Le modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana.

O le modifiche si pensano come un regime democratico, come democrazia dei cittadini, oppure si pensano dal punto di vista dell'ideologia nazista, come da anni le sta proponendo Luciano Violante del PD, in cui le Istituzioni sono le padrone dei cittadini, concedono i diritti, ma si riservano la libertà di stuprare e violentare i cittadini secondo le loro necessità

sabato, dicembre 18, 2010

Il Daspo, Maroni e il terrorismo della Polizia di Stato


Se Maroni fosse meno criminale e delinquente facendo proposte di natura terrorista che puntualmente come la scellerata legge Alfano o la legge contro gli immigrati poveri dichiarate incostituzionali e, pertanto criminali ,dalla Corte Costituzionale, saprebbe che il diritto di manifestare è un diritto Costituzionale e può essere alterato o rimosso solo con una legge Costituzionale. Che poi lui sia incapace a perseguire il crimine perché usa violenza contro i barboni e i senza tetto e fa torturare le persone nei posti di polizia, questo è un altro discorso.
Forse che i padri Costituzionali non hanno messo in conto la pratica del fascismo di impedire le manifestazioni di piazza come l’impunito Maroni vuole fare?
E poi, chi decide chi non deve andare in piazza?
Il terrorista Maroni che usa la polizia armata contro i cittadini? O deve essere la magistratura? O sono i Prefetti che tollerano atti amministrativi criminali emessi da amministratori leghisti che stuprano i bambini costringendoli in ginocchio davanti al criminale in croce?
Lo so che dell’articolo 17 della Costituzione a Maroni non frega niente. Il nazifascismo di Mantovani è evidente: far fuori gli avversari politici in modo da affamare i cittadini e derubarli senza che possano protestare. Si chiama TERRORISMO!
Dopo leggi o provvedimenti liberticidi di Maroni dovrà intervenire ancora una volta la Corte Costituzionale: intanto i cittadini saranno aggrediti dalla Polizia di Stato fatta da torturatori e criminali fuori da ogni controllo.

Invece che farneticare, Maroni farebbe meglio ad arrestare chi effettivamente fa i reati e non promuovere aggressioni ai suoi avversari politici davanti ai quali è abituato a scappare per incapacitrà e ignoranza.


"Mi sembra una proposta interessante quella di Mantovano"
Maroni: "Daspo alle piazze anche da subito"

Per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, la proposta di estendere il Daspo anche alle manifestazioni di piazza "è interessante" e potrebbe essere inserita da subito nel ddl sicurezza che ha iniziato l'iter al Senato. "Valuteremo - ha detto Maroni - se c'è una maggioranza che sostiene questa proposta".


Roma, 18-12-2010
Per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, la proposta di estendere il Daspo anche alle manifestazioni di piazza "è interessante" e potrebbe essere inserita da subito nel ddl sicurezza che ha iniziato l'iter al Senato. "Valuteremo - ha detto Maroni - se c'è una maggioranza che sostiene questa proposta".
"Mi sembra una proposta interessante quella di Mantovano - ha aggiunto Maroni, parlando a margine di un pranzo con gli altri big della Lega a Vicenza -, perché il Daspo sta funzionando molto bene dentro gli stadi. Riteniamo che questo modello sia esportabile. C'è la possibilità di inserirlo già nel ddl sicurezza".
Quanto alle scarcerazioni dei giovani arresti dopo gli scontri dio piazza a Roma il 14 dicembre, il responsabile del Viminale ha osservato che "la scarcerazione è stata un errore, anche perché c'è un rischio di reiterazione del reato".
"Non voglio fare polemica, è un'opinione e non una critica nei confronti della decisione dei magistrati", ha precisato Maroni, che ha annunciato adesso misure più stringenti in vista della prossima manifestazione degli studenti, il 22 dicembre. "Adesso - ha detto - vigileremo soprattutto in vista della nuova manifestazione di mercoledì. Visto quanto è successo a Roma, la macchina sarà ulteriormente organizzata per evitare che si ripeta quanto è successo pochi giorni fa".

Tratto da:
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=148468


Nessun governo, come quello di Berlusconi e Maroni, si è mai distinto per tante offese e sfregi alla Costituzione della Repubblica al fine di perseguire interessi personali.

Visto che cosa Maroni ha provocato a Roma con la sua banda di aggressori e con i provocatori che ha usato è da pensare che a Roma alla prossima manifestazione le aggressioni aumentino e sarà bene la presenza di deputati per impedire i massacri dei ragazzi da parte della Polizia di Stato.


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18 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì, dicembre 17, 2010

Daniele Pelliciardi, i picchiatori della Polizia di S. e i comportamenti "mafiosi" del governo Berlusconi: Mantovano e l'odio per la Costituzione.


Quando si dice che un individuo è un “fascista” non lo si dice per le sue “nostalgie” di un passato che immagina o che ricostruisce partendo dal suo punto di vista, ma lo si dice in relazione alle Istituzioni e all’uso delle Istituzioni che costui intende farne.
In particolare un “fascista” si distingue da un non fascista dall’uso che ne vorrebbe fare o ne fa della legge. La legge come mezzo di distruzione di massa: oggetto di vendetta e, per estensione, mezzo che certifichi la legittimità del razzismo e dell’odio gratuito.

Alcuni episodi di cronaca sono rivelatrici di questo atteggiamento. L’accanimento, accaduto a Brembate contro la persona del Marocco accusata di sequestro della ragazzina non ancora trovata e le affermazioni criminali che Zaia ha rilasciato in merito all’episodio sono un esempio. Il sindaco di un paese del Veneto che invoca il taglio delle mani agli zingari che hanno rubacchiato mentre non dice nulla per chi ha sottratto centinaia di milioni di euro alla società civile è un altro esempio dell’uso personale della legge. Un modo fascista.

Altri modi fascisti di usare la legge li osserviamo in altri due episodi piuttosto gravi che indicano come l’educazione alla legge e alle norme morali sia carente e spesso fuorviante rispetto ai principi della società civile.

Il primo episodio su cui voglio trarre l’attenzione è quello relativo alle condanne per i delitti di Gorgo al Monticano che ha visto il figlio delle vittime cadere in una profonda depressione quando la Corte di Cassazione ha rilevato delle anomalie nelle aggravanti comminate dalla Corte d’Appello di Venezia ai criminali. Un aggravamento ingiusto della pena rispetto al reato commesso.


DANIELE PELLICIARDI IN OSPEDALE
La ridiscussione della sentenza la causa del ricovero

ODERZO – Massacro di Gorgo: la Cassazione rimette in discussione la sentenza di ergastolo a Naim Stafa, la mente del doppio omicidio avvenuto nell’agosto 2007 alla dependance di Villa Durante a Gorgo al Monticano.
E il figlio delle vittime Guido e Lucia Pelliciardi, ossia Daniele, è stato ricoverato per depressione.
Da ieri l'ex-guardia giurata è finito in un reparto di psichiatria in un ospedale Veneto, non a Oderzo.
Pelliciardi resterà in ospedale per un periodo imprecisato. La Cassazione ha rimesso in gioco le sentenze, rinviando il giudizio alla Corte di Appello di Venezia che dovrà nuovamente pronunciarsi con la differenza che le aggravanti a carico dei due imputati sono state eliminate.
In ballo pertanto una riduzione di pena sia per quanto riguarda il giovane basista rumeno Bogdaneanu che per Stafa, l'ideatore del massacro.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/daniele-pelliciardi-ospedale-31247

Cosa è successo in realtà. La Corte di Cassazione ha sentenziato che la responsabilità penale è individuale. Se è indubbio che tutto il gruppo che ha partecipato al crimine è responsabile del crimine stesso, le scelte e le modalità materiali dell’esecuzione del delitto, nelle sue estreme conseguenze, non erano concordate e l’efferatezza con cui sono state messe in atto, appartengono SOLO all’esecutore.
Sotto il peso della propaganda della Lega, la Corte d’Appello di Venezia ha esteso le aggravanti specifiche di chi ha commesso l’azione crudele a chi ha partecipato all’incursione delittuosa pur non avendo messo in atto azioni crudeli ed era estraneo ad esse.
Sta di fatto che chi ha commesso azioni efferate si è suicidato in carcere, mentre gli altri due componenti della banda sono stati processati.
Sicuramente nella testa di Daniele Pelliciardi si è acceso il desiderio di giustizia che si è trasformato in bisogno di vendetta, ma le persone che aveva attorno hanno ignorato i segnali psichici del Pelliciardi che stava investendo l’energia psichica nella veicolazione di un bisogno di vendetta. Più che ricercare una situazione di giustizia cercava un’autopromozione del proprio delirio di onnipotenza.
Il delirio di onnipotenza lo portava ad identificarsi col crocifisso al punto da mettere in piedi una “ronda padana” di “giustizialisti” il cui unico scopo era quello di autopromozione psicologica. Solo che il delirio di onnipotenza del Pelliciardi ha dovuto scontrarsi con l’oggettività della legge che non prevede il taglio delle mani per i ladruncoli (ed ignora i grandi ladri) e nemmeno quel tanto desiderato per i marocchini (in galera e buttare via la chiave).
Quando la Corte di Cassazione ha dichiarato che la giustizia va amministrata secondo le leggi, il suo delirio di onnipotenza frustrato si è trasformato in depressione.

Lo stesso vale per le operazioni alla G8 messe in atto dalla polizia di Stato a Roma: da un lato ha finto di non vedere chi dava fuoco alle camionette e dall’altro ha massacrato ragazzi che manifestavano finendo per protestare perché i magistrati scarceravano persone arrestate ingiustamente.
Mentre sono chiari nei filmati i pestaggi dei poliziotti nei confronti di ragazzi e ragazze a terra, non esiste nessuna azione di violenza contro le persone ad opera dei manifestanti.
La Polizia di Stato si sta comportando da organizzazione terroristica in cui colui che faceva azioni violente contro i poliziotti durante le manifestazioni (il ministro Maroni addentò una gamba di un poliziotto) protesta perché degli innocenti vengono scarcerati dalla polizia.
Di quella ventina di persone, solo una aveva un paio di sassi (niente bottiglie di benzina, niente fionde o biglie) e solo uno, dopo la manifestazione è stato fermato perché aveva una pala e aveva raccolto le manette e il manganello del poliziotto: ma non stava dandoglielo in testa al poliziotto.

Le dichiarazioni di Maroni appaiono come dichiarazioni vergognose. Capisco se lui fosse riuscito ad arrestare quelli che davano fuoco ai mezzi della Polizia di Stato, ma è mia convinzione che quel gruppo, ripreso dall’elicottero, era un gruppo della Polizia di Stato o un gruppo di persone organizzate e assoldate dalla Polizia di Stato o dai servizi segreti (come altri che si aggiravano per la manifestazione).
Sembrano le dichiarazioni del ministro dopo il massacro al G8 di Genova.
Anche lui vuole il massacro per il massacro: gli piace tanto visto che con la riforma Gelmini sta sparando nella testa degli studenti per i propri interessi.


