio protetto dalla polizia.

Da un po’ di tempo, molte persone che hanno votato popolo delle Libertà stanno perdendo il lavoro, nelle fabbriche, negli studi professionali, nel territorio. La stessa legge finanziaria taglia i posti di “lavoro” nei comuni e nelle comunità montane.

Potrebbe essere che quel naso rotto altro non sia che la rivolta del Popolo delle Libertà contro una politica virtuale che ha costruito degli inganni giocando sulle loro aspettative. Il Popolo delle Libertà è fatto da uno zoccolo duro affine allo hiuppysmo e arrivismo degli anni passati e da una massa di illusi che vedono nei miliardi di Berlusconi la realizzazione possibile dei loro desideri. Vedono nel puttanismo di Berlusconi il loro desiderio di puttanismo.
E’ duro svegliarsi da questa realtà e Massimo Tartaglia potrebbe essere il primo che ha reagito.

Quando si è sull’altare, in gloria, e non si hanno i coglioni per starci, spesso le cadute sono rovinose. Spesso, sotto il manto di lana delle pecore che seguono il padrone, ci sono i denti aguzzi che prima sbranavano il nemico del loro padrone e poi, vistisi ingannati, il padrone stesso.

15 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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