Scontri Roma, Maroni: "Non condivido rilascio"Alfano invia ispettori, è scontro con l'Anm
Il ministro dell'Interno riferisce al Senaro. Critica il ritorno in libertà dei ragazzi fermati durante gli scontri del 14 dicembre a Roma: "Pericolo reiterazione". Alfano dispone accertamenti sui rilasci, il sindacato delle toghe:"Interferenza indebita". La proposta: estendere il 'daspo' alle manifestazione di piazza


ROMA - Anche la voce del ministro dell'Interno Roberto Maroni si unisce al coro delle polemiche animate dal centrodestra sulla scarcerazione dei ragazzi fermati 1 a Roma durante gli scontri del 14 dicembre 2. Il titolare del Viminale riferisce in Aula al Senato, presente anche il collega della Difesa Ignazio La Russa, critica il rilascio dei giovani e rimanda al mittente le ipotesi (come quella formulata dal capogruppo Pd a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro) sulla presenza di infiltrati alla manifestazione: "Un'illazione destituita di fondamento e gratuitamente offensiva". Intanto è scontro fra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e l'Anm: il Guardasigilli ha deciso di inviare ispettori per accertamenti sui rilasci, e il sindacato delle toghe replica: "Un'interferenza indebita". Il ministro risponde: "Io sto dalla parte dei cittadini". E arriva la proposta del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano di estendere il 'daspo' (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) alle manifestazione di piazza, "per contare - spiega Mantovano - su uno strumento in più sul piano della prevenzione" che "permette di conoscere preventivamente, e non sulla base di mere informative, i soggetti da tenere distanti dalla piazza, nell'interesse stesso dei manifestanti con intenzioni pacifiche".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/politica/2010/12/17/news/maroni_scontri_evitate_conseguenze_pi_gravi-10311452/?ref=HRER2-1

Fa ridere la proposta di Mantovano, se non fosse un atto criminale: impedire di manifestare le idee politiche, religiose o sociali, è un attentato alla Costituzione. Se qualcuno fa dei reati viene processato dalla magistratura che accerta i fatti non certo da uno come Mantovano o Maroni che sono nel governo con personaggi di questo tipo:

L'Aquila: terremoto e G8, Verdini e Fusi indagati Procura antimafia notifica conclusione indagini
Per il costruttore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio ''Federico II', verrà chiesta al gip l'archiviazione. L'ipotesi di reato è abuso d'ufficio


L'AQUILA - La Procura distrettuale antimafia dell'Aquila ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e al presidente dimissionario della Btp, Riccardo Fusi, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la ricostruzione dell'Aquila e del G8. L'avviso di conclusione delle indagini preliminari è l'atto che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Esce di scena il costruttore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio ''Federico II'', per la cui posizione la Procura distrettuale - secondo quanto si è appreso - chiederà al gip l'archiviazione. L'inchiesta - con l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio - era stata avviata dalle intercettazioni telefoniche acquisite nell'ambito delle indagini della Procura di Firenze sugli appalti per i Grandi eventi e per il G8 della Maddalena. Dalle telefonate sarebbe emerso che Verdini avrebbe tentato, utilizzando le amicizie politiche, di inserire negli appalti aquilani e del G8, poi svoltosi all'Aquila, il Consorzio Federico II del quale fa parte anche la Btp di Fusi. A pesare sulla richiesta del pm sarebbe stato il vecchio rapporto di affari e amicizia tra Fusi e Verdini ai tempi in cui quest'ultimo era presidente del Credito Cooperativo fiorentino.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/17/news/terremoto_e_g8-10337894/?ref=HRER1-1

E’ da questo tipo di personaggi che Roberto Maroni, in qualità di ministro degli interni dovrebbe difendere i cittadini. Dovrebbe avere più rispetto per i cittadini che protestano anziché farli massacrare da una banda armata.
La Costituzione parla del : “Diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senz’armi”. Ricordo che le sole persone armate in piazza a Roma era la Polizia di Stato la cui presenza era illegale in quanto aveva la funzione di aggressione alla libertà di manifestazione dei cittadini e i pestaggi gratuiti fatti da uomini armati in divisa lo dimostrano.

Usare le leggi per le proprie vendette o per impedire alle persone di manifestare il loro pensiero è un atto criminale che quando viene messo in essere da individui all’interno delle Istituzioni assume il carattere di azione terrorista con finalità di eversione dell’ordine democratico.
Se è comprensibile il delirio psichiatrico di Daniele Pelliciardi, non è comprensibile il delirio criminale di Mantovani o Maroni.



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17 dicembre 2010
Claudio Simeoni
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martedì, dicembre 14, 2010

Fallito il tentativo dei Servizi Segreti italiani di sfiduciare Berlusconi: ora tutto diventa difficile.


E’ chiaramente fallito il tentativo dei Servizi Segreti Italiani di costringere Silvio Berlusconi a dare le dimissioni.
Non si tratta di “fantapolitica”, ma di logica deduzione dei fatti.

Innanzi tutto la scissione del FLI di Fini avevo lo scopo dichiarato di mandare a casa Silvio Berlusconi.
Vale la pena di ricordare che Gianfranco Fini non è solo il Presidente della Camera, ma è anche un esponente dell’ex MSI legato ai servizi segreti e ai colpi di Stato che hanno imperversato in Italia. Lo stesso Almirante non fu condannato perché sopraggiunse una prescrizione voluta e pilotata da magistrati compiacenti. Provarlo? Lo prova l’esperienza!

Pensare che non sia legato ai Servizi Segreti, è pura fantascienza.
La situazione in Italia è grave. C’è una deriva Istituzionale, economica e politica che sta portando il paese al disfacimento e tutto è dovuto all’esigenza personale di Silvio Berlusconi di salvaguardarsi i propri affari.
La perdita di posti di lavoro sta immiserendo la società civile al punto tale che la Democrazia non è più gestibile e controllabile. Non solo dalle Istituzioni, ma anche da quei gruppi di potere che hanno sempre agito in Italia all’ombra dei vari servizi segreti che spesso sono stati definiti “servizi deviati”.


Esiste un’esigenza reale molto forte per la quale Silvio Berlusconi deve andare via, ma Silvio Berlusconi ha a disposizione talmente tanti miliardi di euro da comperarsi quello che vuole. E questo è un problema per tutte le strutture Istituzionali sia legali che illegali.
Da qui nasce l’operazione di Gianfranco Fini che fonda il partito sfruttando le reazioni inconsulte di Berlusconi che non è un politico, ma solo un padrone al quale tutti devono dire: si padrone.

L’operazione era talmente bene architettata che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva voluto spostare la data del confronto a dopo l’approvazione del piano di stabilità. Lo stesso Giulio Tremonti era pronto ad assecondare l’operazione dei Servizi Segreti defilandosi dall’apparire in pubblico se non il minimo indispensabile e con dichiarazioni molto controllate.

Solo che la compravendita dei deputati, negli ultimi quindici giorni, aveva assunto un livello estremamente pericoloso per l’operazione dei Servizi Segreti.

Così i Servizi Segreti decisero di far entrare in gioco la piazza sfruttando la proclamazione delle manifestazioni in occasione della discussione della fiducia. I Servizi segreti (ricordate Bertoli? O coloro che davano i volantini della sinistra extraparlamentare su un treno e che, fatalità, la bomba gli scoppiò fra le mani e allora si scoperse che erano legati ai servizi segreti attraverso gruppi dell’estrema destra? Ricordate le tecniche di Cossiga?) organizzarono gruppi violenti che, infilatisi nella manifestazione. provocarono scontri in modo da alimentare un clima d’urgenza per sfiduciare Silvio Berlusconi.
I Servizi Segreti rafforzarono lo scontro di piazza.

Nonostante gli scontri di piazza, l’azione dei Servizi Segreti è fallita.
Per tre voti di finiani, due dell’Italia dei Valori e Calearo eletto PD per volontà di Walter Veltroni, Silvio Berlusconi ha mantenuto la fiducia: i debiti dei deputati hanno prevalso sulle sollecitazioni dei Servizi Segreti.

Pur tuttavia, la situazione in Italia rimane economicamente, politicamente e socialmente grave.

Che cosa accadrà ora?
I Servizi Segreti hanno dato a Silvio Berlusconi l’opportunità di essere sfiduciato: ora tutto diventa più difficile.
Da un lato aumenta l’urgenza sociale di allontanare Silvio Berlusconi e dall’altro i margini di manovra istituzionali per allontanarlo stanno diminuendo portando l’Italia sempre più vicina al baratro.
Da un altro lato, la piazza, spinta dai Servizi Segreti, ha riscoperto una nuova forma di protesta che non sia “l’isola dei cassaintegrati” o la protesta sui tetti o le gru.
Tanto minori sono le possibilità di sfiduciare Silvio Berlusconi dal punto di vista Istituzionale e tanto maggiore è la violenza e la drammaticità in cui il suo allontanamento avverrà.

Lo spetto di un Silvio Berlusconi ucciso ed appeso a piazzale Loreto, come Benito Mussolini, si avvicina a grandi passi.
Qualunque altro progetto potrà essere adottato dai Servizi Segreti per sfiduciare Silvio Berlusconi, dovrà tener conto dei miliardi di euro con cui può comperarsi le persone che sono in difficoltà economica.
E non c’è molto tempo ancora.

C’è da puntualizzare che i gruppi di Bleak blok o Black Blok che agiscono nelle manifestazioni, come quella di oggi a Roma, in realtà sono squadre della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che vengono usati apposta per far degenerare le manifestazioni. Sono poliziotti addestrati per infiltrarsi e per indurre i manifestanti al saccheggio per poterli criminalizzare. Nella concitazione della manifestazione bastano cinque o sei di questi personaggi per indurre ai comportamenti imitativi da parte di una massa. I Bleak blok non esistono, come non esistono le “bombe anarchiche”. Semmai esistono i provocatori della Polizia di Stato che si traveste da manifestante ed esistono interessi per i quali qualcuno invia bombe facendole spacciare per anarchiche. Esistono persone che si prestano a fare il lavoro sporco, ma sempre contigui alla Polizia di Stato.
Ho conosciuto un poliziotto infiltrato qualche tempo fa che si spacciava per “resistenza iraniana” e che si lamentava per la discriminazione della sua religione da parte dei musulmani affermando che “non avevano tradotto un libro tradizionale musulmano, il “così parlò Zaratustra” in iraniano!”. Forse oggi sono un po’ più acculturati, ma altrettanto provocatori.
Varie testimonianze stanno confermando quanto riportato a proposito degli infiltrati della Polizia di Stato oggi 15 dicembre 2010:

Scontri Roma, polemica su infiltrati
Pd e Idv parlano di infiltrati, il Pdl accusa i criminali

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Maggioranza e opposizione tornano a sottolineare la gravita' degli scontri di ieri a Roma, su cui il ministro dell'interno, Roberto Maroni, riferira' alle Camere; ma le sottolineature sono diverse. La maggioranza punta il dito contro quelli che il sottosegretario Alfredo Mantovano definisce criminali che strumentalizzano ogni protesta per scatenare la violenza. Mentre il Pd e l'Idv sostengono che il ministro deve fare chiarezza sugli infiltrati che hanno agito per far degenerare la protesta.

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/12/15/visualizza_new.html_1669706478.html

Il sottosegretario Mantovano, anziché ingiuriare e insultare i cittadini dovrebbe dimostrare chi sono coloro cui attribuisce quelle azioni. Deve inoltre dimostrare di non essere lui il mandate al fine di assicurarsi un ingiusto profitto accusando altri.
Io conosco solo la Polizia di Stato che fa questo e alcuni dei servizi segreti (e solo per esperienza passata) che mettono a ferro e fuoco una città per crearsi un clima favorevole ai loro interessi.
Siccome la Polizia di Stato non è fatta di idioti ( e con molti infiltrati fra i manifestanti, spesso protagonisti della manifestazione) se avesse visto gruppi organizzati all'interno dei manifestanti, avrebbe accentrato la sua attenzione per fermarli: ma non c'erano! A parte, naturalmente, i poliziotti organizzati fra i manifestanti: e la mia convinzione è che non abbiano agito legalmente, ma perseguivano fini e scopi che nulla avevano a che vedere con i manifestanti.

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14 dicembre 2010
Claudio Simeoni
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venerdì, dicembre 10, 2010

La teoria dello Stato mafia che emerge dalla Costituzione Democratica mediante atti di violenza contro i diritti Costituzionali dei cittadini.


Oggi è facile leggere notizie come queste:

Mafia: operazione nel Nisseno,23 arresti
Sgominata famiglia che imponeva pizzo e gestiva aziende


(ANSA) - CALTANISSETTA, 2 DIC - Sgominata la famiglia mafiosa che da anni imponeva il 'pizzo' a Caltanissetta e gestiva alcune aziende. La polizia sta eseguendo 23 ordini di custodia cautelare in carcere. L'imponente operazione, denominata 'Redde Rationem' (resa dei conti), coinvolge 'picciotti' ed esponenti locali di 'Cosa Nostra' ma anche alcuni boss delle altre 'famiglie' del Nisseno con cui erano in stretto collegamento.Sequestrate anche 3 ditte, 2 operanti a Caltanissetta e una a Palermo.

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/12/02/visualizza_new.html_1674497933.html

E ancora:


Mafia: 44 arresti tra la Sicilia e la Campania

Sono 44 le persone arrestate nella notte in due distinte operazioni delle forze dell’ordine contro Cosa Nostra e Camorra. A Partinico sono finiti in manette 23 presunti uomini d’onore tra cui figura Giovanni Vitale, il figlio minore del boss Vito ex capo mandamento della zona. Nel napoletano è invece stato inferto un durissimo colpo al clan Misso, 21 persone sono state arrestate con accuse che vanno a vario titolo dall’omicidio alla detenzione illegale di armi da fuoco.

Tratto da:
http://www.corrispondenti.net/index.php?id=35641


Sembra che la lotta alla mafia sia condotta in modo efficace da parte della Polizia di Stato, Magistrati e Carabinieri.
Ma siamo sicuri che sia questa la mafia? Non è che, per caso, qualcuno spaccia per mafiosi una banda di delinquenti per quanto grande e ramificata che sia?
In realtà, non si tratta di una “guerra contro la mafia”, ma di una guerra di mafia. Ci sono troppi mafiosi o soggetti in odore di mafia nel Parlamento della Repubblica per pensare che le azioni della Polizia di Stato non siano in realtà una guerra di mafia anziché di una guerra contro la mafia.

Da qui nascono le riflessioni più generali sullo Stato mafia.
Che cosa significa: Stato mafia?
Sono riflessioni importanti che prendono corpo dalla percezione di un vissuto soggettivo in cui non è necessaria la “verità giudiziaria” perché i fatti, che devono spingere le persone alla riflessione, emergono da un insieme che li genera e che non può essere che un insieme associativo che controlla gli individui al di fuori delle regole sociali.
Da qui nasce la riflessione sullo Stato mafia:

http://www.stregoneriapagana.it/statomafia.html

Un insieme di riflessioni sulla realtà democratica del paese in cui viviamo.
Da queste riflessioni nasce un’esigenza. Nasce l’esigenza di comprendere su quali principi si basa lo Stato mafia e su quali articolazioni sociali fa leva per perpetuare il suo controllo sulla società.
Da quest’esigenza nascono le riflessioni sulla costituzione sullo Stato mafia e le relazioni che mette in atto con i cittadini:

http://www.stregoneriapagana.it/costituzionestatomafia.html


Dopo aver compreso quali sono gli elementi su cui si articola lo Stato mafia è necessario chiederci: “E’ possibile uscire dallo Stato mafia?”
“Se è possibile uscire dallo Stato mafia, quali sono le linee strategiche che un partito politico o un’associazione deve intraprendere?”
Pur non essendo possibile rispondere con delle ricette brevi, è possibile, tuttavia, tracciare le linee di sviluppo di un pensiero che ci consenta di uscire dallo Stato mafia:

http://www.stregoneriapagana.it/uscitadallostatomafia.html

I politici hanno sempre il potere di sconvolgermi per la loro mediocrità psico-culturale, ma questa è comprensibile perché la loro elezione avviene per relazioni di tipo mafioso, non per meriti politici che hanno conquistato nelle relazioni con i loro elettori. Come Giulio Andreotti prima di loro, come Aldo Moro prima di loro, come Amintore Fanfani prima di loro, come Francesco Cossiga prima di loro.
C’è una mafia che ha attraversato il nostro paese dalla strage di Portelle delle Ginestre a Piazza Fontana alla stazione di Bologna fino a produrre l’attuale crisi economica.
E dopo, dopo che cosa succederà?


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10 dicembre 2010
Claudio Simeoni
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giovedì, novembre 25, 2010

L'odio religioso di Ratzinger e il Convegno sulla libertà Religiosa: la Cina ha ragione. I diritti dei cittadini sono sacri!


Abbiamo già assistito in Italia come viene attentata la libertà religiosa ad opera dell’organizzazione criminale chiesa cattolica che attenta al dettato Costituzionale.
Già nel convegno sulla libertà religiosa organizzato dal CIRDU (Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Diritti Umani) “Diritti umani e religioni: il ruolo della libertà religiosa” all’Università Ca’ Foscari di Venezia organizzato da Vittorio Possenti, si è assistito a come i docenti dell’università chiamavano l’odio religioso, che spargevano, come “libertà religiosa”. Lo stesso prof. Vittorio Possenti è un integralista cattolico che fomenta l’odio religioso in funzione del diritto della chiesa cattolica di imporre la sua religione stuprando i bambini davanti al crocifisso. Davanti alla richiesta di libertà religiosa, scappava come un vigliacco che, sorpreso a pugnalare la libertà religiosa alle spalle (e nelle spalle dei cittadini), non voleva essere smascherato pubblicamente data la vigliaccheria e l’immoralità delle sue posizioni dottrinali.

Vittorio Possenti è un integralista anti-costituzione che istiga all’odio religioso tanto da affermare nel suo libro (definire osceno è poco) “Religione e vita civile” (edito Mondadori 2001):

“Una cristianità è dunque una forma sociale (culturale, civile, umana, temporale, storica) che risulta da un’intersezione positiva tra Vangelo e cultura, tra Chiesa e mondo: quando tale rapporto è impostato fecondamente, allora diciamo che c’è una cristianità nonostante la purificazione di cui possano essere bisognose le strutture in cui si articola.” Pag. 226

Tutta l’attuale civiltà è sorta combattendo l’odio religioso cattolico. La stessa violenza sessuale, per essere riconosciuta come delitto contro la persona, anziché contro la morale, ha dovuto combattere contro l’odio religioso della chiesa cattolica che voleva preservarsi dall’imputazione di violenza ai minori.
In altre parole, per Vittorio Possenti il “non lasciar che strega viva” Esodo 22, 17 e il “Intanto portate i miei nemici, quelli che non volevano che io regnassi sopra di loro e scannateli in mia presenza.” Luca 19, 27 di Gesù è la fecondità sociale. Per Vittorio Possenti è del tutto normale macellare chi è di una diversa religione come ordina il dio assassino dei cristiani che fa macellare i seguaci di Baal. Al contrario di Possenti, la società civile e le Costituzioni (anche quella cinese) chiama questo delitto!
Vittorio Possenti ha pubblicato i “così detti” atti del convegno tenuto il 4-6 dicembre 2008 depennando dagli atti sia l’intervento del prof. Raveri relativo alla libertà religiosa in Giappone che quello del Prof. A. Rigopoulos relativo alla libertà religiosa in India (e alle nefandezze dei missionari cristiani). Nell’intervento del professor Cavalieri, sulla libertà religiosa in Cina, ha depennato la questione dei riti che risale al 1700 e che spiega come la questione delle aggressioni terroristiche della chiesa cattolica in Cina avviene ben prima dell’avvento del regime Comunista. Nella stessa ottica di disinformazione Vittorio Possenti, al fine di imporre odio religioso, inserisce negli atti l’intervento del Prof. Goisis che non è mai stato tenuto al Convegno e dal titolo “Considerazioni sulla questione del Tibet”. Se Goisis avesse fatto quelle affermazioni, inumane e criminali, al Convegno, avremmo sollevato altre considerazioni. Non è accettabile che un individuo, di fatto, esalti lo schiavismo per simpatie nei confronti del Dalai Lama. Non è ammesso dalla Costituzione Italiana.
Vittorio Possenti confeziona gli atti del convegno sulla libertà religiosa tenuto a Venezia in funzione della diffusione dell’odio religioso da parte della chiesa cattolica.
Ed è l’odio religioso del Vaticano che la Cina vuole fermare difendendo i suoi cittadini.
Riporto:

Scontro tra Pechino e il Vaticano"Siete voi a violare la libertà religiosa"
La Cina replica alla Santa Sede, che ieri aveva inviato una dura nota di condanna in seguito all'ordinazione di un vescovo da parte del governo, senza l'autorizzazione del Papa


PECHINO - Accuse reciproche tra la Cina e il Vaticano, all'indomani dell'ordinazione 'governativa' del vescovo cinese Giuseppe Guo Jincal, avvenuta senza l'autorizzazione della Santa Sede, e pertanto definita da papa Benedetto XVI "una violazione della libertà religiosa" . Pronta la replica di Pechino: è invece la condanna del Vaticano a costituire una "prova di intolleranza e restrizione di libertà religiosa", ha detto il portavoce del ministro degli Esteri cinese Hong Lei.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/25/news/scontro_tra_la_cina_e_il_vaticano_siete_voi_a_violare_la_libert_religiosa-9479824/?ref=HREC1-9


Ha ragione la Cina. Ha ragione se prendiamo come punto di riferimento la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Non ha ragione la Cina se, invece, prendiamo come punto di riferimento il diritto del dio padrone dei cristiani di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui e, come conseguenza, ricattare le persone che non si mettono in ginocchio sia socialmente che economicamente.

Un odio religioso che la chiesa cattolica mette in atto contro tutti i non cattolici.
Allo stesso convegno sulla libertà religiosa organizzato da Vittorio Possenti, ci furono due professoresse relatrici, legate appunto all’odio religioso cattolico di Vittorio Possenti, che fecero due relazioni finalizzate a giustificare l’odio contro i musulmani: tale professoressa Ida Zilio Grandi e tale professoressa Barbara de Poli.

Questo era solo un convegno sulla libertà religiosa, ma un convegno non è solo un oggetto a sé stante. Un convegno universitario, che sia fautore di odio sociale, incita e alimenta l’odio sociale del quale è moralmente responsabile. Tanto più quando quell'odio sociale viene praticato attivamente sul territorio. Anche durante il nazismo c’erano docenti universitari che giustificavano il genocidio degli ebrei. Come questa attività d’odio:


Preghiera del venerdì sotto i riflettori di Al Jazeera
sabato 13.09.2008

Preghiera sotto i riflettori di Al Jazeera, l’emittente satellitare araba: è la sfida della comunità islamica di Treviso alla Lega. Una sfida pacifica, ma che non si ferma: ieri duecento musulmani hanno partecipato alla preghiera del venerdì in un parcheggio a Villorba. Una situazione documentata dalla troupe dell’emittente. Poi, in serata, un rinfresco aperto a tutti i trevigiani: «La nostra strada è il dialogo - ha detto l’imam - a prefetto, vescovo e sindaci lanciamo un appello per risolvere pacificamente il problema moschea». Ma intanto il vicesindaco Gentilini torna all’attacco, in particolare dei giovani islamici di S. Liberale: «Sono estremisti, come quelli delle Torri gemelle», ha dichiarato al quotidiano Il Giornale.

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/multimedia/2008/09/13/fotogalleria/preghiera-del-venerdi-sotto-i-riflettori-di-al-jazeera-2937999/4



Continua la persecuzione e l’intimidazione contro chi prega:


SERVIZI ANTITERRORISMO, DIGOS ALLA MOSCHEA DI CORNUDA
Sono state identificate 120 persone, per lo più di nazionalità marocchina
30-04-2010

Cornuda - Personale della Digos di Treviso ha effettuato un controllo nella moschea di Cornuda, al termine della preghiera islamica del venerdì.
Nel corso dell'attività, finalizzata alla prevenzione del fenomeno del terrorismo islamico - rende noto la Questura di Treviso -, sono state identificate 120 persone, la maggior parte di nazionalità marocchina, "tutte in regola con il permesso di soggiorno".
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/digos-controlla-moschea-di-cornudatutti-regolari-24826


E ancora:


Treviso, Ucoii: "Grave schedatura davanti moschea". Questura: controlli di routine
22 novembre 2010

Roma - (Adnkronos) - La denuncia del portavoce delle Unione delle Comunità islamiche in Italia che dice: "Chiedono i documenti all'uscita". Le forze dell'ordine: "Verifiche concordate con l'imam per evitare la presenza di clandestini ed estremisti". Musulmani Moderati: "Chi non ha nulla da nascondere, non deve avere nulla da temere".

Tratto da:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Treviso-Ucoii-Grave-schedatura-davanti-moschea-Questura-controlli-di-routine_311291194756.html

In realtà è la guerra di Ratzinger contro le altre religiosi. Una guerra a cui partecipa la polizia italiana. Se davvero la polizia vuole controllare i terroristi, non aggredirebbe coloro che vanno a pregare né aspetterebbe i musulmani nel giorno della preghiera: quando mai la polizia italiana ha fermato i mafiosi che uscivano dalla basilica di s. Pietro a Roma perquisendo chi era andato alla messa dal Ratzinger di ogni tempo?
Si tratta SOLO di odio religioso mascherato con delle scuse che suonano offesa alla Costituzione Italiana.
Ha ragione la Cina: l’individuo è il soggetto portatore di diritti, non il poliziotto al servizio di Ratzinger (li chiamano missionari) che va a costruire miseria per imporre il suo dio assassino.

Nota: Io ho ancora le registrazioni sonore del convegno Diritti Umani e Libertà religiosa del CIRDU.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

25 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica, novembre 07, 2010

Dai rottamatori di Matteo Renzi al nazismo e al clericalismo imposti agli elettori di "sinistra" da partiti clericali e nazisti mascherati da sinistra


I rottamatori di Renzi a Firenze stanno tentando l’ennesimo sforzo per truffare gli elettori della sinistra. Gli elettori e i militanti della sinistra devono subire l’ennesimo inganno ideologico che li costringe a passare da un sistema di idee democratiche ad un sistema di idee social-fascista manifestato dai rottamatori di Matteo Renzi.
I militanti e gli elettori di sinistra sono sempre stati frustrati da proposte di amministratori politici di destra, apertamente fascisti o clericali fatti passare per individui di sinistra o comunisti. Matteo Renzi, oggi, va a coprire quell’apparenza di efficientismo amministrativo che è stato usato per mascherare il terrore craxiano. Craxi lo ha spacciato per “sinistra” mentre ricostruiva un sistema mafioso con cui ritornare al fascismo.
Lo stesso vale per le esperienze recenti dove si spacciano per “sinistra” personaggi impresentabili, cattolici, some Veltroni, Rutelli, Letta o Franceschini, Binetti, o, nel recente passato Taradash, Cacciari, Bondi, Maroni, Ferrara, ecc.
Come si spacciava per democratica un losco individuo come Rita Borsellino e il suo clericalismo (il magistrato Borsellino, nel suo ruolo Istituzionale, non ha mai impedito che i bambini fossero costretti in ginocchio davanti al crocifisso, ma ha sempre favorito il terrore cattolico con cui i bambini venivano sottratti ai loro diritti Costituzionali alimentando, di fatto, l’ideologia mafiosa diffusa nella regione Sicilia!).
Oggi c’è Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che tenta di dare l’assalto al Partito Democratico spacciando per sinistra o per nuovo il vecchio metodo craxiano. Matteo Renzi, come sindaco di Firenze fa il pari con Tosi, Gentilini, Zanonato. Personaggi che tentano di far concorrenza alla Lega militarizzando il territorio, perseguendo i cittadini più deboli, aggredendo i lavavetri o gli accattoni in quel rigurgito medioevalista che funge da aggressione e offesa alla Costituzione della Repubblica e del trattato di Lisbona.
Un processo di fascistizzazione della società che si costruisce prendendo per i fondelli gli elettori della sinistra prospettando loro un “luminoso avvenire”.

Come Matteo Renzi che, privo di ogni ideale ideologico entro il quale chiudere la sua azione politica e sociale, di fatto ha, come unico ideale ideologico il nazifascismo condito da efficientismo hitleriano veicolato nella cultura attuale.
Si sono già dimenticati i picchiatori fascisti di Luciano Lama che entrarono all'università di Roma per impedire agli studenti di rivendicare i diritti Costituzionali, garantire agli industriali una ristrutturazione conomica in violazione alle norme sociali e aprendo, di fatto le porte alla marcia dei quarantamila e all'avvento sia della mafia che del Belusconismo fino all'attuale crisi economica?
Oggi i militanti della CGIL lamentano le azioni criminali di Bonanni che firma in disprezzo dei lavoratori, eppure i militanti di sinistra non avevano esitato ad appoggiare il clericale Bonanni ben sapendo che violentava le persone a maggior gloria del suo dio padrone.

Perché gli elettori della sinistra e i militanti della sinistra subiscono sistematicamente queste prese per i fondelli?

Diciamo che essenzialmente il gioco dell’inganno si regge su tre basi fondamentali.

Innanzi tutto il militante della sinistra. E’ caratterizzato da un’apertura psicologica verso un futuro che immagina migliore del presente all’interno di una partecipazione sociale capace di coinvolgere tutti i cittadini in un percorso comune. Il militante di sinistra desidera modificare il presente rimuovendo gli ostacoli che in quel presente individua. Questo tipo di sensibilità non è “necessariamente di sinistra”, ma appartiene a tutti gli individui, alla struttura psico-emotiva che sta alla base dell’individuo. Il militante di sinistra, a differenza di quelli di destra (anche se oggi le cose si sono mescolate e non sono più separate), vuole realizzare questo desiderio psicologico. E’ alla ricerca di una sua veicolazione nella società. In questo ideale impegna la sua vita e le sue scelte. Per questo è facilmente ingannabile: desidera così tanto un futuro migliore che spesso non analizza le conseguenze o le implicazioni della proposta sociale che gli viene fatta. Viene abbagliato dall’educazione cristiana che lo costringe a proiettare il sé stesso sensibile sulla società, come se tutti gli uomini percepissero la società nel suo stesso modo.

Ma, oggettivamente, ideologicamente, come si distingue una proposta politica di destra e una proposta politica di sinistra al di là delle sigle politiche o delle ideologie storiche?

Essenzialmente ci sono tre modelli ideologici che riassumono ogni proposta politica e sociale. Sia di destra che di sinistra. Questi modelli non sono astratti, ma si riferiscono al modo di organizzare la vita e gli interventi nella società civile. Questi modi ideologici sono venuti formandosi negli ultimi trecento anni e hanno avuto, nel corso della storia, vari modi di presentarsi e spesso si sono stratificati producendo un “immaginario” nelle persone che vi aderiscono e una realtà fattiva che ha finito per creare disillusione quando, chi aderiva al modello per immaginazione, ha dovuto scontrare la sua illusione con la realtà del modello.
Un esempio è l’illusione del “comunismo” di Gramsci spacciato per marxismo mentre, in realtà era clericalismo in una realtà di assolutismo statalista determinata dal fascismo. Crollato l’assolutismo è rimasto solo il clericalismo gramsciano. Un’altra illusione era l’efficientismo di Craxi che in realtà era fascismo in una oggettività clericale (determinata dalla Democrazia cristiana) la cui morale era subita passivamente dal Partito Comunista. Un’altra illusione erano le organizzazioni del golpismo di destra fra Borghese e Gelli che in quaranta anni hanno egemonizzato la destra italiana impedendo la nascita di una destra costituzionale e di un liberalismo economico svincolato dagli obblighi mafiosi di obbedienza a gerarchie cattoliche.

I tre modelli ideologici possibili li possiamo desumere dalla centralità che il singolo individuo occupa nei modelli ideologici.

Il singolo individuo, il cittadino, la persona, è il metro di misura di ogni ideologia.

Ogni ideologia passata e presente colloca il singolo individuo nella società e la società viene collocata nei confronti del singolo individuo. Non esiste un’ideologia che non collochi il singolo individuo in un ruolo sociale e non determini il ruolo sociale in relazione al singolo individuo.

Abbiamo detto tre forme ideologiche perché tre sono le forme di centralità che noi oggi siamo in grado di pensare:

1) la singola persona, il cittadino, come centro della società;

2) il dio padrone come, e con esso il clero, come centro della società;

3) lo Stato o le Istituzioni, sia centrali che locali, al centro delle società;

Queste tre forme ideologiche sono quelle che vengono proposte ai cittadini. La propaganda crea l’illusione della prima forma e poi, attraverso trucchi, fa passare la seconda forma o la terza forma ideologica. Poi, esistono combinazioni fra l’individuo desiderante e il desiderio di altri di trasformare l’individuo in oggetto di possesso, ma questo va oltre questo discorso.

Le tre forme vengono definite come Democratica, Monarchica e Fascista. Sono le tre forme ideologiche al di là di come vengono presentate o veicolate. Tutti i cittadini vorrebbero una democrazia applicata con sé stesi al centro del sistema socio-economico-giuridico, solo che i cittadini che occupano ruoli sociali, istituzionali o economici, vogliono l’interpretazione delle norme in forma fascista perché questo garantisce il loro ruolo dalla critica e dalla richiesta da parte dei cittadini di ottemperare ai loro doveri. Per contro, ogni cittadino viene violentato fin dall’infanzia e costretto a sottomettersi ad una gerarchia che vede il dio padrone come momento centrale e viene costretto a rinunciare alle sue capacità critiche per diventare supplice e sottomesso al dio padrone.

Ne consegue che chi rivendica i diritti Democratici è psicologicamente sottomesso al dio padrone ed è costretto ad interpretare la democrazia dal punto di vista del pietismo e della “grazia” che la chiesa cattolica impone finendo per appoggiare rivendicazioni proprie della monarchia assoluta e riaffermare il proprio essere uno schiavo che rinuncia alla democrazia. Questa situazione viene sfruttata da chi occupa ruoli Istituzionali che prendono in considerazione le richiesta dei cittadini solo se si sottomettono al loro essere dei padroni in quanto sono coloro che occupano i ruoli istituzionali (c’è ancora l’abitudine ad esser deferenti al magistrato al di là del ruolo sociale che occupa).
Va da se che in questo gioco viene emarginato il cittadino che intende riaffermare i principi democratici contro le Istituzioni o contro il dio padrone in quanto non ha il potere di occupare dei ruoli Istituzionali, né occupa dei ruoli di controllo dell’economia. Questi ruoli comportano un elevarsi al di sopra della Costituzione e della democrazia.

L’elettore e il militante di sinistra viene manipolato nelle sue illusioni: lui crede che tutti gli uomini siano uguali, debbano avere le stesse opportunità e devono essere i padroni del loro corpo.
L’istituzione fascista gli dice che sì lui è uguale a tutti coloro che obbediscono all’Istituzione e che deve mettere i loro corpi al servizio dell’Istituzione obbedendo ad ogni norma che l’Istituzione approva anche in contrapposizione alle norme sociali. Tutti sono uguali sottomessi ai bisogni e ai desideri delle Istituzioni come tutti sono uguali in ginocchio davanti ai desideri del dio padrone e delle gerarchie sociali. Cosa del resto ribadita anche da Vendola che antepone il suo dio padrone, il violentatore di bambini qual è Gesù, alle norme della democrazia e della Costituzione.
La monarchia dice all’Istituzione che lei deve essere la padrona dei cittadini che devono essere sottomessi ed obbedienti come devono essere obbedienti al dio padrone.
L’istituzione dice che i cittadini si devono mettere in ginocchio davanti al dio padrone perché il dio padrone è buono e in questo modo costringe i cittadini a rinunciare ad essere dei cittadini per sentirsi dei servi sottomessi all’istituzione.
Per questo motivo la sinistra non ha mai posto al centro dei suoi interessi la questione dell’infanzia concedendo alla chiesa cattolica il diritto di stuprare e violentare bambini ad imitazione di Gesù.


Il questa ottica ha buon gioco Silvio Berlusconi di usare il decisionismo craxiano per far accettare l’ideologia mafiosa che scavalcando l’Istituzione stessa fa dell’amico dell’amico un tipo di relazioni criminali che vedono l’Istituzione come una preda da usare per i propri scopi. Ha buon gioco il clericalismo cattolico che, nella stessa scia, usa le Istituzioni per accrescere il proprio controllo sociale distruggendo la scuola pubblica in funzione della scuola privata, la sanità pubblica in funzione della sanità privata. Cosa del resto che trova assolutamente normale Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, che, come Silvio Berlusconi, vede del tutto normale allearsi col don Verzé e distruggere la società civile in funzione della società clericale. Il clericale Massimo Cacciari ha ingannato gli elettori di sinistra spacciandosi per uno di sinistra mentre, in realtà praticava idee fasciste legate a Verzé. Poi si lamenta per i suoi fallimenti.

Le illusioni dei votanti e dei militanti della sinistra vengono violentate e usate per far funzionare questo o quel sistema che alla fine ha il solo scopo di impedire la realizzazione di quelle idee.
Ora, nel Partito democratico, ci sono tre fazioni a confronto: l’efficientista istituzionale ed economica di Bersani; quella leghista e razzista dei rottamatori di Renzi e quella clerico-fascista di Vendola.
I rottamatori di Matteo Renzi vivono con terrore l’efficientismo di Bersani perché mette in discussione le relazioni di controllo mafioso che si sono venute a fissare nelle città. Relazioni mafiose che vedono il confluire degli interessi dei commercianti, artigiani, piccola industria, che sfrutta privilegi e usa le Istituzioni cittadine per aggredire la concorrenza dei poveri e degli emarginati. Gli emarginati non danno voti, ma i commercianti, gli artigiani e i piccoli borghesi sì.
Bersani dice: l’economia in questo modo crea gravi problemi sociali occorre allargare la fascia dei cittadini che fruisce di reddito.
Matteo Renzi dice: l’amministrazione delle regioni e dei comuni fatte dal PD in questo modo crea problemi economico e sociali.
Vendola dice: l’uomo in questo modo crea problemi economici e sociali.
Tolto Bersani che ha già dimostrato la sua idea di economia liberale, resta il Matteo Renzi che noi , in Veneto, conosciamo molto bene. Il sindaco di Mogliano Azzolini fu eletto con i voti della sinistra. L’unica cosa che fece fu dichiarare guerra alle donne lungo le strade (per favorire commercianti, artigiani, trafficanti di droga e trafficanti di prostitute); criminalizzarle; sostituirsi alla Polizia di Stato; e poi, una volta sconfessato si fece eleggere con i voti della lega e della destra. Delle idee sociali, a questo fascista, non gli è mai fregato nulla. Matteo Renzi sta facendo la stessa ed identica cosa. Spaccia il suo efficientismo amministrativo come una forma ideologica finendo per imporre ai cittadini un’ideologia fascista. La rottamazione che propone è la rottamazione dei cittadini in quanto soggetti portatori di diritti per trasformali in sudditi obbedienti: dall’unione di velleità socialiste e il clericalismo nasce il fascismo e il nazismo con la costruzione dei campi di sterminio (non è lontano da questo sbocco chi usa la polizia urbana per aggredire i lavavetri). Dalle velleità del craxismo con il clericalismo nasce l’ideologia mafia-fascismo di Berlusconi che non sfocia nei campi di sterminio solo perché la democrazia lo ha impedito.

Vendola, dal canto suo lo ha detto chiaramente: “Io sono cristiano!”. Il che significa che nella tradizione morale della sinistra non metterà mai al centro dei programmi la questione dell’infanzia e proteggerà il diritto della chiesa cattolica di stuprare bambini in quanto questo avviene ad imitazione di cristo di cui lui si dice sostenitore. Se Gesù stupra bambini e lui non lo mette in discussione, non siamo più davanti alla democrazia, ma davanti ad una forma di clericalismo, comunque mascherato.
Non siamo davanti all’individuo che afferma sé stesso davanti al dio padrone, ma siamo davanti ad un Niki Vendola che riafferma il diritto del dio padrone contro i cittadini.

Per questo gli elettori di sinistra si troveranno sempre a votare a favore di trafficanti di schiavi, stupratori di bambini, istituzioni fasciste e criminali, basta che tutti questi sollecitino le loro illusioni di un possibile futuro diverso dal presente che stanno vivendo.

Gianfranco Fini oggi ha fatto un discorso che ha eccitato gli animi di una destra costituzionale. Gianfranco Fini resta uno di destra che ha saputo suscitare emozioni mentre la sinistra non sa suscitare emozioni pronta com’è ad apre le porte ad ogni nazi-fascista del quale vuole “comprendere le ragioni” e pronta ad aggredire, anche fisicamente, ogni individuo che metta al centro dei suoi discorsi il dettato Costituzionale e ne riempia le argomentazioni di contenuto emotivo e psicologico.

Bersani è uno che chiama estremisti quelli che vogliono l’affermazione della Costituzione della Repubblica e democratici i mafiosi di Silvio Berlusconi. E’ uno pronto ad allearsi con stupratori di bambini come Ratzinger (vedi Veltroni, Rutelli, Binetti, Letta, Franceschini) piuttosto che con quei “buzzurri” democratici che fa pestare dalle bande di poliziotti armati di manganelli e pistole.

I motivi per i quali gli elettori della sinistra vengono presi per i fondelli sono tutti qua: sono degli schiavi che hanno rinunciato ad essere dei cittadini (o se volete sono stati educati ad essere degli schiavi che hanno rinunciato ad essere dei cittadini). Volete un esempio? Nelle manifestazioni si assiste spesso (quasi sempre) alla presenza di poliziotti armati di manganello e pistola: quando mai i manifestanti hanno invitato questi terroristi, che sono là per ricattare, intimidire e aggredire, i manifestanti a lasciare la piazza e a ritirarsi nelle caserme?
Eppure la Costituzione lo prevede.
Dei cittadini lo farebbero; dei servi, degli schiavi preferiscono sottomettersi al manganello e ritenere che il manganello dei poliziotti abbia una qualche forma di legittimità.


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07 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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mercoledì, novembre 03, 2010

Silvio Berlusconi organizza un'evasione: che sia di Toto Reina o di Ruby, la cosa non cambia. Ha organizzato l'evasione di un imputato per delitto.

A qualcuno piace la fantapolitica?
Quando è fantapolitica?
Totò Reina è appena stato fermato dai carabinieri e dalla polizia. Stanno esaminando in che carcere mandarlo, quando arriva la telefonata di Silvio Berlusconi che dice: “E’ parente di Mubarak, sarebbe bene scarceralo, vi mando un funzionario della Presidenza del Consiglio cui affidarlo”. Subito i funzionari premurosi accolgono l’inviato del Presidente del Consiglio e gli consegnano Totò Reina. Dopo qualche giorno Totò Reina viene fermato per altri reati o sospetto di altri reati e, accorgendosi di aver sbagliato, i carabinieri e la Polizia lo inviano in prigione in attesa di processo.

Il problema non il soggetto per il quale Silvio Berlusconi ha telefonato, il problema è che Silvio Berlusconi ha messo in atto una vera e propria evasione di un arrestato e indagato. Ha sottratto un indagato alla giustizia.

In pratica Silvio Berlusconi ha messo in atto un’evasione sfruttando il suo ruolo di Presidente del Consiglio che, eufemisticamente e per la sua vanità, si fa chiamare “premier”.
Non è importante chi ha fatto evadere Silvio Berlusconi. Non è importante se ad evadere è Totò Reina o una ladra che fa la prostituta d’alto bordo, a organizzato attivamente un’evasione.

Scrive il Corriere della Sera del 30 ottobre 2010:

Poi in Questura arrivò la consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti
«Conosciamo questa ragazza non portatela in un centro»
Berlusconi chiamò in questura per Ruby: è una parente di Mubarak, meglio affidarla a una persona di fiducia

ROMA - Fu S
ilvio Berlusconi a dichiarare al capo di gabinetto della questura di Milano che Ruby era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Fu lui, esponendosi in prima persona, a mentire sulla reale identità della giovane e a chiedere che fosse subito affidata al consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti. Il testo della telefonata, così come è stato ricostruito dallo stesso funzionario Pietro Ostuni, è agli atti dell'inchiesta della magistratura che procede per favoreggiamento della prostituzione nei confronti della stessa Minetti, di Emilio Fede e di Lele Mora.
È il 27 maggio 2010, le 23 sono appena passate. Nella stanza del fotosegnalamento c'è Ruby, 17 anni, marocchina, fermata perché è stata denunciata da una sua amica per il furto di 3.000 euro. Lei cerca di difendersi, giura che quei soldi sono suoi. E quando le chiedono come mai è a Milano da sola, dice di essere in lite con la sua famiglia che vive a Messina. «Sono andata via, perché ho problemi con i miei genitori», chiarisce.
In un altro ufficio squilla il telefono del capo di gabinetto Pietro Ostuni. A chiamare è un uomo. Si qualifica come il caposcorta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E subito chiarisce il motivo della telefonata: «So che da voi c'è una ragazza che è stata fermata. È una persona che conosciamo e dunque volevamo sapere che cosa sta succedendo». Fornisce le generalità della giovane, si informa su quanto è accaduto. Ostuni inizialmente resta sul vago. E allora il caposcorta è più esplicito: «Anche il presidente la conosce, anzi aspetta che adesso te lo passo». Il funzionario rimane incredulo. Capita spesso che le personalità chiamino il gabinetto delle questure sparse in tutta Italia per i motivi più disparati, ma certo non si aspettava di parlare con il capo del governo. E invece è proprio Berlusconi a chiarire la situazione. Il resoconto della sua telefonata è nelle relazioni di servizio che sono già state depositate agli atti dell'indagine.
«Dottore - spiega Berlusconi - volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri». Ostuni chiarisce che la procedura di identificazione è ancora in corso, ma assicura che si provvederà al più presto. E subito dopo chiede di accelerare lo svolgimento della pratica. Poi avvisa i poliziotti che si stanno occupando della ragazza, dell'imminente arrivo della Minetti. Genericamente spiega che la questione interessa Palazzo Chigi. Non immagina che una funzionaria riferisca ai colleghi di questo «intervento». E invece la notizia fa presto a diffondersi. Soltanto il questore Vincenzo Indolfi viene informato che è stato Berlusconi in persona a chiamare, ma comunque si capisce che Ruby ha qualcuno «importante» che l'aiuta.
Qualche minuto prima della mezzanotte Minetti arriva in via Fatebenefratelli. Le viene spiegato che bisogna attendere il via libera del magistrato di turno al tribunale dei minori, la dottoressa Anna Maria Fiorilli. Nei casi di fermo di un minore, c'è l'obbligo di informare l'autorità giudiziaria del provvedimento e poi di attendere le sue decisioni circa la destinazione dell'indagato. Ed è quanto avviene anche quella sera, così come risulta proprio dalla relazione inviata al ministro dell'Interno Roberto Maroni. Al consigliere regionale viene comunque concesso di vedere la ragazza. Ruby le va incontro, l'abbraccia, la ringrazia per quanto sta facendo. Alle 2, esattamente otto ore dopo il fermo, la giovane marocchina torna libera. Agli atti rimane la firma di Nicole Minetti che dichiara di accettare il suo affidamento. Un impegno che - evidentemente - non ritiene di continuare ad onorare.
Una settimana dopo, il 5 giugno, Ruby litiga con una sua amica brasiliana. Interviene la polizia, la giovane viene portata in ospedale dove rimane qualche giorno. Al momento della dimissione la trasferiscono in questura proprio perché si tratta di una minorenne. Si decide di contattare il consigliere Minetti proprio perché possa andare a prenderla, visto che risulta affidataria. Ma per due volte la donna non risponde e a quel punto - dopo aver nuovamente contattato il magistrato per il "nulla osta"- arriva il provvedimento per trasferirla in una casa-famiglia a Genova. Nella sua informativa al ministro, Indolfi chiarisce che «nessun privilegio è stato concesso alla ragazza perché tutte le procedure sono state rispettate». Caso chiuso per il Viminale, come chiarisce in serata Maroni che si dice «pronto anche a riferirne in Parlamento». Ma l'indagine della procura di Milano è tutt'altro che conclusa. Moltissimi sono gli interrogativi ancora aperti.
Bisogna innanzitutto fare riscontri su chi effettivamente avvisò il presidente Berlusconi che Ruby era stata fermata ed era in questura per accertamenti: non è ancora escluso che abbia chiamato personalmente il caposcorta. In altre indagini sulle frequentazioni private del capo del governo, alcune ragazze avevano dichiarato di essere state autorizzate dallo stesso premier a contattare - in caso di necessità - direttamente il caposcorta o comunque qualcuno della segreteria. Una prassi che sarebbe stata seguita diverse volte e che anche Ruby potrebbe aver deciso di sfruttare quando ha compreso di trovarsi nei guai. E pure Nicole Minetti dovrà chiarire quale sia la reale natura del suo rapporto con Ruby, visto che prima accettò di firmare il decreto per l'affidamento della minore e poi decise di non occuparsene più.
Fiorenza Sanzini

30 ottobre 2010
Tratto da:
http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_30/sarzanini_conosciamo_ragazza_c857b278-e3f4-11df-9798-00144f02aabc.shtml?fr=correlati


Va da se che organizzare un’evasione è sempre un reato. Se il poliziotto di servizio riceve degli ordini dal capo a cui ha telefonato Berlusconi e lui li esegue in buona fede non è certo responsabile. Il responsabile, in complicità di evasione è il suo capo che, una volta ricevuta la telefonata di Silvio Berlusconi ha ritenuto più opportuno violare le leggi e glissare il Pubblico Ministero per far contento Silvio Berlusconi. In quel momento, il poliziotto responsabile ha cessato di essere un funzionario di polizia per diventare un criminale (che di lavoro fa il funzionario di polizia) che in combutta col criminale Silvio Berlusconi. Ha violato il codice di Procedura Penale al fine di assicurare, a sé o ad altri, un ingiusto profitto.
Il reato, commesso da Silvio Berlusconi, non è diverso se la fuga l’ha organizzata per Rudy o per Toto Reina. Il reato che ha commesso è uguale ed è quell’idea di Berlusconi di sottoporre i Pubblici Ministeri al controllo dell’esecutivo. Silvio Berlusconi, vigliaccamente, si ritiene il padrone delle persone e non il soggetto che, come Primo Ministro, ha dei doveri nei confronti dei cittadini.
Col suo comportamento e col suo disprezzo delle regole, Silvio Berlusconi sta incitando i cittadini a tirargli tanti duomi di pietra in faccia. E’ bene che i magistrati intervengano e fermino questo delinquente. E’ bene che i magistrati facciano il loro dovere nei confronti di Silvio Berlusconi.
Diventa altresì grave e criminale l’affermazione di Umberto Bossi secondo cui Silvio Berlusconi avrebbe dovuto far telefonare ad altri, come Maroni. Ora, già è chiaro che Maroni sta usando la polizia in modo improprio e spesso per aggredire i cittadini e consentire a Ratzinger di stuprare bambini. E’ altrettanto vero che molte norme, spacciate per sicurezza, in realtà sono attentati criminali alla Costituzione della Repubblica, ma che Umberto Bossi dica pubblicamente come quella cosa sia normale ingenera rabbia per le dimissioni che i magistrati della Repubblica hanno dato all’esecuzione del loro dovere.



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03 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì, ottobre 29, 2010

Il bunga-bunga e Consiglio dei Ministri sul disegno di legge in materia di filiazione


Sarebbe bene chiarire il significato di questa affermazione.
Se i bambini non hanno il diritto ad essere amati, può significare che i genitori possono usarli come zerbini?
Quali sono i diritti riconosciuti ai bambini?
Ufficialmente avrebbero tutti i diritti garantiti ad ogni cittadino, ma dal momento che non sono in grado di rivendicare quei diritti, chi è che deve renderli consapevoli di quei diritti?
Quali sono i doveri dei genitori nei confronti dei figli?
Costringere un bambino in ginocchio davanti ad un crocifisso è un atto di terrorismo eversivo nei confronti di ogni individuo della società civile, ma con questo provvedimento si possono violentare i bambini per costringerli a pregare davanti ad un crocifisso?
Diventa legittimo il Bunga-bunga nei confronti dei bambini?
Riporto il lancio ANSA

Stessi diritti figli naturali-legittimi
Da Cdm a ddl governo, ma scompare diritto bimbi a essere amati

(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Figli naturali come figli legittimi. Stessi diritti per tutti i bimbi, siano essi nati fuori o dentro il matrimonio. Lo stabilisce un disegno di legge delega approvato dal Cdm. Il provvedimento modifica la disciplina in materia di filiazione col fine di assicurare una sostanziale equiparazione dei diritti dei figli legittimi con quelli dei figli naturali. Disco rosso invece all'obbligo per i genitori di amare i figli: il diritto a essere amati 'non e' un diritto esigibile'.


Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/10/29/visualizza_new.html_1726963634.html


La parità fra figli legittimi e illegittimi era già stata dichiarata anche se alcune cose dovevano essere perfezionale (specie nelle relazioni parentali).
Se poi il provvedimento si riferisce all’abbandono dei minori, questo è un problema sociale. Finché lo Stato, anziché applicare il diritto Costituzionale riconoscendo l’aborto come un diritto sacro delle donne e la pillola abortiva un diritto inalienabile e la pillola del giorno dopo un diritto sacro, appare evidente, specialmente per le classi sociali più deboli, che l’abbandono dei minori (quando non si tratta di gettarli in un cassonetto) sarà una pratica, comunque, sempre presente.
A volte, quando le cose sono così maldefinite, spesso si prestano ad equivoci e un governo così legato all’ideologia assolutista cristiana (e lontano dalla Costituzione) ingenera sospetti a non finire.



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21 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
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giovedì, ottobre 28, 2010

Silvio Berlusconi: minorenni, prostitute, immondizia ed ecoballe!

Il Bunga-Bunga dell'immondizia in cui si culla Berlusconi offendendo il paese talia che ha gettato nella peggior crisi economica della sua storia.
Viva il Bunga-Bunga e in in culo agli italiani!
Questo fa intendere Berlusconi.

Per il governo Berlusconi, il paese è fatto di spazzatura.
Sia quando si tratta delle sue puttane, sia quando si tratta degli abitanti di Terzigno ridotti a spazzatura umana, sia quando si tratta della disoccupazione che Silvio Berlusconi aumenta per aumentare i suoi profitti, sia quando si tratta dei dipendenti statali.
Tutto è spazzatura.
Le persone sono spazzatura che Bonanni compra e vende violando i diritti Costituzionale dei lavoratori: ma lui, come integralista cristiano, ritiene che le persone siano bestiame del suo dio padrone e lui, che ne manifesta la volontà, le può comperare e vendere proprio come il bestiame o come la spazzatura.

Così gli abitanti di Terzigno sono il bestiame-spazzatura di Silvio Berlusconi. Ha dovuto aspettare le proteste violente per pensare di intervenire e ancora li vuole ridurre a bestiame. Se non ci fossero state le proteste che facevano intravvedere l’insorgere di una sperale di violenza, Silvio Berlusconi non sarebbe intervenuto ad affrontare il problema. Questa è la linea di Silvio Berlusconi e di Maroni, spingere i cittadini all’esasperazione e alla violenza. Così Silvio Berlusconi può mettere a tacere chi lo critica per le sue prostitute che traffica in combutta con Emilio Fede o Lele Mora: spazzatura!

Come sono spazzatura tutti quei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e la cui disoccupazione è stata sistematicamente voluta da Silvio Berlusconi per impoverire il paese a suo vantaggio. E sono spazzatura anche i dipendenti dello Stato e i posti di lavoro nella pubblica amministrazione.

Un paese spazzatura.
Tutto è ridotto a spazzatura e tutto e tutti sono costretti a comportarsi da spazzatura per alimentare la sete di guadagno e di potere di dominio di Silvio Berlusconi.
Le minorenni di Silvio Berlusconi sono spazzatura. In fondo, che vuole questa? E’ spazzatura a disposizione di Silvio Berlusconi.



Caso minorenne: premier, spazzatura mediatica
Il direttore del Tg4: 'Non mi risulta di essere indagato per alcun reato'
28 ottobre 2010
ROMA - "Sono una persona di cuore - risponde Berlusconi - mi muovo per aiutare le persone che hanno bisogno. Ma sono qui per parlare di spazzatura vera, quella mediatica lascio a voi. Facciamo come il sistema 'Annozero' , senza contraddittorio per me, solo accuse e insulti ma zero contraddittorio". Così il premier Silvio Berlusconi risponde alla domanda di un cronista, durante la conferenza stampa di Acerra sulla telefonata di palazzo Chigi per fare liberare una ragazzina fermata per furto.EMILIO FEDE, FORSE L'HO VISTA DAL PREMIER - "Non mi risulta di essere indagato per alcun reato. L'ho appreso stamani leggendo i quotidiani: credo di avere conosciuto quella ragazza a qualche cena a casa di Berlusconi ma non l'ho presentata io né a Lele Mora, né al presidente del Consiglio". Lo ha dichiarato all'ANSA il direttore del Tg4 Emilio Fede che, secondo quanto riportano oggi i quotidiani, sarebbe indagato per favoreggiamento della prostituzione nell'ambito dell'inchiesta della procura di Milano nata dal racconto di Ruby, una minorenne marocchina che ha parlato, nell'ambito di un filone di indagine sulla prostituzione, di incontri avuti con il premier Silvio Berlusconi. "Sono stato invitato più volte, e per fortuna, a casa di Berlusconi per delle cene - ha aggiunto Fede - ma quello che posso dire è che non mi è mai capitato una sola volta di vedere quelle cene terminare in un modo che si possa definire trasgressivo".
"Lele Mora è una persona perbene e lo vedo continuamente massacrato. Lo conosco io, come del resto lo conoscono tante altre persone sia nel mondo politico che dello spettacolo". Lo ha detto Emilio Fede ricordando di conoscere l'impresario da anni. "Con quella ragazza, che tra l'altro io credevo avesse 25 anni e non fosse minorenne, credo di aver scambiato un paio di parole, come faccio con tanti altri - ha continuato Fede - L'ho conosciuta a due cene che, ripeto, si sono concluse con nulla che possa essere classificato come trasgressivo". "Di essere indagato - ha detto ancora Fede -, l'ho appreso dai giornali, ma se davvero c'é una indagine nei miei confronti, che mi arrivi subito una notifica, così posso spiegare tutto". Il direttore del Tg4 ha ribadito più volte di non essere stato lui a presentare quella ragazza a Lele Mora, né di essere stato lui a portarla ad Arcore.La notizia dell'esistenza di un' indagine a Milano su presunti rapporti di una minorenne marocchina, legata al giro di Lele Mora, con il premier Silvio Berlusconi nella sua abitazione è stata data il 26 ottobre da 'Il Fatto quotidiano'. La notizia, peraltro, era stata poi smentita ieri dal procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, che ha negato l'esistenza di "denunce" da parte di una giovane marocchina nei confronti del presidente del Consiglio. Secondo quanto riportato oggi da alcuni quotidiani, la procura avrebbe, invece, già aperto un'indagine per favoreggiamento della prostituzione nell'entourage del presidente del Consiglio che vedrebbe al centro degli accertamenti giudiziari l'impresario televisivo Lele Mora e il direttore del Tg4 Emilio Fede e il consigliere regionale Nicole Minetti, ex igienista del premier eletta al Pirellone la scorsa primavera. Le prime dichiarazioni, definite dagli inquirenti "controverse" - secondo quanto riportato dai media - sarebbero state rese alcuni mesi fa da Ruby, la giovane marocchina scappata dalla famiglia in Sicilia e dalle comunità alle quali il Tribunale dei minorenni l'aveva affidata. Ieri Ruby è stata a lungo sentita in procura, per ricostruire la vicenda. Alla riunione, al quarto piano del Palazzo di Giustizia, hanno partecipato il procuratore Edmondo Bruti Liberati, il procuratore aggiunto Pietro Forno, a capo del pool Reati Sessuali, e il pm Antonio Sangermano, titolare dell' indagine. I legali del premier, gli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini, avevano definito ieri "le notizie apparse assolutamente infondate".
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/10/28/visualizza_new.html_1727176012.html


Prima Silvio Berlusconi crea le emergenze e poi si pavoneggia.
Che squallore!
Aveva dichiarato di aver risolto la questione dei rifiuti e, invece, aveva solo nascosto la merda sotto il tappeto per far ammalare i bambini dei paesi attorno ai suoi immondenzai.
Il risultato è che ha saccheggiato il parco del Vesuvio costringendo, con la violenza fatta ai cittadini, l’Unione Europea a non erogare i fondi per le discariche.
Berlusconi ha mentito sui rifiuti di Napoli: è un bugiardo e un saccheggiatore della società civile.


Berlusconi: fra 3 giorni niente più rifiuti a Napoli
Il premier e Bertolaso al termovalorizzatore di Acerra, 'miasmi spariranno a breve'
28 ottobre 2010

ACERRA (NAPOLI) - "Fra tre giorni a Napoli non ci saranno più rifiuti". Lo ha assicurato il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa ad Acerra.
Abbiamo detto che in 10 giorni il fenomeno si sarebbe risolto. Siamo già molto avanti, il fenomeno è stato risolto al 90%, l'odore" che arriva da Cava Sari "è solo al 10% rispetto a quello di alcuni giorni fa e in tre o quattro giorni, entro il limite dei dieci giorni che ci eravamo dati, sparirà completamente". Lo ha affermato ad Acerra il premier Silvio Berlusconi.
"Abbiamo ragione di pensare che un accordo possa essere accettato fra dieci giorni". Così il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa al termovalorizzatore di Acerra, ha risposto ad una domanda sulla mancata firma di alcuni Comuni al documento per risolvere l'emergenza rifiuti.
"La situazione si sarebbe evitata con la raccolta differenziata. A Napoli i dati dichiarati indicano che solo il 18 per cento fa la raccolta differenziata".
IL PIANO E' VALIDO, SI VA AVANTI - "Il piano organico per i rifiuti per la Campania" che ha portato "danni" all'immagine della regione "è valido e funziona tuttora e deve essere portato avanti secondo le direttrici stabilite". Così il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa al termovalorizzatore di Acerra.
'NO ALTERNATIVA A TERZIGNO, NON INQUINA' - La presenza di discariche nell'area di Terzigno "non è una situazione che possa avere un'alternativa. Vorrei dire agli abitanti di questi Paesi che manteniamo il piano presentato ai 18 sindaci". Lo ha detto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa ad Acerra. Il piano prevede, ricorda, "un fermo dei conferimenti a Cava Sari per consentire la copertura e i controlli sanitari e ambientali: sono avanzati e stanno dando buonissimi risultati. Sono fatti non solo da noi, ma dall'Istituto Superiore di sanità, dall'Ispra e dai tecnici dei comuni interessati: nessun dato fuori norma viene ad ora segnalato".
'PROVOCAZIONE DA FACINOROSI ORGANIZZATI' - Il premier Silvio Berlusconi durante una conferenza stampa al termovalorizzatore di Acerra, ha ringraziato le forze dell'ordine per aver dovuto sopportare le "provocazioni" durante le rivolte per l'emergenza rifiuti provocate "non dalla popolazione ma da facinorosi che pare siano anche organizzati".


Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/10/18/visualizza_new.html_1731611116.html


Osserviamo come le cifre che riporta Draghi siano quelle annunciate dalla CGIL.
Disoccupazione e lavoro precario; ricatti delle persone e aggressioni. Aggressioni e violenze messe in atto dalla Confindustria e favorite dalla complicità attiva di Bonanni e Angeletti che aggrediscono i livelli di vita dei cittadini. Aggrediscono i cittadini sparando loro nella testa quella miseria economica che i licenziamenti massicci e il disprezzo dei diritti civili stanno alimentando nel paese. Gli atti criminali di Bonanni e Angeletti, i loro atti di terrorismo, non consistono nello sparare ai lavoratori, ma di agire per favorire i progetti di emarginazione, e sottoprofitto, messi in atto dalla Confindustria in combutta con la UIL e la CISL: Bonanni non si identifica con l’ideologia del dio padrone? E la CISL non è forse nata da un’operazione di disarticolazione dei livelli di vita dei lavoratori italiani messa in atto dalla CIA? O ce lo siamo dimenticati.



Draghi: occupazione tema centrale, sottoutilizzo sopra all'11%
"Tra 2008 e 2009 persi in Italia 560.000 posti"
28 ottobre, 2010

ROMA - Per rilanciare i consumi e quindi la crescita "la condizione del mercato del lavoro è il tema centrale". A dirlo, nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio, è il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che torna sul tema del vero livello degli occupati: "si calcola per l'Italia un tasso di sottoutilizzo superiore all'11% delle persone potenzialmente occupabili - dice il governatore Conteggiando anche la Cig e i lavoratori scoraggiati - come in Francia , più che nel Regno Unito e in Germania".TRA 2008 E 2009 PERSI IN ITALIA 560.000 POSTI LAVORO - "Tra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009 il numero di occupati si è ridotto in Italia di 560.000 persone": è quanto ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi alla Giornata mondiale del risparmio. Secondo il numero uno di Bankitalia le persone che hanno perso il proprio posto di lavoro sono "in gran parte appartenenti a quell'area che include i contratti di lavoro a tempo determinato e parziale e il lavoro autonomo con caratteristiche di lavoro dipendente occulto". Tuttavia, secondo Draghi, "nel primo semestre dell'anno in corso si è registrata una debole ripresa, con 40.000 occupati in più".PIL 2010-11 NON SI DISCOSTERÀ DI MOLTO DALL'1% - "Le prospettive per la crescita del pil, quest'anno e il prossimo, non si discostano di molto dall'1%. Nel primo semestre essa ha tratto beneficio dall'aumento delle esportazioni che stanno rallentando". Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, secondo il quale allo sviluppo economico "serve il contributo della domanda interna". La crisi, ha aggiunto Draghi, "ha investito con forza la nostra economia, riportandone indietro il prodotto annuo, nel 2009, sui volumi di 9 anni fa".


Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/10/28/visualizza_new.html_1727173161.html


Ed ora anche i dipendenti della Pubblica Amministrazione sono diventati immondizia.
Un’immondizia che ha un costo e non una funzione sociale. Una palla al piede.
Si impoverisce la struttura dello Stato per permettere ai criminali di avere l’impunità per le loro azioni.
I dipendenti statali sono immondizia e il fine di Brunetta è quello di tagliare questi fannulloni e questi parassiti: quale stato avremmo poi?

Brunetta, riduzione 300 mila occupati 2008-2013
Brunetta: in PA come effetto di blocco turn-over, lavoro flessibile e collocamento a riposo
28 ottobre, 2010



ROMA - Nella pubblica amministrazione ''per effetto delle misure in materia di blocco del turn-over, contratti di lavoro flessibile e collocamento a riposo, complessivamente tra il 2008 e il 2013 si puo' prevedere una riduzione dell'occupazione nel pubblico impiego di oltre 300 mila unita''', pari ad un calo dell'8,4%. E' tra i dati portati dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ad un anno dalla riforma, ad un convegno nel quale viene presentato anche il rapporto dell'Ocse sulla riforma della pubblica amministrazione in Italia. ''Negli anni 2008 e 2009 - si legge nel documento presentato al convegno - il personale si e' ridotto di circa 72 mila occupati scendendo a circa 3,5 milioni di unita'''.
CONTRIBUTO CORREZIONE CONTI 62 MLD 2008-2013 - ''Il contributo della pubblica amministrazione alle manovre di correzione dei conti pubblici (dal Dl 112/2008 al Dl 78/2010) e' pari a circa 62 miliardi di euro nel periodo 2008-2013''. Dato presentato dal ministro della pubblica amministrazione ad un anno dal varo della riforma. ''Questo equivale ad oltre il 4% della spesa annuale per personale e consumi intermedi''
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/10/28/visualizza_new.html_1727174216.html


Silvio Berlusconi ha trasformato l’intera nazione in una grande discarica di immondizia.
Non si tratta di un paradosso, si tratta di un’idea di relazioni fra le persone che ha nel cristianesimo la sua radice: tutto è immondizia per dio che fa quello che vuole.
Il dio padrone dei cristiani non si cura del futuro. Lui è alfa e omega del presente. Sono gli uomini, ridotti in ecoballa pronti per l’inceneritore che, invece, devono provvedere per il futuro che Silvio Berlusconi con le sue prostitute minorennni sta saccheggiando.
E’ per questo che è sempre scappato da Annozero preferendo l’onnipotenza al di sopra di tutti che gli garantisce Bruno Vespa.

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28 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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mercoledì, ottobre 27, 2010

Capezzone, come Berlusconi o come Belpietro? Tutto sa di truffa e di presa in giro...



Così, a prima vista, anche questa “aggressione” appare più una bufala o una trovata pubblicitaria che non una reale aggressione. Come l’aggressione dell’uomo armato a Belpietro che appare più una truffa che un fatto vero e proprio.
Questi aggressori che colpiscono e fuggono non solo lasciano perplessi, ma fanno apparire come se la scena fosse orchestrata.
Ci si augura che la Polizia faccia chiarezza: ma tutto appare come una truffa.
Da quando la statuetta in faccia a Berlusconi gli ha aumentato l’indice di gradimento fino a scoprire che a tirargliela in faccia era un militante del suo partito, anche l’aggressione a Capezzone induce a credere che Capezzone abbia messo in atto una trovata pubblicitaria.
Io, fintanto che non sarò smentito, non credo nell’aggressione. Capezzone ha sparato troppe stupidaggini per non aver bisogno di una trovata pubblicitaria per aumentare la presenza in televisione.
Chi ha avuto un minimo di esperienza degli anni ’70 può solo esprimere seri dubbi sulla vicenda.


Scrive il giornale La Repubblica:

ROMA - Daniele Capezzone, portavoce nazionale del Pdl, è stato aggredito a pochi metri dalla sede di via dell'Umiltà da uno sconosciuto, che gli ha sferrato un pugno al viso e poi si è dileguato. Lo riferisce Gregorio Fontana, deputato del Popolo della libertà tra i primi ad soccorrere il collega insieme al coordinatore nazionale, Denis Verdini. Capezzone è stato portato subito con l'ambulanza all'ospedale Santo Spirito, dove è stato dimesso circa un'ora dopo, conclusi tutti i controlli necessari. Raggiunto telefonicamente, dal portavoce del partito poche parole: "Sono stato aggredito, mi hanno dato un pugno...".Immediato l'attestato di vicinanza dal gruppo parlamentare Pdl alla Camera . "Esprimiamo una totale solidarietà a Daniele Capezzone e rileviamo - dice il capogruppo Fabrizio Cicchitto- che l'atmosfera peggiora sempre di più a causa dell'esistenza di uno squadrismo di sinistra che accentua col passare del tempo la sua arroganza e la sua aggressività. Il noto network dell'odio sta producendo effetti nefasti sempre più visibili".

Tratto a:
http://www.repubblica.it/politica/2010/10/26/news/capezzone_aggredito_a_roma_un_pungo_al_viso_in_centor_a_roma-8462691/

Come si è ridimensionata la vicenda della statuetta in faccia a Berlusconi e quella di Belpietro si è rivelata una truffa, anche questa si rivelerà per quello che è: molto probabilmente una trovata pubblicitaria degli individui vuoti e politicamente incapaci del Popolo delle Libertà.
Con troppa facilità Cicchitto ha individuato i “colpevoli”, quasi fosse concordato con qualcuno anche se Brunetta continua ad avvelenare il clima politico di personaggi talmente incapaci che in un anno hanno approvato 10 leggi. Il massimo dell’inefficienza, dell’incapacità e del menefreghismo nei confronti degli italiani. E vuoi che a questi non serva pubblicità per sopravvivere?



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26 ottobre 2010
Claudio Simeoni
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martedì, ottobre 12, 2010

Gli eserciti attuali sono masse di macellai incapaci di combattere una guerra: sanno solo macellare uomini, donne e bambini.



Sono gli eserciti occidentali i cui soldati sono solo dei delinquenti equipaggiati e addestrati come tanti “rambo” capaci solo di macellare donne uomini e bambini indifesi e pronti a violentare chiunque pretenda da loro un comportamento consono al dettato Costituzionale o alle regole sociali.
Bande di macellai ai quali sono stati dati aerei, bombe, carri armati, mitragliatori. Queste bande di macellai, addestrati a macellare, vengono chiamati “esercito”. Però sono un corpo estraneo alla società civile, un bubbone che si vuole allontanare e mandare a violentare donne e bambini in paesi lontani perché effettivamente fa schifo averli sul proprio territorio.
Nella società in cui viviamo, a differenza della società monarchica o fascista, prima viene il cittadino e poi il soldato. E il soldato è tale nella misura in cui fa propri i bisogni dei cittadini e non nella misura in cui fa dell’essere soldato (cioè rambo) una contrapposizione fra sé e la società civile.
Questa contrapposizione fra il suo essere rambo e la società civile è il motivo per cui gli eserciti occidentali sono destinati ad essere sconfitti in qualunque parte del mondo vadano. Sono solo macellai che torturano, uccidono, mantenendo distante la stampa indipendente per mantenersi il diritto all’impunità di macellare uomini, donne e bambini indifesi perché alla fine, è l’unica cosa che questi individui, che si sono dimessi dalla società civile e dai suoi sacri principi, sanno fare.
Poi, un giorno, l’Italia sarà chiamata a rispondere per delitti contro l’umanità. Per i massacri fatti in Afganistan, taciuti e nascosti.
Abbiamo saputo per caso che i militari italiani hanno sparato nella schiena ad una bambina ad un posto di blocco. L’assassinio non è stato censurato, ma giustificato. Come non sono stati censurati i mitragliamenti dei villaggi fatti dai militari italiani; dove sta la stampa indipendente al seguito?

Nelle accademie militari, ufficiali vigliacchi, studiano il modo di macellare le persone per il gusto di macellarle forti di una politica che vede nel loro terrore l’unica possibilità di sancire il proprio dominio sulla società civile. Generali vigliacchi, la cui unica attitudine è quella di sganciare bombe su villaggi indifesi paventando un nemico che sta solo nelle loro erotiche fantasie.

Un esercito del genere funzionava nel XIX secolo e ha avuto il suo epilogo tragico nel XX secolo. Da allora la guerra non fu più di uno stato contro un altro, ma fu la guerra di macellai delle accademie militari che disponevano di ampi mezzi di massacro contro popolazioni qualunque fosse l’ideologia attorno alla quale quelle popolazioni cementavano la loro identità.
Oggi le guerre non si vincono macellando le persone. Questa idea il Sig. Giorgio Napolitano deve togliersela dalla testa!
Io che ho conosciuto davvero l’esercito italiano, conosco gli ufficiali per tutti i comportamenti vigliacchi che hanno tenuto e non ho difficoltà di pensarli come dei macellai in teatro di guerra. C’è fra loro qualche individuo che possa considerarsi ossequioso ai doveri imposti dalla Costituzione? Difficile pensarlo! Si nascondono dietro “Ho ricevuto un ordine!”, come se questo li assolvesse da ogni delitto. L’esercito è un corpo separato dalla società civile e se io ho conosciuto gli ufficiali che tentavano un colpo di Stato in Italia, pensiamo a che cosa succede quando costoro hanno a che fare con quelli che definiscono “selvaggi”!

Macellai!
Questo sono i militari italiani: non hanno nessuna dignità morale che non sia quella dell’assassinio. Non sanno condurre una guerra, non sono addestrati a farlo. Sanno macellare persone indifese in modo più o meno feroce in base ai mezzi che hanno a disposizione. Come in Etiopia e in Eritrea usarono i gas per macellare la popolazione; come in Libia macellarono gli arabi per una questione di missionarismo cattolico, così in tempi recenti hanno macellato in Iraq e ora stanno macellando in Afganistan. E poco importa che Giorgio Napolitano parli di “missione di pace”. Quando mandi delle persone con carri armati e mitra e quando organizzi aggressioni ad Emergency perché testimonia dell’orrore che i tuoi carri armati e i tuoi mitra stanno diffondendo, allora sono parole vuote che suonano offese alla Costituzione della Repubblica e ai cittadini italiani: chi dovrebbe garantire la Costituzione usa il suo ruolo per ingannare gli italiani. Per questi criminali con la tuta mimetica l’Italia sarà chiamata a rispondere di delitti contro l’umanità.

I falliti sanno solo buttare bombe: e così si inviano bombardieri in una guerra il cui solo scopo è quello di controllare la vendita dell’eroina e l’imposizione del cattolicesimo a popolazioni di una diversa religione.
Sono andati con la propaganda di aiutare le donne dal velo imposto dai talebani e sono riusciti solo a macellarle. Sia chiaro che l’infamia che comporta l’azione militare sui villaggi indifesi non è relativa solo a chi ha sganciato la singola bomba, ma di tutto l’esercito, di qualunque nazione, che ha sganciato quella bomba: L’esercito italiano è responsabile, e con esso il singolo militare, di tutti i macelli fatti dai Droni USA. Il singolo militare non subisce l’infamia solo perché ha sparato nella schiena ad una donna, ma perché è nello stesso esercito di chi ha sganciato bombe: queste sono le regole morali!



LA RUSSA, ARMARE BOMBARDIERI PD, NE DISCUTANO LE CAMERE

11 OTT 2010 (AGI) - Roma, 11 ott. - "L'Italia e' l'unico Paese che in Afghanistan che non ha armato i propri bombardieri, tutti gli altri lo hanno fatto". A ricordarlo e' stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha chiarito che non si puo' parlare di "salti in avanti" su questo. "Non li abbiamo armati per mia decisione, anche contrastando una legittima tendenza a essere uguali agli altri Paesi che mi veniva giustamente sollecitata dai comandi militari", ha spiegato. Adesso, ha spiegato, "avendo avuto contezza della recrudescenza della violenza e visto il dolore enorme che provoca ogni morte, credo che debba essere verificata questa mia decisione, non vorrei che fosse sbagliata e a verificarla dovranno essere le commissioni parlamentari". "Invece che decidere sulle bombe, chiariamo qual'e' il nostro ruolo in Afghanistan". Lo ha dichiarato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, intervistato da Fabio Fazio alla trasmissione 'Che tempo che fa' nel pomeriggio di ieri a Milano. "Vorrei che l'Italia invece di decidere su una bomba - ha detto - cercasse di capire meglio la questione e cercasse di decidere l'anno prossimo cosa succede". Il riferimento del segretario Pd e' alla dichiarazione del ministro della Difesa Ignazio La Russa che in seguito alle nuove vittime in Afghanistan ha esternato la sua volonta' di rivedere le regole della dotazione di bombe sugli aerei italiani. I punti fondamentali secondo Bersani sono quattro: "Quanta credibilita' ha il ritiro annunciato a meta' del 2011", "Cosa succede in Pakistan anche in vista della stabilizzazione dell'Afghanistan", "Come si coinvolgono i Paesi che in questo momento se ne lavano le mani come la Russia e la Cina", e la Cina", e "Quali sarebbe i compiti degli italiani in una nuova fase di transizione". Bersani ha ribadito che non si puo' fuggire dall'Afghanistan. "I talebani non possono vincere - ha detto il segretario Pd - non si puo' lasciare la patata bollente solo nelle mani degli altri". "Quello che si pone il ministro La Russa e' un giusto interrogativo - dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera - perche', con il salto di qualita' ulteriore che sta avendo la lotta dei talebani contro il nostro contingente di pace, duramente colpito anche attraverso la deflagrazione di ordigni che fanno saltare in aria i carri armati, chiedersi se e' il caso di fare intervenire l'aviazione e mettere le bombe sui caccia e' un interrogativo a cui a mio parere occorre dare una risposta positiva". E' giusto che il Parlamento valuti se l'attuale livello di sicurezza dei nostri soldati in Afghanistan e' adeguato o meno". Lo dice il reponsabile Esteri del Pd, Piero Fassino, commentando la proposta del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, secondo cui le Camere dovrebbero valutare anche l'ipotesi di armare i bombardieri italiani che operano in Afghanistan. "Dice bene La Russa quando chiede che l'autorizzazione ai nostri aerei a bombardare sia affidata al Parlamento. E' infatti evidente che essa apre la prospettiva del mutamento della natura della nostra missione, e questo puo' essere deciso solo dal Parlamento". Lo sottolinea in una nota Arturo Parisi (Pd) che aggiunge: "Il ministro della Difesa dice altrettanto bene quando ricorda che la possibilita' sulla quale chiede la decisione del Parlamento e' gia' realta' per molti nostri alleati. Questo equivale a riconoscere che quella che con troppa leggerezza noi chiamiamo 'missione di pace' invece che 'per la pace', e' gia' per i nostri alleati nei fatti o in potenza missione di guerra. Partecipare al pari degli altri a quella che gli altri definiscono guerra equivale a riconoscere di fare o partecipare ad una guerra". Ma la nostra Costituzione, osserva il deputato Pd, "a differenza di quella di molti nostri alleati, non consente la guerra se non entro limiti estremi e precisissimi. E' possibile continuare a partecipare a quella che altri definiscono guerra, alla sola condizione di farlo ma non dirlo? Non e' questa una questione tecnica da lasciare sulle spalle dei militari. E neppure una questione che possa essere presa dal governo di turno con un semplice voto di maggioranza senza che da questo derivino gravi conseguenze. E' per questo motivo che la domanda apparentemente tecnica che il ministro della Difesa affida al Parlamento necessita di una risposta politica pienamente consapevole del suo rilievo storico". (AGI) 15


Tratto da:
http://www.agi.it/news/notizie/201010110817-cro-rt10007-la_russa_armare_bombardieri_pd_ne_discutano_le_camere

Siamo ancora in presenza di un esercito vecchio di cento anni.
Addestrato come in epoca fascista e con la stessa ideologia.
E’ un corpo estraneo alla società civile che in Afganistan spara per imporre il cattolicesimo. E’ una vergogna per l’Italia e un’umiliazione per gli italiani che dovranno rispondere di delitti contro l’umanità pur avendo una Costituzione che imponeva che queste azioni non potevano avvenire proprio per preservare l’Italia da accuse del genere.

12 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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